MANUALE – AMBIENTE DI LAVORO NEL SETTORE DELL’EDILIZIA (2013) - 2

 

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MANUALE – AMBIENTE DI LAVORO NEL SETTORE DELL’EDILIZIA (2013) - 2

 

 

1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
Sistema di gestione della
E SICUREZZA SUL LAVORO
sicurezza sul lavoro
Gestione della sicurezza e della salute nelle aziende con più di 35 dipendenti
Le aziende con più di 35 dipendenti sono obbligate a stabilire un
SGSL composto da:
uno o più gruppi lavorativi, e
una o più commissioni per la sicurezza aziendale.
Il gruppo lavorativo per la sicurezza aziendale è composto da 1 pre-
posto ai lavori e 1 RLS.
La commissione per la sicurezza aziendale è composta dai preposti
ai lavori e i RLS di uno o più gruppi lavorativi ed è presieduta dal da-
tore di lavoro o dal dirigente aziendale.
La commissione per la sicurezza aziendale
La commissione per la sicurezza aziendale è composta dai membri
dei gruppi lavorativi per la sicurezza aziendale. Nel caso in cui vi sia-
no più di 2 gruppi lavorativi per la sicurezza aziendale, i RLS eleggono
tra di loro 2 membri, così come i datori di lavoro facenti parte dei
gruppi lavorativi per la sicurezza aziendale dovranno eleggere tra di
loro 2 membri che faranno parte della commissione per la sicurezza
aziendale. La presidenza spetta al datore di lavoro o al dirigente
aziendale.
I membri della commissione per la sicurezza aziendale e i loro sup-
plenti sono eletti per un periodo di 2 anni. L’azienda può accordare
una durata della carica dei rappresentanti di massimo 4 anni.
La commissione per la sicurezza aziendale deve pianificare, dirigere
e coordinare le misure di prevenzione e protezione nell’azienda, com-
preso il lavoro del gruppo lavorativo per la sicurezza aziendale, non-
ché condurre la riunione annuale sulla sicurezza aziendale.
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Sistema di gestione della
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
sicurezza sul lavoro
E SICUREZZA SUL LAVORO
La commissione deve inoltre fornire consulenza al datore di lavoro
su come affrontare eventuali problematiche in materia di sicurezza
e salute, nonché su come integrare le misure di tutela dell’ambiente
di lavoro nella gestione strategica e operativa dell’azienda. La com-
missione contribuisce a stabilire le dimensioni del SGSL e fornire
supporto al datore di lavoro in merito al piano aziendale di sviluppo
delle competenze.
La commissione controlla le attività di prevenzione ed è responsabi-
le di informare e istruire i gruppi di lavoro sulla gestione della sicu-
rezza aziendale.
La commissione deve partecipare alla redazione del DVR.
Una volta l’anno la commissione deve elaborare un elenco esaustivo
degli incidenti, casi d’intossicazione e altri danni alla salute verifica-
tisi nell’azienda.
Inoltre, la commissione deve stabilire i principi di addestramento e
formazione prendendo in considerazione le condizioni di lavoro
dell’azienda e le esigenze dei dipendenti.
Va redatto un piano contenente la struttura del SGSL e i nominativi
dei membri; i dipendenti vanno informati sul contenuto del piano.
Nel caso in cui non fossero presenti alcuni membri del SGSL, spetta
ai membri presenti in azienda o sul luogo di lavoro stabilire le misure
di tutela da adottare. Le decisioni vanno poi comunicate ai membri
del SGSL al più presto possibile.
Alla riunione annuale sulla sicurezza la commissione deve stabilire la
forma di collaborazione da implementare e la frequenza delle riunio-
ni.
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1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
Sistema di gestione della
E SICUREZZA SUL LAVORO
sicurezza sul lavoro
Mansioni del gruppo lavorativo per la sicurezza aziendale
Ogni gruppo lavorativo si oc-
cupa delle attività di preven-
zione quotidiane che riguarda-
no la parte dell’azienda o del
cantiere per il quale è respon-
sabile.
:
KEJT
Il gruppo lavorativo deve par-
tecipare alla pianificazione
delle misure di tutela della si-
curezza e della salute nonché
all‘elaborazione del DVR.
Il gruppo ha il compito di verifi-
care che le condizioni di lavoro
tutelino la sicurezza e la salu-
te, e che i dipendenti ricevano una formazione e un addestramento
idonei alle loro esigenze.
Il gruppo deve inoltre partecipare all’investigazione di incidenti, casi
di intossicazione, danni alla salute e situazioni potenzialmente peri-
colose.
È inoltre importante che il gruppo cerchi attivamente di influenzare
in maniera positiva l’atteggiamento dei dipendenti, in modo da pro-
muovere una buona prassi nell’ambito dell’ambiente di lavoro.
Il gruppo lavorativo per la sicurezza funziona da intermediario tra i
dipendenti e la commissione per la sicurezza, e ha dunque il compito
di inoltrare eventuali domande e richieste riguardanti l’ambiente di
lavoro alla commissione, qualora il gruppo stesso non fosse in grado
di affrontarle.
Nel caso in cui il preposto o il RLS non fossero presenti allo stesso
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Sistema di gestione della
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
sicurezza sul lavoro
E SICUREZZA SUL LAVORO
tempo, il membro presente dovrà svolgere i compiti del gruppo.
Qualsiasi eventuale decisione o misura attuata durante l‘assenza
dell’altro membro deve essere comunicatagli al più presto possibile.
Nel caso in cui non fosse possibile contattare in tempo il presidente
della commissione o la direzione dell’azienda, il gruppo lavorativo ha
la facoltà, di propria iniziativa, di sospendere i lavori o il processo di
lavoro, qualora si verifichino situazioni comportanti pericoli gravi per
la sicurezza e la salute dei dipendenti.
Nel caso di sospensione dei lavori, il gruppo lavorativo deve contat-
tare immediatamente la direzione dell’azienda e fornire una spiega-
zione sul motivo della sospensione.
Riunioni del SGSL nell’azienda
Oltre alla riunione annuale sulla sicurezza aziendale il gruppo e la
commissione devono tenere riunioni periodiche in base alle esigen-
ze, in modo da poter svolgere i compiti affidatigli.
Tipicamente la commissione tiene riunioni in caso si verifichino inci-
denti gravi, danni alla salute o situazioni potenzialmente pericolose.
Compiti della commissione per la sicurezza aziendale.
Mansioni della commissione per la sicurezza aziendale
La commissione per la sicurezza aziendale deve pianificare, dirigere
e coordinare le attività di tutela della sicurezza e della salute nell’a-
zienda, compreso il lavoro del gruppo lavorativo per la sicurezza
aziendale.
È il compito della commissione garantire che le attività di prevenzio-
ne siano svolte in maniera sistematica.
Ciò può includere:
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1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO Riunioni di sicurezza nei cantieri
E SICUREZZA SUL LAVORO
Formulare una politica per la sicurezza e la salute con obiettivi
chiari per le attività di prevenzione.
Imporre requisiti chiari a dipendenti e fornitori.
Investigare e mappare eventuali incidenti.
Il datore di lavoro e i dipendenti possono accordare di strutturare il
SGSL diversamente, tuttavia ciò richiede un accordo a livello orga-
nizzativo.
RIUNIONI DI SICUREZZA NEI CANTIERI
Responsabilità del committente:
Nei cantieri di grandi dimensioni il coordinatore della sicurezza (E)
del committente dovrà condurre riunioni di sicurezza, lo scopo delle
quali è di coordinare le misure di tutela da adottare da ogni singolo
datore di lavoro nelle aree comuni.
Per cantieri di grandi dimensioni s’intendono cantieri che occupano
più datori di lavoro con un insieme di oltre 10 dipendenti presenti in
cantiere; nel conteggiono rientrano tutti coloro che lavorano in can-
tiere, compresi i preposti ai lavori e i dirigenti del cantiere.
Il coordinatore della sicurezza (E) del committente convoca le riunioni
e provvede alla stesura di un verbale contenente gli argomenti tratta-
ti e le decisioni prese durante la riunione. Tutti i datori di lavoro (com-
presi i subappaltatori e le imprese individuali) o i loro rappresentanti
devono partecipare alle riunioni insieme al SGSL sul luogo di lavoro.
Il coordinatore deve tenere riunioni ordinarie almeno ogni 14 giorni, e
può inoltre convocare riunioni straordinarie in seguito a incidenti
gravi o situazioni pericolose.
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Gestione della sicurezza nei
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
cantieri
E SICUREZZA SUL LAVORO
Il consiglio per la sicurezza
Responsabilità del committente:
Qualora siano occupate più di 100 persone sul posto di lavoro per un
periodo uguale o superiore a 4 settimane, il committente può forma-
re un consiglio per la sicurezza in collaborazione con le imprese. Il
consiglio si occuperà delle attività relative alle riunioni di sicurezza e
ne determinerà la frequenza; tuttavia il consiglio dovrà tenere riu-
nioni con i SGSL di tutte le imprese almeno una volta ogni 3 mesi.
Spetta al coordinatore per la sicurezza presiedere il consiglio per la
sicurezza per conto del committente. I RLS del cantiere eleggono tra
di loro due membri, e i datori di lavoro e i preposti eleggono tra di loro
un membro; questi soggetti costituiscono insieme il consiglio per la
sicurezza.
L’AT può stabilire che le misure di tutela siano coordinate tramite riu-
nioni di sicurezza normali invece che tramite un consiglio per la sicu-
rezza.
GESTIONE DELLA SICUREZZA NEI CANTIERI
Le imprese hanno l’obbligo di stabilire un SGSL nei cantieri e altri luo-
ghi di lavoro temporanei o mobili ubicati al di fuori della sede di lavo-
ro fissa dell’azienda, qualora vi lavorino più di 5 dipendenti dello
stesso datore di lavoro per più di 14 giorni. Vanno inclusi nel conteg-
gio anche eventuali lavoratori somministrati.
Ciò è applicabile a prescindere dal numero complessivo di dipenden-
ti dell’azienda e dal fatto che i dipendenti nel cantiere siano già tute-
lati da un SGSL in sede aziendale.
Il SGSL nel cantiere è composto di un lavoratore (il RLS) eletto da e
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1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
Gestione della sicurezza nei
E SICUREZZA SUL LAVORO
cantieri
tra i lavoratori del cantiere, il preposto ai lavori sul luogo e il datore
di lavoro o il suo rappresentante.
BAR Bygge & Anlæg raccomanda che il datore di lavoro, i RLS e i pre-
posti ai lavori nel SGSL partecipino alle riunioni preliminari di coordi-
namento, alle riunioni di sicurezza e ai sopralluoghi di sicurezza orga-
nizzati dal committente o dal coordinatore per la sicurezza.
La commissione per la sicurezza nei cantieri edili
Qualora siano impiegati 35 o più dipendenti della stessa impresa nel
cantiere per un periodo superiore a 4 settimane, l’impresa è tenuta
a formare una commissione per la sicurezza.
La commissione per la sicurezza è composta da membri o rappre-
sentanti dei gruppi lavorativi per la sicurezza presenti nel cantiere.
La commissione deve contribuire alla collaborazione sulla gestione
della sicurezza, qualora siano svolti lavori da imprese diverse nello
stesso luogo di lavoro.
Lavori all’interno di zone assegnate a un’altra impresa
Coloro che lavorano in una zona assegnata ad un’altra impresa sono
tenuti a rispettare le norme di sicurezza e di salute applicabili per la
zona in questione, così come devono adempiere alle norme stabilite
per le attività lavorative che devono svolgere.
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Elezione del rappresentante dei
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
lavoratori per la sicurezza
E SICUREZZA SUL LAVORO
ELEZIONE DEL RAPPRESENTANTE DEI LAVORA-
TORI PER LA SICUREZZA (RLS)
Nelle imprese con 10 o più dipendenti e nei cantieri con 5 o più dipen-
denti, dovrà essere eletto un RLS che rappresenti i dipendenti all’in-
terno del SGSL.
È importante che i lavoratori contribuiscano attivamente al lavoro
del SGSL per poter favorire una gestione efficace della sicurezza.
Pertanto, la direzione dell’azienda dovrebbe impegnarsi a intimare i
dipendenti a eleggere un RLS.
Finché i lavoratori non abbiano eletto un RLS, spetta al preposto
membro del SGSL occuparsi della gestione della sicurezza. Il datore
di lavoro deve intimare attivamente i dipendenti a eleggere un RLS.
Il RLS è eletto da tutti i dipendenti tutelati dal gruppo lavorativo o
dal SGSL. Il datore di lavoro, i dirigenti aziendali e i preposti ai lavori
non partecipano alle elezioni.
Normalmente, sono le norme per l‘elezione dei rappresentanti di fi-
ducia previste dal contratto collettivo vigente che stabiliscono chi
può essere eletto RLS.
Tipicamente i RLS sono eletti per un periodo di 2 anni, tuttavia l’a-
zienda e i dipendenti possono accordare di estendere la durata della
carica a 4 anni.
Il RLS è protetto contro il licenziamento e contro un peggioramento
delle sue condizioni di lavoro così come lo sono i rappresentanti di
fiducia nell’ambito dei contratti collettivi.
Nel caso in cui dovessero emergere disaccordi sulla tutela del RLS, le
controversie vanno risolte nel sistema di risoluzione delle controver-
sie, ovvero tramite riunioni di conciliazione tra le parti ed eventual-
mente dinanzi al Tribunale del Lavoro.
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1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
Il preposto ai lavori e
E SICUREZZA SUL LAVORO
Corso di formazione
sull’ambiente di lavoro
IL PREPOSTO AI LAVORI
Nel caso in cui più di un preposto abbia la possibilità di far parte del-
lo stesso gruppo lavorativo, il datore di lavoro nomina il rappresen-
tante dei preposti nel gruppo.
Il preposto ha la responsabilità di dirigere e sorvegliare i lavori nell’a-
zienda. Normalmente, i capi squadra e i cottimisti non adempiono a
tali requisiti e non sono pertanto considerati preposti ai lavori.
L’azienda non può licenziare un preposto con riferimento al suo lavo-
ro all’interno del gruppo lavorativo o nel SGSL; ad esempio, il dirigen-
te non può essere licenziato per aver richiesto l’uso di attrezzature
di sicurezza speciali.
Questo tipo di controversie vanno risolte ricorrendo prima alla nego-
ziazione o alla conciliazione.
CORSO DI FORMAZIONE SULL’AMBIENTE DI
LAVORO
I RLS e i preposti ai lavori facenti parte del SGSL devono completare
un corso di formazione obbligatorio sull’ambiente di lavoro di una du-
rata di 3 giorni organizzato da un istruttore approvato dall’AT. Il cor-
so sull’ambiente di lavoro deve essere completato entro 3 mesi da
quando è stato eletto il RLS o nominato il preposto in questione.
Corsi di formazione supplementari sull’ambiente di lavoro
Il datore di lavoro deve offrire ai RLS e ai preposti la possibilità di
frequentare un corso di formazione supplementare sull’ambiente di
lavoro di una durata di 2 giorni nell’arco del loro primo anno di carica.
Tale offerta è soltanto applicabile a coloro che hanno già completa-
to il corso di formazione obbligatorio.
Il RLS e ai preposti devono ricevere dal datore di lavoro l’offerta di
61
Corso di formazione
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
sull’ambiente di lavoro
E SICUREZZA SUL LAVORO
seguire i suddetti corsi di formazione supplementari entro i primi 9
mesi della carica; i corsi devono essere iniziati entro 9 mesi e com-
pletati entro i primi 12 mesi dall’elezione o dalla nomina.
Per ogni anno in carica i RLS e i preposti del SGSL hanno diritto - fin-
ché coprono una funzione nel SGSL - a seguire una corso di forma-
zione supplementare all’anno di una durata minima di 1 giorno e
mezzo. Tali corsi devono essere stati messi a loro disposizione e ini-
ziati entro la fine dello stesso anno di carica.
I corsi di formazione supplementari sull’ambiente di lavoro hanno lo
scopo di aggiornare e migliorare le competenze dei RLS e dei prepo-
sti del SGSL.
Le aziende con un SGSL devono redigere un piano di sviluppo delle
competenze relativo ai corsi di formazione supplementari da mette-
re a disposizione dei RLS e i preposti del SGSL. Il piano di sviluppo
delle competenze deve prendere in considerazione le esigenze con-
cernenti la sicurezza e la salute nell’azienda.
In collaborazione con diversi fornitori di corsi BAR Bygge & Anlæg
continuerà a sviluppare e offrire al settore corsi utili di formazione
supplementare sulla sicurezza e la salute sul lavoro.
Al sito internet www.bar-ba.dk è disponibile una lista dei corsi e degli
istruttori autorizzati.
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1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
Documento di valutazione dei
E SICUREZZA SUL LAVORO
rischi
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI (DVR)
Tutte le imprese con dipendenti hanno l’obbligo di redigere un documen-
to di valutazione dei rischi (DVR). Il DVR garantisce un approccio sistema-
tico alle misure di tutela e contribuisce alla prevenzione di infortuni.
L’azienda deve far sì che il DVR contenga i seguenti cinque elementi
o fasi per la redazione del DVR:
identificazione e mappatura dell’ambiente di lavoro dell’azienda
descrizione e valutazione dei rischi presenti in azienda
valutazione delle assenze
priorizzazione delle misure da adottare per eliminare eventuali
inadempienze e redazione di un piano d’azione
linee guida per effettuare un follow-up del piano d’azione
Individuazione e
pianificazione
Follow-up sul piano
d’azione
Descrizione e
valutazione
priorizzazione e
piano d’azione
Includere i giorni di
assenza
63
Documento di valutazione dei
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
rischi
E SICUREZZA SUL LAVORO
L’azienda è libera di scegliere quale metodo applicare per la redazio-
ne del DVR, tuttavia il contenuto obbligatorio è stabilito nella legge
sull’ambiente di lavoro. Un DVR deve valutare almeno i seguenti ar-
gomenti:
sollecitazioni fisiche (p.es. rumori, freddo e tiraggi)
sollecitazioni chimiche (p.es. composti per sigillare)
sollecitazioni biologiche (p.es. il rischio di contaminazione)
sollecitazioni ergonomiche (p.es. posture di lavoro e sollevamento
di pesi pesanti)
sollecitazioni psicologiche (p.es. lavoro sotto stress)
rischi di infortuni (p.es. lavori in quota)
Le imprese nel settore dell’edilizia svolgono spesso attività lavorati-
ve al di fuori dalla sede aziendale. Nella redazione del DVR è pertan-
to importante chiarire, se vi siano rischi particolari nei luoghi di lavo-
ro mobili o temporanei da includere nella valutazione. In tal caso, il
DVR può essere redatto prendendo spunto dalle funzioni lavorative
generali. Nel caso in cui uno o più luoghi di lavoro presentino condi-
zioni particolari che possano potenzialmente influire sullo svolgi-
mento dei lavori, tali condizioni devono essere incluse nel DVR.
Il DVR può essere basato sulle attività lavorative tipiche dell’impre-
sa. Tuttavia ogni singolo cantiere può presentare condizioni partico-
lari; tali condizioni possono ad esempio essere descritte nel capito-
lato d‘appalto o nel progetto del committente. L’impresa deve
aggiornare il DVR, qualora si riscontrino condizioni o rischi particolari
nel cantiere. È importante stabilire direttive su come adattare il DVR
a tali condizioni.
64
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
Minorenni
E SICUREZZA SUL LAVORO
La parte del DVR che riguarda il lavoro nel in un cantiere concreto
deve essere accessibile a tutti i dipendenti che lavorano nel cantiere.
Qualora l’azienda svolga lavori che coinvolgano l’uso di sostanze o
materiali pericolosi, va redatto un apposito DVR per gli agenti chimici.
Nel caso in cui l’azienda occupi dipendenti di età inferiore ai 18 anni,
i rischi ai quale possono potenzialmente essere esposti i minorenni
devono essere descritti in una sezione separata del DVR.
Il DVR deve essere redatto per iscritto e deve essere disponibile in
azienda, sia ai dipendenti, sia ai dirigenti aziendali e all’AT.
Se l’ambiente di lavoro subisce alterazioni, è obbligatorio aggiornare
il DVR; per esempio nel caso in cui siano introdotti nuovi processi di
lavoro, acquistati nuovi macchinari o si verifichi un infortunio. Il DVR
va rinnovato almeno una volta ogni 3 anni. La direzione e i dipendenti
devono collaborare durante l’intero processo di valutazione dei rischi.
Il datore di lavoro ha la responsabilità principale di includere il SGSL e
i dipendenti nella pianificazione, esecuzione e rivalutazione dell’DVR.
Per ulteriori informazioni sul DVR delle aziende dell’edilizia è possibi-
le consultare il sito internet www.bar-ba.dk o contattare consulenti
autorizzati e l’AT.
MINORENNI
Sono previste una serie di norme speciali e disposizioni per le azien-
de con dipendenti minorenni. Le disposizioni includono restrizioni in
merito all’età, orari di lavoro, tipi di mansioni, uso di ausili tecnici, etc.
Di seguito sono riportate alcune delle norme più importanti in merito
all’ambiente di lavoro dei dipendenti minorenni. Tali norme sono inol-
65
Minorenni
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
E SICUREZZA SUL LAVORO
tre descritte per ogni singolo macchinario o attrezzatura trattati nel
presente manuale.
In linea di massima, i minorenni non possono svolgere attività lavo-
rative che coinvolgano:
sostanze e materiali pericolosi (con simbolo di rischio chimico) o
all’interno di spazi ove si utilizzano tali prodotti con rischio di espo-
sizione del minorenne;
il sollevamento di pesi superiori a 12 chili;
lavori di spinta e traino dannosi per la salute del minore;
lavori monotoni con sollecitazione unilaterale del corpo di lunga
durata;
l’uso di macchinari e ausili tecnici pericolosi, ivi compresi utensili
taglienti, motoseghe, macchine di movimentazione, gru e altri at-
trezzi di sollevamento, attrezzature per saldatura, utensili a mano
vibranti, escavatrici e pale caricatrici;
lavori comportanti il rischio di caduta o di collasso di edifici.
DVR
Qualora l’azienda abbia dipendenti minorenni, i rischi ai quali possono
essere potenzialmente esposti i minorenni devono essere descritti
in una sezione separata del DVR. Il requisito del DVR non è tuttavia
applicabile a imprese familiari o a lavori svolti nella residenza privata
del datore di lavoro.
Addestramento e formazione
Il datore di lavoro deve provvedere a un corretto addestramento e
formazione dei dipendenti minorenni, in modo da permettergli di
svolgere le loro mansioni in maniera sicura. Durante i lavori, i mino-
66
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
Minorenni
E SICUREZZA SUL LAVORO
renni devono essere supervisionati da una persona maggiorenne in
possesso della conoscenza necessaria del lavoro svolto.
Contatto ai genitori
I datori di lavoro con dipendenti minorenni di età inferiore a 15 anni,
o nell’età della scuola dell’obbligo, devono dare informazioni ai geni-
tori o al tutore in merito al lavoro svolto dal minore, per esempio gli
orari di lavoro ed eventuali rischi per la salute, etc.
Minorenni e apprendisti
Molti dei divieti generali applicabili ai minorenni non sono applicabili
ai minorenni di età superiore a 15 anni, fintanto che il lavoro costitu-
isca una parte integrante di un corso di formazione professionale.
Ciò si applica tipicamente a percorsi di apprendistato tradizionali e a
stage relativi a corsi di formazione iniziale, o a minorenni che hanno
completato un corso di formazione professionale prima del compi-
mento dei 18 anni.
Indipendentemente dal fatto che il minorenne stia completando un
corso di formazione o meno, è comunque vietato ai minorenni svol-
gere le seguenti attività lavorative:
processi di lavoro comportanti un pericolo di esplosione
lavori comportanti la manipolazione di bombole
lavori in atmosfere a pressione superiore a quella naturale, ad
esempio in contenitori sotto pressione e in caso di immersione
sottomarina
lavori comportanti il rischio di asfissia in atmosfere con carenza di
ossigeno
lavori comportanti un’esposizione ad agenti fisici con potenziali
conseguenze dannose per la salute o per lo sviluppo del minoren-
67
Incidenti sul lavoro
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
E SICUREZZA SUL LAVORO
ne a breve o lungo termine; inoltre vanno evitate sollecitazioni fi-
siche non necessarie e posture di lavoro o movimenti inopportuni.
Ciò significa che:
• i minorenni non possono svolgere lavori ove il ritmo è stabilito
da macchine;
• il sollevamento di pesi pesanti non può superare 12 chili;
• la sollecitazione complessiva nei lavori manuali di spinta e trai-
no non può comportare un rischio per la sicurezza e la salute
del minorenne;
• i lavori che richiedono uno sforzo fisico o che sono fisicamente
usuranti debbono essere limitati a periodi brevi.
INCIDENTI SUL LAVORO
In Danimarca il termine incidente sul lavoro copre gli infortuni sul la-
voro, le sollecitazioni dannose alla salute di breve durata e le malat-
tie professionali.
Infortuni sul lavoro
Un infortunio sul lavoro è definito come un evento improvviso, im-
prevedibile e dannoso che si verifica in connessione all’esecuzione di
lavori e che comporta un danno alla persona.
Si può definire un infortunio sul lavoro se, per esempio, un preposto
o un maestro artigiano precipita da un tetto sul quale sta lavorando.
Fintantoché la persona si trova al lavoro quando accade l’infortunio,
non ha importanza che tipo di lavoro sta svolgendo o il luogo dove
avviene l’infortunio.
Si tratta inoltre di un infortunio sul lavoro se un dipendente è coin-
volto in un incidente stradale mentre è al lavoro.
68
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
Incidenti sul lavoro
E SICUREZZA SUL LAVORO
Malattie professionali
La malattia professionale è un disturbo causato dallo svolgimento di
un certo tipo di lavoro per un periodo prolungato o da determinate
condizioni di lavoro; ad esempio, un tumore ai polmoni, ove è stato
stabilito che il tumore sia stato causato da un’esposizione a fibre di
amianto, è considerata una malattia professionale.
A volte può essere difficile definire in quali casi si tratti di un infortu-
nio e in quali si tratti invece di una malattia professionale.
Ad esempio, un danno all’udito causato da un’esplosione è conside-
rato un infortunio, mentre un danno all’udito causato da anni di
esposizione a un ambiente di lavoro rumoroso è considerato una ma-
lattia professionale.
Un danno alla schiena causato da una caduta è considerato un infor-
tunio sul lavoro, mentre un danno alla schiena causato da anni di la-
voro in posture e posizioni di lavoro inopportune è considerato una
malattia professionale.
Denuncia di infortuni
Gli infortuni sul lavoro, comprese le lesioni causate da sollevamenti
improvvisi di pesi, devono essere denunciati all’AT dal datore di lavo-
ro entro 9 giorni dall’accaduto.
L’obbligo di denuncia si applica a tutti gli infortuni che comportano
almeno un giorno di assenza, escluso il giorno dell’infortunio.
Non ha importanza quando si verifica(no) il/i giorno/i di assenza; ciò
che conta è che l’assenza sia dovuta all’infortunio sul lavoro.
Tutti hanno diritto di denunciare un infortunio, compresa la persona
che ha subito la lesione e la sua organizzazione.
L’AT deve ricevere la denuncia, in modo che possa investigare l’infor-
69
Incidenti sul lavoro
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
E SICUREZZA SUL LAVORO
tunio e prevenire infortuni simili in futuro.
L’infortunio va inoltre denunciato all‘Agenzia Nazionale Danese per
gli Infortuni sul Lavoro e all’assicurazione del datore di lavoro, in
modo che il dipendente possa essere eventualmente risarcito.
La denuncia va presentata elettronicamente tramite il sistema
EASY dell’AT e dell‘Agenzia Nazionale Danese per gli Infortuni sul La-
voro [Arbejdssskadestyrelsen]. Sono disponibili maggiori informa-
zioni al sito internet www.at.dk.
Il sistema EASY può inoltre essere utilizzato dalla singola azienda
per la registrazione di semi incidenti e incidenti senza conseguenti
assenze come parte integrante della prevenzione per la sicurezza e
la salute nell’azienda. Tali registrazioni sono esclusivamente acces-
sibili dall’azienda stessa e richiedono l’accesso con la firma digitale
[digital signatur].
Denuncia di malattie professionali
I medici e i dentisti hanno l’obbligo di denunciarlo all’AT o all‘Agenzia
Nazionale Danese per gli Infortuni sul Lavoro in caso rilevino o so-
spettino che una persona abbia contratto una malattia professiona-
le o che sia comunque affetta da altri disturbi causati dal lavoro.
Anche le altre persone hanno il diritto di presentare una denuncia in
caso di sospetto di malattia professionale.
Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali
Il datore di lavoro ha l’obbligo di stipulare un’assicurazione obbligato-
ria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. L’assicu-
razione copre alcune spese per cure, il risarcimento in caso di inabili-
tà permanente al lavoro, danni permanenti e risarcimento danni ai
parenti.
70
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
Incidenti sul lavoro
E SICUREZZA SUL LAVORO
La parte lesa ha diritto al risarcimento dei danni indipendentemente
da chi ha la responsabilità dell’incidente o dell’infortunio.
L’assicurazione non risarcisce un eventuale mancato guadagno di
lavoro o danni morali; normalmente quello è risarcito dall’assicura-
zione di responsabilità professionale del datore di lavoro, la quale -
nonostante non sia obbligatoria - si consiglia di stipulare.
Analisi degli infortuni/imparare dagli infortuni
L’azienda deve investigare sistematicamente infortuni e malattie
professionali per prevenire casi simili nel futuro.
Il SGSL deve assicurare che le cause di eventuali infortuni, intossica-
zioni e danni alla salute e situazioni potenzialmente pericolose siano
investigate, in modo da poter adottare misure di prevenzione per
evitare che si verifichino incidenti o eventi simili nel futuro. Una volta
l’anno la commissione deve redigere una lista completa degli infor-
tuni, casi d’intossicazione e danni alla salute verificatisi nell’azienda.
Lo scopo dell’analisi non è quello di individuare i colpevoli o i respon-
sabili; il metodo serve a chiarire quali possibilità esistono per preve-
nire infortuni simili nel futuro.
Spesso è necessario aggiornare il DVR in base ai nuovi dati emersi
dall’analisi dell’infortunio.
Le procedure di prevenzioni vanno iniziate al più presto possibile
dopo un infortunio per sottolineare che l’azienda da priorità alla pre-
venzione.
Metodo
Il metodo è suddiviso in tre fasi:
1. mappatura dei fatti
71
Incidenti sul lavoro
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
E SICUREZZA SUL LAVORO
2. appuramento dell’infortunio
3. adozione di misure di prevenzione
Mappatura dei fatti
Questa fase consiste nel raccogliere più informazioni possibile
sull’accaduto e le relative circostanze.
È importante prendere in considerazione anche le cause scatenanti,
per esempio tempi troppo stretti o la mancanza di addestramento.
È cruciale iniziare la mappatura al più presto possibile, mentre la me-
moria è ancora intatta e mentre eventuali testimoni si trovano anco-
ra sul posto di lavoro.
Vanno raccolti dati, opinioni, testimonianze e osservazioni sull’infor-
tunio, ed eventualmente scattate alcune foto o disegnato un schiz-
zo.
Si consiglia di parlare con tutte le persone coinvolte, ad esempio la
direzione lavori, che potrebbe essere in grado di fornire informazioni
sulle cause scatenanti l’infortunio.
Vanno presi in considerazione tutti gli aspetti pensabili nella fase di
mappatura; una slogatura alla schiena in seguito a un sollevamento
di pesi inaspettato può essere causata da un raffreddamento del
corpo causato a sua volta dalla presenza di pioggia. Ciò potrebbe
indicare una necessità di provvedere a una copertura della struttura
per la stagione invernale come misura preventiva.
Analisi dell’infortunio
Una volta raccolti tutti i dati importanti dell’infortunio si può proce-
dere all’analisi.
È opportuno analizzare gli eventi passo per passo in modo da poter
individuare cosa sia accaduto e per quale motivo.
72
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
Incidenti sul lavoro
E SICUREZZA SUL LAVORO
La maggior parte degli infortuni sono quasi sempre causati da più
fattori, ed è pertanto importante individuarli tutti per poter adotta-
re le misure preventive adatte in futuro. Si consiglia di utilizzare sol-
tanto i dati raccolti nella fase di mappatura.
Il risultato migliore si ottiene coinvolgendo il SGSL nell’analisi e dedi-
candovi il tempo necessario.
Adozione di misure preventive
In questa fase è importante studiare ogni singola parte dell’analisi e
capire come si avrebbe potuto evitare l’infortunio.
Dopodiché, vanno valutate tutte le possibile soluzioni per un miglio-
ramento dei processi di lavoro e altre misure preventive, e in fine va
deciso quali di queste vadano attuate immediatamente e quali inve-
ce più avanti nel tempo.
È inoltre importante stabilire chi abbia la responsabilità di attuare le
misure preventive, quando debbano essere adottate e come si pos-
sano utilizzare i risultati dell’analisi nel DVR.
Il suddetto metodo è descritto al sito internet dell’AT www.at.dk. Per
ulteriori informazioni vedere anche il sito internet www.forebyg.nu.
Primo soccorso
L’azienda ha l’obbligo di provvedere alle misure necessarie in caso di
incendio, salvataggio e primo soccorso. L’azienda deve, tra le altre
cose, far sì che:
siano a disposizione attrezzature antincendio e dispositivi di sal-
vataggio idonei, nonché gli ausili necessari per il primo soccorso
in caso di infortuni;
73
Incidenti sul lavoro
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
E SICUREZZA SUL LAVORO
siano presenti persone addestrate a prestare primo soccorso in
caso di eventuali infortuni.
BAR Bygge & Anlæg consiglia alle aziende di includere i suddetti fat-
tori sia nella redazione del piano di emergenza, sia nella redazione
del DVR. Si consiglia inoltre di elaborare un elenco delle persone in
grado di prestare primo soccorso.
74
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
Appunti
E SICUREZZA SUL LAVORO
75
Appunti
1. LA LEGGE SULL’AMBIENTE DI LAVORO
E SICUREZZA SUL LAVORO
76
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Ergonomia
ERGONOMIA
Una corretta pianificazione del lavoro può minimizzare il rischio di
danni alla schiena e altri danni muscoloscheletrici, per esempio
evitando il sollevamento di pesi pesanti e posture di lavoro inop-
portune.
La pianificazione del lavoro è concentrata su tre condizioni in par-
ticolare:
Il luogo di lavoro deve essere adattato al singolo lavoratore.
I macchinari e gli utensili devono essere adatti al tipo di attività
svolta e alla persona che la svolge.
Vanno utilizzate attrezzature, utensili e ausili tecnici ergonomici
per aumentare la sicurezza e minimizzare i danni. Ulteriori infor-
mazioni sono disponibili al sito internet www.bygergo.dk.
I danni alla schiena e altri danni a muscoli, articolazioni e ossa rien-
trano nel termine disturbi muscoloscheletrici.
Rischio di danni alla schiena e altri disturbi muscoloscheletrici
La statistica sulle denunce presentate all’AT dimostra che il solleva-
mento di pesi pesanti, le posture di lavoro inopportune e i lavori mo-
notoni a sollecitazione unilaterale del corpo sono le cause più fre-
quenti di danni alla schiena e altri disturbi muscoloscheletrici.
Sollevamento di pesi pesanti
Il sollevamento di pesi pesanti può comportare usura e disturbi di
muscoli, tendini e articolazioni - specialmente nella schiena. I movi-
menti di spinta e traino possono causare gli stessi disturbi, e in parti-
colar modo le sollecitazioni improvvise o pesanti possono causare
disturbi acuti.
77
Ergonomia
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Posture di lavori inopportune
Le posture di lavoro e i movimenti inopportuni possono comportare
contratture, artrosi e altri disturbi di muscoli, tendini e articolazioni.
Le contratture muscolari del collo o delle spalle sono spesso causa-
te da lavori dove le braccia sono sollevate al di sopra delle spalle, da
lavori statici o da lavori dove il collo è piegato in avanti per tempi
prolungati.
I pavimentatori, selciatori e altri lavoratori che lavorano sulle ginoc-
chia hanno un rischio elevato di sviluppare l’artrosi rispetto ad altri.
Il fatto di stare in piedi o seduti nella stessa posizione grava sull’ap-
parato circolatorio e comporta il rischio di un accumolo di fluido nelle
gambe (ritenzione idrica).
Lavoro monotono e ripetitivo
I movimenti monotoni e ripetitivi durante la giornata lavorativa au-
mentano il rischio di danni alla salute.
La tenosinovite e i disturbi di spalle, gomiti e mano-polso sono con-
seguenze tipiche di lavori con movimenti ripetitivi e rapidi, o che ri-
chiedono notevoli sforzi fisici.
Le conseguenze possono anche trasformarsi in disturbi cronici, per
esempio sotto forma di ipertensione.
Lavori pesanti
I lavori pesanti possono causare danni acuti e artrosi nelle articola-
zioni. Le anche e i ginocchi sono particolarmente a rischio nelle per-
sone che hanno svolto lavori pesanti per diversi anni.
La sollecitazione eccessiva di muscoli, articolazioni e ossa si manife-
sta in spossatezza e dolori che diminuiscono durante i periodi di pau-
sa.
Nel caso in cui i periodi di pausa non abbiano una durata sufficiente,
i disturbi diventano più persistenti rendendo sempre più difficile
78
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Ergonomia
svolgere l’attività lavorativa. In questo caso è necessaria la cura di
un medico o di un fisioterapista.
A lungo termine aumenta il rischio di disturbi cronici e logoramento;
purtroppo, spesso i danni sono rilevabili su raggi x o tomografie sol-
tanto quando è già tardi.
Fattori esterni come freddo, tiraggi e vibrazioni hanno spesso un ef-
fetto peggiorativo sulle suddette sollecitazioni.
Spinta e traino
L’uso di carrelli trasportatori, carriole e carrelli mercini semplificano
lo spostamento di utensili e materiali. Tuttavia, i movimenti di spinta
e traino, che richiedono l’uso di tutto il corpo, comportano uno sfor-
zo fisico elevato, specialmente in presenza di salite, terreno irrego-
lare, spazi confinati o un ripetuto arresto/avvio dell’attività lavorati-
va.
La scarsa manutenzione di mozzi e ruote contribuisce all’aumento
della resistenza.
In caso di trasporto mer-
ci sopra un dislivello,
scontri o frenature forti
e inaspettate, il corpo
può essere esposto a
una sollecitazione ina-
spettata.
Una scarsa visibilità, pia-
ni scivolosi e lo slitta-
mento aumentano il ri-
schio di sollecitazioni
dannose e inaspettate.
79
Ergonomia
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
È pertanto opportuno utilizzare un ausilio semovente in caso la sali-
ta sia troppo ripida o il terreno sia troppo irregolare o scivoloso.
È consigliabile, ove possibile, sostituire il traino con la spinta e co-
munque tentare di ridurre il più possibile la sollecitazione del corpo.
Ad esempio, vanno impiegati carrelli trasportatori più adatti allo
scopo, ed è importante verificare che i carelli siano stati sottoposti
a una corretta manutenzione, che siano ben lubrificati, che abbiano
movimenti scorrevoli e che siano puliti.
Il terreno deve essere regolare e avere una superficie piana; non
possono esservi ostacoli, deve essere ben illuminato e privo di bu-
che. Vanno evitati dislivelli e altri ostacoli.
È importante che lo spazio permetta di girare e manovrare i carrelli.
Sollevamento e trasporto manuale
Per sollevamento s’intende il maneggiamento di un oggetto in modo
che esso si distacchi totalmente o parzialmente dal piano sotto-
stante. Per trasporto s’intende lo spostamento per più di due metri
di un oggetto sollevato. Per sollevamento manuale s’intende il solle-
vamento/spostamento di un oggetto da parte di una o più persone.
Il sollevamento di pesi può essere logorante anche se l’oggetto sol-
levato non è pesante; persino i pesi leggeri comportano il rischio di
danni. È pertanto importante prestare attenzione ai sollevamenti:
sotto l’altezza del ginocchio;
sopra l’altezza delle spalle;
laterali;
con una mano sola;
80
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Ergonomia
in spazi confinati;
su una superficie irregolare e scivolosa;
su scale portatili o normali.
Vanno pertanto sempre utilizzati ausili tecnici idonei per il maneg-
giamento di pesi al posto del sollevamento e il trasporto manuale.
In caso ciò non fosse possibile, il peso va sollevato e trasportato
il più vicino possibile al corpo.
Valutazione del peso
Vi sono diversi fattori che condizionano la sollecitazione della schie-
na durante il sollevamento e il trasporto di pesi.
Il fatto che un peso sia considerato pesante e quindi dannoso alla
salute dipende innanzitutto dalla valutazione della massa del peso
e dalla distanza da percorrere.
81
Ergonomia
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Il modello di valutazione rosso, giallo e verde sul disegno (lo schema
di sollevamento) dimostra i pesi massimi per due distanze diverse. Il
sollevamento vicino al corpo è molto raro in pratica, a meno che si
utilizzino bricolle o simile, e perciò non è incluso nello schema di va-
lutazione.
Distanza avambraccio
Distanza 3/4 del braccio
ca. 30 cm
ca. 45 cm
82
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Ergonomia
Zona verde:
In linea di massima, il sollevamento di pesi nella zona verde dello sche-
ma non è considerato dannoso alla salute.
Zona rossa:
Il sollevamento di pesi nella zona rossa è sempre considerato danno-
so e può comportare un rischio acuto di danni alla schiena. Vanno per-
tanto adottate misure di prevenzione per eliminare tale rischio.
Zona gialla:
Il sollevamento di pesi nella zona gialla è potenzialmente dannoso alla
salute se combinato con altri fattori aggravanti oltre al peso e la di-
stanza.
Per questo motivo il sollevamento di pesi collocato nella zona gialla
va sempre valutato attentamente. In primo luogo va stabilito se
sono presenti o meno i seguenti fattori aggravanti:
piegamento in avanti della schiena
rotazione o sollecitazione asimmetrica della schiena
braccia sollevate
Perché un sollevamento di pesi nella zona gialla sia considerato dan-
noso, deve essere presente almeno uno dei suddetti fattori aggra-
vanti.
Qualora almeno uno dei summenzionati fattori aggravanti sia pre-
sente, la frequenza e la durata del sollevamento devono altresì es-
sere incluse nella valutazione.
83
Ergonomia
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
La valutazione si basa sulla seguente tabella:
Durata
Breve durata
Media durata
Lunga durata
2,5 - 4 ore
4 - 7,5 ore
oltre 7,5 ore alla
Frequenza
alla settimana
alla settimana
settimana
Frequenza bassa
(2 - 12 sollev. all’ora)
Frequenza moderata
(12 - 120 sollev. all’ora)
Frequenza alta
(>120 sollev. all’ora)
Se la frequenza e la durata si trovano in questa area, i sollevamenti della
zona giallo non sono considerati dannosi.
Se la frequenza e la durata si trovano in questa area, i sollevamenti nella
sezione in alto della tabella sono considerati problematici, e l’AT può emette-
re un richiamo formale in seguito a una valutazione concreta della situazio-
ne.
Se la frequenza e la durata si trovano in questa area, i sollevamenti collocati
nella sezione in mezzo e in alto della tabella sono considerati problematici, e
l’AT può emettere un richiamo formale in seguito a una valutazione concreta
della situazione.
Se la frequenza e la durata si trovano in questa area, i sollevamenti collocati
nella sezione in mezzo e in basso della tabella sono considerati problematici,
e l’AT può emettere un richiamo formale in seguito a una valutazione concre-
ta della situazione.
Se la frequenza e la durata si trovano in questa area, i sollevamenti collocati
nella parte gialla della tabella sono considerati problematici, e l’AT può
emettere un richiamo formale in seguito a una valutazione concreta della
situazione.
84
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Ergonomia
Trasporto manuale
Durante un sollevamento o trasporto prolungato di oggetti i musco-
li sono costantemente tesi e pertanto si stancano prima. Se il solle-
vamento o il trasporto avviene camminando, la schiena è sollecitata
in maniera asimmetrica ed è torta.
20 metri
20 metri
Al fine di evitare il rischio di collisione con altri oggetti, le dimensioni
e la forma del peso non possono compromettere la visibilità o condi-
zionare la postura del corpo durante il sollevamento. L‘inciampare,
scivolare o urtare contro altri oggetti durante il sollevamento com-
porta una grave sollecitazione del corpo.
Ripetuti danni, anche se piccoli, aumentano il rischio di logoramento
a lungo termine. Si consiglia quindi di trasportare soltanto piccoli at-
trezzi a mano su scale normali e portatili per ridurre il rischio di danni
acuti e cadute.
Qualora non sia possibile utilizzare ausili tecnici idonei al trasporto
orizzontale e verticale di pesi, sono applicabili le seguenti regole:
Il peso non può superare 20 chili, e la distanza di trasporto non può
superare 20 metri. Inoltre, il peso va tenuto in maniera simmetrica
e vicino al corpo.
85
Ergonomia
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Uno scalino è equiparato a un metro. Se il baricentro del peso si
trova all’altezza dell’avambraccio o a 3/4 del braccio, il peso mas-
simo consentito è ridotto a rispettivamente 12 e 6 chili.
Prevenzione di danni causati dal sollevamento e trasporto di pesi
La pianificazione e sistemazione idonea del luogo di lavoro e l’utilizzo
di ausili tecnici e tecniche di lavoro adatte possono contribuire alla
prevenzione di sollecitazioni eccessive del corpo.
Vanno utilizzati ausili tecnici per il trasporto e il montaggio di pesi
pesanti e difficilmente maneggiabili, tali quali porte, finestre, termo-
sifoni, lavabi, arcarecci, capriate, lastre per tetti, pannelli di carton-
gesso, casseforme, cordoli, elementi prefabbricati, supporti, etc.
È possibile limitare il maneggio di certi materiali assicurandosi che
siano correttamente imballati e consegnati in luoghi e a orari op-
portuni.
Ove possibile, è consigliato utilizzare un’autogru per il carico e scari-
co di utensili e materiali pesanti.
La consegna e l’immagazzina-
mento di merci devono aver luo-
go il più vicino possibile al luogo
dove vanno utilizzati, e in modo
tale che gli elementi possano
essere facilmente trasportati/
montati con l’ausilio tecnico
scelto.
Pannelli di cartongesso, elementi
prefabbricati e altri materiali di
costruzione vanno sempre ac-
compagnati da istruzioni per l’uso
86
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Ergonomia
in lingua danese contenenti una descrizione del peso dell’elemento e
della modalità sicura di maneggiamento e d‘istallazione/montaggio.
Gru, carrelli, sollevatori telescopici, carrelli per cartongesso, car-
relli mercini, etc. vanno utilizzati il più possibile al posto del tra-
sporto manuale di pesi. I pannelli di cartongesso possono essere
consegnati dal fabbricante già sul luogo di lavorazione, imballati
nell’ordine in cui vanno utilizzati e tagliati su misura per limitarne il
maneggiamento in cantiere.
Esistono attrezzature per il per il sollevamento di materiali su pia-
ni in altezza, carrelli e banchi di lavoro muniti di sollevatore a vuo-
to per montaggio, ecc.
I sollevamenti di pesi sotto l’altezza del ginocchio e sopra l’altezza
delle spalle possono essere evitati collocando già dall’inizio i pezzi
su cavalletti, piani di lavoro o carrelli dell’altezza giusta.
Tecnica di sollevamento e di trasporto manuale
È consigliato evitare di sollevare un peso, qualora non si è sicuri di avere
le forze necessarie. L’uso di tecniche di sollevamento e trasporto ma-
nuale corrette riduce il rischio di danni.
Avvicinarsi al peso. Posizionarsi davanti al peso a gambe divaricate.
Valutare la massa del peso e dove è situato il baricentro.
Assicurarsi di avere una buona presa del peso.
Piegare le articolazioni dei ginocchi e delle anche e tenere la schie-
na bilanciata tendendo i muscoli della schiena dorsale e lombare.
Sollevare il peso tranquillamente raddrizzando le articolazioni dei
ginocchi e delle anche.
87
Posture di lavoro
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Tenere il peso vicino al corpo con gomiti leggermente piegati.
Sollevare e trasportare il peso in maniera simmetrica, ossia
centrato davanti al corpo o con il peso equamente distribuito in
entrambe le mani.
Evitare di ruotare la schiena in una posizione dannosa; tenere la
schiena dritta e girarsi sui piedi.
Per riappoggiare il peso vanno utilizzati gli stessi movimenti nell’ordi-
ne inverso.
Inoltre è importante che:
il piano sia regolare e stabile, e che le calzature siano flessibili e
aderenti;
il percorso sia sgombro, ben illuminato e il più piano possibile. Non
può essere scivoloso;
né il peso né i suoi componenti possano cadere e urtare chi li tra-
sporta o chi vi sta attorno.
POSTURE DI LAVORO
Quando si verifica una torsione o flessione della schiena o del col-
lo si parla di posture di lavoro dannose.
Anche i lavori effettuati da sdraiati, in posizione a rana o in ginoc-
chio e i lavori sopra l’altezza delle spalle sono considerati dannosi.
Le posture di lavoro dannose sono spesso dovute a:
88
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Posture di lavoro
una scarsa progettazione o una pianificazione carente;
postazioni di lavoro sistemate in maniera inopportuna;
zone di lavoro situate troppo in alto o in basso (p.es. durante la
posatura di pavimentazioni, la lavorazione di pareti e pannelli, il
montaggio di apparecchi elettrici o sanitari, condotti di ventilazio-
ne, etc.);
utensili non idonei;
attrezzature non adatte (al lavoro da svolgere o alla persona).
Gli spazi confinati sono speso la causa di posture di lavoro inoppor-
tune e logoranti, le quali possono comportare danni alla schiena e
l‘affaticamento di muscoli e articolazioni.
Vanno dunque evitate o ridotte i lavori monotoni, ossia i lavori svolti
nella stessa posizione per un periodo prolungato; questo è tipica-
mente il caso se la sistemazione del luogo di lavoro o gli utensili non
sono opportuni. Durante i lavori monotoni lo stesso gruppo di mu-
scoli viene sollecitato in maniera statica per un lungo periodo, com-
portando quindi un affaticamento dei muscoli e con ciò un rischio
elevato di danni.
La durata e la frequenza delle attività lavorative gravose aumenta-
no il rischio di danni e disturbi. Movimenti veloci e potenti aumenta-
no la sollecitazione.
Lavori in posizione orizzontale o in ginocchio
L‘ubicazione del luogo di lavoro e gli spazi a disposizione influiscono mol-
to sulla sollecitazione di schiena, collo, braccia e ginocchi. Ad esempio,
gli spazi di lavoro con un’altezza ridotta richiedono che il lavoro sia svol-
to in ginocchio. Alcuni esempi sono i lavori d’isolamento nei sottotetti,
89
Posture di lavoro
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
l’applicazione di mastice di giunzione e l’isolamento sotto tetti con
deboli pendenze della falda, la muratura sotto superfici sporgenti o
la ristrutturazione di tubi e cavi all’interno di vespai preesistenti.
Le posizioni di lavoro orizzontali o in ginocchio vanno evitate pren-
dendole già in considerazione nella fase di pianificazione. Per esem-
pio, si può scegliere un tipo di tegola che non richiede isolamento o
giunti, e si possono costruire passaggi di servizio con un’altezza libe-
ra dal suolo di minimo 190 cm e una larghezza libera dai lati di 60 cm.
Nei vespai preesistenti, i lavori in posizione orizzontale o in ginocchio
possono essere evitati o ridotti tramite la sostituzione del metodo,
ovvero posando tubi e cavi all‘esterno.
Si consiglia sempre che il montaggio di pezzi e l’esecuzione dei lavo-
ri avvenga il più possibile sopra il livello del suolo e sotto condizioni
di lavoro opportune, in modo che soltanto le ultime giunzioni debba-
no essere eseguite all’interno del vespaio. Giornate lavorative più
corte combinate con più pause e alternate con attività di lavoro di-
verse contribuiscono a ridurre il rischio di danni e disturbi, poiché il
corpo è sollecitato meno. Si può utilizzare uno strato di appoggio
morbido o, alternativamente,
indumenti isolanti.
I lavori in ginocchio vanno limi-
tati, per esempio utilizzando
uno sgabello. Il datore di lavo-
ro deve mettere a disposizio-
ne ginocchiere o cuscinetti
per ginocchi in caso tali lavori
siano inevitabili. È importante
assicurarsi che le ginocchiere
non blocchino la circolazione
sanguigna nelle gambe.
90
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Posture di lavoro
Le posture di lavoro inopportune possono essere prevenute orga-
nizzando il posto di lavoro in base ai lavori da svolgere e utilizzando
attrezzature ergonomiche. È inoltre importante cambiare frequen-
temente posture e movimenti di lavoro. In tal modo il lavoro è distri-
buito su muscoli diversi, e la sollecitazione della circolazione sangui-
gna è limitata. Vanno inoltre evitati lavori eseguiti sotto l’altezza
della coscia e sopra l’altezza della spalla tramite un’opportuna siste-
mazione del luogo di lavoro in base alle attività da svolgere o tramite
l’utilizzo di attrezzature regolabili in altezza. Nel caso in cui ciò non
fosse possibile, è cruciale alternare le attività lavorative e fare rego-
larmente pausa.
Le posatura di pavimenti, il montaggio di canali di ventilazione, le istalla-
zioni elettriche e la verniciatura sono tipici lavori che richiedono le sum-
menzionate misure precauzionali.
Sistemazione del luogo di lavoro
Nella sistemazione del luogo di lavoro è
importante assicurarsi che i dipendenti
possano stare in piedi e camminare retti,
e che ci sia lo spazio necessario per adot-
tare posture di lavoro e movimenti op-
portuni, nonché la possibilità di utilizzare
tecniche di lavoro idonee.
L’altezza di lavoro dipende dalla tipologia
di lavoro e dall’altezza individuale del di-
pendente. Si consiglia di impiegare ban-
chi di lavoro, banchine e cavalletti rego-
labili in altezza. Se una postazione di
lavoro è utilizzata da diverse persone o
per mansioni diverse, è opportuno che
l’altezza sia facilmente regolabile senza
l’uso di utensili.
91
Posture di lavoro
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Per la scelta dell’altezza di lavoro bisogna prendere spunto dall’al-
tezza dei gomiti - sia per le attività lavorative svolte in posizione
eretta che seduta.
Per i lavori svolti in altezze inopportune vanno utilizzate pedane di
lavoro regolabili, sollevatori, ponteggi a colonna o simili per diminui-
re la sollecitazione di braccia e schiena.
Distanza
I pezzi da lavorare e gli utensili vanno posizionati in modo tale da
permettere un movimento di lavoro vicino al corpo. Ponteggi, peda-
ne, etc. debbono essere montati il più vicino possibile a murature,
facciate, ecc.
Per i lavori di disegno e progettazione il banco deve aver un piano
regolabile per diminuire la sollecitazione dei muscoli del collo, e deve
esserci spazio nella stanza per muoversi e riattivare la circolazione
sanguigna nelle gambe. Nel caso in cui sia necessario svolgere atti-
vità di disegno e progettazione per un periodo prolungato, i locali
devono essere sistemati e organizzati in conformità alle norme sta-
bilite per i posti di lavoro fissi.
Lavori in movimento
Il piano deve essere regolare, solido, sgombro e ben illuminato se il
lavoro richiede che il dipendente sia in costante movimento. Evitare
dislivelli, specialmente in caso di trasporto di utensili e materiali. Gli
utensili e i mezzi di trasporto devono avere una lunghezza o altezza
tale da permettere di svolgere il lavoro in posizione eretta. Le calza-
ture devono essere aderenti, fornire un buon supporto e avere le
necessarie caratteristiche di protezione. È inoltre opportuno avere
suole ammortizzate per ridurre la sollecitazione delle gambe duran-
te il cammino su superfici dure.
92
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Posture di lavoro
È importante sollevare e trasportare meno utensili e materiali possi-
bile a mano, e di utilizzare invece ausili tecnici idonei.
Lavori monotoni e ripetitivi
Si parla di lavoro monotono e ripetitivo (LMR) quando un dipendente
svolge ripetutamente le stesse semplici operazioni di lavoro o movi-
menti sollecitando sempre gli stessi muscoli. Il lavoro è spesso svol-
to a un ritmo veloce, richiede concentrazione e attenzione ed è ca-
ratterizzato da posture di lavoro gravose con l’uso monotono di un
singolo gruppo di muscoli. Pertanto, i muscoli, e in particolare quelli
di collo, spalle e braccia, sono quasi sempre tesi - cosa che è molto
usurante per il corpo.
I lavori eseguiti in posture di lavoro inopportune ed eventualmente
fisse e che richiedono un grande sforzo fisico aumentano il rischio di
danni alla salute. Oltre ciò, il rischio è aggravato quando il luogo di
lavoro e gli utensili non sono adatti al lavoro.
La maggiore specializzazione dei processi di lavoro aumenta la pro-
babilità che le attività lavorative siano sempre più monotone e ripe-
titive, come ad esempio la verniciatura, l’armatura, la preparazione
di giunti e il montaggio di facciate, tetti o pannelli di cartongesso, o
comunque lavori che richiedono l’uso degli stessi utensili ogni gior-
no. Anche i lavori di escavazione, spalatura e muratura possono
comportare lavoro monotono e ripetitivo, ed è pertanto importante
pianificare e variare il lavoro per prevenire disturbi muscolari. È con-
sigliabile che il dipendente possa scegliere il suo ritmo di lavoro e
che possa alternare le mansioni svolte.
La sistemazione ergonomica e l’adattamento della postazione di la-
voro e degli utensili al singolo dipendente possono ridurre le solleci-
tazioni causate da lavoro monotono ripetitivo, fintanto che non au-
menti il ritmo di lavoro. Pause brevi e frequenti e la possibilità di
svolgere altre attività possono contribuire alla prevenzione di danni.
93
Posture di lavoro
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Il lavoro monotono e ripetitivo va evitato tramite una cambiamento
generale della pianificazione e dell’organizzazione del lavoro.
Lavori monotoni con sollecitazione unilaterale del corpo
Si parla invece di lavoro monotono con sollecitazione unilaterale del
corpo quando il lavoro viene svolto in posture di lavoro invariate, o
durante il quale viene sollecitato in particolar modo solo un braccio
o una gamba. Anche lavori statici di sollevamento e trasporto, lavori
che richiedono un alto livello di attenzione e lavori che comportano
una sollecitazione unilaterale di un singolo organo sensoriale sono
considerati lavori monotoni con sollecitazione unilaterale.
Spesso, tali situazioni di lavoro dannose sono dovute a un’organizza-
zione inopportuna del luogo di lavoro, una scarsa configurazione de-
gli utensili nonché la mancanza di variazione nel lavoro svolto.
Ciò grava specialmente sull’apparato motorio e circolatorio; talvolta
possono anche manifestarsi conseguenze psichiche dannose.
È importante variare le attività lavorative facendo movimento, qua-
lora il lavoro sia svolto in posizione verticale o da seduti per un perio-
do prolungato. Vanno limitate le attività lavorative durante le quali
gli utensili e i pezzi da lavorare devono essere retti nella stessa po-
sizione per un periodo protratto. Per ridurre le sollecitazioni si pos-
sono inoltre integrare pause nel lavoro.
94
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Ausili tecnici
AUSILI TECNICI
Vanno sempre utilizzati ausili
tecnici, qualora vi sia il rischio
di sollecitazioni dannose del
corpo. Gli ausili tecnici sono
macchinari, impianti e attrez-
zature di trasporto e solleva-
mento fisse o mobili.
Per ulteriori informazioni sulla
scelta di ausili tecnici consul-
tare il sito internet www.by-
gergo.dk, dove si trovano
esempi di ausili tecnici idonei a
differenti lavori e settori.
Attrezzature manuali
Durante l’utilizzo di attrezzature manuali la sollecitazione dell’ope-
ratore va limitata, ad esempio tramite la sospensione dell’attrezza-
tura. In generale, il peso e il baricentro vanno regolati in base alla
modalità d‘impiego e alla durata dell’uso.
Anche una
corretta po-
sizione
e
configura-
zione dell’im-
pugnatura
possono di-
minuire
la
sollecitazio-
ne dannosa
dell’operato-
re.
95
Ausili tecnici
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
L‘impugnatura deve essere di
una dimensione tale da per-
mettere una pressione equa-
mente distribuita. La mano la-
vora meglio se piegata
leggermente all’indietro. È
inoltre un vantaggio se l’impu-
gnatura delle attrezzature manuali è munita di
ammortizzamento
delle vibrazioni e isolamento termico.
Sedile del conduttore
Un buon sedile offre un supporto lombare e dorsale totale senza
bloccare la postura seduta. Per i sedili dei conduttori di gru, carrelli
elevatori e altri macchinari per cantieri si consiglia inoltre di provve-
dere a quanto segue:
Il sedile deve fornire supporto a circa 2/3 della lunghezza della
coscia e avere un bordo arrotondato. Deve essere imbottito e rive-
stito con un materiale confortevole e traspirante. L’altezza e l’in-
clinazione del sedile devono essere facilmente regolabili senza
l’uso di utensili. Inoltre, il sedile deve essere regolabile in avanti e
indietro.
Le sospensioni a molle e gli ammortizzatori di urti e vibrazioni de-
vono essere regolabili in base al peso corporeo del conduttore.
Lo schienale deve fornire il supporto necessario a lombo e dorso,
senza ostacolare il movimento delle braccia, nonché fornire un so-
stegno laterale idoneo. Lo schienale va regolato in modo tale da
ottenere un angolo dell’anca di 95-120° e una posizione legger-
mente inclinata all’indietro.
L’inclinazione del sedile e dello schienale devono essere indipen-
dentemente regolabili.
96
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Rumori
L’inclinazione deve essere adattabile alla singola attività lavorativa
(per esempio nelle gru può essere necessaria la regolazione in avanti
e indietro del sedile e dello schienale per garantire la visibilità sia nei
lavori a sia a terra, sia in quota).
RUMORI
Un’esposizione a rumori può comportare una perdita permanente
dell’udito che è un danno irreversibile all’organo auditivo nell’orec-
chio interno. Il rischio di un danno permanente o di perdita dell’udito
dipende dal livello e dalla durata del rumore.
Un danno all’udito si sviluppa rapidamente durante i primi anni di
esposizione a rumori. Per questo è importante proteggere il proprio
udito sin dall’inizio riconoscendo la presenza di un rischio e cercando
di ridurre il rumore. Molte persone si accorgono di avere un danno
all’udito soltanto in età avanzata.
Sia l‘acufene (tintinnio/ronzio nell‘orecchio), sia l‘iperacusia (sensibi-
lità abnorme ai suoni) sono spesso causati da un’esposizione a ru-
mori.
Oltre a danneggiare l’udito, i rumori costituiscono un fattore di
stress, e possono causare un innalzamento della pressione sangui-
gna e dei battiti del cuore; a lungo termine ciò può sovrasollecitare
e danneggiare l’organismo.
Il valore limite per i rumori presenti in un posto di lavoro è di 85 dB(A)
calcolato come la media su una giornata lavorativa di 8 ore. Qualsia-
si rumore inutile va evitato, anche nel caso in cui sia rispettato il
valore limite. I rumori vanno ridotti più possibile entro i limiti tecnica-
mente ragionevoli, e le condizioni acustiche devono essere soddi-
sfacenti.
97
Rumori
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Qualora il rumore sia accompagnato da forti impulsi, per esempio da
utensili battenti, alla misurazione dei rumori vanno aggiunti 5 dB(A)
per poter effettuare un paragone reale con il valore limite. Per impul-
si forti s’intendono impulsi con un valore di picco superiore a 115
dB(C) che si manifestano almeno una volta al minuto.
Se il valore di picco supera 130-140 dB(C), l’impatto sull’udito può
essere dannoso anche solo in seguito a poche sollecitazioni di breve
durata.
È proibita l‘esposizione a sollecitazioni con valori di picco sopra 137 dB(C).
Il datore di lavoro è responsabile dell’abbattimento dei rumori trami-
te l’utilizzo di misure tecniche. Nel caso in cui ciò non fosse possibile,
deve limitare il periodo di esposizione del singolo dipendente ai ru-
mori o organizzare il lavoro diversamente - per esempio lasciando
che le attività rumorose siano svolte a distanza dagli altri lavori.
Un’alternativa può essere una combinazione di abbattimento sono-
ro e provvedimenti amministrativi.
Se la sollecitazione sonora supera 80 dB(A), o se i rumori sono dan-
nosi o comportano forti disturbi, il datore di lavoro deve mettere a
disposizione dispositivi di protezione dell’udito.
Nei casi in cui la rumorosità è pari o superiore a 85 dB(A), o nei casi in
cui i valori di picco sono pari o superiori a 137 dB(C), il datore di lavoro
ha l’obbligo di assicurarsi che i dipendenti utilizzino sin dall’inizio un
dispositivo di protezione dell’udito.
BAR Bygge & Anlæg consiglia comunque di utilizzare dispositivi di
protezione dell’udito nella presenza di rumori tra 80 e 85 dB(A) per
essere sicuri di non danneggiare l‘udito.
I dispositivi di protezione dell’udito sono solo una soluzione di emer-
genza - vedere il paragrafo sui dispositivi di protezione dell’udito.
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2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Rumori
Esempi di misure tecniche:
Abbattere il rumore alla fonte, per esempio spegnendo o arre-
stando attrezzature non in uso ed evitare l’impatto tra metalli.
Abbattere il rumore proveniente da macchine rumorose, per
esempio tramite l’uso di materiali fonoassorbenti all’interno delle
cabine di comando delle macchine per cantieri, l‘incapsulamento
di compressori, griglie acustiche, ecc.
Utilizzare metodi meno rumorosi, ove possibile, per esempio utiliz-
zando esplosivi al posto di martelli bulinatori.
Limitare le attività lavorative rumorose, per esempio provveden-
do già dall’inizio a scanalature per fori negli elementi in cartonges-
so per evitare di doverli successivamente tagliare, o acquistando
paletti girevoli di metallo su misura per ridurre i processi di taglio
rumorosi nel cantiere.
Selezionare utensili e macchine di qualità e a bassa rumorosità.
Esempi di altre misure di prevenzione:
Limitare il periodo di esposizione a rumori, per esempio lasciando
che il lavoro sia svolto da più persone.
Acquistare, ove possibile, macchinari a bassa rumorosità.
Pianificare il lavoro in modo tale che i singoli lavoratori non siano inul-
timente esposti ai rumori degli altri.
Il committente e i consulenti possono contribuire alla riduzione dei
rumori in maniera significativa includendo già nel cronogramma del
PSS misure preventive.
99
Vibrazioni
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Si fa notare che il fabbricante è tenuto a dare informazioni sulla ru-
morosità di una macchina, qualora l’emissione sonora dalla parte
dell’operatore superi 70 dB(A). Ove necessario, le istruzioni per l’uso
devono contenere informazioni su come montare la macchina per
ridurre più possibile i rumori. Deve inoltre contenere una descrizione
delle misure di abbattimento sonoro (per esempio l’incapsulamento)
e dell’impiego di dispositivi di protezione dell’udito.
VIBRAZIONI
Vibrazioni mano-braccio
La sensazione di formicolio e la perdita del senso del tatto nelle dita
sono i primi segni di una sollecitazione dannosa da vibrazioni. Dopo
un’esposizione prolungata a vibrazioni, il rischio della Sindrome del
Dito Bianco aumenta; tale sindrome comporta che, al freddo, le dita
diventino all‘improvviso bianche, fredde e prive di senso del tatto.
Inizialmente la sindrome si manifesta soltanto in uno o due dita; tut-
tavia se la sollecitazione da vibrazioni continua, tutte le dita della
mano diventano „bianche“ ed eventualmente entrambe le mani.
È importante che il lavoro sia interrotto, qualora il dipendente abbia
un attacco di „dita bianche“. Senza il senso del tatto il rischio di inci-
denti sul lavoro aumenta. Inoltre, diventa complicato svolgere atti-
vità lavorative che richiedono movimenti controllati.
Altre conseguenze possono essere una riduzione permanente del
senso del tatto e della forza di presa, una sensazione costante di
formicolio nelle dita, dolori a spalle e articolazioni e un rischio eleva-
to di artrosi.
Il rischio da vibrazioni dipende dalla quantità di vibrazioni alla quale
si è esposti durante una giornata lavorativa di 8 ore. Come regola
100
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Vibrazioni
base si ha stabilito che i danni
da vibrazioni possono essere
evitati se la sollecitazione non
supera 2,5 m/sC.
Una sollecitazione da vibra-
zioni pari a 2,5 m/sC corrispon-
de a un’esposizione a un livello
costante di vibrazioni di:
2,5 m/sC per 8 ore
3,5 m/sC per 4 ore
5 m/sC per 2 ore
7 m/sC per 1 ora
10 m/sC per 0,5 ore
La sollecitazione giornaliera
da vibrazioni non può eccede-
re 5 m/sC; il valore limite è as-
soluto e non può essere supe-
rato.
Il
valore d’azione
giornaliero indica quando il datore di lavoro deve intervenire per ri-
durre la sollecitazione. Il valore d’azione è pari a 2,5 m/sC; se le vibra-
zioni si trovano a un livello tra 2,5-5 m/sC, il lavoro può continuare.
Tuttavia, è sempre necessario analizzare la causa dell’eccesso di vi-
brazioni e tentare di ridurle il più possibile tramite una corretta piani-
ficazione e l’adozione di misure tecniche.
Il lavoro va pianificato e svolto in maniera tale da evitare l’esposizio-
ne a vibrazioni dannose tramite l’adozione di misure tecniche o la ri-
duzione della durata dell‘esposizione.
Le seguenti misure possono ridurre le vibrazioni:
Utilizzare metodi con meno vibrazioni, per esempio l’abbattimento
101
Vibrazioni
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
con esplosivi, il taglio al diamante e il taglio a getto d’acqua.
Pianificare il lavoro in modo tale da ridurre le vibrazioni il più possi-
bile.
Sostituire, ove possibile, utensili a mano con utensili e macchine
telecomandati o simili.
Effettuare una manutenzione regolare degli utensili.
Tenere in considerazione il livello di vibrazioni nell’acquisto di macchi-
ne e utensili nuovi.
Il fabbricante è tenuto a fornire informazioni su eventuali vibrazioni ma-
no-braccio nelle istruzioni per l‘uso, materiali di vendita, ecc. qualora il
valore superi 2,5 m/sC.
Durante il processo d’acquisto si consiglia di testare diversi tipi di mac-
chine o di consultare un consulente per poter valutare le informazioni
fornite dal fabbricante in merito alle vibrazioni.
102
2. SOLLECITAZIONI SUL LAVORO
Vibrazioni
I guanti riducono soltanto le vibrazioni ad alta frequenza; pertanto, no-
nostante riducano la „frustata“ del colpo di un martello bulinatore, il ri-
schio di sviluppare la Sindrome del Dito Bianco rimane. Lo stesso vale
per la maggior parte degli utensili pesanti utilizzati nel settore dell’edi-
lizia.
Vibrazioni al corpo intero
Le vibrazioni al corpo intero sono vibrazioni trasmesse all’intero cor-
po e che comportano un rischio per la salute e la sicurezza del dipen-
dente, in particolare lombalgie e traumi del rachide.
Le vibrazioni al corpo intero sono trasmesse ai conduttori di macchi-
ne mobili attraverso il sedile e il pavimento.
Con l’aumentare dell’intensità delle vibrazioni e della durata dell’e-
sposizione, aumenta anche il rischio di una sollecitazione dannosa
del corpo. Periodi di riposo possono contribuire a diminuire l’effetto
dannoso.
L’esposizione giornaliera a vibrazioni esprime il valore d‘azione gior-
naliero al quale viene esposta una persona, normalizzato a un perio-
do di riferimento di 8 ore lavorative. L’esposizione giornaliera è dun-
que la somma del valore d’azione delle vibrazioni e la durata
dell’esposizione.
L’accelerazione delle vibrazioni è misurata in m/sC in tre direzioni per-
pendicolari tra di loro.
È pertanto essenziale evitare sollecitazioni non necessarie e cerca-
re di ridurre il più possibile l’esposizione a vibrazioni. È stato stabilito
un valore limite di esposizione giornaliero per le vibrazioni da corpo
intero di 1,15 m/sC, il quale non può essere superato, e un valore d’a-
zione giornaliero A(8) pari a 0,5 m/sC.
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