MANUALE – AMBIENTE DI LAVORO NEL SETTORE DELL’EDILIZIA (2013) - 8

 

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MANUALE – AMBIENTE DI LAVORO NEL SETTORE DELL’EDILIZIA (2013) - 8

 

 

5. PROCESSI DI LAVORO
Lavori a caldo
con mezzi semplici:
Controllare che gli utensili siano idoneamente mantenuti e che sia-
no utilizzati esclusivamente secondo gli usi previsti dal fabbricante.
Rimuovere qualsiasi materiale combustibile; coprire il materiale se
non é possibile rimuoverlo.
Esaminare l’edificio per verificare se sono presenti fattori ai quali
prestare particolare attenzione prima di iniziare i lavori.
Vi sono conservati materiali, liquidi o gas combustibili?
Vi sono spazi vuoti tra i materiali combustibili?
Vi sono cablaggi nascosti o canali d’aspirazione che terminano so-
pra o appena sotto il tetto e dai quali possono uscire vapori o pol-
veri combustibili?
Vi è carta vecchia, ragnatele, ecc. facilmente incendiabili che pos-
sano provocare vasti incendi?
Altre misure precauzionali importanti:
Gettare frequentemente rifiuti e imballaggi vuoti in appositi con-
tenitori.
Tenere sgombre le vie di fuga.
Conservare le attrezzature di saldatura al sicuro alla fine dei lavori.
È vietato fumare in luoghi dove sono stoccati o utilizzati solventi
o miscele a base di solventi.
Collocare estintori a schiuma su ogni piano.
359
Lavori a caldo
5. PROCESSI DI LAVORO
Posizionare cartelli vicino agli estintori e frecce che ne indicano la
strada.
Informare i dipendenti sulla prevenzione antincendio.
Su tutti i telefoni va indicato il numero di telefono del centro di emer-
genza nonché l’indirizzo del cantiere. Il numero del centro di emer-
genza può eventualmente essere salvato nei cellulari dei dipenden-
ti.
Durante i processi di taglio, molatura e saldatura il calore si propaga
principalmente sotto forma di scintille provenienti dal materiale la-
vorato (non esistono scintille „fredde“).
Mezzi estinguenti
I mezzi estinguenti vanno controllati re-
golarmente per assicurarsi che non siano
difettati, che il sigillo sia intatto e che il
manometro segnali la pressione corretta.
Un estintore difettato da un senso di sicu-
rezza falso e non è in grado di fermare un
incendio prima che si propaghi.
Gli estintori devono essere approvati e
muniti di marcatura „DS“. Ai sensi della
legge gli estintori devono essere riempiti
e testati almeno ogni 5 anni da un’unità di
ricarica approvata da Dansk Standard (DS).
Se un estintore è utilizzato all’esterno, è esposto a eventi meteoro-
logici variabili o è spesso trasportato, deve essere sottoposto a una
revisione ogni 6 mesi da un’azienda di revisione approvata da DS.
360
5. PROCESSI DI LAVORO
Lavori a caldo
Lavori con fiamme libere
L’uso di fiamme libere, il cosiddetto lavoro
a caldo, può avvenire durante i lavori di
copertura su tetti o durante la saldatura.
Il datore di lavoro ha l’obbligo informare i
dipendenti del pericolo d’incendio e di
istruirli sulla prevenzione ed estinzione di
incendi.
È necessario evitare che le fiamme libere
vengano a contatto con materiali o elementi combustibili della co-
struzione. Occorre inoltre assicurarsi che non vi siano fessure o giun-
ti negli elementi della costruzione o nelle coperture che potrebbero
essere penetrati da materiali incendiati/ardenti.
Si deve prestare particolare attenzione agli incendi in piccole cavità,
per esempio nella copertura di tetti o nella lavorazione di metalli. Le
fiamme possono propagarsi rapidamente all’interno di piccole cavità
e incendiare materiali combustibili lontani dal luogo di lavoro.
La pianificazione del lavoro va suddivisa come segue:
misure precauzionali da adottare prima di iniziare i lavori
organizzazione del posto di lavoro
esecuzione del lavoro
misure precauzionali durante i lavori
misure precauzionali in caso di incendio
misure precauzionali dopo l’ultimazione dei lavori, incluso un ad-
detto alla vigilanza antincendio
361
Saldatura e taglio
5. PROCESSI DI LAVORO
SALDATURA E TAGLIO
Il fumo da saldatura e da taglio contiene gas e diversi metalli pesanti
che, insieme, possono causare bronchiti croniche e tumori nelle vie re-
spiratorie. Pertanto, è importante rimuovere in maniera efficace il fumo.
La pelle va sempre protetta contro la luce ultravioletta e gli schizzi.
Inoltre, la luce da saldatura può causare danni permanenti agli occhi.
Materiali con rivestimenti
Grasso, vernice e altri rivestimenti devono essere rimossi prima di
iniziare il processo di saldatura. Ove possibile, il rivestimento va ri-
mosso meccanicamente, e i solventi organici vanno utilizzati soltan-
to in assenza di alternative. È importante che qualsiasi residuo di
solventi sia rimosso prima della saldatura.
Fumo da saldatura
Il fumo da saldatura e la polvere da molatura vanno rimossi tramite
un impianto di ventilazione e aspirazione idoneo. Qualora non sia
possibile installare un sistema di aspirazione centralizzato, va utiliz-
zato un impianto portatile; qualora quest‘ultimo non sia possibile, si
deve ricorrere a dispositivi di protezione delle vie respiratorie idonei.
Qualora non sia possibile provvedere a un impianto di ventilazione
industriale con asportazione dell’aria all’esterno, occorre adottare
misure preventive per evitare che l’aria inquinata si diffonda nel re-
sto del cantiere. Vanno inoltre appesi cartelli indicanti che chiunque
lavori o circoli nella zona debba indossare dispositivi di protezione
delle vie respiratorie idonei.
Rumori
La lavorazione di metalli, come il taglio e la molatura, comportano tipi-
camente rumori in grado di causare danni all’udito e che vanno quindi
abbattuti tramite l’incapsulamento, la schermatura o simili. Può essere
necessario indossare dispositivi di protezione dell’udito idonei. È impor-
362
5. PROCESSI DI LAVORO
Saldatura e taglio
tante che le persone circostanti non siano esposte a rumori dannosi o
inutili. Le zone all‘interno delle quali vanno utilizzati dispositivi di prote-
zione dell’udito devono essere delimitate e provviste di cartelli con l’ob-
bligo di indossare dispositivi di protezione dell’udito.
Formazione
È richiesto un corso di formazione speciale in materia di sicurezza e
salute per svolgere i lavori di saldatura e taglio termico di metalli e i
processi di molatura ad essi inerenti. La molatura in generale non è
compresa da questo requisito. Il requisito di un apposito corso di for-
mazione è applicabile anche agli operatori di macchine di saldatura
e di taglio che possono liberare fumo.
Il corso di formazione deve essere approvato dall’AT ed è organizza-
to da da diversi centri.
Guanti
Durante la saldatura vanno sempre utilizzati guanti di protezione con-
tro le radiazioni e le scottature provocate dalla fiamma di saldatura.
Se si svolgono saldature in ginocchio vanno utilizzate ginocchiere/
cuscinetti, apposite ghette di protezione delle caviglie e grembiuli
per la protezione contro schizzi e gocce di metallo ardenti.
Dispositivi di protezione degli occhi
Vanno utilizzati caschi da saldatura, ma-
schere da saldatore o occhiali idonei mu-
niti di protezione laterale, se si eseguono
lavori di saldatura o se ci si trova nei
pressi del luogo di saldatura. È importan-
te che il casco, la maschera o gli occhiali
di protezione siano provvisti di un vetro
363
Saldatura e taglio
5. PROCESSI DI LAVORO
filtrante idoneo. L’alternativa migliore è utilizzare uno schermo fisso
o mobile con un grado di oscuramento uguale a quello degli occhiali
di protezione.
Luce da saldatura/occhi da saldatore
L’ipersensibilità alla luce, occhi lacrimanti, palpebre gonfie e forti do-
lori agli occhi sono sintomi tipici degli „occhi da saldatore“.
Pomata oftalmica
Per lenire i dolori agli occhi si può utilizzare una pomata oftalmica a
base di Zincocaina (precedentemente chiamata Cincocaina) reperi-
bile in farmacia. La pomata non può essere utilizzata durante il lavo-
ro o nel traffico, poiché ha un effetto anestetico sugli occhi.
Pericolo d‘incendio
Le sostanze infiammabili devono essere allontanate dal luogo di sal-
datura. Qualora sia necessario saldare nei pressi di sostanze infiam-
mabili non rimuovibili, occorre provvedere sia a un addetto alla vigi-
lanza antincendio, sia a un estintore.
Gli spazi adiacenti vanno controllati se sono collegati al locale dove
si salda attraverso tubi. Va inoltre controllato se un eventuale incen-
dio bloccherebbe le vie di fuga. Dopo la saldatura va sempre effet-
tuata una revisione.
Saldatura elettrica
Non si possono toccare oggetti conduttori di elettricità situati tra
tubi e dietro contenitori ecc. Poiché la terra umida può condurre l’e-
lettricità, è importante che i dipendenti facciano attenzione ai loro
movimenti, qualora siano bagnati dalla pioggia o di sudore.
364
5. PROCESSI DI LAVORO
Saldatura e taglio
Misure precauzionali durante la saldatura:
Utilizzare guanti da saldatura asciutti e interi, eventualmente an-
che l’assistente. L’elettrodo può essere toccato soltanto con
guanti isolanti.
Non collocare l’elettrodo tra il braccio e il petto durante la sostituzione.
Non collocare il cavo di saldatura sopra il collo o il braccio.
Mantenere la tuta da lavoro asciutta e integra.
Sostituire immediatamente attrezzature di saldatura danneggiate.
Qualora vi sia un rischio che il corpo entri in contatto con elementi con-
duttori (p.es. dentro caldaie, contenitori, ecc.) sono applicabili i seguen-
ti requisiti per le saldatrici:
La tensione di circuito aperto deve essere ridotta a 12 volt di ten-
sione alternata, oppure convertita in max. 100 volt di tensione
continua entro 0,2 secondi dallo spegnimento dell’arco elettrico.
Occorre provvedere a un dispositivo di controllo per poter monito-
rare la protezione.
Saldatura a gas/autogena
Lista di controllo per la saldatura a gas (saldatura autogena):
Le bombole di acciaio devono essere protette contro urti, botte, ri-
baltamento e fonti di calore.
Conservare le bombole in un luogo protetto da sole e pioggia.
Conservare bombole piene e vuote separatamente.
365
Saldatura e taglio
5. PROCESSI DI LAVORO
Chiudere la valvola delle
bombole vuote e munirle di
cuffia di protezione.
I tubi di gas e ossigeno de-
vono essere integri e non
possono avere giunzioni.
Le valvole delle bombole
non possono essere lubri-
ficate o esposte a maltrat-
tamenti.
È vietato utilizzare bombole
con valvole difettate.
Le bombole vanno trasportate con un apposito carrello di trasporto.
Verificare che le bombole siano state sottoposte a verifiche regola-
ri. La data del prossimo controllo è indicata su ogni singola bombola.
Saldatura MIG
Durante la saldatura MIG è liberato ozono, che si forma come una
sfera intorno all’arco elettrico fino a un metro di distanza.
L’ozono è dannoso alla salute, e può soltanto essere rimosso in ma-
niera efficace tramite un sistema di aspirazione a bassa pressione, il
quale ha una zona d’ingresso molto più ampia rispetto ai sistemi ad
alta pressione.
Vanno utilizzati caschi con protezione del collo, guanti e indumenti da
lavoro coprenti per proteggersi contro gli schizzi e le radiazioni ottiche.
Il casco deve essere munito di vetri auto oscuranti che modificano il
grado di protezione (grado DIN), quando si accende l’arco elettrico.
366
5. PROCESSI DI LAVORO
Saldatura e taglio
I vetri auto oscuranti riducono il rischio di occhi da saldatore, poiché
si evita la sollecitazione causata dalle radiazioni, qualora il casco
venga chiuso troppo tardi rispetto all’accensione dell’arco elettrico.
Vanno disposti schermi per proteggere i colleghi contro le radiazioni
ottiche dirette e riflesse.
Nell’impiego di intensità di corrente alte e nella saldatura dell’allumi-
nio, l’ozono si forma a una distanza dall’arco elettrico tale da non
poter essere catturato dagli impianti di aspirazione a bassa pressio-
ne. Per questo motivo, gli impianti di aspirazione vanno combinati
con l’uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie idonei alla
protezione contro l’ozono. I respiratori filtranti con unità turbo (tur-
bomaschere) sono accettati dall’AT soltanto se gli impianti di aspira-
zione a bassa pressione sono in grado di rimuovere tutto il fumo; al-
trimenti vanno utilizzati respiratori a presa d’aria esterna.
Ossigeno
Le bombole d’ossigeno devono essere di un colore blu con ogiva di
colore bianco.Bombole, cavi e apparecchi non possono entrare in
contatto con olio o altre sostanze grasse, poichè possono causa-
re un’autocombustione.
Aria atmosferica, Acetilene, Gas liquido, Gas liquido, Anidride carbonica e Ossigeno
367
Saldatura e taglio
5. PROCESSI DI LAVORO
Acetilene
Le bombole di acetilene devono essere di un colore marrone rossic-
cio. L’acetilene è altamente esplosivo. Non utilizzare mai una bombo-
la con difetti di tenuta o con valvole difettate. Durante l’uso la bom-
bola deve stare in posizione eretta. Per evitare una fiamma di ritorno
nella bombola di acetilene, vanno montate valvole anti-ritorno di
fiamma vicino al riduttore di pressione. Un eventuale ritorno di fiam-
ma o una forte sollecitazione di calore può causare l’esplosione della
bombola.
Brasatura e fondenti
Se riscaldati, la maggior parte dei fondenti liberano vapori nocivi alla
salute (spesso vapori acidi). I vapori vanno rimossi con l’uso di im-
pianti di aspirazione prima che raggiungano il naso e la bocca. I fon-
denti e le leghe per la brasatura non possono contenere una con-
centrazione di cadmio superiore a 0,1 % a causa del pericolo
d’intossicazione.
368
5. PROCESSI DI LAVORO
Appunti
369
Appunti
5. PROCESSI DI LAVORO
370
5. PROCESSI DI LAVORO
Appunti
371
Appunti
5. PROCESSI DI LAVORO
372
6. DPI
I DPI in generale
I DPI IN GENERALE
Per DPI s’intendono caschi di sicurezza, dispositivi di protezione del-
le vie respiratorie e altri dispositivi atti a proteggere i dipendenti du-
rante i lavori. Vedere il disegno in basso.
I DPI sono l’ultima risorsa
In linea di principio, i problemi relativi alla sicurezza e alla salute van-
no risolti alla fonte; si può ricorrere all’uso di DPI soltanto se tutte le
altre possibilità sono esaurite.
Casco
Dispositivo di protezione dell’udito
Occhiali protettivi
Maschera
(disp. prot. degli occhi)
(disp. prot. vie respiratorie)
Dispositivo anticaduta
(imbracatura con cordino)
Indumenti da lavoro
Guanti
Calzature protettive
Se il lavoro richiede l’utilizzo di colle contenenti mezzi solventi, occorre:
1. verificare se la colla può essere sostituita con un prodotto meno peri-
coloso, ad esempio una colla idrosolubile;
2. In caso contrario, va installato un sistema di ventilazione industriale
efficace (aspirazione).
3. Qualora nemmeno la ventilazione sia in grado di proteggere il dipen-
dente in maniera efficace contro l’inalazione dei solventi, vanno utiliz-
zati DPI.
373
I DPI in generale
6. DPI
Requisiti dei DPI
Protezione: verificare se il dispositivo di protezione fornisca la prote-
zione necessaria.
Esempio: Il dispositivo di protezione delle vie respiratorie deve esse-
re munito di un filtro idoneo. Ad esempio, non si può utilizzare un fil-
tro antipolvere per i lavori con mezzi solventi.
Fastidi: il dispositivo di protezione non può causare più fastidi di
quanto sia necessario perché possa funzionare correttamente.
Esempio: Non tutte le persone possono indossare le stesse calzatu-
re - per questo non basta mettere a disposizione soltanto un tipo di
calzature.
Idoneità: il dispositivo di protezione deve essere idoneo alla mansio-
ne svolta.
Esempio: Per i lavori in presenza di acqua, p.es. vicino o all’interno di
uno scavo, vanno utilizzati stivali di sicurezza in gomma e non calza-
ture protettive.
I dispositivi di protezione non devono presentare più caratteristiche
di quanto necessario, poiché tali funzionalità possono causare fasti-
di inutili.
Distribuzione, pagamento, manutenzione e proprietà
Spetta al datore di lavoro distribuire ai dipendenti DPI idonei, nonché
provvedere alla loro pulizia e manutenzione.
A volte, tale obbligo non si applica alle calzature protettive e gli in-
dumenti da lavoro speciali; in alcuni casi le organizzazioni dei datori
di lavoro e i sindacati (o il datore di lavoro e i dipendenti non compre-
si da contratti collettivi) accordano che i dipendenti debbano contri-
buire al pagamento dei DPI.
Se i DPI sono stati pagati dal datore di lavoro e sono quindi di sua
374
6. DPI
I DPI in generale
proprietà, il datore di lavoro può esigere che il dipendente lasci i DPI
sul luogo di lavoro alla fine della giornata lavorativa.
Responsabilità dei DPI
Il datore di lavoro ha la responsabilità di:
assicurarsi che i dipendenti utilizzino i DPI durante i lavori;
istruire i dipendenti nell’uso di DPI e assicurarsi che tali istruzioni
siano seguite;
informare i dipendenti delle conseguenze per la sicurezza e la sa-
lute in caso le istruzioni non siano seguite.
I dipendenti hanno la responsabilità di:
utilizzare DPI sin dall’inizio fino alla fine dei lavori; ciò richiede ov-
viamente che i dipendenti abbiano ricevuto i DPI e che siano stati
istruiti nel loro uso;
segnalare al preposto ai lavori o al datore di lavoro eventuali difet-
ti e inadempienze dei DPI.
Restrizioni all’uso:
Alcuni DPI possono causare fastidi durante il loro uso, e pertanto
può essere necessario limitare le ore di lavoro, per esempio pianifi-
cando apposite pause. Per alcuni dispositivi di protezione delle vie
respiratorie è previsto un limite massimo all‘uso.
375
I DPI in generale
6. DPI
Istruzioni per l’uso e marcatura
Il fabbricante deve assicurarsi che i DPI siano provvisti di istruzioni
per l’uso.
Le istruzioni per l’uso devono essere redatte in lingua danese e in un
linguaggio chiaro e facilmente comprensibile.
Le istruzioni per l’uso devono contenere informazioni su:
modalità d’uso
conservazione, uso, pulizia, manutenzione, riparazione e disinfet-
tazione
resistenza constatata durante verifiche tecniche
accessori abbinabili al DPI
restrizioni all’uso del DPI
data di scadenza del DPI
imballaggio idoneo per il trasporto del DPI
spiegazione di eventuali marcature
Tutti i DPI devono essere muniti di marcatura CE.
376
6. DPI
Cashi
CASCHI
Qualora esista un rischio di lesioni alla testa, i dipenden-
ti devono sempre indossare caschi di sicurezza.
Hjelm
påbudt
Il rischio può essere suddiviso in quattro categorie:
materiali, utnsili e altri oggetti che si ribaltano o cadono
oggetti sporgenti o materiali e attrezzature pesanti sospesi o
oscillanti
cavi elettrici non isolati
spazi confinati che rendono difficile spostarsi senza urtare la te-
sta
Va sempre utilizzato il casco di sicurezza in presenza di un cartello
con l’obbligo di indossare il casco.
Scelta del casco di sicurezza
Le singole caratteristiche del luogo di lavoro sono determinanti per
il tipo di casco da utilizzare. Per esempio, se vi è un pericolo di schiac-
ciamento della testa, va scelto un casco progettato appositamente
per proteggere contro tale tipo di sollecitazione.
In alcuni casi, il colore e
la forma del casco deve
essere adatta al tipo di
mansione svolta; ad
esempio, il
casco
dell’imbracatore deve
avere un colore aran-
cione forte per renderlo
facilmente visibile al
gruista.
377
Cashi
6. DPI
È importante che il casco non pesi più del necessario.
Durante i lavori al freddo si può indossare un berretto sotto il casco,
munirlo di una copertura isolante o isolarlo internamente.
Qualora vi sia un rischio di perdere il casco a causa di posture di lavo-
ro particolari o a causa di vento, occorre impiegare caschi con sotto-
gola.
Vanno utilizzati sempre ed esclusivamente accessori compatibili
con il casco per garantire che le caratteristiche di protezione del ca-
sco rimangano inalterate. I caschi utilizzati insieme a dispositivi di
protezione delle vie respiratorie, dell’udito o degli occhi devono es-
sere idonei a tale scopo.
Regolazione e manutenzione
Il casco deve essere scartato se riporta fessure o se è stato esposto
a forti urti o schiacciamenti.
Il casco deve essere aderente alla testa, e deve avere una distanza
di sicurezza idonea tra il guscio esterno e la testa.
Il rivestimento interno del casco è esposto sudore, sporco e calore,
e si decompone quindi prima del guscio esterno. Pertanto, il rivesti-
mento interno va regolarmente controllato e sostituito secondo le
istruzione del fabbricante e comunque al più tardi quando il rivesti-
mento interno mostra segni di usura. In caso di dubbi scartare sem-
pre il rivestimento interno.
Tutti i caschi possono essere puliti con acqua e sapone di una tem-
peratura fino a 45°C.
378
6. DPI
Dispositivi di protezione
dell‘udito
Durata
I caschi non possono essere verniciati/spruzzati o puliti con mezzi
solventi, poiché si rischia di compromettere la resistenza del casco.
Anche le azioni causate da freddo, calore, luci intense, umidità e su-
dore possono influire sulle capacità protettive del casco, nel caso in
cui tali sollecitazioni sono durevoli. Lo stesso vale per qualsiasi pro-
dotto utilizzato sulla pelle o nei capelli.
Contattare il fabbricante per ottenere informazioni sulle caratteri-
stiche del casco dopo un periodo esteso di uso.
Si consiglia di conservare i caschi lontano dalla luce del sole.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELL‘UDITO
Requisiti per l’uso di dispositivi di protezione dell‘udito
Se il datore di lavoro valuta che i dipendenti rischino di essere espo-
sti a rischi causati da rumori, il DVR deve contenere una valutazione
delle sollecitazioni da rumori. Qualora sia necessario allo scopo di
mappare le condizioni acustiche, vanno effettuate misurazioni.
Le misurazioni garantiscono una valutazione corretta
della necessità di dispositivi di protezione dell’udito. So-
litamente si dice che se due persone a distanza di un
metro devono urlare per poter comunicare, vanno utiliz-
Høreværn
påbudt
zati dispositivi di protezione dell’udito, qualora i rumori
non possano essere abbattuti con metodi alternativi.
Il datore di lavoro ha l’obbligo di mettere a disposizione dispositivi di
protezione dell’udito idonei se il livello del rumore supera 80 dB(A),
se i valori di picco degli impulsi superano 135 dB(C) o comunque se i
rumori sono dannosi o creano forti disturbi.
379
Dispositivi di protezione
6. DPI
dell‘udito
Il dipendente deve utilizzare dispositivi di protezione dell’udito qua-
lora non sia possibile abbattere i rumori o ridurli a un livello inferiore
a 85 dB(A). Lo stesso vale se non si riesce a portare i valori di picco
degli impulsi di sotto a 137 dB(C). Se si valuta che i rumori possano
danneggiare l’udito, nonostante il livello di rumorosità sia inferiore a
85 dB (A), vanno tuttavia indossati dispositivi di protezione dell’udi-
to.
BAR Bygge & Anlæg consiglia di utilizzare sempre dispositivi di pro-
tezione dell’udito durante i lavori con un livello di rumorosità tra 80 e
85 dB(A) per essere sicuri di non causare danni all’udito.
I dispositivi di protezione dell’udito vanno indossati per tutta la dura-
ta delle attività rumorose; un‘esposizione breve a rumori alti senza
dispositivi di protezione dell’udito è sufficiente per danneggiare gra-
vemente l’udito.
Dispositivi di protezione dell’udito - in generale
I dispositivi di protezione dell’udito devono essere muniti di marcatu-
ra CE. L’imballaggio e le istruzioni per l’uso devono indicare i valori di
abbattimento a frequenze diverse.
Ciò rende possibile scegliere il dispositivo adatto per abbattere il ru-
more in maniera efficace.
Il dispositivo di protezione dell’udito non deve abbattere completa-
mente i rumori, poiché l’utente deve avere la possibilità di comunica-
re con le persone circostanti e sentire eventuali segnali d’allarme.
L’abbattimento dei rumori deve quindi permettere all’utente di sen-
tire quello che accade nell’ambiente circostante; ciò significa che i
rumori debbono essere abbattuti fino a un livello di circa 75-80
dB(A).
380
6. DPI
Dispositivi di protezione
dell‘udito
Qualora siano disponibili diversi tipi di dispositivi di protezione dell’u-
dito conformi alle norme, il dipendente è libero di scegliere il tipo di
dispositivo più adatto a lui.
Normalmente si ottiene una protezione più efficace combinando dif-
ferenti dispositivi di protezione dell’udito, come ad esempio tappi e
cuffie auricolari; in questo modo i tappi continuano a fornire prote-
zione quando si tolgono le cuffie.
Tappi auricolari
I tappi auricolari possono essere
mono- o pluriuso.
La maggior parte dei tappi può es-
sere malleata e adattata al con-
dotto uditivo interno del singolo
utente.
Esistono inoltre tappi su misura
modellati in base alla forma preci-
sa dell’orecchio dell’utente.
I tappi auricolari vanno maneggia-
ti esclusivamente con mai pulite,
poiché lo sporco all’interno del ca-
nale uditivo può causare irritazio-
ni della pelle e dermatiti.
381
Dispositivi di protezione degli
6. DPI
occhi
Cuffie auricolari
Le cuffie auricolari sono dispositivi di protezione dell’udito che rac-
chiudono e coprono entrambe le orecchie, e che sono tenute in posi-
zione da un archetto o una fascia regolabile. Le cuffie devono essere
perfettamente aderenti.
Gli anelli di tenuta delle cuffie vanno regolarmente controllati e so-
stituiti quando iniziano a irrigidirsi o se si rompono.
Esistono cuffie auricolari abbinabili a ca-
schi di sicurezza e cuffie con sistema
elettronico integrato o filtri in grado di
ridurre e regolare il suono percepito
all’interno della cuffia. Il vantaggio delle
cuffie elettroniche e le cuffie filtranti è
che riducono i rumori soltanto quando si
raggiunge un predeterminato livello di
rumorosità (75-80 dB(A)).
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DEGLI OCCHI
I dispositivi di protezione degli occhi possono essere oc-
chiali protettivi, visiere o caschi da saldatore. Vanno
sempre utilizzati dispositivi di protezione degli occhi,
Øjenværn
qualora si lavori in luoghi con rischio di essere colpiti da
påbudt
particolato volante o schizzi, o dove vi è un rischio di
esposizione a gas e vapori corrosivi o radiazioni nocive.
Il dispositivo di protezione degli occhi deve essere aderente senza
che le stanghette o le fasce creino fastidi.
382
6. DPI
Dispositivi di protezione degli
occhi
Se i lavori richiedono un dispositivo di protezione degli occhi a tenu-
ta d‘aria, il dispositivo va sottoposto a un trattamento anti-appan-
namento.
Se i dispositivi di protezione degli occhi sono utilizzati insieme a di-
spositivi di protezione delle vie respiratorie o altri DPI, l’effetto di
protezione totale non può essere compromesso, altrimenti devono
essere utilizzati DPI combinati speciali.
Il dispositivo di protezione degli occhi deve essere della misura adat-
ta e fornire una buona visibilità, in modo tale da consentire che il la-
voro sia svolto in maniera sicura. Per i dipendenti con occhiali da vi-
sta il dispositivo di protezione degli occhi deve permettere l‘uso
contemporaneo di occhiali; alternativamente va utilizzato un dispo-
sitivo di protezione degli occhi con lenti correttive.
Occhiali di protezione
383
Dispositivi di protezione delle
6. DPI
vie respiratorie
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE DELLE VIE
RESPIRATORIE
Esistono tre tipi di dispositivi di protezione delle vie respiratorie:
dispositivi filtranti con resistenza respiratoria
dispositivi filtranti con unità turbo senza resistenza respiratoria
dispositivi a presa d’aria esterna
I dispositivi di protezione delle vie respiratorie filtranti filtrano l’aria
inalata attraverso un filtro. Esistono diversi tipi di filtri.
I dispositivi di protezione delle vie respiratorie a presa d’aria esterna
forniscono un apporto d’aria proveniente da zone non inquinate o da
bombole. Questi dispositivi vanno utilizzati quando:
ci si deve proteggere da fonti d’inquinamento forti;
si utilizza prodotti con un numero di codice alto („codice MAL“);
non si conosce la composizione dell’inquinamento;
vi è un rischio di carenza d’ossigeno.
Tutti i tipi di dispositivi di protezione delle vie respiratorie vanno in-
dossati per l’intera durata dei lavori.
In base al lavoro da svolgere va indossata una maschera intera o una
semimaschera. Si consiglia di valutare se servano altri DPI, come oc-
chiali, caschi, otoprotettori e simili.
I dispositivi di protezione delle vie respiratorie devono essere per-
fettamente aderenti al viso. Pertanto, i dipendenti con la barba pie-
na devono sempre utilizzare dispositivi con presa d’aria esterna o
turbomaschere.
384
6. DPI
Dispositivi di protezione delle
vie respiratorie
La durata e il grado di protezione di un dispositivo di protezione delle
vie respiratorie dipendono dall’adempienza alle istruzioni per l’uso
fornite dal fabbricante. Le istruzioni per l‘uso devono essere redatte
in lingua danese e contenere informazioni sulle modalità d’uso, con-
servazione, pulizia, manutenzione, riparazione e disinfettazione.
Restrizioni all‘uso
I lavori con l’uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie sono
sempre pesanti. I lavori con l’impiego di dispositivi filtranti sono parti-
colarmente faticosi, poiché comportano una sollecitazione del respi-
ro. Per questo motivo sono state stabilite restrizioni alla durata
dell‘impiego di tali dispositivi. È molto importante rispettare tali re-
strizioni, poiché un uso prolungato di dispositivi filtranti può sollecita-
re l’apparato cardiovascolare (il cuore) e formare liquidi nei polmoni.
I dispositivi filtranti senza unità turbo possono essere utilizzati al
massimo tre ore al giorno. Per i lavori di durata superiore a tre ore
vanno utilizzati respiratori con unità turbo (a ventilazione assistita)
o a presa d’aria esterna.
Giacché è sempre faticoso lavorare con qualsiasi tipo di dispositivo
di protezione delle vie respiratorie, le ore lavorative con l’uso di tali
dispositivi vanno ridotte, introducendo pause a intervalli opportuni.
Durante le pause si possono svolgere lavori che non richiedano l‘uso
di dispositivi di protezione delle vie respiratorie.
Durante i lavori a contatto con amianto o agenti provvisti di un nu-
mero di codice, i dispositivi di protezione delle vie respiratorie a pre-
sa d’aria esterna o con unità turbo possono essere utilizzati per un
periodo massimo di 6 ore al giorno, incluse le pause. Per le demolizio-
ni il limite massimo è ridotto a 4 ore, pause incluse.
I minorenni possono utilizzare dispositivi a presa d’aria esterna per
un periodo massimo di 4 ore al giorno e soltanto in connessione a
385
Dispositivi di protezione delle
6. DPI
vie respiratorie
percorsi di formazione destinati a conferire qualifiche.
Respiratori a filtro
I respiratori a filtro possono essere utilizzati per la protezione contro
polveri e nebbie.
Vantaggi:
Garantiscono una mobilità libera.
Sono una soluzione semplice per singole mansioni e per lavori su
luoghi di lavoro temporanei.
Svantaggi:
Non proteggono contro tutte gli agenti.
Hanno una durata limitata.
Possono essere utilizzati soltanto tre ore al giorno, se comporta-
no una resistenza respiratoria.
Respiratore a filtro
Respiratore a filtro
Semimaschera a due filtri
Maschera intera
386
6. DPI
Dispositivi di protezione delle
vie respiratorie
I respiratori a filtro possono essere mascherine monouso o masche-
re intere e semimaschere munite di filtro antiparticolato sostituibile.
Esistono diversi tipi di filtri:
La classe P1 protegge in maniera limitata contro le polveri, e non
può essere utilizzata per VL inferiori a 5 mg/m3. Non protegge
contro le fibre di amianto e la polvere di quarzo.
La classe P2 protegge contro la maggior parte delle polveri noci-
ve. Questi filtri esistono nella versione che protegge soltanto con-
tro il particolato solido, e nella versione che protegge sia contro il
particolato solido sia contro le nebbie a base acquosa. Se i filtri
sono stati testati secondo i requisiti di EN149:2001, proteggono
sia contro solidi, sia contro nebbie a base acquosa, per esempio
liquidi nebulizzati. Non proteggono contro batteri e virus.
La classe P3 protegge contro gli stessi agenti della classe P2 e in
più anche contro polveri radioattive, batteri e virus.
I filtri antipolvere non proteggono contro gas e vapori nocivi.
Respiratori a filtro antigas
I respiratori a filtro antigas sono machere intere (a pieno facciale) o
semimaschere munite di filtro sostituibile. Esistono tipi diversi di fil-
tri suddivisi in base alla loro capacità di rimuovere gas e vapori:
Tipo A: protegge contro ragia minerale, toluolo, xilolo, acetato di
n-butile e contro determinati gas e vapori organici con un punto di
ebollizione superiore a 65°C.
TIPO AX: protegge contro vapori da solventi organici con un punto
di ebollizione inferiore a 65°C. Questi filtri vanno scartati lo stesso
giorno che sono utilizzati.
387
Dispositivi di protezione delle
6. DPI
vie respiratorie
Tipo B: protegge contro il cloro e l’acido cianidrico e gas simili.
Tipo E: protegge contro l’anidride solforosa e altri gas simili.
Tipo K: protegge contro l’ammoniaca e altri gas simili.
Tipo Hg-P3: protegge contro vapori di mercurio e particolato.
Tipo NO-P3: protegge contro gas nitrosi e particolato.
Tipo SX: protegge contro gli agenti inquinanti specifici indicati.
I filtri esistono in classi diverse:
Classe 1: filtri a capacità bassa
Classe 2: filtri a capacità media
Classe 3: filtri ad alta capacità
Non utilizzare respiratori con filtro antigas, qualora l’aria contenga
gas e vapori diversi da quelli contro i quali offre protezione il filtro. La
concentrazione di gas e vapori non può superare la concentrazione
massima indicata sul filtro.
Alcuni filtri offrono protezione contro diversi tipi di inquinanti.
Se si necessita di una protezione contro sia particolato che gas, van-
no utilizzati due filtri: all’esterno un filtro antipolvere idoneo e all’in-
terno un filtro antigas.
Per la verniciatura a spruzzo è consigliabile utilizzare anche un pre-
filtro in grado di proteggere il filtro antipolvere.
388
6. DPI
Dispositivi di protezione delle
vie respiratorie
Respiratori a presa d’aria esterna
Utilizzare sempre un respiratore a presa d’aria esterna nei seguenti casi:
1. rischio di carenza di ossigeno (concentrazione di ossigeno nell’aria
respirata inferiore al 17 %)
2. concentrazioni elevate di inquinamento
nell’aria
3. inquinanti sconosciuti o ad alta concentrazione
4. mancanza di filtro idoneo
5. maschere non aderenti
6. lavori di durata complessiva superiore a tre ore
7. lavori pesanti con affaticamento respiratorio
8. ove previsto dalla legge sull’ambiente di lavoro danese (p.es. nei
lavori con amianto e stirolo o altri inquinanti con un numero di co-
dice alto („codice MAL“))
Durante l’uso di respiratori a presa d’aria esterna occorre sempre as-
sicurarsi che l’aria apportata sia pulita e che provenga da un luogo
non inquinato.
389
Dispositivi di protezione delle
6. DPI
vie respiratorie
Respiratori con unità turbo (turbomaschera)
I respiratori con unità turbo
(con elettroventilatore a batteria)
estraggono l’aria attraverso un filtro (respiratori filtranti) insufflan-
dola all’interno della maschera/casco. Ciò significa che non compor-
tano una resistenza respiratoria, e che il respiratore può essere uti-
lizzato fino a 6 ore durante una giornata lavorativa.
I respiratori filtranti con unità turbo possono soltanto essere utiliz-
zati nei luoghi dove si possono utilizzare respiratori a filtro normali.
Non possono quindi essere impiegati se il codice MAL prevede l’uso
di un respiratore a presa d’aria esterna, per esempio durante i lavori
con lo stirolo.
È più facile respirare indossando
una turbomaschera, e in generale
si è più mobili rispetto a quando si
utilizza un respiratore a presa d’a-
ria esterna normale.Si consiglia di
scegliere il modello con la capaci-
tà d’aria più alta per assicurarsi
che il vetro non si appanni e per
aumentare la protezione effettiva
della maschera/casco, poiché vi si
crea una pressione positiva all‘in-
terno.
Fattore di protezione
Il fattore di protezione rappresenta la capacità del respiratore di ri-
durre la concentrazione di un agente nocivo dell’aria.
Il fattore di protezione indicato dal fabbricante si riferisce a risultati
di test condotti in laboratorio.
Durante l’impiego di respiratori nel cantiere la protezione è sempre
inferiore. La protezione nominale dipende da diversi fattori, come ad
390
6. DPI
Dispositivi di protezione delle
vie respiratorie
esempio l’abilità della maschera di aderire perfettamente al viso.
Molte maschere antipolvere non aderiscono del tutto al viso, e per-
tanto non sono idonee per molti lavori svolti all’interno del cantiere;
ciò vale in particolare per molte maschere monouso.
Il fattore di protezione può inoltre diminuire se l’utente ha barba o
occhiali. In questo caso si possono utilizzare respiratori a presa d’a-
ria esterna con casco a pressione positiva o unità turbo.
Sostituzione filtro antiparticolato (filtro antipolvere)
Leggere le istruzioni per l’uso fornite dal fabbricante.
Normalmente, al loro acquisto i respiratori filtranti con unità turbo
sono accompagnati da un kit di prova per testare il funzionamento
del filtro. La durata del filtro può essere estesa se si utilizza un pre-
filtro.
Nei respiratori a filtro normali (con resistenza respiratoria) si consi-
glia di sostituire i filtri quando si inizia a percepire un aumento sensi-
bile della resistenza respiratoria.
Sostituzione filtro antigas
Leggere le istruzioni per l’uso fornite dal fabbricante.
Un filtro antigas può soltanto assorbire una determinata quantità di
inquinamento prima di consumarsi. Pertanto, i filtri vanno sostituiti
in tempo.
Quando si inizia a percepire l’odore di gas, il filtro va sostituito, a
meno che l’odore sia causato dal fatto che la maschera non sia per-
fattemente aderente. Nel primo caso il filtro va sostituito anche se
la durata indicata del fabbricante non è stata raggiunta.
391
Dispositivi di protezione delle
6. DPI
vie respiratorie
È importante sapere se si ha a che fare con un gas inodore o meno.
Si consiglia di utilizzare i filtri A1 soltanto come filtri monouso per
lavori di breve durata (1/2 ora) con concentrazioni basse di gas (circa
3 x VL).
Qualora non sia indicata la durata del filtro, va utilizzato un respira-
tore a presa d’aria esterna.
Marcatura
I filtri antiparticolato (filtri antipolvere) riportano la marcatura P1, P2
e P3 e hanno il codice cromatico bianco.
I filtri che proteggono soltanto contro il particolato solido devono
riportare la dicitura „Utilizzare solo per particolato solido“, e devono
avere la marcatura „S“.
I filtri antigas sono muniti di marcatura indicante il tipo e la classe
nonché di un codice cromatico:
marrone per i filtri di tipo A
grigio per i filtri di tipo B
giallo per i filtri di tipo E
verde per i filtri di tipo K
I filtri utilizzabili per diversi tipi di gas e per le combinazioni di partico-
lato e gas hanno un codice cromatico per ogni singolo tipo.
392
6. DPI
Protezione anticaduta
Segnaletica
Nei luoghi di lavoro dove è obbligatorio l’uso di dispositi-
vi di protezione delle vie respiratorie deve essere appe-
so un apposito cartello. Il cartello può inoltre contenere
Åndedrætsværn
informazioni sul tipo di dispositivi da utilizzare.
Klasse:
La segnaletica è particolarmente importante nei cantieri che occu-
pano più imprese contemporaneamente affinché i dipendenti di al-
tre imprese siano avvisati prima di entrare nelle zone con l’obbligo di
indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie.
PROTEZIONE ANTICADUTA
Qualora vi sia un pericolo di caduta, vanno adottate apposite misure di si-
curezza anticaduta. La protezione può consistere nel montaggio di para-
petti, ponteggi, delimitazioni o reti di sicurezza. Alternativamente, i lavori
possono essere organizzati in maniera diversa, per esempio utilizzando
carrelli elevatori con pedana di lavoro per il sollevamento di persone.
Per i lavori di breve durata (massimo 4 ore) o dove non è possibile
provvedere a una protezione alternativa, si possono utilizzare DPI
sotto forma di dispositivi anticaduta.
Se si utilizzano dispositivi anticaduta vanno sempre seguite le mo-
dalità d’uso indicate dal fabbricante.
Scegliere dispositivi adatti al lavoro.
Scegliere dispositivi anticaduta al posto di dispositivi di arresto
caduta.
Se si utilizzano dispositivi di arresto caduta vanno sempre utiliz-
zati anche dissipatori anticaduta.
393
Protezione anticaduta
6. DPI
Il punto di ancoraggio deve avere una resistenza dinamica minima
di 10 kN (1000 kg).
Nel caso in cui s’impieghino ispositivi di arresto caduta, la persona
che è caduta e si trova sospesa alla fune deve poter essere rapi-
damente recuperata, o dall’alto o dal basso.
Controlli e verifiche
Controlli, verifiche, uso e conservazione dei dispositivi anticaduta
devono essere eseguiti secondo le istruzioni del singolo fabbrican-
te. I dispositivi devono essere accompagnati da istruzioni per l’uso in
lingua danese.
Vanno sempre ispezionati tutti i componenti dei dispositivi - anche
se sono nuovi:
I dispositivi di arresto caduta e i componenti degli argani devono
essere puliti.
Non possono esservi rotture dei fili, crepe o altri segni visibili di
usura.
Nel caso in cui si riscontrino difetti in grado di compromettere il loro
funzionamento, i dispositivi vanno immediatamente scartati o ripa-
rati. Le attrezzature che sono state utilizzate per fermare una cadu-
ta vanno sempre sostituite.
I dispositivi vanno sottoposti a verifiche eseguite da una persona
competente almeno una volta all’anno e più frequentemente se
sono utilizzate spesso. È riportato nelle istruzioni per l’uso se i dispo-
sitivi vanno sottoposti a verifiche più frequenti. I dispositivi devono
riportare la data dell’ultima verifica.
I dispositivi anticaduta hanno una durata maggiore se conservati in
394
6. DPI
Protezione anticaduta
un luogo pulito, asciutto e protetto dalla luce del sole. I componenti
in metallo non possono
essere ossidabili. Normalmente, i dispositivi
anticaduta non durano più di 5 anni.
Imbracature
L’imbracatura deve poter sostenere
una persona che cade, ed è pertanto
importante che la fune sia collegata
all’imbracatura in modo tale da per-
mettere che la persona caduta sia
sospesa verticalmente in seguito
alla caduta.
L’imbracatura deve essere regolata
alle misure dell’utente; vanno evitati
indumenti e calzature non aderenti
sotto l’imbracatura.
In caso di rischio di caduta libera va
utilizzata un‘imbracatura a „H“ e un
dissipatore anticaduta.
Utilizzare imbracature con fune per
calare e sollevare le persone:
per i lavori all’interno di contenitori
con aperture strette;
per lavori all’interno di pozzi pro-
fondi e silos.
395
Protezione anticaduta
6. DPI
Cinture di posizionamento
Se i lavori richiedono l’uso delle mani, per
esempio i lavori su pali, è consigliabile utiliz-
zare una cintura di posizionamento che limi-
ta i movimenti dell‘utente per evitare un’e-
ventuale perdita d’equilibrio
(dispositivi
anticaduta).
La cintura di posizionamento non può esse-
re utilizzata se vi è il pericolo di caduta libe-
ra; in tal caso va utilizzata un‘imbracatura a
„H“ e un dissipatore anticaduta.
Linee
Le linee che collegano l’imbracatura agli altri
componenti anticaduta devono essere cavi
sintetici, cavi d’acciaio o corde.
La linea deve essere più corta possibile - inclusi
dissipatore anticaduta, connettori, ecc.
Dispositivi anticaduta guidati su linea di ancoraggio
I dispositivi anticaduta guidati su linea di ancoraggio (gedetøjr) sono
composti da una fune d’acciaio (vedere disegno in alto) ancorato a
montanti. Esiste un connettore in grado di scorrere sopra i montanti.
Qualora non sia possibile utilizzare un connettore, si possono utiliz-
zare due cordini corti con moschettoni; in tal modo si può aggancia-
re un moschettone prima di sganciare l’altro, se è necessario per
superare un montante. I montanti e le funi utilizzati come sistema
anticaduta vanno sostituiti se sono stati esposti a sollecitazioni.
396
6. DPI
Protezione anticaduta
Blocchi di arresto
Un dispositivi anticaduta retrattile (blocco di arresto) tiene la fune
tesa durante i lavori in modo da limitare la caduta il più possibile.
Normalmente i blocchi d’arresto sono posizionati sopra la testa del-
la persona, tuttavia alcuni tipi/marchi possono essere utilizzati su
tetti piatti se si adottano le misure precauzionali indicate dal fabbri-
cante.
Dissipatori anticaduta
Un dissipatore anticaduta riduce la forza della caduta assorbendo
una parte dell’energia di caduta, cosicché l’arresto non sia troppo
brusco.
I dissipatori anticaduta possono essere una fune con un blocco di
arresto incorporato o con un altro tipo di dissipatore di energia.
Nei sistemi di anticaduta vanno sempre utilizzati dissipatori di ener-
gia. Non si possono utilizzare imbracature e funi senza dissipatori.
Connettori, p.es. moschettoni
I singoli elementi delle attrezzature sono tipicamente connessi con
un moschettone o un altro tipo di connettore. I connettori devono
essere a chiusura automatica e a bloccaggio manuale o automatico.
È importante che il connettore sia apribile con una singola mano e
solo con due movimenti manuali. Non utilizzare un bloccaggio ma-
nuale se il lavoro richiede che il connettore sia bloccato e sbloccato
diverse volte durante la giornata lavorativa.
Va sempre utilizzato un punto di ancoraggio idoneo ai dispositivi an-
ticaduta. Non possono essere utilizzati tubi, radiatori o simili poiché
non sono idonei.
397
Indumenti protettivi
6. DPI
Il punto di ancoraggio deve essere in grado di assorbire la forza eser-
citata dalla caduta di una persona, ovvero una sollecitazione di 10
kN (1.000 kg). La linea, la guida, ecc. non possono essere in grado di
staccarsi dal punto di ancoraggio.
Il punto di ancoraggio deve preferibilmente essere situato sopra il
luogo di lavoro e non troppo distante per garantire una distanza di
caduta libera più corta possibile.
Segnaletica
Se si utilizzano sistemi di protezione collettiva antica-
duta con montanti e funi d’acciaio, il luogo di lavoro deve
essere provvisto di un’apposita segnaletica.
Faldsikring
påbudt
INDUMENTI PROTETTIVI
Gli indumenti protettivi possono essere proteggi-brac-
cia, tute intere o simili che proteggono contro ad esem-
pio gli agenti chimici o il freddo.
Beskyttelsesdragt
påbudt
Se la tuta deve proteggere contro gli agenti chimici è
necessario sapere quanto ci impiega un determinato
agente chimico a penetrare la tuta, il cosiddetto tempo di penetra-
zione. Tale indice serve a determinare per quanto tempo si può in-
dossare la tuta.
Il tempo di penetrazione della tuta è indicato nelle istruzioni per l’u-
so o sulla marcatura; altrimenti occorre rivolgersi al fabbricante.
È importante sapere se la tuta deve resistere a più sollecitazioni con-
temporanee, per esempio agenti chimici, temperature, usura, ecc.
398
6. DPI
Guanti
Quando si utilizza una motosega a catena vanno utilizzati pantaloni
con protezione antitaglio in grado di proteggere in maniera efficace
la parte frontale della gamba.
In caso di freddo e spifferi sono adatte le tute termoisolanti, poiché
garantiscono una temperatura relativamente costante all’interno
della tuta.
Per i lavori vicino a fonti di forte calore si possono utilizzare tute
composte da tessuti metallizzati. Prima di utilizzare gli indumenti di
protezione è importante verificare che siano privi di difetti.
Per i lavori in mezzo a zone trafficate o in luoghi dove è importante
essere visibili, vanno indossati indumenti ad alta visibilità (vedere il
paragrafo sui lavori stradali).
399
Guanti
6. DPI
GUANTI
Il contatto della pelle con sostanze nocive può causare
dermatiti da contatto. Gli agenti più irritanti per la pelle
sono acidi, basi, solventi, detergenti e olio da taglio. Cro-
Hudbeskyttelse
mato, epossidi, conservanti e nichel possono causare
påbudt
allergie, e alcuni persino tumori alla pelle.
Come proteggere la pelle:
Evitare di utilizzare agenti che provocano irritazioni della pelle o
llergie. Ove ciò non sia tecnicamente possibile vanno utilizzati gli
agenti meno irritanti.
Evitare che la pelle entri in contatto diretto con gli agenti nocivi o
con indumenti inquinati o impregnati.
Evitare detergenti per le mani e creme con additivi inutili, come ad
esempio il profumo. Scegliere sempre prodotti muniti di una di-
chiarazione esaustiva degli ingredienti.
Evitare di pulire/lavare le mani con prodotti più aggressivi di quan-
to necessario, ed evitare di tenere le mani nell’acqua troppo lungo.
Togliere orologi, anelli e gioielli prima di iniziare i lavori.
Trattamento della pelle
La pelle secca e screpolata va trattata con creme per idratarla men-
tre si rigenera.
Applicare una crema con meno additivi possibili ed evitare creme di-
sinfettanti, giacché non sono necessarie nei luoghi di lavoro normali.
Le creme di protezione, denominate anche „guanti chimici“, o le cre-
me per la cura della pelle non possono sostituire guanti o altre misu-
re preventive.
400
6. DPI
Calzature protettive
Scelta di guanti
Si consiglia di chiedere al proprio fabbricante di guanti quale modello
sia il più adatto al tipo di lavoro da svolgere.
È la responsabilità del datore di lavoro garantire che si possano uti-
lizzare guanti idonei sin dall’inizio dei lavori.
È importante che il guanto sia della misura giusta; se è troppo picco-
lo può bloccare la circolazione sanguigna e può diminuire la sua ca-
pacità di isolamento termico.
Si possono utilizzare sotto guanti in cotone per assorbire l’umidità.
Protezione contro agenti chimici
I guanti di protezione sono in grado di resistere alla penetrazione di
agenti chimici per un determinato periodo di tempo, chiamato anche
il tempo di penetrazione. Si fa notare che il tempo di penetrazione
inizia dal momento in cui il guanto entra in contatto con l’agente -
anche se il guanto a vista non sembra sporco o impregnato.
È importante ricordare che un tipo di guanto che protegge in manie-
ra efficace contro un tipo di agente chimico, non protegge necessa-
riamente contro un altro agente simile. È inoltre importante presta-
re attenzione al fatto che le miscele composte da diversi agenti
chimici possono avere caratteristiche diverse rispetto a quelle dei
singoli agenti chimici.
Uso pericoloso di guanti
In alcune situazioni può essere pericoloso utilizzare i guanti. Ad
esempio durante i lavori con macchine a moto rotatorio vi è un ri-
schio che il guanto si impigli nella macchina trascinando così la mano
dell’operatore dentro la macchina.
401
Calzature protettive
6. DPI
CALZATURE PROTETTIVE
Vanno utilizzate scarpe o stivali con puntali in acciaio,
qualora i lavori svolti presentino un rischio di schiaccia-
mento o di lesioni del piede a causa di oggetti cadenti.
Værnefodtøj
påbudt
Ciò vale ad esempio per i lavori dove si maneggiano og-
getti pesanti e ingombranti, ossia con un peso superiore
a 16-20 kg.
Utilizzare calzature con puntali in acciaio in caso di:
imbracatura di carichi;
montaggio e smontaggio di elementi in calcestruzzo, elementi di
casseforme, solette, pannelli di cartongesso e quadri elettrici;
maneggiamento di elementi di fognature, pozzi, tubi per teleri-
scaldamento, blocchi di argilla espansa, lastre per tetti, infissi,
blocchi da cucina, elettrodomestici, lavabi, gabinetti, vasche da
bagno, radiatori, contenitori per caldaie a petrolio e scaldaacqua;
montaggio e smontaggio di ponteggi;
scarico di cordoni e solette per marciapiedi.
Le calzature con suola protettiva vanno utilizzate quando vi è un ri-
schio di calpestare oggetti pungenti e affilati, come chiodi e rottami
di vetro.
Normalmente nel settore dell’edilizia è necessario indossare calza-
ture munite sia di puntali in acciaio, sia di suole protettive.
In generale le calzature vanno scelte in base alle condizioni presenti
sul luogo di lavoro; fattori da tenere in considerazione sono ad esem-
pio freddo e umidità, o se il piano di calpestio è irregolare, duro o
scivoloso. Il tipo di calzatura idoneo può variare se il lavoro è svolto
in movimento o da fermi.
402
6. DPI
Calzature protettive
Ciò significa, tra le altre cose, che è preferibile utilizzare calzature
ben aderenti con una suola ammortizzante per i lavori su superfici
irregolari - come avviene spesso nei cantieri.
Le calzature protettive devono inoltre essere adattate alle necessi-
tà del singolo dipendente. La scarpa o lo stivale deve essere ben
aderente e avere una buona vestibilità. Questo è particolarmente
importante per le calzature con puntelli in acciaio, poiché non si
adattano alla forma del piede.
Pertanto, è opportuno che il dipendente abbia la possibilità di sce-
gliere tra diversi tipi di calzature, in modo che possa alternarle in
base alle mansioni da svolgere.
Durante i lavori su scale portatili, scale fisse, armature e superfici
simili o durante i lavori che richiedono molto movimento, si consiglia
di scegliere calzature con una suola flessibile e un tacco separato.
403

 

 

 

 

 

 

 

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