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Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.8
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.8
Componente
Estintori a polvere, a schiuma, ad acqua, ad anidride carbonica, ad idrocarburi aloganati, e Estintori carrellati a polvere chimica, a schiuma, ad
anidride carbonica, ad idrocarburi alogenati
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Il servizio di manutenzione ordinaria degli estintori sarà soggetto all’osservanza di tutta la normativa tecnica di riferimento, e in particolare alla Norma UNI 9994-1:2013 - Apparecchiature
per estinzione incendi - Estintori d'incendio - Parte 1. Tale norma prescrive i criteri per effettuare il controllo iniziale, la sorveglianza, il controllo periodico, la revisione programmata ed il
collaudo degli estintori portatili e carrellati, (inclusi gli estintori di classe D) al fine di garantirne I'efficienza introducendo inoltre i concetti di:
·
Persona addetta alla sorveglianza: persona responsabile che abbia ricevuto adeguate informazioni atte a controllare lo stato dell'estintore.
·
Persona competente (che corrisponde al manutentore): persona dotata di adeguata esperienza e formazione, e che ha accesso ad attrezzature, apparecchiature ed è in grado di eseguire
Ie procedure di manutenzione raccomandate dal produttore.
·
Persona responsabile: Persona responsabile di predisporre Ie misure di sicurezza antincendio appropriate per l’edificio o supervisionarne iI rispetto. Detta figura deve corrispondere
con il responsabile della commessa individuato, secondo quanto previsto dal capitolato speciale di appalto, da parte dell’impresa affidataria del servizio di manutenzione
L' attività di manutenzione è strutturata in attività distinte come da elenco e deve essere effettuata con la periodicità indicata nelle schede che seguono. Le attività di manutenzione sono così
denominate:
·
Controllo iniziale
·
Sorveglianza
·
Controllo periodico
·
Revisione programmata
·
Collaudo
·
Manutenzione straordinaria
II controllo iniziale consiste in un esame, eseguito anche contemporaneamente alle fasi di controllo periodico, a cura dell'azienda di manutenzione subentrante e deve prevedere i seguenti
accertamenti:
a) Verifica che gli estintori non rientrino tra quelli da considerarsi fuori servizio
b) verifica che i contrassegni distintivi (etichetta e marcatura sui serbatoio) siano chiaramente leggibilic) Verifica dell'esistenza delle registrazione (registro attrezzature, cartellini) della
precedente attività di manutenzione.d) Verifica la presenza del libretto d'uso e manutenzione (estintori omologati EN3-7 D.M.7.1.200S)
Qualora i documenti non siano disponibili il manutentore deve comunicare al direttore per l’esecuzione del contratto responsabile le non conformità rilevate e disporre, nell’ambito del
contratto di appalto e del relativo canone, tutte le necessarie attività per sanare le difformità riscontrate.
La sorveglianza consiste in una misura di prevenzione che deve essere effettuata dalla persona responsabile che abbia ricevuto adeguata informazione. La sorveglianza è finalizzata ad
esaminare lo stato dell'estintore tramite I'effettuazione accertamenti indicate nelle schede tecniche. Ogni attività dell'avvenuta sorveglianza deve essere annotata sul registro.
II controllo periodico deve essere eseguito dalla persona competente e consiste in un attività atta a verificare, con periodicità massima di 6 mesi I’efficenza degli estintori portatili e carrellati
mediante le medesime verifiche di cui alla fase sorveglianza, e mediante tutte le altre attività indicate nelle schede tecniche. Gli strumenti utilizzati per i controlli (manometri e bilance)
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.8
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
devono essere tarati e/o verificati, ad intervalli specificati, o prima del loro uso, a fronte di strumenti di misura campione.(es. strumenti certificati SIT). Devono essere mantenute le
registrazioni dei risultati della taratura e verifica.
Le anomalie riscontrate devono essere immediatamente eliminate, in caso contrario I'estintore deve essere dichiarato non idoneo, collocando sull'apparecchio un etichetta "ESTINTORE
FUORI SERVIZIO" informare inoltre la persona responsabile e riportare la dizione "FUORI SERVIZIO" sui cartellino di manutenzione.
La revisione programmata deve essere effettuata da persona competente e consiste in una serie di interventi tecnici effettuata con periodicità come da schede e atti a mantenere costante nel
tempo I'efficienza dell'estintore tramite gli accertamenti indicati nel piano.
Tutte le parti di ricambio e gli agenti estinguenti utilizzati devono essere originali o altri dichiarati equivalenti dal produttore dell'estintore. La sostituzione dell'agente estinguente deve essere
effettuata con la periodicità dichiarata dal produttore e, in ogni caso, non maggiore di quella indicata nelle schede del piano di manutenzione.
La data della revisione (mese/anno) e la denominazione dell'azienda che I'ha effettuata devono essere riportati in maniera indelebile sia all'interno che all'esterno dell'estintore. E' vietato
punzonare tale data sui serbatoio o su parti soggette a pressione.
II collaudo deve essere eseguito da persona competente. Consiste in una misura atta a verificare, con la periodicità specificata di seguito, la stabilita del serbatoio della bombola dell'estintore,
in quanto componenti dell'apparecchiatura a pressione. L'attività di collaudo deve comportare I'attività di revisione.II collaudo degli estintori a biossido di carbonio e delle bombole di gas
ausiliario, deve essere svolto in conformità alla legislazione vigente in materia di riqualificazione periodica delle attrezzature a pressione.Gli estintori costruiti in conformità alla Direttiva
PED 97/23/CE (marchio CE) devono essere collaudati secondo la periodicità di seguito specificata mediante prova idraulica della durata di 30 s e alla pressione di prova (PT) indicata sui
serbatoio.
Tutti gli estintori presenti nelle sedi dell’Ateneo costruiti prima di Maggio 2002 (SENZA MARCATURA CE) e conformi al D.M. 20.12.82 devono essere sostituiti a spese dall’appaltatore.
L’onere della sostituzione si intende pienamente compensato con il corrispettivo del canone di appalto.
Gli estintori che con serbatoio/bombola che non hanno superato il collaudo devono essere messi fuori servizio e devono essere sostituiti senza oneri aggiuntivi per l'Amministrazione. Il costo
per detta sostituzione è da intendersi come pienamente compensato con il corrispettivo del canone di appalto. In occasione del collaudo dell'estintore a polvere o biossido di carbonio, la
valvola erogatrice deve essere sostituita per garantire I'efficienza e la sicurezza dell’estintore.La data del collaudo mese/anno deve e la denominazione dell'azienda che I'ha eseguito devono
essere riportati in maniera indelebile sia all'interno che all'esterno dell'estintore. E' vietato punzonare il serbatoio e i componenti soggetti a pressione.
Le bombole ad azoto e a biossido di carbonio devono essere punzonate secondo Ie disposizioni legislative vigenti.
La manutenzione straordinaria deve essere effettuata da persona competente. La manutenzione straordinaria si attua, durante la vita dell'estintore, ogni volta che le operazioni di
manutenzione ordinaria non sono sufficienti a ripristinare le condizioni di efficienza dell'estintore. In questa fase si passa da attività esclusivamente di verifica ad un effettivo mantenimento
dello stato di fatto in cui l'estintore è stato consegnato alla persona responsabile. Durante tale attività possono emergere problemi di entità diversa che non sono risolvibili solo con la sola
sostituzione di alcune parti componenti dell'apparecchio. La mancanza di ricambi originali o adeguati o il protrarsi dell'intervento oltre il normale tempo di controllo stesso obbliga il
manutentore a dichiarare il prodotto non funzionante e a comunicarne le cause alla persona responsabile.
In caso di utilizzo anche parziale dell'estintore è necessario sostituire integralmente l'agente estinguente eseguendo i controlli previsti.
Tutti gli estintori d'incendio per i quali non è consentita la manutenzione devono essere immediatamente messi fuori servizio e dismessi secondo la legislazione vigente. La loro sostituzione,
con estintori di analoghe prestazioni e caratteristiche tecniche, deve essere eseguita dall'affidatario del servizio di manutenzione indipendentemente dal numero, dall'ubicazione e dalla
classificazione tipologica dell'estintore. Ogni costo diretto e indiretto per detta sostituzione è pienamento compensato con il corrispettivo del canone di appalto. Sull'estintore deve essere
apposta un etichetta "ESTINTORE FUORI SERVIZIO" si deve informare la persona responsabile e riportare la dizione "FUORI SERVIZIO" sui cartellino di manutenzione.
Sono da considerarsi fuori servizio
- estintori di tipo non approvato ad esclusione degli estintori di sola classe D- estintori che presentino segni di corrosione- estintori che presentino ammaccature sui serbatoio- estintori
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.8
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
sprovvisti delle marcature previste dalla legislazione vigente e dalle norme applicabili- estintori le cui parti di ricambio e degli agenti estinguenti non sono più disponibili- estintori con
marcature ed iscrizioni illeggibili e non sostituibili- estintori non dotati del libretto di uso e manutenzione rilasciato dal produttore e non più reperibile sul mercato.- estintori che abbiano
superato 18 anni di vita
Si specifica infine che ogni estintore in esercizio deve essere dotato del cartellino di manutenzione. Quando viene effettuato per la prima volta il controllo iniziale, il cartellino del precedente
manutentore deve essere rimosso e sostituito. II cartellino può essere strutturato in modo tale da potersi utilizzare per più interventi e per più anni. Sui cartellino deve essere riportato:
- Numero di matricola o altri estremi di identificazione dell'estintore- Ragione sociale e indirizzo completo ed estremi di identificazione dell'azienda incaricata della- manutenzione/persona
responsabile- Tipo di estintore- Massa lorda dell'estintore- Carica effettiva- Tipo di fase effettuata- Data dell’intervento (mese/anno)- Scadenza del prossimo controllo ove previsto da
specifiche normative (es.ADR)- Sigla o codice del manutentore
L'esecuzione dell'appalto comprende tutte le attività, anche a carattere specialistico e professionale, per la predisposizione e la tenuta del registro della manutenzione degli impianti antincedio.
La persona responsabile deve predisporre e tenere aggiornato detto registro, firmato dalla stessa persona responsabile, in cui sono registrati:
- I lavori svolti- Lo stato in cui si lasciano gli estintori
II registro deve essere sempre presente presso I'attività, tenuto a disposizione dell’autorità competente e del manutentore. L'accertamento di avvenuta manutenzione e dello stato degli estintori
deve essere formalizzato nell’apposito registro allegando la copia del documento di manutenzione rilasciata dal manutentore in cui si evidenzia quanto sopra riportato. Tale requisito pub
essere assolto con modalità informatizzate.
L'affidatario del servizio di manutenzione deve altresì predisporre e compilare, sotto la sua esclusiva responsabilità, il Documento di manutenzione, attestante le attività svolte, le anomalie
riscontrate, gli interventi eseguiti, i ricambi utilizzati e la segnalazione di eventuali operazioni da eseguire.
Il documento deve inoltre contenere:
- I dati dell’azienda di manutenzione-I dati identificativi del manutentore- I dati dell’azienda cliente e della persona responsabile- Una copia del documento pub essere allegata al registro,ove
dalle disposizione legislative vigenti
Descrizione sintetica della tipologia di estintori presenti nelle sedi dell'Ateneo
Estintori a polvere (di tipo pressurizzato con aria o azoto, l'erogazione viene effettuata con tubo flessibile e ugello erogatore o con bomboletta di anidride carbonica in cui l'erogazione viene
effettuata con tubo flessibile e pistola ad intercettazione).
Estintori a schiuma: si utilizzano per fuochi di classe A e B (ma possono essere caricati anche per incendi di classe C e/o D); non devono essere utilizzati su apparecchiature elettriche sotto
tensione. L’estinguente può essere tenuto in pressione costante con un gas compresso, oppure essere messo in pressione al momento dell’uso con una cartuccia di CO2.
Gli estintori ad acqua contengono una soluzione acquosa basica ed una fiala di acido. Al momento dell’uso si rompe la fiala e l’acido reagisce con la soluzione basica producendo anidride
carbonica. La CO2 mette in pressione l’apparecchio espellendo l’acqua. I reattivi più diffusi sono l’acido solforico ed il bicarbonato di sodio. Gli estintori ad acqua si utilizzano su piccoli
fuochi di classe A; su quelli di classe B soltanto se l’apparecchio è ad acqua nebulizzata o additivata. Non si impiegano mai su apparecchiature elettriche sotto tensione. L’uso di questi
estintori è, oggi, alquanto limitato.
Estintori ad anidride carbonica: si impiegano su fuochi di classe B, C e su apparecchiature elettriche sotto tensione. Funzionano a temperature comprese tra - 5 e + 60 °C ma non possono
essere adoperati in ambienti di ridotte dimensioni in quanto la concentrazione di anidride carbonica può risultare nociva per le persone.
Estintori ad idrocarburi alogenati: si impiegano su fuochi di classe B, C e su apparecchiature elettriche sotto tensione. Funzionano a temperature comprese tra - 5 e + 60 °C ma non possono
essere adoperati in ambienti di ridotte dimensioni in quanto la concentrazione di anidride carbonica può risultare nociva per le persone.
Estintori carrellati a schiuma: si utilizzano per fuochi di classe A e B (ma possono essere caricati anche per incendi di classe C e/o D); non devono essere utilizzati su apparecchiature
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.8
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
elettriche sotto tensione. L’estinguente può essere tenuto in pressione costante con un gas compresso, oppure essere messo in pressione al momento dell’uso con una cartuccia di CO2 .Il
decreto del Ministro dell'Interno 20 dicembre 1982 stabilisce le caratteristiche costruttive delle varie tipologie di estintori e le verifiche cui deve essere sottoposto il prototipo per poter essere
commercializzato, stabilisce altresì quali sono i simboli che devono essere presenti in modo ben visibile sulla parte laterale degli estintori per un corretto impiego. La massa globale di un
estintore carrellato non deve essere superiore ai 20 kg e il quantitativo di estinguente deve essere espresso in litri in caso di estintori idrici, in chilogrammi negli altri casi.
Estintori carrellati ad anidride carbonica: si impiegano su fuochi di classe B, C e su apparecchiature elettriche sotto tensione. Funzionano a temperature comprese tra - 5 e + 60 °C ma non
possono essere adoperati in ambienti di ridotte dimensioni in quanto la concentrazione di anidride carbonica può risultare nociva per le persone .Il decreto del Ministro dell'Interno 20
dicembre 1982 stabilisce le caratteristiche costruttive delle varie tipologie di estintori e le verifiche cui deve essere sottoposto il prototipo per poter essere commercializzato, stabilisce altresì
quali sono i simboli che devono essere presenti in modo ben visibile sulla parte laterale degli estintori per un corretto impiego. La massa globale di un estintore carrellato non deve essere
superiore ai 20 kg e il quantitativo di estinguente deve essere espresso in litri in caso di estintori idrici, in chilogrammi negli altri casi.
Estintori carrellati ad idrocarbuti alogenati: si impiegano su fuochi di classe B, C e su apparecchiature elettriche sotto tensione. Funzionano a temperature comprese tra - 5 e + 60 °C ma
non possono essere adoperati in ambienti di ridotte dimensioni in quanto la concentrazione di anidride carbonica può risultare nociva per le persone.Il decreto del Ministro dell'Interno 20
dicembre 1982 stabilisce le caratteristiche costruttive delle varie tipologie di estintori e le verifiche cui deve essere sottoposto il prototipo per poter essere commercializzato, stabilisce altresì
quali sono i simboli che devono essere presenti in modo ben visibile sulla parte laterale degli estintori per un corretto impiego. La massa globale di un estintore carrellato non deve essere
superiore ai 20 kg e il quantitativo di estinguente deve essere espresso in litri in caso di estintori idrici, in chilogrammi negli altri casi.
Area Tecnica
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.9
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.9
Componente
Evacuatori di fumo e di calore (EFC)
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Gli evacuatori di fumo e di calore sono delle apparecchiature in grado di garantire, in caso di incendio, la evacuazione di fumi e gas caldi secondo lo schema di funzionamento. Gli evacuatori
di fumo e calore sono impianti di protezione antincendio che, attraverso meccanismi di apertura automatica o manuale, consentono ai prodotti della combustione (fumo, gas e calore) di
evacuare verso l'esterno in tempi brevi, permettendo una buona visibilità per il raggiungimento delle vie di uscita e una minor sollecitazione delle strutture portanti dovute al calore. La norma
di riferimento per la manutenzione di questi impianti di protezione antincendio èè la UNI 9494 oltre alle indicazioni dei produttori che hanno l’obbligo di fornire al momento della consegna il
manuale d’installazione, uso e manutenzione degli evacuatori di fumo e calore (DM10 dicembre 01).
Il controllo degli impianti EFC semestrale e annuale prevede quanto meglio esplicitato nelle schede del Piano di Manutenzione:
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
C3.3.9.3
Intervento di sostituzione di tutte le parti che ad insindacabile parere del Direttore per l'Esecuzione del Servizio sono logorate, danneggiate o che in ogni caso non
garantiscono lo svolgimento delle funzioni di competenza ai fini della sicurezza antincendio.
Sono compresi e compensati con il corrispettivo a canone di appalto tutti i materiali di consumo, nonché tutte le componenti sia elettriche che elettroniche e meccaniche, le
apparecchiature, le bombole di gas, gli automatismi, le schede logiche di controllo e tutto quanto necessario per il completo ripristino funzionale dell'EFC in manutenzione.
In particolare, al termine dell'intervento, il manutentore deve rilasciare apposita dichiarazione di conformità che attesti la piena funzionalità del dispositivo, la sua corretta
posa in opera e che certifichi l'intervento eseguito,
Per lo svolgimento delle verifiche sugli EFC l'Appaltatore dispone delle opere provvisionali previste da contratto e pertanto sono da intendersi compensati tutti gli oneri
diretti e indiretti per lo svolgimento degli interventi di cui sopra ivi comprese le necessarie opere provvisionali.
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.10
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.10
Componente
Componenti della rete idranti: idranti a muro, naspi, idranti soprasuolo a colonna, idranti sottosuolo, attacchi di mandata per autopompa
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
La rete idranti è la tipologia di sistema antincendio maggiormente utilizzata per la sua economicità ed efficacia in caso di intervento. I componenti della rete idranti oggetto del servizio di
manutenzione ordinaria e conservativa sono i seguenti:
• Idranti a muro
• Naspi
• Idranti soprasuolo a colonna
• Idranti sottosuolo
• Attacchi di mandata per autopompa
NORMA TECNICA DI RIFERIMENTO PER LA MANUTENZIONE DELLE COMPONENTI DI RETI IDRANTI
La norma UNI 10779 descrive le procedure di sorveglianza, controllo periodico, manutenzione della rete idranti e relativi componenti e rimanda, per le attività da svolgere sui naspi ed idranti
a muro dotati di tubazioni flessibili e semirigide (manichette e naspi), a quanto descritto nella norma UNI EN 671-3:2009. La norma UNI EN 671/3 prescrive i criteri per effettuare il controllo
iniziale, la sorveglianza, il controllo periodico, la revisione programmata ed il collaudo degli estintori di incendio, al fine di garantirne l’efficienza.
Norme UNI e UNI EN di riferimento
• UNI 10779 “Impianti di estinzione incendi - Reti di idranti - progettazione, installazione, ed esercizio.”
• UNI EN 671 - 1 “Sistemi fissi di estinzione incendi sistemi equipaggiati con tubazioni. Naspi antincendio con tubazioni semirigide.”
• UNI EN 672 - 2 “Sistemi fissi di estinzione incendi sistemi equipaggiati con tubazioni. Idranti a muro con tubazioni fl essibili.”
• UNI EN 671 - 3 “Manutenzione dei naspi antincendio con tubazioni semi rigide ed idranti a muro con tubazioni fl essibili”.
• UNI EN 14384 “Idranti a colonna soprasuolo”
• UNI EN 14339 “Idranti sottosuolo”
• UNI EN 694 “Tubazioni semirigide per naspi”
• UNI EN 14540 “Tubazioni appiattibili per idranti a muro”UNI
• UNI 804 “Raccordi per tubazioni fl essibili”
• UNI 814 “Chiavi per la manovra dei raccordi, attacchi e tappi per tubazioni fl essibili”
• UNI 7421 “tappi per valvole e raccordi per tubazioni fl essibili”
• UNI 7422 “Requisiti delle legature per tubazioni fl essibili”
• UNI 9487:2006 “Tubazioni fl essibili antincendio DN 70”
• UNI 11423 “Lance erogatrici di DN 70 a corredo di idranti per pressioni di esercizio fi no a 1,2 MPa”
PRESA IN CARICO DELLA RETE IDRANTI
In sede di consegna del servizio di manutenzione ordinaria l'affidatario dello stesso prende formalmente in carico tutti gli elementi che compongono il sistema della rete idranti.
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.10
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Come meglio specificato nel capitolato speciale tecnico di appalto (posto che in sede di gara l’appaltatore ha preso visione dei complessi edilizi, degli organismi edilizi e delle classi di unità
tecnologiche oggetto dei lavori di manutenzione di cui al presente appalto, e che li ha accettati integralmente e incondizionatamente senza sollevare eccezione o riserva alcuna) nel verbale di
consegna del servizio deve risultare lo stato di conservazione delle varie classi di unità tecnologiche e di efficienza dei singoli impianti e quindi anche della 'intera dotazione universitaria in
termini di rete idranti. Qualora questi sistemi non risultassero funzionanti, ciò deve risultare, su indicazione dell’assuntore, nel predetto verbale. In caso contrario, gli eventuali vizi o difetti
che dovessero manifestarsi successivamente verranno considerati come dovuti a trascuratezza dell’assuntore che dovrà pertanto provvedere alla loro eliminazione come stabilito nelle schede
del presente Piano di Manutenzione.
Con la presa in carico dei componenti delle reti di idranti, l'affidatario del servizio si impegna a:
• eseguire una prima verifica di massima sullo stato dei suddetti componenti;
• richiedere al manutentore uscente la documentazione storica relativa ai pregressi interventi di controllo e manutenzione;
• richiedere il libretto d’uso e manutenzione dei componenti oltre all’eventuale ulteriore documentazione a corredo.
OPERAZIONI CONNESSE ALLA SORVEGLIANZA
La sorveglianza consiste in un controllo visivo atto a verificare che i componenti della rete idranti siano nelle normali condizioni operative, siano facilmente accessibili, siano presenti le
istruzioni d’uso e non presentino danni materiali accertabili tramite esame visivo quali difetti, segni di deterioramento, corrosione o perdite. La sorveglianza può essere effettuata dal personale
normalmente presente nelle aree protette dopo aver ricevuto adeguate istruzioni. In particolare la PERSONA RESPONSABILE, o le persone
da lui delegate che abbiano ricevuto adeguate istruzioni, deve verificare l’impianto secondo quanto indicato nelle schede del Piano di Manutenzione.
OPERAZIONI CONNESSE AL CONTROLLO PERIODICO (SEMESTRALE)
Il controllo periodico, effettuato da persona competente, consiste in una serie di operazioni atte a verificare la completa e corretta funzionalità dei componenti delle reti di idranti, nelle
normali condizioni esistenti nell’ambiente in cui è installata. Una volta terminato il controllo, il tecnico è tenuto alla compilazione del rapporto di intervento e all’aggiornamento del cartellino
di manutenzione. L’affidatario del servizio di manutenzione durante la fase di controllo deve verificare l’impianto secondo quanto indicato nelle schede del Piano di Manutenzione.
OPERAZIONI CONNESSE ALLA MANUTENZIONE ANNUALE (COLLAUDO FUNZIONALE)
La manutenzione annuale, effettuata da persona competente, consiste, così come specificato nelle norma UNI EN 671/3, oltre a tutte le operazioni previste nel controllo periodico semestrale
ed esplicitate nelle schede del Piano di Manutenzione, nel mettere la tubazione semirigida secondo UNI EN 694 in caso di naspi o appiattibile secondo UNI EN 14540 in caso di idranti a
muro alla pressione di esercizio della rete.
• È ammesso il collaudo ad aria fino a pressioni di 6 bar
• Se pressioni dell’impianto sono superiori è necessario utilizzare collaudo idraulico
Annualmente deve essere inoltre effettuata la prova di funzionalità degli idranti a muro e dei naspi controllando che la portata e la gittata siano costanti e sufficienti (è consigliato l’uso di
indicatori di fl usso). Durante tale operazione si può utilizzare anche un tronchetto di tubazione con le stesse caratteristiche ma di lunghezza inferiore. Una volta terminato le operazioni il
tecnico è tenuto alla compilazione del rapporto di intervento e all’aggiornamento del cartellino di manutenzione.
OPERAZIONI CONNESSE AL COLLAUDO PERIODICO (QUINQUENNALE)
Il collaudo periodico, effettuato da persona competente, consiste nel mettere alla massima pressione di esercizio 1,2 MPa (12 Bar) la tubazione flessibile (in caso di idranti a muro) o la
tubazione semirigida (in caso di naspi antincendio) così come specificato nella norma UNI EN 671/3. Una volta terminato le operazioni il tecnico è tenuto alla compilazione del rapporto di
intervento e all’aggiornamento del cartellino di manutenzione.
CARTELLINO (ETICHETTA) DI MANUTENZIONE E CONTROLLO
È previsto l’obbligo di apporre nel corso dei soprarichiamati interventi di manutenzione, i dati di manutenzione e controllo su di un’etichetta che non deve impedire la visione della marcatura
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COMPONENTE
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DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
del fabbricante a norma UNI EN 671/3. È necessario mettere almeno i seguenti dati:
• la dicitura “REVISIONATO”
• i dati essenziali del fornitore del naspo o dell’idrante a muro
• gli estremi di identificazione di chi effettua la manutenzione
• la data (mese ed anno) dell’intervento di manutenzione.
Viene di seguito riportato un elenco non esaustivo di attrezzature di cui l'appaltatore deve inderogabilmente disporre per lo svolgimento delle prestazioni di appalto:
• Strumenti di misurazione della portata e pressione (es. tubo di pitot, lancia con manometro ed indicatore di pressione)
• Strumenti di misurazione della pressione statica (es. tappi con manometro e valvola di scarico).
• Strumenti di misurazione della pressione dinamica (es. flussometri elettronici).
• Eventuale tratto di tubazione completo di raccordi per le verifiche in luoghi dove eventuali perdite d’acqua possano arrecare danno.
• Chiavi di manovra.
• Avvolgimanichetta (es. modelli carrellati, elettrici, con asciugatore).
• Attrezzatura per prova idrostatica (idonea per pressione idrostatica di 12 bar).
• Kit asciugatura e talcatura manichette
• Attrezzatura per pressatura pneumatica (tarata max 6 bar).
• Divisore valvolato con riduzioni e manometro.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.3.10.9
Qualora nel corso dei controlli previsti nell'ambito del Piano di Manutenzione e correlati alle attività di Sorveglianza, di Controllo Periodico, di collaudo funzionale
annuale o ancora di collaudo periodico quinquennale, l'impresa affidataria del servizio di manutenzione ordinaria e conservativa delle sedi di Ateneo riscontri rotture,
mancanze, danneggiamenti, anomalie funzionali o prestazionali, e quanto altro comprometta il regolare funzionamento dell'impianto, essa è tenuta a darne tempestiva
comunicazione al Direttore per l'Esecuzione del contratto e ad intervenire, entro il termine ultimo massimo di giorni 3 lavorativi dalla data di avvenuto riscontro, con
l'intervento di sostituzione del componente in avaria. Tutti gli interventi di sostituzione, integrazione, e manutenzione sono da intendersi come pienamente compensati,
compresi tutti gli oneri diretti e indiretti, il costo dei materiali e delle eventuali opere provvisionali, con il canone di appalto, indipendentemente dal numero complessivo
annuo degli interventi che si rendono necessari, dalle cause che hanno indotto l'intervento manutentivo ivi compresi i danneggiamenti anche volontari da parte di terzi, dal
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Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.10
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
tempo necessario per l'esecuzione di detti interventi.
A mero titolo di esempio si elencano a seguire tutti gli interventi manutentivi che l'affidatario del servizio è tenuto ad eseguire nel periodo di espletamento dell'appalto:
- Sostituzione di tutti i componenti della rete naspi e idranti (lance, manichette, valvole, etc..) quando si verificano difetti di tenuta che non ne consentono il corretto
funzionamento;
- Sostituzione degli sportelli di chiusura, dei vetri di sicurezza, dei dispositivi meccanici di chiusura;
- Sostituzione di tutti i componenti degli idranti soprasuolo e sottosuolo quando si verificano difetti di ogni origine che non ne consentono il corretto funzionamento;
- Sostituzione di tutti i componenti degli attacchi per autopompa, delle valvole di non ritorno, degli attacchi di mandata quando si verificano difetti di ogni origine che non
ne consentono il corretto funzionamento;
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.11
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.11
Componente
Impianto di estinzione incendi a gas
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I sistemi antincendio a gas sono concepiti per fornire un mezzo estinguente gassoso per lo spegnimento degli incendi di liquidi infiammabili e degli incendi in presenza di rischi elettrici e
rischi ordinari di classe A.In particolare sono definiti sistemi a saturazione totale e vengono utilizzati principalmente in edifici, impianti industriali e altre applicazioni specifiche, perchè
utilizzano sostanze estinguenti gassose elettricamente non conduttive che non lasciano residui dopo lo scarico.I principali agenti estinguenti sono così classificabili: a) agente estinguente
CF3I; b) agente estinguente FK-5-1-12; c) agente estinguente HCFC miscela A; d) agente estinguente HFC 125; e) agente estinguente HFC 227ea; f) agente estinguente HFC 23; g)
agente estinguente HFC 236fa; h) agente estinguente IG-01; i) agente estinguente IG-100; l) agente estinguente IG-55; m) agente estinguente IG-541.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.12
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.12
Componente
Impianto di spegnimento incendi a diluvio e impianti di spegnimento a sprinkler
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Gli impianti di estinzione a diluvio possono essere a comando automatico o a comando manuale. Quelli automatici sono formati da: a) erogatori aperti collocati a soffitto con gli stessi
requisiti idraulici degli erogatori chiusi degli impianti sprinkler; erogatori supplementari (se necessari); b) rete di alimentazione fissa; c) una o più stazioni di controllo e allarme cui fanno
capo le singole sezioni dell’impianto; d) una o più alimentazioni idriche; e) un impianto automatico di rivelazione d’incendio cui è assoggettato quello di estinzione; f) dispositivi di
comando manuale.
Impianto automatico di estinzione a pioggia detti anche "a sprinkler" sono costituiti da: a) erogatori installati al soffitto chiusi da un elemento termosensibile ed eventuali erogatori
supplementari; b) una rete di tubazioni; c) una stazione di controllo e allarme per ogni sezione dell’impianto; le campane idrauliche di allarme sono collegate alle stazioni di controllo e
allarme; d) una o più alimentazioni idriche. Gli impianti possono essere: a) a umido; b) a secco; c) alternativi; d) a preallarme.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.3.12.2
Effettuare il cambio del liquido della batteria o, se necessario, l'intera batteria di avviamento.
I3.3.12.3
Effettuare il cambio dell'olio del motore del gruppo di pressurizzazione.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.15
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.15
Componente
Rivelatori di calore, di fiamma, di fumo, di fumo analogici, ottici di fumo convenzionali, a laser e lineare, di monossido di carbonio, di gas, di
metano o gpl, di scintille, termovelocimetrici
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Come meglio specificato nel capitolato speciale tecnico di appalto (posto che in sede di gara l’appaltatore ha preso visione dei complessi edilizi, degli organismi edilizi e delle classi di unità
tecnologiche oggetto dei lavori di manutenzione di cui al presente appalto, e che li ha accettati integralmente e incondizionatamente senza sollevare eccezione o riserva alcuna) nel verbale di
consegna del servizio deve risultare lo stato di conservazione delle varie classi di unità tecnologiche e di efficienza dei singoli impianti e quindi anche della 'intera dotazione universitaria in
termini di rivelatori di calore, rivelatori di fiamma, rivelatori di fumo, rivelatori di fumo analogici, rivelatori ottici di fumo convenzionali, rivelatore a laser e rivelatore lineare. Qualora questi
sistemi non risultassero funzionanti, ciò deve risultare, su indicazione dell’assuntore, nel predetto verbale. In caso contrario, gli eventuali vizi o difetti che dovessero manifestarsi
successivamente verranno considerati come dovuti a trascuratezza dell’assuntore che dovrà pertanto provvedere alla loro eliminazione come stabilito nelle schede del presente Piano di
Manutenzione.
Con la presa in carico dei rivelatori di calore, rivelatori di fiamma, rivelatori di fumo, rivelatori di fumo analogici, rivelatori ottici di fumo convenzionali, rivelatore a laser e rivelatore lineare
l'affidatario del servizio si impegna a:
• eseguire una prima verifica di massima sullo stato dei suddetti componenti;
• richiedere al manutentore uscente la documentazione storica relativa ai pregressi interventi di controllo e manutenzione;
• richiedere il libretto d’uso e manutenzione dei componenti oltre all’eventuale ulteriore documentazione a corredo.
OPERAZIONI CONNESSE ALLA SORVEGLIANZA
La sorveglianza deve essere effettuata ricorrendo agli addetti dell'impresa affidataria del servizio di manutenzione. L’obiettivo della verifica è quello di
controllare che l’impianto non presenti stati anomali, disfunzioni, allarmi o problematiche particolari tali da richiedere l’intervento di tecnici specializzati.
Il controllo di sorveglianza deve essere effettuato nelle condizioni esistenti, durante l’ordinaria operativita dei sistemi, e consiste nelle attività meglio specificate nelle schede del Piano di
Manutenzione. Tutte le verifiche effettuate devono essere puntualmente riportate sul Registro Antincendio
ATTIVITÀ' CONNESSE ALLA MANUTENZIONE PERIODICA TRIMESTRALE
Il controllo periodico trimestrale dovrà essere effettuato da tecnici specializzati che dovranno verificare l’intero sistema, sulla base di una check-list, utilizzando strumentazioni speifi che,
idonea manualistica della centrale e delle apparecchiature installate in campo, disegni progettuali, schemi elettrici e logiche di funzionamento del sistema forniti dall’Utente o predisposti
dall'impresa stessa. In questa verifica dovranno essere provati tutti i rivelatori, sulla base delle periodicità stabilite dalle schede del PIano di Manutenzione o, in assenza di quest'ultime, dalla
norma (100% a visita se rivelatori convenzionali; 100% nell’anno se rivelatori analogici), tutti i dispositivi e gli azionamenti previsti dalla logica di funzionamento
dell’impianto. Le appendici B.1, B.2, B3 contenute nella UNI 11224 sono indicative delle operazioni effettuabili durante il controllo periodico trimestrale.
Tutti gli interventi di sostituzione dei rivelatori, come previsti dal presente Piano di Mautenzione richiesti da anomalie, modifiche, ampliamenti o ristrutturazioni dovranno essere realizzati
dovranno prevedere le stesse procedure di collaudo contenute nelle appendici A1, A2, A3, e A4 della norma UNI 11224.
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.15
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
ATTIVITÀ' CONNESSE ALLA VERIFICA GENERALE PER IMPIANTI CON PIU’ DI 12 ANNI DI ATTIVITA’
Il canone forfettario offerto dall'appaltatore per il servizio di manutenzione ordinaria e conservativa delle sedi di Ateneo comprende così come previsto dalla Norma UNI 11224/2019 per i
sistemi di rilevazione convenzionali e indirizzati la “verifica generale” del sistema che comprendente in prima fase:
-verifica di eventuali modifiche sostanziale dell’impianto attraverso l’acquisizione della documentazione tecnica di progetto.
-controllo della effettiva disponibilità di parti di ricambio per i vari componenti installati ( nel caso guasto e di indisponibilità dei componenti il fatto deve essere segnalato al responsabile del
sistema)
In seconda fase va predisposto un nuovo collaudo dell’impianto così come previsto dal “controllo preliminare dell’impianto” punto 8.2 della norma.
Durante la “verifica generale”,tutti i rivelatori automatici di fumo(sensori puntiformi, lineari, aspirazione)e di fiamma, dovranno esseresottopostiad una delle seguenti procedure:
·
revisione di fabbrica;
·
in caso di guasto sostituzione con nuovi rivelatori compatibili;
·
sottoposti a prova reale secondo le indicazioni riportate nella UNI9795 e nella UNI/TR11964.
L’ultima opzione con l’intento di verificare che, i tempi di risposta per la generazione dell’allarme dei rivelatori installati, non superino del 20% quelli dello stesso rivelatore ma di nuova
produzione, in caso contrario si dovrà sostituire o revisionare.
Le operazioniappena descritte, revisione, o sostituzione, o prova reale, dovranno essere effettuato secondo la Norma entro i sei anni dall’attivazione della fase di “verifica generale del
sistema”, con suggerimento di intervenire su un sesto dei punti ogni anno, continuando a verificare annualmente il 100% dei restanti rivelatori, con l’indicazione di finirle tassativamente entro
6 anni.
La normativa al punto 11 precisa chetutti i sistemi che alla data di pubblicazione della norma, hanno anzianità maggiore di 12 anni, devono essere considerati con anzianità pari a 12 anni ed
essere avviati alla “verifica generale”.
ATTIVITÀ' DI SOSTITUZIONE DEI RIVELATORI GUASTI
Il canone forfettario offerto dall'appaltatore per il servizio di manutenzione ordinaria e conservativa delle sedi di Ateneo comprende l'eventuale sostituzione, con rivelatori di analoghe
prestazioni, caratteristiche tecniche e funzionali, e compatibile con il protocollo di trasferimento delle informazioni alla relativa centrale di controllo, per tutti i rivelatori, di ogni tipo e sorta,
che a seguito di guasto, anomalia funzionale, o rottura anche accidentale e volontaria, ad insindacabile parere del direttore per l'esecuzione del servizio, non siano più idonei allo svolgimento
della funzione richiesta. Detta sostituzione è da intendersi come pienamente compensata con il canone forfetario annuo per il servizio di manutenzione ordinaria entro il numero massimo di
rivelatori corrispondente al 5% (cinquepercento) dei rivelatori dell'intero complesso edilizio di riferimento. Tale percentuale deve intendersi riferita al numero complessivo di rivelatori,
distinti per tipologia, presenti nello stabile di riferimento alla data di consegna del servizio. Sono comprese e compensate tutte le necessarie opere provvisionali, a qualsiasi altezza e per tutto
il tempo necessario, e ogni onere diretto e indiretto per l'esecuzione a regola d'arte di tutte le sostituzioni previste. Qualora gli interventi di sostituzione dei rivelatori non raggiungano, nel
corso di una delle annualità di contratto, l'incidenza percentuale di cui sopra, resta inteso l'Amministrazione avrà la facoltà di disporre negli anni successivi, ad insindacabile parere del
direttore per l'esecuzione del servizio, un numero di sostituzioni anche maggiore della soglia prevista per compensare la mancata sostituzione dei rivelatori negli anni precedenti. Resta infine
inteso che l'appaltatore non avrà diritto a richiedere maggiori oneri economici ne a sollevare eccezioni o avanzare riserve di sorta in ragione di quanto richiesto in termini di sostituzione dei
rivelatori e che il mancato espletamento di detti interventi darà luogo alla richiesta da parte dell'Ateneo dei eventuali danni derivanti dal mancato espletamento delle prestazioni contrattuali.
DOCUMENTAZIONE INDICATIVA CHE L’AZIENDA DI MANUTENZIONE DEVE PREDISPORRE
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DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.15
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Dopo ogni intervento manutentivo, l'affidatario del servizio di manutenzione deve predisporre un documento esaustivo (o una documentazione esaustiva) in grado di consentire
una corretta gestione nel tempo del sistema di cui si elencano, a titolo indicativo e non esaustivo, i contenuti.
• Check list delle operazioni eseguite per ogni impianto manutenzionato, in funzione dei riferimenti normativi o delle specifiche indicazioni di contratto;
• Report o Note di fine visita da cui si evinca: se il sistema dispone di tutti i disegni e della documentazione prevista dalle norme di legge e dalle norme tecniche, se l’impianto è regolarmente
funzionante, se sono state riscontrate anomalie e se sono state risolte, se sono state riscontrate anomalie e deve essere pianificata la loro soluzione, se l’impianto presenta delle non conformità
e le azioni proposte per la loro soluzione, se l’ambiente protetto ha subito modifiche e le azioni proposte per l’adeguamento dell’impianto alle modifiche, si vi sono problemi ambientali o
gestionali che possano compromettere il funzionamento e la funzionalità del sistema. Quanto sopra descritto può essere integrato da documentazione
aggiuntiva relativa a:
• Elenco dettagliato dei componenti del sistema.
• Elenco degli eventi registrati dalla centrale di controllo, precedentemente all’intervento di manutenzione.
• Elenco degli eventi registrati dalla centrale di controllo durante le operazioni di manutenzione.
• Stampa delle condizioni di stato di ogni singolo rivelatore e del livello d’impolveramento raggiunto (se previsto dalla tipologia di centrale installata).
Viene di seguito riportato un elenco non esaustivo di attrezzature di cui l'appaltatore deve inderogabilmente disporre per lo svolgimento delle prestazioni di appalto:
• Kit per test di prova di funzionamento per rivelatori ottici di fumo puntiformi
• Kit per test di prova di funzionamento per rivelatori ottici di fumo/termici puntiformi
• Kit per test di prova di funzionamento per rivelatori ottici di fumo/termici/ossido di carbonio puntiformi
• Kit per test di prova di funzionamento per rivelatori ottici di fiamma
• Kit per test di prova di funzionamento per rivelatori termici installati in aree classificate
• Kit per smontaggio e rimontaggio rivelatori
• Dispositivo di verifica camera ottica
• Dispositivi di programmazione dei rivelatori via radio o via cavo
• Multimetro
• Analizzatori di rete per impianti analogici di rivelazione
• Kit per test di prova di funzionamento per rivelatori ottici lineari
• Kit per test di prova di funzionamento per rivelatori termici lineari
• Kit per test di prova di funzionamento per rivelatori termovelocimetrici pneumatici
• Termoventilatore a temperatura regolabile
• Termostato a laser
• PC portatile per la gestione dei sistemi analogici.
• Compressore o aspiratore per pulizia tubazioni per sistemi di rivelazione ad aspirazione
• Attrezzature specifiche per sistemi di rivelazione ad aspirazione
• Attrezzature specifiche per rivelatori in condotte
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.3.15.3
Pulizia dei rilevatori di calore, rivelatori di fiamma, rivelatori di fumo, rivelatori di fumo analogici, rivelatori ottici di fumo convenzionali, rivelatore a laser e rivelatore
lineare, nonché dei rivelatori di monossido di carbonio, rivelatori di gas, rivelatori di metano o gpl, dei rivelatori di scintille e dei rivelatori termovelocimetrici, a seguito
di segnalazione di allarme della centrale o ancora a seguito di un preallarme per richiesto intervento di manutenzione secondo le indicazioni del costruttore.
I3.3.15.8
Sostituzione dei rivelatori di calore, dei rivelatori di fiamma, dei rivelatori di fumo, dei rivelatori di fumo analogici, dei rivelatori ottici di fumo convenzionali, dei
rivelatore a laser e dei rivelatore lineare, e sostituzione dei rivelatori di monossido di carbonio, rivelatori di gas, rivelatori di metano o gpl, dei rivelatori di scintille e dei
rivelatori termovelocimetrici, quando ad insindacabile parere del direttore per l'esecuzione del servizio questi sono deteriorati o non assicurano più lo svolgimento della
funzione di competenza, secondo le specifiche modalità meglio dettagliate alla sezione "Descrizione e specifiche modalità dell'intervento manutentivo" del presente Piano
di Manutenzione.
Area Tecnica
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.16
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.16
Componente
Pulsanti di allarme
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.3.16.7
Riposizionare e fissare il dispositivo in caso di distacco dal supporto.
I3.3.16.8
Inserire la serigrafia e sostituire il vetrino danneggiato o che non svolge più la funzione di competenza.
I3.3.16.9
Utilizzare la chiavetta in dotazione per ripristinaree le condizioni di normalità riportando il pannello nella posizione originale.
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.17
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.17
Componente
Sensore antiallagamento
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I sensori antiallagamento sono dei dispositivi che segnalano la presenza di acqua in ambiente. Possono essere del tipo a nastro o del tipo puntiforme e sono particolarmente indicati per la
protezione di grandi aree, cunicoli, sottopavimentazioni, tubature, ecc.
Area Tecnica
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.18
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.18
Componente
Serbatoi di accumulo e vasca antincendio (interrata e a cielo aperto)
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I serbatoi di accumulo consentono il corretto funzionamento delle macchine idrauliche e/o dei riscaldatori ed assicurano una riserva idrica adeguata alle necessità degli utenti in caso di cattivo
funzionamento delle reti di distribuzione o in caso di arresti della erogazione da parte dei gestori del servizio di erogazione.
In particolare l'Ateneo dispone di diverse riserve di acqua ad uso antincendio che sono conservate in specifici serbatoi, in vasche di accumulo interrate o ancora in vasche di accumulo a cielo
aperto che svolgono anche la funzione di fontane e/o piscine con valenza di elementi esterni che arricchiscono le aree fruibili al pubblico.
Nel caso delle vasche esterne, l'appaltatore deve pertanto curare non solo gli aspetti di natura funzionale legati alla natura di accumulo ad uso antincendio (sistemi di pompaggio/linee di
distribuzione etc..) ma anche la qualità dell'acqua, lo stato di pulizia delle vasche, il controllo della stato di purezza dell'acqua tramite il corretto dosaggio degli additivi di addolcimento, di
controllo delle alghe, e di controllo del PH, lo stato degli ugelli e delle bocche di lancio dell'acqua, il sistema di filtraggio e pulizia dell'acqua. Sono pertanto comprese e pienamente
compensate con il canone per la manutenzione ordinaria tutte le attività sopra elencate, che si esplicitano tramite controlli a frequenza obbligatoria e tramite interventi che sono meglio definiti
nei Piani di Manutenzione.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.3.18.3
Qualora a seguito dei controlli e delle verifiche periodiche eseguite in manutenzione ordinaria programmata l'appaltatore rilevi che i liquidi di controllo e gestione della
qualità dell'acqua delle vasche antincendio a cielo aperto sono in corso di esaurimento, ovvero che i liquidi ed i sali antialghe, di addolcimento e di controllo del PH
dell'acqua non sono sufficienti per garantire la qualità dell'acqua fino alla data fissata per il successivo controllo programmato, l'appaltatore deve integrare tutti i suddetti
componenti con prodotti analoghi per prestazioni funzione e caratteristiche e compatibili con il sistema, anche automatico o a scheda logica, disponibile presso il gruppo di
pompaggio. Tutti i costi per la fornitura in opera dei prodotti di cui sopra - indipendentemente dalle quantità a consumo e dalle relative caratteristiche - sono da intendersi
come pienamente compensati con il corrispettivo per il canone per la manutenzione ordinaria. A puro titolo informativo, si specifica che in linea di massima il consumo
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Area Tecnica
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.18
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
medio mensile di cloro per singola vasca di accumulo a cielo aperto è pari a circa 120 lt, e che il consumo medio di anti alga mensile è pari a circa 50 lt.
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Area Tecnica
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.19
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.19
Componente
Serrande tagliafuoco
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Le serrande tagliafuoco sono dei dispositivi a chiusura mobile, all'interno di una condotta, progettate per prevenire il passaggio del fuoco. Possono essere del tipo "isolata" o del tipo "non
isolata".La serranda tagliafuoco isolata è una serranda che soddisfa entrambi i requisiti di integrità ed isolamento per il periodo di resistenza al fuoco previsto. La serranda tagliafuoco non
isolata è una serranda che soddisfa il requisito di integrità per il periodo di resistenza al fuoco previsto e non oltre 5 min di isolamento.Le serrande tagliafuoco possono essere azionate da un
meccanismo integrato direttamente con la serranda o da un meccanismo termico di rilascio. Il meccanismo integrato o direttamente associato con la serranda tagliafuoco causa la chiusura del
componente mobile della serranda stessa cambiando la posizione da "aperta" a "chiusa". Il meccanismo termico di rilascio progettato per rispondere ad un innalzamento di temperatura
dell'aria circostante è in grado di sganciare la lama della serranda ad una determinata temperatura. Esso può interfacciarsi con un meccanismo operante meccanicamente, elettricamente,
elettronicamente o pneumaticamente, integrato oppure posizionato lontano dal meccanismo stesso.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.20
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.20
Componente
Sirene
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Le apparecchiature di allarme acustico comprendono sirene per esterno, sirene per interno, sirene supplementari ed avvisatori acustici, di servizio e di controllo.Le sirene generalmente sono
gestite da un microprocessore in grado di controllare la batteria e lo speaker. Infatti in caso di anomalia la CPU invia un segnale sulla morsettiera di collegamento mentre il Led di controllo
presente nel circuito sirena indica il tipo di guasto a seconda del numero di lampeggi seguiti da una breve pausa.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.21
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.21
Componente
Sistema di aspirazione ASD
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Il sistema di aspirazione ASD (acronimo di Aspirating Smoke Detector) è un sistema di rivelazione incendio basato sull’analisi di un campione d’aria prelevato direttamente dalla zona che si
desidera controllare, attraverso un sistema di tubature provviste di fori. Questa tecnologia viene applicata in molti casi, laddove è richiesto un sistema di rivelazione fumo ad aspirazione, ma
ove l’alta sensibilità propria di queste tecnologie potrebbe dare adito a falsi allarmi. Il principio di funzionamento consiste nell'aspirare l'aria tramite un sistema di tubature in PVC con
diametro di 25 mm, con pressione 1.0, provviste di fori disposti nelle immediate vicinanze della zona da controllare. L'aria viene canalizzata fino alla centralina dove dei rivelatori (due
rivelatori convenzionali oppure due rivelatori analogici collegati allo stesso loop) analizzano in tempo reale l'eventuale concentrazione di fumo. Il sistema viene alimentato con alimentazione
24 Vcc tramite alimentatore esterno.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.3.21.2
Sostituire i rivelatori quando deteriorati o quando non in grado di svolgere la propria funzione.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.22
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.22
Componente
Tubazioni della rete di distribuzione dell'acqua antincendio
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Le tubazioni utilizzate per la distribuzione dell'acqua dell'impianto antincendio possono essere in acciaio zincato, in acciaio verniciato o anche in PEAD e provvedono alla distribuzione,
all'adduzione e alla successiva erogazione dell'acqua destinata ad alimentare l'impianto. I particolare, le tubazioni oggetto dell'intervento manutentivo possono essere a vista, incassate in
murature o anche interne a specifica cavedi o tracantoni, o ancora interrate. I linea di principio le tubazioni esterne sono in acciaio mentre quelle interrate (anelli antincendio, reti di adduzione
a vasche e serbatoi, sono in PEAD.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.3.22.2
Effettuare la pulizia ed eventualmente sostituire i sistemi di filtraggio meccanici nella rete di distribuzione dell'acqua antincendio.
I3.3.22.9
Ripristino e riparazione di tubazioni interne, esterne e anche interrate danneggiate, rotte, fessurate o che comunque non garantiscono la perfetta tenuta dell'impianto e il
mantenimento delle condizioni di pressione necessarie all'esercizi della rete idrica antincendio. L'intervento riguarda tutte le tubazione della rete antincendio anche se
inserite all'interno di murature, pavimentazioni, tracantoni ecc orizzontali e verticali di qualsiasi materiale e dimensione, anche se interrate o a vista, senza oppure complete
di coibentazione superficiale. Sono comprese e compensate tutte attività e gli oneri diretti e indiretti per la disattivazione delle linee di alimentazione, per la fornitura in
opera dei materiali di sostituzione delle parti danneggiate con materiali di analoghe prestazioni e caratteristiche funzionali, e tutte le necessarie opere di assistenza muraria
comprese le necessarie opere di scavo, demolizione e il ripristino di murature, pavimentazioni e massetti, rivestimenti e controsoffitti. Sono altresì compensate le opere di
completamento e finitura quali intonaci, tinteggiature e riprese degli strati di finitura. Compresi e compensati i noli per le opere provvisionali necessarie all'esecuzione in
sicurezza dell'intervento, il trasporto nell'ambito del cantiere e il conferimento a discarica dei materiali di risulta. Qualora necessario, l'intervento comprende anche
l'esecuzione delle attività di ricerca della perdita o della trafilatura di acqua della tubazione tramite sistema di pressurizzazione dei tratti, opportunamente sezionati, delle
stesse tubazioni con gas che consentono la rilevazione delle fughe e quindi l'individuazione delle perdite. In particolare il manutentore deve disporre, ove richiesto ad
insindacabile parere della Direzione dei Lavori e qualora necessario, dei manometri di rilevazione della pressione per monitorare lo stato di esercizio della tubazione e
verificare quindi il buon esito dell'intervento di riparazione. L'intervento di riparazione e tutte le attività sopradescritte sono pienamente compensate con il corrispettivo di
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Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.22
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
appalto per il canone di manutenzione ordinaria e conservativa, indipendentemente dal numero complessivo delle perdite, dal materiale delle tubazioni, dalla tipologia di
posa delle tubazioni e dalle pressione di esercizio.
I3.3.22.10
Ripristino e riparazione della coibentazione delle tubazioni interne, esterne e anche interrate della rete di distribuzione dell'acqua idrica antincendio che risultano
danneggiate, rotte, fessurate o anche mancanti in quota parte o che comunque non garantiscono la perfetta protezione dell'impianto e il mantenimento delle condizioni di
temperatura dei fluidi necessarie all'esercizio in piena efficienza della rete idrica antincendio. L'intervento riguarda tutte le tubazione della rete antincendio rivestite anche
se inserite all'interno di murature, pavimentazioni, tracantoni ecc orizzontali e verticali di qualsiasi materiale e dimensione, anche se interrate o a vista. Sono comprese e
compensate tutte attività e gli oneri diretti e indiretti per la fornitura in opera dei materiali di sostituzione delle parti danneggiate con materiali di analoghe prestazioni e
caratteristiche funzionali, e tutte le necessarie opere di assistenza muraria comprese le necessarie opere di scavo, demolizione e il ripristino di murature, pavimentazioni e
massetti, rivestimenti e controsoffitti. Sono altresì compensate le opere di completamento e finitura quali intonaci, tinteggiature e riprese degli strati di finitura. Compresi e
compensati i noli per le opere provvisionali necessarie all'esecuzione in sicurezza dell'intervento, il trasporto nell'ambito del cantiere e il conferimento a discarica dei
materiali di risulta. L'intervento di riparazione e tutte le attività sopradescritte sono pienamente compensate con il corrispettivo di appalto per il canone di manutenzione
ordinaria e conservativa, indipendentemente dalla quantità di rivestimento coibente necessario, dal numero complessivo delle riparazioni necessarie, dal materiale di
coibentazione delle tubazioni, dalla modalità di posa delle tubazioni e dalla temperatura di esercizio.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.23
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.23
Componente
Porte ed elementi di chiusura con caratteristiche REI
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Le porte o sistemi di chiusura sono dispositivi completi di ogni tipo di telaio o guida, anta(e), manto avvolgibile pieghevole, ecc., destinate a fornire resistenza al fuoco quando impiegati per
la chiusura di aperture permanenti in elementi di separazione resistenti al fuoco. Queste includono nell’assemblaggio i pannelli laterali, finestrature, pannelli sopraluce con o senza traversa
intermedia, unitamente agli accessori costruttivi, guarnizioni qualora inserite ai fini della resistenza al fuoco o controllo della dispersione del fumo, o per altre prestazioni quali la tenuta
all’aria o isolamento acustico.
Tra gli elementi di chiusura tagliafuoco possiamo ritrovare:
• Porte incernierate
• Porte scorrevoli
• Porte a ghigliottina
• Vetrate fisse
Norme UNI - UNI EN - UNI CEN/TS - UNI CEN/TR di riferimento
• UNI EN 179 Accessori per serramenti - Dispositivi per uscite di emergenza azionati mediante maniglia a leva o piastra a spinta per l utilizzo sulle vie di fuga - Requisiti e metodi di prova
• UNI EN 1125 Accessori per serramenti - Dispositivi per le uscite antipanico azionati mediante una barra orizzontale per l utilizzo sulle vie di esodo - Requisiti e metodi di prova
• UNI EN 1154 Accessori per serramenti - Dispositivi di chiusura controllata delle porte - Requisiti e metodi di prova
• UNI EN 1155 Accessori per serramenti - Dispositivi elettromagnetici fermo-porta per porte girevoli - Requisiti e metodi di prova
• UNI EN 1158 Accessori per serramenti - Dispositivi per il coordinamento della sequenza di chiusura
delle porte - Requisiti e metodi di prova
• UNI EN 1634-1 Prove di resistenza al fuoco e di controllo della dispersione del fumo per porte e sistemi di chiusura, finestre apribili e loro accessori costruttivi - Parte 1: Prove di resistenza
al fuoco per porte e sistemi di chiusura e finestre apribili
• UNI EN 1634-2 Prove di resistenza al fuoco e di controllo della dispersione del fumo per porte, sistemi di chiusura, finestre apribili e loro componenti costruttivi - Parte 2: Prove di
resistenza per componenti costruttivi
• UNI EN 1906 Accessori per serramenti - Maniglie e pomoli - Requisiti e metodi di prova
• UNI EN 1935 Accessori per serramenti - Cerniere ad asse singolo - Requisiti e metodi di prova
• UNI 11473-1 Porte e finestre apribili resistenti al fuoco e/o per il controllo della dispersione di fumo - Parte 1: Requisiti per l’erogazione del servizio di posa in opera e manutenzione
• UNI EN 12209 Accessori per serramenti - Serrature e chiavistelli - Serrature azionate meccanicamente, chiavistelli e piastre di bloccaggio - Requisiti e metodi di prova
• UNI EN 13501-2 Classifi cazione al fuoco dei prodotti e elementi da costruzione
• UNI EN 14600 Porte e fi nestre apribili con caratteristiche di resistenza al fuoco e/o tenuta al fumo. Requisiti e classifi cazione
• UNI EN 14637 Accessori per serramenti - Sistemi di uscita controllati elettricamente per assemblaggi di porte a tenuta di fumo - Requisiti, metodi di prova, applicazione e manutenzione
• prEN16034 Porte pedonali, porte da garage commerciali industriali e fi nestre. Norma di prodotto, caratteristiche prestazionali. Resistenza al fuoco e / o controllo del fumo
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Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.23
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
IL CONTROLLO PERIODICO E LA MANUTENZIONE DELLE PORTE TAGLIAFUOCO
Il controllo periodico e la manutenzione non si limitano alla sola “prova di funzionamento della chiusura”, ma mirano alla conservazione del suo stato iniziale.
Una corretta manutenzione non solo garantirà l’efficienza della chiusura, ma sarà in grado di far conservare nel tempo le caratteristiche iniziali degli accessori che la corredano.
La corretta manutenzione di una porta tagliafuoco ad un battente non può essere effettuata in meno di 20 minuti.
PRESA IN CARICO DELLA PORTA
In sede di consegna del servizio di manutenzione ordinaria l'affidatario dello stesso prende formalmente in carico tutti gli elementi di chiusura con caratteristiche di resistenza al fuoco REI .
Come meglio specificato nel capitolato speciale tecnico di appalto (posto che in sede di gara l’appaltatore ha preso visione dei complessi edilizi, degli organismi edilizi e delle classi di unità
tecnologiche oggetto dei lavori di manutenzione di cui al presente appalto, e che li ha accettati integralmente e incondizionatamente senza sollevare eccezione o riserva alcuna) nel verbale di
consegna del servizio deve risultare lo stato di conservazione delle varie classi di unità tecnologiche e di efficienza dei singoli impianti e quindi anche della 'intera dotazione universitaria in
termini di porte ed elementi con caratteristiche di resistenza al fuoco. Qualora sistemi non risultassero funzionanti, ciò deve risultare, su indicazione dell’assuntore, nel predetto verbale. In
caso contrario, gli eventuali vizi o difetti che dovessero manifestarsi successivamente verranno considerati come dovuti a trascuratezza dell’assuntore che dovrà pertanto provvedere alla loro
eliminazione come stabilito nelle schede del presente Piano di Manutenzione.
In particolare, in sede di consegna del servizio, il manutentore deve:
- valutare lo stato delle porte installate;
- verificare la disponibilità del libretto d’uso e manutenzione
- acquisire le registrazioni degli interventi passati;
- verificare la conformità della posa in opera delle porte;
- verificare l’integrità e la tenuta dei sistemi di fissaggio, la stabilità della porta nel suo complesso;
- verificare l’integrità della porta e degli accessori, e che non siano state apportate modifiche non previste dal produttore.
OPERAZIONI CONNESSE ALLA SORVEGLIANZA
La sorveglianza consiste in un controllo visivo atto a verificare che le porte tagliafuoco siano nelle normali condizioni operative, siano facilmente accessibili e non presentino danni materiali
accertabili tramite esame visivo. La sorveglianza può essere effettuata dopo aver ricevuto adeguate istruzioni.
OPERAZIONI CONNESSE AL CONTROLLO PERIODICO
Il controllo periodico, effettuato da PERSONA COMPETENTE, consiste in una serie di operazioni atte a verificare la completa e corretta funzionalità della porta tagliafuoco, nelle normali
condizioni esistenti nell’ambiente in cui è installata. Dette operazioni da eseguirsi durante il controllo periodico e esplicitate nelle sched edel PIano di Manutenzione, sono descritte al punto
7.7 della UNI 11473-1
Una volta terminato il controllo, il tecnico è tenuto alla compilazione del rapporto di intervento e all’aggiornamento del cartellino di manutenzione.
CARTELLINO DI MANUTENZIONE
Il cartellino di manutenzione deve essere apposto dalla società incaricata di effettuare il servizio di manutenzione. Ogni porta in esercizio deve essere dotata di cartellino di manutenzione.
Quando si effettua per la prima volta il controllo iniziale, se presente il cartellino del precedente manutentore deve essere rimosso e sostituito con quello della società incaricata di effettuare il
servizio di manutenzione.
Sul cartellino deve essere obbligatoriamente riportato:
• nome del manutentore e firma dell’addetto;
• data dalla verifica e/o intervento a seguito del quale è stato applicato.
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DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.23
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
LE ATTREZZATURE NECESSARIE PER UNA CORRETTA MANUTENZIONE
Viene di seguito riportato un elenco non esaustivo di attrezzature necessarie per lo svolgimento di una corretta manutenzione.
• Set di cacciaviti per viti con intaglio dritto e per viti con intaglio a croce
• Set di chiavi per viti con testa cava ad esagono incassato
• Set di chiavi inglesi
• Attrezzi per il caricamento delle molle delle cerniere a molla
• Filo a piombo lungo ~ 2 m o livella a raggi laser (proiettore di due raggi laser ortogonali con livellamento automatico dei raggi entro un errore di orizzontalità del piano di appoggio di ± 4°)
• Dinamometro con fondo scala uguale o maggiore di 200 N e precisione uguale o maggiore di ± 0,5 % della lettura ±2 cifre
• Metro e calibro
• Cronometro
• Lubrificante WD-40 od equivalente
• Disossidante, tipo Svitol o equivalente
• Pedale alzaporta’ o attrezzo equivalente
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.3.23.3
Sostituzione dei componenti del sistema di fermo elettromagnetico (staffe, piastre, componenti elettrici, etc,) quando il sistema in opera non è più idoneo alla funzione che
deve svolgere. L'intervento di rimozione dei fermi magnetici che non sono più idonei alla funzione, di conferimento a discarica degli stessi e di fornitura e posa in opera dei
nuovi magneti è pienamente compensato, comprese le necessarie opere provvisionali, dal canone per la manutenzione ordinaria, indipendentemente dal numero, dalla
lunghezza, dalla posizione e dall'accessibilità dei fermi elettromagnetici che devono essere sostituiti, anche qualora l'intervento di sostituzione derivi da danneggiamento
volontario del magnete.
Tutte le attività svolte a verifica degli apprestamenti antincendio devono essere annotate sul Registro Antincendio mantenuto aggiornato e disponibile presso la struttura.
Il suddetto registro deve contenere inoltre:
Classe di Resistenza al fuoco,
numero matricola,
numero di ante,
l’anno di fabbricazione,
l'individuazione della porta in planimetria.
I3.3.23.4
Installazione di nuova targhetta, sentito il produttore del componente. Ogni porta deve essere identificata mediante l’apposizione di un’etichetta autoadesiva recante un
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DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.23
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
codice di che dovrà essere riportato nel registro antincendio della sede.
Tutte le attività svolte a verifica degli apprestamenti antincendio devono essere annotate sul Registro Antincendio mantenuto aggiornato e disponibile presso la struttura.
Il suddetto registro deve contenere inoltre:
Classe di Resistenza al fuoco,
numero matricola,
numero di ante,
l’anno di fabbricazione,
l'individuazione della porta in planimetria.
I3.3.23.5
Rimozione di eventuali zeppe o cunei, ogni altro oggetto.
I3.3.23.6
Lubrificazione di tutte le parti mobili annesse, incluse anche le cerniere e blocco maniglia. Calibratura dei componenti di chiusura automatica, con ricarica molle ed
eventuale ripristino grani di blocco.
I3.3.23.7
Sostituzione delle guarnizioni termoespandenti. L'intervento di rimozione delle guarnizioni che non sono più idonee alla funzione, di conferimento a discarica delle stesse,
e di fornitura e posa in opera dele nuove guarnizioni è pienamente compensato, comprese le necessarie opere provvisionali, dal canone per la manutenzione ordinaria,
indipendentemente dal numero, dalla lunghezza, dalla posizione e dall'accessibilità delle guarnizioni che devono essere sostituite.
Tutte le attività svolte a verifica degli apprestamenti antincendio devono essere annotate sul Registro Antincendio mantenuto aggiornato e disponibile presso la struttura.
Il suddetto registro deve contenere inoltre:
Classe di Resistenza al fuoco,
numero matricola,
numero di ante,
l’anno di fabbricazione,
l'individuazione della porta in planimetria.
I3.3.23.8
Sostituzione dei dispositivi di controllo del sistema di chiusura delle porte e degli elementi con caratteristiche REI, quali molle aeree o a terra di richiamo o chiudiporta,
sistemi di controllo della chiusura, molle interne alle cerniere, etc... L'intervento di smontaggio e di sostituzione dei dispositivi che non sono più idonei alla funzione, di
conferimento a discarica degli stessi, e di fornitura e posa in opera dei nuovi dispositivi è pienamente compensato, comprese le necessarie opere provvisionali, dal canone
per la manutenzione ordinaria, indipendentemente dal numero, dalla lunghezza, dalla posizione e dall'accessibilità dei dispositivi di chiusura che devono essere sostituiti.
Tutti i componenti in sostituzione devono essere corredati del relativo certificato e delle realtive dichiarazioni di conformità e di posa inopera prescritte ai sensi della
normativa vigente.
Tutte le attività svolte a verifica e di sostituzione degli apprestamenti antincendio devono essere annotate sul Registro Antincendio mantenuto aggiornato e disponibile
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DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.23
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
presso la struttura.
Il suddetto registro deve contenere inoltre:
Classe di Resistenza al fuoco,
numero matricola,
numero di ante,
l’anno di fabbricazione,
l'individuazione della porta in planimetria.
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PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.24
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.24
Componente
Maniglioni Antipanico e sistemi tipo Pushbar
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.25
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.25
Componente
Pulsanti di sgancio corrente elettrica
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.3.25.6
In caso di bobina di sgancio difettosa oppure non funzionante, l'impresa deve provvedere allo smontaggio della bobina esistente, allo smaltimento della stessa secondo le
vigente disposizioni di legge, e alla fornitura in opera di una nuova bobina di sgancio idonea alla funzione, e alla verifica funzionale e al collaudo della nuova bobina,
compreso il rilascio delle necessarie certificazioni di esecuzione prescritte ai sensi della normativa vigente. Detto intervento è compreso e compensato con il canone di
appalto per la manutenzione ordinaria e conservativa e sono altresì comprese e compensate tutte le necessarie opere provvisionali, a qualsiasi altezza e per tutto il tempo
necessario, e ogni onere diretto e indiretto per dare il lavoro eseguito a regola d'arte.
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DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.26
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.26
Componente
Valvole di intercettazione gas infiammabili e/o esplosivi
Area Tecnica
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DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.27
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.3
Elemento tecnologico
Impianto di sicurezza e antincendio
3.3.27
Componente
Illuminazione di emergenza
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Come meglio specificato nel capitolato speciale tecnico di appalto (posto che in sede di gara l’appaltatore ha preso visione dei complessi edilizi, degli organismi edilizi e delle classi di unità
tecnologiche oggetto dei lavori di manutenzione di cui al presente appalto, e che li ha accettati integralmente e incondizionatamente senza sollevare eccezione o riserva alcuna) nel verbale di
consegna del servizio deve risultare lo stato di conservazione delle varie classi di unità tecnologiche e di efficienza dei singoli impianti e quindi anche della 'intera dotazione universitaria di
illuminazione di sicurezza. Qualora tali impianti non risultassero funzionanti, ciò deve risultare, su indicazione dell’assuntore, nel predetto verbale. In caso contrario, gli eventuali vizi o difetti
che dovessero manifestarsi successivamente verranno considerati come dovuti a trascuratezza dell’assuntore che dovrà pertanto provvedere alla loro eliminazione come stabilito nelle schede
del presente Piano di Manutenzione.
La manutenzione degli impianti e delle luci di emergenza consiste nelle verifiche, nei controlli e negli interventi descritti nelle schede seguenti del Piano Generale di Manutenzione. Per
verificare il puntuale funzionamento di detti impianti (con particolare riferimento al funzionamento di tutte le luci di emergenza e di segnalazione/indicazione) l'affidatario del servizio deve
eseguire ogni trimestre una prova di sgancio dell’alimentazione di rete, che sarà svolta secondo orari e modalità che saranno definite ad insindacabile parere della committente, per assicurare
la continuità di esercizio delle attività istituzionali dell'Ateneo.
Si specifica inoltre, ad ogni buon conto, che rientrano nella manutenzione ordinaria e conservativa tutti gli interventi per il mantenimento del regolare funzionamento e del livello di
illuminamento minimo prescritto sia dalle normative per i luoghi di lavoro che dalle norme tecniche specifiche i materia di edilizi scolastica come descritti nelle schede che seguo.
Gli interventi tampone e di ripristino, anche in emergenza, devono essere eseguiti entro le 24 ore dalla segnalazione, senza che per questo debba essere riconosciuta alcuna indennità di
chiamata, per emergenza, pronto intervento, notturna o festiva
Il canone per la manutenzione ordinaria e conservativa comprende la sostituzione, con componenti analoghe per prestazione, caratteristiche tecniche, funzioni e morfologia, di tutte le
componenti meglio descritte nelle schede del Piano di Manutenzione (si cita, a mero titolo esemplificativo, la sostituzione delle batterie, degli inverter, degli schermi, delle lampade, dei
sistemi di attuazione e controllo, etc..) Tutte le suddette attività sono pertanto comprese e compensate con il canone per la manutenzione ordinaria e conservativa, indipendentemente dal
numero complessivo di sostituzioni necessarie nel corso dell'anno o nell'ambito del medesimo complesso edilizio. Sono inoltre compresi e compensati tutti gli oneri diretti e indiretti per le
necessarie opere provvisionali, a qualsiasi altezza e per tutto il tempo necessario, funzionali all'esecuzione dei lavori in sicurezza e secondo quanto disposto dalla normativa vigente, ogni
onere per gli smontaggio dei componenti in disuso compreso oneri di trasporto e conferimento a discarica controllata secondo le disposizioni di legge in relazione al materiale (codice CER)
oggetto dello smaltimento.
Il canone per la manutenzione ordinaria e conservativa comprende inoltre, nei termini di seguito specificati, gli interventi di sostituzione dell'intero corpo illuminante di emergenza qualora lo
stesso risulti, ad insindacabile parere del Direttore per l'Esecuzione del Servizio, a seguito di guasto, anomalia funzionale, o rottura anche accidentale e volontaria, non più idoneo alla
funzione ne riconducibile, tramite un intervento manutentivo, ad uno stato di completa affidabilità. Detta sostituzione deve essere effettuata con corpi illuminanti di sicurezza di analoghe
prestazioni, caratteristiche tecniche e funzionali, e compatibile con il protocollo di trasferimento delle informazioni alla relativa centrale di controllo. Detta sostituzione è da intendersi come
pienamente compensata con il canone forfetario annuo per il servizio di manutenzione ordinaria entro il numero massimo di corpi illuminanti di sicurezza corrispondente al 5%
(cinquepercento) dei corpi illuminanti di sicurezza dell'intero complesso edilizio di riferimento. Tale percentuale deve intendersi riferita al numero complessivo di corpi illuminanti di
sicurezza distinti per tipologia, presenti nello stabile di riferimento alla data di consegna del servizio. Sono comprese e compensate tutte le necessarie opere provvisionali, a qualsiasi altezza e
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PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.27
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
per tutto il tempo necessario, e ogni onere diretto e indiretto per l'esecuzione a regola d'arte di tutte le sostituzioni previste. Qualora gli interventi di sostituzione dei corpi illuminanti di
sicurezza non raggiungano, nel corso di una delle annualità di contratto, l'incidenza percentuale di cui sopra, resta inteso l'Amministrazione si riserva la facoltà di disporre negli anni
successivi, ad insindacabile parere del direttore per l'esecuzione del servizio, un numero di sostituzioni anche maggiore della soglia prevista per compensare la mancata sostituzione dei corpi
illuminanti di sicurezza negli anni precedenti. Resta infine inteso che l'appaltatore non avrà diritto a richiedere maggiori oneri economici ne a sollevare eccezioni o avanzare riserve di sorta in
ragione di quanto richiesto in termini di sostituzione dei rivelatori e che il mancato espletamento di detti interventi darà luogo alla richiesta da parte dell'Ateneo dei eventuali danni derivanti
dal mancato espletamento delle prestazioni contrattuali.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.3.27.14
Sostituzione degli schermi trasparenti o riflettenti di materia plastica degli apparecchi illuminanti di emergenza, qualora lo schermo esistente sia stato danneggiato, anche a
seguito di atti vandalici, sia rotto o crepato o comunque non assolva più alla prevista funzione. Detto intervento di sostituzione è compreso e pienamente compensato con il
canone annuale per la manutenzione ordinaria e conservativa. Sono compresi e compensati tutti gli oneri diretti e indiretti per le necessarie opere provvisionali, a qualsiasi
altezza e per tutto il tempo necessario, funzionali all'esecuzione dei lavori in sicurezza e secondo quanto disposto dalla normativa vigente, ogni onere per gli smontaggio
dei componenti in disuso compreso oneri di trasporto e conferimento a discarica controllata secondo le disposizioni di legge in relazione al materiale (codice CER)
oggetto dello smaltimento.
I3.3.27.15
Sostituzione delle lampade o dei tubi fluorescenti fulminati, ammalorati, non funzionanti o che comunque non assolvono alla funzione, o siano stati danneggiati, anche a
seguito di atti vandalici. Detto intervento di sostituzione è compreso e pienamente compensato con il canone annuale per la manutenzione ordinaria e conservativa,
indipendentemente dal numero complessivo di lampade oggetto della sostituzione. Sono compresi e compensati tutti gli oneri diretti e indiretti per le necessarie opere
provvisionali, a qualsiasi altezza e per tutto il tempo necessario, funzionali all'esecuzione dei lavori in sicurezza e secondo quanto disposto dalla normativa vigente, ogni
onere per gli smontaggio dei componenti in disuso compreso oneri di trasporto e conferimento a discarica controllata secondo le disposizioni di legge in relazione al
materiale (codice CER) oggetto dello smaltimento.
I3.3.27.16
Sostituzione delle batterie interne degli apparecchi, qualora siano scariche, mancanti, oppure non assolvano alla prevista funzione, anche in caso di danneggiamento a
seguito di atti vandalici. Detto intervento di sostituzione delle batterie è compreso e pienamente compensato con il canone annuale per la manutenzione ordinaria e
conservativa, indipendentemente dal numero complessivo delle batterie oggetto dell'intervento manutentivo descritto. Sono compresi e compensati tutti gli oneri diretti e
indiretti per le necessarie opere provvisionali, a qualsiasi altezza e per tutto il tempo necessario, funzionali all'esecuzione dei lavori in sicurezza e secondo quanto disposto
dalla normativa vigente, ogni onere per gli smontaggio dei componenti in disuso compreso oneri di trasporto e conferimento a discarica controllata secondo le disposizioni
di legge in relazione al materiale (codice CER) oggetto dello smaltimento.
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Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.27
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.3.27.17
Aggiornamento hardware e/o software del circuito elettrico (sia quello interno degli apparecchi ad alimentazione autonoma, sia quello su schede dell’eventuale soccorritore
statico centralizzato). In particolare, l'impresa affidataria del servizio di manutenzione che non dispone dei privilegi di accesso al software di configurazione o non dispone
delle necessarie licenze di utilizzo, deve provvedere a chiamare l'impresa fornitrice o distributrice del suddetto software affinché la stessa provved ai necessari interventi
manutentivi sul sistema. Detto intervento di aggiornamento è compreso e pienamente compensato con il canone annuale per la manutenzione ordinaria e conservativa,
indipendentemente dal tipo di licenza, dal numero di ore/uomo necessarie, e dalle competenze e qualificazioni professionali che devono essere impiegate per l'attuazione
dell'intervento. Sono altresì compresi e compensati tutti gli oneri per consulenze trasferimenti e manodopera specializzata anche esterna.
I3.3.27.18
Sostituzione dell’eventuale dispositivo di comando a fungo, qualora il comando esistente sia stato danneggiato, anche a seguito di atti vandalici, o comunque non assolva
più alla prevista funzione. Detto intervento di sostituzione è compreso e pienamente compensato con il canone annuale per la manutenzione ordinaria e conservativa,
indipendentemente dal numero complessivo di sostituzioni necessarie. Sono compresi e compensati tutti gli oneri diretti e indiretti per le necessarie opere provvisionali, a
qualsiasi altezza e per tutto il tempo necessario, funzionali all'esecuzione dei lavori in sicurezza e secondo quanto disposto dalla normativa vigente, ogni onere per gli
smontaggio dei componenti in disuso compreso oneri di trasporto e conferimento a discarica controllata secondo le disposizioni di legge in relazione al materiale (codice
CER) oggetto dello smaltimento.
I3.3.27.19
Sostituzione del filtro di ventilazione sul gruppo soccorritore, qualora il filtro esistente sia stato danneggiato, anche a seguito di atti vandalici, o comunque non assolva più
alla prevista funzione. Detto intervento di sostituzione è compreso e pienamente compensato con il canone annuale per la manutenzione ordinaria e conservativa,
indipendentemente dal numero complessivo di sostituzioni necessarie nel corso dell'anno o nell'ambito del medesimo complesso edilizio. Sono compresi e compensati tutti
gli oneri diretti e indiretti per le necessarie opere provvisionali, a qualsiasi altezza e per tutto il tempo necessario, funzionali all'esecuzione dei lavori in sicurezza e secondo
quanto disposto dalla normativa vigente, ogni onere per gli smontaggio dei componenti in disuso compreso oneri di trasporto e conferimento a discarica controllata
secondo le disposizioni di legge in relazione al materiale (codice CER) oggetto dello smaltimento.
I3.3.27.22
Sostituzione dell'intero apparecchio di illuminazione di emergenza che evidenzia rotture della struttura o degrado della stessa tale da comprometterne la sicurezza della
funzione e il rispetto delle prescrizioni di impianto, anche in relazione alle componenti delle apparecchiature che evidenzino un guasto o la non corretta funzionalitàà della
sorgente di illuminazione e/o della batteria.
Detto intervento di sostituzione delle lampade di illuminazione di emergenza è compreso e pienamente compensato con il canone annuale per la manutenzione ordinaria e
conservativa, nei termini di cui sopra, indipendentemente dal numero complessivo di sostituzioni necessarie. Sono compresi e compensati tutti gli oneri diretti e indiretti
per le necessarie opere provvisionali, a qualsiasi altezza e per tutto il tempo necessario, funzionali all'esecuzione dei lavori in sicurezza e secondo quanto disposto dalla
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Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.3.27
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
normativa vigente, ogni onere per gli smontaggio dei componenti in disuso compreso oneri di trasporto e conferimento a discarica controllata secondo le disposizioni di
legge in relazione al materiale (codice CER) oggetto dello smaltimento.
I3.3.27.23
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Area Tecnica
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DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
ELEMENTO TECNOLOGICO
3.4
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.4
Elemento tecnologico
Impianto di pressurizzazione o sopraelevazione dell'acqua
ELEMENTI COSTITUENTI
3.4.1
Gruppi di pressurizzazione impianto antincendio (elettropompe e motopompe)
3.4.2
Addolcitori d'acqua
3.4.3
Autoclave
3.4.4
Idroaccumulatori
3.4.5
Manometri
3.4.6
Pompe centrifughe
3.4.8
Quadri di bassa tensione
3.4.9
Serbatoi pressurizzati
3.4.10
Serbatoi e vasche di accumulo acqua antincendio
3.4.11
Valvole a farfalla
3.4.12
Valvole a galleggiante
3.4.13
Valvole a saracinesca (saracinesche)
3.4.14
Valvole antiritorno
3.4.15
Valvole di fondo
3.4.16
Valvole riduttrici di pressione
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
L'utilizzo di impianti di sopraelevazione o pressurizzazione dell'acqua si rende necessario in tutti i casi in cui l'acquedotto non fornisce la pressione necessaria ad alimentare gli apparecchi
utilizzatori. I più comuni impianti di sopraelevazione, anche ad uso antincendio sono i seguenti:
a) gli impianti con autoclavi;
b) gli impianti con serbatoi sopraelevati;
c) gli impianti con suppressori;
d) gli impianti con idroaccumulatori.
LA MANUTENZIONE DEI SISTEMI DI POMPAGGIO ANTINCENDIO
La manutenzione viene definita come “combinazione di tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali, durante il ciclo di vita di un'entità, volte a mantenerla o riportarla in uno stato in
cui possa eseguire la funzione richiesta”. I sistemi di pompaggio per la pressurizzazione dei circuiti di distribuzione dell'acqua antincendio, sono concepiti e ingegnerizzati al fine di elevare al
massimo l’affidabilità e soprattutto la disponibilità di esercizio anche in situazioni di emergenza.
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
ELEMENTO TECNOLOGICO
3.4
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
La norma UNI EN 12845, la norma di progettazione, installazione e manutenzione per impianti automatici sprinkler”, ripubblicata nel 2009 è tuttora in fase di profonda revisione in sede CEN
TC191 WG5, ed è all’interno di questa norma, al paragrafo 20, che sono contenute tutte le attività e le tempistiche di manutenzione relative anche alle pompe antincendio a cui occorre rifarsi
in presenza di impianti a reti idranti, diluvio, schiuma ecc.
Tutti i controlli trimestrali, semestrali e annuali sono da affidare all’installatore del sistema o ad una società specializzata nella manutenzione.
CONTROLLO PERIODICO SETTIMANALE
Prova di avviamento automatico della pompa
Le prove sulle pompe automatiche devono comprendere:
- controllo dei livelli di carburante, dell’ olio lubrificante e dell’acqua di raffreddamento dei motori diesel;
- si deve ridurre la pressione dell’acqua sul dispositivo di avviamento, simulando in questo modo la condizione di avviamento automatico;
quando la pompa si avvia, la pressione di avviamento deve essere controllata e registrata;
- si deve controllare la pressione dell’olio sulle motopompe diesel;
- si deve controllare il flusso dell’acqua attraverso gli impianti di raffreddamento a circuito aperto.
CONTROLLO PERIODICO MENSILE
- Devono essere controllati il livello e la densità dell’elettrolito di tutte le celle degli accumulatori al piombo (comprese le batterie di avviamento del motore diesel e quelle per l’alimentazione
del quadro di controllo elettrico).
- Se la densità è bassa deve essere controllato il caricabatteria e, se questo sta funzionando correttamente, la batteria o le batterie interessate devono essere sostituite
CONTROLLO PERIODICO TRIMESTRALE
Alimentazione idrica e relativi allarmi
•Ciascuna alimentazione idrica deve essere verificata su ogni stazione di controllo presente nel sistema.
•La pompa, se presente nell’alimentazione, deve avviarsi automaticamente e i valori di pressione e portata misurati non devono essere inferiori a quelli nominali, registrando poi ogni
cambiamento.
Alimentazione elettrica
•Qualsiasi alimentazione elettrica secondaria derivante da generatori diesel deve essere controllata per verificarne il corretto funzionamento.
Valvole di intercettazione
•Tutte le valvole di intercettazione che controllano il flusso dell’acqua devono essere manovrate per assicurare che siano operative e devono essere di nuovo bloccate nella posizione normale.
•Questa operazione deve riguardare le valvole di intercettazione su tutte le alimentazioni idriche, sulla valvola(e) di controllo e allarme e su tutte le valvole di intercettazione di zona oppure
ausiliarie.
CONTROLLO PERIODICO SEMESTRALE
•Collegamento di riporto allarmi con la stazione dei vigili del fuoco e con la centrale di supervisione.
•Il sistema deve essere verificato come specificato nei controlli trimestrali
•verifiche dei manometri e dei sensori, del controllo dell’allineamento degli accoppiamenti, verifica dei giochi degli alberi delle pompe,
•sostituzione dell’olio dei Diesel e dei rinvii ad angolo,
• verifica dei cavi elettrici e del loro serraggio, verifica della lubrificazione dei cuscinetti e dei giunti di trasmissione,
• verifica dell’ossidazione dei contatti sulle schede elettroniche,
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
ELEMENTO TECNOLOGICO
3.4
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
• verifica dell’accuratezza di voltmetri e amperometri,
• verifica della contropressione dei gas discarico,
• verifica dei controlli sui supporti delle tubazioni,
• verifica della pulizia degli scambiatori di calore,
• verifica della pulizia dei serbatoi combustibili,
CONTROLLO PERIODICO ANNUALE
Prova di portata della pompa automatica
•Ciascuna pompa di alimentazione deve essere provata nella condizione di pieno carico (mediante il collegamento della linea di prova collegata alla mandata della pompa a valle della valvola
di non ritorno ).
•La pompa deve fornire i valori di pressione/portata indicati sulla targa .
Prova di mancato avviamento del motore diesel
•L’allarme di mancato avviamento deve essere provato in conformità con le indicazioni normative.
•Immediatamente dopo questa verifica il motore deve essere avviato utilizzando il sistema di avviamento manuale.
Serbatoi di accumulo
•Le valvole a galleggiante nei serbatoi di accumulo devono essere controllate per assicurarne il corretto funzionamento.
Camere di aspirazione e filtri per la pompa
•I filtri, le camere di sedimentazione e le paratie filtranti devono essere ispezionati almeno annualmente e puliti se necessario.
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DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.4.1
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.4
Elemento tecnologico
Impianto di pressurizzazione o sopraelevazione dell'acqua
3.4.1
Componente
Gruppi di pressurizzazione impianto antincendio (elettropompe e motopompe)
Area Tecnica
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.4.2
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.4
Elemento tecnologico
Impianto di pressurizzazione o sopraelevazione dell'acqua
3.4.2
Componente
Addolcitori d'acqua
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Gli addolcitori di acqua (che possono essere del tipo civile e/o industriale) sono congegni interamente automatici che tramutano la durezza dell'acqua composta da sali di calcio e magnesio in sali di sodio,
solubili e non incrostanti. Questa variazione, detta addolcimento, si ottiene grazie ad una resina cationica a scambio ionico. Tale resina consente una lunga durata ed un minimo consumo di rigenerante (cloruro
sodico) necessario per la riattivazione. La durezza per necessità o preferenza può essere anche rimossa parzialmente. Gli addolcitori possono essere dotati di comando a tempo, volumetrico e uso potabile.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.4.2.7
Sostituire i filtri quando sono usurati.
Area Tecnica
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DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.4.3
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.4
Elemento tecnologico
Impianto di pressurizzazione o sopraelevazione dell'acqua
3.4.3
Componente
Autoclave
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
L'autoclave ha la funzione di elevare i valori della pressione idrica attraverso gruppi di pressurizzazione alimentati da serbatoi di accumulo. Generalmente un impianto autoclave è costituito
da: a) serbatoio in acciaio; b) quadro elettrico; c) tubazioni in acciaio; d) elettropompa; e) valvola di non ritorno; f) valvola di sicurezza; g) valvola di intercettazione; h)
pressostato; i) alimentatore d'aria.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.4.3.3
Pulizia e eventuale sostituzione dell'otturatore nel caso si verifichi il passaggio del fluido ad otturatore chiuso.
Area Tecnica
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.4.4
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.4
Elemento tecnologico
Impianto di pressurizzazione o sopraelevazione dell'acqua
3.4.4
Componente
Idroaccumulatori
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Gli impianti con idroaccumulatori sono costituiti da un complesso di pompe centrifughe e da una serie di serbatoi chiusi pressurizzati di capacità limitata; fanno parte del sistema il quadro
elettrico (per il comando, il controllo e la protezione delle pompe), i collettori, le valvole di intercettazione e ritegno, gli strumenti di lettura della pressione e gli automatismi per l'inserzione
delle pompe quando richiesto dall'utenza idrica.
Area Tecnica
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.4.5
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.4
Elemento tecnologico
Impianto di pressurizzazione o sopraelevazione dell'acqua
3.4.5
Componente
Manometri
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I manometri sono strumenti usati per la misurazione della pressione. Devono essere scelti in relazione alle condizioni di utilizzo (pressione di esercizio e temperatura massima prevista).
L'attacco di pressione deve essere a tenuta stagna e può variare, a seconda del tipo di manometro, come segue: a) in caso di utilizzo di manometri con filettature cilindriche, la tenuta alla
pressione viene realizzata sulla faccia di tenuta utilizzando una guarnizione di tenuta che sia compatibile con il fluido;b) in caso di utilizzo di manometri con filettature coniche, la tenuta alla
pressione viene realizzata tramite accoppiamento della filettatura, ma è pratica comune applicare del materiale di giunzione al filetto maschio prima del montaggio; il materiale di giunzione
deve essere compatibile con il fluido; c) in caso di utilizzo di manometri a membrana con attacco flangiato, attenersi alle raccomandazioni delle norme indicate dal costruttore.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.4.5.2
Eseguire la taratura del misuratore quando necessario.
Area Tecnica
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DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.4.6
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.4
Elemento tecnologico
Impianto di pressurizzazione o sopraelevazione dell'acqua
3.4.6
Componente
Pompe centrifughe
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Le pompe centrifughe sono pompe con motore elettrico che vengono collocate a quota più elevata rispetto al livello liquido della vasca di aspirazione. Si utilizza un minimo di due pompe fino
ad un massimo di otto e più all'aumentare della potenza installata. L'utilizzo di più pompe serve ad ottenere una notevole elasticità di esercizio facendo funzionare soltanto le macchine di
volta in volta necessarie. Le pompe sono formate da una girante fornita di pale che imprime al liquido un movimento di rotazione, un raccordo di entrata convoglia il liquido dalla tubazione di
aspirazione alla bocca di ingresso della girante.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.4.6.7
Sostituzione dell'olio lubrificante della motopompa qualora esaurito e sostituzione della batteria di avviamento qualora la massa volumica dell'elettrolita risulti insufficiente
anche se il funzionamento dell'apparecchio di ricarica è regolare.
Area Tecnica
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DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.4.8
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.4
Elemento tecnologico
Impianto di pressurizzazione o sopraelevazione dell'acqua
3.4.8
Componente
Quadri di bassa tensione
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Le strutture più elementari sono centralini da incasso, in materiale termoplastico autoestinguente, con indice di protezione IP40, fori asolati e guida per l'assemblaggio degli interruttori e delle
morsette. Questi centralini si installano all'interno delle abitazioni e possono essere anche a parete. Esistono, inoltre, centralini stagni in materiale termoplastico con grado di protezione IP55
adatti per officine e industrie.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.4.8.7
Eseguire la sostituzione dei fusibili con altri dello stesso tipo.
Area Tecnica
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.4.9
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.4
Elemento tecnologico
Impianto di pressurizzazione o sopraelevazione dell'acqua
3.4.9
Componente
Serbatoi pressurizzati
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I serbatoi consentono il corretto funzionamento delle macchine idrauliche e/o dei riscaldatori ed assicurano una riserva idrica adeguata alle necessità degli utenti in caso di cattivo funzionamento delle reti di
distribuzione o in caso di arresti della erogazione da parte dei gestori del servizio di erogazione.
Area Tecnica
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.4.10
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.4
Elemento tecnologico
Impianto di pressurizzazione o sopraelevazione dell'acqua
3.4.10
Componente
Serbatoi e vasche di accumulo acqua antincendio
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I serbatoi di accumulo consentono il corretto funzionamento delle macchine idrauliche e/o dei riscaldatori ed assicurano una riserva idrica adeguata alle necessità degli utenti in caso di cattivo
funzionamento delle reti di distribuzione o in caso di arresti della erogazione da parte dei gestori del servizio di erogazione.
Area Tecnica
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DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.4.11
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.4
Elemento tecnologico
Impianto di pressurizzazione o sopraelevazione dell'acqua
3.4.11
Componente
Valvole a farfalla
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Per consentire l'interruzione sia parziale sia completa del flusso e per regolare la pressione di esercizio vengono installate, lungo le tubazioni dell'acquedotto, delle valvole dette appunto di
intercettazione e di regolazione. Le valvole a farfalla sono costituite da un disco circolare (realizzato in ghisa o in acciaio) e di diametro uguale a quello della tubazione su cui viene installato.
Il disco circolare viene fatto ruotare su un asse in modo da poter parzializzare o ostruire completamente la sezione del tubo. Gli sforzi richiesti per l'azionamento sono così modesti che le
valvole possono essere azionate facilmente anche a mano.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.4.11.2
Effettuare la sostituzione delle valvole quando deteriorate con valvole dello stesso tipo ed idonee alle pressioni previste per il funzionamento.
Area Tecnica
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
3.4.12
IDENTIFICAZIONE
3
Opera
IMPIANTI DI SICUREZZA
3.4
Elemento tecnologico
Impianto di pressurizzazione o sopraelevazione dell'acqua
3.4.12
Componente
Valvole a galleggiante
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Sono inserite a monte dei serbatoi, delle vasche di carico, ecc. per impedire l'afflusso del liquido quando questi ultimi sono già pieni evitando, così, sprechi d'acqua. Il flusso viene interrotto
attraverso un galleggiante a corsa regolabile che, per mezzo di una leva, attiva un pistone; sia la chiusura che l'apertura della valvola sono graduali.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I3.4.12.4
Effettuare la sostituzione delle valvole quando deteriorate con valvole dello stesso tipo ed idonee alle pressioni previste per il funzionamento.
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