4.3 ALLEGATO 3 Piano. MANUALE DELLA MANUTENZIONE PREVENTIVA - 26

 

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4.3 ALLEGATO 3 Piano. MANUALE DELLA MANUTENZIONE PREVENTIVA - 26

 

 

Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.1.17
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.1
Elemento tecnologico
Impianto elettrico e industriale
2.1.17
Componente
Trasformatori in liquido isolante
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Questo tipo di trasformatore consente di raggiungere le potenze e le tensioni maggiori; il liquido, favorendo la dispersione nell'ambiente del calore dovuto alle perdite negli avvolgimenti e nel
nucleo, svolge anche una funzione di raffreddamento. Il liquido isolante più usato è l'olio minerale che ha una temperatura di infiammabilità di circa 150 °C e, quindi, il suo uso a volte è
limitato per il timore di incendi anche se durante il funzionamento a pieno carico l'olio nei trasformatori raggiunge una temperatura massima compresa tra 90 °C e 100 °C.
La conduzione dell’impianto di trasformazione dovrà essere effettuata da tecnico patentato e consisterà nelle verifiche, nei controlli e negli interventi descritti nel Piano Generale di
Manutenzione. L’eventuale addebito, da parte della ditta fornitrice di energia elettrica, di penale per energia reattiva, verrà portato in detrazione dal corrispettivo della quota a canone come
penale per il mancato corretto funzionamento dei gruppi rifasatori.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.1.17.3
Eseguire la sostituzione dell'olio di raffreddamento.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.1.18
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.1
Elemento tecnologico
Impianto elettrico e industriale
2.1.18
Componente
Trasformatori a secco
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Un trasformatore è definito a secco quando il circuito magnetico e gli avvolgimenti non sono immersi in un liquido isolante. I trasformatori a secco sono dei due tipi di seguito descritti.
Trasformatori a secco di tipo aperto. Gli avvolgimenti non sono inglobati in isolante solido. L'umidità e la polvere ne possono ridurre la tenuta dielettrica per cui è opportuno prendere idonee
precauzioni. Durante il funzionamento il movimento ascensionale dell'aria calda all'interno delle colonne impedisce il deposito della polvere e l'assorbimento di umidità; quando però non è in
funzione, con il raffreddamento degli avvolgimenti, i trasformatori aperti potrebbero avere dei problemi. Nuovi materiali isolanti ne hanno, tuttavia, aumentato la resistenza all'umidità anche
se è buona norma riscaldare il trasformatore dopo una lunga sosta prima di riattivarlo. Questi trasformatori sono isolati in classe H e ammettono, quindi, una sovratemperatura di 125 K.
Trasformatori a secco inglobati in resina. Questi trasformatori hanno le bobine, con le spire adeguatamente isolate, posizionate in uno stampo in cui viene fatta la colata a caldo sottovuoto
della resina epossidica. Il trasformatore ha quindi a vista delle superfici cilindriche lisce e non gli avvolgimenti isolanti su cui si possono depositare polvere ed umidità. Questi trasformatori
sono isolati in classe F e ammettono, quindi, una sovratemperatura di 100 K. Di solito l'avvolgimento di bassa tensione non è incapsulato perché non presenta problemi anche in caso di
lunghe fermate.
La conduzione dell’impianto di trasformazione dovrà essere effettuata da tecnico patentato e consisterà nelle verifiche, nei controlli e negli interventi descritti nel Piano Generale di
Manutenzione. L’eventuale addebito, da parte della ditta fornitrice di energia elettrica, di penale per energia reattiva, verrà portato in detrazione dal corrispettivo della quota a canone come
penale per il mancato corretto funzionamento dei gruppi rifasatori.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
ELEMENTO TECNOLOGICO
2.2
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.2
Elemento tecnologico
Impianto fotovoltaico
ELEMENTI COSTITUENTI
2.2.1
Accumulatori
2.2.2
Cassetta di terminazione
2.2.3
Cella solare
2.2.4
Inverter
2.2.5
Quadro elettrico
2.2.6
Strutture di sostegno
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
La quota a canone comprende tutti gli oneri conseguenti la manutenzione ordinaria e la conduzione degli impianti fotovoltaici, nonché l’effettuazione delle verifiche obbligatorie secondo
quanto prescritto dalla normativa vigente, sugli impianti secondo quanto specificato nel Piano Generale di Manutenzione.
La manutenzione programmata degli impianti dovrà avere come obiettivo primario il prolungamento della durata dei componenti, l’ottenimento di significativi risparmi nella gestione, il
mantenimento del livello di sicurezza nel funzionamento e quindi la garanzia di continuità e qualità delle prestazioni offerte.
Il personale in conduzione si dovrà attivare per eseguire tutti gli interventi di manutenzione programmata, secondo i piani di manutenzione, che riportano le specifiche attività in relazione alla
frequenza di esecuzione per ogni componente e subcomponente d’impianto.
L’impianto fotovoltaico è l’insieme dei componenti meccanici, elettrici ed elettronici che captano l’energia solare per trasformarla in energia elettrica che poi viene resa disponibile
all’utilizzazione da parte dell’utenza. Gli impianti fotovoltaici possono essere:
a) alimentazione diretta: l’apparecchio da alimentare viene collegato direttamente al FV (acronimo di modulo fotovoltaico);
b) funzionamento ad isola: il modulo FV alimenta uno o più apparecchi elettrici; l’energia fornita dal modulo, ma momentaneamente non utilizzata, viene usata per caricare degli
accumulatori; quando il fabbisogno aumenta, o quando il modulo FV non funziona (p.e. di notte), viene utilizzata l’energia immagazzinata negli accumulatori;
c) funzionamento per immissione in rete: come nell’impianto ad isola il modulo solare alimenta le apparecchiature elettriche collegate, l’energia momentaneamente non utilizzata viene
immessa nella rete pubblica; il gestore di un impianto di questo tipo fornisce dunque l’energia eccedente a tutti gli altri utenti collegati alla rete elettrica, come una normale centrale elettrica;
nelle ore serali e di notte la corrente elettrica può essere nuovamente prelevata dalla rete pubblica.
Un semplice impianto fotovoltaico ad isola è composto dai seguenti elementi:
a) cella solare: per la trasformazione di energia solare in energia elettrica; per ricavare più potenza vengono collegate tra loro diverse celle;
b) regolatore di carica: è un apparecchio elettronico che regola la ricarica e la scarica degli accumulatori; uno dei suoi compiti è di interrompere la ricarica ad accumulatore pieno;
c) accumulatori: sono i magazzini di energia di un impianto fotovoltaico; essi forniscono l’energia elettrica quando i moduli non sono in grado di produrne, per mancanza di irradiamento
solare;
d) inverter: trasforma la corrente continua proveniente dai moduli e/o dagli accumulatori in corrente alternata convenzionale a 230 V; se l’apparecchio da alimentare necessita di corrente
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Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
ELEMENTO TECNOLOGICO
2.2
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
continua si può fare a meno di questa componente;
e) utenze: apparecchi alimentati dall’impianto fotovoltaico.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.2.1
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.2
Elemento tecnologico
Impianto fotovoltaico
2.2.1
Componente
Accumulatori
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
L'energia prodotta da un impianto fotovoltaico viene immagazzinata negli accumulatori (batterie di accumulatori) che poi forniscono l’energia elettrica quando i moduli non sono in grado di
produrne per mancanza di irraggiamento solare.Tra le batterie disponibili oggi sul mercato abbiamo varie tipologie: a) al piombo ermetico; b) al piombo acido; c) al nichel/cadmio (poco
utilizzate per l'effetto memoria); d) al gel.Quelle più idonee risultano quelle al piombo acido che risultano più affidabili e con prestazioni elevate con una durata media del ciclo di vita di
circa 6-8 anni.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.2.2
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.2
Elemento tecnologico
Impianto fotovoltaico
2.2.2
Componente
Cassetta di terminazione
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
La cassetta di terminazione è un contenitore a tenuta stagna (realizzato generalmente in materiale plastico) nel quale viene alloggiata la morsettiera per il collegamento elettrico e i diodi di by
pass delle celle.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.2.2.1
Sostituire, quando usurate o non più rispondenti alle norme, parti delle cassette quali coperchi, morsettiere, apparecchi di protezione e di comando.
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Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.2.3
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.2
Elemento tecnologico
Impianto fotovoltaico
2.2.3
Componente
Cella solare
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
E' un dispositivo che consente la converisone dell'energia prodotta dalla radiazione solare in energia elettrica.E' generalmente costituita da un sottile strato (valore compreso tra 0,2 e 0,35
mm) di materiale semiconduttore in silicio opportuamente trattato (tale procedimento viene indicato come processo di drogaggio).Attualmente la produzione industriale di celle fotovoltaiche
sono: a) celle al silicio cristallino ricavate dal taglio di lingotti fusi di silicio di un singolo cristallo (monocristallino) o di più cristalli (policristallino); b) celle a film sottile ottenute dalla
deposizione di uno strato di silicio amorfo su un supporto plastico o su una lastra di vetro.Le celle al silicio monocristallino sono di colore blu scuro alquanto uniforme ed hanno una purezza
superiore a quelle realizzate al silicio policristallino; le celle al film sono economicamente vantaggiose dato il ridotto apporto di materiale semiconduttore (1-2 micron) necessario alla
realizzazione di una cella ma hanno un decadimento delle prestazioni del 30% nel primo mese di vita.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.2.4
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.2
Elemento tecnologico
Impianto fotovoltaico
2.2.4
Componente
Inverter
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
L'inverter o convertitore statico è un dispositivo elettronico che trasforma l'energia continua (prodotta dal generatore fotovoltaico) in energia alternata (monofase o trifase) che può essere
utilizzata da un'utenza oppure essere immessa in rete.In quest'ultimo caso si adoperano convertitori del tipo a commutazione forzata con tecnica PWM senza clock e/o riferimenti di tensione o
di corrente e dotati del sistema MPPT (inseguimento del punto di massima potenza) che permette di ottenere il massimo rendimento adattando i parametri in uscita dal generatore fotovoltaico
alle esigenze del carico.Gli inverter possono essere di due tipi: a) a commutazione forzata in cui la tensione di uscita viene generata da un circuito elettronico oscillatore che consente
all'inverter di funzionare come un generatore in una rete isolata; b) a commutazione nutarale in cui la frequenza della tensione di uscita viene impostata dalla rete a cui è collegato.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.2.4.3
Eseguire la sostituzione dell'inverter quando usurato o per un adeguamento alla normativa.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.2.5
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.2
Elemento tecnologico
Impianto fotovoltaico
2.2.5
Componente
Quadro elettrico
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Nel quadro elettrico degli impianti fotovoltaici (connessi ad una rete elettrica) avviene la distribuzione dell'energia. In caso di consumi elevati o in assenza di alimentazione da parte dei
moduli fotovoltaici la corrente viene prelevata dalla rete pubblica. In caso contrario l’energia fotovoltaica eccedente viene di nuovo immessa in rete. Inoltre esso misura la quantità di energia
fornita dall'impianto fotovoltaico alla rete.I quadri elettrici dedicati agli impianti fotovoltaici possono essere: a) quadro di campo; b) quadro di interfaccia rete.Le strutture più elementari
sono centralini da incasso, in materiale termoplastico autoestinguente, con indice di protezione IP40, fori asolati e guida per l'assemblaggio degli interruttori e delle morsette e devono essere
del tipo stagno in materiale termoplastico con grado di protezione non inferiore a IP65.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.2.6
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.2
Elemento tecnologico
Impianto fotovoltaico
2.2.6
Componente
Strutture di sostegno
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Le strutture di sostegno sono i supporti meccanici che consentono l'ancoraggio dei pannelli fotovoltaici alle strutture su cui sono montati e/o al terreno. Generalmente sono realizzate
assemblando profili metallici in acciaio zincato o in alluminio anodizzato in grado di limitare gli effetti causati dalla corrosione.Le strutture di sostegno possono essere: a) ad inclinazione
fissa (strutture a palo o a cavalletto); b) per l'integrazione architettonica (integrazione retrofit, strutturale, per arredo urbano); c) ad inseguimento.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.2.6.2
Eseguire il ripristino dei rivestimenti superficiali quando si presentano fenomeni di corrosione.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
ELEMENTO TECNOLOGICO
2.3
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.3
Elemento tecnologico
Impianto di illuminazione
ELEMENTI COSTITUENTI
2.3.1
Bollard (paletti)
2.3.2
Diffusori
2.3.3
Lampade su qualsiasi tipo di corpo illuminante interno ed esterno ,a luce miscelata, ad induzione, a ioduri metallici, a scarica nei gas, a vapore di sodio, a vapore di mercurio, ad
incandescenza, alogene, fluorescenti ,ecc
2.3.4
Lampioni a braccio e lampioni a grappolo
2.3.5
Lampioni singoli
2.3.6
Pali per l'illuminazione in alluminio, acciaio, calcestruzzo, ghisa, legno, vetroresina
2.3.7
Rifrattori
2.3.8
Riflettori
2.3.9
Sbracci in acciaio
2.3.10
Torre portafari
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
La quota a canone comprende tutti gli oneri conseguenti la manutenzione ordinaria e la conduzione degli impianti di illuminazione normale e in emergenza, nonché l’effettuazione delle
verifiche obbligatorie secondo quanto prescritto dalla normativa vigente, sugli impianti secondo quanto specificato nel Piano Generale di Manutenzione.
La manutenzione programmata degli impianti dovrà avere come obiettivo primario il prolungamento della durata dei componenti, l’ottenimento di significativi risparmi nella gestione, il
mantenimento del livello di sicurezza nel funzionamento e quindi la garanzia di continuità e qualità delle prestazioni offerte.
Il personale in conduzione si dovrà attivare per eseguire tutti gli interventi di manutenzione programmata, secondo i piani di manutenzione, che riportano le specifiche attività in relazione alla
frequenza di esecuzione per ogni componente e subcomponente d’impianto.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.3.1
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.3
Elemento tecnologico
Impianto di illuminazione
2.3.1
Componente
Bollard (paletti)
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I bollard o paletti sono comunemente utilizzati per l'illuminazione dei percorsi pedonali esterni. I criteri di scelta sono: a) qualità cromatiche delle sorgenti; b) modalità di distribuzione del
flusso luminoso; c) efficienza luminosa.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.3.1.2
Eseguire la sostituzione delle lampade a periodicità variabile a seconda del tipo di lampada utilizzata:- ad incandescenza 800 h;- a ricarica: 8000 h; - a fluorescenza 6000 h;
- alogena: 1600 h; - compatta 5000 h.
I2.3.1.5
Sostituzione degli accessori avariati o che presentano anomalie di funzionamento o che diminuiscono l'efficienza del sistema di illuminazione quali starter, reattori,
condensatori, fusibili, circuiti o schede logiche di controllo del corpo illuminante con altri dello stesso tipo e prestazione.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.3.2
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.3
Elemento tecnologico
Impianto di illuminazione
2.3.2
Componente
Diffusori
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I diffusori sono dei dispositivi che servono per schermare la visione diretta della lampada e sono utilizzati per illuminare gli ambienti interni ed esterni residenziali ed hanno generalmente
forma di globo o similare in plastica o vetro.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.3.3
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.3
Elemento tecnologico
Impianto di illuminazione
2.3.3
Componente
Lampade su qualsiasi tipo di corpo illuminante interno ed esterno ,a luce miscelata, ad induzione, a ioduri metallici, a scarica nei gas, a vapore di
sodio, a vapore di mercurio, ad incandescenza, alogene, fluorescenti ,ecc
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Lampade a luce miscelata: sono lampade fluorescenti a bulbo a vapori di mercurio nelle quali, all'interno del bulbo, viene inserito un filamento di tungsteno che viene a sua volta collegato al
tubo a scarica.Il filamento di tungsteno attraversato dalla tensione va in incandescenza aumenta la produzione di flusso luminoso; inoltre con tale sistema non necessita il reattore.Con tali
lampade si hanno valori di resa luminosa intermedi tra quelli delle lampade ad incandescenza e quelli delle lampade fluorescenti, la resa cromatica va da 40 a 75, la temperatura di colore si
aggira sui 3000-4000 K e la vita media varia tra 5000 e 7500 ore di funzionamento.
Le lampade ad induzione sono lampade di "nuova generazione" che basano il loro funzionamento su quello delle lampade fluorescenti con la differenza (che è sostanziale ai fini delle
rendimento e della durata) che non sono previsti gli elettrodi.La luce visibile viene prodotta da campi elettromagnetici alternati che circolano nella miscela di mercurio e gas raro contenuti nel
bulbo innescando la ionizzazione; i campi elettromagnetici sono prodotti da parte di un elemento detto antenna (posizionato al centro del bulbo) costituito da un avvolgimento alimentato da
un generatore elettronico ad alta frequenza.
I vari tipi di lampade a scarica sono: lampade a vapori di alogenuri; lampade a vapori di sodio ad alta e bassa pressione; lampade a vapori di mercurio; lampade a luce miscelata .Le lampade a
vapori di alogenuri, oltre ad abbattere i costi nell’impianto di illuminazione, hanno la peculiarità di un’ottima resa dei colori che si riesce ad avere allegando al mercurio elementi (che
vengono introdotti nel tubo in forma di composti insieme ad uno o più alogeni - iodio, bromo - al fine di sfruttare il processo ciclico di composizione e scomposizione degli elementi) per
completare la radiazione emessa dall’elemento base. Le sostanze aggiunte possono essere: a) tallio, emissione verde; b) sodio, emissione gialla; c) litio, emissione rossa; d) indio,
emissione blu.Le lampade a vapori di sodio ad alta pressione emettono una luce giallo-oro e l’indice di resa cromatica arriva fino a 65. Quando si desidera ridurne il numero si adoperano in
alternativa a quelle a vapori di mercurio per illuminazioni industriali e urbane. Hanno molteplici forme e il tubo in ossido di alluminio sinterizzato. Alcuni tipi hanno bisogno di accenditori a
ristori.Le lampade a vapori di sodio a bassa pressione sono formate da un tubo ripiegato a “U” riempito di neon e sodio. La luce emessa è monocromatica e consente, quindi, di differenziare
bene la forma degli oggetti ma non il colore. È consigliabile il loro utilizzo per piazzali, strade, svincoli autostradali montandole da una altezza di circa 8-15 m.Le lampade a vapori di
mercurio possono essere a bulbo (per una migliore distribuzione della temperatura) o a cilindro di vetro termico (per resistere allo sbalzo termico e allo stillicidio). Si adoperano per edifici
industriali, possono essere montate fino a 20 metri e hanno bisogno di dispositivi per l’innesco della scarica.Le lampade a luce miscelata sono costruite in maniera tale da emettere una luce
mista mercurio+incandescenza. All’interno del bulbo vi è un filamento che produce radiazioni rosse mantiene stabile la scarica successiva rendendo inutili accessori di innesco. Si adoperano
per creare effetti di luce.
Lampade a vapori di sodio possono essere del tipo a bassa o alta pressione del vapore di sodio. Le lampade a vapori di sodio ad alta pressione emettono una luce giallo-oro e l’indice di resa
cromatica arriva fino a 65. Quando si desidera ridurne il numero si adoperano in alternativa a quelle a vapori di mercurio per illuminazioni industriali e urbane. Hanno molteplici forme e il
tubo in ossido di alluminio sinterizzato. Alcuni tipi hanno bisogno di accenditori a ristori. Le lampade a vapori di sodio a bassa pressione sono formate da un tubo ripiegato a “U” riempito di
neon e sodio. La luce emessa è monocromatica e consente, quindi, di differenziare bene la forma degli oggetti ma non il colore. È consigliabile il loro utilizzo per piazzali, strade, svincoli
autostradali montandole da una altezza di circa 8-15 m.
Lampade a vapori di mercurio: Possono essere a bulbo (per una migliore distribuzione della temperatura) o a cilindro di vetro termico (per resistere allo sbalzo termico e allo stillicidio). Si
adoperano per edifici industriali, possono essere montate fino a 20 metri e hanno bisogno di dispositivi per l’innesco della scarica.
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Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.3.3
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Le lampade a incandescenza sono formate da: a) ampolla in vetro resistente al calore o vetro duro per usi particolari; b) attacco a vite tipo Edison (il più diffuso è quello E27); per lampade
soggette a vibrazioni (sull’automobile) esistono gli attacchi a baionetta; per lampade a ottica di precisione, in cui è necessario che il filamento sia posizionato in un punto preciso, ci sono gli
attacchi prefocus; per le lampade a potenza elevata esistono gli attacchi a bispina; c) filamento a semplice o a doppia spirale formato da un filo di tungsteno; l’emissione luminosa è
proporzionale alla quarta potenza della temperatura assoluta e l’efficienza luminosa è maggiore nelle lampade a bassissima tensione.Si ottiene l’emissione luminosa dall’incandescenza (2100
-3100 °C) del filamento in atmosfera inerte o in vuoto a bassa potenza.Le lampade a incandescenza hanno una durata media di 1000 ore a tensione nominale, i tipi più diffusi sono: a)
lampade a goccia; b) lampada con cupola speculare argentata o dorata; c) lampade con riflettore incorporato per ottenere luce direzionale; d) lampade con riflettore incorporato, parte
laterale argentata, cupola satinata e angolo di apertura di 80° (si utilizzano per arredamenti e illuminazione localizzata); e) lampade con riflettore a specchio e riflettori che diminuiscono
l’irradiazione termica.
Lampade alogene: al fine di scongiurare l’annerimento delle lampade a incandescenza si riempie il bulbo con alogeni (iodio, bromo) che, evaporando a 300 °K danno origine ad una miscela
con le particelle di tungsteno stabilizzandosi a 500-1700 °K. Le lampade ad alogeni possono arrivare ai 3000 °K con dimensioni inferiori del bulbo e aumentando nello stesso tempo il flusso
luminoso e la vita media fino a 20.000 ore. Qualcuna di queste lampade può, attraverso un dimmer (variatore di luce) regolare il flusso luminoso. Gli apparecchi su cui vanno montate le
lampade ad alogeni necessitano di fusibile di sicurezza e di vetro frontale di protezione. Considerate le alte temperature di esercizio non è consigliabile toccare il bulbo (che è realizzato in
quarzo) con le dita poiché il grasso dei polpastrelli provoca la vetrificazione del quarzo e, quindi, la rottura del bulbo.
Lampade fluorescenti: durano mediamente più di quelle a incandescenza e, adoperando alimentatori adatti, hanno un’ottima efficienza luminosa fino a 100 lumen/watt. L’interno della
lampada è ricoperto da uno strato di polvere fluorescente cui viene aggiunto mercurio a bassa pressione. La radiazione visibile è determinata dall’emissione di radiazioni ultraviolette del
mercurio (emesse appena la lampada è inserita in rete) che reagiscono con lo strato fluorescente.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.3.3.2
Sostituzione delle lampade e dei relativi elementi accessori secondo la durata di vita media delle lampade e di cui al seguente elenco.
Lampade a luce miscelata: durata di vita media pari a 6000 h sottoposta a tre ore consecutive di accensione (ipotizzando, pertanto, un uso giornaliero di 6 ore, la
sostituzione della lampada deve essere effettuata ogni 33 mesi).
Lampade ad induzione: durata di vita media pari a 60000 h.
Lampade a ioduri metallici: durata di vita media pari a 9000 h sottoposta a tre ore consecutive di accensione. (Ipotizzando, pertanto, un uso giornaliero di 6 ore, la
sostituzione della lampada deve essere effettuata ogni 50 mesi).
Lampade a scarica nei gas: durata di vita media pari a 9000 h sottoposta a tre ore consecutive di accensione. (Ipotizzando, pertanto, un uso giornaliero di 6 ore, la
sostituzione della lampada deve essere effettuata ogni 50 mesi)
Lampade a vapore di sodio: una durata di vita media pari a 10.000 h sottoposta a tre ore consecutive di accensione. (Ipotizzando, pertanto, un uso giornaliero di 6 ore, la
sostituzione della lampada deve essere effettuata circa ogni 55 mesi).
Lampade a vapore di mercurio: durata di vita media pari a 9000 h sottoposta a tre ore consecutive di accensione. (Ipotizzando, pertanto, un uso giornaliero di 6 ore, la
sostituzione della lampada deve essere effettuata ogni 50 mesi).
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Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.3.3
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
Lampade ad incandescenza: durata di vita media pari a 1000 h sottoposta a tre ore consecutive di accensione. (Ipotizzando, pertanto, un uso giornaliero di 6 ore, la
sostituzione della lampada deve essere effettuata circa ogni 5 mesi).
Lampade alogene: durata di vita media pari a 2.000 h sottoposta a tre ore consecutive di accensione. (Ipotizzando, pertanto, un uso giornaliero di 6 ore, la sostituzione
della lampada deve essere effettuata circa ogni 10 mesi).
Lampade fluorescenti: durata di vita media pari a 7500 h sottoposta a tre ore consecutive di accensione. (Ipotizzando, pertanto, un uso giornaliero di 6 ore, la sostituzione
della lampada deve essere effettuata circa ogni 40 mesi)-
Lampade a led: attualmente in Italia ed a livello internazionale si definisce vita media di un LED, o apparecchio LED, il numero di ore di funzionamento prima che vi sia il
decadimento del flusso luminoso al 70% (L70) di quello di partenza sul 50% dei prodotti testati. Gli apparecchi LED hanno solitamente vite medie che vanno dalle 30000
alle 100000 ore. Per una durata di vita media pari a 30000 h sottoposta a sei ore consecutive di accensione. (Ipotizzando, pertanto, un uso giornaliero di 9 ore, la
sostituzione della lampada deve essere effettuata una volta nel corso del periodo di appalto).
L'intervento di sostituzione delle lampade - indipendentemente dal numero complessivo delle stesse, dal relativo utilizzo e posizionamento, dal tipo di corpo illuminante - è
pienamente compensato dal corrispettivo di contratto per il canone di manutenzione ordinaria, indipendentemente dal numero di sostituzioni annue che l'appaltatore dovrà
eseguire. Sono altresì compresi nel canone tutti i costi diretti e indiretti per l'esecuzione a regola d'arte dell'intervento, compresi pertanto i costi per le necessarie opere
provvisionali, i dispositivi di protezione dalla caduta dall'alto ove necessari, i materiali e i costi per lo smaltimento secondo la normativa vigente delle lampade in disuso.
I2.3.3.4
Sostituzione degli accessori avariati o che presentano anomalie di funzionamento o che diminuiscono l'efficienza del sistema di illuminazione quali starter, reattori,
condensatori, fusibili, circuiti o schede logiche di controllo del corpo illuminante con altri dello stesso tipo e prestazione.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.3.4
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.3
Elemento tecnologico
Impianto di illuminazione
2.3.4
Componente
Lampioni a braccio e lampioni a grappolo
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Lampioni a braccio: questi tipi di lampioni sostengono uno o più apparecchi di illuminazione essendo formati da un fusto, un prolungamento e un braccio al quale è collegato l'apparecchio
illuminante. Possono essere realizzati in acciaio che deve essere del tipo saldabile, resistente all’invecchiamento e, quando occorre, zincabile a caldo o in alluminio o in materie plastiche. Nel
caso siano realizzati in alluminio i materiali utilizzati devono essere conformi a una delle norme seguenti: UNI EN 485-3, UNI EN 485-4, UNI EN 755-7, UNI EN 755-8 ed UNI EN 1706. Si
deve evitare l’azione elettrolitica tra i bulloni di fondazione e la piastra d’appoggio mediante isolamento o separazione fisica. Per i bulloni di fondazione deve essere verificato la congruità
delle proprietà meccaniche minime dell’acciaio utilizzato ai requisiti della UNI EN 10025 grado S 235 JR.
I lampioni a grappolo sostengono uno o più apparecchi di illuminazione e sono formati generalmente da più parti quali un fusto, un prolungamento e uno o più bracci ai quali sono collegati i
corpi illuminanti.Generalmente vengono realizzati in lega di alluminio che deve resistere alla corrosione. In particolare quando il luogo di installazione presenta particolari e noti problemi di
corrosione, la lega utilizzata deve essere oggetto di accordo tra committente e fornitore. Nel caso siano realizzati in alluminio i materiali utilizzati devono essere conformi a una delle norme
seguenti: UNI EN 485-3, UNI EN 485-4, UNI EN 755-7, UNI EN 755-8 ed UNI EN 1706. Si deve evitare l’azione elettrolitica tra i bulloni di fondazione e la piastra d’appoggio mediante
isolamento o separazione fisica. Per i bulloni di fondazione deve essere verificato la congruità delle proprietà meccaniche minime dell’acciaio utilizzato ai requisiti della UNI EN 10025 grado
S 235 JR.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.3.4.2
Eseguire la sostituzione delle lampade a periodicità variabile a seconda del tipo di lampada utilizzata:-ad incandescenza 800 h; -a ricarica: 8000 h; -a fluorescenza 6000 h;
-alogena: 1600 h; -compatta 5000 h.
I2.3.4.3
Eseguire un ripristino dello strato protettivo dei lampioni quando occorre.
I2.3.4.6
Sostituzione degli accessori avariati o che presentano anomalie di funzionamento o che diminuiscono l'efficienza del sistema di illuminazione quali starter, reattori,
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Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.3.4
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
condensatori, fusibili, circuiti o schede logiche di controllo del corpo illuminante con altri dello stesso tipo e prestazione.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.3.5
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.3
Elemento tecnologico
Impianto di illuminazione
2.3.5
Componente
Lampioni singoli
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Sono formati generalmente da un fusto al quale è collegato un apparecchio illuminante; generalmente sono realizzati in ghisa che deve rispettare i requisiti minimi richiesti dalla normativa di
settore. Nel caso siano realizzati in alluminio i materiali utilizzati devono essere conformi a una delle norme seguenti: UNI EN 485-3, UNI EN 485-4, UNI EN 755-7, UNI EN 755-8 ed UNI
EN 1706. Si deve evitare l’azione elettrolitica tra i bulloni di fondazione e la piastra d’appoggio mediante isolamento o separazione fisica. Per i bulloni di fondazione deve essere verificato la
congruità delle proprietà meccaniche minime dell’acciaio utilizzato ai requisiti della UNI EN 10025 grado S 235 JR.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.3.5.2
Eseguire la sostituzione delle lampade a periodicità variabile a seconda del tipo di lampada utilizzata:-ad incandescenza 800 h; -a ricarica: 8000 h; -a fluorescenza 6000 h;
-alogena: 1600 h; -compatta 5000 h.
I2.3.5.5
Sostituzione degli accessori avariati o che presentano anomalie di funzionamento o che diminuiscono l'efficienza del sistema di illuminazione quali starter, reattori,
condensatori, fusibili, circuiti o schede logiche di controllo del corpo illuminante con altri dello stesso tipo e prestazione.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.3.6
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.3
Elemento tecnologico
Impianto di illuminazione
2.3.6
Componente
Pali per l'illuminazione in alluminio, acciaio, calcestruzzo, ghisa, legno, vetroresina
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I pali per l’illuminazione pubblica possono essere realizzati con i seguenti materiali:
a) acciaio: l’acciaio utilizzato deve essere saldabile, resistente all’invecchiamento e, quando occorre, zincabile a caldo. L’acciaio deve essere di qualità almeno pari a quella Fe 360 B della EU
25 o addirittura migliore;
b) leghe di alluminio: la lega utilizzata deve essere uguale o migliore delle leghe specificate nelle ISO/R 164, ISO/R 209, ISO/R 827 e ISO/TR 2136. Deve resistere alla corrosione. Quando il
luogo di installazione presenta particolari e noti problemi di corrosione, la lega utilizzata deve essere oggetto di accordo tra committente e fornitore;
c) calcestruzzo armato: i materiali utilizzati per i pali di calcestruzzo armato devono soddisfare le prescrizioni della UNI EN 40;
d) altri materiali: nell’ipotesi in cui si realizzino pali con materiali differenti da quelli sopra elencati, detti materiali dovranno soddisfare i requisiti contenuti nelle parti corrispondenti della
norma UNI EN 40, nel caso non figurino nella norma le loro caratteristiche dovranno essere concordate tra committente e fornitore. L’acciaio utilizzato per i bulloni di ancoraggio deve essere
di qualità uguale o migliore di quella prevista per l’ Fe 360 B della EU 25.
I pali in acciaio sostengono uno o più apparecchi di illuminazione e sono formati generalmente da più parti quali un fusto, un prolungamento e all'occorrenza un braccio. Possono essere
realizzati in acciaio che deve essere del tipo saldabile, resistente all'invecchiamento e, quando occorre, zincabile a caldo. L'acciaio deve essere di qualità almeno pari a quella Fe 360 B della
EU 25 o migliore
I pali in alluminio sostengono uno o più apparecchi di illuminazione e sono formati generalmente da più parti quali un fusto, un prolungamento e all'occorrenza un braccio. Possono essere
realizzati in leghe di alluminio; la lega utilizzata deve essere uguale o migliore delle leghe specificate nelle ISO/R 164, ISO/R 209, ISO/R 827 e ISO/TR 2136. Deve resistere alla corrosione.
In particolare quando il luogo di installazione presenta particolari e noti problemi di corrosione, la lega utilizzata deve essere oggetto di accordo tra committente e fornitore. I materiali
utilizzati devono essere conformi a una delle norme seguenti: UNI EN 485-3, UNI EN 485-4, UNI EN 755-7, UNI EN 755-8 ed UNI EN 1706. Si deve evitare l’azione elettrolitica tra i
bulloni di fondazione e la piastra d’appoggio mediante isolamento o separazione fisica. Per i bulloni di fondazione deve essere verificato la congruità delle proprietà meccaniche minime
dell’acciaio utilizzato ai requisiti della UNI EN 10025 grado S 235 JR.
I pali in calcestruzzo sostengono uno o più apparecchi di illuminazione e sono formati generalmente da più parti quali un fusto, un prolungamento e all'occorrenza un braccio. I pali per
l'illuminazione pubblica possono essere realizzati in calcestruzzo armato e devono soddisfare le prescrizioni della UNI EN 40.
I pali in ghisa sostengono uno o più apparecchi di illuminazione e sono formati generalmente da più parti quali un fusto, un prolungamento e all'occorrenza un braccio. I pali per
l'illuminazione pubblica possono essere realizzati in ghisa che deve rispettare i requisiti minimi richiesti dalla normativa di settore.
I pali in legno per l’illuminazione pubblica devono soddisfare le prescrizioni della UNI EN 40.
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Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.3.6
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I pali in vetroresina sostengono uno o più apparecchi di illuminazione e sono formati generalmente da più parti quali un fusto, un prolungamento e all'occorrenza un braccio. I pali per
l'illuminazione in vetroresina devono soddisfare i requisiti contenuti nelle parti corrispondenti della norma UNI EN 40. L'acciaio utilizzato per i bulloni di ancoraggio deve essere di qualità
uguale o migliore di quella indicata dalla norma EU 25.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.3.6.1
Sostituzione dei pali e dei relativi elementi accessori secondo la durata di vita media fornita dal produttore. Nel caso di eventi eccezionali (temporali, terremoti ecc.)
verificare la stabilità dei pali per evitare danni a cose o persone.
I2.3.6.3
Eseguire un ripristino dello strato protettivo dei pali quando occorre.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.3.7
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.3
Elemento tecnologico
Impianto di illuminazione
2.3.7
Componente
Rifrattori
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I rifrattori sono dei dispositivi che servono per schermare la visione diretta della lampada ma che, a differenza dei diffusori, consentono anche il controllo direzionale della luce. Sono
generalmente costituiti da un involucro di vetro o plastica e vengono utilizzati nei grandi ambienti lavorativi.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.3.8
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.3
Elemento tecnologico
Impianto di illuminazione
2.3.8
Componente
Riflettori
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I riflettori si utilizzano principalmente per ottenere fenomeni di luce diffusa su grandi superfici; i riflettori proiettano il flusso luminoso in una direzione precisa. Costruttivamente sono
costituiti da un involucro di materiale opaco con la faccia interna rivestita con materiale ad alto grado di riflessione (tale materiale è generalmente metallico).
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.3.8.2
Eseguire la sostituzione delle lampade a periodicità variabile a seconda del tipo di lampada utilizzata:- ad incandescenza 800 h; - a ricarica: 8000 h;- a fluorescenza 6000 h;
- alogena: 1600 h; - compatta 5000 h.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.3.9
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.3
Elemento tecnologico
Impianto di illuminazione
2.3.9
Componente
Sbracci in acciaio
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Gli sbracci sono sostenuti generalmente da pali che a loro volta sostengono uno o più apparecchi di illuminazione. Possono essere realizzati in acciaio che deve essere del tipo saldabile,
resistente all'invecchiamento e, quando occorre, zincabile a caldo. L'acciaio deve essere di qualità almeno pari a quella Fe 360 B della EU 25 o migliore.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.3.9.2
Eseguire un ripristino dello strato protettivo dei pali e/o degli sbracci quando occorre.
Area Tecnica
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DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.3.10
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.3
Elemento tecnologico
Impianto di illuminazione
2.3.10
Componente
Torre portafari
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Le torri portafari sono degli elementi simili ai pali per l'illuminazione con la differenza che questi sistemi possono avere altezze superiori; sono generalmente costituite da un elemento
strutturale infisso ed ancorato al terreno e sormontati da un elemento al quale sono collegati i corpi illuminanti. In particolare. l'Università dispone di torri portafaro presso gli impianti sportivi
per l'illuminazione notturna dei campi per lo svolgimento delle attività sportive.
Le torri faro, strutture realizzate in sezioni i in acciaio adibite all’illuminazione di grandi aree, sono soggette alle recenti NTC (Norme Tecniche per le Costruzioni) in vigore dal 17.01.2018.
Qualora siano dotate anche di sistema di movimentazione devono essere conformi anche alla Direttiva macchine 2006/42/CE, al D.Lgs. 17/2010 ed al D.Lgs. 81/2008.
Documenti necessari dal punto di vista strutturale:
- Relazione di calcolo del fusto in acciaio firmata da Ingegnere progettista iscritto all’albo;
- Studio di calcolo del plinto di fondazione in calcestruzzo armato firmata da ingegnere progettista iscritto all’albo.
- Rapporto geologico-tecnico di caratterizzazione dei terreni;
- Collaudo statico firmato da Ingegnere iscritto all’albo che attesta la conformità dell’opera ai patti contrattuali ed alle regole dell’arte, in particolare se l’opera è rispondente alle prescrizioni
tecniche di progetto e di montaggio
Documenti necessari dal punto di vista meccanico per le torri faro:
- Manuale di manutenzione torre faro contenente tutti gli interventi effettuati secondo disposizioni del costruttore a partire dalla data di produzione;
- Libretto di manutenzione e registro di controllo (eventuale) paranco, essendo parte integrante della struttura è soggetto alle medesime normative della torre faro;
- Denuncia INAIL di messa in servizio paranco torrifaro effettuata tramite PEC o raccomandata A/R per data certa di messa in servizio;
- Certificazione catena CE ove necessaria
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.3.10.1
Nel caso di eventi eccezionali (temporali, terremoti, ecc.) verificare la stabilità delle torri per evitare danni a cose o persone ed eventualmente integrare gli elementi
danneggiati.
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Area Tecnica
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DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.3.10
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I.2.3.10.2
Sostituzione della lampade delle torri faro presenti negli impianti sportivi dell'Università. L'intervento comprende lo smontaggio delle lampade non più funzionanti per
vetustà, usura, sbalzi di tensione, o anche per qualunque altro motivo ivi compresi gli atti vandalici, con lampade di analoghe caratteristiche tecniche, prestazioni e
funzionalità di quelle esistenti. In particolare, si specifica che le torri faro dispongono di lampade a ioduri da circa 2.000 W e che l'intervento comprende anche la
sostituzione del portalampada e ove necessario del cavo di alimentazione dello stesso.
L'intervento di sostituzione delle lampade è pienamente compensato dal corrispettivo di contratto per il canone di manutenzione ordinaria, indipendentemente dal numero
di sostituzioni annue che l'appaltatore dovrà eseguire. Sono altresì compresi nel canone tutti i costi diretti e indiretti per l'esecuzione a regola d'arte dell'intervento,
compresi pertanto i costi per le necessarie opere provvisionali, i dispositivi di protezione dalla caduta dall'alto ove necessari, i materiali e i costi per lo smaltimento
secondo la normativa vigente delle lampade in disuso.
Area Tecnica
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Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
ELEMENTO TECNOLOGICO
2.4
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
ELEMENTI COSTITUENTI
2.4.1
Apparecchi sanitari e rubinetteria
2.4.2
Asciugamani elettrici
2.4.3
Autoclave
2.4.4
Beverini
2.4.5
Bidet
2.4.6
Cassette di scarico a zaino o a muro
2.4.7
Collettori solari
2.4.8
Lavamani sospesi
2.4.9
Lavaocchi e docce di emergenza
2.4.10
Miscelatori meccanici, miscelatori termostatici
2.4.11
Orinatoi
2.4.12
Piatto doccia, vasca da bagno
2.4.15
Scaldacqua a pompa di calore
2.4.16
Scaldacqua elettrici ad accumulo
2.4.17
Scambiatore di calore
2.4.18
Serbatoi di accumulo
2.4.19
Tubazioni in rame
2.4.20
Tubazioni multistrato
2.4.21
Tubi in acciaio zincato
2.4.22
Vasi igienici a sedile, vasi igienici a pavimento
2.4.23
Vaso di espansione aperto, vaso di espansione chiuso
2.4.24
Ventilatori d'estrazione
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
L'impianto di distribuzione dell'acqua fredda e calda consente l'utilizzazione di acqua nell'ambito degli spazi interni del sistema edilizio o degli spazi esterni connessi. L'impianto è
generalmente costituito dai seguenti elementi tecnici:
a) allacciamenti, che hanno la funzione di collegare la rete principale (acquedotto) alle reti idriche d'utenza;
b) macchine idrauliche, che hanno la funzione di controllare sia le caratteristiche fisico-chimiche, microbiologiche, ecc. dell'acqua da erogare sia le condizioni di pressione per la distribuzione
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Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
ELEMENTO TECNOLOGICO
2.4
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
in rete;
c) accumuli, che assicurano una riserva idrica adeguata alle necessità degli utenti consentendo il corretto funzionamento delle macchine idrauliche e/o dei riscaldatori;
e) riscaldatori, che hanno la funzione di elevare la temperatura dell'acqua fredda per consentire di soddisfare le necessità degli utenti;
f) reti di distribuzione acqua fredda e/o calda, aventi la funzione di trasportare l'acqua fino ai terminali di erogazione;
g) reti di ricircolo dell'acqua calda, che hanno la funzione di mantenere in costante circolazione l'acqua calda in modo da assicurarne l'erogazione alla temperatura desiderata;
h) apparecchi sanitari che consentono agli utenti di utilizzare acqua calda e/o fredda per soddisfare le proprie esigenze.
La manutenzione degli impianti avrà come obiettivi primari il prolungamento della durata dei componenti, l’ottenimento di significativi risparmi nella gestione, il mantenimento del livello di
sicurezza nel funzionamento e quindi la garanzia di continuità e qualità delle prestazioni offerte. Il personale in conduzione, oltre alle operazioni di controllo e verifica descritte
precedentemente, dovrà attivarsi per eseguire tutti gli interventi di manutenzione, secondo il Piano Generale di Manutenzione, che riportano le specifiche attività in relazione alla frequenza di
esecuzione per ogni componente e subcomponente d’impianto.
Inoltre, in seguito a segnalazioni, si dovranno eseguire gli interventi necessari al ripristino della corretta funzionalità degli impianti e al raggiungimento degli obiettivi del servizio.
Impianti di distribuzione acqua fredda e calda sanitaria
Per gli impianti di distribuzione acqua fredda e calda sanitaria la quota a canone comprende tutte le verifiche, i controlli e gli interventi descritti nel Piano Generale di Manutenzione e tutti gli
oneri per il mantenimento in funzione degli impianti di distribuzione dell’acqua fredda e calda sanitaria a valle del punto di consegna, comprensivo della pulizia e/o sostituzione dei relativi
filtri. È compreso ogni onere per la riparazione/sostituzione anche di tubazioni poste sotto traccia nonché ogni onere per le necessarie assistenze murarie, le riprese di intonaco e tinteggiatura,
riparazione di rivestimenti e pavimenti. Nella quota a canone sono comprese tutte le opere per mantenere in efficienza gli impianti di pressurizzazione siano essi autoclavi o altro; sono
compresi tutti i ricambi, anche circolatori e/o pompe, che si rendessero necessari per il corretto funzionamento. Gli interventi tampone e di ripristino, anche in emergenza, devono essere
eseguiti entro le 24 ore dalla segnalazione, senza che per questo debba essere riconosciuta alcuna indennità di chiamata, per emergenza, pronto intervento, notturna o festiva. Periodicamente
dovranno essere provate tutte le saracinesche di arresto, anche dei singoli utilizzatori se presenti, e riportate ad efficienza, quando necessario, anche con la sostituzione dei pezzi avariati.
Rubinetterie
La quota a canone comprende tutte le verifiche, i controlli e gli interventi descritti nel Piano Generale di Manutenzione e la tenuta in funzione di tutte le rubinetterie attraverso la costante
manutenzione che può consistere anche nella sostituzione del pezzo avariato, in caso di impossibilità di provvedere alla riparazione, ovvero quando la Ditta ritenga economicamente
conveniente sostituire il pezzo invece che ripararlo, purché la sostituzione stessa avvenga nel rispetto della tipologia materiale e della medesima qualità. Nel canone è compreso l’onere per la
sostituzione, nei primi sei mesi dell’appalto, dei filtri delle rubinetterie e dei terminali delle docce, con aereatori per il risparmio idrico.
Apparecchiature igienico-sanitarie e relativi accessori
La quota a canone comprende tutte le verifiche, i controlli e gli interventi descritti nel Piano Generale di Manutenzione e la tenuta in funzione di tutte le apparecchiature igienico sanitarie
attraverso la manutenzione di tutti i raccordi alla rete di distribuzione ed a quella di scarico, la sostituzione di accessori danneggiati, il controllo dell’ancoraggio dei sanitari ai pavimenti, od
alle murature se sospesi, e del fissaggio agli stessi della rubinetteria. Gli interventi tampone e di ripristino, anche in emergenza, devono essere eseguiti entro le 24 ore dalla segnalazione, senza
che per questo debba essere riconosciuta alcuna indennità di chiamata, per emergenza, pronto intervento, notturna o festiva
Impianti di trattamento acqua da acquedotto (decalcificazione e/o filtraggio) e acqua piovana (recupero e trattamento)
La quota a canone comprende tutte le verifiche, i controlli e gli interventi descritti nel Piano Generale di Manutenzione e la tenuta in funzione di tutti gli impianti di addolcimento e di
trattamento delle acque e dosatori di polifosfati; è compreso nel canone ogni onere, inclusa la fornitura di qualsiasi pezzo di ricambio e dei materiali di consumo quali, appunto, sale,
polifosfati, resine, filtri.
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Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
ELEMENTO TECNOLOGICO
2.4
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
La quota a canone comprende la tenuta in funzione di tutti gli impianti di recupero e trattamento delle acque piovane, pulizia dei filtri, verifica trimestrale di tutte le componenti del sistema di
recupero, valvole, pompe, centraline, ecc. compresa l’eventuale sostituzione delle parti usurate o non funzionanti
Per le normali operazioni di manutenzione, riparazione ed ampliamenti, tutti i componenti delle reti distributive quali tubi, raccordi, flange, organi di intercettazione in genere, rubinetti di
erogazione, apparecchi di misura, riduttori di pressione, separatori di impurità, pompe e simili, apparecchi e rubinetteria sanitaria devono essere di tipo normalizzato ( in tutti i casi nei quali
esiste una norma nazionale o internazionale). Quando non esiste una normalizzazione i componenti devono essere scelti fra quelli per i quali i fabbricanti sono in grado di fornire una
completa informazione tecnica ed una accertata serie di referenze.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.1
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.1
Componente
Apparecchi sanitari e rubinetteria
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Gli apparecchi sanitari sono quegli elementi dell'impianto idrico che consentono agli utenti lo svolgimento delle operazioni connesse agli usi igienici e sanitari utilizzando acqua calda e/o
fredda. Per utilizzare l'acqua vengono utilizzati rubinetti che mediante idonei dispositivi di apertura e chiusura consentono di stabilire la quantità di acqua da utilizzare. Tali dispositivi
possono essere del tipo semplice cioè dotati di due manopole differenti per l'acqua fredda e per l'acqua calda oppure dotati di miscelatori che consentono di regolare con un unico comando la
temperatura dell'acqua.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.4.1.1
Disostruzione meccanica degli scarichi senza rimozione degli apparecchi, mediante lo smontaggio dei sifoni, l'uso di aria in pressione o sonde flessibili.
I2.4.1.7
Sostituzione di parti o interi gruppi di rubinetterie , di saracinesche,di valvole, e accessori vari di qualsiasi tipo su qualsiasi tipo di apparecchiatura anche per rubinetterie
esterne
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.2
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.2
Componente
Asciugamani elettrici
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Gli asciugamani elettrici sono dei dispositivi che vengono installati nei servizi igienici pubblici dove si prevede un numero elevato di utenti. Tali dispositivi consentono oltre a risparmiare un
numero di asciugamani in cotone o in carta consentono di guadagnare in igiene essendo inesistente il contatto con asciugamani o altro.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.4.2.1
Sostituire i motorini danneggiati o non più rispondenti alle normative.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.3
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.3
Componente
Autoclave
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
L'autoclave ha la funzione di elevare i valori della pressione idrica attraverso gruppi di pressurizzazione alimentati da serbatoi di accumulo. Generalmente un impianto autoclave è costituito
da: a) serbatoio in acciaio; b) quadro elettrico; c) tubazioni in acciaio; d) elettropompa; e) valvola di non ritorno; f) valvola di sicurezza; g) valvola di intercettazione; h)
pressostato; i) alimentatore d'aria.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.4.3.3
Pulizia e eventuale sostituzione dell'otturatore nel caso si verifichi il passaggio del fluido ad otturatore chiuso.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.4
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.4
Componente
Beverini
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I beverini vengono installati generalmente nei servizi igienici pubblici e consentono la distribuzione dell'acqua potabile mediante l'azionamento di una manopola posta sul lato del beverino
stesso. Possono essere realizzati nei seguenti materiali: a) porcellana sanitaria (vitreus china): mistura di argilla bianca, caolino, quarzo e feldspato; l'articolo viene smaltato a crudo e
sottoposto a monocottura in forno fino a 1250 °C, lo smalto è composto da caolino, quarzo, feldspato, calcare ed è opacizzato con silicato di zirconio o con ossido di stagno, il materiale
ottenuto ha una buona resistenza agli urti e consente un bassissimo assorbimento dell'acqua; b) grès fine porcellanato (fire clay): mistura di argilla cotta, argilla refrattaria e quarzo; l'articolo
viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250 °C, il materiale è caratterizzato da un assorbimento dell'acqua relativamente alto; c) resina metacrilica: amalgama
sintetico che si ricava dalla polimerizzazione del metacrilicato con derivati degli acidi acrilico e metacrilico con altre quantità minime di copolimeri, la resina ha il vantaggio di assorbire
minimamente l'acqua, di avere bassa conducibilità al calore e, quindi, capacità di trattenerlo, gli apparecchi sanitari realizzati in resina risultano di peso molto ridotto; d) acciaio e acciaio
smaltato: gli apparecchi sanitari realizzati in questo materiale non assorbono acqua, hanno alta conducibilità termica (necessitano, quindi, di isolamento termico) e buona resistenza agli urti.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.4.4.1
Ripristinare l'ancoraggio dei beverini alla parete con eventuale sigillatura con silicone.
I2.4.4.5
Sostituzione di parti o interi gruppi di rubinetterie
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.5
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.5
Componente
Bidet
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Comunemente è realizzato nei seguenti materiali: a) porcellana sanitaria (vitreus china): mistura di argilla bianca, caolino, quarzo e feldspato; l'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a
monocottura in forno fino a 1250 °C, lo smalto è composto da caolino, quarzo, feldspato, calcare ed è opacizzato con silicato di zirconio o con ossido di stagno, il materiale ottenuto ha una
buona resistenza agli urti e consente un bassissimo assorbimento dell'acqua; b) grès fine porcellanato (fire clay): mistura di argilla cotta, argilla refrattaria e quarzo; l'articolo viene smaltato a
crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250 °C, il materiale è caratterizzato da un assorbimento dell'acqua relativamente alto; c) resina metacrilica: amalgama sintetico che si
ricava dalla polimerizzazione del metacrilicato con derivati degli acidi acrilico e metacrilico con altre quantità minime di copolimeri, la resina ha il vantaggio di assorbire minimamente
l'acqua, di avere bassa conducibilità al calore e, quindi, capacità di trattenerlo; gli apparecchi sanitari realizzati in resina risultano di peso molto ridotto; d) acciaio e acciaio smaltato: gli
apparecchi sanitari realizzati in questo materiale non assorbono acqua, hanno alta conducibilità termica (necessitano, quindi, di isolamento termico) e buona resistenza agli urti.Può essere
posato o appoggiato o sospeso e l'alimentazione dell'acqua può avvenire o da sopra il bordo o dal bordo.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.4.5.5
Sostituzione di parti o interi gruppi di rubinetterie di qualsiasi tipo
pag. 259 / 479
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.6
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.6
Componente
Cassette di scarico a zaino o a muro
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Possono essere realizzate nei seguenti materiali: a) porcellana sanitaria (vitreus china): mistura di argilla bianca, caolino, quarzo e feldspato; l'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a
monocottura in forno fino a 1250 °C, lo smalto è composto da caolino, quarzo, feldspato, calcare ed è opacizzato con silicato di zirconio o con ossido di stagno, il materiale ottenuto ha una
buona resistenza agli urti e consente un bassissimo assorbimento dell'acqua; b) grès fine porcellanato (fire clay): mistura di argilla cotta, argilla refrattaria e quarzo; l'articolo viene smaltato a
crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250 °C, il materiale è caratterizzato da un assorbimento dell'acqua relativamente alto; c) resina metacrilica: amalgama sintetico che si
ricava dalla polimerizzazione del metacrilicato con derivati degli acidi acrilico e metacrilico con altre quantità minime di copolimeri, la resina ha il vantaggio di assorbire minimamente
l'acqua, di avere bassa conducibilità al calore e, quindi, capacità di trattenerlo; gli apparecchi sanitari realizzati in resina risultano di peso molto ridotto.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.4.6.1
Ripristinare l'ancoraggio delle cassette con eventuale sigillatura con silicone.
I2.4.6.4
Sostituzione di parti deteriorate o malfunzionanti
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.7
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.7
Componente
Collettori solari
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I collettori solari vengono generalmente utilizzati per impianti di produzione dell'acqua calda. Un collettore solare è costituito da: a) copertura; b) assorbitore; c) rivestimento superficiale
assorbitore; d) isolamento termico, e) contenitore e supporto strutturale; f) guarnizioni di tenuta e sigillanti.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.4.7.3
In caso di temperature troppo rigide effettuare lo spurgo del fluido dei pannelli per evitare congelamenti e conseguente rottura dei pannelli stessi.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.8
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.8
Componente
Lavamani sospesi
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Possono avere uno o tre fori per la rubinetteria. Possono essere realizzati nei seguenti materiali: a) porcellana sanitaria (vitreus china): mistura di argilla bianca, caolino, quarzo e feldspato;
l'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250 °C, lo smalto è composto da caolino, quarzo, feldspato, calcare ed è opacizzato con silicato di zirconio o con
ossido di stagno, il materiale ottenuto ha una buona resistenza agli urti e consente un bassissimo assorbimento dell'acqua; b) grès fine porcellanato (fire clay): mistura di argilla cotta, argilla
refrattaria e quarzo; l'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250 °C, il materiale è caratterizzato da un assorbimento dell'acqua relativamente alto; c)
resina metacrilica: amalgama sintetico che si ricava dalla polimerizzazione del metacrilicato con derivati degli acidi acrilico e metacrilico con altre quantità minime di copolimeri, la resina ha
il vantaggio di assorbire minimamente l'acqua, di avere bassa conducibilità al calore e, quindi, capacità di trattenerlo; gli apparecchi sanitari realizzati in resina risultano di peso molto ridotto;
d) acciaio e acciaio smaltato: gli apparecchi sanitari realizzati in questo materiale non assorbono acqua, hanno alta conducibilità termica (necessitano, quindi, di isolamento termico) e buona
resistenza agli urti.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.4.8.1
Disostruzione meccanica degli scarichi senza rimozione degli apparecchi, mediante lo smontaggio dei sifoni, l'uso di aria in pressione o sonde flessibili.
I2.4.8.7
Sostituzione di parti o interi gruppi di rubinetterie , di saracinesche,di valvole, e accessori vari di qualsiasi tipo
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.9
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.9
Componente
Lavaocchi e docce di emergenza
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I lavaocchi e le docce di emergenza sono dei dispositivi di sicurezza che vengono installati in tutti gli ambienti (laboratori, officine, ecc.) in cui si lavorano sostanze pericolose per la salute
umana. Infatti nel caso di contatto accidentale con sostanze particolarmente dannose (acidi, sostanze corrosive) è necessario in prima istanza lavare con liquidi di lavaggio le parti che sono
venute a contatto con tali sostanze; a tale scopo i dispositivi di intercettazione delle docce di emergenza e dei lavaocchi devono consentire l'attivazione in condizione di cecità che può
derivare dalla situazione di emergenza.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.4.9.3
Sostituzione di parti o interi gruppi di rubinetterie , di saracinesche,di valvole, e accessori vari di qualsiasi tipo
pag. 263 / 479
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.10
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.10
Componente
Miscelatori meccanici, miscelatori termostatici
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I miscelatori meccanici consentono di mantenere la temperatura del fluido alla temperatura impostata. Il funzionamento di questi dispositivi avviene per mezzo di un bulbo o cartuccia
termostatica che può funzionare secondo due principi differenti: a) dilatazione per mezzo di dischi metallici; b) dilatazione per mezzo di un liquido.I miscelatori meccanici possono essere:
a) monocomando dotato di un solo dispositivo di regolazione della portata e della temperatura; b) miscelatori meccanici aventi dispositivi di controllo indipendenti per la regolazione della
portata e della temperatura.
I miscelatori termostatici consentono di mantenere la temperatura del fluido alla temperatura impostata. Il funzionamento di questi dispositivi avviene per mezzo di un bulbo o cartuccia
termostatica che può funzionare secondo due principi differenti: a) dilatazione per mezzo di dischi metallici; b) dilatazione per mezzo di un liquido.Generalmente i miscelatori termostatici
sono dotati di un compensatore di pressione che garantisce il funzionamento se le pressioni dell'acqua fredda e calda sono differenti. I miscelatori termostatici possono essere: a)
monocomando: dotati di un unico dispositivo di regolazione della portata di erogazione e della temperatura; b) bicomando: dotati di due dispositivi separati per la regolazione della portata di
erogazione e della temperatura; c) comando sequenziale unico: dotati di un unico dispositivo di regolazione che funziona attraverso una sequenza predeterminata di portata di erogazione e
temperatura; d) miscelatori termostatici senza dispositivo di regolazione della portata di erogazione.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.4.10.3
Sostituzione di parti o interi gruppi di rubinetterie , di saracinesche,di valvole, e accessori vari di qualsiasi tipo
pag. 264 / 479
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.11
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.11
Componente
Orinatoi
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
L'alimentazione dell'acqua avviene o dalla parte superiore o dalla brida. Il foro di scarico può essere posizionato orizzontalmente o verticalmente. Si possono realizzare nei seguenti materiali:
a) porcellana sanitaria (vitreus china): mistura di argilla bianca, caolino, quarzo e feldspato; l'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250 °C, lo smalto è
composto da caolino, quarzo, feldspato, calcare ed è opacizzato con silicato di zirconio o con ossido di stagno, il materiale ottenuto ha una buona resistenza agli urti e consente un bassissimo
assorbimento dell'acqua; b) grès fine porcellanato (fire clay): mistura di argilla cotta, argilla refrattaria e quarzo; l'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a
1250 °C, il materiale è caratterizzato da un assorbimento dell'acqua relativamente alto; c) resina metacrilica: amalgama sintetico che si ricava dalla polimerizzazione del metacrilicato con
derivati degli acidi acrilico e metacrilico con altre quantità minime di copolimeri, la resina ha il vantaggio di assorbire minimamente l'acqua, di avere bassa conducibilità al calore e, quindi,
capacità di trattenerlo; gli apparecchi sanitari realizzati in resina risultano di peso molto ridotto; d) acciaio e acciaio smaltato: gli apparecchi sanitari realizzati in questo materiale non
assorbono acqua, hanno alta conducibilità termica (necessitano, quindi, di isolamento termico) e buona resistenza agli urti.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.4.11.1
Disostruzione meccanica degli scarichi senza rimozione degli apparecchi, mediante lo smontaggio dei sifoni, l'uso di aria in pressione o sonde flessibili.
I2.4.11.4
Sostituzione di parti o interi gruppi di rubinetterie , di saracinesche,di valvole, e accessori vari di qualsiasi tipo
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.12
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.12
Componente
Piatto doccia, vasca da bagno
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I piatti doccia normalmente in commercio hanno tre dimensioni standard: 70 cm x 70 cm, 75 cm x 75 cm, 80 cm x 80 cm. Le case costruttrici, vista la loro enorme diffusione per motivi
igienici e di risparmio energetico, ne hanno realizzati di varie forme, soprattutto circolari, per questa ragione è bene fare riferimento ai cataloghi dei produttori. I piatti doccia normalmente
vengono posizionati ad angolo ma possono essere anche incassati. II lato di accesso deve avere uno spazio di rispetto di almeno 55 cm. Il piatto doccia, così come le vasche, si differenzia
dagli altri apparecchi sanitari per quanto riguarda il distanziamento dalle pareti: a causa delle diverse condizioni di installazione, infatti, vengono messi in opera prima della piastrellatura e per
questo motivo ci si deve basare su tolleranze al rustico con una distanza di tre centimetri tra il bordo dell'apparecchio e la parete grezza. Nelle stanze da bagno più lussuose il piatto doccia
viene montato in aggiunta alla vasca. Per motivi estetici, di praticità e di facilità di installazione è meglio che i due apparecchi vengano disposti sullo stesso lato. Per ottenere un effetto
estetico più gradevole il piatto doccia e la vasca dovrebbero avere la stessa profondità: per questo motivo sono disponibili sul mercato anche forme rettangolari con misure speciali (75 cm x
90 cm). I piatti doccia devono rispondere alla Norma UNI 8192 se di resina metacrilica. Possono essere o con troppo pieno o senza troppo pieno. Comunemente si realizzano nei seguenti
materiali: a) porcellana sanitaria (vitreus china): mistura di argilla bianca, caolino, quarzo e feldspato; l'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250 °C, lo
smalto è composto da caolino, quarzo, feldspato, calcare ed è opacizzato con silicato di zirconio o con ossido di stagno, il materiale ottenuto ha una buona resistenza agli urti e consente un
bassissimo assorbimento dell'acqua; b) grès fine porcellanato (fire clay): mistura di argilla cotta, argilla refrattaria e quarzo; l'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in
forno fino a 1250 °C, il materiale è caratterizzato da un assorbimento dell'acqua relativamente alto; c) resina metacrilica: amalgama sintetico che si ricava dalla polimerizzazione del
metacrilicato con derivati degli acidi acrilico e metacrilico con altre quantità minime di copolimeri, la resina ha il vantaggio di assorbire minimamente l'acqua, di avere bassa conducibilità al
calore e, quindi, capacità di trattenerlo; gli apparecchi sanitari realizzati in resina risultano di peso molto ridotto; d) acciaio e acciaio smaltato: gli apparecchi sanitari realizzati in questo
materiale non assorbono acqua, hanno alta conducibilità termica (necessitano, quindi, di isolamento termico) e buona resistenza agli urti.
Le vasche si distinguono in due differenti tipologie: la vasca normale e la vasca ridotta definita anche vasca a sedere. La prima ha in linea di massima dimensioni di 70 cm x 170 cm ed un
altezza di 45 cm anche se ci sono vasche di questo tipo con dimensioni inferiori; la seconda misura 60 cm o 70 cm x 105 cm ed un'altezza di 60 cm. Dal punto di vista energetico la vasca a
sedere è penalizzata dal fatto che per un bagno medio, data la posizione non distesa dell'utente, il consumo di acqua è notevolmente superiore rispetto alla vasca normale. Si stanno
diffondendo sempre più le vasche con idromassaggio che possono, però, avere delle dimensioni maggiori rispetto a quelle sopra indicate. La vasca viene generalmente appoggiata alla parete
almeno su due dei suoi lati anche se a volte la vasca viene incassata e quindi addossata alla parete su tre lati. II lato di accesso, generalmente quello più lungo, deve avere uno spazio di
rispetto di almeno 55 cm. Si distinguono in base alla forma, che può esser bassa, normale, alta e a sedile, e in base alla posa che può essere ad incasso o a vista. Possono essere realizzate nei
seguenti materiali: a) porcellana sanitaria (vitreus china): mistura di argilla bianca, caolino, quarzo e feldspato; l'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a
1250 °C, lo smalto è composto da caolino, quarzo, feldspato, calcare ed è opacizzato con silicato di zirconio o con ossido di stagno, il materiale ottenuto ha una buona resistenza agli urti e
consente un bassissimo assorbimento dell'acqua; b) grès fine porcellanato (fire clay): mistura di argilla cotta, argilla refrattaria e quarzo; l'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a
monocottura in forno fino a 1250 °C, il materiale è caratterizzato da un assorbimento dell'acqua relativamente alto; c) resina metacrilica: amalgama sintetico che si ricava dalla
polimerizzazione del metacrilicato con derivati degli acidi acrilico e metacrilico con altre quantità minime di copolimeri, la resina ha il vantaggio di assorbire minimamente l'acqua, di avere
bassa conducibilità al calore e, quindi, capacità di trattenerlo; gli apparecchi sanitari realizzati in resina risultano di peso molto ridotto; d) acciaio e acciaio smaltato: gli apparecchi sanitari
realizzati in questo materiale non assorbono acqua, hanno alta conducibilità termica (necessitano, quindi, di isolamento termico) e buona resistenza agli urti.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.4.12.4
Sostituzione di parti o interi gruppi di rubinetterie , di saracinesche,di valvole, e accessori vari di qualsiasi tipo
pag. 267 / 479
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.15
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.15
Componente
Scaldacqua a pompa di calore
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
In questi apparecchi l'energia elettrica non viene utilizzata direttamente per il riscaldamento dell'acqua sanitaria, ma per azionare la pompa di calore. Tale dispositivo preleva calore
dall'ambiente in cui è installato e lo cede all'acqua che è contenuta nell'accumulo.Pertanto per garantire un buon rendimento delle pompe di calore è necessario che la temperatura ambiente del
locale ove l'apparecchio è installato si mantenga a valori superiori a 10-15 °C. Tale valore della temperatura può scendere fino a 6 °C (per pompe di calore ad aria interna) al di sotto dei quali
un dispositivo automatico inserisce una resistenza elettrica ausiliare.La temperatura massima dell'acqua calda fornita dall'apparecchio non è superiore a 50-55 °C, tuttavia, in caso di necessità,
un serpentino permette di integrare il valore utilizzando direttamente il fluido termovettore prodotto dalla caldaia per il riscaldamento ambiente.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.16
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.16
Componente
Scaldacqua elettrici ad accumulo
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Gli scaldacqua elettrici ad accumulo sono tra i più semplici apparecchi impiegati per la produzione di acqua calda sanitaria. La capacità del serbatoio di accumulo varia da 50 a 100 litri e
l'acqua è riscaldata a mezzo di una resistenza elettrica immersa, della potenza di 1 o 1,5 kW, comandata da un termostato di regolazione della temperatura.Particolare cura viene impiegata per
la protezione del serbatoio (detto caldaia) realizzata con zincatura a caldo e resine termoindurenti oppure con successive smaltature; in entrambi i casi sono unite all'ulteriore protezione di un
anodo di magnesio, particolarmente efficace contro fenomeni di corrosione galvanica. Per ridurre le dispersioni passive l'apparecchio è coibentato interamente con un rivestimento di materiale
isolante (normalmente poliuretano) protetto da una scocca esterna di acciaio smaltato.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.17
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.17
Componente
Scambiatore di calore
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Lo scambiatore di calore, generalmente realizzato in acciaio, viene utilizzato per la produzione di acqua calda per uso sanitario. Lo scambiatore può essere realizzato: a) a piastra; b) a
fascio tubiero detto anche a serpentina; c) a matrice; d) ad elementi impaccati.
Area Tecnica
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DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.18
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.18
Componente
Serbatoi di accumulo
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I serbatoi di accumulo consentono il corretto funzionamento delle macchine idrauliche e/o dei riscaldatori ed assicurano una riserva idrica adeguata alle necessità degli utenti in caso di cattivo
funzionamento delle reti di distribuzione o in caso di arresti della erogazione da parte dei gestori del servizio di erogazione.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.19
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.19
Componente
Tubazioni in rame
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Le tubazioni in rame hanno la funzione di trasportare i fluidi termovettori alla rubinetteria degli apparecchi sanitari.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.4.19.3
Ripristino di tubazioni interne ed esterne danneggiate o rotte anche inserite all'interno di murature, pavimentazioni, tracantoni ecc orizzontali e verticali di qualsiasi
materiale e dimensione, compresa la disattivazione delle linee di alimentazione ,la sostituzione delle parti danneggiate l'eventuale rimozione delle murature e il ripristino
delle stesse compresi rivestimenti intonaco rasatura e tinteggiature.
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Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.20
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.20
Componente
Tubazioni multistrato
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Le tubazioni multistrato sono quei tubi la cui parete è costituita da almeno due strati di materiale plastico legati ad uno strato di alluminio o leghe di alluminio, tra di loro interposto. I
materiali plastici utilizzati per la realizzazione degli specifici strati costituenti la parete del tubo multistrato sono delle poliolefine adatte all'impiego per il convogliamento di acqua in
pressione e possono essere di: a) polietilene PE; b) polietilene reticolato PE-Xa / PE-Xb / PE-Xc; c) polipropilene PP; d) polibutilene PB.Allo scopo di assicurare l'integrità dello strato
interno lo spessore di tale strato non deve essere minore di 0,5 mm.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.4.20.1
Pulizia o eventuale sostituzione dei filtri dell'impianto.
I2.4.20.4
Ripristino di tubazioni interne ed esterne danneggiate o rotte anche inserite all'interno di murature, pavimentazioni, tracantoni ecc orizzontali e verticali di qualsiasi
materiale e dimensione, compresa la disattivazione delle linee di alimentazione ,la sostituzione delle parti danneggiate l'eventuale rimozione delle murature e il ripristino
delle stesse compresi rivestimenti intonaco rasatura e tinteggiature.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.21
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.21
Componente
Tubi in acciaio zincato
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
Le tubazioni generalmente utilizzate per l'impianto idrico sanitario sono in acciaio zincato e provvedono all'adduzione e alla successiva erogazione dell'acqua destinata ad alimentare
l'impianto.
INTERVENTI (A GUASTO E DI OPPORTUNITA')
CODICE
DESCRIZIONE
I2.4.21.2
Pulizia o eventuale sostituzione dell'otturatore nel caso si verifichi il passaggio del fluido ad otturatore chiuso.
I2.4.21.7
Ripristino di tubazioni interne ed esterne danneggiate o rotte anche inserite all'interno di murature, pavimentazioni, tracantoni ecc orizzontali e verticali di qualsiasi
materiale e dimensione, compresa la disattivazione delle linee di alimentazione ,la sostituzione delle parti danneggiate l'eventuale rimozione delle murature e il ripristino
delle stesse compresi rivestimenti intonaco rasatura e tinteggiature.
Area Tecnica
PIANO DI MANUTENZIONE SUBSISTEMI COSTRUTTIVI ,
DEGLI IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI,, IDRICO SANITARI E IDRAULICI, ED ELEVATORI
Descrizione interventi manutentivi - Modalità di intervento - Interventi a guasto e di opportunità
COMPONENTE
2.4.22
IDENTIFICAZIONE
2
Opera
IMPIANTI TECNOLOGICI
2.4
Elemento tecnologico
Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
2.4.22
Componente
Vasi igienici a sedile, vasi igienici a pavimento
DESCRIZIONE E SPECIFICHE MODALITA' PER L'ESECUZIONE DELL'INTERVENTO MANUTENTIVO
I vasi igienici a sedile possono essere installati a parete e anche al pavimento. Il vaso, se dotato di flussostato o cassetta interna, misura generalmente 36 x 50 cm mentre la profondità può
aumentare fino a 70 cm (misura massima anche per i tipi sospesi) se dotato di cassetta esterna; è alto mediamente 36 cm da terra. Nel caso di installazione del vaso in un vano apposito, la
larghezza del vano non può essere inferiore a 80 cm e la sua profondità non può essere inferiore a 1,3 m. Sono disponibili di recente dei vasi particolari dotati di doccetta e ventilatore ad aria
calda per l'igiene intima. Questi vasi sostituiscono contemporaneamente anche il bidet e quindi sono consigliabili (oltre che per motivi igienici) anche in tutti quei casi in cui, per motivi di
spazio, non sia possibile installare il bidet. I vasi devono rispondere alla Norma UNI EN 997, se di porcellana sanitaria, oppure alla Norma UNI 8196 se di resina metacrilica.La cassetta può
essere collocata appoggiata o staccata e la sezione del foro di scarico può essere orizzontale o verticale. Comunemente si realizzano nei seguenti materiali: a) porcellana sanitaria (vitreus
china): mistura di argilla bianca, caolino, quarzo e feldspato; l'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250 °C, lo smalto è composto da caolino, quarzo,
feldspato, calcare ed è opacizzato con silicato di zirconio o con ossido di stagno, il materiale ottenuto ha una buona resistenza agli urti e consente un bassissimo assorbimento dell'acqua; b)
grès fine porcellanato (fire clay): mistura di argilla cotta, argilla refrattaria e quarzo; l'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250 °C, il materiale è
caratterizzato da un assorbimento dell'acqua relativamente alto; c) resina metacrilica: amalgama sintetico che si ricava dalla polimerizzazione del metacrilicato con derivati degli acidi
acrilico e metacrilico con altre quantità minime di copolimeri, la resina ha il vantaggio di assorbire minimamente l'acqua, di avere bassa conducibilità al calore e, quindi, capacità di
trattenerlo; gli apparecchi sanitari realizzati in resina risultano di peso molto ridotto; d) acciaio e acciaio smaltato: gli apparecchi sanitari realizzati in questo materiale non assorbono acqua,
hanno alta conducibilità termica (necessitano, quindi, di isolamento termico) e buona resistenza agli urti.
I vasi igienici a pavimento sono quelli in cui non è prevista la seduta ma sono dotati solo di un foro collocato a pavimento. Comunemente si realizzano nei seguenti materiali: a) porcellana
sanitaria (vitreus china): mistura di argilla bianca, caolino, quarzo e feldspato; l'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250 °C, lo smalto è composto da
caolino, quarzo, feldspato, calcare ed è opacizzato con silicato di zirconio o con ossido di stagno, il materiale ottenuto ha una buona resistenza agli urti e consente un bassissimo assorbimento
dell'acqua; b) grès fine porcellanato (fire clay): mistura di argilla cotta, argilla refrattaria e quarzo; l'articolo viene smaltato a crudo e sottoposto a monocottura in forno fino a 1250 °C, il
materiale è caratterizzato da un assorbimento dell'acqua relativamente alto; c) resina metacrilica: amalgama sintetico che si ricava dalla polimerizzazione del metacrilicato con derivati degli
acidi acrilico e metacrilico con altre quantità minime di copolimeri, la resina ha il vantaggio di assorbire minimamente l'acqua, di avere bassa conducibilità al calore e, quindi, capacità di
trattenerlo; gli apparecchi sanitari realizzati in resina risultano di peso molto ridotto; d) acciaio e acciaio smaltato: gli apparecchi sanitari realizzati in questo materiale non assorbono acqua,
hanno alta conducibilità termica (necessitano, quindi, di isolamento termico) e buona resistenza agli urti.

 

 

 

 

 

 

 

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