|
|
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Sollecitazioni psicosociali
za del dipendente devono essere adatte al livello di complessità del
lavoro.
Il lavoro a cottimo o altri tipi di lavoro con salari a rendimento posso-
no comportare ritmi di lavoro elevati.
Per i dipendenti che lavorano da soli, il fatto di avere tempi stretti o
un carico eccessivo di lavoro può costituire un fattore psicologico di
stress. Perciò è importante che dirigenti e colleghi comunichino
bene tra di loro e che interagiscano frequentemente durante la gior-
nata lavorativa. È consigliabile che il dipendente abbia sempre la
possibilità di mettersi in contatto telefonico con il proprio capo o
con un collega. Ciò può aumentare il senso di sicurezza e prevenire
lo stress.
Anche la possibilità di influenzare il proprio lavoro aumenta il livello
di soddisfazione del dipendente. È essenziale che il dipendente pos-
sa esprimere se il carico di lavoro sia troppo grande o se i tempi siano
troppo stretti. L’influenza sul proprio lavoro può anche consistere
nello scegliere le proprie mansioni in modo da evitare sollecitazioni
da lavori monotoni e ripetitivi.
155
Sollecitazioni psicosociali
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Anche l‘addestramento e la formazione hanno un ruolo importante
per la percezione della pressione. È importante che tutti i dipenden-
ti siano addestrati sull’uso corretto di materiali, macchine e utensili
necessari per il lavoro. I dipendenti stranieri o appena assunti posso-
no avere una necessità superiore di ricevere istruzioni rispetto a
quelli danesi.
Se i dirigenti, foremen e capisquadra sono istruiti nella collaborazio-
ne, comunicazione e risoluzione di conflitti, è spesso possibile pre-
venire sollecitazioni psicosociali dannose sia dei dirigenti, sia dei di-
pendenti.
Eventi traumatici
Gli eventi traumatici, come ad esempio assistere a un incidente sul
lavoro, possono provocare ansia nello svolgere determinate attività
lavorative o portare la persona traumatizzata verso un atteggia-
mento di indifferenza nei confronti della politica aziendale sull’am-
biente di lavoro.
In caso dovessero verificarsi incidenti sul lavoro o altri eventi gravi
(minacce di violenza), è importante che i dirigenti e i dipendenti co-
noscano i piani di emergenza aziendali da attuare.
Un piano di emergenza può contenere un elenco delle persone re-
sponsabile di accompagnare il dipendente al pronto soccorso, assi-
curare che il dipendente non vada a casa da solo, chiamare i familia-
ri e informare i responsabili nell‘azienda dell’accaduto. Il piano di
emergenza dovrebbe inoltre riportare il personale in grado di fornire
assistenza psicologica ai testimoni dell‘incidente e agli altri colleghi.
I dirigenti dell’azienda devono elaborare un piano per supportare l’in-
fortunato durante il periodo di malattia e per farlo rientrare al lavoro
velocemente.
156
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Sollecitazioni psicosociali
Mobbing e molestie sessuali
Il mobbing e le molestie sessuali sono percepiti diversamente da
persona a persona.
Il mobbing si verifica quando un dipendente sottopone un altro di-
pendente a vessazioni, commenti offensivi, conversazioni telefoni-
che moleste, aggressioni fisiche, minacce o simili.
Per molestie sessuali s’intende un comportamento indesiderato a
connotazione sessuale verso un dipendente.
Il mobbing e le molestie sessuali tendono a creare un’atmosfera e un
tono negativi sul posto di lavoro, e possono risultare in assenze per
malattia prolungate per uno o più dipendenti.
Una politica del personale incentrata sulla trasparenza e sul dialogo
può contribuire alla prevenzione di mobbing e molestie sessuali. Ad
esempio, può essere una buona idea descrivere quali atteggiamenti
non siano accettati nell’azienda e quali siano le sanzioni per il mob-
bing e le molestie sessuali. È inoltre importante stabilire insieme ai
dipendenti dove possono rivolgersi per denunciare i casi di mobbing
o molestie sessuali e dove possono ricevere assistenza psicologica.
157
Sollecitazioni psicosociali
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Benessere e collaborazione
Quando il benessere del dipendente in azienda o in cantiere non è otti-
male, si creano conflitti. Se i dipendenti non hanno fiducia nei dirigenti
o tra di loro, può diffondersi un senso di insicurezza in merito alla sicu-
rezza sul lavoro. La mancanza di rispetto reciproco può inoltre compor-
tare un calo della motivazione e atteggiamenti negativi verso l’azienda.
La mancanza di riconoscimento può dare al dipendente un‘incertezza
sull’apprezzamento reale del suo lavoro da parte dell’azienda.
Una collaborazione efficace caratterizzata da trasparenza e dialogo
costituisce un fattore importante per creare un’atmosfera positiva
nell’azienda e nella prevenzione di conflitti.
La fiducia reciproca tra colleghi ha un ruolo importante nello svolgi-
mento del lavoro e nel benessere dei dipendenti.
Il rispetto e l’equità sono elementi importanti sia nell’azienda, sia nel
cantiere. Un tono rispettoso e un accoglimento positivo dei punti di
vista dei dipendenti sono requisiti essenziali per ottenere una buona
collaborazione.
Lodare i dipendenti per un lavoro ben eseguito, aumenta il loro senso
di orgoglio per il lavoro e può contribuire a renderli più motivati e coin-
volti in futuri lavori.
Per ulteriori informazioni sul benessere, la collaborazione e l’ambiente
psicosociale consultare il sito internet www.trivsel.bar-ba.dk.
158
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Appunti
159
Appunti
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
160
3. EQUIPAGGIAMENTO
Lavori in quota/
Ponteggi di facciata e da muratore
LAVORI IN QUOTA
Nella pianificazione dei lavori in quota vanno sempre presi in consi-
derazione gli ausili tecnici necessari per poter svolgere il lavoro in
maniera sicura, e in particolare quale ausilio tecnico sia il più adatto
al lavoro in questione da un punto di vista di sicurezza e salute: sca-
le portatili, ponteggi, sollevatori per persone o elevatori.
È importante controllare:
● che siano disponibili istruzioni per l’uso/montaggio, ecc. sul luogo
di lavoro;
● che vi sia lo spazio necessario per trasportare gli ausili tecnici, sia
prima che dopo l’esecuzione dei lavori;
● che le viabilità sia in buone condizioni e sgombra;
● se l’uso dell’ausilio tecnico comporti rischi particolari;
● che tutti abbiano ricevuto istruzioni esaustive sull’uso dell’ausilio;
● chi può operare l’ausilio, ecc.
PONTEGGI DI FACCIATA E DA MURATORE
I ponteggi di facciata e da muratore devono essere idonei ai lavori da
svolgere per quanto riguarda la capacità portante, la larghezza e
l’altezza. Deve sempre essere disponibile in cantiere un manuale per
l’uso in lingua danese contenente una descrizione degli usi consen-
titi del ponteggio.
Il ponteggio deve essere montato su un piano solido. Nel caso in cui
sia necessario montare il ponteggio su elementi d’appoggio, è im-
portante che tali elementi siano stabili e che non superino un’altez-
161
Ponteggi di facciata e da muratore
3. EQUIPAGGIAMENTO
za di 20 cm. Il ponteggio deve essere stabilizzato in modo tale da
evitarne l’inclinamento.
A tale scopo il ponteggio può essere ancorato alla facciata/costru-
zione. Si possono eventualmente seguire le istruzioni per l’uso per
metodi alternativi di ancoraggio sicuro del ponteggio.
I componenti del ponteggio non possono essere deformi o arruggini-
ti, e i singoli componenti devono essere compatibili l’uno con l’altro.
Le persone addette a montaggio, modifica o smontaggio di ponteg-
162
3. EQUIPAGGIAMENTO Ponteggi di facciata e da muratore
gi con un altezza superiore a 3 m devono essere appositamente for-
mate sullo svolgimento di tali operazioni.
Se l’operatore del ponteggio desidera apportare piccole modifiche
all’impalcato, come per esempio spostare le mensole, ecc., lo potrà
fare soltanto previo accordo con l’impresa responsabile dell’installa-
zione del ponteggio.
Transporto
In linea di massima vanno utilizzati pallet, supporti e contenitori per
ponteggi per spostare i componenti del ponteggio dal magazzino al
veicolo e dal veicolo al luogo di montaggio.
163
Ponteggi di facciata e da muratore
3. EQUIPAGGIAMENTO
I materiali vanno spostati con carelli o simili. Sul luogo di montaggio
si possono inoltre utilizzare carrelli manuali.
Per il sollevamento e la movi-
mentazione dei componenti,
vanno utilizzati ausili tecnici
idonei, come ad esempio un pa-
ranco elettrico montato alla
base con braccio esteso o un
montacarichi per ponteggi.
I paranchi manuali possono es-
sere utilizzati soltanto per il
montaggio e lo smontaggio di
reti, scivoli per detriti e alcuni
componenti del ponteggio.
164
3. EQUIPAGGIAMENTO
Ponteggi di facciata e da muratore
Installazione
Vanno utilizzati sempre componenti originali o la cui compatibilità
sia certa. È importante seguire le istruzioni di installazione durante
l’assemblaggio, la puntellatura e l’ancoraggio del ponteggio. Per ul-
teriori informazioni vedere Le Linee Guida Settoriali sul Montaggio e
Smontaggio di Ponteggi [Branchevejledningen om Opstilling og ne-
dtagning af stilladser].
Rischi particolari
Qualora siano state montate mensole, schermi, teli di plastica o reti
sul ponteggio, il numero di ancoraggi va aumentato.
Se ci si discosta dagli standard di montaggio indicati nelle istruzioni
di montaggio, è necessario effettuare dei calcoli statici.
Segnaletica
Durante il montaggio, la modifica e
lo smontaggio del ponteggio, la zona
va recintata e munita di cartelli che
ne indicano il divieto di uso.
Una volta montato il ponteggio tut-
te le vie di accesso vanno munite di
un certificato di messa in servizio. Il
cartello deve contenere informazio-
ni sull’uso consentito, il carico massi-
mo, la data di montaggio e la data
dell’ultimo collaudo.
165
Ponteggi di facciata e da muratore
3. EQUIPAGGIAMENTO
Sollecitazione degli impalcati
I ponteggi sono suddivisi in classi, come mostrato nella tabella delle
sollecitazioni. La tabella delle sollecitazioni prevede che solo un li-
vello del ponteggio possa essere sollecitato al 100 % e solo uno al
50 %. I livelli restanti del ponteggio possono essere sollecitati sol-
tanto con l’autorizzazione dell’installatore del ponteggio.
Carico
Carico concen-
Carico concen-
Sollecitazione parziale
Classe di
unifor-
trato
trato
Ac=larghezza tavola x
ponteggio
memente
A=500 x 500 mm
A=200 x 200 mm
distanza telaio
distr.
kg/m2
kg
kg
kg/m2
A m2
1
75
150
100
2
150
150
100
3
200
150
100
4
300
300
100
500
0,4xAc
5
450
300
100
750
0,4xAc
6
300
300
100
1000
0,5xAc
Classe 1, 2 e 3 - ponteggi di facciata leggeri: le classi 1 e 2 sono utilizzate per ispezioni,
mentre la 3 è utilizzata per lavori leggeri senza il deposito di materiali.
Classe 4, 5 e 6 - ponteggi pesanti in metallo: 4 e 5 sono utilizzati per lavori di muratura e
con calcestruzzo, mentre quelli della classe 6 sono utilizzati nei casi dove è richiesto
anche il deposito di una grande quantità di materiali.
Larghezza del piano di calpestio
Il piano di calpestio deve avere una larghezza che permetta di svol-
gere i lavori in maniera sicura ed ergonomicamente corretta, nonché
di utilizzare gli ausili tecnici necessari.
Se la larghezza è di circa 60 cm, il piano può soltanto essere utilizza-
166
3. EQUIPAGGIAMENTO
Ponteggi di facciata e da muratore
to per semplici lavori di riparazione e manutenzione.
Per la sostituzione di finestre o la pulizia con getto d’acqua ad alta
pressione la larghezza deve essere 120 cm. Per maggiori informazio-
ni sulla larghezza dei piani di calpestio vedere Le Linee Guida Setto-
riali sugli Standard per Ponteggi [Branchevejledning om standar-
dblade for stilladser].
Scale di servizio
Il ponteggio deve essere munito di scale fisse o scale portatili da
utilizzare per accedere al ponteggio. Devono esserci punti di acces-
so separati per i ponteggi sui quali lavorano più di due persone in
contemporanea, e se il ponteggio è alto più di 5 m e lungo più di 10 m.
I punti di accesso devono raggiungere l’ultimo piano di calpestio.
Le aperture di accesso nei piani di calpestio devono essere munite di
botole richiudibili.
167
Ponteggi di facciata e da muratore
3. EQUIPAGGIAMENTO
Ponteggi di facciata e da muratore
I ponteggi vanno montati il più vicino possibile alla facciata, sempre
tenendo in considerazione il tipo di lavoro da svolgere. Qualora la di-
stanza dalla facciata superi 0,30 m, va disposto un parapetto inter-
no.
min.
min.
60 cm
60 cm
min.
60 cm
Parapetti
Quando vi è il rischio di caduta da un piano di calpestio, occorre sempre
montare un parapetto. Il parapetto è composto da un corrimano di 1 m
di altezza, un corrente intermedio di 0,5 m di altezza e una tavola fer-
mapiede di almeno 0,15 m.
168
3. EQUIPAGGIAMENTO
Lavori su ponteggi
Schermature
Vanno montate recinzioni o schermature per proteggere l’ambiente
circostante, nel caso in cui vi sia un rischio che materiali o attrezza-
ture possano cadere dal ponteggio.
Impalcati
Gli impalcati devono essere resistenti alle sollecitazioni dinamiche e
rigide, e la superficie delle tavole deve arrivare fino ai bordi dei telai.
L’impalcato va dimensionato e montato in conformità a norme e
standard vigenti per garantirne la resistenza, rigidità e stabilità ri-
chieste. Ove possibile, vanno evitate sovrapposizioni delle tavole
costituenti l‘impalcato, poiché comportano un rischio di inciampa-
mento e caduta. Qualora non possano essere evitate sovrapposizio-
ni, le tavole devono essere sovrapposte per non meno di 25 cm. Per
facilitare il trasporto con carriole e carrelli mercini si possono dispor-
re elementi a forma di cuneo.
LAVORI SU PONTEGGI
max.
Durante i lavori sui ponteggi tutte le bo-
1m
tole devono essere chiuse. È vietato ap-
max.
poggiare cavalletti, cassette, scale a
0,5 m
mano, elementi di costruzione o simili sui
piani di calpestio e utilizzarli come base
d’appoggio per aumentare l’altezza di la-
voro.
Ponteggi per lavori su tetti
Per i lavori su coperture, la distanza tra
lo spigolo del tetto e il piano di calpestio
non può superare 0,5 m. Inoltre va dispo-
169
Lavori su ponteggi
3. EQUIPAGGIAMENTO
sta una copertura resistente sull’impalcato superiore.
1 m
min.
1 m
protezione vicina
Qualora il ponteggio
sia utilizzato come
struttura protettiva per i
lavori su tetti con inclinazione,
deve essere
munito di una protezione
dei bordi in grado
di impedire la caduta
di persone. La protezione
deve avere un’altezza minima di 1 m e coprire una linea parallela di 1
m sopra la superficie del tetto. Si possono utilizzare reti in
acciaio,
pannelli in legno compensato o simili.
170
3. EQUIPAGGIAMENTO
Lavori su ponteggi
Per i lavori sui tetti il ponteggio deve avere una larghezza superiore
per garantire lo spazio necessario, ad esempio tramite l’uso di men-
sole. Eventuali parti sporgenti sul piano superiore del ponteggio de-
vono essere coperte in modo tale da evitare infortuni.
Rischi particolari
Qualora vi sia il pericolo che il l’impalcato venga urtato da automobi-
li o altri veicoli, vanno
adottate apposite misure
preventive. La recinzione
min.
deve essere approvata
1,5 m
dalle autorità.
Se il ponteggio è installa-
min.
to a una distanza dalle li-
1,5 m
nee elettriche aree infe-
riore a quella minima
consigliata (vedere dise-
gno), i conduttori devono
essere isolati in modo da
impedirne il contatto con
parti attive; altrimenti va
interrotta l’alimentazione
elettrica.
L’isolamento
delle linee elettriche può
essere eseguito esclusi-
vamente da personale
min.
qualificato, ad esempio
3 m
gli addetti dell‘ente ero-
gatore locale. Le misure
indicate nel disegno sono
misure minime.
171
Ponteggi mobili su ruote
3. EQUIPAGGIAMENTO
PONTEGGI MOBILI SU RUOTE
I ponteggi mobili su ruote di un’altezza superiore a 3 m possono es-
sere montati e modificati soltanto da personale appositamente for-
mato. Nel cantiere devono esservi istruzioni per l’uso in lingua dane-
se con un’indicazione del carico uniformemente ripartito e il carico
concentrato massimo.
Le istruzioni per l’uso devono riportare come e quando il ponteggio
vada munito di elementi di supporto.
172
3. EQUIPAGGIAMENTO
Ponteggi mobili su ruote
Montaggio, modifica e smontaggio
Il ponteggio mobile su ruote va montato e smontato in conformità
alle istruzioni del fabbricante.
Il terreno deve essere regolare e resistente. Il ponteggio mobile su
ruote deve essere posizionato verticalmente e non deve potersi ri-
baltare. Il ponteggio su ruote deve inoltre essere munito di un punto
di accesso sotto forma di scala interna o scala portatile.
Le aperture di accesso devono essere almeno 0,4 x 0,6 m, e devono
essere munite di botole o coperchi scorrevoli. Le botole e i coperchi
devono essere chiusi mentre si svolgono lavori sul piano di calpe-
stio.
Vanno sempre montati parapetti se il ponteggio supera un’altezza di
2 m. Vanno disposti parapetti anche su ponteggi bassi, qualora vi sia
un rischio particolare di caduta, o qualora la caduta sul terreno sot-
tostante sarebbe particolarmente pericolosa. Il parapetto è compo-
sto da un corrimano di 1 m di altezza, un corrente intermedio di 0,5
m di altezza e una tavola fermapiede di almeno 0,15 m.
La superficie del piano di calpestio deve aderire completamente ai
telai, sia in larghezza che in lunghezza. Il piano non può traballare o
slittare, e le ruote devono essere bloccate.
Lavori su ponteggi mobili su ruote
Tutti i freni delle ruote devono essere tirati durante l’uso. I freni de-
vono essere facili da maneggiare senza dover utilizzare utensili.
Non possono esservi persone sul ponteggio durante il suo sposta-
mento.
Non utilizzare mai cassette, scale portatili o simili per ottenere un’al-
tezza di lavoro superiore.
173
Ponteggi a cavalletto
3. EQUIPAGGIAMENTO
PONTEGGI A CAVALLETTO
I ponteggi a cavalletto di altezza superiore a 3 m possono essere
montati e modificati esclusivamente da personale competente. Sul
luogo di lavoro devono essere disponibili le istruzioni per l’uso, le
quali devono riportare il carico uniformemente ripartito e il carico
concentrato ammissibile.
Montaggio, modifica, smontaggio e uso
Il ponteggio a cavalletto va montato e smontato in conformità alle
istruzioni del fabbricante.
I cavalletti devono essere posizionati su una superficie solida e piana.
In caso di pericolo di caduta o infortuni vanno sempre montati parapet-
ti. Il parapetto è composto da un corrimano di 1 m di altezza, un corrente
intermedio di 0,5 m di altezza e una tavola fermapiede di almeno 0,15 m.
Non utilizzare mai cassette, scale portatili o simili per ottenere un’al-
tezza di lavoro superiore.
174
3. EQUIPAGGIAMENTO
Piattaforme di lavoro
autosollevanti su colonne
PIATTAFORME DI LAVORO AUTOSOLLEVANTI
SU COLONNE (PLAC)
La PLAC deve essere adatta al tipo di lavoro da svolgere, sia per
quanto riguarda la sua capacità portante, sia la dimensione. La PLAC
deve essere accompagnata da istruzioni per l’uso, per il comando e
per la manutenzione giornaliera.
La pedana deve essere munita di una targhetta visibile riportante
alcune brevi istruzioni per l’uso, ivi compresa un’indicazione del cari-
co massimo consentito e della distribuzione del carico sulla piatta-
forma.
L’alimentazione elettrica deve poter essere interrotta, per esempio
tramite un interruttore a chiave, per impedire alle persone non auto-
rizzate di utilizzare il sollevatore. La piattaforma non può essere uti-
lizzata come ascensore.
175
Piattaforme di lavoro
3. EQUIPAGGIAMENTO
autosollevanti su colonne
Tutte le piattaforme messe in servizio dopo il 1° gennaio 1997 devo-
no essere munite di marcatura di conformità CE e adempiere i requi-
siti della Direttiva Macchine.
Registro
Sulla piattaforma o nei pressi deve essere conservato un registro di
controllo con i dati storici della piattaforma, tra i quali i controlli del-
le sollecitazioni, riparazioni e verifiche. Il proprietario della piattafor-
ma è responsabile del registro.
Registro
Documentazione di:
● collaudo e denuncia
● controlli delle sollecitazioni, stabilità, ecc.
Informazioni su:
● verifiche principali, riparazioni, sostituzione meccani-
smo di elevazione
● eventuali richiami formali emessi dall’AT in merito alla
piattaforma
● fabbricante, anno di fabbricazione, nome dell’importa-
tore ed eventuali certificazioni per meccanismi di eleva-
zione.
Verifiche
La piattaforma va sottoposta a una verifica principale da parte del
fabbricante o un esperto almeno una volta all’anno.
176
3. EQUIPAGGIAMENTO
Piattaforme di lavoro
autosollevanti su colonne
Montaggio
Soltanto il personale appositamente istruito e con una conoscenza
delle istruzioni per l’uso del fabbricante può montare, modificare,
spostare e smontare le piattaforme - anche quelle progettate per
essere regolarmente spostate.
La superficie di appoggio deve essere resistente e in grado assorbi-
re le forze di pressione indicate dal fabbricante.
I supporti alla base della piattaforma devono avere un’altezza mas-
sima di 0,20 m, devono essere stabili, nonché essere in grado di as-
sorbire sollecitazioni provenienti da tutte le direzioni.
Se la colonna è fissata all’edificio, occore che la colonna e i materiali
di ancoraggio siano in grado di assorbire le sollecitazioni previste.
Qualora la piattaforma sia posizionata su un’area trafficata, va di-
sposta una segnaletica/barriera di protezione conforme alle norme
dell’autorità stradale.
Spostamento della piattaforma
La piattaforma può solo essere spostata se il terreno sottostante è
solido e resistente. Occorre inoltre assicurarsi che l’altezza della co-
lonna non superi le prescrizioni del fabbricante.
Gli stabilizzatori devono essere posizionati sopra il terreno.
Seguire le istruzioni del fabbricante in merito ai fenomeni atmosferi-
ci.
177
Piattaforme di lavoro
3. EQUIPAGGIAMENTO
autosollevanti su colonne
Segnaletica
Vicino al cancello di accesso deve esservi una targhetta che indica il
carico massimo consentito nei seguenti termini:
● carico di utilizzazione massimo in kg
● distribuzione del carico sulla pedana
● numero di persone e peso dell’attrezzatura consentiti (il peso me-
dio di una persona equivale a 85 kg)
I dispositivi di comando devono essere muniti di pittogrammi facil-
mente comprensibili o di testo in lingua danese.
Copertura
La copertura della piattaforma è consentita soltanto se previamen-
te accordata con l’installatore e se in conformità con le istruzioni del
fabbricante. Anche i teloni piccoli e i cartelli sui parapetti aumenta-
no il carico del vento sulla piattaforma, e in tal caso sono pertanto
previsti requisiti maggiori al montaggio/ancoraggio della piattafor-
ma.
Accesso
La piattaforma deve essere facilmente accessibile. Deve essere mu-
nita di una scala fissa o portatile, se la distanza dal terreno supera
0,5 m. Le scale devono essere dotate di corrimani o altri elementi di
appoggio simili. Il cancello di accesso della piattaforma deve essere
a chiusura automatica e apribile verso l’interno. Inoltre, il cancello di
accesso deve chiudersi automaticamente o essere elettricamente
interbloccato al fine di impedire il movimento della piattaforma, qua-
lora la porta non fosse chiusa.
178
3. EQUIPAGGIAMENTO
Piattaforme di lavoro
autosollevanti su colonne
Parapetti/protezione dei bordi
Normalmente la piattaforma deve avere un parapetto su tutti i lati
composto da un corrimano di 1 m di altezza, un corrente intermedio
di 0,5 m di altezza e una tavola fermapiede di almeno 0,15 m. Alter-
nativamente, il parapetto può consistere di una lamiera solida o una
rete.
Per i lavori su facciate possono essere evitati i parapetti interni sol-
tanto se il piano di calpestio della piattaforma segue la superficie
della facciata, e se la distanza i due non supera 0,3 m.
Durante i lavori sulle facciate eseguiti da una PLAC monocolonna il
parapetto può soltanto essere rimosso, qualora la piattaforma sia
munita di dispositivo di scorrimento fino alla facciata da entrambi i
lati, e qualora la distanza dalla pedana di lavoro e la facciata sia
uguale o inferiore a 0,3 m.
La zona intorno alla piattaforma deve essere delimitata da una bar-
riera di protezione resistente, in modo che nessuno possa transitare
o sostare in maniera pericolosa nella zona di lavoro della piattafor-
ma.
Piano di calpestio
Il piano di calpestio deve essere orizzontale ed eseguito in un mate-
riale antiscivolo. Deve essere munito di sistema di scarico delle ac-
que piovane e le aperture del piano non possono superare 25 mm.
Lavori su piattaforme
La sollecitazione della piattaforma non può eccedere quanto indica-
to dal fabbricante sulla targhetta con i carichi massimi, la quale
deve essere posizionata in prossimità al cancello di accesso.
179
Piattaforme di lavoro
3. EQUIPAGGIAMENTO
autosollevanti su colonne
La sollecitazione massima deve essere riportata come carico massi-
mo in kg, distribuzione uniforme del carico, numero di persone e al-
tre sollecitazioni. È stabilito un peso medio di 85 kg per persona.
Durante i lavori eseguiti dalla piattaforma, deve sempre essere pos-
sibile per l‘operatore contattare almeno un‘altra persona sul luogo di
lavoro, qualora si verifichino arresti di servizio o infortuni. L’operato-
re deve poter entrare in contatto con un collega chiamando a voce o
tramite cellulare.
Prima di avviare la piattaforma, l’operatore deve assicurarsi che non
vi siano finestre aperte o simili a rischio di collisione con la piattafor-
ma lungo il percorso.
I minorenni possono operare le piattaforme soltanto in connessione
a percorsi di formazione destinati a conferire qualifiche (p.es. duran-
te un apprendistato), ed esclusivamente se appropriatamente istru-
iti. I minorenni possono eseguire lavori da piattaforme.
Non utilizzare mai cassette, scale a mano o simili per ottenere un’al-
tezza di lavoro superiore.
Normalmente è vietato abbandonare la piattaforma mentre è in
quota. Tuttavia ciò può essere necessario per alcuni tipi di lavori,
come ad esempio i lavori su terrazze; in tal caso occorre chiederne il
permesso al centro d’ispezione regionale.
In tali situazioni è necessario munire ponti, passerelle e andatoie di
parapetti o altri elementi di protezione efficaci contro la caduta.
Inoltre, il quadro elettrico di comando deve essere dotato di inter-
ruttore a chiave estraibile.
Alla fine della giornata lavorativa la piattaforma va riportata alla po-
sizione di partenza, e l’interruttore deve essere spento e bloccato
tramite l’apposito dispositivo.
180
3. EQUIPAGGIAMENTO
Piattaforme di lavoro
autosollevanti su colonne
Rischi particolari
Per evitare lo schiacciamento di persone durante il sollevamento
della piattaforma, vanno montate barriere di protezione o simili. Vi è
un rischio di schiacciamento tra la colonna e la piattaforma, tra la
piattaforma e gli elementi dell’edificio, nonché tra la piattaforma e il
terreno.
Va evitata la collisione con finestre aperte e altri elementi di costru-
zione/materiali, poiché può sollecitare eccessivamente la piattafor-
ma e comportare un eventuale guasto.
Anche una distribuzione non uniforme del peso sulla piattaforma
può avere conseguenze fatali.
Se i lavori sono svolti a un’altezza superiore a 30 m, è richiesta l’ela-
borazione di piani di emergenza con una descrizione delle procedure
di salvataggio e di assistenza del dipendente in quota in caso di
emergenza.
181
Carrelli elevatori a trasporto
3. EQUIPAGGIAMENTO
persone/a braccio telescopico
con cestello
CARRELLI ELEVATORI A TRASPORTO PERSONE/A
BRACCIO TELESCOPICO CON CESTELLO
Il carrello elevatore deve essere idoneo al lavoro da svolgere per
quanto riguarda la capacità portante, sporgenza, ecc. La macchina
deve essere munita di istruzioni per l’uso in lingua danese contenen-
ti una descrizione degli usi consentiti, comando, discesa di emergen-
za e manutenzione giornaliera.
La pedana deve esse-
re munita di una tar-
ghetta segnaletica
facilmente compren-
sibile con indicazione
del carico massimo. I
dispositivi di coman-
do devono essere
muniti di pittogrammi
facilmente compren-
sibili o di testo in lin-
gua danese.
Registro
Sul carrello va conservato un registro di controllo con i dati storici
della della macchina, tra i quali i controlli delle sollecitazioni, ripara-
zioni e verifiche. Il proprietario della piattaforma è responsabile del
registro.
182
3. EQUIPAGGIAMENTO
Carrelli elevatori a trasporto
persone/a braccio telescopico
con cestello
Verifiche
Il carrello elevatore va sottoposto a una verifica principale da parte
del fabbricante o un esperto almeno una volta all’anno.
Configurazione
La superficie di lavoro deve essere munita di barriera di protezione di
1,1 m di altezza su tutti i lati. Le barriere di protezione devono essere
composte di pannelli idonei o da parapetti resistenti. Il parapetto deve
come minimo essere composto di un corrimano di 1 m di altezza, un
corrente intermedio di 0,5 m di altezza e una tavola fermapiede di alme-
no 0,15 m ben fissata al piano di calpestio.
183
Carrelli elevatori a trasporto
3. EQUIPAGGIAMENTO
persone/a braccio telescopico
con cestello
Il cancello di accesso del cestello deve essere munito di chiusura
automatica e non può essere apribile verso l’esterno.
Per evitare lo schiacciamento di mani deve essere disposto un corri-
mano a 10 cm verso l’interno del cestello e a un’altezza di 10 cm so-
pra il bordo superiore del cestello.
I pulsanti di comando nel cestello devono essere muniti di dispositi-
vo vigilante e devono essere posizionati o marcati in maniera tale da
evitare manovre involontarie. Pulsanti, leve, ecc. per il comando del
carrello devono essere muniti di simboli (pittogrammi) facilmente
comprensibili o testo in lingua danese.
Uso del carrello elevatore a trasporto persone
Le persone situate nel cestello devono indossare imbracature di si-
curezza e cordino, salvo il caso in cui il carrello possa soltanto solle-
vare in direzione verticale, per esempio i ponti sollevatori a forbice.
Il terreno sul quale va posizionato il carrello deve essere solido e re-
sistente. Vanno sempre seguite le istruzioni per l’uso del fabbrican-
te per quanto riguarda l’impiego di stabilizzatori e l‘inclinazione mas-
sima del terreno.
In caso il carrello sia posizionato in una zona trafficata, deve essere
disposta una recinzione o altre misure di delimitazione per ridirigere
il traffico.
Durante i lavori eseguiti dal carrello deve sempre essere possibile
per l‘operatore contattare almeno un‘altra persona sul luogo di lavo-
ro; l’operatore deve poter entrare in contatto con un collega chia-
mando a voce o tramite cellulare.
I minorenni possono operare i carrelli elevatori a trasporto persone
soltanto in connessione a percorsi di formazione destinati a conferi-
184
3. EQUIPAGGIAMENTO
Sollevamento persone con
cestello su gru
re qualifiche (p.es. durante un apprendistato), ed esclusivamente se
appropriatamente istruiti.
I minorenni possono eseguire lavori dal cestello.
SOLLEVAMENTO PERSONE CON CESTELLO
SU GRU
In linea di massima è vietato il sollevamento di persone con gru, ec-
cetto tramite l’uso di gru appositamente attrezzate a tale scopo.
In alcuni casi, l’AT può darne il permesso se l’azienda presenta do-
manda. Prima di presentare la domanda l’azienda dovrà inviare:
● una valutazione del rischio la quale attesta che per motivi tecnici
o economici non sia possibile utilizzare soluzioni più sicure, e che
la sicurezza del trasporto della persona con gru sia soddisfacen-
te;
● le fasce orarie entro le quali sarà eseguito il trasporto di persone
con gru e una descrizione delle operazioni;
● disegni e calcoli relativi alla gabbia/cestello che sarà utilizzato;
● la documentazione che attesta che i fattori di sicurezza impiegati
nel dimensionamento della gru e delle attrezzature di solleva-
mento siano in conformità con le norme vigenti;
● una descrizione delle procedure di verifica e controllo che saranno
effettuate prima di iniziare i lavori - sia dopo il montaggio, sia quo-
tidianamente;
185
Sollevamento persone con
3. EQUIPAGGIAMENTO
cestello su gru
● un’identificazione della gru che si intende utilizzare per il traspor-
to di persone, nonché la documentazione attestante le condizioni
di sicurezza della gru, ivi comprese le verifiche dei 12 mesi e dei 10
anni.
Uso
La persona trasportata nella gabbia/il cestello e il gruista devono
poter comunicare, eventualmente tramite l’uso di radio o cellulari.
Normalmente è vietato abbandonare la gabbia/il cestello mentre si
trova in quota. Qualora l’abbandonamento della gabbia/cestello sia
necessario per compiere determinati lavori, occorre presentare un’i-
stanza di deroga.
L’istanza di deroga richiede:
● una descrizione delle operazioni da svolgere;
● che il lavoratore indossi dispositivi di anticaduta approvati duran-
te l‘abbandono della gabbia/cestello, e che la linea vita sia sempre
ancorata al gancio di sospensione della gru o a un altro elemento
fisso dell’edificio;
● che siano state stabilite procedure di controllo e manutenzione
delle attrezzature anticaduta e dell’ancoraggio della linea vita;
● che le operazioni di sollevamento siano costantemente monitora-
te.
Configurazione
Esistono diversi requisiti per la configurazione della gru e della gab-
bia/cestello.
186
3. EQUIPAGGIAMENTO
Sollevamento persone con
carrello elevatore a forche
SOLLEVAMENTO PERSONE CON CARRELLO
ELEVATORE A FORCHE
È permesso utilizzare il carrello elevatore a forche (muletto) per il
sollevamento di persone durante i lavori di riparazione e sostituzio-
ne di pezzi o per lavori di breve durata.
1,9 m
0
10 cm
1m
Superficie di
calpestio massima:
1,2 x 1,2 m
Configurazione
La capacità
di sollevamento del carrello all’altezza massima delle
forche deve essere almeno 4 volte superiore al carico massimo con-
sentito della gabbia/cestello porta operatore.
187
Sollevamento persone con
3. EQUIPAGGIAMENTO
carrello elevatore a forche
Il piano di calpestio del cestello non può superare 1,2 m x 1,2 m, e
non può essere inferiore a 0,6 mC per persona. La superficie del piano
di calpestio deve essere solida e antiscivolo.
Il cestello deve essere configurato per il sollevamento di persone
come indicato sul disegno. La sponda del lato verso il carrello deve
avere un’altezza minima di 1,9 m per evitare che il lavoratore sia
schiacciato tra il cestello e la colonna di sollevamento.
Il cestello deve essere fissato al carrello in maniera sicura, e occorre
assicurarsi che non si possa improvvisamente staccare.
Uso
È vietato spostare il carrello quando si trovano persone nel cestello.
Il carrello elevatore a forche richiede un terreno regolare e resisten-
te (pavimenti, strade compatte o lamiere di ferro).
I minorenni possono operare i carrelli elevatori a forche per il solleva-
mento di persone soltanto in connessione a percorsi di formazione
destinati a conferire qualifiche (p.es. durante un apprendistato), ed
esclusivamente se appropriatamente istruiti.
Registro e denuncia
Se l’azienda desidera utilizzare carrelli elevatori a forche per il solle-
vamento di persone deve denunciarlo all’AT. Sul carrello deve essere
conservato un registro di controllo con i dati storici della macchina,
tra i quali riparazioni, controlli delle sollecitazioni, verifiche, ecc.
188
3. EQUIPAGGIAMENTO
Piattaforme sospese
PIATTAFORME SOSPESE
Le piattaforme sospese (navicelle) fabbricate prima del 1° gennaio
1997 devono essere approvate dall’AT. Dopo detta data la piattafor-
ma deve essere sottoposta a prove di tipo o fabbricata in conformi-
tà alla norma armonizzata UE.
10 cm
1m
min.
0,8 m
0,6
-
1,2 m
Registro
Sulla piattaforma o nei pressi deve essere conservato un registro di
controllo con i dati storici della piattaforma, tra i quali i controlli del-
le sollecitazioni, riparazioni e verifiche. Il proprietario della piattafor-
ma è responsabile del registro.
189
Piattaforme sospese
3. EQUIPAGGIAMENTO
Verifiche
La piattaforma va sottoposta a una verifica principale da parte del
fabbricante o un esperto almeno una volta all’anno.
Configurazione
Per piattaforma sospesa s’intende sia una piattaforma di lavoro, sia
un bansigo muniti di argano, dispositivo di sospensione e dispositivo
di arresto caduta. Le piattaforme sospese sono macchine e devono
pertanto essere munite di marcatura di conformità CE. Le istruzioni
per l’uso del fabbricante devono essere elaborate in conformità alle
norme descritte nel decreto legge dell’AT sulla configurazione degli
ausili tecnici. Le istruzioni per l’uso devono descrivere le modalità di
sospensione, uso, riparazione e manutenzione della piattaforma.
Occorre assicurarsi che:
● tutti gli elementi elettrici e meccanici siano protetti contro sol-
lecitazioni dannose causate da eventi meteorologici o dai lavo-
ri svolti;
● le piattaforme sospese articolate non siano inclinate oltre il 10 %
durante i lavori;
● il dispositivo di sospensione (il braccio, la staffa portante, il carrel-
lo di traslazione) siano di acciaio o alluminio;
● le piattaforme sospese e i bansighi con piattaforma non abbiano
una superficie superiore a 1 m2 se sospese con un fune portante;
● i bansighi siano muniti di rulli, ruote o pattini;
● i diversi componenti staccati siano fissati con catene o fascette,
e che i ganci siano muniti di dispositivo anti apertura;
● gli argani possano essere utilizzati per impedire la caduta libera
190
3. EQUIPAGGIAMENTO
Piattaforme sospese
durante l’uso normale;
● tutti gli elementi mobili siano protetti contro lo schiacciamento;
● le funi che scorrono sul tamburo di avvolgimento e sulle pulegge
guida siano protette contro lo schiacciamento.
La piattaforma sospesa deve essere munita di parapetto composto
da un corrimano di 1 m di altezza, un corrente intermedio di 0,5 m di
altezza e una tavola fermapiede di 0,15 m di altezza appena sopra il
piano di calpestio. Deve inoltre essere dotata di ruote o rulli per lo
scorrimento sul piano della facciata.
Ogni argano deve essere munito di un dispositivo di arresto caduta
per ogni fune di sicurezza. La fune dell’argano e la fune di sicurezza
devono essere ancorate indipendentemente l’una dall‘altra.
La piattaforma deve essere accompagnata da istruzioni per l’uso in
lingua danese contenenti una descrizione delle modalità di ancorag-
gio, sospensione, comando, carico e manutenzione.
Lavori su piattaforme sospese
I minorenni possono operare piattaforme sospese soltanto in con-
nessione a percorsi di formazione destinati a conferire qualifiche
(p.es. durante un apprendistato), ed esclusivamente se appropriata-
mente istruiti.
I minorenni possono eseguire lavori da piattaforme sospese.
191
Scale portatili
3. EQUIPAGGIAMENTO
SCALE PORTATILI
Le scale portatili devono essere idonee ai lavori da svolgere per
quanto riguarda la loro configurazione, dimensione, ecc. Tutte le
scale portatili devono essere accompagnate da istruzioni per l’uso
in lingua danese contenenti una descrizione del corretto impiego,
montaggio, manutenzione, ecc.
Le scale portatili per uso normale devono rispondere alla norma tec-
nica UNI EN 131. Tuttavia, le scale portatili possono anche essere
configurate diversamente da detta norma purché siano sicure. È
consigliabile utilizzare scale portatili con gradini larghi, poiché forni-
scono una postura di lavoro e una circolazione sanguigna migliore.
Le scale portatili vanno periodicamente ispezionate per verificarne
l’integrità e rilevare eventuali crepe o fratture; le scale difettate
vanno immediatamente riparate o scartate.
Nel caso in cui non sia opportuno o permesso utilizzare scale porta-
tili, possono essere impiegati ad esempio carrelli elevatori per solle-
vamento persone o ponteggi.
Uso
Le scale portatili possono essere utilizzate soltanto per lavori di bre-
ve durata; le operazioni eseguite su scale portatili non possono du-
rare più di 30 min.
Se il lavoro eseguito sulla scala portatile è combinato con il lavoro
eseguito da una base fissa, la quota del lavoro svolto sulla scala por-
tatile non può eccedere 1/3 delle ore lavorative giornaliere.
Altre norme per i lavori eseguiti su scale portatili:
● Utilizzare calzature idonee.
● Trasportare a mano solo oggetti piccoli.
192
3. EQUIPAGGIAMENTO
Scale portatili
● Gli utensili devono essere leggeri e facilmente maneggevoli.
● Gli utensili devono essere utilizzabili con una sola mano.
● Normalmente l’altezza di lavoro non può superare 5 m (dal terre-
no al gradino sul quale è posizionato il lavoratore).
In via eccezionale si possono eseguire lavori da altezze superiori, per
esempio durante la sostituzione di lampadine, montaggio di elemen-
ti e altri lavori di servizio. Per i lavori in altezze superiori a 5 m la
scala deve essere trattenuta al piede da un’altra persona. Possono
essere impiegate scale portatili per il montaggio di elementi prefab-
bricati in altezza fino a 8 m, qualora si tratti di:
● montaggio di ferrature e montanti per parapetti
● ancoraggio e smontaggio di elementi
● guida di elementi
● lavori di giunzione
● riparazioni minori
Scale portatili come vie di accesso
ca. 1m
Le scale portatili utilizzate come vie
d’accesso, vanno ancorate in manie-
ra sicura. Oltre ciò, le scale portatili
devono avere un’inclinazione adatta
ed essere munite di corrimano a cir-
ca 1 m sopra il livello superiore.
193
Lavori in sospensione a corde
3. EQUIPAGGIAMENTO
portanti
LAVORI IN SOSPENSIONE A CORDE PORTANTI
Per i lavori da svolgere in luoghi difficilmente accessibili - per esem-
pio le ispezioni sotto ponti - può essere necessario l’impiego di cor-
de come ausilio tecnico. È consentito svolgere lavori in sospensione
a corde portanti soltanto se non è possibile utilizzare altre attrezza-
ture più opportune e sicure. Va sempre effettuata una valutazione
del tipo di lavoro da svolgere e della scelta di soluzione tecnica in
materia di sicurezza e salute.
Se in seguito alla valutazione si conclude che la sospensione a corde
portanti sia la soluzione più sicura e prudente, i seguenti requisiti de-
vono essere adempiuti:
● Ogni sistema deve comprendere due corde ancorate separata-
mente - una corda di lavoro e una corda di sicurezza.
● L‘operatore deve indossare un’imbracatura connessa alla corda di
sicurezza.
● La corda di lavoro deve essere munita di dispositivo di salita e di-
scesa sicura e un sistema di bloccaggio automatico.
● La corda di sicurezza deve essere dotata di un dispositivo antica-
duta che segue i movimenti dell’operatore.
● Gli utensili e altri accessori devono essere fissati in maniera sicura
all’imbracatura o al seggiolino.
● Il personale che esegue lavori in sospensione a corde portanti
deve essere appropriatamente addestrato nello svolgimento del
lavoro ed in particolare nelle relative procedure di salvataggio.
194
3. EQUIPAGGIAMENTO
Rope access
ROPE ACCESS (LAVORI SU FUNE)
Per rope access s’intendono i lavori eseguiti con l’impiego di funi
per accedere al luogo di lavoro, anche denominati lavori edilizi su
fune.
Per i lavori su fune si applicano i seguenti requisiti:
● Ogni sistema a fune deve comprendere due funi ancorate separa-
tamente - una fune di lavoro e una fune di sicurezza.
● L‘operatore deve indossare un’imbracatura connessa alla fune di
sicurezza.
● La fune di lavoro deve essere munita di dispositivo di salita e di-
scesa sicura e un sistema di bloccaggio automatico.
● La fune di sicurezza deve essere dotata di un dispositivo anticadu-
ta che segue i movimenti dell’operatore.
● Gli utensili e altri accessori devono essere fissati in maniera sicura
all’imbracatura o al seggiolino.
● Eventuali argani devono poter essere utilizzati per impedire la cadu-
ta libera durante l’uso normale.
● Tutte gli organi mobili devono essere protetti contro lo schiaccia-
mento.
● Lo scorrimento delle funi sul tamburo di avvolgimento e le puleg-
ge guida deve essere protetto contro lo schiacciamento.
I cordisti devono essere appropriatamente addestrati nello svolgi-
mento di dette attività ed in particolare nelle relative procedure di
salvataggio.
195
Macchine di elevazione e
3. EQUIPAGGIAMENTO
sollevamento
MACCHINE DI ELEVAZIONE E SOLLEVAMENTO
Le macchine di elevazione e sollevamento devono essere progetta-
te per i lavori specifici da svolgere per quanto riguarda la loro capa-
cità portante, sporgenza, ecc. La macchina deve essere accompa-
gnata da istruzioni per l’uso in lingua danese. Le istruzioni devono
descrivere le modalità d’uso e di comando, il carico massimo, le limi-
tazioni tecniche e le procedure di manutenzione giornaliera.
I minorenni possono operare le macchine di elevazione e sollevamen-
to soltanto in connessione a percorsi di formazione destinati a con-
ferire qualifiche (p.es. durante un apprendistato), ed esclusivamente
se appropriatamente istruiti e muniti del certificato necessario.
Formazione e requisiti alla certificazione
Se la macchina è utilizzata per il sollevamento di carichi - liberi o con
supporti - è richiesta la certificazione dell’operatore. Vedere la se-
guente tabella:
Carrelli elevatori e sol-
Tipo di patentino
Altri patentini validi
levatori telescopici
Il patentino B vale anche
Carrello elevatore - A
Elevatore a forcella
per l’elevatore a forcella
Carrello elevatore - B
Carrello elevatore
Sollev. telescopico con
Sollev. telescopico - A
Carrello elevatore B
forche
Sollev. telescopico in
Gruista D
Sollev. telescopico - B
funzione di gru
Gruista E
196
3. EQUIPAGGIAMENTO
Macchine di elevazione e
sollevamento
Tipo paten-
Tipo gru
Coincidenza con altri patentini
tino
A
Gru a torre girevole, gru portuali,
Il patentino A vale anche per le gru
derrick, gru sopraelevate, gru per
del tipo C.
cantieri navali e simili
B
Gru automotrice
Il patentino B è valido anche per le
gru del tipo C e macchine da can-
tiere utilizzate come gru (G).
I patentini B rilasciati prima del 1°
gennaio 2000 sono validi anche
per le gru del tipo E e D e per
sollevatori telescopici con braccio
gru.
C
Gru a cavalletto e gru a ponte
Non è valido per altri tipi di gru
menzionati sotto A, B, D, E e G.
D
Autogru oltre 8 e fino a 25 tonnel-
Il patentino D è valido anche per le
late/metro
gru del tipo C e macchine da can-
tiere utilizzate come gru (G).
Sollevatori telescopici con 25
tonnellate/metro configurati e
utilizzati come gru.
E
Autogru oltre 25 tonnellate/metro
Il patentino E è valido anche per le
gru del tipo C e D e macchine da
cantiere utilizzate come gru (G).
Sollevatori telescopici con 25
tonnellate/metro configurati e
utilizzati come gru.
G
Macchine da cantiere utilizzate
come gru
197
Macchine di elevazione e
3. EQUIPAGGIAMENTO
sollevamento
L‘operatore non deve possedere un certificato da gruista per opera-
re macchine utilizzate solo occasionalmente in funzione di gru du-
rante lo svolgimento di lavori per i quali sono normalmente utilizza-
te. L‘operatore può utilizzare la macchina da cantiere in funzione di
gru, se le seguenti condizioni sono rispettate:
● Non possono esservi persone in prossimità al carico, durante il
suo sollevamento, trasporto e scarico.
● Il carico non può essere sollevato a un’altezza superiore a 1 m so-
pra il terreno.
● Le macchine vanno sottoposte a verifiche e manutenzioni secondo
le istruzioni per l’uso del fabbricante.
● Le istruzioni per l’uso e la manutenzione devono essere conservate
all’interno della macchina.
● La macchina deve essere appositamente progettata per i lavori di sol-
levamento, vedere le istruzioni per l’uso del fabbricante.
Verifiche
L’operatore deve denunciare qualsiasi difetto o irregolarità della mac-
china al datore di lavoro, in modo che questo possa provvedere alla ri-
parazione della macchina prima che sia messa nuovamente in funzione.
La macchina va sottoposta a una verifica principale annuale in confor-
mità con le prescrizioni del fabbricante, da eseguirsi dal parte del fab-
bricante stesso o da un esperto. Le macchine di sollevamento utilizza-
te all’esterno vanno inoltre sottoposte a una verifica decennale da
eseguirsi da un esperto. L’esito della verifica decennale deve essere
attestata in un verbale, la quale copia va inviata all’AT.
198
3. EQUIPAGGIAMENTO
Macchine di elevazione e
sollevamento
Registro
Per tutte le macchine che devono essere denunciate all’AT va elabo-
rato un registro di controllo con i dati storici della della macchina, tra
i quali riparazioni, controlli delle sollecitazioni, verifiche, ecc.
Il proprietario della macchina è responsabile del registro.
Denuncia
Alcune macchine destinate al sollevamento devono essere denun-
ciate all’AT in caso di acquisto, mutamento di proprietario e dopo
modifiche o riparazioni importanti.
L’obbligo di denuncia si applica a:
● tutte le macchine di sollevamento e argani progettati per il solle-
vamento di persone;
● tutte le macchine di sollevamento e argani utilizzati in luoghi di
lavoro diversi;
● macchine di sollevamento fisse con carico massimo superiore a
300 kg. Per i paranchi a catena elettrici il limite è di 1000 kg.
Se l’installazione di macchine di sollevamento fisse e di elevatori richie-
de sostanziali procedure di montaggio, deve essere denunciata ogni
volta. Ciò è applicabile ad esempio allo spostamento di gru a torre e gru
per costruzioni, anche se l’installazione è effettuata a nome dello stes-
so proprietario.
L’installazione di macchine di sollevamento mobili, come ad esempio le
gru automotrici e le autogru, non deve essere denunciata ogni volta se
il proprietario è lo stesso.
199
GRU
3. EQUIPAGGIAMENTO
Controllo delle sollecitazioni
Prima del loro impiego, tutte le macchine di sollevamento nuove
vanno sottoposte a un controllo delle sollecitazioni. Vanno inoltre
effettuati controlli delle sollecitazioni per:
● modifiche o ristrutturazioni sostanziali
● verifiche principali e verifiche decennali
● sostituzione degli organi di elevazione
● installazioni che richiedono la denuncia all’AT
GRU
I minorenni possono operare gru soltanto in connessione a percorsi
di formazione destinati a conferire qualifiche (p.es. durante un ap-
prendistato), ed esclusivamente se appropriatamente istruiti e mu-
niti del certificato necessario.
Vento
Le istruzioni per l’uso delle gru devono indicare la forza del vento
massima sotto la quale può operare la gru.
Persino un vento leggero può causare un’oscillazione del carico e
compromettere la sicurezza dell’operazione di sollevamento.
Spetta al gruista valutare nella situazione concreta se il solleva-
mento può essere eseguito in maniera sicura e senza compromette-
re la sicurezza delle attrezzature o dell‘imbracatore.
200
3. EQUIPAGGIAMENTO
GRU
Imbracatura di carichi
L’imbracatura consiste nell’agganciare o sganciare i carichi dal gan-
cio di sospensione della gru. L’imbracatore deve aver ricevuto un ap-
posito addestramento nello svolgimento di tale lavoro, nonché es-
sere istruito su come eseguire l’operazione concreta di imbracatura.
L’imbracatore deve aver completato un corso per imbracatori; i corsi
sono organizzati da istituti tecnici e alcuni fornitori di attrezzature
di imbracatura. L’imbracatore deve conoscere la marcatura delle at-
trezzature di imbracatura indicanti il carico massimo consentito per
catene, fasce, ecc. e l’angolo d’inclinazione massimo delle fasce.
Prima di iniziare i lavori si consiglia di tenere una riunione preliminare
di coordinamento, durante la quale l’imbracatore e il gruista possa-
no stabilire la sequenza del montaggio e le procedure da seguire per
ogni singolo sollevamento.
Vanno sempre seguite le istruzioni per l’imbracatura riportate sul
carico/bollettino di accompagnamento.
Prima del sollevamento finale occorre sollevare lentamente il carico,
liberarlo dalla base di appoggio e verificare che:
● il peso sa uniformemente distribuito (che il carico sia in equilibrio);
● le fasce e le attrezzature di imbracatura siano posizionate corret-
tamente;
● le fasce non siano incastrate;
● il carico non sia in qualche modo impigliato alla base di appoggio.
Prima dell’appoggio del carico, l’imbracatore deve assicurare che:
● il carico possa essere appoggiato in maniera sicura e su un sup-
201
GRU
3. EQUIPAGGIAMENTO
porto che permetta la rimozione delle attrezzature di imbracatura
senza comportare rischi;
● le attrezzature di imbracatura siano tese durante un eventuale
armatura del
carico.
Le attrezzature possono essere trasportate una volta ancorate in
Sollevare
Abbassare
Abbassare (utilizzato se la distanza tra
l’imbracatore e gruista è corta)
Sollavare il
Ruotare sinistra
Ruotare destra
braccio
Sfilare
Arresto di
Questa direzione
il braccio
emergenza
Far rientrare
Segnale non
Per grandi distanze si
il braccio
ricevuto
utilizza una paletta
202
3. EQUIPAGGIAMENTO
GRU
maniera sicura al gancio di sollevamento della gru e protette contro
l’appigliamento.
In caso di dubbi sulla sicurezza delle attrezzature di imbracatura, del
carico o altro, i lavori vanno subito fermati. La responsabilità di fer-
mare i lavori nei suddetti casi è dell’imbracatore, che, dopo aver fer-
mato i lavori, dovrà consultare il superiore/il gruista.
Se l’operazione di sollevamento è già in corso, il gruista deve abbas-
sare il carico nella posizione sicura più vicina.
L’imbracatore e il gruista hanno il diritto e l’obbligo di rifiutare di ef-
fettuare il sollevamento, qualora sospettino che possa compromet-
tere la sicurezza.
Attrezzature di imbracatura
Le attrezzature di imbracatura devono essere munite di targhetta
leggibile o altri tipi di segnaletica con indicati i SWL/WLL e la data
dell’ultima verifica.
Le attrezzature devono inoltre essere dotate di un codice cromatico
indicante la data dell’ultima verifica (vedere la seguente illustrazione).
Le attrezzature di imbracatura vanno ispezionate ogni volta che
sono impiegate, e devono essere sottoposte a una verifica principa-
le almeno una volta all‘anno.
203
GRU
3. EQUIPAGGIAMENTO
Vanno sempre seguite le istruzioni del fabbricante per quanto ri-
guarda la durata delle attrezzature.
Ove necessario, le attrezzature di imbracatura devono essere ac-
compagnate da istruzioni per l’uso in lingua danese.
Le attrezzature di imbracatura vanno conservate in maniera sicura
e in un luogo asciutto e arieggiato. In particolare, le brache in fibra
devono essere protette dalla luce del sole diretta, poiché i raggi ul-
travioletti distruggono le fibre. Le imbracature scartate vanno con-
servate separatamente dal resto delle attrezzature.
● I ganci di sollevamento della gru devono essere dotati di dispositi-
vo anti sganciamento.
● È vietato utilizzare attrezzature di imbracatura in acciaio zincato
per le operazioni di sollevamento in acqua salina.
204
3. EQUIPAGGIAMENTO
GRU
● Le funi d’acciaio non possono piegarsi durante il fissaggio.
● Le catene non possono essere attorcigliate durante l’uso. L’accor-
ciamento delle catene va eseguito con un gancio di accorciamen-
to approvato, e la giunzione di multiple catene va eseguita trami-
te l’uso di maglie di giunzione approvate.
● Le fasce/brache in fibra vanno protette contro gli spigoli vivi.
Sollevamenti con due gru
Il sollevamento di carichi
tramite l’uso di due gru va
pianificato attentamente.
L’operazione va guidata da
un esperto, il quale deve es-
sere posizionato in modo
tale da poter comunicare in
maniera efficace con en-
trambi i gruisti.
È preferibile che entrambe
le gru siano dello stesso
tipo e che abbiano lo stesso
sistema di regolamento del-
la velocità. La sollecitazio-
ne non può mai superare il
75 % della capacità portan-
te di ogni singola gru. Ove necessario, vanno utilizzate attrezzature
speciali per garantire una distribuzione del peso corretta e sicura e
un sollevamento verticale.
205
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