|
|
Misure per la stagione invernale
4. ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
● Provvedere a una copertura parziale o totale con teloni imperme-
abili di plastica o simili
● Installare una schermatura sotto forma di involucri edilizi efficaci
o schermi antivento.
● Montare una protezione orizzontale parziale o totale.
● Provvedere a un numero adeguato di punti di fissaggio per teloni
di plastica montati su ponteggi.
● Per i ponteggi coperti da reti non è richiesto lo stesso numero di
punti di fissaggio. Una rete che limita l’azione del vento del 50 %
garantisce una buona visibilità e in certi casi può essere conside-
rata una soluzione idonea.
308
4. ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
Appunti
309
Appunti
4. ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
310
4. ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
Appunti
311
Appunti
4. ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE
312
5. PROCESSI DI LAVORO
Scavi
SCAVI
Gli scavi debbono essere diretti e sovraintesi da una persona con
esperienza in grado di valutare le caratteristiche della terra e di de-
cidere se occorre provvedere a una pendenza di scarpata (gradona-
mento) e utilizzare un‘armatura.
Prima di iniziare a sterrare può essere necessario contattare le auto-
rità locali o gli enti erogatori per ottenere informazioni su:
● inquinamento del suolo da produzioni precedenti e discariche;
● eventuali scavi precedenti in connessione alla posa di linee di
alimentazione o altro;
● la presenza di impianti speciali nella terra da prendere in conside-
razione, ad esempio linee di gas, elettricità o telecomunicazione;
● permessi di scavi e movimento terra da parte delle autorità comu-
nali.
Può inoltre essere necessario effettuare prelievi del terreno prima di
iniziare gli scavi con lo scopo di verificare se la terra è contaminata e
quali siano i livelli di contaminazione.
Valutazione scritta - piano di lavoro
Per gli scavi eseguiti a una profondità superiore a 5 m (che è consi-
derato un lavoro particolarmente pericoloso) il datore di lavoro deve
elaborare una valutazione scritta dell’esecuzione del lavoro. La valu-
tazione deve contenere eventuali misure di prevenzione da adottare
per evitare eventuali pericoli.
Qualora vi siano più datori di lavoro, il committente deve elaborare
un PSS. Tutti i processi di lavoro devono essere progettati in modo
tale da poter essere svolti in maniera sicura, ergonomicamente cor-
retta e con l’impiego di posture di lavoro opportune.
313
Scavi
5. PROCESSI DI LAVORO
Gestione delle emergenze
Nella progettazione degli scavi possono esservi alcuni fattori che
richiedano l’elaborazione di un piano di emergenza. In questo caso
devono essere disponibili le attrezzature necessarie, tali quali pom-
pe, scale portatili, attrezzature di armatura supplementari, disposi-
tivi di protezione delle vie respiratorie e indumenti da lavoro speciali
in caso di rischio di contaminazione.
Sicurezza negli scavi
Nelle stagioni con poca luce è necessario coprire la terra e utilizzare
fonti d’illuminazione. Pioggia, neve e gelo possono avere un impatto
notevole sulla sicurezza negli scavi.
Un terreno apparentemente stabile può nascondere strati di sabbia,
strati acquiferi e residui di sterri precedenti con materiali di riempi-
mento meno compatti. Ad esempio, va prestata particolare atten-
zione a sabbia, terreni instabili, torbiere, vene d‘acqua e livelli freati-
ci innalzati.
Occorre inoltre prendere in considerazione edifici, costruzioni e al-
beri situati in prossimità al luogo di sterro.
Va preso in considerazione anche il traffico pesante di autobus, au-
tocarri, l’affondamento di pali e la demolizione di pali con esplosivi,
poiché sono tutte attività in grado di influire sulla stabilità del terre-
no.
Scavi per lavori stradali
Se gli scavi sono effettuati nei pressi di o su strade trafficate va
elaborato un piano per la delimitazione. Il piano deve essere confor-
me alle norme sulla delimitazione e dovrà essere approvato dalle
autorità stradali locali.
314
5. PROCESSI DI LAVORO
Scavi
La distanza tra il luogo di lavoro e la strada è importante, poiché le
vibrazioni provenienti dal traffico possono causare franamenti nello
scavo.
Scavi senza armatura
È importante che le pareti dello scavo non cedano negli scavi senza
armatura. A tale scopo si può:
● provvedere a una pendenza di scarpata;
● tenere le pareti lisce e libere da pietre grosse;
● rimuovere la terra scavata, in modo che non solleciti i bordi dello
scavo e che non provochi franamenti.
Per evitare la caduta di terreno si può realizzare una pendenza di
scarpata, nella quale le pareti hanno la forma di gradoni con una pen-
denza di 1:2 (1 in senso orizzontale e 2 in senso verticale). Per gli sca-
vi con una profondità superiore a 5 m, la pendenza deve essere 1:1.
In casi eccezionali è considerato sicuro lavorare all’interno di scavi
con una profondità di 1,7 m, qualora si valuti che il terreno sia stabile.
Normalmente occorre tuttavia provvedere a misure di protezione
contro la caduta di terreno durante tutti i lavori all’interno di scavi
stretti, ad esempio dove il dipendente deve lavorare in ginocchio.
Gli scavi eseguiti in connessione a lavori stradali devono avere una
distanza minima dal ciglio dello scavo alla strada pari alla profondità
dello scavo.
315
Scavi
5. PROCESSI DI LAVORO
Scavi con armatura
Qualora non sia possibile realizzare una pendenza di scarpata, si
possono armare le pareti dello scavo. Esistono vari metodi per ar-
mare lo scavo:
max. 2 m
Asse di puntellamento
50 x 150 mm
max. 2,5 m
Per gli scavi fino a 2,25 m di profondità vanno utilizzati puntoni di con-
trasto. Dietro i puntoni di contrasto vanno sistemati pannelli verticali di
legno compensato con una sporgenza di 0,15 m dal ciglio.
max. 3 m
Qualora lo scavo su-
peri una profondità
di 2,25 m, vanno uti-
lizzate assi di puntel-
Asse puntell.
lamento.
50 x 150 mm
Asse puntell.
max. 3,5 m
75 x 150 mm
316
5. PROCESSI DI LAVORO
Scavi
Va utilizzato un sistema di
blindaggio a cassone, il quale
deve avere una sporgenza di
0,15 m sopra il ciglio dello sca-
vo quando è posizionato sul
fondo; il cassone deve arriva-
re fino al fondo della trincea.
Nell’uso di cassoni le persone
possono sostare soltanto
nell’area supportata dal cas-
sone. Deve inoltre essere pos-
sibile salire dal cassone utiliz-
zando una scala portatile.
Lo stesso si applica per la rea-
lizzazione di armature con
puntoni di contrasto o assi di
puntellamento. In tal caso,
all’inizio del processo di arma-
tura, i lavori vanno eseguiti il
più possibile fuori dallo scavo.
Dopodiché, l’armatura va rea-
lizzata dal terreno e dalla par-
te armata dello scavo via via
che i lavori procedono.
Qualora i cigli dello scavo sul
terreno debbano essere muni-
ti di parapetti, questi possono
essere realizzati come parte
integrata dell‘armatura.
Negli scavi con una grande
profondità può essere necessario realizzare un palancolato.
317
Scavi
5. PROCESSI DI LAVORO
Scavi in prossimità di reti di distribuzione
Qualora siano presenti linee interrate o aeree nella zona di scavo,
questi fattori devono essere integrati nella pianificazione degli sca-
vi:
Provvedere a:
● reperire informazioni su tutte le linee di distribuzione presenti
a un raggio di 10 m dagli scavi;
● la delimitazione degli impianti interrati;
● la contrassegnazione di linee aeree, strade e piste ciclabili su dise-
gni e simili.
Distanze di sicurezza applicabili ai lavori in prossimità di linee aeree.
Le sottostanti distanze minime di sicurezza vanno rispettate.
15 m
15 m
6 m
6 m
3 m
3 m
Linea aerea ad alta tensione
Linea aerea ad alta tensione
10-40 kV
40-400 kV
318
5. PROCESSI DI LAVORO
Scavi
3 m
La distanza minima dalle linee aeree a bassa tensione consiste di un
raggio di 1,5 m dal centro della sospensione dei cavi, e di una distan-
za di 3 m dalla terra fino al bordo di detto raggio.
Rottura di linee aeree o interrate
Se un escavatore urta una linea aerea o interrata il conducente della
macchina deve:
● rimanere sulla macchina fino alla rimozione della tensione dalla li-
nea;
● impedire l’avvicinamento di altre persone alla macchina - vedere
la distanza di sicurezza;
● contattare l’ente erogatore locale, ed eventualmente chiamare il
112.
319
Scavi
5. PROCESSI DI LAVORO
Vie di accesso e di fuga
Tutti gli scavi devono essere provvisti di vie di accesso e di fuga si-
cure.
min.1m
min.
1m
Negli scavi stretti va sistemata una scala portatile vicino al luogo di
lavoro.
Cavi armati
Il rischio di frana è particolarmente grande per i lavori all’interno di
cavi armati, poiché le pareti spesso devono resistere per periodi pro-
lungati, il che significa che sono esposte a pioggia e vento.
Pertanto, le pareti devono essere armate o dotate di gradonamen-
to, durante i lavori tra le fondamenta e la parete.
La superficie di lavoro deve avere una larghezza minima di un metro
(misurata all’altezza del ginocchio). Il fondo del cavo armato deve
320
5. PROCESSI DI LAVORO
Scavi
essere piano e regolare in modo da garantire la sicurezza durante i
lavori; si può eventualmente spargere uno strato di ghiaia per stabi-
lizzare il terreno.
Va sistemata una scala per garantire l’accesso sicuro al cavo arma-
to. La scala deve essere provvista, da entrambi i lati, di un parapetto
munito di corrimano e corrente intermedio. Se la scala è utilizzata
per il trasporto di utensili, deve avere una larghezza minima di 0,8 m.
La pendenza del grado-
namento deve seguire
la formula due passi
verticali e uno orizzon-
tale = 0,60-0,63 m, e i
singoli gradoni non pos-
sono aumentare in al-
Stigning: 175-225 mm.
tezza con più di 0,2 m.
Nei cavi armati muniti di
palancole va realizzata
30-55o
una scala a castello
come via di accesso o
eventualmente
un
montacarichi.
Devono sempre
essere disposte scale portatili in prossimità ai luo-
ghi di lavoro, in modo che esse possano essere utilizzate come vie di
fuga tra le fondamenta e la scarpata.
Deve essere impossibile cadere nel cavo armato. Vanno sistemate
delimitazioni a 2 m di distanza dal ciglio o un parapetto. Il parapetto
può avere un’apertura soltanto nel punto in cui si collega alla scala.
321
Gasdotti
5. PROCESSI DI LAVORO
GASDOTTI
Lavorare con gasdotti richiede che i dipendenti ricevano un’apposita
istruzione e che abbiano una conoscenza delle norme vigenti. Per-
tanto, i dipendenti devono essere informati sul rischio di incidenti e
malattie, sia verbalmente, sia per iscritto. Lo stesso vale per le istru-
zioni su come evitare incendi, esplosioni, intossicazioni e asfissia.
Il lavoro deve essere monitorato da una persona in grado di prestare
soccorso in caso di situazioni pericolose.
Tutti i dipendenti devono conoscere le procedure di „Pronto soccor-
so negli indicenti con gas“. Tali procedure si trovano come allegato al
decreto legge dell’AT sui lavori con gasdotti
[Arbejdstilsynets
bekendtgørelse om arbejde på gasfyldte ledninger].
Vanno utilizzati sempre apparecchi di misurazione con dispositivo di
allarme che segnala una concentrazione di gas troppo alta.
Vanno utilizzati dispositivi di protezione delle vie respiratorie, qualo-
ra possano formarsi concentrazioni dannose di gas, o qualora i gas
presenti possano rimuovere l’ossigeno dall’aria.
322
5. PROCESSI DI LAVORO
Lavori in prossimità di acqua
I lavori con l’uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie ri-
chiedono una pianificazione. I lavori fisici pesanti possono soltanto
avere una durata breve e devono essere alternati da periodi di pausa
o da altre attività lavorative.
LAVORI IN PROSSIMITÀ DI ACQUA
Esistono requisiti di sicurezza speciali per i lavori eseguiti in luoghi
vicino all’acqua, tali quali porti, moli, ponti, fiumi, laghi e dighe.
Una corretta pianificazione del lavoro serve a prevenire processi di
lavoro pericolosi. Qualora non sia possibile evitare pericoli, devono
sempre lavorare più persone contemporaneamente, in modo che
nessuno lavori da solo.
L’Agenzia per la Navigazione Marittima danese [Søfartsstyrelsen] è
l’autorità competente in materia di sicurezza sul lavoro in mare. I
suoi orientamenti sui lavori d’appalto in mare sono reperibili al sito
internet www.sofartsstyrelsen.dk.
Prima e durante i lavori di edilizia vicino all’acqua o in mare è neces-
sario provvedere a quanto segue.
● Descrivere come i lavori possono influenzare la sicurezza della na-
vigazione (rischio di urto, collisione, ecc.) e valutare come può es-
sere limitato tale rischio.
● Consultare gli utenti e le relative autorità delle acque, ossia repe-
rire i pareri dalle parti affette dai lavori, come ad esempio le auto-
rità portuali, battelli, l’Autorità Stradale [Vejdirektoratet], l’Autori-
tà Costale [Kystdirektoratet], ecc.
323
Lavori in prossimità di acqua
5. PROCESSI DI LAVORO
● Ottenere un permesso dall’Autorità Marittima danese [Farvand-
svæsenet] per la delimitazione dell’area di lavoro e per eventuali
segnali di navigazione.
● Garantire una buona visibilità e comunicazione delle imbarcazioni
da lavoro, e in particolare:
• essere in grado di comunicare tramite i canali VHF marini;.
• munire l‘imbarcazione di riflettore radar se la sua lunghezza è
inferiore a 12 m;
• la possibilità di emettere segnali AIS (Sistema di Identificazione
Automatica), qualora si lavori da un natante di lunghezza superio-
re a 12 m.
● Almeno 4 settimane prima di iniziare i lavori occorre comunicare al
Bollettino delle Informazioni Marittime danese [Efterretninger for
Søfarende (EfS)] le denominazioni dei natanti, gli identificativi di
chiamata, su quali canali VHF sono intercettabili e altre informa-
zioni relative alle attività svolte, cosicché i naviganti siano messi
a conoscenza delle attività.
● Almeno 4 settimane prima di iniziare i lavori occorre chiedere un
permesso all’Agenzia per la Navigazione Marittima, qualora il pro-
getto richieda un’area con restrizioni temporanee della navigazio-
ne.
● Prestare attenzione a eventuali misure precauzionali, qualora vi
siano cavi sottomarini o condotte nell’area di lavoro.
In caso di rischio di annegamento si applicano requisiti speciali alla pia-
nificazione del progetto.
● Il datore di lavoro deve elaborare una valutazione del lavoro con
misure preventive (piano di lavoro), cosicché il lavoro possa esse-
re svolto in maniera sicura.
324
5. PROCESSI DI LAVORO
Lavori in prossimità di acqua
● Qualora vi siano più datori di lavoro, il committente deve elaborare
un PSS; i piani di emergenza, di evacuazione e di esercitazione de-
vono essere coordinati e descritti nel PSS.
Normalmente è richiesta la presenza di attrezzature di sicurezza,
e in alcuni casi può essere necessario svolgere il lavoro con l’uso
di giubbotti di salvataggio.
Una corretta pianificazione del lavoro serve a prevenire processi
di lavoro pericolosi. Qualora non sia possibile evitare pericoli, de-
vono sempre lavorare più persone contemporaneamente in modo
che nessuno lavori da solo.
Lavori in mare
Le persone che lavorano in mare dipendono dalle attrezzature pre-
senti a bordo non potendo contare sull’assistenza dalla terra ferma.
Per evitare situazioni pericolose, il vento e gli altri fenomeni meteo-
rologici vanno sempre compresi nella pianificazione del lavoro. In
325
Lavori in prossimità di acqua
5. PROCESSI DI LAVORO
caso di maltempo, i lavori possono essere parzialmente o totalmen-
te interrotti.
Per i lavori su battipali galleggianti e chiatte è obbligatoria la presen-
za di una scialuppa e canali VHF da utilizzare in caso di incidenti. Si
possono eventualmente aggiungere segnalamenti marittimi ottici e
simili.
Per i lavori a rischio elevato si consiglia che i razzi di segnalazione
facciano parte delle attrezzature a bordo.
Deve sempre essere presente un salvagente con una corda, un gan-
cio di salvataggio e un estintore su tutti i natanti, zattere e battipa-
li. L’imbarcazione deve inoltre essere provvista di una scala portatile
o scale fisse di accesso per permettere alle persone cadute in acqua
di risalire.
Tutte le persone a bordo devono aver ricevuto le istruzioni necessa-
rie per l’uso delle attrezzature di salvataggio.
Giubbotti di salvataggio e pronto soccorso
Tutte le persone a bordo devono indossare giubbotti di salvataggio.
A bordo deve esservi una cassetta di pronto soccorso che deve con-
tenere, tra le altre cose, un laccio emostatico da utilizzare in caso di
rischio di grandi perdite di sangue da ferite su braccia e gambe.
Deve esservi almeno una persona nella squadra che sappia prestare
pronto soccorso, ovvero che sia in grado di fermare emorragie ed
effettuare una respirazione artificiale.
326
5. PROCESSI DI LAVORO
Lavori stradali
LAVORI STRADALI
La soluzione più sicura per i lavori eseguiti vicino o direttamente su
una strada trafficata è di separare i lavori dal traffico. Tuttavia, tale
soluzione non è sempre possibile, poiché vi sono diversi fattori da
tenere in considerazione.
Anche i lavori che non sono considerati lavori stradali, ma i quali
sono svolti vicino e lungo la strada, vanno pianificati ed eseguiti in
conformità alle norme stradali. Ciò vale, ad esempio, per l’installazio-
ne di carrelli elevatori, gru o simili in prossimità alla strada o parzial-
mente sulla strada.
Qualsiasi tipo di lavoro stradale tende a creare problemi - grandi o
piccoli -per il traffico e per chiunque lavori vicino alla strada. Pertan-
to, è molto importante provvedere a una delimitazione corretta, la
quale va regolata frequentemente, in modo che il rispetto della deli-
mitazione - e con ciò il rispetto della sicurezza - sia ottimale.
La delimitazione o la recinzione deve essere adatta ai singoli lavori
stradali e alla velocità del traffico, e va eseguita in conformità alle
norme dell’autorità stradale danese.
Indumenti colorati e muniti di bande retroriflettenti (abbigliamento
di segnalazione) aumentano la sicurezza, perché rendono i lavorato-
ri più visibili al traffico. Spetta al datore di lavoro decidere a quale
classe devono appartenere gli indumenti; nella maggior parte dei
casi sono necessari indumenti della classe 3.
Tutte le parti hanno una responsabilità nella preparazione dei lavori
stradali. Formalmente, ai lavori stradali sono applicabili le norme sui
cantieri e le norme dell’autorità stradale danese. Tali norme vanno
dunque sempre rispettate nella denuncia e nell’elaborazione del
PSS come parte dell’organizzazione e la gestione del cantiere.
Nei tratti stradali con traffico intenso il monossido di carbonio, le
emissioni (gas nitrosi) e il particolato dei motori diesel possono es-
327
Lavori stradali
5. PROCESSI DI LAVORO
sere nocivi. Il datore di lavoro ha l’obbligo di misurare la concentra-
zione di tali gas e particolato nell’aria, qualora si sospetti la presenza
di concentrazioni eccessive.
Uno schermo compatto tra la strada e il luogo di lavoro può ridurre il
rischio causato da gas di emissione. Alternativamente il traffico può
essere ridiretto per ridurre la sollecitazione.
Nel caso peggiore, i lavori devono essere interrotti o eseguiti di sera
e di notte, dove il traffico è meno intenso. In questo caso è partico-
larmente importante provvedere a una corretta delimitazione della
zona di lavoro e indossare indumenti da lavoro visibili allo scuro.
Piano di delimitazione
Prima di iniziare i lavori va elaborato e seguito il piano per la delimita-
zione di cantieri stradali. Il piano deve inoltre descrivere ispezioni,
manutenzione e vie di accesso al posto di lavoro. Le autorità strada-
li, come l’Autorità Stradale danese o il comune, devono approvare il
piano, una copia del quale va conservata sul posto di lavoro.
Si consiglia di elaborare il piano di delimitazione durante la pianifica-
zione del progetto, in modo da poter facilmente adattare i metodi e
il processo di lavoro alla delimitazione per renderla ottimale.
I mezzi utilizzati per la delimitazione devono essere conformi alle
norme previste dal decreto legge sulle delimitazioni [afmærknings-
bekendtgørelsen].
Si fa notare che sono previste norme particolarmente rigorose per i
lavori su strade grandi. Alcune autorità, ivi compresa l’Autorità Stra-
dale danese, richiedono che le persone che svolgono lavori stradali
abbiano completato il corso di formazione „La strada come posto di
lavoro“.
328
5. PROCESSI DI LAVORO
Lavori stradali
Segnaletica
La segnaletica e gli altri mezzi di delimitazione devono sempre esse-
re in ottime condizioni, ben mantenuti e utilizzati in maniera corret-
ta. È inoltre importante scegliere le attrezzature giuste, ovvero con
una resistenza idonea e che non si possano ribaltare, per assicurare
che le delimitazioni possano compiere le loro funzioni anche sotto
sollecitazioni fisiche pesanti.
Esempi di mezzi di delimitazione:
Cono di delimitazione e corda di segnalazione
Cavalletti in legno con barra orizzontale
Paletto di delimitazione. La delimitazione deve redirigere il traffico nella direzione giusta
- in questo caso il traffico deve restare sulla sinistra
329
Lavori stradali
5. PROCESSI DI LAVORO
Guardrail
I guardrail sono dispo-
sitivi di ritenuta pe-
santi in grado di tolle-
rare un impatto da
veicoli (barriere di si-
curezza in acciaio o
elementi prefabbrica-
ti che hanno superato
i test della norma UNI
EN 1317-2). I nastri di
plastica rossi/bianchi non sono mezzi di delimitazione approvati, e
non possono quindi essere utilizzati per tale scopo.
Segnaletica luminosa
Anche i diversi tipi di dispositivi di segnaletica luminosa sono consi-
derati un mezzo di delimitazione molto efficace, e sono spesso uti-
lizzati per lavori di durata breve (solitamente sono posizionati su un
rimorchio stradale, dispositivi luminosi disposti come una striscia
longitudinale o trasversale, ecc.). Se è necessaria una segnaletica
ad alta luminosità, occorre assicurarsi di avere accesso alla quantità
e intensità di elettricità necessaria.
330
5. PROCESSI DI LAVORO
Lavori stradali
50 m
45
Per i lavori stradali che comprendono scavi eseguiti con macchine, la
distanza dal ciglio dello scavo alla carreggiata deve essere almeno
uguale alla profondità dello scavo. La distanza è importante, poiché
le vibrazioni dal traffico possono causare franamenti nello scavo.
331
Lavori stradali
5. PROCESSI DI LAVORO
Lavori stradali fissi e mobili
Esistono due tipi di lavori stradali:
1. Per lavori stradali mobili s’intendono sia i lavori su macchine in
movimento, sia lavori di breve durata, dove la delimitazione è ri-
mossa prima della notte.
2. Per lavori stradali fissi s’intendono normalmente lavori che ri-
chiedono che la delimitazione rimanga tutta la notte.
Il luogo di lavoro deve essere chiaramente suddiviso nella zona di
lavoro e nella zona senza attività lavorative.
La zona di lavoro è il vero e proprio posto di lavoro, ivi comprese le zone
libere necessarie, zone di circolazione, banchine, ecc. dove sono depo-
sitati utensili, materiali e simili.
1m
1m
La zona senza attività lavorative si trova tra la zona di lavoro e la recin-
zione che protegge dal traffico della carreggiata e va tenuta sgombra
da materiali e persone. In questa zona possono transitare solo pedoni e
ciclisti.
332
5. PROCESSI DI LAVORO
Lavori stradali
La delimitazione longitudinale è utilizzata per separare la zona di
transito dalla zona di lavoro/zona senza attività lavorative.
In concreto, va realizzata una zona libera di almeno 1 m dalla recin-
zione verso la carreggiata e la zona di lavoro. In questa cosiddetta
zona libera non si possono eseguire lavori o depositare materiali.
La recinzione deve essere composta di una recinzione trasversale
che si affaccia sul traffico e una recinzione longitudinale tra il traffi-
co e la zona di lavoro. La zona libera deve essere contrassegnata da
mezzi di delimitazione visibili in modo da poterla tenere sempre
sgombra.
1m
m
Qualora non sia possibile realizzare una zona libera di 1 m di larghezza,
vanno adottate altre misure di sicurezza idonee.
Tale situazione si verifica spesso durante i lavori di riparo, lavori su isole
spartitraffico e in mezzo a incroci stradali; in questi casi è necessario
ricorrere ad altre soluzioni. Le alternative sono descritte nel Manuale
per la Delimitazione di Cantieri Stradali, ecc. [Håndbog for afmærkning
af vejarbejder m.m.] reperibile al sito internet www.bar-ba.dk.
333
Lavori stradali
5. PROCESSI DI LAVORO
Indumenti da lavoro rifrangenti
Gli indumenti da lavoro ad alta visibilità sono obbligatori per tutti
coloro che lavorano e si trovano in prossimità o in mezzo al traffico.
Requisiti per gli indumenti ad alta visibilità:
Indumenti appartenenti alla classe 3
Vanno utilizzati indumenti appartenenti alla classe 3 durante i lavori
stradali in zone prive di una separazione efficace della zona di lavoro
e il traffico, e dove il traffico si muove a una velocità normale.
Esempi:
● lavori di salvataggio dopo un incidente stradale
● montaggio/smontaggio di cartelli e altri tipi di dispositivi di segna-
letica
● lavori all’interno di gallerie ferroviarie con l’uso di mezzi di traspor-
to o senza una separazione efficace della zona di lavoro e il traffico
334
5. PROCESSI DI LAVORO
Lavori stradali
Indumenti appartenenti alla classe 2
Gli indumenti appartenenti alla classe 2 vanno indossati da chi:
● controlla zone di lavoro entro le quali sono richiesti gli indumenti
appartenenti alla classe 3;
● lavora all’interno di una zona delimitata, dove non è però del tutto
assente il rischio di essere investiti;
● lavora all’interno di zone prive di una separazione efficace dal traffi-
co, ma dove il traffico rallenta a una velocità sicura.
Indumenti appartenenti alla classe 1
Gli indumenti appartenenti alla classe 1 vanno indossati da visitatori
(accompagnati) nelle zone di lavoro dove sono richiesti gli indumenti
della classe 2 o 3.
Utilizzare sempre indumenti della classe 3 in caso di dubbi o durante
situazioni lavorative in costante cambiamento.
Per i lavori stradali andrebbero sempre indossati indumenti apparte-
nenti alla classe 2 o 3. La parte rifrangente dell’indumento deve es-
sere gialla, arancione o rossa.
Pulitura
Una scarsa o scorretta pulitura degli indumenti rifrangenti contribu-
isce a diminuirne la visibilità; solitamente ciò è constatabile soltanto
illuminando gli indumenti al buio. Un effetto rifrangente compro-
messo può comportare incidenti gravi, ed è pertanto importante
seguire le istruzioni del fabbricante sulla pulitura e il lavaggio degli
indumenti.
335
Demolizioni
5. PROCESSI DI LAVORO
Calzature protettive
Durante tutti i tipi di lavori stradali si consiglia di utilizzare calzature
speciali, le cosiddette calzature protettive, poiché tali lavori com-
portano sempre un rischio di lesioni ai piedi.
Per ulteriori informazioni sulle calzature protettive vedere il capitolo 6.
DEMOLIZIONI
La demolizione di edifici richiede pianificazione e organizzazione. Si
consiglia di esaminare sempre l’edificio o la struttura attentamente
prima di iniziare i lavori.
Chiunque progetti un‘opera edilizia durante la quale è prevista una
demolizione, ha l’obbligo di pianificare il progetto in modo tale da ga-
rantire una demolizione senza pericoli. Il progettista deve fornire
consulenza al committente sulle verifiche necessarie da effettuare,
per esempio la misurazione di amianto nell’edificio.
In gran parte dei casi la demolizione totale o parziale di un edificio è
considerata un lavoro particolarmente pericoloso. Ciò significa che,
nei cantieri dove operano più datori di lavoro contemporaneamente,
il committente deve elaborare un PSS per la demolizione.
Il datore di lavoro deve valutare il lavoro e indicare le misure preven-
tive da adottare per poter svolgere i lavori in maniera sicura e senza
rischi per la salute. La valutazione deve essere elaborata per iscritto.
L’edificio o la struttura devono essere valutati in base a quanto segue:
● Sono presenti materiali, elementi o rifiuti dannosi alla salute, tali qua-
li amianto, PCB, siringhe di tossicodipendenti, batterie o materia fe-
cale (escrementi) provenienti da essere umani o animali?
336
5. PROCESSI DI LAVORO
Demolizioni
● Il sottosuolo può essere conta-
minato?
● Una demolizione selettiva po-
trebbe comprometterne la sta-
bilità?
● Durante la demolizione occorre
proteggere l’ambiente circo-
stante da eventuali sollecita-
zioni, come vibrazioni, rumori o
polveri?
● Esistono installazioni elettri-
che, di gas, di acqua o altro che
richiedano un trattamento spe-
ciale?
● Il lavoro può essere eseguito im-
piegando un altro metodo meno
dannoso per l’ambiente di lavoro,
per esempio tramite l’abbatti-
mento con esplosivi o il taglio al
posto della scalpellatura?
● I granulati d’isolamento vanno rimossi prima della demolizione per
evitare sollecitazioni da polveri?
● Sono presenti elementi in calcestruzzo precompresso con barre
d’acciaio?
Qualora la valutazione rilevi la presenza di amianto, PCB, lana mine-
rale o escrementi, questi devono essere rimossi prima di iniziare la
demolizione.
337
Demolizioni
5. PROCESSI DI LAVORO
La demolizione deve essere diretta e supervisionata da una persona
con esperienza e in grado di valutare se gli elementi di costruzione
rimasti siano stabili. Anche tra i dipendenti che eseguono la demoli-
zione devono essere presenti persone con esperienza nel campo.
I minorenni possono occuparsi delle demolizioni soltanto in connessio-
ne a percorsi di formazione destinati a conferire qualifiche (p.es. duran-
te un apprendistato), ed esclusivamente se appropriatamente istruiti.
Lista di controllo prima della demolizione
Prima di cominciare la demolizione, l’appaltatore deve assicurarsi
che:
● siano stati interrotti linee elettriche, gasdotti e simili (da un installa-
tore autorizzato);
● la zona di lavoro sia recintata, e che siano montati progressiva-
mente dispositivi di armatura e protezione;
● siano presenti i dispositivi di armatura necessari;
● porte e finestre siano chiuse in modo da evitare la caduta di materiali;
● sia collocata una guardia se necessario;
● le vie di trasporto e circolazione siano protette tramite coperture,
ove richiesto;
● i lavori siano eseguiti nell’ordine descritto dal capitolato d’appalto e
dal cronoprogramma;
● sia stata disposta la segnaletica necessaria;
● le strutture non resistenti siano state armate;
338
5. PROCESSI DI LAVORO
Demolizioni
● siano stati montati ponteggi e altri ausili tecnici;
● i dipendenti abbiano a loro disposizione i DPI necessari, p.es. ca-
schi e calzature protettive, e che li utilizzino;
● i rifiuti siano depositati e smaltiti in maniera corretta, cfr. il capito-
lato d’appalto.
Polveri
La concentrazione di polveri
può essere ridotta tramite
l’impiego di sistemi d’aspira-
zione, pulizia con aspirapolveri
idonei e l’inaffiamento dell’a-
rea con acqua. Ove necessa-
rio, vanno utilizzate maschere
antipolvere, dispositivi di pro-
tezione degli occhi e indumen-
ti da lavoro antipolvere.
Come maschera antipolvere
possono essere utilizzate se-
mimaschere munite di filtro
antipolvere della classe P2 o -
preferibilmente - maschere in-
tere. Si consiglia di utilizzare un
filtro esterno per la polvere a
grana grossa per proteggere il
filtro interno per le polveri fini.
Normalmente, le maschere monouso tradizionali non sono adatte
alla demolizione o altri lavori simili molto polverosi.
Poiché la demolizione spesso libera grandi quantità di polvere, nono-
339
Ristrutturazioni
5. PROCESSI DI LAVORO
stante i tentativi di diminuirne la concentrazione, in alcune situazio-
ni può essere necessario indossare dispositivi di protezione delle vie
respiratorie durante l’intera durata dei lavori. In questi casi non pos-
sono essere utilizzate maschere filtranti, poiché queste non posso-
no essere indossate per più di 3 ore complessive nell’arco della gior-
nata lavorativa. Vanno invece utilizzate turbomaschere filtranti o
respiratori a presa d’aria esterna. Per ulteriori informazioni sull’uso di
dispositivi di protezione delle vie respiratorie vedere il capitolo 6.
RISTRUTTURAZIONI
Prima di una ristrutturazione è necessario effettuare una valutazio-
ne delle condizioni di stabilità dell’edificio con lo scopo di mappare i
rischi per la sicurezza e la salute ed elaborare un cronoprogramma
realistico già nella fase d’appalto.
La valutazione delle condizioni di stabilità deve comprendere:
● la stabilità della struttura in caso di alterazioni
● la capacità portante dell’edificio nella zona di lavoro
● la localizzazione di impianti elettrici, gas e acqua
● i rischi di entrare in contatto con sostanze e materiali nocivi, tra i
quali:
• amianto, lana minerale e PCB
• marciume e muffe
• escrementi di animali ed esseri umani
Tipicamente, le ristrutturazioni hanno luogo all’interno di edifici esi-
stenti, e il lavoro può essere pesante, difficoltoso e fisicamente usu-
rante. Per questo motivo è importante provvedere a buone vie di
340
5. PROCESSI DI LAVORO
Rimozione di calcestruzzo
accesso e di trasporto; ciò facilita la fornitura di materiali e l’uso di
ausili tecnici per il loro trasporto. Per limitare la concentrazione di
polvere si può:
● utilizzare aspirapolveri collegati a un impianto di aspirazione cen-
tralizzata;
● munire gli utensili perforanti o taglienti di aspirazione;
● irrigare le zone polverose in modo da legare la polvere;
● evitare la scalpellatura di calcestruzzo; per limitare la concen-
trazione di polveri, il calcestruzzo può essere frantumato, ta-
gliato o abbattuto con esplosivi;
● pulire frequentemente la zona di lavoro.
È sempre opportuno coinvolgere utenti e inquilini nella pianificazione di
una ristrutturazione. Secondo la legge danese sulla disciplina dei cano-
ni d’affitto [lejeloven] gli utenti e gli inquilini devono almeno essere av-
visati dello svolgimento dei lavori.
RIMOZIONE DI CALCESTRUZZO
Durante la rimozione di calcestruzzo è liberata una grande quantità
di polvere di quarzo, specialmente se si utilizzano martelli bulinatori
e simili. Come metodi alternativi migliori esistono il taglio con seghe
o cesoie o l’abbattimento con esplosivi.
L’abbattimento con esplosivi può aver luogo soltanto se i lavori sono
diretti da un esperto di abbattimento con esplosivi. I minorenni non
possono assolutamente partecipare a lavori con rischio di esplosio-
ni.
341
Montaggio di elementi
5. PROCESSI DI LAVORO
prefabbricati
MONTAGGIO DI ELEMENTI PREFABBRICATI
Il montaggio di elementi prefabbricati è considerato un lavoro peri-
coloso, e il committente è pertanto tenuto a elaborare un Piano per
la Salute e la Sicurezza, qualora più imprese in contemporanea svol-
gano lavori di montaggio di elementi prefabbricati nel cantiere.
Per i lavori particolarmente pericolosi il datore di lavoro deve inoltre
elaborare una valutazione scritta contenente le misure da adottare
(piano di lavoro) per poter eseguire il lavoro in maniera sicura e senza
rischi per la salute; si consiglia di includere la valutazione nella riu-
nione preliminare di coordinamento e di utilizzarla come base per
l’addestramento del personale.
Progettazione
I progetti con elementi prefabbricati coinvolgono diversi attori. Il coor-
dinatore nella fase di progettazione (P) del committente deve assicu-
rarsi che la statica dell’edificio sia presa in considerazione durante la
realizzazione, e in particolare che sia stato elaborato un piano per il
montaggio e lo smontaggio dell‘armatura provvisoria.
È importante coordinare il lavoro prima del montaggio degli elementi
prefabbricati e ripassare il progetto nei minimi dettagli, ad esempio du-
rante una riunione dove si può eventualmente aggiornare il PSS.
La base contrattuale è stabilita secondo i modelli previsti da BIPS 113A.
Riunioni preliminari di coordinamento
Alla riunione preliminare di coordinamento la squadra deve ricevere
istruzioni sul montaggio degli elementi. Vanno ripassati il capitolato
d’appalto, il PSS, le istruzioni del fabbricante, gli elementi fabbricati
su misura, i punti di controllo, la posizione della gru, ecc. I percorsi
veicolari, i depositi e le zone di lavoro della gru devono essere de-
scritti nel PSS del committente.
342
5. PROCESSI DI LAVORO
Montaggio di elementi
prefabbricati
Le istruzioni di montaggio devono descrivere le modalità corrette di
montaggio e armatura.
Movimentazione e scarico di elementi prefabbricati
Si deve provvedere a una super-
3
4
ficie piana e orizzontale con una
capacità portante sufficiente
per l’appoggio di pallet verticali/
flat (casse mobili caricabili a pia-
nale piatto) o simili. Lo scarico
degli elementi prefabbricati
deve avvenire secondo le istru-
zioni del fabbricante.
Se il pallet risulta difettato alla
consegna nel cantiere, per
esempio se gli elementi non
sono dotati di fori per chiodi di
ancoraggio, il fabbricante DEVE
indicare un metodo alternativo
per scaricare gli elementi pre-
fabbricati. Altrimenti, gli ele-
menti devono essere restituiti al fabbricante. Se possibile, va evita-
to lo stoccaggio provvisorio degli elementi prefabbricati nel
cantiere. Qualora sia inevitabile ricaricare o stoccare gli elementi
prefabbricati, vanno sempre seguite le istruzioni del fabbricante.
Solitamente, lo stoccaggio di elementi prefabbricati avviene su ap-
positi scaffali d’immagazzinaggio/ pallet o flat.
Qualora un‘impresa scelga metodi di stoccaggio diversi da quelli pre-
scritti dal fabbricante, si accolla la responsabilità degli elementi pre-
fabbricati.
È pertanto necessario assicurarsi che i metodi di stoccaggio scelti
343
Montaggio di elementi
5. PROCESSI DI LAVORO
prefabbricati
abbiano almeno lo stesso livello di sicurezza dei metodi indicati dal
fabbricante.
Scelta di gru
Nell‘uso di gru è essenziale che la capacità di sollevamento sia suffi-
ciente per il posizionamento corretto e sicuro degli elementi prefab-
bricati. Per gli elementi prefabbricati la tolleranza è +/- 10 %.
Area con divieto di transito
344
5. PROCESSI DI LAVORO
Montaggio di elementi
prefabbricati
Chiodi di ancoraggio
Esistono misure standard per i chiodi di ancoraggio:
● 40 mm, max. 4,5 t, prefabbr. di 100-800 mm di larghezza
● 60 mm, max. 10,5 t, prefabbr. di 200-800 mm di larghezza
● 90 mm, max. 25,5 t, prefabbr. di 200-1200 mm di larghezza
Il requisito è un chiodo di ancoraggio della qualità 34CrNiMo6.
La fascia o la catena deve essere posizionata il più vicino possibile
all‘elemento prefabbricato in modo che il chiodo di ancoraggio non si
pieghi; utilizzare tubi distanziatori.
345
Montaggio di elementi
5. PROCESSI DI LAVORO
prefabbricati
Montaggio
Per pianificare un montaggio sicuro occorrono tutte le informazioni
necessarie sui fattori che possono influire sul puntellamento provvi-
sorio degli elementi prefabbricati. È responsabilità del dirigente del
montaggio reperire dette informazioni. Le informazioni devono con-
tenere calcoli e provvedimenti in merito alla statica provvisoria e al
puntellamento provvisorio degli elementi prefabbricati.
Il fabbricante deve fornire le istruzioni necessarie per il montaggio di
ogni singolo elemento prefabbricato.
L’ordine di montaggio degli elementi prefabbricati e del puntella-
mento provvisorio è determinato in base a dette informazioni.
Durante il montaggio degli elementi prefabbricati non possono es-
sere svolti altri lavori contemporaneamente nella zona. Nella valu-
tazione scritta del datore di lavoro va indicato dove e quando possa-
no essere svolte altre attività lavorative, ivi compresa la
rincalzatura.
Puntellamento
Il puntellamento provvisorio
degli elementi prefabbricati
deve essere conforme al pia-
no di puntellamento, il quale
va elaborato in base alla sta-
tica provvisoria della struttu-
ra e alle prescrizioni del fab-
bricante per i singoli elementi
prefabbricati.
È buona pratica del settore
utilizzare almeno due ele-
menti di puntellamento du-
346
5. PROCESSI DI LAVORO
Montaggio di elementi
prefabbricati
rante il montaggio di pareti e colonne prefabbricate: due puntoni
diagonali o un singolo puntone diagonale combinato con un elemen-
to di connessione che lo collega agli elementi adiacenti. Questo ser-
ve a prevenire che gli elementi si ribaltino durante il montaggio.
Le colonne devono inoltre essere fissate in basso.
Durante il fissaggio di elementi di calcestruzzo in situ o di solai pre-
fabbricati alveolari può essere necessario testare se sia possibile
ottenere il valore di resistenza all’estrazione necessario.
Le viti per il calcestruzzo vanno utilizzate una volta sola, poiché una
filettatura difettata può ridurre il valore di resistenza allo strappa-
mento.
La coppia di serraggio per bulloni dipende dal tipo di bullone utilizza-
to; vanno sempre seguite le istruzioni del fabbricante sulla coppia di
serraggio.
Un buon bullone da 16 mm può resistere a 16 KN nella direzione del-
la forza di estrazione. Sotto condizioni normali e regolari una coppia
di serraggio di 30-40 Nm esercita una forza di trazione sul bullone di
circa 10-12 KN.
In caso di dubbi sulla coppia di serraggio contattare il fabbricante.
È un requisito che siano utilizzate chiavi dinamometriche per il ser-
raggio.
Le estremità dei puntoni devono appoggiarsi completamente al pre-
fabbricato e al solaio.
Qualora la natura del progetto richieda accessori di montaggio fab-
bricati su misura, il progettista deve renderlo noto.
347
Montaggio di elementi
5. PROCESSI DI LAVORO
prefabbricati
Smontaggio del puntellamento
Il puntellamento non può essere rimosso prima che l’edificio sia sta-
bile, ovvero dopo che gli allettamenti ecc. siano sufficientemente
induriti. Tali informazioni devono essere riportate nel materiale del
progetto.
Pannelli prefabbricati per facciate e pareti
min. 2 m
Prima di montare le pareti esterne devo-
no essere montati parapetti.
I parapetti possono essere rimossi via
via che il montaggio è portato a termine,
oppure più tardi. Alla rimozione di para-
petti occorre prevenire la caduta, per
esempio utilizzando dispositivi anticadu-
ta.
Montaggio di solai/elementi di tetto
Prima del montaggio di solai occorre provvedere alla rincalzatura delle
strutture portanti o ad altri metodi atti a garantirne la capacità portante.
Lungo la facciata devono essere disposti parapetti che si possano
spostare facilmente per seguire il montaggio.
Vanno sempre disposti parapetti dietro e lungo i lato esterno della
struttura.
I solai prefabbricati vanno stoccati parallelamente per ridurre il ri-
schio di caduta e ribaltamento.
Durante il montaggio si devono prevenire le cadute utilizzando al-
meno dispositivi anticaduta.
348
5. PROCESSI DI LAVORO
Vespai, soffitti e sottotetti
VESPAI, SOFFITTI E SOTTOTETTI
I lavori all’interno di spazi confinati si suddividono in due gruppi:
1. realizzazione di impianti in edifici di nuova costruzione (incluse
modifiche e ristrutturazioni importanti)
2. riparazione e manutenzione di impianti in edifici esistenti
Durante la realizzazione e la riparazione di impianti i dipendenti sono
esposti a grandi sollecitazioni ergonomiche dell‘intero corpo.
In questi tipi di lavoro è spesso necessario strisciare o andare a car-
poni in posture di lavoro inopportune, e in molti casi si devono oltre-
passare diversi ostacoli come impianti, altezze diverse, ecc.
Pertanto, questi lavori comportano un rischio elevato di infortuni, un
logoramento, specialmente dei ginocchi, e sollecitazioni psichiche.
Per i lavori svolti all’interno di spazi confinati può essere necessario
aggiungere al DVR una descrizione delle condizioni presenti nel luo-
go di lavoro, ivi comprese le possibilità di accesso.
Può inoltre essere necessario elaborare un piano di emergenza, eva-
cuazione ed esercitazione il quale deve contenere una descrizione
delle modalità di evacuazione del personale ferito. Il piano deve es-
sere approvato dal servizio locale di salvataggio.
Edifici di nuova costruzione
In generale, i suddetti problemi non esistono negli edifici di nuova
costruzione, poiché il Regolamento Edilizio [Byggereglementet] pre-
vede un’altezza di passaggio minima di 1,9 m e una larghezza libera
minima di 0,7 m nei vespai con impianti che richiedono controllo ma-
nuale, verifiche o manutenzioni.
349
Vespai, soffitti e sottotetti
5. PROCESSI DI LAVORO
Se gli impianti possono essere controllati tramite un elemento pre-
fabbricato rimovibile è permesso realizzare un vespaio.
Edifici esistenti
Negli edifici esistenti è spesso impossibile modificare gli spazi confi-
nati. In questi casi è necessario pianificare il lavoro in modo tale da li-
mitare il più possibile i periodi di lavoro con posture di lavoro dannose.
Esempi di provvedimenti:
● Ridurre le ore lavorative giornaliere.
● Dare ai dipendenti la possibilità di ulteriori pause oltre alle pause
previste per il consumo di cibo e bevande.
● Evitare che un dipendente lavori da solo.
● Mettere a disposizione dei dipendenti indumenti da lavoro specia-
li e, ove necessario, dispositivi di protezione delle vie respiratorie
idonei e altri DPI (ginocchiere, caschi e pannelli morbidi isolanti sui
quali sdraiarsi/sedersi durante i lavori).
● La luce di orientamento e di lavoro deve funzionare correttamente e
essere collegata a due gruppi elettrogeni diversi nel quadro elettrico.
● Ove possibile, utilizzare piccoli carrelli per il trasporto di utensili e
materiali.
● Mettere a disposizione attrezzature per il salvataggio di persone
ferite.
● La distanza tra i punti di accesso non può superare circa 15 m (può
essere necessario realizzare più aperture all’interno degli edifici esi-
stenti o che portano all’esterno dell’edificio).
350
5. PROCESSI DI LAVORO
Vespai, soffitti e sottotetti
● Le aperture di accesso devono avere una dimensione minima di 60
x 80 cm.
● Le aperture di accesso devono essere facilmente accessibili se si
trovano sopra o sotto il livello del terreno circostante.
● Effettuare una pulizia di fondo del luogo di lavoro prima di iniziare i
lavori.
Qualora vi sia un rischio di incendio, vapori o simili, qualora vi siano
tubi o simili che ostacolano le vie di fuga, o qualora la visibilità sia
compromessa, è opportuno che la distanza tra il luogo di lavoro e le
uscite sia inferiore alla distanza massima stabilita.
Utilizzare lo schema di valutazione (vedere in basso) per stabilire le
ore lavorative massime giornaliere per i lavori all’interno di vespai.
Altezza del vespaio
Orari di lavoro massimi su
Fattori che limitano ulteri-
una giornata lavorativa
ormente la durata massima
dei lavori
Tra 60-90 cm
1 ora
• Utilizzo DPI che limitano
l’altezza libera
Tra 90-120 cm
2 ore
• Posture di lavoro o accessi
Oltre 120 cm
4 ore
particolarmente dannosi
L’altezza libera effettiva per
Durata giornata lavorativa
chi lavora nel vespaio
normale
• Sollecitazioni psicosociali
• Condizioni personali,
p.es. salute e peso
Per i lavori all’interno di vespai è obbligatoria un’illuminazione di
emergenza, come ad esempio una torcia a batterie da utilizzare per
orientarsi in caso di guasto dell‘alimentazione elettrica.
351
Lavori all’interno di spazi chiusi
5. PROCESSI DI LAVORO
e pozzi
Polvere, amianto, ecc.
I lavori all’interno di cantine o vespai aumentano il rischio di esposi-
zione a polveri dannose, materiali d’isolamento e resti di materiali di
costruzione potenzialmente nocivi alla salute. Gli edifici realizzati
prima del 1975 presentano un rischio di contatto con materiali d’iso-
lamento contenenti amianto. Inoltre, l’amianto si trova anche in alcu-
ni materiali utilizzati a metà degli anni 80.
Qualora il luogo di lavoro abbia residui di amianto, occorre provvede-
re a una pulitura prima di poter iniziare i lavori. La pulitura va esegui-
ta da personale appositamente formato nella rimozione di amianto.
In altre situazioni può essere necessario riordinare il luogo di lavoro
prima di iniziare i lavori, per esempio in caso vi siano quantità elevate
di polvere, escrementi di animali o troppi rifiuti edili.
Evitare di andare a carponi su mattoni e altri rifiuti edili poiché può
causare lesioni a mani e ginocchi.
I lavori all‘interno di soffitti, sottotetti e vespai richiedono un livello
alto di attenzione e vanno sempre pianificati. Prima di iniziare i lavori
si deve provvedere ai DPI e ausili tecnici necessari.
LAVORI ALL’INTERNO DI SPAZI CHIUSI E POZZI
È importante prevenire sempre eventuali incidenti di asfissia, intos-
sicazione e simili.
Occorre prestare particolare attenzione ai lavori eseguiti all’interno di:
● pozzi
● cabine di pompe
352
5. PROCESSI DI LAVORO Lavori all’interno di spazi chiusi
e pozzi
● gallerie
● condotte
● silos
● pozzetti e simili
I minorenni non possono eseguire lavori all’interno di spazi chiusi,
pozzi, condotte, ecc. qualora vi sia un rischio di asfissia o di esplosio-
ne.
La maggior parte di questi lavori sono considerati lavori particolar-
mente pericolosi. Perciò, il datore di lavoro è tenuto a elaborare una
valutazione scritta contenente le misure di sicurezza da adottare
per eseguire i lavori in maniera sicura.
Qualora siano presenti dipendenti da imprese diverse sul luogo di
lavoro, il committente deve elaborare un Piano per la Sicurezza e la
Salute.
Lavori all’interno di pozzi
Durante i lavori all’interno di
pozzi o simili deve sempre es-
sere presente un addetto alla
sorveglianza, il quale deve re-
stare costantemente in con-
tatto con le persone che lavo-
rano nel pozzo. Spesso è
necessaria anche la presenza
di un assistente che possa in-
tervenire rapidamente, qualo-
ra il sorvegliante necessiti di
assistenza.
353
Lavori all’interno di spazi chiusi
5. PROCESSI DI LAVORO
e pozzi
Prima di iniziare i lavori occorre:
● controllare che le pareti e le scale di accesso del pozzo ecc. siano
intatte;
● riparare eventuali danni;
● provvedere a una ventilazione efficace del pozzo - eventualmen-
te tramite l’apporto di aria fresca;
● controllare che l’aria sia pulita e sufficientemente ossigenata pri-
ma della discesa nel pozzo; la misurazione dell’aria va ripetuta
durante i lavori nel pozzo;
● misurare la concentrazione di ossigeno, idrogeno solforato e so-
stanze esplosive;
● assicurare che le persone impiegate nel pozzo possano essere sal-
vate - utilizzare sempre cinture per sollevamento e fune; la fune
deve essere collegata a un treppiede munito di argano o simile;
● istruire e addestrare i dipendenti all’uso di attrezzature di salva-
taggio, ecc.
Qualora sia inevitabile lavorare all‘interno di pozzi privi di una venti-
lazione idonea, sono applicabili i seguenti requisiti:
● Utilizzare dispositivi di protezione delle vie respiratorie idonei (a
presa d’aria esterna).
● Utensili, attrezzature, fonti d‘illuminazione e indumenti devono
essere protetti contro le scintille.
● Il sorvegliante deve avere a disposizione un respiratore a presa
d‘aria esterna di riserva.
354
5. PROCESSI DI LAVORO Lavori all’interno di spazi chiusi
e pozzi
Se esiste un pericolo di esplosione nel pozzo è vietato il fumo di sigaret-
te e l’uso di fiamme libere.
Cinture di sicurezza
Una fune di salvataggio fissata a
una cintura di sicurezza è spesso l’u-
nica possibilità per salvare una per-
sona dal pozzo. Ciò può essere ne-
cessario in caso la persona sia ferita
o priva di sensi a causa di gas o ca-
renza di ossigeno.
Una persona priva di sensi non può
essere estratta dal pozzo a forza
manuale; pertanto, va installato un
sollevatore idoneo sopra il pozzo.
Alternativamente, si può utilizzare
un automezzo dotato di argano
meccanico, qualora il mezzo possa
essere posizionato sufficientemen-
te vicino al pozzo. Il meccanismo di
sollevamento va sistemato prima
che qualcuno scenda nel pozzo, e in
caso di malfunzionamento l’argano
deve poter essere azionato manual-
mente.
Il sorvegliante deve essere istruito
nell’uso corretto delle attrezzature
di salvataggio e sapere come chia-
mare aiuto.
355
Lavori all’interno di spazi chiusi
5. PROCESSI DI LAVORO
e pozzi
Lavori su fognature
Sono applicabili norme speciali per i lavori su fognature già in uso.
Tali lavori richiedono una conoscenza e un’istruzione nei lavori all‘in-
terno di fognature. Le persone che spendono la maggior parte della
giornata lavorativa nelle fognature devono essere vaccinate secon-
do le norme dell’AT.
Vanno sempre utilizzati indumenti da lavoro idonei alla mansione da
svolgere. Se gli indumenti si bagnano, deve essere possibile sostitu-
irli con indumenti puliti e asciutti.
È obbligatorio provvedere a una doccia separata, spogliatoi e spazi
separati per conservare indumenti da lavoro e indumenti normali; il
dipendente è tenuto a docciarsi dopo i lavori. L’igiene personale è
molto importante, ed è dunque essenziale che le norme sul cambio
di indumenti, il lavaggio frequente delle mani, ecc. siano rispettate.
Spazi chiusi, condotti, ecc.
È vietato eseguire lavori all’interno di condotti con un diametro infe-
riore a 1,2 m. Tuttavia è possibile chiedere una deroga da detto divie-
to all’AT; tale deroga viene concessa soltanto in casi particolari, e ri-
chiede l’adozione di misure precauzionali speciali. Ad esempio, va
elaborato un piano dettagliato contenente una descrizione delle
misure da adottare per ridurre i rischi alla sicurezza e alla salute col-
legati al lavoro.
I lavori devono essere di breve durata e il tempo speso all‘interno dei
condotti va limitato.
In caso di catastrofi le misure speciali possono essere omesse se
strettamente necessario. In tali casi il SGSL deve stabilire appositi
orientamenti e procedure da seguire, e dopo l’intervento si consiglia
che il SGSL effettui sempre una valutazione dei lavori.
356
5. PROCESSI DI LAVORO
Lavori a caldo
Nei suddetti casi va solitamente impiegata un’imbracatura antica-
duta dotata di una fascia per caviglie per poter estrarre la persona
dal condotto.
Qualora il sorvegliante non riesca a rimanere in contatto con le per-
sone nel condotto o nel pozzo, occorre provvedere a un sorvegliante
intermedio che deve trovarsi tra la persona sul luogo di lavoro e il
sorvegliante principale, e che sia in grado di comunicare con entram-
bi.
Impianti di teleriscaldamento
Durante i lavori sugli impianti di teleriscaldamento è importante pre-
venire eventuali rischi di scottature, nonché rispettare le norme sta-
bilite per i lavori all’interno di pozzi, condotti e spazi chiusi.
I dipendenti devono avere accesso ad acqua fredda mentre lavorano
in zone ad alta temperatura.
I lavori svolti all‘interno di spazi confinati è molto pesante, e si consi-
glia pertanto di limitare gli orari di lavoro. Vanno previste pause fre-
quenti e una variazione delle mansioni.
LAVORI A CALDO
Per lavori a caldo s’intendono tutti i lavori che comportano rischi di in-
cendiare elementi di costruzione o simili. Il termine lavoro a caldo com-
prende quindi tutti i tipi di lavoro che prevedono fiamme libere, nonché
i lavori con utensili che liberano calore e che comportano un rischio di
incendio, per esempio smerigliatrici angolari, seghe circolari e utensili
per l’essicamento e la brasatura, ecc. Pertanto, le norme e le pratiche
menzionate possono essere applicate anche a questi tipi di lavori.
357
Lavori a caldo
5. PROCESSI DI LAVORO
I lavori a caldo causano spesso incendi perché i dipendenti non pos-
siedono la conoscenza necessaria della prevenzione di incendi. Per-
tanto, è importante sviluppare routine di sicurezza efficaci, assicu-
rarsi che tutti i dipendenti siano al corrente dei rischi d’incendio e
che abbiano ricevuto un’istruzione idonea sull‘argomento.
Le compagnie di assicurazione hanno stabilito requisiti al lavoro a
caldo. Tipicamente le imprese che svolgono lavori a caldo sono co-
perte dall’assicurazione del committente.
Prima di iniziare i lavori a caldo va compilato un apposito modulo
[aftaleblanket] che è reperibile al sito internet www.brandtekni-
sk-institut.dk dell‘Istituto Danese di Prevenzione e Protezione Antin-
cendio [Dansk Brand- og Sikringsteknisk Institut].
Una buona pianificazione può prevenire il rischio di incendi ed esplo-
sioni. Le misure concrete da adottare a tale scopo devono essere
descritte nel capitolato d’appalto o nel PSS.
Spesso è necessario avere un sorvegliante per un periodo di tempo
dopo la terminazione dei lavori a caldo.
Il datore di lavoro ha l’obbligo di informare i dipendenti dei rischi d’in-
cendio e di addestrarli nella prevenzione ed estinzione di un even-
tuale incendio.
Pericolo d’incendio
Esistono due categorie di pericolo d’incendio relative ai lavori a caldo:
1. l‘uso scorretto di utensili o utensili difettati
2. l’incendiamento di materiali combustibili a causa del calore emes-
so dai lavori
In entrambe le situazioni il pericolo d’incendio può essere prevenuto
358
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