|
|
B
Modalità di ventilazione
Le Figure da B-1 a B-3 illustrano questo concetto. Nella
Figura B-1 è rappresentato un paziente passivo sottoposto a
ventilazione a pressione controllata. Quando la pressione inspi-
ratoria sale, si genera un flusso di gas in direzione del paziente;
quando la pressione inspiratoria scende si genera un flusso di
gas in direzione opposta, cioè dal paziente.
Figura B-1. Ventilazione convenzionale a pressione controllata
in un paziente passivo. Flusso di gas al paziente solo durante
l'inspirazione (I); flusso di gas dal paziente solo durante
l'espirazione (E).
La Figura B-2 mostra un paziente parzialmente attivo sottopo-
sto a ventilazione convenzionale a pressione controllata con
trigger disabilitato. Se durante la fase inspiratoria definita dal
ventilatore è presente un'attività respiratoria del paziente, si
può generare un flusso di gas esclusivamente in direzione del
paziente. Un flusso di gas in direzione opposta (cioè dal
paziente) è impossibile perché la valvola espiratoria è chiusa
(vedere curva di flusso).
2. Kuhlen R, Putensen C, Editorial: Maintaining spontaneous breathing efforts during mechani-
cal ventilatory support, Int Care Med 1999;25:1203-5
3. Sydow M, Burchardi H, Ephraim E, Zielmann S, Crozier TA, Long-term effects of two different
ventilatory modes on oxygenation in acute lung injury. Comparison of airway pressure release
ventilation and volume-controlled inverse ratio ventilation. Am J Respir Crit Care Med 1994
Jun;149(6):1550-6
4. Al-Saady N, Bennett ED, Decelerating inspiratory flow waveform improves lung mechanics
and gas exchange in patients on intermittent positive pressure ventilation. Int Care Med
1985;11(2):68-75
5. Tharatt R St, Allen RP, Albertson TE, Pressure controlled inverse ratio ventilation in severe adult
respiratory failure, Chest 1988 Oct;94(4):755-62
6. Davis K Jr, Branson RD, Campbell RS, Porembka DT, Comparison of volume and pressure con-
trol ventilation: is flow waveform the difference? J Trauma 1996 Nov;41(5):808-14
B-6
Figura B-2. Ventilazione convenzionale a pressione controllata
in un paziente attivo, con trigger disabilitato. Poiché le valvole
sono chiuse, la pressione aumenta quando il paziente tenta
di espirare (E) e diminuisce quando il paziente tenta di
inspirare (I).
Durante la fase espiratoria definita dal ventilatore, il flusso di
gas può provenire solo dal paziente. Un flusso di gas in dire-
zione opposta (verso il paziente) è impossibile perché la valvola
di controllo è chiusa (vedere curva di flusso).
La Figura B-3 mostra un paziente parzialmente attivo ventilato
con la modalità bifasica PCV+ del ventilatore HAMILTON-T1. Si
noti che l'inspirazione e l'espirazione sono possibili in qualsiasi
momento, e ciò permette di ottenere la migliore sincronizza-
zione possibile tra il paziente e il ventilatore. La modalità PCV+
agisce nei confronti del paziente come un ambiente atmosfe-
rico artificiale: la macchina varia la pressione delle vie aeree per
garantire una ventilazione minima e il paziente contribuisce
nella misura in cui gli è possibile.
B-7
B
Modalità di ventilazione
Figura B-3. Ventilazione con PCV+ bifasica in un paziente attivo,
con trigger disabilitato. Il paziente è libero di inspirare ed espi-
rare in qualunque fase della ventilazione (+).
B.3
Modalità di ventilazione controllata
Le modalità di ventilazione controllata (S)CMV+ (o APVcmv) e
PCV+ forniscono respiri meccanici ciclati a tempo.
B.3.1
Modalità (S)CMV+ (APVcmv)
La modalità (S)CMV+ (ventilazione a volume controllato/
a garanzia di volume) fornisce respiri meccanici a target di
volume utilizzando uno speciale controller volumetrico adatta-
tivo. Il controller volumetrico adattativo permette l'erogazione
del volume corrente target impostato (Vt) con il livello di pres-
sione più basso possibile, in funzione delle condizioni polmo-
nari.
Le impostazioni dei comandi attive nella modalità (S)CMV+
sono mostrate nelle Figure B-4 e B-5.
• L'impostazione del volume corrente (Vt) definisce il volume
erogato.
• Le impostazioni dei comandi Frequenza e I:E definiscono i
tempi del ciclo respiratorio.
I cicli respiratori possono essere attivati dal ventilatore, dal
paziente o dall'operatore.
B-8
Figura B-4. Comandi Base in (S)CMV+
1
Comandi
3
Comandi della modalità: Frequenza,
Vt, I:E, PEEP, Trig.flusso, Ossigeno
2
Base
4
TI, TE
Figura B-5. Comandi Più in (S)CMV+
1
Comandi
3
Comandi della modalità: P-Rampa, Sospiro*
2
Più
*L'impostazione Sospiro è esclusiva-
mente per pazienti adulti/pediatrici,
non per pazienti neonatali.
B-9
B
Modalità di ventilazione
Il controller volumetrico adattativo confronta il volume corrente
impostato dall'operatore con la media dei volumi correnti ero-
gati ed espirati. In base a questa comparazione, il controller
regola la pressione inspiratoria che verrà applicata nel respiro
successivo per ottenere il volume target. La pressione inspirato-
ria viene regolata gradualmente, con una variazione massima
di 2 cmH2O per respiro. Il controller regola la pressione inspira-
toria totale applicata (comprensiva della PEEP) in modo che
risulti compresa tra (PEEP + 3 cmH2O) e (Pressione -
10 cmH2O), fino ad un massimo di 60 cmH2O (Figura B-6).
Al variare delle caratteristiche polmonari, il ventilatore ricalcola
la pressione inspiratoria minima necessaria per raggiungere il
volume target. Questa continua valutazione delle condizioni
polmonari dinamiche del paziente garantisce che venga sem-
pre erogata la ventilazione richiesta, evitando ipoventilazione o
barotrauma.
Figura B-6. Erogazione della ventilazione da parte del controller
volumetrico adattativo
B-10
B.3.2
Modalità PCV+
La modalità PCV+ (ventilazione a pressione controllata) forni-
sce respiri meccanici a pressione controllata. La natura bifasica
della modalità consente al paziente di respirare liberamente a
due livelli di pressione: PEEP e Pcontrollo.
Le impostazioni dei comandi attive nella modalità PCV+ sono
mostrate nelle Figure B-7 e B-8.
• L'impostazione della pressione controllata (Pcontrollo) defi-
nisce la pressione applicata.
• Le impostazioni dei comandi Frequenza e I:E definiscono i
tempi del ciclo respiratorio.
I cicli respiratori possono essere attivati dal ventilatore, dal
paziente o dall'operatore.
Figura B-7. Comandi Base in PCV+
1
Comandi
3
Comandi della modalità: Frequenza,
Pcontrollo, I:E, PEEP, Trig.flusso, Ossigeno
2
Base
4
TI, TE
B-11
B
Modalità di ventilazione
Figura B-8. Comandi Più in PCV+
1
Comandi
3
Comandi della modalità: P-Rampa, Sospiro*
2
Più
*L'impostazione Sospiro è esclusiva-
mente per pazienti adulti/pediatrici,
non per pazienti neonatali.
B.4
Modalità di ventilazione spontanea
(SPONT e NIV)
Nelle modalità di ventilazione spontanea o a supporto di pres-
sione, SPONT e NIV (ventilazione non invasiva), vengono ero-
gati respiri spontanei e respiri meccanici mediante attivazione
manuale da parte dell'operatore. La modalità SPONT è conce-
pita per pazienti intubati, mentre la NIV è progettata per l'uso
con una maschera o altra interfaccia paziente non invasiva. Per
informazioni sull'applicazione clinica delle modalità di ventila-
zione non invasiva, vedere l'Appendice D. Nelle modalità
SPONT e NIV, il ventilatore funziona come sistema di flusso alla
domanda. Gli sforzi respiratori spontanei del paziente possono
anche essere sostenuti mediante un supporto di pressione
impostato dall'operatore. Quando il supporto di pressione è
impostato su zero, il ventilatore funziona come un sistema con-
venzionale per CPAP.
B-12
Le impostazioni dei comandi attive nella modalità SPONT sono
mostrate nelle Figure da B-9 a B-12. Le impostazioni dei
comandi attive nella modalità NIV sono mostrate nelle Figure
da B-13 a B-15.
• L'impostazione della pressione di supporto (Psupporto) defi-
nisce la pressione applicata.
• Il paziente determina i tempi del ciclo respiratorio.
I cicli respiratori possono essere attivati dal paziente o dall'ope-
ratore del ventilatore.
Figura B-9. Comandi Base in SPONT
1
Comandi
3
Comandi della modalità: Psupporto,
PEEP, Trig.flusso, Ossigeno
2
Base
B-13
B
Modalità di ventilazione
Figura B-10. Comandi Più in SPONT (pazienti adulti/pediatrici)
1
Comandi
3
Comandi della modalità:
P-Rampa, ETS, Sospiro
2
Più
Figura B-11. Comandi Più in SPONT (pazienti neonatali)
1
Comandi
3
Comandi della modalità: P-Rampa,
TI max, ETS
2
Più
B-14
Figura B-12. Comandi Apnea in SPONT
1
Comandi
3
Comandi della modalità: Backup,
Automatico
2
Apnea
4
Mod. backup
Figura B-13. Comandi Base in NIV
1
Comandi
3
Comandi della modalità: Psupporto,
PEEP, Trig.flusso, Ossigeno
2
Base
B-15
B
Modalità di ventilazione
Figura B-14. Comandi Più in NIV
1
Comandi
3
Comandi della modalità: P-Rampa, TI max,
ETS, Sospiro*
2
Più
*L'impostazione Sospiro è esclusiva-
mente per pazienti adulti/pediatrici,
non per pazienti neonatali.
Figura B-15. Comandi Apnea in SPONT
1
Comandi
3
Comandi della modalità: Backup,
Automatico
2
Apnea
4
Mod. backup
B-16
B.5
Modalità SIMV
Le modalità SIMV (synchronized intermittent mandatory venti-
lation), SIMV+ (APVsimv), PSIMV+ e NIV-ST, garantiscono l'ero-
gazione di cicli respiratori alla frequenza impostata dall'opera-
tore. In queste modalità, possono essere erogati sia respiri con-
trollati che respiri spontanei. Poiché le SIMV sono modalità di
tipo misto, con caratteristiche sia della ventilazione controllata
che della ventilazione spontanea a supporto di pressione,
l'operatore imposta sia i parametri specifici della modalità con-
trollata applicabile, sia quelli della modalità spontanea.
Ogni intervallo respiratorio SIMV comprende una fase per il
ciclo controllato (Tcontr) e una fase per la respirazione sponta-
nea (Tspont) (Figura B-16). Durante la fase Tcontr, il ventilatore
attende che il paziente attivi il trigger. Se questo avviene, il ven-
tilatore eroga immediatamente un respiro controllato. Se,
invece, il paziente non attiva il trigger, il ventilatore eroga auto-
maticamente un respiro controllato al termine della fase Tcontr.
Dopo l'erogazione del respiro controllato, il paziente è libero di
attivare un qualsiasi numero di respiri spontanei per la parte
rimanente dell'intervallo respiratorio SIMV.
Figura B-16. Erogazione della ventilazione nelle modalità SIMV
B-17
B
Modalità di ventilazione
B.5.1
Modalità SIMV+ (APVsimv)
La modalità SIMV+ combina le caratteristiche delle modalità
(S)CMV+ e SPONT, erogando respiri controllati a target di
volume e ciclaggio a tempo, e respiri spontanei a supporto di
pressione e ciclaggio a flusso. Come la modalità (S)CMV+,
durante i respiri controllati la SIMV+ garantisce l’erogazione del
volume target impostato.
Ogni intervallo respiratorio SIMV+ timv ha una finestra
di trigger ttrigger, durante la quale il ventilatore resta in attesa
di un trigger da parte del paziente (Figura B-17). Se il paziente
attiva il trigger durante questa finestra temporale, il ventilatore
eroga immediatamente un respiro controllato fornendo il
volume target. Se, invece, il paziente non attiva il trigger, il ven-
tilatore eroga automaticamente un respiro controllato al ter-
mine della fase ttrigger. Dopo l'erogazione del respiro control-
lato, il paziente può attivare un qualsiasi numero di respiri
spontanei per la parte rimanente di timv.
Figura B-17. Tempi del ciclo respiratorio in SIMV+
Le impostazioni dei comandi attive nella modalità SIMV+ sono
mostrate nelle Figure da B-18 a B-20. Nella modalità SIMV+, è
necessario impostare i parametri richiesti sia per i respiri mecca-
nici che per i respiri spontanei.
• Come in (S)CMV+, l'impostazione del volume corrente (Vt)
definisce il volume erogato nei cicli controllati.
• Le impostazioni dei comandi Frequenza e TI definiscono i
tempi del ciclo respiratorio.
B-18
• Nei respiri spontanei, l'impostazione della sensibilità del
trigger espiratorio (ETS) definisce la percentuale del flusso di
picco in corrispondenza della quale il ventilatore cicla in
espirazione.
I cicli respiratori possono essere attivati dal ventilatore, dal
paziente o dall'operatore.
Figura B-18. Comandi Base in SIMV+/APVsimv
1
Comandi
3
Comandi della modalità: Psupporto,
Frequenza, Vt, TI, PEEP, Trig.flusso, Ossigeno
2
Base
4
I:E, TE
B-19
B
Modalità di ventilazione
Figura B-19. Comandi Più in SIMV+/APVsimv
1
Comandi
3
Comandi della modalità: P-Rampa, ETS, Sospiro*
2
Più
*L'impostazione Sospiro è esclusivamente
per pazienti adulti/pediatrici, non per
pazienti neonatali.
Figura B-20. Comandi Apnea in SIMV+
1
Comandi
3
Comandi della modalità: Backup,
Automatico
2
Apnea
4
Mod. backup
B-20
B.5.2
Modalità PSIMV+
Sono disponibili due modalità PSIMV+: PSIMV+ e PSIMV+ con
IntelliSync. Vedere rispettivamente le Sezioni B.5.2.1 e B.5.2.2.
IntelliSync è un'impostazione aggiuntiva per applicare le stesse
pressioni ai respiri spontanei e controllati. Consente ai pazienti
di respirare spontaneamente quando sono in grado di mante-
nere la frequenza garantita, impostata dall'operatore.
B.5.2.1
Modalità PSIMV+
Nella modalità PSIMV+, i respiri meccanici sono respiri PCV+
(Sezione B.3.2), che possono essere alternati ai respiri SPONT.
La modalità PSIMV+ non garantisce sempre l'erogazione di un
volume corrente adeguato. Quando è impiegata questa moda-
lità, è necessario un monitoraggio accurato dello stato del
paziente.
Ogni intervallo respiratorio PSIMV+ timv ha una finestra di trig-
ger ttrigger, durante la quale il ventilatore attende che il
paziente attivi il trigger (Figura B-21). Se il paziente attiva il trig-
ger durante questa finestra temporale, il ventilatore eroga
immediatamente un respiro controllato fornendo il volume tar-
get. Se, invece, il paziente non attiva il trigger, il ventilatore
eroga automaticamente un respiro controllato al termine della
fase ttrigger. Dopo l'erogazione del respiro controllato, il
paziente può attivare un qualsiasi numero di respiri spontanei
per la parte rimanente di timv.
Figura B-21. Tempi del ciclo respiratorio in PSIMV+
B-21
B
Modalità di ventilazione
Le impostazioni dei comandi attive nella modalità PSIMV+ sono
mostrate nelle Figure B-22 e B-23. Nella modalità SIMV+, è
necessario impostare i parametri richiesti sia per i respiri mecca-
nici che per i respiri spontanei.
• Come in (S)CMV+, l'impostazione del volume corrente (Vt)
definisce il volume erogato nei cicli controllati.
• Le impostazioni dei comandi Frequenza e TI definiscono i
tempi del ciclo respiratorio.
• Nei respiri spontanei, l'impostazione della sensibilità del
trigger espiratorio (ETS) definisce la percentuale del flusso di
picco in corrispondenza della quale il ventilatore cicla in
espirazione.
I cicli respiratori possono essere attivati dal ventilatore, dal
paziente o dall'operatore.
Figura B-22. Comandi Base in PSIMV+
1
Comandi
3
Comandi della modalità:
Frequenza, Pinsp, TI, PEEP,
Trig.flusso, Ossigeno
2
Base
4
I:E, TE, IntelliSync
B-22
Figura B-23. Comandi Più in PSIMV+
1
Comandi
3
Comandi della modalità: P-Rampa, ETS, Sospiro*
2
Più
*L'impostazione Sospiro è esclusivamente
per pazienti adulti/pediatrici, non per
pazienti neonatali.
B.5.2.2
PSIMV+ Intellisync
La modalità PSIMV+ IntelliSync (SIMV a pressione controllata)
eroga respiri meccanici a pressione controllata e ciclaggio a
tempo, e respiri spontanei a supporto di pressione e ciclaggio a
flusso. La modalità PSIMV+ combina le caratteristiche delle
modalità PCV+ e SPONT e, come la modalità SPONT, è conce-
pita per i pazienti intubati.
Come la modalità PCV+, anche la modalità PSIMV+ IntelliSync
fornisce una pressione preimpostata ma non garantisce l'ero-
gazione di un volume corrente fisso, soprattutto se interven-
gono cambiamenti nella compliance del sistema respiratorio,
nella resistenza delle vie aeree, nell'AutoPEEP o nell'attività
respiratoria del paziente.
Se, durante l'intervallo respiratorio timv, il paziente attiva il trig-
ger, il ventilatore eroga immediatamente un respiro spontaneo
(Figura B-24). Se, invece, il paziente non attiva il trigger
durante questa fase, il ventilatore eroga un respiro controllato
al termine della fase timv.
B-23
B
Modalità di ventilazione
Figura B-24. Tempi del ciclo respiratorio in PSIMV+ IntelliSync
Le impostazioni dei comandi attive nella modalità PSIMV+
IntelliSync sono mostrate nelle Figure B-25 e B-23 (i comandi
nella finestra Più sono gli stessi della modalità PSIMV+ senza
IntelliSync). In questa modalità, è necessario impostare i para-
metri richiesti sia per i respiri meccanici che per i respiri sponta-
nei.
• L'impostazione della pressione inspiratoria (Pinsp) definisce
la pressione applicata sia nei respiri controllati che nei respiri
spontanei.
• Le impostazioni dei comandi Frequenza e TI (tempo inspira-
torio) definiscono i tempi del ciclo respiratorio.
• Nei respiri spontanei, l'impostazione della sensibilità del
trigger espiratorio (ETS) definisce la percentuale del flusso di
picco in corrispondenza della quale il ventilatore cicla in
espirazione.
I cicli respiratori possono essere attivati dal ventilatore, dal
paziente o dall'operatore.
B-24
Figura B-25. Comandi Base in PSIMV+ IntelliSync
1
Comandi
3
Comandi della modalità: Frequenza,
Pinsp, TI, PEEP, Trig.flusso, Ossigeno
2
Base
4
I:E, TE, IntelliSync
Vedere la Figura B-23 per i comandi P-Rampa, ETS, e Sospiro
nella finestra Comandi > Più.
B.5.3
Modalità NIV-ST
La modalità NIV-ST (ventilazione non invasiva spontanea/tem-
porizzata) eroga respiri meccanici a pressione controllata e
ciclaggio a tempo, e respiri spontanei a supporto di pressione e
ciclaggio a flusso. Combina le caratteristiche delle modalità
PCV+ e NIV. La modalità NIV-ST, come la NIV, è progettata per
l'uso con una maschera o altra interfaccia paziente non inva-
siva. Per informazioni sull'applicazione clinica delle modalità di
ventilazione non invasiva, vedere l'Appendice D.
Come la modalità PCV+, anche la modalità NIV-ST fornisce
una pressione preimpostata ma non garantisce l'erogazione di
un volume corrente fisso, soprattutto se intervengono cambia-
menti nella compliance del sistema respiratorio, nella resistenza
delle vie aeree, nell'AutoPEEP o nell'attività respiratoria del
paziente.
B-25
B
Modalità di ventilazione
Se, durante l'intervallo respiratorio timv, il paziente attiva il trig-
ger, il ventilatore eroga immediatamente un respiro spontaneo
(Figura B-26). Se, invece, il paziente non attiva il trigger
durante questa fase, il ventilatore eroga un respiro controllato
al termine della fase timv.
Figura B-26. Tempi del ciclo respiratorio in NIV-ST
Le impostazioni dei comandi attive nella modalità NIV-ST sono
mostrate nelle Figure B-27 e B-28. È necessario impostare i
parametri richiesti sia per i respiri meccanici che per i respiri
spontanei.
• L'impostazione della pressione inspiratoria (Pinsp) definisce
la pressione applicata sia nei respiri controllati che nei respiri
spontanei.
• Le impostazioni dei comandi Frequenza e TI (tempo inspira-
torio) definiscono i tempi del ciclo respiratorio.
• Nei respiri spontanei, l'impostazione della sensibilità del
trigger espiratorio (ETS) definisce la percentuale del flusso di
picco in corrispondenza della quale il ventilatore HAMIL-
TON-T1 cicla in espirazione.
I cicli respiratori possono essere attivati dal ventilatore, dal
paziente o dall'operatore.
B-26
Figura B-27. Comandi Base in NIV-ST
1
Comandi
3
Comandi della modalità: Frequenza,
Pinsp, TI, PEEP, Trig.flusso, Ossigeno
2
Base
4
I:E, TE
Figura B-28. Comandi Più in NIV-ST
1
Comandi
3
Comandi della modalità: P-Rampa, TI max,
ETS, Sospiro*
2
Più
*L'impostazione Sospiro è esclusiva-
mente per pazienti adulti/pediatrici,
non per pazienti neonatali.
B-27
B
Modalità di ventilazione
B.6
Modalità DuoPAP (ventilazione bifasica su due
livelli di pressione)
La DuoPAP è una modalità di ventilazione correlata a controllo
di pressione, concepita per supportare la respirazione sponta-
nea su due livelli alternati di CPAP. In questa modalità, il venti-
latore passa automaticamente e regolarmente dall'uno all'altro
livello selezionato dall'operatore di pressione positiva delle vie
aeree o CPAP. Il paziente può respirare liberamente a entrambi
i livelli. In DuoPAP, è possibile aggiungere un supporto di pres-
sione ai respiri spontanei. Il ciclaggio da un livello all'altro è atti-
vato dalle impostazioni dei tempi del ciclo nella modalità
DuoPAP o dallo sforzo respiratorio del paziente. La curva pres-
sione/tempo relativa a questa modalità è mostrata nella
Figura B-29.
Le impostazioni dei comandi attive nella modalità DuoPAP sono
mostrate nelle Figure da B-31 a B-33.
Nella modalità DuoPAP (Figura B-29), il passaggio da un livello
di pressione all'altro è definito dalle impostazioni di pressione
P Alta e PEEP/CPAP e dalle impostazioni del tempo T Alto e
Frequenza. Analogamente alla PEEP/CPAP, il valore di P Alta è
relativo alla pressione atmosferica.
Figura B-29. Curva della pressione in modalità DuoPAP
B-28
B.6.1
I diversi aspetti della modalità DuoPAP
Con pazienti diversi e diverse combinazioni di impostazioni dei
comandi, la modalità DuoPAP può essere assimilata a varie
modalità di ventilazione convenzionali.
Se configurata con impostazioni convenzionali e in assenza di
respirazione spontanea, la DuoPAP è assimilabile alla PCV+. Se
si riduce la frequenza e si mantiene un T Alto breve rispetto
al tempo stabilito per il livello di pressione più basso, le moda-
lità acquisiscono caratteristiche più simili alla PSIMV+, con
respiri spontanei che seguono respiri controllati. Se si imposta
un T Alto quasi equivalente al tempo totale di ciclo, con un
tempo di livello basso appena sufficiente a consentire un'espi-
razione completa o quasi completa, questa modalità assume le
caratteristiche dell'APRV. Impostando valori equivalenti di
PEEP/CPAP e P Alta e regolando gli altri parametri, è possibile
rendere questa modalità simile alla modalità SPONT.
B.6.2
Supporto di pressione nella ventilazione in
DuoPAP
In modalità DuoPAP è possibile impostare un supporto di pres-
sione a sostegno dei respiri spontanei, a qualsiasi livello di pres-
sione essi avvengano: PEEP/CPAP o P Alta. Il valore di Psupporto
viene impostato in relazione ai valori di PEEP/CPAP: la pressione
target diventa PEEP/CPAP. Ciò significa che i respiri spontanei al
livello di P Alta sono supportati solo quando la pressione target
è maggiore del valore di P Alta. La Figura B-30 (a) mostra una
situazione in cui i respiri sono sostenuti dal supporto di pres-
sione sia al livello di PEEP sia al livello di P Alta. La Figura B-30
(b) mostra una situazione in cui solo i respiri prodotti al livello di
PEEP/CPAP sono sostenuti dal supporto di pressione.
B-29
B
Modalità di ventilazione
Figura B-30. Supporto di pressione in DuoPAP
B.6.3
Sincronizzazione
Per adeguarli facilmente al pattern della respirazione sponta-
nea del paziente, i passaggi dal livello di pressione alta al livello
di pressione bassa e viceversa sono sincronizzati con la respira-
zione spontanea del paziente.
La frequenza dei passaggi è mantenuta costante, anche con la
sincronizzazione del paziente, definendo una finestra tempo-
rale di trigger con una costante di tempo fissa.
B-30
B.6.4
Comandi in DuoPAP
Figura B-31. Comandi Base in DuoPAP
1
Comandi
3
Comandi della modalità: Psupporto,
Frequenza, P Alta, T Alto, PEEP,
Trig.flusso, Ossigeno
2
Base
4
I:E, T Bassa
Figura B-32. Comandi Più in DuoPAP
1
Comandi
3
Comandi della modalità:
P-Rampa, ETS
2
Più
B-31
B
Modalità di ventilazione
Figura B-33. Comandi Apnea in DuoPAP
1
Comandi
3
Comandi della modalità: Backup,
Automatico
2
Apnea
4
Mod. backup
B-32
B.7
Modalità APRV (ventilazione a rilascio
di pressione)
La modalità APRV rappresenta una CPAP con capacità di gene-
rare anche ventilazione alveolare. La pressione delle vie
aeree impostata P Alta viene transitoriamente rilasciata a un
livello più basso P Bassa, dopo di che la pressione viene rapida-
mente ripristinata per espandere nuovamente i polmoni. Nei
pazienti che non producono sforzi respiratori spontanei, l'APRV
è assimilabile a una ventilazione a rapporto invertito (IRV) a
pressione controllata.
In APRV la respirazione spontanea è possibile in qualsiasi
momento durante il ciclo respiratorio.
Nella ventilazione in modalità APRV, il volume corrente (Vt)
dipende dalla compliance polmonare, dalla resistenza respira-
toria, dall'ampiezza e dalla durata del rilascio di pressione, e
dalla consistenza degli sforzi respiratori spontanei del paziente.
La Figura B-34 mostra le impostazioni dei tempi del ciclo respi-
ratorio e le impostazioni della pressione in APRV.
Figura B-34. Tempi del ciclo respiratorio in APRV
B-33
B
Modalità di ventilazione
B.7.1
Inizializzazione della modalità APRV
NOTA:
Quando si applica un T Alto lungo in assenza di attività
respiratoria del paziente, è possibile regolare l'impostazione
di allarme Tempo apnea per evitare il passaggio alla ventila-
zione di backup.
Quando si passa alla modalità APRV per la prima volta, le impo-
stazioni proposte per i tempi del ciclo respiratorio e la pressione
sono quelle elencate nella Tabella B-2. Quando si torna in
un'altra modalità di ventilazione, le impostazioni di P Alta,
T Alto e T Bassa vengono memorizzate, ma saranno richiamate
in caso di riattivazione della modalità APRV.
L'inizializzazione avverrà in base ai valori mostrati o in base agli
ultimi valori impostati in APRV.
Tabella B-2. Parametri di comando per l'inizializzazione della
modalità APRV1
PCI (kg)
P Alta / P Bassa
T Alto (s)
T Bassa (s)
(cmH2O)
0,2 - 3
20 / 5
1,4
0,0
3 - 5
20 / 5
1,7
0,3
6 - 8
20 / 5
2,1
0,3
9 - 20
20 / 5
2,6
0,4
21 - 39
20 / 5
3,5
0,5
40 - 59
20 / 5
4,4
0,6
60 - 89
20 / 5
5,4
0,6
90 - 99
23 / 5
5,4
0,6
≥ 100
25 / 5
5,4
0,6
1. Quando si passa alla modalità APRV per la seconda volta (ripetutamente), vengono mante-
nute le impostazioni precedenti.
B-34
B.7.2
Manovre di reclutamento con pressione elevata
e sostenuta
Un possibile approccio al reclutamento polmonare è costituito
dalle manovre di reclutamento con pressione elevata e soste-
nuta. La modalità APRV può essere impostata per applicare
pressioni elevate per una durata massima di 40 secondi.
B.7.3
Comandi APRV
Figura B-35. Comandi Base in APRV
1
Comandi
3
Comandi della modalità: T Alto,
P Alta, T Bassa, P Bassa, Trig.flusso,
Ossigeno
2
Base
4
I:E, Frequenza
B-35
B
Modalità di ventilazione
Figura B-36. Comandi Più in APRV
1
Comandi
3
Comandi della
modalità: P-Rampa
2
Più
Figura B-37. Comandi Apnea in APRV
1
Comandi
3
Comandi della modalità:
Backup, Automatico
2
Apnea
4
Mod. backup
B-36
B.8
Modalità di ventilazione Safety e condizione
Ambient
Quando si verificano alcuni guasti tecnici, il ventilatore passa
alla modalità di ventilazione SAFETY. In questo modo, si con-
cede all'operatore il tempo di mettere in atto le necessarie
azioni correttive, come per esempio predisporre un ventilatore
sostitutivo.
La turbina funziona in modo da garantire il mantenimento di
una pressione inspiratoria (Pinsp) costante (Tabella B-3). La val-
vola espiratoria cicla i livelli di pressione del sistema tra la PEEP
e la pressione inspiratoria. Durante la ventilazione di sicurezza,
il sensore prossimale al paziente non è operativo. Per uscire
dalla ventilazione di sicurezza è necessario spegnere il ventila-
tore.
Se l'allarme di guasto tecnico ha una gravità tale da poter com-
promettere la sicurezza della ventilazione, il ventilatore entra
nella cosiddetta "condizione Ambient". La via inspiratoria e la
valvola espiratoria si aprono, consentendo al paziente, che ne
sia in grado, di respirare spontaneamente aria ambiente, senza
l'assistenza del ventilatore. Per uscire dalla "condizione
Ambient", è necessario spegnere il ventilatore.
Figura B-38. Condizione Ambient
B-37
B
Modalità di ventilazione
Figura B-39. Modalità di ventilazione Safety
Tabella B-3. Impostazioni della modalità di ventilazione Safety
PCI (kg)
Pinsp
Frequenza
I:E
PEEP1
O2
(cmH2O)
(c/min)
< 3
15
< 35
1:3
> 21%
3 - 5
15
30
1:4
> 21%
6 - 8
15
25
1:4
> 21%
9 - 20
15
20
1:4
> 21%
21 - 29
15
15
1:4
> 21%
30 - 39
15
14
1:4
> 21%
40 - 59
15
12
1:4
> 21%
60 - 89
15
10
1:4
> 21%
90 - 99
18
10
1:4
> 21%
≥ 100
20
10
1:4
> 21%
1. PEEP impostata + resistenza del circuito (+ 5 cmH2O).
B-38
APPENDICE
ASV - Adaptive Support
C
Ventilation
C.1
Introduzione
C-2
C.2
Impiego dell'ASV nella pratica clinica
C-4
C.3
Descrizione funzionale dettagliata dell'ASV
C-16
C.3.1
Ventilazione minuto normale
C-16
C.3.2
Ventilazione minuto target
C-17
C.3.3
Strategia di protezione polmonare
C-18
C.3.4
Pattern respiratorio ottimale
C-22
C.3.5
Regolazione dinamica della
protezione polmonare
C-26
C.3.6
Regolazione dinamica del pattern
respiratorio ottimale
C-27
C.4
Lavoro respiratorio minimo
(equazione di Otis)
C-28
C.5
Dati tecnici della modalità ASV
C-31
C.6
Avvio dell'ASV
C-33
C.7
Bibliografia
C-34
C-1
C
ASV - Adaptive Support Ventilation
C.1
Introduzione
AVVERTENZA
Questa Appendice descrive l'implementazione dell'ASV
nel ventilatore HAMILTON-T1. Non sostituisce il giudizio
clinico del medico e non deve essere utilizzata per pren-
dere decisioni cliniche.
NOTA:
La modalità ASV non è supportata nella ventilazione neo-
natale.
Nel 1977 Hewlett et al. introdussero il concetto della modalità
di ventilazione minuto controllato (MMV). "Essenzialmente, al
sistema viene erogato un volume minuto preimpostato e misu-
rato di gas fresco: il paziente inspira autonomamente quanto
possibile, mentre il volume restante viene erogato al paziente
dal ventilatore. Pertanto, il paziente è costretto a respirare, in
un modo o nell'altro, un volume minuto controllato (MMV)"
(Hewlett 1977).
Da allora, molti ventilatori hanno applicato in vari modi il con-
cetto della MMV, indicato con nomi diversi. Tuttavia, tutti gli
algoritmi MMV disponibili in commercio hanno dei limiti che
possono comportare determinati rischi per il paziente (Quan
1990). Tra i possibili rischi vi sono la respirazione rapida superfi-
ciale (rapid shallow breathing), la generazione di un'auto-PEEP,
una ventilazione eccessiva dello spazio morto e l'errata confi-
gurazione delle impostazioni da parte dell'operatore, causata
dalla complessità dell'utilizzo.
La modalità ASV (Adaptive Support Ventilation) è stata proget-
tata per ridurre al minimo tali rischi e limitazioni. L'ASV garan-
tisce una ventilazione minuto minima impostata dall'operatore
e indipendente dall'attività del paziente. Il sistema calcola un
pattern respiratorio ottimale (frequenza target e volume cor-
rente target) mediante l’equazione di Otis, presupponendo che
il pattern respiratorio ottimale comporti il minimo lavoro respi-
ratorio, e quindi consenta anche, nel paziente passivo, di mini-
mizzare la pressione inspiratoria che deve essere applicata da
C-2
parte del ventilatore. La pressione inspiratoria e la frequenza
meccanica vengono quindi regolate per raggiungere i valori
target. Una strategia di protezione polmonare garantisce la
sicurezza dell'ASV. A differenza della MMV, l'ASV cerca di gui-
dare il paziente verso un pattern respiratorio favorevole ed
evita i pattern potenzialmente dannosi, come quelli che com-
portano una respirazione rapida superficiale, una ventilazione
eccessiva dello spazio morto, una sovrapposizione di respiri
(con conseguente AutoPEEP) e respiri eccessivamente ampi.
A differenza di quanto si potrebbe erroneamente credere,
l'ASV non elimina la necessità della presenza del medico. Que-
sta modalità tuttavia riduce le noiose e complesse operazioni di
regolazione del ventilatore, e pertanto deve essere considerata
uno strumento tecnologico moderno al servizio del personale
medico. In quanto strumento, l'ASV non prende decisioni clini-
che, ma si limita ad eseguire un comando generale, eventual-
mente modificabile, del medico. Tale comando può essere rie-
pilogato come segue (le parti che è possibile modificare sono
indicate in grassetto):
Mantenere una ventilazione minuto minima preimpostata,
• tenere in considerazione l'attività respiratoria spontanea,
• evitare la tachipnea,
• contrastare l'AutoPEEP,
• evitare una ventilazione eccessiva dello spazio morto,
• controllare completamente la ventilazione in caso di apnea
o di drive respiratorio ridotto,
• consentire al paziente il controllo della ventilazione quando
l’attività respiratoria spontanea è adeguata,
• eseguire le operazioni sopra elencate senza superare una
pressione di plateau corrispondente a 10 cmH2O al di sotto
del limite di pressione alta impostato.
La presente Appendice illustra l'utilizzo pratico dell'ASV sul
paziente e fornisce una dettagliata descrizione funzionale della
modalità. Una sezione è dedicata alla descrizione dell'equa-
zione di Otis (Otis 1950), pietra miliare per il calcolo del pattern
respiratorio ottimale. Viene inoltre fornita una tabella detta-
gliata di specifiche tecniche e la bibliografia pertinente.
C-3
C
ASV - Adaptive Support Ventilation
C.2
Impiego dell'ASV nella pratica clinica
L'ASV non richiede l'esecuzione di operazioni particolari e il suo
impiego non presenta differenze sostanziali rispetto alle moda-
lità di ventilazione tradizionali. La Figura C-1 fornisce una
panoramica del funzionamento dell'ASV, mentre le sezioni che
seguono ne illustrano l'utilizzo in modo dettagliato. Le Figure
C-2 e C-3 mostrano le impostazioni dei comandi attive nella
modalità ASV.
C-4
Figura C-1. Uso clinico dell'ASV
I numeri tra parentesi rappresentano i numeri dei passaggi che
saranno illustrati nelle sezioni successive.
C-5
C
ASV - Adaptive Support Ventilation
Figura C-2. Comandi Base in ASV
1
Modalità ASV
3
Comandi della modalità: Altezza paz.,
%VolMin, LimitePasv, PEEP, Trig.flusso,
Ossigeno
2
Base
4
PCI, %VolMin target
Figura C-3. Comandi Più in ASV
1
Modalità ASV
3
Comandi della modalità:
P-Rampa, ETS, Sospiro
2
Più
C-6
Passaggio 1: prima di connettere il paziente al ventilatore
HAMILTON-T1
È importante preparare il ventilatore HAMILTON-T1 all'uso cli-
nico come indicato nel Capitolo 2. Tra le operazioni da effet-
tuare vi sono, ad esempio, le procedure e i test preliminari
descritti nel capitolo citato.
Passaggio 2: preparazione del ventilatore HAMILTON-T1 per
l'ASV prima della ventilazione
NOTA:
Il limite di pressione alta deve essere impostato su un valore
minimo di 25 cmH2O sopra la PEEP/CPAP.
L'ASV richiede l'impostazione dei seguenti parametri di base:
Pressione
Limite di allarme Pressione alta, in cmH2O
Altezza paziente
Altezza paziente, in cm
Sesso
Sesso del paziente
%VolMin
Ventilazione minuto desiderata, espressa
come percentuale dei valori normali
Prima di connettere il paziente al ventilatore, si consiglia di ese-
guire le seguenti operazioni:
1. Rimuovere il pallone di prova, se utilizzato, e tacitare
l'allarme.
2. Impostare il limite di allarme Pressione alta su un valore
appropriato (ad esempio, 45 cmH2O o 50 cmH2O per i
pazienti con BPCO).
La pressione inspiratoria massima erogabile in modalità ASV
(LimitePasv) corrisponderà a 10 cmH2O sotto il limite di
pressione alta preimpostato, e sarà indicata da una linea
azzurra sulla curva di pressione visualizzata sullo schermo.
C-7
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