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Vibrazioni
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Il rischio di danni aumenta se il lavoro comprende posture di lavoro fis-
se o torsioni frequenti del tronco. Lo stesso vale quando i muscoli sono
stanchi o quando il torso è compresso in seguito ad attività fisiche lo-
goranti. Anche gli urti e i movimenti inaspettati, causati ad esempio da
un piano irregolare o da piccoli urti, aumentano il rischio di danni.
Acquisto macchine
È importante assicurarsi che l’ergonomia della cabina di comando sia
adeguata, ossia che il conducente abbia una buona visibilità, e che
tutti i controlli e comandi siano ubicati in maniera tale da permette-
re al conducente di svolgere il proprio lavoro senza doversi torcere o
girare sul sedile.
È inoltre importante tenere in considerazione che i tempi di esposi-
zione aumentano. qualora la macchina sia inefficace o comunque
inadeguata al lavoro da svolgere (in generale la macchine più grandi
vibrano meno).
● Scegliere macchine con un basso livello di vibrazione; i valori indicati
da fabbricanti diversi possono soltanto essere confrontati l’uno con
l’altro se è stato impiegato lo stesso metodo di misurazione.
● Se possibile, acquistare veicoli muniti di sospensioni.
● Consultare eventualmente un consulente nel processo di valuta-
zione delle macchine.
I fornitori di macchine hanno l’obbligo di:
● fornire macchine con una bassa intensità di vibrazione;
● fornire veicoli con sedili in grado di assorbire le vibrazioni a un livel-
lo che sia ritenuto ragionevolmente possibile;
104
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Vibrazioni
● fornire informazioni sull’intensità della vibrazione; qualora superi
0,5 m/sC va indicata l’intensità.
L’intensità della vibrazione deve essere riportata nelle istruzioni per
l‘uso, nel materiale di vendita e nella documentazione tecnica.
Come ridurre il rischio di danni
● Adeguare la velocità al tipo di superficie percorsa.
● Selezionare e contrassegnare percorsi veicolari senza chiusini, bu-
che, pavè, lastre carrabili, ecc.
● Livellare il più possibile la superficie del percorso.
● Evitare ruote massicce, ove possibile.
● Utilizzare sedili adatti al veicolo, e in particolare alla frequenza di
vibrazione della macchina. Il sedile deve essere munito di uno
schienale adeguato ai movimenti richiesti dal tipo di lavoro svolto.
Deve essere sottoposto a manutenzione, facilmente regolabile e
configurato in base al singolo conduttore. Il conduttore deve es-
sere appropriatamente istruito sulla regolazione del sedile.
● È opportuno che il sedile si possa regolare in avanti e indietro, che
sia regolabile l’inclinazione dello schienale in base al peso corpo-
reo del conduttore e che sia eventualmente provvisto di un sup-
porto lombare variabile. Un ottimo supporto lombare e la regola-
zione in base al peso del conduttore sono particolarmente
importanti per quanto riguarda le vibrazioni.
● Se possibile, il dispositivo di sterzo o il comando del veicolo devo-
no essere regolati in base alle esigenze del singolo conduttore.
● I pneumatici del veicolo devono essere idonei e avere una pressio-
105
Freddo e calore
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
ne corretta; inoltre, le sospensioni, gli ammortizzatori, ecc. devo-
no essere sottoposti a una manutenzione appropriata.
FREDDO E CALORE
Freddo, pioggia, vento e spifferi raffreddano il corpo e aumentano la
sollecitazione della circolazione sanguigna e del metabolismo. I mu-
scoli e i legamenti si irrigidiscono aumentando così il rischio di una
sovrasollecitazione locale dell’apparato locomotore. Quando le mani
si raffreddano il senso del tatto e l’abilità di eseguire lavori con pre-
cisione diminuiscono, comportando così un rischio elevato di infortu-
ni. Il raffreddamento di persone con tendenza ad avere dita bianche
aumenta il rischio di attacchi.
Esempio: se la temperatura è di
Indice del freddo - Indice di raffreddammento - Fattore Windchill
10˚C, e la velocità del vento è di
14 m/s, la temperatura perce-
pita è due gradi sotto lo zero.
La temperatura durante lo
svolgimento del lavoro deve
essere idonea al corpo umano
e prendere in considerazione i
metodi di lavorazione impie-
gati e la sollecitazione fisica
alla quale sono esposti i di-
pendenti.
Fonte
D‘inverno la temperatura può essere regolata riscaldando i luoghi di
lavoro. Normalmente, una temperatura di circa 10 gradi è considera-
ta appropriata per lo svolgimento di un lavoro fisico attivo. Invece,
per lo svolgimento di attività lavorative richiedenti una motricità
fine è appropriata una temperatura di 15 gradi.
106
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Freddo e calore
Durante i lavori in strutture scoperte, su ponteggi e su costruzioni
aperte nel periodo invernale (1/10-31/3) occorre stabilire se è ne-
cessario provvedere a coperture di protezione contro il freddo. Ciò
diventa un requisito, qualora i dipendenti siano esposti per un perio-
do protratto a eventi atmosferici dannosi. Per i lavori svolti in strut-
ture scoperte, il limite è di circa tre giorni, mentre per i lavori su pon-
teggi il limite è di circa sei giorni.
Nei cantieri che occupano più imprese in contemporanea, il commit-
tente deve stabilire quale sia l’impresa responsabile delle coperture
e la natura di tali coperture. Nel caso in cui il cantiere occupi più di 10
dipendenti in contemporanea, i suddetti provvedimenti devono es-
sere inclusi nel Piano per la Sicurezza e la Salute.
Durante i lavori svolti all’esterno per un periodo protratto, il luogo di
lavoro deve essere riparato dagli eventi meteorologici.
Se per un periodo di tempo protratto si svolgono attività di disegno
e di progettazione, amministrative o simili nel cantiere, tali attività
devono avere luogo in locali conformi alle norme previste per i luoghi
di lavoro fissi. La temperatura nel locale deve essere almeno 18°C.
Qualora non fosse possibile regolare la temperatura, per esempio in
caso di lavori svolti all’esterno o in un capannone senza possibilità di
riscaldamento locale, il datore di lavoro deve assicurarsi che i dipen-
denti utilizzino indumenti da lavoro idonei.
Orari di lavoro limitati e indumenti protettivi possono proteggere
contro il freddo. Gli indumenti da lavoro devono avere una buona ve-
stibilità, una capacità isolante idonea, permettere ai vapori di pene-
trare e avere uno strato esterno resistente al vento. Se il lavoro è
fisicamente impegnativo, gli indumenti devono essere in grado di ri-
lasciare il calore in eccesso. Gli indumenti protettivi sono da consi-
derarsi un DPI come le calzature protettive, e spetta pertanto al
datore di lavoro procurarli e provvedere alla loro manutenzione.
107
Freddo e calore
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Se il lavoro è svolto in ambienti con escursioni termiche, gli indumen-
ti devono essere facilmente regolabili e adattabili.
È importante utilizzare uno strato di appoggio idoneo per i lavori
svolti da sdraiati, seduti o inginocchiati con un contatto diretto con
superfici fredde o umide.
Un calore forte e una radiazione termica diretta dal sole combinate
con un’alta percentuale di umidità possono avere un effetto danno-
so. Oltre alla disidratazione, la sollecitazione dannosa della circola-
zione sanguigna e all’innalzamento della temperatura corporea, al-
cune persone possono diventare irritabili o aggressive.
Tuttavia, i colpi di calore occorrono raramente in Danimarca.
La combinazione di lavoro fisico pesante, un sole battente e macchi-
ne surriscaldate (per esempio nella posa di asfalto) può comportare
una sollecitazione termica molto elevata. È pertanto importante in-
terrompere i lavori ad alte temperature con pause in luoghi freschi.
È sconsigliato indossare troppi indumenti durante i lavori in ambienti
umidi o caldi. Durante i lavori pesanti deve essere prevista una quan-
tità di pause adeguata, e gli orari di lavoro vanno eventualmente li-
mitati. È importante bere sempre tanta acqua.
Poiché il calore corporeo in eccesso e il sudore non sono liberati du-
rante i lavori svolti con indumenti di protezione, possono comporta-
re una sollecitazione termica molto alta. Durante i lavori fisici pesan-
ti la disidratazione e l’innalzamento della temperatura corporea
possono costituire un pericolo immediato; è pertanto importante
disporre una quantità adatta di pause in luoghi freschi e limitare gli
orari di lavoro.
108
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Laser
LASER
I laser possono causare danni agli occhi e alla pelle, sia quando si
tratta di una radiazione diretta, sia una radiazione rifratta. I laser
sono suddivisi in classi in base al loro livello di nocività con un indica-
zione delle misure di sicurezza da adottare per proteggersi. Per le
classi 1 e 2 il riflesso palpebrale naturale dell’operatore costituisce
una protezione sufficiente contro i danni agli occhi, mentre per la
classe 3 e superiori vanno adottate misure speciali di protezione.
La classificazione dei laser e delle relative misure di sicurezza devo-
no essere in conformità allo standard europeo EN 60 825-1.
Il laser deve essere accompagnato da istruzioni per l’uso in lingua
danese e munito di una targhetta segnaletica di pericolo.
Il laser può essere operato esclusivamente da persone apposita-
mente formate e istruite sull’uso. Per evitare un’esposizione a radia-
zioni nocive, tutti coloro che si trovano nella zona dove si utilizzano
laser devono essere a conoscenza delle misure di sicurezza.
Durante i lavori con i laser vanno apposti cartelli di segnalazione di
pericolo in un luogo opportuno e visibile.
109
Sollecitazioni chimiche
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Altre norme di sicurezza:
● Non guardare mai direttamente nel fascio del laser.
● Utilizzare sempre il sistema di spegnimento automatico di sicu-
rezza.
● Evitare riflessi pericolosi causati da superfici e utensili riflettenti.
● Evitare l’uso di strumenti di misurazione muniti di cannocchiale
con mirino di puntamento.
● Rimuovere strumenti dal cammino ottico del fascio radiante.
● Spegnere il laser quando non è in uso.
● Non utilizzare un laser appartenente a una classe superiore di
quanto sia necessario.
SOLLECITAZIONI CHIMICHE
Gli agenti e i materiali chimici sono presenti ovunque; possono esse-
re frutto di un processo chimico pianificato, come per esempio la
vernice, la schiuma per sigillatura e il rivestimento di pavimenti. Le
sollecitazioni chimiche possono essere causate anche da materiali
da costruzione che entrano a far parte di un processo chimico impre-
visto, come per esempio la polvere proveniente da materiali isolanti,
legno, cemento e il fumo da saldature e saldobrasature. Spesso i
composti chimici nocivi si riscontrano durante la demolizione o ri-
strutturazione di edifici datati sotto forma di amianto, PCB, piombo
e terreni contaminati.
È dunque importante tenere in considerazione che esistono sostan-
110
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Sollecitazioni chimiche
ze e materiali chimici nocivi non solo nei materiali e i composti utiliz-
zati per i lavori ma anche nelle strutture esistenti.
Nonostante sia importante evitare il contatto con gli agenti chimici
nocivi, ciò non è sempre possibile, ed è pertanto essenziale adottare
una serie di misure di sicurezza, sia nella pianificazione, sia nella pro-
tezione personale.
Prevenzione
Una gran parte degli agenti chimici sono percepibili all’occhio, all’ol-
fatto o al palato. Ad esempio, la polvere nell’aria è visibile, mentre
fumi, gas e vapori sono spesso percepibili per il loro odore o sapore.
Altri agenti chimici, invece, possono essere difficili o impossibili da
percepire. In tal caso è necessario identificare il tipo di sostanza o
materiale con i quali si ha a che fare facendo riferimento all’etichet-
tatura o alle istruzioni per l’uso.
Va prestata particolare attenzione agli agenti chimici invisibili e ino-
dori; il fatto che non siano percepibili non significa che non siano pre-
senti.Come esempio si possono menzionare il monossido di carbo-
nio, il quale può essere letale senza che lo si percepisca, e le polveri
sottili di amianto o di quarzo, anch’esse spesso invisibili o impercepi-
bili.
Per prevenire i danni alla salute causati da agenti chimici vanno
adottate le seguenti misure di prevenzione:
● Rimuovere sostanze e materiali chimici dal luogo di lavoro.
● Sostituire sostanze e materiali chimici con alternative meno nocive.
● Isolare sostanze e materiali chimici, per esempio tramite l’incapsu-
lamento del processo di lavorazione.
111
Sollecitazioni chimiche
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
● Provvedere a un sistema di ventilazione, ad esempio sotto forma
di aspirazione localizzata ad alta pressione.
● Utilizzare DPI.
● Provvedere a un addestramento idoneo del personale e leggere
sempre le istruzioni per l’uso specifico sul posto di lavoro in que-
stione.
Valutazione degli agenti nocivi
Ove possibile, le sostanze e i materiali chimici nocivi vanno sostituiti
con alternative meno pericolose o meno dannose e che creano
meno disturbi possibile; la responsabilità di tale sostituzione è del
progettista.
L’AT può chiedere che sia presentata una documentazione che atte-
sti che non sia stato economicamente o tecnicamente possibile im-
piegare sostanze o materiali meno nocivi.
Non è sufficiente che il datore di lavoro possa attestare che le solle-
citazioni da sostanze e materiali chimici siano trascurabili. Se l’uso di
una sostanza o un materiale alternativo comporterebbe particolari
variazioni nelle caratteristiche tecniche o nelle spese del progetto,
il datore di lavoro deve effettuare un confronto completo e una va-
lutazione delle conseguenze tecniche o economiche rispetto alle
conseguenze negative sulla sicurezza e sulla salute.
Istruzioni per l’uso
Istruzioni per l’uso del fabbricante
Il fabbricante ha l’obbligo di munire le sostanze e i materiali chimici
nocivi di istruzioni per l’uso facilmente comprensibili e redatte in lin-
gua danese (scheda dati di sicurezza). Tale obbligo è applicabile
anche ai rivenditori al dettaglio.
112
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Sollecitazioni chimiche
Istruzioni per l’uso specifico sul posto di lavoro
Vanno elaborate istruzioni per l’uso specifico del materiale sul posto
di lavoro in questione. Tali istruzioni per l’uso specifico vanno elabo-
rate in base alle istruzioni per l’uso del fabbricante.
Le istruzioni per l’uso specifico sul posto di lavoro vanno elaborate in
collaborazione con il SGSL; è responsabilità del datore di lavoro prov-
vedere alla loro elaborazione.
Per ulteriori informazioni sul contenuto delle istruzioni per l’uso con-
sultare il sito internet www.styrpaastofferne.dk.
Tutti coloro che utilizzano agenti nocivi nel loro lavoro devono rice-
vere istruzioni per l’uso aggiornate. Le istruzioni per l’uso specifico sul
posto di lavoro devono essere accessibili nel luogo dove sono impie-
gati gli agenti in questione.
DVR chimico - una valutazione speciale
L’uso di sostanze e materiali chimici nocivi deve essere sottoposto a
una valutazione del rischio da allegare al DVR come appendice, il cosid-
detto DVR chimico.
Se il rischio di sollecitazioni chimiche deriva da più sostanze o materiali
diversi, va effettuata una valutazione del rischio complessiva.
La valutazione deve contenere quanto segue:
1. Quali sono i materiali pericolosi e in cosa consiste il pericolo?
2. Come e quanto sono esposti i lavoratori ai materiali pericolosi?
3. Come vengono utilizzati i materiali, per esempio miscela e metodo di
applicazione?
4. Come si può prevenire che il dipendente/gli altri siano esposti alle
113
Sollecitazioni chimiche
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
sostanze/ai materiali? Si possono utilizzare recinzioni, sistemi di ae-
razione o ventilazione e dispositivi di protezione? Le misure di preven-
zione sono efficaci?
La valutazione può prendere spunto dalle istruzioni per l’uso sul posto
di lavoro, poiché esse contengono informazioni sui pericoli alla salute,
dispositivi di protezione e misure di sicurezza da adottare durante l’uso.
Qualora la valutazione non rilevasse alcun fattore di pericolo, è consen-
tito fare riferimento alle istruzioni per l’uso specifico sul posto di lavoro
per le sostanze o i materiali nocivi nel DVR.
Qualora la valutazione rilevasse invece fattori di pericolo, questi vanno
descritti nel piano d’azione del DVR normale, per esempio annotando
che non vi sono DPI sufficienti o che la ventilazione non è idonea.
È importante raccogliere tutte le istruzioni per l’uso specifico delle so-
stanze sul posto di lavoro ed elaborare un elenco dei prodotti impiegati
nell’impresa o nel cantiere.
Per ulteriori informazioni sull’elaborazione di un DVR chimico consultare
i sito internet www.styrpaastofferne.dk.
Valori limite e misurazioni
La legge sull’ambiente di lavoro danese prevede valori limite (VL) per
una serie di sostanze, materiali e processi di lavoro. I VL non possono
essere applicati singolarmente, poiché devono far parte di una valuta-
zione complessiva delle condizioni igieniche.
Durante un processo di lavorazione il dipendente è spesso esposto a
più sostanze contemporaneamente, come ad esempio differenti tipi di
vapori da solventi o fumo da saldatura contenente diversi agenti chimi-
ci, ognuno dei quali è nocivo. Pertanto non è sufficiente rispettare i va-
lori limite per ogni singolo agente, poiché l’effetto complessivo (l’effet-
114
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Sollecitazioni chimiche
to combinato) può essere più dannoso.
Ad esempio, si produce un effetto molto dannoso quando i lavori fi-
sici pesanti sono combinati con un inquinamento dell’aria sotto for-
ma di polvere, fumo, vapore o olio nebulizzato. Durante uno sforzo
fisico elevato si tende a respirare più frequentemente aumentando
così la quantità di aria inquinata che viene respirata. Per questo mo-
tivo, la concentrazione di qualsiasi tipo di inquinamento dell’aria in
generale va tenuta più possibile sotto i VL. In caso di dubbi consulta-
re un consulente autorizzato.
Non è sufficiente che i VL siano rispettati, qualora sia tecnicamente
possibile ridurre ulteriormente l’inquinamento. Normalmente, vanno
adottate misure tecniche conformi alla buona pratica del settore o
comunque corrispondenti a processi utilizzati in altri settori. È per-
tanto raro che sia necessario effettuare misurazioni delle concen-
trazioni nell’aria, poiché solitamente si adottano comunque misure
tecniche di prevenzione.
Uso di misurazioni
Le misurazioni sono superflue, se è riconosciuto che vi sia un inqui-
namento dell’aria e se ne è già stata identificata l‘origine. A tale sco-
po si può effettuare una valutazione approfondita dei seguenti fat-
tori:
● tipologia e quantità delle sostanze e dei materiali impiegati
● tipologia dei processi e delle operazioni utilizzati, inclusa la loro
frequenza e durata
● misure tecniche
● pulizia
115
Sollecitazioni chimiche
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
● sgombramento e ordine nel luogo di lavoro
Possono inoltre essere d’aiuto nella valutazione le misurazioni effet-
tuate da altre aziende simili; esse non possono tuttavia essere di-
rettamente trasferite a un’altra azienda.
Se non è possibile valutare i rischi in base ai summenzionati principi,
è possibile condurre un‘analisi di orientamento.
Lo scopo è di valutare, con l’impiego di metodi semplici, se la qualità
dell’aria sia accettabile. A tale scopo vanno utilizzati strumenti per
la misurazione diretta. In caso si abbiano dubbi sulla nocività di un
eventuale fonte d’inquinamento dell’aria, contattare un consulente
autorizzato.
Classificazione ed etichettatura
Le sostanze e i materiali nocivi sono classificati in conformità alle
norme del Ministero dell’Ambiente e l’Energia.
Le sostanze e i prodotti comportanti un pericolo alla salute, di esplo-
sione, di incendio o all’ambiente sono suddivisi in classi di pericolosi-
tà ed etichettati come dimostrato nella figura seguente.
Periodo di transizione
Durante il periodo di transizione da gennaio 2009 fino a giugno 2015
è possibile scegliere se utilizzare un’etichettatura conforme alla
vecchia o alla nuova normativa. Ciò significa che fino al 2015 saran-
no in circolo sia i simboli nuovi che quelli vecchi.
116
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Sollecitazioni chimiche
Nuovi
Vecchi
Irritante nocivo
Irrita pelle e occhi
Può causare allergie al contatto con la
pelle
Xi-Irritante
Xn-Nocivo
Tossico acuto
L’inalazione, ingestione o penetrazione
nella pelle, può implicare rischi gravi, acuti
o cronici, e anche la morte
T+-Estremamente
T-Tossico
tossico
Tossivo a lungo termine. Cancerogeno
Danni all’organo riproduttivo
L’inalazione può causare allergie
Danni specifici agli organi
T-Tossico
Xn-Nocivo
Corrosivo
Distruzione pelle e/o attrezzature
Pericolo danni agli occhi
C-Corrosivo
Xi-Irritante
Infiammabile
F+-Estremamente
F-Infiammabile
infiammabile
Gas sotto pressione, p.es. bombole
Pericoloso per l’ambiente
N-Pericoloso per
l’ambiente
117
Sollecitazioni chimiche
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Frasi R e frasi S
Tutti gli agenti chimici pericolosi devono essere muniti di informazio-
ni sul rischio (frasi R) e sulla sicurezza (frasi S).
Le frasi R e S e il nome dell’agente chimico nocivo devono essere ri-
portati sull’imballaggio.
Agenti e prodotti tossici
Le aziende che utilizzano agenti e prodotti tossici devono
comunicarlo all’AT tramite un apposito modulo reperibile
presso le stazioni di polizia o i centri regionali dell’AT. Tale
comunicazione è valida per tre anni.
Gli agenti e i prodotti tossici vanno conservati in maniera sicura in un
armadietto o in una stanza chiusa a chiave e munita di un apposito
cartello di segnalazione di pericolo.
Numero di codice
Alcuni prodotti devono riportare un numero di codice. Que-
sto vale per i prodotti per la coloritura, prodotti preservanti
del legno, colle e composti per la sigillatura. Il numero di co-
dice è riportato sull’imballaggio o nelle istruzioni per l‘uso del
fabbricante.
Il numero di codice serve per selezionare il prodotto più adatto (si
consiglia di scegliere sempre i prodotti con i numeri di codice più bas-
si possibile) e per determinare il tipo di misure preventive da utilizza-
re (p.es. quali DPI, ecc.).
Il numero di codice è composto da due numeri connessi da un tratti-
no. I codici vanno da 00-1 a 5-6.
Il numero prima del trattino serve a determinare il tipo di misure di
118
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Sollecitazioni chimiche
sicurezza da adottare per prevenire l’inalazione di vapori, inclusi i va-
pori provenienti da solventi organici.
Più alto è il numero prima del trattino, più alta è la necessità di utiliz-
zare dispositivi di protezione delle vie respiratorie e sistemi di venti-
lazione industriali per prevenire il rischio di inalazione. Solitamente,
le idropitture hanno il numero di codice 00-1 (1993). Tipicamente le
pitture alchiliche che contengono ragia minerale hanno il numero di
codice 2-1 (1993). I prodotti a base di xilolo come solvente hanno ti-
picamente il numero di codice 4-3 (1993).
Il numero dopo il trattino serve a determinare il tipo di misure di sicu-
rezza in grado prevenire il contatto con pelle e occhi, l’inalazione di
gocce e polveri da liquidi nebulizzati e un‘eventuale ingestione sotto
forma di fumo o ingerimento.
-1 indica un rischio in caso di inalazione di liquidi nebulizzati o con-
tatto cutaneo protratto.
-2 indica un rischio in caso di ingestione e inalazione di polveri ne-
bulizzate.
-3 indica un rischio di irritazione o potenziali allergie.
-4 indica un rischio di corrosione.
-5 indica un rischio elevato di allergie.
-6 indica che il prodotto è tossico o cancerogeno.
Più alto è il numero, più grande è il rischio. Le sostanze con il codice
5-6 sono quindi le più nocive in assoluto.
Un prodotto di coloritura con il codice 00-1 è il meno nocivo che si è
attualmente in grado di produrre da un punto di vista tecnico.
119
Sollecitazioni chimiche
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Uso del numero di codice
Il numero di codice è utile per poter determinare quali DPI utilizzare.
L’AT ha elaborato alcune tabelle per dimostrare quali DPI vanno uti-
lizzati in base al numero di codice, la misura delle superfici e il meto-
do di applicazione.
Un esempio:
Numero di codice
DPI e indumenti protettivi
1
2-1
Metodo di applicazione
Spatola
2
Pennello
Spruzzo
Luogo di lavoro
Rullo e simili
All’esterno
Machera filtro antigas a) p) r)
Machera intera a presa d’aria
Guanti h) i) k)
esterna g)
Tuta
Guanti
Cappuccio
All’interno,
Guanti h) i) k)
Maschera intera a presa d’aria
superficie picco-
esterna g)
la*
Tuta
Guanti
Cappuccio
All’interno,
Semimaschera a presa d’aria
Maschera intera a presa d’aria
superficie grande
esterna
esterna g)
Guanti h) i) k)
Tuta
Guanti
3
Cappuccio
1. Va verniciata all’interno una struttura in ferro, che è esposta a
grandi sollecitazioni e che deve adempiere a requisiti funzionali
molto stringenti.
2. Può essere utilizzata una vernice con il numero di codice 2-1
120
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Vernici
3. La vernice può essere applicata con un pennello o un rullo, e le
superfici da coprire sono ampie.
In base alla tabella si può vedere che va utilizzata almeno una semima-
schera con apporto d’aria fresca e, in caso di schizzi, anche dei guanti.
Dubbi
Qualora si abbiano dubbi o si tratti di un caso limite, vanno sempre
utilizzati i dispositivi di protezione più efficaci.
La denominazione ”superfici minori“ comprende telai di porte, listelli,
tubi e simili; queste superfici non possono né superare il 10 % della
superficie totale del locale, né costituire complessivamente più di 4
m2 di superficie.
Se la temperatura in un locale o su una superficie (p.es. termosifoni)
supera la temperatura d’ambiente normale, il numero prima del trat-
tino va aumentato di uno.
VERNICI
La vernice contiene, tra le altre cose, agenti leganti e pigmenti, e
può inoltre contenere diverse tipologie di solventi. Va evitata l’inala-
zione di vapori provenienti da vernici, così come va evitato il contat-
to con la pelle se la vernice contiene solventi organici. La verniciatu-
ra a spruzzo comporta il rischio di inalazione sia dei liquidi
nebulizzati, sia dei vapori da solventi. I liquidi nebulizzati possono
contenere pigmenti metallici nocivi (composti di piombo, cromo o
nichel), ed è quindi pericoloso inalarli.
La vernice può inoltre contenere sostanze irritanti o allergeniche.
121
Solventi organici
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Diluzione di vernici
La diluzione della vernice può comportare un cambiamento nelle
norme di sicurezza. Per questo motivo il numero di codice per vernici
pronte all’uso (dopo la diluzione) deve sempre essere riportato
sull‘imballaggio. Ad esempio, la diluzione di una vernice (con numero
di codice 2-2) tramite l’uso di un diluente (con numero di codice 3-1)
comporta normalmente una modifica al numero di codice portando-
lo a 3-2; il numero di codice ottenuto richiede l’applicazione di norme
di sicurezza più severe.
Divieto
Per alcuni tipi di verniciature sono stati stabiliti dei numeri di codice
massimi consentiti. Ciò vale per esempio per la verniciatura esegui-
ta all’interno di edifici.
SOLVENTI ORGANICI
I solventi organici sono utilizzati per lo sgrassaggio e la pulizia di ma-
teriali, e possono essere presenti ad esempio nella vernice e nella
colla. Normalmente i solventi organici sono classificati come so-
stanze pericolose.
Rischi per la salute
I solventi organici possono causare danni a una serie di organi e ven-
gono assimilati nel corpo attraverso i polmoni o la pelle. I danni pos-
sono essere acuti o cronici. Un danno acuto si manifesta come mal
di testa, vertigini, sensazione di ebrezza, stanchezza e da un’assimi-
lazione rapida dell’alcool. I solventi organici possono inoltre irritare
le mucose di occhi, naso e laringe, e può causare eritemi.
Un’esposizione protratta a solventi organici può causare danni cere-
122
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Solventi organici
brali e neurologici. I sintomi possono essere amnesia, ansia e irritabi-
lità e, in fine, comportare cambiamenti psicologici gravi, tali quali la
depressione. Alcuni solventi organici sono cancerogeni e causano
danni riproduttivi (danni del feto).
Rischio d‘incendio ed esplosione
I solventi organici sono spesso infiammabili, e insieme all’aria i loro
vapori possono formare miscele esplosive. Se riscaldati, i solventi
organici clorurati possono decomporsi e liberare cloruro di carbonile
(un aggressivo chimico).
I materiali infiammabili ed esplosivi richiedono misure di sicurezza
speciali.
Vanno sempre utilizzati respiratori a presa d’aria esterna (da un
compressore situato in una zona non inquinata o da bombole ad aria
compressa) durante i lavori con solventi organici con un punto di
ebollizione inferiore a 65°C, poiché è difficile eliminarli con un filtro a
carbone.
Misure preventive
Consigli sull’uso e sulla conservazione di solventi:
● Utilizzare sempre i solventi meno nocivi.
● Seguire le istruzioni per l’uso specifico sul posto di lavoro.
● Evitare di fumare o utilizzare fiamme aperte (saldatura, ecc.).
● Provvedere a una ventilazione efficace.
● Utilizzare dispositivi di protezione delle vie respiratorie idonei, qualo-
ra non sia possibile evitare l’inalazione dei vapori.
123
Legno impregnato
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
● Non chinarsi su un contenitore aperto che contiene un solvente.
● Assicurarsi che pezzi sgrassati e impregnati siano completamente
asciutti prima di proseguire con la lavorazione.
● Proteggere la pelle contro i solventi tramite l’uso di DPI idonei, per
esempio guanti, tute, grembiuli e bracciali, in base al tipo di lavoro.
Rimuovere immediatamente indumenti bagnati e lavare la pelle in
caso di contatto con solventi.
● Non lasciare in giro stracci impregnati di solvente e non conser-
varli in contenitori aperti o nelle tasche.
● Non pulire mai la pelle con solventi.
● Proteggere gli occhi contro gli schizzi. Se l’irritazione agli occhi non
sparisce sciacquandoli con acqua, consultare un medico.
LEGNO IMPREGNATO
Il legno impregnato sotto pressione contiene composti di rame e di
boro nocivi ed è classificato come materiale pericoloso.
Il legno impregnato sotto pressione importato può inoltre contenere
cromo o composti di fosforo.
I composti di boro possono danneggiare la capacità riproduttiva de-
gli uomoni e possono danneggiare il feto in fase di gravidanza.
I composti di cromo possono causare allergie, e si sospetta inoltre
che siano cancerogeni.
Il legno impregnato sotto vuoto contiene composti di stagno tributi-
lico (legno importato), i quali sono tossici se inalati e fortemente irri-
tanti per occhi e pelle. Anche il propiconazolo/triazolo e l’IPBC pos-
124
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Olio da sformare
sono comportare irritazioni a pelle e occhi. Finché i fumi contenuti
nel legno impregnato sotto vuoto non evaporino vi è un rischio chr il
legno liberi vapori di solventi organici, in particolare la ragia, che pos-
sono causare vertigini, malessere e mal di testa.
Misure precauzionali per l’uso e il taglio di legno impregnato sotto
pressione:
● Utilizzare solo il legno impregnato sotto pressione, se è necessario
per prevenire attacchi di funghi o insetti. In gran parte dei casi si
possono utilizzare tipi di legno con un’impregnazione naturale.
● Utilizzare il legno impregnato con le sostanze meno nocive.
● Utilizzare soltanto il legno se l’impregnazione è sufficientemente
evaporata; l’umidità del legno non può superare il 25-30 %.
● Evitare il contatto con la pelle del legno impregnato sotto pressione.
Utilizzare guanti e grembiule, per esempio se il legno si bagna dalla
pioggia. In caso di taglio o lavorazione del legno impregnato è neces-
sario un sistema d‘aspirazione efficace. Si può eventualmente utiliz-
zare un dispositivo di protezione delle vie respiratorie (come minimo
una semimaschera con filtro P2), e bisogna assicurarsi che la conser-
vazione e la lavorazione del legno impregnato sotto pressione av-
venga in un luogo ben ventilato.
OLIO DA SFORMARE
Gli oli da sformare possono essere a base di oli minerali, vegetali o
sintetici, e possono contenere solventi e alcuni additivi. Nella mag-
gior parte dei casi gli oli da sformare minerali appartengono alla
classe di sostanze e materiali pericolosi.
125
Olio da sformare
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Il contatto con tali oli può causare disturbi della pelle sotto forma di
rossore, irritazione, gonfiore, vesciche e dermatiti. Inoltre, un con-
tatto di lunga durata con oli minerali può causare tumori alla pelle.
L’inalazione di aerosol/oli nebulizzati può causare mal di testa e di-
sturbi polmonari.
Va evitato il contatto degli oli con la pelle. Pertanto, l‘olio da sforma-
re va applicato mediante l’uso di pennelli, scope o rulli, ove possibile.
Se la rifinitura richiede che l’olio sia nebulizzato, è necessario utiliz-
zare almeno una maschera filtrante con filtro P2A2.
Anche la rimozione di elementi prefabbricati dalle casseforme com-
porta un rischio di contatto con oli da sformare.
Misure di sicurezza
● Utilizzare sempre gli oli da sformare meno nocivi.
● Informarsi sulla nocività del prodotto e sul rischio prima dell’uso.
Area con divieto d’accesso
126
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Epossidi e isocianati
● Provvedere a un’istruzione chiara e approfondita sullo svolgimento
del lavoro e sui dispositivi di protezione da utilizzare.
Organizzazione del luogo di lavoro
Il luogo di lavoro va organizzato in modo tale da evitare che l’opera-
tore o altre persone siano contaminati da schizzi, spruzzi e liquidi
nebulizzati (aerosol) prestando attenzione alla velocità e direzione
del vento.
Dispositivi di protezione e igiene
Per i lavori con liquidi nebulizzati è necessario utilizzare dispositivi di
protezione delle vie respiratorie e una tuta a tenuta d’olio con cap-
puccio e guanti, ecc. Vanno inoltre utilizzati grembiule e guanti a
tenuta d’olio durante l’applicazione con pennello o rullo. Spesso è
necessario utilizzare indumenti speciali durante la lavorazione di
elementi prefabbricati e simili.
Gli indumenti contaminati da olio da sformare vanno conservati se-
paratamente dagli indumenti normali. Una volta terminato il lavoro
con l’olio, è importante lavare e curare la pelle e il corpo. È pertanto
un requisito che sia disponibile un detergente idoneo per la pelle,
saponi, creme e salviette pulite e asciutte o monouso.
EPOSSIDI E ISOCIANATI
I composti epossidici sono agenti altamente allergizzanti
e sono classificati come sostanze o materiali pericolosi.
L’allergia può manifestarsi anche solo dopo una breve
esposizione all’allergene. La dermatite da contatto si
verifica soprattutto sulle mani sotto forma di rossore, prurito, brufo-
127
Epossidi e isocianati
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
letti e vesciche. Nei casi in cui la dermatite è forte la pelle si gonfia e
inizia a suppurare.
Gli epossidi sono contenuti nei prodotti di coloritura, agenti imper-
meabilizzanti, rivestimenti di pavimenti, materiali per la guarnizione
ermetica del calcestruzzo, composti per la sigillatura e agenti ade-
sivi. Le persone che soffrono di dermatiti, allergie agli epossidi o con
una sudorazione eccessiva alle mani (iperidrosi palmare) non posso-
no utilizzare i suddetti prodotti.
Gli isocianati (poliuretano o PU) possono provocare dermatiti e asma
allergica. L’asma è una ipersensibilità bronchiale che si manifesta
come attacchi di depressione respiratoria in caso di esposizione agli
allergeni. Si sospetta che diversi isocianati siano cancerogeni e sono
quindi riportati sulla lista degli agenti chimici cancerogeni dell’AT
[Arbejdstilsynets kræftliste].
Gli isocianati sono utilizzati nelle pitture, agenti adesivi, isolamento
di tetti, composti per sigillatura, rivestimenti di pavimenti e nella
schiuma soffice e rigida, per esempio nei tubi di teleriscaldamento
preisolati. Spesso, gli isocianati sono l’agente indurente nei sistemi
bicomponenti.
A volte si possono anche trovare miscele pronte di indurente e so-
stanza resinosa. Le persone affette da asma, dermatiti, allergia agli
isocianati, disturbi respiratori cronici o con sudorazione eccessiva
delle mani non possono lavorare con questi prodotti.
Divieto di nebulizzazione
In linea di principio è vietato nebulizzare tali sostanze all’esterno delle
cabine di nebulizzazione, le quali devono essere munite di sistemi di
ventilazione efficaci. Tuttavia la nebulizzazione è permessa in alcuni
casi, per esempio durante il trattamento di pavimentazioni in legno
all’interno di capannoni e su campi da sport esterni; in alcune situazioni
128
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Epossidi e isocianati
tale permesso viene rilasciato con una limitazione del tempo, ma dipen-
de dalle condizioni di lavoro. La nebulizzazione va denunciata all’AT.
Formazione e addestramento
Tutte le persone che utilizzano prodotti a base di epossidi o isocianati
devono aver seguito un apposito corso di formazione. Esiste un corso
normale e un corso breve per il lavoro con composti per sigillatura all’in-
terno di imballaggi chiusi. Inoltre, il datore di lavoro è responsabile del
corretto addestramento dei dipendenti sull’esecuzione dei lavori.
Misure di precauzione nell’uso di epossidi e isocianati
Vanno sempre utilizzati guanti monouso idonei, indumenti da la-
voro o tute protettive, poiché è molto importante evitare il con-
tatto delle sostanze con la pelle. Evitare l’inalazione di eventuali
vapori o aerosol.
È importante
sapere che il ri-
scaldamento,
causato
ad
esempio dalla
smerigliatura,
di prodotti non
induriti può li-
berare isocia-
nati.
Soltanto il per-
sonale che si occupa della lavorazione di detti prodotti può circolare
nella zona di lavoro, la quale deve essere contrassegnata da cartelli
di avviso di pericolo. Eventuali perdite, resti, imballaggi vuoti, indu-
menti scartati e salviette monouso usate vanno riposti in appositi
contenitori con una descrizione chiara del contenuto. Il personale
129
Epossidi e isocianati
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
deve avere acces-
so a un lavabo con
EPOXY
acqua scorrevole a
AFFALD
Pas på! Eksemfare
temperatura am-
biente vicino al luo-
go di lavoro. I rubi-
netti non possono
essere azionabili a
mano; si può even-
tualmente utilizzare un lavabo mobile. Il personale deve inoltre avere
accesso a una doccia con acqua calda e fredda, detergente idoneo,
sapone delicato, salviette monouso e creme idonee per la pelle.
m
In prossimità al luogo di lavoro va disposta una cassetta di primo
soccorso. Vanno inoltre messi a disposizione spogliatoi separati,
dove le tute di lavoro e gli indumenti personali possano essere con-
servati separatamente.
È essenziale lavare sempre le mani prima di andare in bagno e prima
di mangiare, e si consiglia di farsi eventualmente una doccia imme-
diatamente dopo il lavoro. Durante i pasti, il personale deve cambiar-
si, in modo da non indossare gli indumenti da lavoro durante la con-
sumazione del pasto. Nella zona di lavoro con la presenza di
sostanze pericolose è vietato mangiare, bere e fumare.
130
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Asfalto (bitume)
ASFALTO (BITUME)
I lavori con asfalto comprendono la posa di tipi diversi di asfalto su stra-
de, la posa di sabbie bituminose, lavori di copertura di tetti con prodotti
bituminosi, isolamento di ponti termici, impermeabilizzazione, ecc. con
uso di prodotti bituminosi.
Normalmente, gli asfalti (conglomerati bituminosi) sono classificati
come sostanze o materiali pericolosi.
La lavorazione con gli asfalti può creare un inquinamento dell’aria dan-
noso, e alcuni prodotti possono causare dermatiti se entrano in contat-
to con la pelle.
Qualora gli asfalti creino problemi di sicurezza o salute, vanno sostituiti
con prodotti meno dannosi.
Misure di sicurezza
Prima di poter iniziare i lavori con asfalti e altri composti bituminosi de-
vono vanno elaborate le istruzioni per l’uso specifico sul posto di lavoro.
Per i lavori con materiali riciclati è sufficiente elaborare semplici istru-
zioni scritte.
È vietato utilizzare soluzioni bituminose contenenti solventi organici
per incollare. Tuttavia, qualora sia strettamente necessario, per esem-
pio per ridirigere il traffico, tali soluzioni possono essere utilizzate nel
periodo dal 1° ottobre al 1° aprile dopo una consultazione del SGSL.
Il giorno d’oggi esistono prodotti adatti all’adesione e al rivestimento di
superfici in grado di sostituire i prodotti che contengono solventi orga-
nici.
Durante i lavori con asfalti la temperatura deve essere più bassa possi-
bile e va comunque sempre rispettata la temperatura massima con-
sentita per i prodotti bituminosi.
131
Asfalto (bitume)
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Ventilazione naturale e meccanica
I lavori con asfalti eseguiti all’esterno devono essere pianificati in
modo tale da non essere eseguiti direttamente in prossimità al pen-
nacchio, per evitare di esporre i dipendenti al fumo d’asfalto; va quin-
di presa in considerazione la direzione del vento.
Vanno adottate misure precauzionali, ad esempio sotto forma di in-
capsulamento, uso di coperchi sulle caldaie, ventilazione, cabine di
comando con pressione positiva e simili per impedire l’inalazione di
sostanze dannose.
Per la posa mediante macchine stenditrici con uno sbraccio superio-
re a 2,5 m, si possono utilizzare cabine di comando con pressione
positiva o filtri, oppure adottare altre misure tecniche come per
esempio uno schermo termico sopra la finitrice.
Per i lavori di posa di asfalto nei cortili o in altre zone con scarsa ven-
tilazione naturale, il fumo può essere rimosso meccanicamente utiliz-
zando un sistema di ventilazione meccanico o montando un dispositi-
vo d’aspirazione sullo sbraccio, il quale aspira il fumo dalla zona che
circonda la finitrice facendolo passare attraverso un catalizzatore.
Per rimuovere il fumo durante le asfaltazioni al chiuso (dentro ca-
pannoni, magazzini, gallerie, ecc.) si possono utilizzare impianti di
ventilazione industriali.
Dispositivi di protezione individuale (DPI)
Vanno sempre messi a disposizione dispositivi di protezione delle vie
respiratorie da utilizzare quando non sia possibile ridurre l’inquina-
mento dell’aria in altri modi. Normalmente, è necessario utilizzare
almeno una semimaschera con filtro A2P2 (da indossare al massimo
per un totale di 3 ore al giorno) o respiratori con unità turbo con lo
stesso tipo di filtro. Qualora vi sia un rischio di contatto con la pelle,
vanno utilizzati DPI, come calzature e guanti idonei; i DPI vanno so-
132
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Amianto
stituiti una volta sporchi di asfalto o emulsione.
Formazione
I suddetti lavori possono essere svolti esclusivamente da personale
che ha superato un apposito corso di formazione, o da persone che
sono state istruite da persone che hanno superato il suddetto cor-
so. Chiunque si occupi di lavori con asfalti, escluse le persone che lo
fanno soltanto per un periodo breve o in via d’eccezione, deve com-
pletare il corso di formazione.
Misure igienico-assistenziali
Se il lavoro è eseguito lontano da baracche da cantiere o altri tipi di
servizi igienico-assistenziali fissi, il personale deve portare con sé
acqua e detergenti per le mani; le tute di lavoro non possono essere
portate a casa.
AMIANTO
L’amianto è stato utilizzato fino alla fine degli anni ´80 per l’isolamen-
to e per diversi materiali per lamiere. L’amianto è cancerogeno e può
causare il carcinoma alla laringe, il carcinoma bronchiale e il mesote-
lioma. I fumatori esposti all’amianto hanno un rischio elevato di svi-
luppare il carcinoma bronchiale.
È proibito utilizzare l’amianto o materiali contenenti l’amianto, ma è
permesso demolire, riparare ed eseguire manutenzione di edifici e
strutture con presenza di amianto. Tuttavia, il lavaggio ad alta pres-
sione di materiali contenenti amianto (p.es. tetti in eternit) è vietato.
È possibile ottenere una dispensazione per il lavaggio ad alta pres-
sione di alcuni tipi di impianti, qualora la pulizia liberi una quantità ir-
133
Amianto
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
risoria di polveri.
Per demolizione s’intende la rimozione totale di materiali contenenti
amianto all’interno di una zona limitata. La demolizione di materiali con-
tenenti amianto all’interno di edifici ecc. va denunciata all’AT. Lo stesso
vale per i lavori che comportano un’esposizione all’amianto durevole e
intensa, ad esempio la demolizione di pannelli in cemento ardesia con-
tenenti amianto su tetti che non possono essere rimossi interi.
Per riparazione s’intende l’incapsulamento e la sigillatura di superfici
intere di materiali contenenti amianto, come ad esempio rivestimen-
ti di tetti, soffitti e pareti.
Per manutenzione s’intende la stuccatura o la sigillatura di aree limi-
tate con piccoli fori provenienti da affissioni, decorazioni, apparec-
chiature, ecc., la sigillatura di alcune lastre di amianto intatte e non
perforate, nonché la copertura di lastre per tetti contenenti amianto.
I materiali contenenti amianto che sono stati smantellati, smontati
o in qualsiasi modo rimossi dalla loro posizione originale non posso-
no essere rimontati o riutilizzati in nessun modo; nemmeno se i ma-
teriali sono intatti.
I minorenni non possono maneggiare materiali contenenti l’amianto
o essere esposti alla polvere d’amianto. Chiunque si occupi della de-
molizione di amianto al chiuso deve aver superato un apposito corso
di formazione. Per qualsiasi altro tipo di lavoro comportante un ri-
schio di esposizione alla polvere d’amianto i dipendenti devono esse-
re appositamente addestrati e istruiti. Il datore di lavoro deve esse-
re in grado di attestare che i suoi dipendenti abbiano ricevuto
un‘apposita istruzione.
I seguenti lavori richiedono un addestramento e un‘apposita istruzione:
● lavori di incapsulamento e imballaggio di materiali che contengono
134
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Amianto
amianto e che presentano segni di deterioramento
● smontaggio di tubi per l’acqua in cemento-amianto posati in terra, e
dove una gran parte del materiale è frantumato
● smontaggio di lastre piane per tetti in cemento (ardesia) contenenti amianto
● riordino dopo incendi o danni causati da maltempo in zone con gran-
di quantità di materiali frantumati contenenti amianto
● pulizia di fondo dopo lavori di smantellamento
● demolizione all‘esterno di edifici sotto coperture parziali o totali
Misure di sicurezza
Oltre al DVR normale va elaborato un documento di valutazione dei
rischi speciale con una descrizione delle misure adottate dall’azien-
da per rispettare le norme sull’amianto.
Per i lavori di demolizione il datore di lavoro deve elaborare un piano
di lavoro sull’uso di metodi di lavoro a bassa rumorosità, ventilazio-
ne, DPI e smaltimento di rifiuti. In questo modo si possono garantire
procedimenti di lavoro ottimali durante le demolizioni, le operazioni
di riordino dopo incendi o la rimozione di materiali contenenti amian-
to da edifici, apparecchiature e installazioni.
Il piano di lavoro deve descrivere come vanno maneggiati l’amianto e
altri materiali contenenti amianto. Prima di poter demolire un edifi-
cio, tutti i materiali contenenti amianto vanno rimossi.
Il piano di lavoro deve inoltre descrivere i processi di riordino previsti
dopo la demolizione.
Misure generali di sicurezza:
135
Amianto
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
● Utilizzare i metodi di lavoro e gli utensili meno polverosi. Durante la
demolizione di materiali contenenti amianto è consigliabile inumidi-
re i materiali in modo tale da prevenire la diffusione di polveri.
● Rimuovere le polveri direttamente alla fonte, per esempio tramite
l’uso di utensili elettrici con un’aspirazione efficace.
● Utilizzare dispositivi di protezione delle vie respiratorie in caso
di rischio di polveri da amianto. Il dispositivo di protezione delle
vie respiratorie deve essere almeno una semimaschera con fil-
tro P2 (da utilizzare al massimo 3 ore cumulative in una giornata
lavorativa). In caso di quantità significanti di polveri di amianto
utilizzare un respiratore a presa d’aria esterna. Nei lavori di de-
molizione i respiratori a presa d’aria esterna possono essere
utilizzati soltanto 4 ore al giorno, e devono essere previste pau-
se almeno ogni 2 ore. Per i lavori particolarmente pesanti può
essere necessario diminuire le ore di lavoro.
● Utilizzare tute da lavoro antipolvere con cappuccio e senza tasche.
La tuta deve essere aderente al collo e ai polsi. Gli indumenti da la-
voro vanno cambiati frequentemente e non possono essere indos-
sati durante le pause pranzo.
Segnaletica
Per vietare l’accesso ai non addetti ai lavori, il luogo di
lavoro va delimitato e vanno apposti cartelli visibili con
la scritta: „Attenzione. Pericolo amianto. Accesso vieta-
Asbestarbejde
ingen adgang
for uvedkommende
to ai non addetti ai lavori“.
Rifiuti
I rifiuti contenenti amianto, tali quali polveri, tritume e filtri, vanno
inumiditi e successivamente conservati e smaltiti in contenitori
chiusi ed ermetici. I contenitori devono essere muniti di etichettatu-
136
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Amianto
ra indicante il contenuto di amianto. Il materiale va smaltito in con-
formità con le prescrizioni del comune.
Pulitura
È importante provvedere a una pulitura efficace del posto di lavoro
dopo la demolizione (rimozione) di materiali contenenti amianto, sia
all’esterno, sia all’interno di strutture.Dopo la demolizione all’inter-
no, i locali vanno ripuliti a fondo utlizzando prima l’aspirapolvere e
poi l‘acqua; non scopare mai a secco. In fine, i locali vanno aerati, ri-
puliti e nuovamente aerati.
L’aspirapolvere deve essere idoneo al tipo di lavoro svolto e deve
quindi essere in grado di incapsulare le polveri di amianto. Deve es-
sere attestato che i filtri siano idonei alla rimozione di polveri di
amianto, per esempio la classe di polveri H.
Spogliatoi e docce
Per i lavori di demolizione all’interno vanno disposti due spogliatoi -
uno per gli indumenti da lavoro e uno per gli indumenti normali. Per
passare da uno spogliatoio all’altro è obbligatorio dover attraversa-
re un area docce. Lo stesso vale per i lavori polverosi all’esterno, per
esempio la demolizione di pannelli in cemento ardesia contenenti
amianto che non possono essere rimossi interi.
Per altri lavori di demolizione e riparazione (non polverosi) gli spoglia-
toi devono avere due spazi separati per la conservazione degli indu-
menti da lavoro e quelli normali (due armadietti) e una doccia con
acqua calda e fredda.
Va inoltre disposto un locale separato per la consumazione di pasti,
il quale non può essere utilizzato per attività lavorative.
137
Lana minerale e altri materiali
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
isolanti
LANA MINERALE E ALTRI MATERIALI ISOLANTI
I differenti tipi di materiali isolanti possono comportare effetti dan-
nosi molto diversi e che vanno quindi presi in considerazione nella
scelta di prodotti, nella pianificazione dei lavori e nell’uso di DPI.
Per evitare effetti dannosi, i materiali isolanti vanno protetti in modo
che liberino meno fibre possibile; a tale scopo possono essere utiliz-
zati materiali con impregnazione e sigillatura, o materiali che vanno
tagliati o adattati meno possibile.
Qualora il materiale isolante contenga fibre minerali sintetiche, van-
no elaborate istruzioni per l’uso contenenti una descrizione dei rischi
alla salute e delle misure di sicurezza da adottare.
La lana minerale (lana di roccia o vetro) è un materiale comunemen-
te utilizzato per l’isolamento. Durante il lavoro con prodotti di lana
minerale sono liberate fibre minerali di dimensione diverse. Le fibre
grandi possono causare prurito ed esantemi perché graffiano la pel-
le e possono inoltre irritare gli occhi. Le fibre più piccole possono
causare un‘ostruzione del naso e bruciore al naso e alla laringe. I la-
vori con la lana minerale possono inoltre causare bronchiti.
Misure di sicurezza per l‘isolamento
Il processo di lavoro va pianificato in modo tale da limitare la libera-
zione di polveri il più possibile, sempre rispettando i principi di una
buona ergonomia. Ad esempio, l’isolamento di tetti e muri esterni
può essere effettuato rispettivamente dall’alto e dall’esterno.
La costruzione va preparata in modo tale da permettere l’uso di ma-
teriali isolanti standard.
È opportuno scegliere prodotti d’isolamento adatti alla costruzione,
in modo da poter evitare di tagliare il materiale sul luogo di lavoro.
Nel caso in cui sia impossibile evitare il contatto con fibre minerali,
138
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Lana minerale e altri materiali
isolanti
vanno utilizzati indumenti antipolvere; gli indumenti non possono
essere divisi a metà corpo, e devono essere aderenti intorno a polsi,
caviglie e collo; non possono avere tasche e risvolti. Un eventuale
copricapo deve essere munito di visiera.
Devono essere a disposizione guanti sul luogo di lavoro. Può inoltre
essere necessario utilizzare occhiali o schermo facciale, e, se neces-
sario, un dispositivo di protezione delle vie respiratorie idoneo (alme-
no una semimaschera con filtro P2).
È importante sapere che alcuni materiali d’isolamento vecchi con-
tengono fibre di amianto.
Lavori particolarmente polverosi
I lavori particolarmente polverosi possono essere:
● la demolizione di vecchi materiali isolanti;
● l‘isolamento sopra l’altezza della testa - a seconda del materiale
isolante;
● il post-isolamento di aree difficilmente raggiungibili, come sotto-
tetti, passaggi di servizio, scantinati e altri spazi confinati con
scarsa ventilazione - a seconda del materiale isolante;
● l’insufflazione o posa di granulati.
I lavori particolarmente polverosi richiedono misure preventive più
severe. Il lavoro va pianificato in modo tale da evitare l’esposizione
delle altre persone che lavorano nella zona.
Le polveri vanno eliminate il più vicino possibile alla fonte, solita-
mente tramite l’uso di sistemi di ventilazione meccanica.
139
Polvere di quarzo
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
I lavoratori devono avere accesso a spogliatoi con armadietti sepa-
rati per la conservazione degli indumenti da lavoro e gli indumenti
normali, nonché accesso a docce con acqua calda.
Pulitura
La pulitura deve essere eseguita in modo tale da limitare il più possi-
bile la liberazione di polveri, ad esempio tramite l’uso di aspirapolveri
o il lavaggio. È proibito scopare il pavimento a secco o pulire con aria
compressa.
Ove possibile, i pavimenti vanno inumiditi durante i lavori per limitare
l’esposizione alle polveri.
POLVERE DI QUARZO
Esistono diversi materiali da co-
struzione composti da sabbia,
argilla, granito, selce, quarzo
macinato (silice), ecc. che con-
tengono quarzo (biossido di
silicio cristallino). Lo stesso
vale per alcuni tipi di vernice,
stucco, colla e simili.
La polvere di quarzo si forma
durante la lavorazione di selce,
arenaria, granito e calcestruz-
zo o durante i lavori di sabbiatu-
ra. Una parte della polvere con-
siste di piccole particelle, le quali, se inalate, vengono trasportate fino
alle parti più piccole dei polmoni. La cosiddetta polvere respirabile irrita
le mucose e si deposita nei polmoni di chi la inala.
140
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Polvere di quarzo
Ciò comporta un rischio di silicosi e tumori ai polmoni. I sintomi sono
attacchi di tosse e un affaticamento respiratorio sempre più intenso.
La malattia si manifesta come un’insufficienza respiratoria e può es-
sere diagnosticata tramite una radiografia dei polmoni.
Misure di sicurezza
Si può limitare la diffusione di polvere di quarzo adottando le se-
guenti misure di sicurezza:
● Utilizzare i processi di lavoro meno polverosi, per esempio gli
esplosivi al posto di martelli, cesoie al posto di seghe e scalpella-
trici, e utilizzare utensili a movimentazione lenta.
● Utilizzare utensili collegati a un aspirapolvere o a un impianto cen-
trale di aspirazione durante i lavori con utensili battenti, perforan-
ti e taglienti.
● Gettare acqua qualora non sia possibile aspirare la polvere.
● Pulire regolarmente.
● Utilizzare un aspirapolvere o spazzare a umido - mai spazzare a
secco. Gli aspirapolveri devono essere muniti di un filtro idoneo,
ossia un filtro in grado di trattenere polveri respirabili, per esem-
pio un aspirapolvere del tipo “H“ secondo la norma EN 60335-2-69.
Per gli aspirapolveri del tipo “H” vanno utilizzati filtri HEPA appro-
vati.
● Ove necessario, utilizzare DPI; utilizzare almeno una semimasche-
ra con filtro P2.
141
Polvere di legno
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
POLVERE DI LEGNO
La polvere di legno si forma durante la lavorazione del legno e può sec-
care e irritare la pelle, le mucose e le vie respiratorie. La polvere di legno
può causare tumori al naso e comportare allergie più o meno gravi.
Misure di sicurezza
Nei luoghi di lavoro va installato un sistema di aspirazione (ventila-
zione di processi industriali) senza ricircolo dell’aria. Lo stesso si ap-
plica alla lavorazione di legno di latifoglie nei cantieri e nei luoghi di
lavoro temporanei.
La pulitura deve essere effettuata con aspirapolvere dotato di filtro
idoneo per la ritenzione di polveri di legno, per esempio un aspirapol-
vere del tipo “H“ secondo la norma EN 60335-2-69. Per gli aspirapol-
veri del tipo “H” vanno utilizzati filtri HEPA approvati.
142
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Fumo da saldatura e taglio
e Cenere volante
FUMO DA SALDATURA E TAGLIO
Il fumo e le polveri liberati durante la lavorazione di metalli contengo-
no gas e particelle, per esempio da metalli pesanti, i quali possono
causare bronchiti croniche, asma e tumori alle vie respiratorie se l’in-
quinamento dell’aria non viene rimosso in maniera efficace. Un’altra
fonte di inquinamento dannoso dell’aria sono gli elettrodi, i materiali di
base e i rivestimenti a base di zinco, rame, piombo, cadmio o cromo.
Vanno dunque sempre utilizzati sistemi di ventilazione e aspirazione
idonei all’eliminazione del fumo di saldatura e delle polveri da molatu-
ra. Qualora non sia possibile installare un impianto centralizzato di
ventilazione industriale, si possono utilizzare apparecchi portatili. Il
sistema di ventilazione deve essere munito di dispositivo di controllo
che segnali un eventuale malfunzionamento.
In molti casi può essere necessario utilizzare un dispositivo di prote-
zione delle vie respiratorie idoneo, ad esempio una turbomaschera
filtrante con filtro idoneo o un respiratore a presa d’aria esterna.
La saldatura, il taglio e la molatura di qualsiasi metallo possono esclu-
sivamente essere svolte da personale che ha completato un
apposito corso di formazione.
CENERE VOLANTE
La cenere volante è utilizzata come materiale di riempimento per la
costruzione di strade, e si trova nel cemento, nel calcestruzzo normale
e nel calcestruzzo aerato autoclavato.
La cenere volante consiste di particelle a grano fino che vengono libe-
rate dai gas di scarico provenienti da centrali a carbone. Il contatto con
la pelle e le mucose può causare irritazioni acute, e dopo lunghi periodi
di esposizione può provocare allergie.
143
Cromato nel cemento
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
I minorenni non possono lavorare o entrare in contatto con la cenere
volante. I lavori con presenza di cenere volante vanno pianificati in modo
tale da ridurre il più possibile la quantità di polvere e l’esposizione dei di-
pendenti; un metodo è quello di inumidire le superfici durante il lavoro.
Le cabine di comando delle macchine per cantieri devono essere confi-
gurate in modo tale da impedire l’insufflazione di cenere volante nella
cabina. Ad esempio, l’apporto d‘aria deve passare attraverso un filtro
antiparticolato efficace.
Durante il contatto con la cenere volante vanno utilizzati DPI sotto for-
ma di guanti, indumenti da lavoro antipolvere, protezione degli occhi e
dispositivi di protezione delle vie respiratorie idonei, per esempio una
turbomaschera con cappuccio e filtro antiparticolato.
CROMATO NEL CEMENTO
I composti chimici di calcio nel cemento e nella malta irritano la pelle e
le mucose. Il cromato idrosolubile nel cemento può causare dermatiti al
contatto con la pelle.
È vietato utilizzare cemento e composti di cemento non indurito con un
contenuto di cromato idrosolubile superiore a 2 mg/kg di cemento secco.
Qualora siano state utilizzate sostanze (solfato di ferro) per ridurre il
contenuto di cromato nel cemento e altri prodotti contenenti cemento,
l’imballaggio deve riportare in maniera chiara le seguenti informazioni:
● contenuto di cromato idrosolubile
● data di imballaggio
● istruzioni per la conservazione
144
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Piombo
● periodo di conservazione
Normalmente vanno elaborate istruzioni per l’uso specifico di cemento
sul posto di lavoro.
PIOMBO
In passato i composti di piombo si utilizzava nelle vernici e nelle
coperture.
Vi è un rischio di entrare in contatto con il piombo e i suoi compo-
sti durante i lavori di rimozione di coperture o le demolizioni, e in
particolare durante il raschiamento, la bruciatura e il taglio di ma-
teriali rivestiti di vernice a base di piombo.
Un’esposizione protratta al piombo può causare danni al sistema
nervoso, cervello, reni e allo stomaco/intestino. Può inoltre com-
portare anemia, danneggiare gli organi riproduttivi sia degli uomi-
ni, sia delle donne, e può danneggiare il feto. Oltre ciò, il piombo è
considerato cancerogeno.
I minorenni non possono lavorare in luoghi con rischio di esposi-
zione al piombo.
Misurazioni del piombo
Durante la demolizione va regolarmente misurata la concentrazione
di piombo nell’aria (misurazione delle polveri) e nel sangue dei dipen-
denti (misurazione del sangue), specialmente se si tratta di lavori di
raschiamento e bruciatura di materiali rivestiti di vernici a base di
piombo, e durante lo smantellamento di impianti (p.es. i forni delle
fonderie).
145
Piombo
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Se i risultati delle misurazioni si trovano al di sotto del VL stabilito,
non è necessario effettuare altre misurazioni fino a eventuali cam-
biamenti delle condizioni di lavoro.
Se i risultati si trovano al di sopra del VL, vanno eseguite quattro
misurazioni delle polveri all’anno e due misurazione del sangue dei
dipendenti all’anno. Inoltre, i dipendenti devono essere sottoposti a
una visita sanitaria ed eventualmente essere spostati a un altro luo-
go di lavoro senza rischio di esposizione al piombo.
Misure di sicurezza
Vanno adottate misure di sicurezza efficaci per evitare che siano li-
berate polveri o vapori contenenti piombo. Le polveri di piombo van-
no eliminate tramite un sistema di aspirazione collocato diretta-
mente vicino alla fonte. I dipendenti dovranno eventualmente
utilizzare dispositivi di protezione delle vie respiratorie e indumenti
da lavoro antipolvere. Se vi è un rischio di contatto con la pelle, van-
no indossati DPI, come ad esempio guanti e tute. Tali indumenti van-
no conservati in un luogo separato dagli indumenti normali.
I DPI, compresi gli indumenti da lavoro, non possono essere portati a
casa. Il loro lavaggio deve avvenire sul posto di lavoro o in lavanderie
appositamente attrezzate a tale scopo. Gli indumenti vanno tra-
sportati in contenitori sigillati.
Misure igienico-assistenziali
Negli spogliatoi devono essere a disposizione un lavabo e una doccia
con acqua calda e fredda. Vanno inoltre disposti due armadietti per
persona per la conservazione separata di indumenti da lavoro e in-
dumenti normali.
Il datore di lavoro deve far sì che che i locali di consumazione di pasti
non siano contaminati dal piombo proveniente dai DPI, e che detti
146
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Terreni contaminati da petrolio
e sostanze chimiche
locali, i luoghi di lavoro, spogliatoi e docce siano puliti in maniera ef-
ficace tutti i giorni. Per la pulizia vanno utilizzati aspirapolveri con
filtro idoneo per catturare le polveri di piombo. Alternativamente, si
può ricorrere alla pulizia sotto forma di spurgo, lavaggio o altri meto-
di efficaci per evitare che le polveri si diffondano ulteriormente. Il
PSS del Committente deve contenere una descrizione delle proce-
dure necessarie per evitare la diffusione delle polveri nelle aree cir-
costanti e per prevenire che altre persone presenti nel cantiere sia-
no inutilmente esposte a vapori o polveri.
Igiene
I dipendenti hanno l’obbligo di utilizzare le apposite docce prima del-
le pause pranzo e dopo aver finito di lavorare.
È proibito fumare o consumare cibo e bevande nei luoghi dove si la-
vora con il piombo metallico o composti di piombo.
Rifiuti
Il datore di lavoro è responsabile della raccolta e dello smaltimento
di rifiuti contenenti piombo in contenitori chiusi o simili.
TERRENI CONTAMINATI DA PETROLIO E
SOSTANZE CHIMICHE
Il lavoro su terreni contaminati da sostanze chimiche può essere pe-
ricoloso per la salute. Senza conoscere il tipo e la concentrazione
della contaminazione è impossibile determinarne i rischi alla salute.
Pertanto, è necessario verificare già nelle prime fasi della progetta-
zione, se il terreno sia interamente o parzialmente contaminato da
sostanze chimiche pericolose.
147
Terreni contaminati da petrolio
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
e sostanze chimiche
Qualora il terreno sia contaminato, è necessario stabilire il tipo e la
concentrazione delle sostanze chimiche. Se durante i lavori si incon-
tra una contaminazione sconosciuta, i lavori vanno fermati e la con-
taminazione va esaminata.
Nella pianificazione si deve cercare di prevedere i potenziali rischi di
incidenti e rischi per la salute e descrivere, quali misure adottare per
evitarli. Ad esempio: se si incontra una fonte di contaminazione sco-
nosciuta durante i lavori di escavazione, vanno fermati i lavori e va
contattato un esperto. Inoltre, vanno informati l’AT e le autorità am-
bientali locali.
Misure di sicurezza
Il datore di lavoro deve fare quanto tecnicamente possibile per evitare
che i dipendenti siano esposti alla contaminazione del terreno:
Esempi di misure di sicurezza da adottare:
● ventilatori a pressione positiva con apporto d’aria fresca nelle cabi-
ne di comando
● montaggio di tende con ventilatori a pressione positiva
● irrigazione a scorrimento di lavori polverosi
● installazione di membrane e pompe per evitare efflussi di eventuali
vapori, liquidi, ecc. nell’escavazione
● esecuzione dei lavori sopra l’escavazione, ove possibile
● limitazione dell’accesso alla zona contaminata
I dipendenti devono utilizzare DPI, qualora il lavoro non possa essere
svolto in maniera sicura adottando misure alternative. Ad esempio,
si possono utilizzare respiratori a presa d’aria esterna, indumenti di
148
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
PCB
protezione e stivali in gomma resistenti all’olio e alle sostanze chimi-
che. Per i conduttori di macchine e autisti può essere necessario
utilizzare indumenti di protezione, stivali di sicurezza in gomma,
guanti e dispositivi di protezione delle vie respiratorie.
Misure igienico-assistenziali, ecc.
In alcuni casi può essere necessario munire gli spogliatoi di due ar-
madietti separati per gli indumenti da lavoro e quelli normali, lavabi,
docce e gabinetti in prossimità al luogo di lavoro.
L’igiene personale è importante. In particolar modo è importante che
la pelle sia lavata con cura in caso di contaminazione. Viso, mani e
avambracci vanno sempre lavati prima di ogni pausa - anche prima
di utilizzare i gabinetti.
PCB
PCB è un abbreviazione per un gruppo di composti chimici, ovvero i
policlorobifenili, che sono in grado di depositarsi nel corpo umano.
Sono cancerogeni e possono creare danni nel feto. Si possono assi-
milare attraverso l’inalazione e il contatto con la pelle.
I PCB sono stati utilizzati nei composti di sigillatura elastici in tutti i
tipi di edifici nel periodo dal 1950 al 1976, e dal 1967 al 1973 come
trattamento di sigillatura nelle finestre a doppio vetro. I PBC si tro-
vano inoltre nelle vernici per pavimenti, pitture e simili. I composti di
sigillatura elastici a base di polisolfuri possono contenere fino al 30
% di PCB.
I PCB liberati dalle colle e dai composti di sigillatura penetrano facil-
mente il legno e il calcestruzzo che li circondano.
149
PCB
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Sostituzione di finestre e giunti
Anche nei lavori senza un riscaldamento dei giunti, come ad esempio
nella sostituzione di finestre, possono liberarsi polveri contenenti i PCB.
È pertanto importante limitare più possibile l’esposizione a tali polveri.
Ciò significa utilizzare coltelli al posto di utensili taglienti elettrici, e
provvedere alla raccolta e allo smaltimento di materiali contaminati in
conformità alle norme comunali.
In caso di uso di coltelli vanno utilizzati i seguenti DPI:
● tuta monouso dotata di cappuccio
● guanti (p.es. di nitrile)
● respiratori muniti almeno di filtro P3
In caso di concentrazioni considerevoli di polvere, per esempio nel
taglio di giunti con utensili elettrici, le maschere devono essere mu-
nite almeno di un filtro del tipo A2/P3.
Finestre a doppio vetro
Per la rimozione e il maneggiamento di finestre a doppio vetro vanno
utilizzati guanti di protezione di nitrile.
Progetti di risanamento
Per i progetti di risanamento che prevedono la rimozione di tutti i
materiali contaminati di PCB sono applicabili norme speciali.
Il luogo di lavoro deve essere precluso con confinamento ipobarico
della zona di lavoro. Inoltre, vanno utilizzati utensili speciali con si-
stema di aspirazione e filtro antipolvere.
Durante l’uso di utensili che liberano polvere e calore, vanno utilizza-
ti i seguenti DPI:
150
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Sollecitazioni biologiche
● respiratori a presa d’aria esterna o turbomaschere munite di visie-
ra e filtro combinato del tipo A2P3
● guanti in materiali resistenti ai PCB, per esempio in gomma butile,
neoprene, viton o 4H (PE/EVAL)
● tuta intera, classe 4/5
È sempre buona norma lavarsi le mani prima delle pause pranzo per
evitare di ingerire polveri contenenti PCB.
SOLLECITAZIONI BIOLOGICHE
Esistono diversi processi di lavoro che possono comportare solleci-
tazioni biologiche. Si tratta ad esempio di:
● lavori su fognature o relativi allacciamenti
● lavori di ristrutturazione con presenza di escrementi di piccioni e
topi
● lavori di risanamento muffe
Fognature e acque reflue
L’inalazione di aerosol di acque reflue e il loro contatto con la pelle può
causare vomito e attacchi di diarrea. Per evitare qualsiasi contatto
non necessario con le acque reflue, vanno utilizzate tute monouso,
guanti o altri indumenti speciali da lavoro. Tali indumenti non possono
essere lavati a casa. I dipendenti che svolgono principalmente lavori
con acque reflue o fanghi di fogna devono essere vaccinati contro il
tetano, l’epatite A e la poliomielite. Per i lavori di demolizione di tubi di
scarico e simile è consiglita la vaccinazione contro il tetano.
151
Sollecitazioni biologiche
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Escrementi di piccioni e topi
Le polveri provenienti da escrementi animali possono contenere en-
dotossine dannose per la salute. Per questo, è necessario effettua-
re indagini preliminari prima di iniziare i lavori di demolizione.
Le indagini preliminari servono a rilevare la presenza di escrementi
animali o umani o rifiuti pericolosi, ad esempio escrementi di piccioni
e topi o siringhe abbandonate da tossicodipendenti. Il lavoro va pia-
nificato in modo tale da prevedere la rimozione di qualsiasi escre-
mento o rifiuto pericoloso prima di iniziare la demolizione. Vanno
utilizzati DPI sotto forma di dispositivi di protezione delle vie respira-
torie, tute monouso e guanti.
Muffe
Durante i lavori di demolizione è possibile riscontrare muffe nelle co-
struzioni. Le muffe si trovano negli edifici privati, istituzioni pubbli-
che, scuole, ecc. Alcune specie di muffe liberano spore tossiche e
possono comportare disturbi alla salute. Spesso non è possibile de-
terminare a vista se si tratti di una specie pericolosa, ed è quindi
importante trattare tutte le muffe con molta cauzione.
Durante l’eliminazione di muffe è importante proteggere sé stessi e
le altre persone da sollecitazioni dannose. È importante assicurare
che le polveri eventualmente infette da muffe e le spore non si dif-
fondano nelle zone non contaminate. Trovarsi all’interno di stanze
affette da muffe può comportare un rischio alla salute, e pertanto
chiunque debba soggiornare o lavorare in tali ambienti deve esserne
informato.
Si consiglia di evitare di toccare materiali affetti da muffe con le
mani. Vanno utilizzati aspirapolveri con microfiltri, per esempio di
classe H con filtro HEPA, per evitare che spore e polveri vengano
inalate o entrino negli occhi. L’aspirapolvere va disinfettato dopo l’u-
so, e il filtro va sostituito; alternativamente l’aspirapolvere va incap-
152
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Sollecitazioni psicosociali
sulato e utilizzato solo per muffe. In caso l’aspirapolvere rimanga
fuori uso per un periodo prolungato, occorre pulirlo e sostituire i filtri.
Vanno utilizzati DPI sotto forma di:
● guanti e calzature aderenti
● occhiali
● tute antipolvere, eventualmente monouso
● turbomaschera con filtro P3/A2 o respiratore a presa d’aria ester-
na
SOLLECITAZIONI PSICOSOCIALI
Le norme sul clima psicosociale in azienda prevede che l’azienda af-
fronti come minimo i seguenti problemi:
● mancanza di tempo e carico di lavoro
● eventi traumatici, per esempio incidenti gravi sul lavoro
● mobbing e molestie sessuali
Le aziende che lavorano nel settore dell‘edilizia svolgono spesso la-
vori con un alto rischio di infortuni. Ad esempio, la pressione psicolo-
gica può aumentare qualora il dipendente svolga lavori stradali da
solo, o qualora la tipologia di lavoro renda difficile seguire le proce-
dure di sicurezza normali, per esempio nei lavori in quota.
Pertanto, è necessario adottare misure di sicurezza adatte per ga-
rantire un clima psicosociale positivo.
153
Sollecitazioni psicosociali
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Le sollecitazione psicosociali causate dal lavoro possono comporta-
re un aumento dei giorni di assenza, malessere, più conflitti o addi-
rittura il licenziamento da parte del dipendente.
Dopo un periodo protratto, le sollecitazioni psicosociali possono
causare problemi di concentrazione, ansia, tristezza e stanchezza.
Le sollecitazioni psicosociali si possono anche manifestare come ta-
chicardia, tensione muscolare e mal di testa. Nel peggior dei casi un
ambiente di lavoro psicosociale negativo può causare depressione e
disturbi cardiovascolari.
Mancanza di tempo, carico di lavoro eccessivo e possibilità di influenzare
il proprio lavoro
La mancanza di tempo, i carichi di lavoro eccessivi e l’impossibilità di
terminare i lavori tempestivamente comportano la necessità di straor-
dinari, ritmi di lavoro elevati e mancanza di riposo. Tali fattori possono
causare stress, stanchezza e insonnia. Inoltre, una quantità eccessiva
di straordinari combinati con una carenza di sonno aumenta il rischio di
incidenti sul lavoro e nel traffico.
I contratti stipulati con clienti e committenti dovrebbero quindi con-
tenere una descrizione dei termini di consegna dei lavori e delle con-
dizioni applicabili in caso occorresse apportare modifiche al crono-
programma e ai lavori da svolgere.
Tramite una buona pianificazione si possono evitare termini di con-
segna troppo brevi o lavori imprevisti. I piani vanno aggiornati rego-
larmente. Per ottenere una visione chiara dei lavori da svolgere e dei
termini di consegna, si consiglia di tenere riunioni preliminari di coor-
dinamento in cantiere e di provvedere a una istruzione adeguata
prima di cominciare o modificare i lavori.
Il personale deve essere adatto al tipo e alla quantità di lavoro da
svolgere. Se si tratta di lavori complessi, le competenze e l’esperien-
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