HAMILTON-T1. Manuale per l'operatore in italiano (2020) - 11

 

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HAMILTON-T1. Manuale per l'operatore in italiano (2020) - 11

 

 

C
ASV - Adaptive Support Ventilation
La pressione inspiratoria massima applicabile in ASV può
essere impostata anche utilizzando il comando LimitePasv
nella finestra Comandi. La variazione del valore di Limite-
Pasv modifica automaticamente il limite di Pressione alta.
3.
Attivare la modalità ASV nella finestra Modalità, quindi con-
fermare selezionando Conferma. La finestra Comandi si
aprirà automaticamente.
4.
Specificare le seguenti impostazioni dei comandi:
-
Altezza paziente
Sesso
%VolMin. Un'impostazione iniziale ragionevole può
consistere in un valore di %VolMin che risulti nel volume
minuto della modalità precedentemente applicata.
Alternativamente, per un paziente normale si può consi-
derare un %VolMin di 100%, per un paziente con
BPCO di 90%, per un paziente con ARDS di 120% e per
altri pazienti di 110%. Aggiungere 20% se la tempera-
tura corporea è > 38,5 °C e 5% per ogni intervallo di
500 metri sopra il livello del mare.
-
Trigger. L'impostazione consigliata per Trig.flusso è
2 l/min oppure è possibile mantenere le impostazioni
precedenti per i comandi di trigger e sensibilità, se appli-
cabili.
-
ETS. Un'impostazione consigliata è 25% (40% per un
paziente con BPCO) oppure è possibile mantenere
l'impostazione precedente, se applicabile.
-
Altre impostazioni. Impostare i valori di PEEP/CPAP e
Ossigeno in base alle esigenze cliniche. È possibile
lasciare l'impostazione P-Rampa sul valore standard, a
meno che il giudizio clinico non induca a modificarla.
Per impostarla, vedere il Capitolo 4.
5.
Premere Conferma per confermare le impostazioni.
6.
Connettere il paziente al ventilatore, se applicabile. Ver-
ranno eseguiti tre respiri test.
C-8
Passaggio 3: compensazione dello spazio morto del sistema
NOTA:
Le alterazioni dello spazio morto alveolare, dovute a squili-
bri dei rapporti ventilazione-perfusione, devono essere
compensate mediante il comando %VolMin.
Il ventilatore HAMILTON-T1 calcola lo spazio morto (anatomico
o "in serie") sulla base del peso corporeo ideale (PCI) calcolato
a partire dall'altezza del paziente inserita. Lo spazio morto è
calcolato in misura pari a 2,2 ml per kg di peso. Questo valore
di spazio morto corrisponde a un valore nominale valido, in
media, per pazienti intubati con tubo endotracheale connesso
al raccordo a Y del circuito del ventilatore tramite un raccordo
flessibile standard. Se lo spazio morto in serie risulta alterato da
una particolare configurazione artificiale, dovuto ad esempio
all'utilizzo di uno scambiatore di calore e umidità con filtro
(HMEF) o di circuiti non standard, occorre modificare l'imposta-
zione Altezza paz., al fine di compensare gli effetti legati ad un
aumento dello spazio morto, o anche a una riduzione rispetto
alla norma.
Nella compensazione dello spazio morto, tenere in considera-
zione i seguenti punti:
• La presenza di un tubo endotracheale o tracheostomico
accorciato rispetto alla lunghezza standard, probabilmente
non necessita di compensazione.
• L’utilizzo di tubi endotracheali di calibro diverso probabil-
mente non necessita di compensazione.
• Un raccordo flessibile di lunghezza molto superiore alla
norma può rendere necessaria una compensazione.
• Un filtro antibatterico o un HMEF potrebbe richiedere una
compensazione. Il volume di questi dispositivi, per un
paziente adulto, è in media compreso tra 50 e 60 ml, ma
può raggiungere i 95 ml (Mallinckrodt Hygroster). Per gli
HMEF, una semplice regola pratica richiede di aggiungere al
peso corporeo ideale un valore pari al 10% (regolando il
comando Altezza paz.).
C-9
C
ASV - Adaptive Support Ventilation
Passaggio 4: regolazione della ventilazione: mantenimento
di una ventilazione adeguata
AVVERTENZA
Non è corretto regolare il peso corporeo ideale
(mediante il comando Altezza paz.) per modificare il
volume minuto. La regolazione del volume minuto deve
essere sempre effettuata mediante il comando %VolMin.
Una volta avviata l'ASV, il ventilatore HAMILTON-T1 calcola un
pattern respiratorio ottimale e i relativi valori target per volume
corrente e frequenza, in base alle regole proprie dell'ASV. La
pressione inspiratoria (Pinsp) e la frequenza meccanica (fContr)
vengono quindi regolate in modo da raggiungere i valori target.
Una volta raggiunti i valori target calcolati, è necessario valu-
tare il risultato della ventilazione. Tutti i parametri monitorizzati
dal ventilatore HAMILTON-T1 possono essere utilizzati a questo
scopo. Tuttavia, per valutare la componente respiratoria
dell'equilibrio acido-base ematico, si consiglia di effettuare
l'emogasanalisi arteriosa e di regolare di conseguenza la venti-
lazione minuto. La Tabella C-1 riporta alcuni esempi di come
regolare l'impostazione %VolMin.
Tabella C-1. Risultati dell'emogasanalisi, condizioni del paziente
e possibili regolazioni dell'ASV
Condizione
Modifica di
Osservazioni
%VolMin
Emogasanalisi arte-
Nessuno
--
riosa normale
PaCO2 alta
Aumentare il valore
Controllare le pres-
di %VolMin
sioni inspiratorie
PaCO2 bassa
Ridurre il valore di
Controllare la pres-
%VolMin
sione media delle vie
aeree e lo stato di
ossigenazione
Drive respiratorio
Provare ad aumen-
Prendere in conside-
elevato
tare il valore di
razione la seda-
%VolMin
zione, gli analgesici
o altri trattamenti
C-10
Tabella C-1. Risultati dell'emogasanalisi, condizioni del paziente
e possibili regolazioni dell'ASV (continua)
Condizione
Modifica di
Osservazioni
%VolMin
Saturazione di O2
Nessuno
Valutare l'opportu-
bassa
nità di un aumento
della PEEP/CPAP e/o
dell'ossigeno
Passaggio 5: verifica delle impostazioni degli allarmi e
allarmi ASV specifici
Per il monitoraggio del pattern respiratorio è necessario con-
trollare regolarmente le impostazioni degli allarmi e impostare
questi ultimi su valori clinicamente accettabili. Come descritto
più avanti, l'ASV influenza il pattern respiratorio sulla base
della meccanica respiratoria e nei limiti fissati dalle imposta-
zioni dell'operatore. Tuttavia, non è inutile una corretta impo-
stazione del sistema degli allarmi, che funziona in modo total-
mente indipendente dall'ASV, e quindi può consentire di con-
trollare in modo stretto le operazioni eseguite automatica-
mente dall'ASV.
Può capitare di selezionare un valore di %VolMin incompatibile
con le regole di protezione polmonare dell'ASV (per una descri-
zione dettagliata, vedere la Sezione C.3.3). Ad esempio, l'ope-
ratore potrebbe scegliere una ventilazione elevata per un
paziente con BPCO nonostante la presenza di una patologia
ostruttiva polmonare grave. In questo caso, l'ASV cercherà di
raggiungere la ventilazione massima possibile e contempora-
neamente determinerà l'attivazione dell'allarme ASV: target
non ottenibile. La Figura C-4 illustra un esempio di questo tipo:
l'operatore ha impostato una ventilazione alta (300% per
70 kg) per un paziente con una grave ostruzione polmonare
(resistenza vie aeree = 40 cmH2O/(l/s)).
C-11
C
ASV - Adaptive Support Ventilation
Tale impostazione di elevata ventilazione comporta uno sposta-
mento verso destra della curva di ventilazione minuto minima,
mentre la patologia ostruttiva provoca uno spostamento verso
sinistra del limite di sicurezza per la frequenza massima. La
curva della ventilazione minuto risulta totalmente al di fuori del
riquadro dei limiti di sicurezza stabiliti dalle regole della strate-
gia di protezione polmonare (fare riferimento alla descrizione
funzionale fornita più avanti). L'ASV sceglie quindi il punto più
sicuro più vicino al volume minuto impostato dall'operatore.
Figura C-4. Esempio ipotetico di impostazione %VolMin elevata
incompatibile con le regole strategiche di protezione
polmonare.
Il cerchio vuoto indica il valore target reale, il triangolo pieno
(mai visualizzato sul ventilatore) indica il target ottimale dal
punto di vista energetico in base all'equazione di Otis. Il venti-
latore HAMILTON-T1 attiverà un apposito allarme e informerà
l'operatore che non è possibile ottenere l'ASV target.
Passaggio 6: monitoraggio dell'ASV
L'ASV interagisce continuamente con il paziente. Se la mecca-
nica respiratoria o l'attività respiratoria del paziente cambia,
l'ASV si adegua al cambiamento. Il ventilatore HAMILTON-T1
permette di visualizzare lo stato attuale dell'interazione con il
paziente attraverso la finestra di monitoraggio grafico dei tar-
get ASV (Grafico ASV) (Figura C-5).
C-12
Per monitorizzare l'andamento nel tempo, si consiglia di rap-
presentare graficamente i trend di Pinsp, fTotale e fSpont.
Questi trend devono essere interpretati insieme all'imposta-
zione %VolMin. Le Tabelle da C-2 a C-4 forniscono un'interpre-
tazione dei pattern di ventilazione tipici.
Per maggiori dettagli sulla visualizzazione del grafico ASV,
vedere la Sezione 7.3.
Figura C-5. Finestra di monitoraggio grafico dei target ASV
1
Punto misurato effettivo, formato
5
fSpont = frequenza dei respiri spon-
dall'intersezione dei valori misurati
tanei, fContr = frequenza mecca-
di volume corrente (Vt, sull'asse y)
nica, Pinsp = pressione inspiratoria
e frequenza (f, sull'asse x).
impostata dal ventilatore.
2
Punto target, formato dall'interse-
6
Curva volume minuto.
zione dei valori target di volume
corrente e frequenza totale.
3
Valore numerico del volume
7
Valore numerico del punto misurato
minuto target.
effettivo (in verde) e relativa posi-
zione del valore target (in giallo).
4
Intervallo di sicurezza in cui può
essere collocato il punto target.
C-13
C
ASV - Adaptive Support Ventilation
Tabella C-2. Interpretazione del pattern respiratorio con l'impostazione
di 100% VolMin
Pinsp
fContr
fSpont
Interpretazione
> 10
> 10
0
Ventilazione meccanica completamente con-
trollata. Per iniziare lo svezzamento, provare
a ridurre il valore di %VolMin.
> 10
0
Accettabile
Respirazione spontanea supportata. Provare
a ridurre il valore di %VolMin.
< 8
0
Accettabile
Respirazione non supportata. Prendere in
considerazione l'estubazione.
> 10
0
Alta
Dispnea. Valutare l'opportunità di aumen-
tare il valore di %VolMin. Valutare se neces-
sario un diverso trattamento clinico. Control-
lare che l'elevata frequenza non sia dovuta a
un fenomeno di auto-trigger.
Tabella C-3. Interpretazione del pattern respiratorio a un'impostazione molto
superiore a 100% VolMin
Pinsp
fContr
fSpont
Interpretazione
> 10
> 10
0
Ventilazione meccanica completamente con-
trollata. Controllare l'emogasanalisi arte-
riosa. Per iniziare lo svezzamento, provare a
ridurre il valore di %VolMin.
> 10
0
Accettabile
Respirazione spontanea supportata. Verifi-
care la causa dell'aumento della richiesta di
ventilazione. Provare a ridurre il valore di
%VolMin.
< 8
0
Accettabile
Respirazione non supportata. Verificare la
causa dell'aumento della richiesta di ventila-
zione. Valutare l'opportunità di ridurre il
valore di %VolMin e di estubare il paziente.
> 10
0
Alta
Dispnea. Verificare la causa dell'aumento
della richiesta di ventilazione. Valutare
l'opportunità di passare a un'altra modalità
di ventilazione o di impostare un diverso trat-
tamento clinico. Controllare che l'elevata fre-
quenza non sia dovuta a un fenomeno di
auto-trigger.
C-14
Tabella C-4. Interpretazione del pattern respiratorio a un'impostazione molto
inferiore a 100% VolMin
Pinsp
fContr
fSpont
Interpretazione
>10
> 10
0
Pericolo di ipoventilazione. Controllare
l'emogasanalisi arteriosa e valutare l'oppor-
tunità di aumentare il valore di %VolMin.
>10
0
Accettabile
Pattern di svezzamento applicato. Monitorare
l'emogasanalisi arteriosa e lo sforzo respirato-
rio del paziente. Valutare l'opportunità di
ridurre o aumentare il valore di %VolMin.
<8
0
Accettabile
Respirazione non supportata. Prendere in
considerazione l'estubazione.
>10
0
Alta
Dispnea. Valutare l'opportunità di aumen-
tare il valore di %VolMin. Valutare se neces-
sario un diverso trattamento clinico. Control-
lare che l'elevata frequenza non sia dovuta a
un fenomeno di auto-trigger.
Passaggio 7: svezzamento
Lo svezzamento dei pazienti dalla ventilazione assistita è
un’attività clinica che richiede notevole esperienza e implica
ambiti che esulano i problemi di ventilazione. In questa appen-
dice si intende fornire informazioni cliniche necessarie esclusi-
vamente al funzionamento del ventilatore in modalità ASV.
L'ASV consente sempre ai pazienti di respirare spontanea-
mente. Gli episodi di respirazione spontanea possono verificarsi
e sono supportati dall'ASV anche entro un periodo di ventila-
zione completamente controllata. In altre parole, lo svezza-
mento con l'ASV può iniziare così presto da risultare irriconosci-
bile dal punto di vista clinico. È quindi importante monitorare
gli sforzi spontanei del paziente nel tempo.
L'andamento dello svezzamento può essere controllato con
l'osservazione della schermata dei trend, mediante la rappre-
sentazione grafica dei trend di pressione inspiratoria (Pinsp),
frequenza totale (fTotale) e frequenza spontanea (fSpont). Se il
paziente tollera un supporto respiratorio minimo per un certo
periodo di tempo, con valori di
Pinsp < 8 cmH2O fContr = 0
C-15
C
ASV - Adaptive Support Ventilation
lo svezzamento può essere considerato raggiunto, a patto che
i valori minimi di fSpont e VolMinEsp siano accettabili.
I criteri di "accettabilità" devono essere stabiliti dal medico.
Può essere necessario ridurre l'impostazione %VolMin al 70%
o meno per indurre il paziente a riprendere la respirazione
spontanea. Se il paziente è in grado di resistere minuti o anche
ore con un'impostazione bassa della %VolMin, ciò non signi-
fica che lo svezzamento è completo. In realtà, l'impostazione
della %VolMin deve essere sempre interpretata in relazione al
livello di Pinsp necessario per raggiungere la
ventilazione minuto impostata. Solo se i valori di Pinsp e fContr
sono al minimo, è possibile considerare completato lo svezza-
mento.
C.3
Descrizione funzionale dettagliata dell'ASV
C.3.1
Ventilazione minuto normale
L'ASV definisce la ventilazione minuto normale come illustrato
nel grafico della Figura C-6.
Figura C-6. Ventilazione minuto normale come funzione del
peso corporeo ideale (PCI)
Per i pazienti adulti, la ventilazione minuto è calcolata in misura
pari a 0,1 l/kg * PCI (linea continua). Per i pazienti pediatrici
viene utilizzato il valore indicato dalla linea tratteggiata. La ven-
tilazione minuto per un paziente di 15 kg viene calcolata per-
tanto nel modo seguente
C-16
0,2 l/kg * 15 kg = 3 l/min
Per esempio, per un PCI di 70 kg, la ventilazione minuto nor-
male corrisponde a 7 l/min.
C.3.2
Ventilazione minuto target
Quando si sceglie la modalità ASV, è necessario selezionare una
ventilazione minuto appropriata per il paziente. La ventilazione
minuto è impostata con il comando %VolMin; tale comando,
insieme a quello di Altezza paz., determina la ventilazione
minuto totale, in litri al minuto.
Un'impostazione della %VolMin del 100% corrisponde a una
ventilazione minuto normale, così come definita precedente-
mente. Un'impostazione inferiore al 100% o superiore al
100% corrisponde a una ventilazione minuto inferiore o supe-
riore al normale.
Partendo dall'impostazione di %VolMin, il sistema calcola la
ventilazione minuto target, in l/min, in base alla seguente for-
mula:
PCI (in kg) x VentMinNorm (in l/kg/min) x (%VolMin/100)
dove VentMinNorm è la ventilazione minuto normale in base
alla Figura C-6.
Per esempio, con un %VolMin di 100 e un PCI di 70 kg, è cal-
colato un VolMin target di 7 l/min. Questo valore target può
essere raggiunto con diverse combinazioni di volume corrente
(Vt) e frequenza respiratoria (f), come mostrato nella Figura C-7
in cui tutte le possibili combinazioni di Vt e f corrispondono alla
linea scura, che rappresenta la curva del volume minuto target.
C-17
C
ASV - Adaptive Support Ventilation
Figura C-7. VolMin = 7 l/min
Tutte le possibili combinazioni di Vt e f che danno luogo a una
ventilazione minuto di 7 l/min corrispondono alla linea scura.
C.3.3
Strategia di protezione polmonare
Non tutte le combinazioni di Vt e f rappresentate nella Figura
C-7 sono sicure per il paziente. Un volume corrente elevato
comporterebbe una sovradistensione polmonare, mentre un
volume corrente troppo basso potrebbe non essere in grado di
garantire alcuna ventilazione alveolare. Un altro rischio risiede
in eventuali frequenze respiratorie insufficienti. Una frequenza
elevata potrebbe portare ad un'iperinflazione dinamica o a una
sovrapposizione di respiri, con conseguente sviluppo di
un'AutoPEEP non desiderata. Una frequenza bassa può com-
portare un'ipoventilazione e un'apnea. Pertanto, è necessario
limitare il numero delle possibili combinazioni di Vt e f. Per limi-
tare le possibili combinazioni di Vt e f, l'ASV utilizza una doppia
strategia:
• Le impostazioni dell'operatore per l'ASV determinano i
limiti assoluti.
• I calcoli interni basati sui dati paziente misurati restringono
ulteriormente i limiti per compensare i possibili errori
dell'operatore e adeguarsi alle variazioni della meccanica
respiratoria.
L'effetto di questa strategia è mostrato nella Figura C-8 e spie-
gato nelle sezioni successive.
C-18
Figura C-8. Strategia di protezione polmonare per evitare
volumi e pressioni correnti eccessivi (A), ipoventilazione
alveolare (B), iperventilazione dinamica o sovrapposizione di
respiri (C) e apnea (D)
A: limite volume corrente alto
AVVERTENZA
Controllare l'impostazione di Vt alto per accertarsi che la
ventilazione minuto target possa essere raggiunta anche
nei pazienti passivi.
Il volume corrente applicato dall'ASV è limitato (vedere A nella
Figura C-8) da tre impostazioni dell'operatore: il limite di
allarme Pressione alta, il limite di allarme Vt alto e Altezza paz.
L'operatore deve impostare il limite di allarme Pressione alta
prima di connettere il paziente al ventilatore. In base alle racco-
mandazioni di un gruppo di medici (Slutsky 1994), la pressione
di plateau non deve superare i 35 cmH2O. Per ottenere questo
valore con l'ASV, il limite di Pressione alta deve essere impo-
stato a 45 cmH2O. La pressione massima applicata in modalità
ASV è di 10 cmH2O al di sotto del limite di Pressione alta.
Consideriamo, per esempio, un paziente di 70 kg, normale,
ventilato nel postoperatorio: possiamo ipotizzare una com-
pliance di circa 50 ml/cmH2O. Un limite di Pressione alta di
45 cmH2O darebbe luogo a una pressione massima applicata
di 35 cmH2O. Con una PEEP di 5 cmH2O, la pressione inspira-
C-19
C
ASV - Adaptive Support Ventilation
toria effettiva per la ventilazione sarebbe di 30 cmH2O. Questo
comporterebbe un volume corrente uguale o inferiore a
1500 ml. Se i polmoni del paziente diventano rigidi, diciamo
con una compliance di 30 ml/cmH2O, il volume corrente mas-
simo scende a 900 ml.
Se l'operatore imposta un limite di allarme Pressione molto ele-
vato, per esempio di 60 cmH2O, il volume corrente target
viene limitato dal secondo criterio: 22 x PCI. Per il paziente di
70 kg precedentemente considerato, questo corrisponde a un
volume corrente target massimo di 1540 ml.
Inoltre, il target di volume corrente è limitato a 1,5 * limite di
Vt alto, e il supporto di pressione effettivamente applicato è
limitato in modo tale che, nei respiri meccanici, il volume inspi-
rato non superi il limite di Vt alto per più di qualche respiro.
B: limite volume corrente basso
Il volume corrente target minimo applicato dall'ASV (vedere B
nella Figura C-8) è determinato dal peso corporeo ideale calco-
lato in base all'altezza paziente impostata, e corrisponde a
4,4 ml/kg. Pertanto, in un paziente di 70 kg, il Vt target
minimo è di 308 ml.
L'operatore deve usare cautela con volumi correnti bassi per
evitare una ventilazione alveolare insufficiente. Il parametro
determinante per la ventilazione alveolare è lo spazio morto
(Vds). Il volume corrente deve essere sempre superiore al valore
di Vds. Si ritiene diffusamente che sia possibile ottenere una
prima approssimazione dello spazio morto in base alla semplice
equazione seguente (Radford 1954):
Il limite minimo per il volume corrente si basa su questa equa-
zione e deve corrispondere ad almeno il doppio dello spazio
morto. In altre parole, il volume corrente minimo corrisponde a
4,4 x PCI.
Vds = 2,2 * PCI
(1)
C-20
C: limite frequenza massima
La frequenza massima (vedere C nella Figura C-8) dipende dal
valore di %VolMin impostato dall'operatore e dal peso corpo-
reo ideale, calcolato in base all'altezza del paziente impostata
dall'operatore. L'equazione utilizzata per calcolare la frequenza
massima è la seguente:
fmax = VolMin target / Vt minimo
(2)
Per esempio, con un valore di %VolMin impostato a 100%, il
paziente di 70 kg considerato sopra avrebbe una frequenza
massima di 22 c/min.
Tuttavia, se l'operatore impostasse un valore di %VolMin
eccessivo, per esempio a 350%, la frequenza massima divente-
rebbe di 77 c/min. Per proteggere il paziente da frequenze così
elevate, l'ASV adotta un ulteriore meccanismo di sicurezza, che
tiene conto della capacità del paziente di espirare.
Una misura della capacità di espirare è la costante di tempo
espiratorio (RCesp) (Marini 1989, Brunner 1995). Per poter rea-
lizzare un'espirazione quasi completa al punto di equilibrio ela-
stico del sistema respiratorio (90% della variazione di volume
massima potenziale), in teoria è necessario un tempo espirato-
rio di almeno 2 volte RCesp.
Per questo motivo, l'ASV calcola la frequenza massima in base
al principio che stabilisce un tempo di inspirazione minimo
uguale a 1 x RCesp e un tempo di espirazione massimo uguale
a 2 x RCesp, che dà luogo all'equazione seguente:
fmax = 60 / (3 x RCesp) =20 / RCesp
fmax 60 c/min
(3)
Per esempio, il paziente di 70 kg con una compliance del
sistema respiratorio di 50 ml/cmH2O (corrispondente a
0,05 l/cmH2O), una resistenza delle vie aeree di 5 cmH2O/l/s
comprensiva del tubo endotracheale, e una resistenza del tubo
e della valvola espiratori del ventilatore di altri 5 cmH2O/l/s,
avrebbe una RCesp di
0,05 l/cmH2O x (5+5) cmH2O/l/s = 0,5 s
C-21
C
ASV - Adaptive Support Ventilation
e, pertanto, una frequenza massima di 40 c/min. Poiché questo
valore è più elevato dell'altro calcolato precedentemente, e
poiché rimane valido il più basso dei due, il limite di frequenza
massima sarà di 22 c/min.
Questo limite si applica solo alla frequenza respiratoria del ven-
tilatore e non alla frequenza respiratoria del paziente.
D: limite di frequenza minima
La frequenza target minima (vedere D nella Figura C-8) è fissata
a 5 c/min. La frequenza minima a sua volta limita il volume cor-
rente massimo a 1400 ml nell'esempio precedente del paziente
di 70 kg, dove il valore di %VolMin è impostato su 100%.
C.3.4
Pattern respiratorio ottimale
La strategia di protezione polmonare limita le possibili combi-
nazioni di Vt e f, tuttavia, l'ASV prescrive una combinazione
target specifica. L'esempio nella Figura C-8 mostra uno spazio
considerevole per la selezione all'interno del rettangolo pun-
teggiato. Il processo di selezione è una funzione esclusiva
dell'ASV. L'assunto fondamentale è che il pattern respiratorio
ottimale coincide con quello che sarebbe scelto naturalmente
dal paziente, se questi fosse totalmente privo di supporto alla
ventilazione, supponendo che sia capace di mantenere tale
pattern.
In base alle conoscenze attuali, la scelta del pattern respiratorio
è governata o dal lavoro respiratorio necessario a mantenere
un pattern, o dalla forza che è necessario applicare allo stesso
scopo. L'ASV utilizza l'equazione originale di Otis (Otis 1950) e
calcola la frequenza ottimale in base in base ai valori immessi
dell'operatore per %VolMin e peso corporeo ideale (calcolato a
partire dall'impostazione Altezza paz.), e alla misura di RCesp
(vedere la Sezione C.4).
Consideriamo il solito esempio del paziente di 70 kg: se l'impo-
stazione di %VolMin è a 100% e la RCesp misurata è di 0,5 s,
secondo l'equazione di Otis la frequenza ottimale è di 15 c/min.
Una volta determinata la frequenza ottimale, che corrispon-
derà alla frequenza target, il volume corrente target viene cal-
colato come segue:
C-22
Vt = VolMin target / frequenza ottimale
(4)
Nel paziente di 70 kg sopra considerato, il volume corrente tar-
get sarà di 467 ml (vedere la Sezione C.4 per maggiori dettagli).
La Figura C-9 mostra la posizione del pattern respiratorio tar-
get e i limiti di sicurezza imposti dalla strategia di protezione
polmonare.
Figura C-9. Anatomia della finestra di monitoraggio grafico
dei target ASV.
Il rettangolo rappresenta i limiti di sicurezza; il cerchio rappre-
senta il pattern respiratorio target.
C-23
C
ASV - Adaptive Support Ventilation
C.3.4.1
Respiri iniziali: avvio della modalità ASV
A questo punto, ci si può chiedere come può l'ASV raggiun-
gere i valori target in un dato paziente, senza conoscere se il
paziente sia o meno in grado di respirare spontaneamente. Per
fare ciò, l'ASV utilizza come modalità di ventilazione base una
specie di P-SIMV con supporto di pressione.
Ogni respiro attivato dal paziente è caratterizzato da un sup-
porto di pressione e da un ciclaggio a flusso; ciò significa che il
passaggio alla fase espiratoria è basato sul flusso. Al contrario,
se il paziente non attiva il trigger, il respiro erogato dal ventila-
tore sarà effettuato a controllo di pressione e avrà un ciclaggio
a tempo.
I comandi di seguito elencati possono essere impostati manual-
mente dall'operatore:
• PEEP/CPAP
• Ossigeno
• P-Rampa
• ETS
• Tipo e sensibilità del trigger
I comandi sotto elencati sono regolati automaticamente dall'ASV
e pertanto non possono essere impostati dall'operatore:
• Frequenza SIMV: per modificare la frequenza respiratoria
totale
• Livello di pressione inspiratoria: per modificare il volume
inspiratorio
• Tempo inspiratorio: per consentire il flusso di gas nei pol-
moni
• Pattern respiratorio iniziale
Per permettere un avvio dell'ASV in condizioni di sicurezza,
l'operatore deve inserire il dato di altezza paziente, che verrà
utilizzato per calcolare il peso corporeo ideale.
Vengono erogati tre respiri test iniziali. La frequenza e il volume
corrente risultanti vengono misurati e confrontati con i valori tar-
get. A questo punto può iniziare la comparazione tra i dati effet-
tivi di volume corrente e frequenza e i rispettivi valori target.
C-24
C.3.4.2 Avvicinamento ai valori target
La Figura C-10 illustra un possibile scenario dopo i tre respiri
test iniziali. Il pattern respiratorio effettivo, rappresentato da un
simbolo a croce, rivela una chiara deviazione rispetto al pattern
target. Il compito dell'ASV consisterà ora nel portare la croce il
più vicino possibile al cerchio.
Figura C-10. Esempio di una situazione dopo i tre respiri test
iniziali.
La croce rappresenta i valori effettivi misurati di Vt e frequenza.
Per il raggiungimento dei valori target, si adotta la seguente
strategia:
• Se il Vt effettivo è < del Vt target, la pressione inspiratoria
viene aumentata.
• Se il Vt effettivo è > del Vt target, la pressione inspiratoria
viene ridotta.
• Se il Vt effettivo è = al Vt target, la pressione inspiratoria
viene lasciata invariata.
• Se la frequenza reale è < della frequenza target, la fre-
quenza SIMV viene aumentata.
• Se la frequenza reale è > della frequenza target, la fre-
quenza SIMV viene ridotta.
• Se la frequenza reale è = alla frequenza target, la frequenza
SIMV viene lasciata invariata.
C-25
C
ASV - Adaptive Support Ventilation
Come risultato di questa strategia, la croce rappresentata nella
Figura C-10 si sposta verso il cerchio. Il Vt effettivo si calcola
come valore medio dei volumi inspiratori ed espiratori degli
ultimi 5 respiri. Questa definizione compensa in parte le perdite
nel circuito respiratorio, incluse quelle del tubo endotracheale.
C.3.5
Regolazione dinamica della protezione
polmonare
I valori preimpostati dall'operatore non vengono modificati
dall'ASV e i limiti di sicurezza corrispondenti rimangono come
definito precedentemente. Tuttavia, se la meccanica respirato-
ria del paziente si modifica, possono conseguire alcune varia-
zioni automatiche di limiti di sicurezza, secondo i principi
descritti nella Sezione C.3.3. I limiti di sicurezza sono aggiornati
ad ogni respiro.
Ad esempio, se i polmoni diventano rigidi, il limite di volume
corrente massimo si abbassa proporzionalmente e il limite di
frequenza massima si alza, secondo l'equazione 5.
Questa regolazione dinamica garantisce che l'ASV applichi un
pattern respiratorio sicuro in qualsiasi momento. In termini di
grafici, il rettangolo punteggiato cambia come illustrato nella
Figura C-11.
Figura C-11. I limiti di protezione polmonare vengono
modificati dinamicamente e in base alla meccanica del sistema
respiratorio. Tuttavia, i limiti derivati dall'input dell'operatore non
vengono mai violati.
C-26
C.3.6
Regolazione dinamica del pattern respiratorio
ottimale
Una volta calcolato, il pattern respiratorio ottimale viene suc-
cessivamente riesaminato a ogni respiro, in base alle misura-
zioni di RCesp e di compliance dinamica. Si applica l'equazione
di Otis e si calcola un nuovo pattern respiratorio target. In con-
dizioni di stabilità clinica, i valori target restano inalterati. Diver-
samente, se la meccanica respiratoria del paziente si modifica,
anche i valori target si modificano.
Per esempio, se il nostro paziente normale di 70 kg (ventilato a
15 c/min di frequenza e con un volume corrente di 467 ml) svi-
luppa un'ostruzione bronchiale da asma, la resistenza espirato-
ria aumenta rispetto al valore iniziale di 5 cmH2O/l/s. Per que-
sta ragione, aumenterà il tempo necessario perché il sistema
respiratorio possa raggiungere, in espirazione, il suo punto di
equilibrio elastico. In termini tecnici, si è verificato un aumento
della costante di tempo espiratoria (RCesp), il che comporta la
necessità di un tempo espiratorio più lungo per poter raggiun-
gere l'equilibrio di fine espirazione.
Per mantenere una data ventilazione minuto, ciò richiede un
aumento del volume corrente e una diminuzione della fre-
quenza (tempo espiratorio più lungo). Applicando l'equazione
di Otis, si otterranno i seguenti nuovi valori target:
f = 11 c/min e Vt = 636 ml.
La Figura C-12 mostra questa variazione. Ricordare inoltre che
l'aumento della resistenza comporta una diminuzione del rap-
porto volume/pressione (V/P). Le modifiche di RCesp e com-
pliance dinamica influiscono sui limiti di sicurezza in modo cor-
rispondente e a ogni respiro (vedere la Sezione C.3.5).
C-27
C
ASV - Adaptive Support Ventilation
Figura C-12. Modifiche dei valori target nella broncocostrizione.
Per motivi di chiarezza i limiti di sicurezza verranno omessi. Per
gli esempi clinici, vedere Belliato 2000.
C.4
Lavoro respiratorio minimo (equazione di Otis)
I quesiti fondamentali alla base dello studio di Otis erano i
seguenti (Otis, 1950): in che modo i mammiferi scelgono il pro-
prio pattern respiratorio e da quali parametri dipende? La
stessa questione era stata approfondita anni prima da Rohrer
che ottenne un risultato molto simile (Rohrer 1925). L'ipotesi
era che i mammiferi scegliessero il pattern che comporta il
minimo lavoro respiratorio (WOB). La Figura C-13 illustra grafi-
camente il rapporto tra frequenza e lavoro respiratorio per il
carico resistivo, il carico elastico e il carico totale della respira-
zione.
C-28
Figura C-13. Vengono raffigurati tre rapporti diversi tra
frequenza e WOB per un polmone ipotetico: (+) il carico
puramente resistivo determina l'aumento del WOB con la frequenza,
(x) il carico puramente elastico crea un carico massimo a una
frequenza bassa, (o) il polmone totale mostra un valore minimo chiaro
che può essere calcolato in base all'equazione riportata di seguito.
L'equazione seguente rappresenta la frequenza alla quale il
WOB è al minimo:
f = (1 + 2a*RCe*(VolMin-f*Vd)/(Vd))-0,5 -1/a*RCe
dove a è un fattore che si basa sulla curva del flusso. Per i flussi
sinusoidali a è pari a 2π2/60.
Il volume corrente corrispondente viene calcolato nel modo
seguente:
Vt = VolMin/f
Esempio: un paziente maschio di 70 kg con polmoni normali
(Rtotal = 5 cmH2O/l/s, una resistenza del tubo e della valvola
espiratori = 5 cmH2O/l/s, Crs = 50 ml/cmH2O) può avere una
RCesp misurata di 0,5 s, un Vds stimato di 154 ml e una
%VolMin impostata dall'operatore di 100%. Con questi valori,
il VolMin target diventa
VolMin = 100% x 70 kg x 0,1 l/min/kg = 7 l/min
C-29
C
ASV - Adaptive Support Ventilation
L'equazione di Otis viene quindi applicata con i seguenti para-
metri:
VolMin = 7 l/min
Vds = 154 ml
RCesp = 0,5 s
a = 2π2/60
f = 10 c/min (questa valore è sempre utilizzato come
frequenza iniziale)
Il risultato è una nuova frequenza f(1)
f(1) = 15 c/min
Questa frequenza viene quindi inserita nuovamente nell'equa-
zione di Otis, il calcolo viene ripetuto e si ottiene la successiva
stima della frequenza, f(2). La procedura viene ripetuta fino a
quando la differenza tra i risultati successivi per la frequenza (f)
diventa inferiore a 0,5 c/min. In questo esempio è sufficiente
una sola ripetizione, ovvero,
ftarget = 15 c/min
Infine, il volume corrente target si ottiene dividendo VolMin per f:
Vt target = 7000 ml/min / 15 c/min = 467 ml
C-30
C.5
Dati tecnici della modalità ASV
La Tabella C-5 riporta i dati tecnici relativi all'ASV. I parametri
sottolineati sono impostati dall'operatore nella modalità ASV.
Tabella C-5. Dati tecnici della modalità ASV
Impostazioni dell'operatore relative all'ASV
%VolMin
25% - 350%
Altezza paziente
Adulti: 130 - 250 cm
Pazienti pediatrici: 30 - 150 cm
Calcoli interni
PCI
In kg, è calcolato in base all'altezza
paziente e al sesso (vedere la
Sezione 4.2)
VolMin (target)
In l/min, il volume minuto target
viene calcolato nel modo seguente:
PCI (in kg) x VentMinNorm
(in l/kg/min) x %VolMin/100 dove
VentMinNorm è la ventilazione
minuto normale in base alla
Figura C-6.
fTotale
In c/min, è calcolata sulla base
dell'equazione di Otis
Vds
2,2 ml/kg PCI
Vt (target)
VolMin/f(target)
Monitoraggio ASV
Valori target (numerici)
VolMin, Vt, fTotale
Valori effettivi raggiunti
VolMin, Vt, fTotale
(numerici)
Vt = (VTI+VTE)/2
Stato del paziente (numerico)
fSpont, fContr, Pinsp
Visualizzazione grafica
Curva f-Vt, valore target, valore
(curva)
effettivo, limiti di sicurezza
Allarmi
Tutti gli allarmi sono attivi, ad
Vedere il Capitolo 8
eccezione di quelli di apnea
Speciale
ASV: verificare limite Pmax,
ASV: target non ottenibile
C-31
C
ASV - Adaptive Support Ventilation
Tabella C-5. Dati tecnici della modalità ASV (continua)
Specifiche delle prestazioni
Tempo di risposta (90% dello
< 1 minuto (tipico)
stato costante)
Oscillazione in eccesso/
< 20%
difetto
Massima variazione di pres-
2 cmH2O
sione per respiro
Regole di protezione polmonare
Vt massimo
Limitato a 1,5 x Vt alto.
Dipende dall'impostazione del
limite di allarme Pressione alta e
dal rapporto volume/pressione
dinamica (V/P); è sempre < 22 x PCI
Vt minimo
4,4 x PCI
Frequenza meccanica
Dipende dalla RCesp, ma sempre
massima
< 60 c/min
Frequenza target minima
5 - 15 c/min
Pinsp massima
Limite di allarme di Pressione alta -
10 cmH2O - PEEP
Pinsp minima
5 cmH2O sopra PEEP/CPAP
Tempo inspiratorio (TI)
0,5 secondi oppure RCesp, a
minimo
seconda di quale è maggiore
Tempo inspiratorio (TI)
2 s
massimo
Tempo espiratorio (TE)
2 x RCesp
minimo
Tempo espiratorio (TE)
12 s
massimo
Range rapporto I:E
1:4 - 1:1
C-32
C.6
Avvio dell'ASV
All'avvio dell'ASV, il ventilatore eroga 3 (tre) respiri test in
modalità P-SIMV. Il ventilatore seleziona automaticamente i
valori di frequenza SIMV, tempo inspiratorio (TI) e pressione
inspiratoria (Pinsp), in base al peso corporeo ideale calcolato a
partire dalle impostazioni di altezza e sesso del paziente effet-
tuate dall’operatore, e secondo le informazioni descritte nelle
Tabelle C-6 e C-7.
Tabella C-6. Pattern respiratorio iniziale per pazienti adulti
PCI (kg)
Pinsp
TI (s)
Fre-
Frequenza
(cmH2O)
quenza
target
SIMV
minima
(c/min)
(c/min)
30 - 39
15
1
14
7
40 - 59
15
1
12
6
60 - 89
15
1
10
5
90 - 99
18
1,5
10
5
> 100
20
1,5
10
5
Tabella C-7. Pattern respiratorio iniziale per pazienti pediatrici
PCI (kg)
Pinsp
TI (s)
Fre-
Frequenza
(cmH2O)
quenza
target
SIMV
minima
(c/min)
(c/min)
3 - 5
15
0,4
30
15
6 - 8
15
0,6
25
12
9 - 11
15
0,6
20
10
12 - 14
15
0,7
20
10
15 - 20
15
0,8
20
10
21 - 23
15
0,9
15
7
24 - 29
15
1
15
7
C-33
C
ASV - Adaptive Support Ventilation
C.7
Bibliografia
Hewlett AM, Platt AS, Terry VG. Mandatory minute vol-
ume. A new concept in weaning from mechanical ventila-
tion. Anaesthesia 1977, 32:163-9.
Radford EP Jr. Ventilation standards for use in artificial res-
piration. N Engl J Med 1954, 251:877-83.
Otis AB, Fenn AWO, Rahn H. Mechanics of breathing in
man. J Appl Physiol 1950, 2:592-607.
Marini JJ, Crooke PS, Truwit JD. Determinants and limits
of pressure-preset ventilation: a mathematical model of
pressure control. J Appl Physiol 1989, 67:1081-92.
Slutsky AS. Consensus conference on mechanical ventila-
tion- January 28-30, 1993 at Northbrook, Illinois, USA. Int
Care Med 1994, 20:64-79.
Lourens MS, Van den Berg BV, Aerts JGJ, Verbraak
AFM, Hoogsteden HC, Bogtaard JM. Expiratory time
constants in mechanically ventilated patients with and with-
out COPD. Int Care Med 2000, 26:1612-18.
Quan SF, Parides GC, Knoper ST. Mandatory Minute Vol-
ume (MMV) Ventilation: An Overview. Resp Care 1990,
35:898-905.
Belliato M, Maggio M, Neri S, Via G, Fusilli N, Olivei M,
Lotti G, Braschi A. Evaluation of the adaptive support ven-
tilation (ASV) mode in paralyzed patients. Intensive Care
Med 2000, 26, Suppl. 3:S327.
...altri riferimenti ed aggiornamenti sono disponibili al sito
C-34
APPENDICE
NIV - Ventilazione non
D
invasiva
D.1
Introduzione
D-2
D.2
Vantaggi della ventilazione non invasiva
D-3
D.3
Requisiti per l'utilizzo
D-4
D.4
Controindicazioni
D-5
D.5
Potenziali reazioni avverse
D-5
D.6
Scelta dell'interfaccia paziente
D-5
D.7
Impostazioni dei comandi
D-6
D.8
Allarmi
D-8
D.9
Parametri monitorizzati
D-9
D.10
Ulteriori note sull'impiego della
ventilazione non invasiva
D-10
D.11
Bibliografia
D-12
D-1
D
NIV - Ventilazione non invasiva
D.1
Introduzione
NOTA:
• Nei pazienti in condizioni critiche, la ventilazione non
invasiva deve essere utilizzata esclusivamente da perso-
nale adeguatamente addestrato ed esperto.
• In via precauzionale, durante ventilazione non invasiva è
necessario tenere a disposizione tutto il necessario per
intubare il paziente, in modo da poter iniziare una ven-
tilazione invasiva in qualsiasi momento.
• L'uso di una maschera può aumentare lo spazio morto.
Quando si impiega la ventilazione non invasiva, seguire
sempre le istruzioni del produttore della maschera.
• Se si utilizzano le modalità neonatali di ventilazione non
invasiva, nCPAP e nCPAP-PC, vedere il Capitolo 5.
Le modalità NIV (ventilazione non invasiva) e NIV-ST (ventila-
zione non invasiva spontanea/temporizzata) rappresentano
l'implementazione della ventilazione non invasiva a pressione
positiva (NPPV). La ventilazione NPPV può utilizzare come inter-
faccia paziente una maschera, un boccaglio o un casco piutto-
sto che un tubo invasivo, come il tubo endotracheale.
Utilizzata da anni nell'assistenza domiciliare e nelle terapie
subacute, la NPPV può giovare anche ai pazienti sottoposti a
ventilazione in terapia intensiva riducendo la necessità di intu-
bazione e favorendo un'estubazione precoce. Sono stati chia-
ramente dimostrati una serie di vantaggi, tra cui una ridotta
mortalità (pazienti con BPCO), un tempo di ventilazione ridotto
(pazienti con BPCO e insufficienza respiratoria acuta), e un
minore tasso di complicanze (relative alle polmoniti associate al
ventilatore)1,2.
1. Mehta S et al. Ventilazione non invasiva. Am J Respir Crit Care Med 2001 Feb;163(2):540-77.
2. Hess DR. The evidence for noninvasive positive-pressure ventilation in the care of patients in
acute respiratory failure: a systematic review of the literature. Respiratory Care 2004
Jul;49(7):810-25.
D-2
Nel contesto che stiamo considerando, la ventilazione non
invasiva è concepita per pazienti con attività respiratoria spon-
tanea e viene fornita usando come interfaccia una maschera
senza aperture di sfiato. Poiché questo circuito paziente aperto
determina perdite di aria attorno alla maschera e attraverso la
bocca, il ventilatore raggiunge e mantiene la pressione pre-
scritta regolando il flusso inspiratorio. Quando la perdita è
notevole, il flusso inspiratorio del ventilatore può raggiungere
valori considerevoli, fino a 260 l/min, compensando così,
almeno in parte, la perdita. La modalità NIV è stata anche pro-
gettata in modo da minimizzare il disturbo e fastidi legati agli
allarmi dovuti alle perdite.
La NIV costituisce un adattamento della modalità SPONT, mentre
la NIV-ST è un adattamento della modalità PSIMV+. La principale
differenza tra la modalità SPONT e la NIV o tra la modalità
PSIMV+ e la NIV-ST, sta nel fatto che le modalità SPONT e
PSIMV+ sono concepite per pazienti intubati, mentre le modalità
NIV sono progettate per l'uso con una maschera o altra interfac-
cia paziente non invasiva. Per le specifiche tecniche delle moda-
lità di ventilazione non invasiva, vedere l'Appendice A.
D.2
Vantaggi della ventilazione non invasiva
La ventilazione non invasiva offre i seguenti vantaggi a breve
termine1,2:
• Allevia i sintomi della patologia respiratoria
• Ottimizza il comfort del paziente
• Riduce il lavoro respiratorio
• Migliora o stabilizza lo scambio di gas
• Migliora la sincronizzazione paziente-ventilatore
• Minimizza i rischi associati a inalazione, intubazione, lesioni
a mucose e denti e a reazioni emodinamiche
1. Mehta S et al. Ventilazione non invasiva. Am J Respir Crit Care Med 2001 Feb;163(2):540-77.
2. Hess DR. The evidence for noninvasive positive-pressure ventilation in the care of patients in
acute respiratory failure: a systematic review of the literature. Respiratory Care 2004
Jul;49(7):810-25.
D-3
D
NIV - Ventilazione non invasiva
La ventilazione non invasiva offre i seguenti vantaggi a lungo
termine:
• Migliora la durata e la qualità del sonno
• Migliora la qualità della vita
• Migliora lo stato funzionale
• Prolunga la sopravvivenza
D.3
Requisiti per l'utilizzo
ATTENZIONE
• Per prevenire possibili danni al paziente, NON usare
la ventilazione non invasiva in pazienti con respira-
zione spontanea assente o irregolare. Con la ventila-
zione non invasiva si intende fornire un supporto
ventilatorio supplementare ai pazienti in grado di
respirare regolarmente in modo spontaneo.
• Per prevenire possibili danni al paziente, NON ten-
tare di usare la ventilazione non invasiva in pazienti
intubati.
Per utilizzare la ventilazione non invasiva, accertarsi che siano
soddisfatti i seguenti requisiti:
• Le istruzioni del medico devono essere rigorosamente
seguite.
• Il paziente non deve essere intubato.
• Il paziente deve essere in grado di attivare il trigger del ven-
tilatore e deve presentare un respiro regolare e spontaneo.
• Il paziente deve essere cosciente.
• Le vie aeree del paziente devono essere adeguatamente
pervie.
• Il paziente deve essere monitorizzato con monitor esterni.
• L'intubazione deve essere sempre possibile.
• La maschera deve adattarsi al viso correttamente.
D-4
D.4
Controindicazioni
• Intolleranza all'interfaccia
• Incapacità di attivare il trigger del ventilatore
• Lesioni al viso o al cervello
• Recente intervento chirurgico alle alte vie aeree o all'eso-
fago
• Instabilità emodinamica
• Distensione gastrica
• Incapacità di proteggere le vie aeree
D.5
Potenziali reazioni avverse
• Lesioni della cute causate dall'interfaccia (piaghe da decu-
bito)
• Inalazione
• Congiuntiviti
• Insufflazione gastrica
• Reazioni claustrofobiche
• Potenziale instabilità emodinamica
D.6
Scelta dell'interfaccia paziente
ATTENZIONE
Accertarsi di seguire le istruzioni per l'uso del produttore
quando si utilizza qualsiasi interfaccia paziente non
invasiva. L'uso non corretto delle maschere può causare
irritazioni cutanee.
L'efficacia della ventilazione non invasiva è fortemente influen-
zata dalla qualità e dalle prestazioni dell'interfaccia paziente
utilizzata.
Sono supportati i seguenti tipi di interfaccia:
• Maschera facciale (oronasale) che copre la bocca e il naso
• Maschera nasale che copre solo il naso
D-5
D
NIV - Ventilazione non invasiva
• Boccaglio
• Casco
In generale, l'interfaccia da utilizzare per la ventilazione non
invasiva deve soddisfare i seguenti requisiti:
• Deve essere del tipo senza aperture di sfiato
• Deve essere possibile controllare la dispersione di gas senza
dovere applicare la maschera con eccessiva pressione
• Il materiale in contatto con il viso deve essere morbido, bio-
compatibile e anallergico
• Deve essere facile da posizionare e rimuovere
• Deve rimanere posizionata correttamente quando il
paziente muove la testa
Se si prova ad usare una maschera nasale ma si osserva una
perdita di gas significativa dalla bocca aperta, passare a una
maschera facciale.
D.7
Impostazioni dei comandi
AVVERTENZA
Il volume espirato dal paziente può essere differente dal
volume espirato misurato perdita a causa delle perdite
attorno alla maschera.
ATTENZIONE
• Durante la ventilazione a maschera, evitare di appli-
care pressioni alte nelle vie aeree. L'utilizzo di pres-
sioni alte potrebbe causare distensione gastrica.
• Pressioni di picco superiori a 33 cmH2O possono
aumentare il rischio di inalazione dovuta a insuffla-
zione gastrica1. Durante la ventilazione con pressioni
di questo livello, considerare l'opportunità di passare
a una modalità invasiva.
1. Bach JR, Alba AS, Saporito LR. Intermittent positive pressure ventilation via the mouth as an
alternative to tracheostomy for 257 ventilator users. Chest 1993;103:174-182.
D-6
In presenza di una perdita significativa, è possibile che il flusso
inspiratorio non scenda mai sotto il valore di ETS, impedendo in
tale modo al ventilatore di passare alla fase espiratoria, con
tempi inspiratori virtualmente infiniti. Per questo motivo, è
stata aggiunta l'impostazione di TI max, che costituisce un
mezzo alternativo per il passaggio alla fase espiratoria. Quando
l'inspirazione si protrae oltre il valore di TI max, il ventilatore
cicla alla fase espiratoria.
Tuttavia, risulta più confortevole per il paziente il ciclaggio
all'espirazione basato sull'impostazione ETS piuttosto che
TI max. Accertarsi che l'impostazione TI max sia sufficiente a
consentire all'ETS di fare terminare l'inspirazione. La regola-
zione dell'impostazione TI max comporta un aumento o una
riduzione del tempo inspiratorio consentito. Se si aumenta il
valore di ETS oltre il 25% predefinito, si consentirà al ventila-
tore di ciclare per terminare l'inspirazione a un flusso mag-
giore, in modo da compensare perdite maggiori.
È necessario porre particolare attenzione su altri comandi.
Osservare con attenzione l'interazione paziente/ventilatore. La
presenza di perdite in questa modalità comporta una riduzione
della PEEP/CPAP effettiva applicata e dà origine ad autoattiva-
zioni del trigger. Regolare il valore di Psupporto o Pinsp in modo
da ottenere volumi correnti appropriati. Regolare ulteriormente
la PEEP/CPAP, considerando l'ossigenazione e l'AutoPEEP.
D-7
D
NIV - Ventilazione non invasiva
D.8
Allarmi
NOTA:
L'allarme Respiro interrotto, limite di Vt alto è inattivo nelle
modalità di ventilazione non invasiva.
A causa delle variazioni e dell'imprevedibilità dell'entità della
perdita, gli allarmi di volume sono meno significativi nella
modalità di ventilazione non invasiva rispetto alle altre moda-
lità. Gli allarmi si basano sul volume dei gas espirati, misurato
dal sensore di flusso; questo valore può risultare molto più
basso del volume corrente erogato, poiché il volume corrente
erogato è la somma del VTE visualizzato e del volume delle per-
dite. Per evitare la fastidiosa attivazione degli allarmi di volume,
impostare gli allarmi Vt e VolMinEsp su un livello basso.
Tuttavia, poiché le modalità di ventilazione non invasiva sono
modalità basate sulla pressione, è necessario prestare atten-
zione agli allarmi relativi alla pressione. Se è possibile mante-
nere la PEEP e la pressione inspiratoria impostate, il ventilatore
sta compensando la perdita di gas in misura sufficiente.
D-8
D.9
Parametri monitorizzati
NOTA:
A causa delle variazioni e dell'imprevedibilità dell'entità
della perdita, i valori numerici dei seguenti parametri non
possono essere utilizzati per l'analisi affidabile delle condi-
zioni del paziente: VolMinEsp, RCesp, Rinsp, FlussoIns,
AutoPEEP e Cstat. Pertanto, il monitoraggio costante dei
parametri clinici e del comfort del paziente è di importanza
fondamentale.
È possibile che, a causa delle dispersioni che si verificano
dall'interfaccia paziente, i volumi espirati visualizzati nelle
modalità di ventilazione non invasiva siano considerevolmente
inferiori ai volumi erogati. Attraverso il sensore di flusso, viene
misurato sia il volume erogato che il volume corrente espirato;
la differenza viene visualizzata sul ventilatore come Vol. perso
in % e come MVperso in l/min. Utilizzare il valore di Vol. perso e
di MVperso per valutare se il tipo di maschera o di altra interfac-
cia paziente non invasiva è adatto allo scopo.
La perdita a livello dell'interfaccia paziente influisce sulla misu-
razione del volume corrente, mentre le perdite che si verificano
all'interno del circuito paziente non influiscono sulla misura-
zione del volume corrente.
Per valutare lo stato della ventilazione del paziente possono
essere utilizzati, oltre a tutti gli altri parametri clinici, anche i
parametri TI, Ppicco, PEEP/CPAP, I:E, fTotale, Pmedia e fSpont.
D-9
D
NIV - Ventilazione non invasiva
D.10 Ulteriori note sull'impiego della ventilazione
non invasiva
NOTA:
Se non è possibile migliorare l'adattamento della maschera,
selezionare un metodo di trattamento alternativo.
Per alcune caratteristiche esclusive della ventilazione non inva-
siva, durante l'impiego di queste modalità è importante tenere
presenti i punti descritti di seguito. Nel rispetto delle migliori
pratiche, tenere il paziente sotto stretto controllo per valutare
l'adeguatezza della terapia prescritta.
Funzione IntelliTrig (trigger intelligente). Grazie alla fun-
zione IntelliTrig, il ventilatore è in grado di adattarsi automati-
camente alle variazioni del pattern respiratorio e alle perdite di
sistema, in modo da ottenere una sincronizzazione ottimale tra
il paziente e il ventilatore.
Per ottenere questa sincronizzazione, la funzione IntelliTrig
compensa un'eventuale perdita o resistenza tra il ventilatore e
il paziente e, ad ogni respiro, misura le perdite a livello
dell'interfaccia paziente (maschera). In base a queste informa-
zioni, la funzione IntelliTrig adatta il meccanismo di trigger in
modo tale che le perdite e la variazione del pattern respiratorio
non influenzino la sensibilità del trigger impostata dall'opera-
tore (trigger a flusso).
Mantenimento della PEEP e prevenzione dell'autoattiva-
zione del trigger. Nelle modalità di ventilazione non invasiva,
possono essere presenti perdite di notevole entità, che possono
comportare la riduzione della PEEP/CPAP applicata effettiva e
dare origine a un'autoattivazione del trigger. Se non si riesce a
raggiungere il livello di PEEP/CPAP impostato, controllare che la
maschera si adatti bene al paziente.
Il ventilatore mantiene la PEEP mediante l'interazione tra la val-
vola espiratoria e un flusso di base compensatorio erogato
dalla valvola di controllo attraverso il circuito paziente.
D-10
L'allarme Caduta PEEP segnala perdite non compensate
(cioè, quando la PEEP/CPAP misurata è inferiore di 3 cmH2O
alla PEEP/CPAP impostata).
Verifica dell'adattamento e della posizione della
maschera. Per il funzionamento corretto delle modalità di ven-
tilazione non invasiva, è necessario che la maschera si adatti
perfettamente alla faccia del paziente e rimanga fissa in posi-
zione. È necessario garantire una buona tenuta e ridurre al
minimo la perdita.
Controllare regolarmente la posizione della maschera e, se
necessario, regolarla. Se la maschera scivola lasciando scoperti
naso e bocca del paziente (disconnessione), riposizionare e fis-
sare la maschera. Reagire in modo immediato e appropriato
agli allarmi.
Il parametro Vol. perso del ventilatore è un indicatore del grado
di adattamento della maschera. Per valutare il corretto adatta-
mento della maschera, verificare che il paziente sia in grado di
attivare e portare a termine un respiro con ciclaggio a flusso, e
controllare che:
Ppicco = (PEEP/CPAP+ Psupporto/Pinsp) ±3 cmH2O
Ri-respirazione di CO2 nella ventilazione non invasiva. È
possibile che nella ventilazione non invasiva la ri-respirazione di
CO2 per ciclo respiratorio aumenti. In genere, ciò non rappre-
senta una condizione critica, poiché nella ventilazione non
invasiva ci sono anche perdite generalmente significative. Può
accadere di ri-respirare CO2 per la mancata riduzione dello spa-
zio morto che si ottiene con un tubo endotracheale o tracheo-
stomico e perché con la maschera o con un'altra interfaccia
non invasiva si crea ulteriore spazio morto. Quando si prescrive
un tipo specifico di interfaccia paziente non invasiva, è neces-
sario tenere conto dello spazio morto supplementare. Nono-
stante l'impiego di un'interfaccia non invasiva, è possibile che
la ventilazione dello spazio morto per minuto si riduca quando
la terapia comporta un aumento del volume corrente e una
riduzione della frequenza respiratoria.
D-11
D
NIV - Ventilazione non invasiva
D.11
Bibliografia
Hess DR. The evidence for noninvasive positive-pressure
ventilation in the care of patients in acute respiratory fai-
lure: a systematic review of the literature. Respir Care 2004
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sensus conference in intensive care medicine, Paris, France,
13 - 14 April 2000. Reanimation 2001;10:112-25.
D-12
APPENDICE
Opzione del sensore di CO2:
E
Capnografia volumetrica
E.1
Introduzione
E-2
E.2
Eliminazione della CO2 (V’CO2)
E-2
E.3
End-tidal CO2 (PetCO2 e FetCO2)
E-5
E.4
Spazio morto delle vie aeree (Vds)
E-5
E.5
Ventilazione minuto alveolare (Valv)
E-6
E.6
Forma del capnogramma
E-7
E.7
Formule
E-8
E.8
Bibliografia
E-9
E-1

 

 

 

 

 

 

 

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