Comune di ROMA Provincia di ROMA (PIANO DI MANUTENZIONE). MANUALE DI MANUTENZIONE (2010) - 7

 

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Comune di ROMA Provincia di ROMA (PIANO DI MANUTENZIONE). MANUALE DI MANUTENZIONE (2010) - 7

 

 

Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli estintori ed i relativi accessori (sicura, valvola di sicurezza, tubo flessibile) devono presentare caratteristiche di facilit à di uso,
di funzionalità e di manovrabilità.
Prestazioni:
Gli estintori devono essere dotati di una valvola di intercettazione (sufficientemente resistente) per consentire l'interruzione
temporanea della scarica del mezzo estinguente. Per garantire una comodità d'uso e quindi di funzionamento occorre che:
- il meccanismo di azionamento deve essere dotato di una sicura per prevenire funzionamenti intempestivi;
- l’elemento di sicurezza deve essere sigillato (da filo metallico con piombino). La sicura deve essere costruita in modo che
nessuna azione manuale volontaria può provocare la scarica senza sblocco della sicura stessa, non deformi né rompa alcuna
parte del meccanismo in modo tale da impedire la successiva scarica dell'estintore;
- tutti gli estintori con massa di agente estinguente maggiore di 3 kg, o un volume di agente estinguente maggiore di 3 l,
devono essere dotati di un tubo flessibile di scarica. La lunghezza del tronco flessibile del tubo non deve essere minore di
400 mm.
Livello minimo della prestazione:
E' opportuno che sia assicurata la qualità della progettazione, della fabbricazione e dell’installazione dei materiali e
componenti con riferimento a quanto indicato dalle norme e come certificato dalle ditte costruttrici di detti materiali e
componenti.
01.17.07.R04 Efficienza
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Gli estintori ed i relativi accessori (sicura, valvola di sicurezza, tubo flessibile) devono essere in grado di mantenere inalterate nel
tempo le proprie capacità di rendimento assicurando un buon funzionamento.
Prestazioni:
Gli estintori di incendio portatili devono essere atti al funzionamento a temperature comprese fra - 20 °C e + 60 °C [T (max)
°C].
Livello minimo della prestazione:
E' opportuno che sia assicurata la qualità della progettazione, della fabbricazione e dell’installazione dei materiali e
componenti con riferimento a quanto indicato dalle norme e come certificato dalle ditte costruttrici. Gli estintori devono
soddisfare i seguenti requisiti:
- la scarica deve iniziare entro 10 s dall'apertura della valvola di intercettazione;
- la durata della scarica non deve essere minore del valore specificato dal costruttore;
- non più del 15% della carica iniziale di polvere BC o del 10% di quella degli altri agenti estinguenti deve rimanere
nell'estintore dopo scarica ininterrotta, compreso tutto il gas ausiliario.
01.17.07.R05 Resistenza alla corrosione
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli estintori devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di fenomeni di corrosione.
Prestazioni:
Per accertare la resistenza alla corrosione degli estintori si effettuano delle prove secondo quanto previsto dalle norme.
Livello minimo della prestazione:
Un estintore campione completo viene sottoposto per un periodo di 480 h alla prova di nebbia salina seguendo le modalit à
indicate dalla norma ISO 9227.
Al termine della prova devono essere soddisfatti i requisiti seguenti:
- il funzionamento meccanico di tutti gli organi deve risultare inalterato;
- la forza e/o l'energia di azionamento deve essere conforme a quanto prescritto dalla normativa;
- la durata di funzionamento deve essere conforme a quanto prescritto dalla normativa;
- l'eventuale indicatore di pressione deve mantenersi funzionante;
- non deve esservi alcuna corrosione del metallo dell’estintore.
Al termine della prova i campioni devono essere lavati accuratamente per asportarne i depositi di sale.
01.17.07.R06 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli estintori devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di
determinate sollecitazioni.
Prestazioni:
La prova, per accertare la resistenza meccanica, deve essere eseguita su quattro estintori carichi e con tutti i relativi accessori
(che normalmente sono sottoposti a pressione durante il funzionamento).
L'estintore è considerato idoneo qualora non si manifesti alcuno scoppio o rottura di componenti ed in ogni caso anche
quando si verificano accettabili perdite non pericolose.
Livello minimo della prestazione:
La prova (effettuata su 4 estintori almeno) va eseguita con un martello cilindrico di acciaio del peso di 4 kg e del diametro di
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75 mm, a facce piane, che deve essere fatto cadere da un'altezza (minimo di 150 mm) pari a H = M/20 (metri) dove: M è la
massa totale, espressa in chilogrammi, dell'intero estintore in funzionamento. L'estintore deve essere appoggiato su una
superficie rigida e piana e deve essere caricato:
- verticalmente, nella sua posizione normale;
- orizzontalmente, con il dispositivo di chiusura rivolto verso la superficie di appoggio.
In ciascuna delle suddette posizioni, il dispositivo di chiusura deve essere direttamente caricato dal martello lasciato cadere
dall'altezza H e nel punto di impatto stabilito dall ’autorità incaricata ad effettuare la prova.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.07.A01 Difetti alle valvole di sicurezza
Difetti di funzionamento delle valvole di sicurezza.
01.17.07.A02 Perdita di carico
Perdita di carico dell'agente estinguente nel caso specifico della polvere estinguente.
01.17.07.A03 Anomalie di funzionamento
Difetti di funzionamento dei dispositivi antincendio.
01.17.07.A04 Mancanza certificazione antincendio
Mancanza o perdita delle caratteristiche antincendio.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.07.C01 Controllo generale
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Controllo a vista
Controllo dello stato generale e della corretta collocazione degli estintori. Verificare inoltre che non vi siano ostacoli che ne
impediscano il corretto funzionamento.
• Requisiti da verificare: 1) Comodità di uso e manovra; 2) Efficienza.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio, Specializzati vari.
01.17.07.C02 Controllo tenuta valvole
Cadenza: ogni 6 mesi
Tipologia: Registrazione
Controllare che i dispositivi di sicurezza siano funzionanti.
• Requisiti da verificare: 1) (Attitudine al) controllo della tenuta; 2) Comodit à di uso e manovra.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti alle valvole di sicurezza.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio, Specializzati vari.
01.17.07.C03 Controllo efficienza dispositivi
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Ispezione
Verificare la corretta funzionalita dei dispositivi antincendio; controllare la relativa conformità antincendio.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à; 2) Utilizzo di
tecniche costruttive che facilitino il disassemblaggio a fine vita.
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie di funzionamento; 2) Mancanza certificazione antincendio.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.07.I01 Ricarica dell'agente estinguente
Cadenza: ogni 36 mesi
Ricaricare l'estintore e montarlo in perfetto stato di efficienza.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio, Specializzati vari.
01.17.07.I02 Revisione dell'estintore
Cadenza: ogni 36 mesi
Revisione dell'estintore secondo le scadenze massime indicate dalla norma e secondo il tipo di agente estinguente utilizzato.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio, Specializzati vari.
Elemento Manutenibile: 01.17.08
Idranti a muro
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Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
Quando per particolari esigenze si rende necessario installare l'idrante all'interno degli edifici l'idrante a muro può risultare un giusto
compromesso tra l'estetica e la funzionalità. Inafti l'idrante a muro viene posizionato all'interno di idonea nicchia chiusa frontalmente con
un vetro antinfortunistico che viene rotto in caso di necessità. L'idrante è uno strumento adatto allo spengimento d'incendi in quanto rende
immediatamente disponibile il getto d'acqua.
Generalmente l'idrante a muro è costituito da:
- un involucro dotato di sportello sigillabile con lastra frangibile/infrangibile contenente una tubazione appiattibile;
- una lancia con intercettazione e frazionamento del getto e il rubinetto di alimentazione.
La tubazione viene appoggiata su un apposito supporto a forma di sella (chiamato "sella salvamanichetta") per consentirne una migliore
conservazione.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.17.08.R01 (Attitudine al) controllo della tenuta
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli idranti devono essere idonei ad impedire fughe dei fluidi in modo da assicurare la durata e la funzionalit à nel tempo.
Prestazioni:
Gli elementi di tenuta quando sottoposti a prova in conformità all’appendice A della UNI EN 1074-1 utilizzando i valori PEA
del prospetto 2, non devono presentare perdite visibili all ’esterno della valvola.
Gli otturatori quando sottoposte a prova in conformità all’appendice B della UNI EN 1074-1 utilizzando il valore di pressione
pari a 1,1 × PFA del prospetto 2, non devono presentare perdite visibili all ’esterno della valvola.
Livello minimo della prestazione:
L'idrante deve essere sottoposto ad una pressione di 21 bar con l'otturatore della valvola chiuso. L'idrante non deve presentare
perdite per almeno 3 minuti.
01.17.08.R02 Resistenza alla corrosione
Classe di Requisiti: Durabilit à tecnologica
Classe di Esigenza: Durabilità
Gli idranti devono essere realizzati con materiali idonei ad evitare fenomeni di corrosione per non compromettere il buon
funzionamento dell'intero apparato.
Prestazioni:
I materiali utilizzati per la realizzazione degli idranti devono essere conformi alle normative vigenti.
Livello minimo della prestazione:
Il dimensionamento della colonna idrante in ghisa deve essere tale da garantire i valori idraulici richiesti dalla normativa con
idonei spessori non inferiori a quelli prescritti dalla norma UNI EN 14384.
01.17.08.R03 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli idranti devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate
sollecitazioni.
Prestazioni:
Gli idranti e gli elementi accessori devono essere idonei ad assicurare stabilit à e resistenza all’azione di sollecitazioni
meccaniche in modo da garantirne durata e funzionalità nel tempo.
Livello minimo della prestazione:
La prova alla resistenza meccanica deve essere effettuata sull'idrante completamente assemblato (completo di tutti gli
elementi quali valvole, otturatori, guarnizioni). Con l'otturatore della valvola completamente aperto sottoporre l'idrante ad
una pressione idraulica di 24 bar: il corpo dell'idrante deve resistere per almeno tre minuti. L ’idrante che abbia superato la
prova di tenuta non deve inoltre presentare alcun segno di difetto.
01.17.08.R04 Funzionalità d'uso
Classe di Requisiti: Di funzionamento
Classe di Esigenza: Gestione
Gli idranti devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di sforzi
derivanti dall'uso e/o dalla manovra.
Prestazioni:
Quando sottoposta a prova secondo l’appendice C della EN 1074-6, la coppia richiesta per ottenere la tenuta dell ’idrante
deve corrispondere al valore appropriato indicato nel prospetto 3.
Sono specificati tre intervalli di coppia:
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- Intervallo 1 e intervallo 2: diametro del volantino = 500 mm o lunghezza della leva = 500 mm;
- Intervallo 3: diametro del volantino > 500 mm o lunghezza della leva > 500 mm.
Livello minimo della prestazione:
La prova alla resistenza meccanica deve essere effettuata sull'idrante completamente assemblato. L’idrante che abbia
superato la prova di tenuta non deve inoltre presentare alcun segno di difetto.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.08.A01 Difetti attacchi
Difetti degli attacchi per errata flangiatura o per rottura della stessa con conseguenti perdite di fluido.
01.17.08.A02 Difetti di tenuta
Difetti di tenuta degli idranti e dei suoi componenti con perdite del fluido.
01.17.08.A03 Difetti dispositivi di manovra
Difetti di funzionamento dei dispositivi di manovra dovuti a degradazione delle guarnizioni toroidali o ai premistoppa a baderna.
01.17.08.A04 Rottura tappi
Rottura o deterioramento dei tappi di chiusura dell'idrante.
01.17.08.A05 Anomalie di funzionamento
Difetti di funzionamento dei dispositivi antincendio.
01.17.08.A06 Mancanza certificazione antincendio
Mancanza o perdita delle caratteristiche antincendio.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.08.C01 Controllo generale idranti
Cadenza: ogni 6 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Controllare lo stato generale degli idranti verificando l'integrità delle flange, che i tappi siano ben serrati, che i dispositivi di
manovra siano facilmente utilizzabili. Verificare lo stato delle guarnizioni di tenuta e della verniciatura.
• Requisiti da verificare: 1) ; 2) Funzionalità d'uso.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti attacchi; 2) Difetti di tenuta; 3) Difetti dispositivi di manovra; 4) Rottura tappi.
• Ditte specializzate: Idraulico.
01.17.08.C02 Controllo efficienza dispositivi
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Ispezione
Verificare la corretta funzionalita dei dispositivi antincendio; controllare la relativa conformità antincendio.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à; 2) Utilizzo di
tecniche costruttive che facilitino il disassemblaggio a fine vita.
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie di funzionamento; 2) Mancanza certificazione antincendio.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.08.I01 Prova della tenuta
Cadenza: ogni 2 mesi
Verificare la tenuta alla pressione di esercizio degli idranti.
• Ditte specializzate: Idraulico.
Elemento Manutenibile: 01.17.09
Isolamento REI per giunti di dilatazione
Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
Per la sigillatura dei giunti dove, a seguito dilatazioni meccaniche dovute al’aumento della temperatura (giunti di dilatazione in muri
perimetrali) si deve garantire, oltre ad una predeterminata resistenza al fuoco, la stabilità della struttura che i movimenti orizzontali o
verticali.
Il materiale sigillante è in genere costituito da un numero di guarnizioni termo espandenti di idonee dimensioni e spessore intervallate da
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materiali espansi ad alto assorbimento, che consentono uno schiacciamento fino a 8 volte il proprio spessore iniziale; questa
composizione, in caso d’incendio, reagisce rigonfiando fino a 35 volte il proprio spessore in modo da creare, nella zona cui è stato
installato, uno sbarramento sia al fuoco che alla temperatura.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.09.A01 Difetti di montaggio
Errore nella posa in opera dell'isolamento REI.
01.17.09.A02 Difetti di stabilità
Perdita delle caratteristiche di stabilit à dell'elemento con conseguenti possibili pericoli per gli utenti.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.09.C01 Controllo generale
Cadenza: ogni 3 mesi
Tipologia: Controllo a vista
Eseguire un controllo dell'isolamento verificando che lo stesso riempia completamente il giunto da proteggere.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di montaggio.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
01.17.09.C02 Controllo stabilità
Cadenza: ogni 2 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Controllare la stabilit à dell'elemento e che il materiale utilizzato sia idoneo alla funzione garantendo la sicurezza dei fruitori.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di stabilit à.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.09.I01 Ripristino sigillatura
Cadenza: quando occorre
Eseguire il ripristino dell'isolamento del giunto da proteggere.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
Elemento Manutenibile: 01.17.10
Linee di collegamento
Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
La progettazione e il dimensionamento dei sistemi di evacuazione naturale di fumo e calore si basano sul principio secondo il quale gli
EFC di un comparto si apriranno contemporaneamente; l’apertura contestuale di tutti gli evacuatori viene garantita da linee di
collegamento gestite da un controllo remoto.
Le linee di collegamento possono essere:
- linee di collegamento elettrico;
- linee di collegamento pneumatico;
- meccanico elettrico.
Il collegamento elettrico attiva un dispositivo pirotecnico o magnete alimentato normalmente da un segnale a basso voltaggio (in genere
24V in c.c.); tale segnale (inviato dalla stazione di comando) rompe l’ampolla termosensibile montata sul singolo EFC che fa attivare
l’evacuatore stesso.
Il collegamento pneumatico è composto da tubazioni resistenti alle alte temperature e pressioni che alimentano gli evacuatori di fumo e
calore in caso di incendio o per la ventilazione giornaliera.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.10.A01 Anomalie degli allacci
Difetti di funzionamento dei vari allacci che causano malfunzionamenti.
01.17.10.A02 Anomalie delle connessioni
Difetti di tenuta dei connettori.
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01.17.10.A03 Corti circuiti
Corti circuiti che causano difetti di alimentazione delle linee di collegamento.
01.17.10.A04 Difetti di serraggio
Difetti di serraggio di viti ed attacchi ai vari elementi del sistema.
01.17.10.A05 Difetti di stabilità
Perdita delle caratteristiche di stabilit à dell'elemento con conseguenti possibili pericoli per gli utenti.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.10.C01 Controllo generale
Cadenza: ogni anno
Tipologia: Ispezione a vista
Verificare la corretta posizione delle connessioni nei box di connessione.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di serraggio; 2) Anomalie degli allacci; 3) Anomalie delle connessioni; 4) Corti circuiti.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
01.17.10.C02 Controllo stabilità
Cadenza: ogni 2 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Controllare la stabilit à dell'elemento e che il materiale utilizzato sia idoneo alla funzione garantendo la sicurezza dei fruitori.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di stabilit à.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.10.I01 Rifacimento cablaggio
Cadenza: quando occorre
Eseguire il rifacimento totale del cablaggio quando necessario (per adeguamento normativo o per adeguamento alla classe
superiore).
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
01.17.10.I02 Serraggio connessione
Cadenza: quando occorre
Effettuare il serraggio di tutte le connessioni.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
Elemento Manutenibile: 01.17.11
Monitor
Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
I monitor sono dei dispositivi (a colori o in bianco e nero) che consentono la visione delle riprese effettuate per la video sorveglianza ed il
controllo.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.17.11.R01 Isolamento elettrico
Classe di Requisiti: Protezione elettrica
Classe di Esigenza: Sicurezza
I monitor ed i relativi dispositivi devono essere in grado di resistere al passaggio di cariche elettriche senza causare
malfunzionamenti.
Prestazioni:
I monitor ed i relativi dispositivi devono essere realizzati con materiali e componenti capaci di non generare scariche
elettriche così come indicato dalle norme e come certificato dalle ditte costruttrici di detti materiali e componenti.
Livello minimo della prestazione:
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I livelli minimi di protezione elettrica dipendono dalle ditte produttrici e devono rispondere alle prescrizioni delle norme
CEI.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.11.A01 Difetti di regolazione
Difetti di regolazione del sistema di ripresa ottico (difetti di taratura, di messa a fuoco).
01.17.11.A02 Difetti di tenuta morsetti
Difetti di funzionamento e di tenuta dei morsetti di connessione.
01.17.11.A03 Incrostazioni
Accumulo di depositi vari (polvere, ecc.) sugli apparecchi.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.11.C01 Controllo generale
Cadenza: ogni 6 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Controllare la funzionalità degli apparecchi di ripresa ottici quali telecamere e monitor. Verificare il corretto serraggio delle
connessioni.
• Requisiti da verificare: 1) .
• Anomalie riscontrabili: 1) Incrostazioni; 2) Difetti di tenuta morsetti.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.11.I01 Sostituzione
Cadenza: ogni 7 anni
Eseguire la sostituzione dei monitor quando usurati.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
Elemento Manutenibile: 01.17.12
Naspi
Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
Il naspo è un'apparecchiatura antincendio composta da una bobina con alimentazione idrica assiale, una valvola (manuale o automatica)
d’intercettazione adiacente la bobina, una tubazione semirigida, una lancia erogatrice (elemento fissato all’estremità della tubazione che
permette di regolare e di dirigere il getto d’acqua).
Il naspo può essere del tipo manuale o del tipo automatico.
I naspi possono essere del tipo fisso (un naspo che può ruotare solo su un piano con una guida di scorrimento per la tubazione adiacente
la bobina) o del tipo orientabile (un naspo che può ruotare e orientarsi su più piani e montato su un braccio snodabile o con alimentazione
con giunto orientabile o con portello cernierato.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.17.12.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I naspi devono essere in grado di garantire in ogni momento la portata e la pressione richiesti dall'impianto ed assicurare che siano
rispettati i tempi previsti dalle normative specifiche per gli interventi.
Prestazioni:
Le portata e la gittata dei naspi deve essere verificata in sede di collaudo (ed annotata sul certificato di collaudo) e
successivamente con ispezioni volte alla verifica di detti valori. I valori di portata sia nella posizione a getto pieno che nella
posizione a getto frazionato, non devono essere minori dei valori indicati nel prospetto 4 della norma UNI EN 671-1.
Livello minimo della prestazione:
La prova per la determinazione della portata dei naspi va eseguita seguendo le modalit à indicate dalla norma UNI EN 671-1:
avvolgere la tubazione piena d’acqua sulla bobina assicurandosi che la valvola di intercettazione o nel caso la valvola
automatica, sia completamente aperta lasciando 1 +/- 0,1 m di tubazione srotolata. Rilevare i rispettivi valori di portata Q sia
nella posizione a getto pieno che nella posizione a getto frazionato alla pressione di 0,6 +/- 0,025 MPa e confrontare detti
Pag.
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valori con le tolleranze indicate dal prospetto IV della norma UNI EN 671-1. Le gittate del naspo alla pressione di 0,2 MPa
non devono essere inferiori a 10 m, 6 m, 3 m rispettivamente per naspo a getto pieno, a getto frazionato a velo diffuso e a
getto frazionato a forma di cono.
01.17.12.R02 (Attitudine al) controllo della tenuta
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
I naspi devono essere idonei ad impedire fughe dei fluidi di alimentazione, in modo da assicurare la durata e la funzionalit à nel
tempo.
Prestazioni:
Il controllo della tenuta deve essere garantito in condizioni di pressione corrispondenti a quelle massime o minime di
esercizio. I naspi non devono presentare alcuna perdita quando sono sottoposti alla pressione di collaudo indicata nel
prospetto 3 della norma 671-1.
Livello minimo della prestazione:
La prova per la verifica della resistenza alla tenuta va eseguita nel seguente modo: aumentare la pressione in un intervallo di
tempo di circa 60 s fino al valore della pressione di collaudo specificato nel prospetto 3. Mantenerla per 305 +/- 5 s.
Riabbassare la pressione (in circa 10 s). Ripetere il ciclo altre due volte. Esaminare che non ci siano perdite. Verificare che
per i diametri nominali della tubazione (19 mm, 25 mm, 33 mm) i valori ottenuti con quelli riportati in detta tabella (valori
della pressione di esercizio (espressi in MPa), della pressione di collaudo e quella minima di rottura).
01.17.12.R03 Resistenza a manovre e sforzi d'uso
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
I naspi ed i relativi accessori devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture in seguito
ad operazioni di manovra o di utilizzo.
Prestazioni:
Sotto l’azione di sollecitazioni derivanti dalle manovre e sforzi d’uso i naspi ed i relativi accessori devono conservare
inalterate le caratteristiche funzionali e di finitura superficiale assicurando comunque i livelli prestazionali di specifica. In
particolare tutte le parti in ottone o bronzo dei terminali di erogazione, sottoposti a manovre e/o sforzi meccanici in genere,
devono essere protetti mediante processo galvanico di cromatura o procedimenti equivalenti (laccatura, zincatura, bagno
galvanico ecc.) per eliminare l’incrudimento e migliorare le relative caratteristiche meccaniche, seguendo le prescrizioni
riportate nelle specifiche norme UNI di riferimento.
Livello minimo della prestazione:
Per la verifica della resistenza agli sforzi d'uso si esegue la seguente prova: collocare una piastra di acciaio di 100 mm x 25
mm in posizione centrale tra i due dischi della bobina e montare un martello cilindrico d ’acciaio del diametro di 125 mm e di
massa 25 +/- 0,1 kg su delle guide in modo che possa liberamente cadere da una altezza di 300 +/- 5 mm per urtare la piastra
di acciaio a metà della luce tra i due dischi. Esaminare la bobina e le giunzioni della tubazione all ’entrata e all ’uscita della
bobina per accertare eventuali danneggiamenti. Eseguita la prova srotolare completamente la tubazione ed applicare un carico
statico di 75 kg per mezzo di un dispositivo fissato alla tubazione a 500 mm dall ’uscita della bobina per un tempo di 5 min.
Esaminare la bobina e le giunzioni della tubazione all ’entrata ed all ’uscita della bobina per accertare eventuali
danneggiamenti.
01.17.12.R04 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
I naspi devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate
sollecitazioni.
Prestazioni:
I naspi devono essere idonei ad assicurare stabilit à e resistenza all’azione di sollecitazioni meccaniche in modo da garantirne
durata e funzionalità nel tempo. Pertanto gli elementi devono essere sottoposti a prove di verifica quali rotazione, snodabilit à
dei naspi, srotolamento e di frenatura dinamica.
Livello minimo della prestazione:
Per eseguire la prova di resistenza meccanica collocare il naspo antincendio con la tubazione di lunghezza massima su un
sostegno fisso ad una altezza di 1,5 m sopra un pavimento di calcestruzzo ed a temperatura ambiente 20 +/- 5 °C. Riempire
interamente d’acqua la bobina e sottoporla alla pressione massima di esercizio indicata nel prospetto 3 della norma UNI
671-1. Per la prova di rotazione disporre il naspo con la tubazione avvolta sulla bobina. Far ruotare la bobina per 3000 giri
alla velocità di 30 giri/min. Per i naspi antincendio automatici invertire il senso di rotazione (orario-antiorario) ogni 25 giri.
Per la prova di snodabilità dei naspi far ruotare il naspo 1000 volte da 0 ° (posizione chiusa) all’angolo massimo di
snodabilità e comunque non oltre i 180°, alla velocità nominale di 1 rotazione ogni 4 s. Per la prova di srotolamento usare un
dinamometro per misurare le seguenti forze:
- forza per iniziare la rotazione della bobina;
- forza massima per iniziare la rotazione della bobina tirando orizzontalmente attraverso la guida di scorrimento;
- forza massima per srotolare l’intera tubazione su un pavimento di calcestruzzo.
Per la prova di frenatura dinamica srotolare di circa 5 m la tubazione alla velocit à di circa 1 m/s. Fermarsi e verificare che la
rotazione della bobina si arresti nel limite di un giro.
01.17.12.R05 Resistenza alla corrosione
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247
Classe di Requisiti: Durabilit à tecnologica
Classe di Esigenza: Durabilità
I naspi antincendio ed i relativi accessori devono essere realizzati con materiali idonei ad evitare fenomeni di corrosione per non
compromettere il buon funzionamento dell'intero apparato.
Prestazioni:
I materiali utilizzati per la realizzazione dei naspi devono essere conformi alle normative vigenti.
Livello minimo della prestazione:
La resistenza alla corrosione dei naspi viene verificata mediante la prova indicata dalla norma UNI EN 671. Ogni parte
metallica deve garantire una adeguata resistenza alla corrosione quando le parti rivestite sono sottoposte a prova in
conformità con B.1 e le parti non rivestite sono
sottoposte a prova in conformità con B.2. della norma UNI EN 671-1.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.12.A01 Difetti di tenuta
Difetti di tenuta di pressione dei naspi.
01.17.12.A02 Anomalie di funzionamento
Difetti di funzionamento dei dispositivi antincendio.
01.17.12.A03 Mancanza certificazione antincendio
Mancanza o perdita delle caratteristiche antincendio.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.12.C01 Controllo della pressione di esercizio
Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Ispezione strumentale
Verificare la pressione di uscita dei naspi.
• Requisiti da verificare: 1) (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di tenuta.
• Ditte specializzate: Idraulico, Tecnico antincendio.
01.17.12.C02 Controllo generale naspi
Cadenza: ogni 6 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Controllo dello stato generale dei naspi, dell'integrit à delle connessioni ai rubinetti (verificare che non ci siano perdite) e che le
tubazioni si svolgano in modo semplice senza creare difficoltà per l'utilizzo dei naspi.
• Requisiti da verificare: 1) (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi; 2) (Attitudine al) controllo della tenuta; 3) .
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di tenuta.
• Ditte specializzate: Idraulico, Tecnico antincendio.
01.17.12.C03 Controllo efficienza dispositivi
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Ispezione
Verificare la corretta funzionalita dei dispositivi antincendio; controllare la relativa conformità antincendio.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à; 2) Utilizzo di
tecniche costruttive che facilitino il disassemblaggio a fine vita.
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie di funzionamento; 2) Mancanza certificazione antincendio.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.12.I01 Prova di tenuta
Cadenza: ogni 2 mesi
Verificare la tenuta alla pressione di esercizio dei naspi.
• Ditte specializzate: Idraulico, Tecnico antincendio.
01.17.12.I02 Sostituzione naspi
Cadenza: ogni 6 mesi
Sostituzione dei naspi quando si verificano difetti di tenuta che non consentono il corretto funzionamento.
• Ditte specializzate: Idraulico, Tecnico antincendio.
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Elemento Manutenibile: 01.17.13
Pannello degli allarmi
Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
I segnali inviati dai rivelatori, attraverso la centrale di controllo e segnalazione a cui sono collegati, vengono visualizzati sotto forma di
segnale di allarme sui pannelli detti appunto degli allarmi.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.17.13.R01 Efficienza
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Il pannello degli allarmi deve entrare nella condizione di allarme incendio a seguito della ricezione dei segnali e dopo che gli stessi
siano stati elaborati ed interpretati come allarme incendio dalla centrale.
Prestazioni:
Il pannello degli allarmi deve essere in grado di visualizzare i segnali provenienti da tutte le zone in modo che un segnale
proveniente da una zona non deve falsare l'elaborazione, la memorizzazione e la segnalazione di segnali provenienti da altre
zone.
Livello minimo della prestazione:
La condizione di allarme incendio deve essere indicata senza alcun intervento manuale e viene attuata con una segnalazione
luminosa ed una segnalazione visiva delle zone in allarme.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.13.A01 Difetti di segnalazione
Difetti del sistema di segnalazione allarmi dovuti a difetti delle spie luminose.
01.17.13.A02 Difetti di tenuta morsetti
Difetti di funzionamento e di tenuta dei morsetti di connessione del pannello alla centrale di controllo e segnalazione.
01.17.13.A03 Incrostazioni
Accumulo di depositi vari (polvere, ecc.) sugli apparecchi.
01.17.13.A04 Perdita di carica della batteria
Abbassamento del livello di carica della batteria ausiliaria.
01.17.13.A05 Perdite di tensione
Riduzione della tensione di alimentazione principale che provoca malfunzionamenti.
01.17.13.A06 Anomalie di funzionamento
Difetti di funzionamento dei dispositivi antincendio.
01.17.13.A07 Campi elettromagnetici
Livello eccessivo dell'inquinamento elettromagnetico per cui si verificano malfunzionamenti.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.13.C01 Controllo generale
Cadenza: ogni 2 settimane
Tipologia: Ispezione a vista
Verificare le connessioni del pannello allarme alla centrale. Verificare inoltre la carica della batteria ausiliaria e la funzionalit
à
delle spie luminose del pannello.
• Requisiti da verificare: 1) Efficienza.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di segnalazione; 2) Perdita di carica della batteria; 3) Perdite di tensione.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
01.17.13.C02 Verifica campi elettromagnetici
Cadenza: ogni 3 mesi
Tipologia: Misurazioni
Eseguire la misurazione dei livelli di inquinamento elettromagnetico.
• Requisiti da verificare: 1) Progettazione impianto elettrico con esposizione minima degli utenti a campi elettromagnetici; 2)
Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à.
Pag.
249
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie di funzionamento; 2) Campi elettromagnetici.
• Ditte specializzate: Elettricista.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.13.I01 Registrazione connessioni
Cadenza: ogni 3 mesi
Registrare e regolare tutti i morsetti delle connessioni e/o dei fissaggi.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
01.17.13.I02 Sostituzione batteria
Cadenza: ogni 6 mesi
Sostituire la batteria di alimentazione ausiliaria quando occorre (preferibilmente ogni 6 mesi).
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
01.17.13.I03 Sostituzione pannello
Cadenza: ogni 15 anni
Eseguire la sostituzione del pannello degli allarmi quando non rispondente alla normativa.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
Elemento Manutenibile: 01.17.14
Pareti antincendio
Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
Si tratta di pareti utilizzate per creare barriere antincendio mediante l'impiego di materiali ignifughi per aumentare la resistenza passiva al
fuoco delle parti strutturali. In genere si utilizzano prodotti in cartongesso specifici, o prodotti in calcio silicato prive di amianto con un
grado di infiammabilità basso per i "materiali incombustibile", fino alla più alta per "materiale fortemente infiammabile” nonché la
possibilità di mantenere inalterate le caratteristiche per un tempo variabile da un minimo di 15 minuti fino ad un massimo di 180 minuti
sotto l'azione del fuoco. In genere vengono utilizzate sia nel campo del’edilizia industriale che per la realizzazione di strutture pubbliche
che necessitano di proteggere le persone che le occupano (scuole, alberghi, teatri, musei, ecc.).
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.14.A01 Decolorazione
Alterazione cromatica della superficie.
01.17.14.A02 Disgregazione
Decoesione caratterizzata da distacco di granuli o cristalli sotto minime sollecitazioni meccaniche.
01.17.14.A03 Distacco
Disgregazione e distacco di parti notevoli del materiale che può manifestarsi anche mediante espulsione di elementi prefabbricati
dalla loro sede.
01.17.14.A04 Efflorescenze
Formazione di sostanze, generalmente di colore biancastro e di aspetto cristallino o polverulento o filamentoso, sulla superficie del
manufatto. Nel caso di efflorescenze saline, la cristallizzazione può talvolta avvenire all'interno del materiale provocando spesso il
distacco delle parti più superficiali: il fenomeno prende allora il nome di criptoefflorescenza o subefflorescenza.
01.17.14.A05 Erosione superficiale
Asportazione di materiale dalla superficie dovuta a processi di natura diversa. Quando sono note le cause di degrado, possono
essere utilizzati anche termini come erosione per abrasione o erosione per corrasione (cause meccaniche), erosione per corrosione
(cause chimiche e biologiche), erosione per usura (cause antropiche).
01.17.14.A06 Esfoliazione
Degradazione che si manifesta con distacco, spesso seguito da caduta, di uno o più strati superficiali subparalleli fra loro,
generalmente causata dagli effetti del gelo.
01.17.14.A07 Fessurazioni
Presenza di rotture singole, ramificate, ortogonale o parallele all'armatura che possono interessare l'intero spessore del manufatto.
01.17.14.A08 Macchie
Imbrattamento della superficie con sostanze macchianti in grado di aderire e penetrare nel materiale.
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250
01.17.14.A09 Mancanza
Caduta e perdita di parti del materiale del manufatto.
01.17.14.A10 Penetrazione di umidità
Comparsa di macchie di umidità dovute all'assorbimento di acqua.
01.17.14.A11 Polverizzazione
Decoesione che si manifesta con la caduta spontanea dei materiali sotto forma di polvere o granuli.
01.17.14.A12 Macchie e graffiti
Imbrattamento della superficie con sostanze macchianti in grado di aderire e penetrare nel materiale.
01.17.14.A13 Difetti di stabilità
Perdita delle caratteristiche di stabilit à dell'elemento con conseguenti possibili pericoli per gli utenti.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.14.C01 Controllo stabilità
Cadenza: ogni 2 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Controllare la stabilit à dell'elemento e che il materiale utilizzato sia idoneo alla funzione garantendo la sicurezza dei fruitori.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di stabilit à.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.14.I01 Riparazione
Cadenza: quando occorre
Riparazione di eventuali fessurazioni o crepe mediante la chiusura delle stesse con materiale idoneo. Riparazione e rifacimento dei
rivestimenti.
• Ditte specializzate: Muratore, Tecnico antincendio.
Elemento Manutenibile: 01.17.15
Porte antipanico
Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
Le porte antipanico hanno la funzione di agevolare la fuga verso le porte esterne e/o comunque verso spazi sicuri in casi di eventi
particolari (incendi, terremoti, emergenze, ecc.). Le dimensioni ed i materiali sono normati secondo le prescrizioni in materia di sicurezza.
Esse sono dotate di elemento di manovra che regola lo sblocco delle ante definito "maniglione antipanico". Il dispositivo antipanico deve
essere realizzato in modo da consentire lo sganciamento della porta nel momento in cui viene azionata la barra posta orizzontalmente
sulla parte interna di essa. Tra i diversi dispositivi in produzione vi sono i dispositivi antipanico con barra a spinta (push-bar) e i dispositivi
antipanico con barra a contatto (touch-bar).
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.15.A01 Alterazione cromatica
Alterazione che si può manifestare attraverso la variazione di uno o più parametri che definiscono il colore: tinta, chiarezza,
saturazione. Può evidenziarsi in modo localizzato o in zone più ampie diversamente a secondo delle condizioni.
01.17.15.A02 Bolla
Rigonfiamento della pellicola causato spesso da eccessiva temperatura.
01.17.15.A03 Corrosione
Decadimento dei materiali metallici a causa della combinazione con sostanze presenti nell'ambiente (ossigeno, acqua, anidride
carbonica, ecc.).
01.17.15.A04 Deformazione
Variazione geometriche e morfologiche dei profili e degli elementi di tamponamento per fenomeni di ritiro quali imbarcamento,
svergolamento, ondulazione.
01.17.15.A05 Deposito superficiale
Accumulo di pulviscolo atmosferico o di altri materiali estranei quali microrganismi, residui organici, ecc. di spessore variabile,
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251
poco coerente e poco aderente al materiale sottostante.
01.17.15.A06 Distacco
Distacco di due o più strati di un pannello per insufficiente adesione delle parti.
01.17.15.A07 Fessurazione
Formazione di soluzioni di continuità nel materiale con distacco macroscopico delle parti.
01.17.15.A08 Frantumazione
Riduzione della lastra di vetro in frammenti per cause traumatiche.
01.17.15.A09 Fratturazione
Formazione di soluzioni di continuità nel materiale con o senza spostamento delle parti.
01.17.15.A10 Incrostazione
Deposito a strati molto aderente al substrato composto generalmente da sostanze inorganiche o di natura biologica.
01.17.15.A11 Infracidamento
Degradazione che si manifesta con la formazione di masse scure polverulente dovuta ad umidità e alla scarsa ventilazione.
01.17.15.A12 Lesione
Degradazione che si manifesta in seguito ad eventi traumatici con effetti di soluzione di continuit à con o senza distacco tra le parti.
01.17.15.A13 Macchie
Pigmentazione accidentale e localizzata della superficie.
01.17.15.A14 Non ortogonalità
La ortogonalità dei telai mobili rispetto a quelli fissi dovuta generalmente per la mancanza di registrazione periodica dei fissaggi.
01.17.15.A15 Patina
Variazione del colore originario del materiale per alterazione della superficie dei materiali per fenomeni non legati a degradazione.
01.17.15.A16 Perdita di lucentezza
Opacizzazione del legno.
01.17.15.A17 Perdita di materiale
Mancanza di parti e di piccoli elementi in seguito ad eventi traumatici.
01.17.15.A18 Perdita di trasparenza
Perdita di trasparenza ed aumento della fragilit à del vetro a causa dell'azione di agenti esterni.
01.17.15.A19 Scagliatura, screpolatura
Distacco totale o parziale di parti della pellicola dette scaglie che avviene in prossimit à di scollamenti o soluzioni di continuità.
01.17.15.A20 scollamenti della pellicola
Mancanza di aderenza della pellicola al substrato per cause diverse e successiva scagliatura.
01.17.15.A21 Difetti di stabilità
Perdita delle caratteristiche di stabilit à dell'elemento con conseguenti possibili pericoli per gli utenti.
01.17.15.A22 Anomalie di funzionamento
Difetti di funzionamento dei dispositivi antincendio.
01.17.15.A23 Mancanza certificazione antincendio
Mancanza o perdita delle caratteristiche antincendio.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.15.C01 Controllo controbocchette
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Aggiornamento
Verificare il posizionamento delle controbocchette a pavimento rispetto al filo del pavimento, assicurandosi che l'altezza superiore
non sia maggiore di 15 mm. Verificare inoltre l'assenza di polvere e sporcizia.
• Anomalie riscontrabili: 1) Deposito superficiale.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
01.17.15.C02 Controllo maniglione
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Controllo
Controllo del corretto funzionamento dei maniglioni e degli elementi di manovra che regolano lo sblocco delle ante.
• Anomalie riscontrabili: 1) Deformazione.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
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01.17.15.C03 Controllo efficienza dispositivi
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Ispezione
Verificare la corretta funzionalita dei dispositivi antincendio; controllare la relativa conformità antincendio.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à; 2) Utilizzo di
tecniche costruttive che facilitino il disassemblaggio a fine vita.
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie di funzionamento; 2) Mancanza certificazione antincendio.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.15.I01 Regolazione controtelai
Cadenza: ogni 12 mesi
Regolazione del fissaggio dei controtelai alle pareti.
• Ditte specializzate: Serramentista.
01.17.15.I02 Regolazione telai
Cadenza: ogni 12 mesi
Regolazione del fissaggio dei telai ai controtelai.
• Ditte specializzate: Serramentista.
Elemento Manutenibile: 01.17.16
Porte REI
Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
Le porte tagliafuoco (o porte REI) hanno la funzione di proteggere quegli spazi o luoghi sicuri, ai quali ne consentono l'ingresso e/o
l'uscita, dalle azioni provocate da eventuali incendi. Nelle zone di maggiore afflusso di persone le porte tagliafuoco devono essere anche
porte antipanico. Le dimensioni ed i materiali sono normati secondo le prescrizioni in materia di sicurezza. In genere vengono impiegati
materiali di rivestimento metallici con all'interno materiali isolanti stabili alle alte temperature. Il dispositivo di emergenza deve essere
realizzato in modo da consentire lo sganciamento della porta dall'interno in meno di 1 secondo. Tra i diversi dispositivi in produzione vi
sono i dispositivi di emergenza con azionamento mediante maniglia a leva e i dispositivi di emergenza con azionamento mediante piastra
a spinta.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.17.16.R01 Resistenza al fuoco per porte tagliafuoco
Classe di Requisiti: Protezione antincendio
Classe di Esigenza: Sicurezza
I materiali costituenti le porte tagliafuoco, sottoposti all'azione del fuoco non devono subire trasformazioni chimico-fisiche.
Prestazioni:
Le porte tagliafuoco devono avere la resistenza al fuoco (REI) indicata di seguito, espressa in termini di tempo entro il quale
l'infisso conserva stabilità, tenuta; la fiamma e ai fumi nonché isolamento termico.
Le porte sono così classificate come REI: 15 - 30 - 45 - 60 - 90 - 120 - 180; questi valori si ottengono attraverso l'utilizzo di
materiali di rivestimento metallici con all'interno materiali isolanti stabili ad alte temperature.
Livello minimo della prestazione:
I serramenti dovranno essere scelti in base alla individuazione della classe di resistenza al fuoco REI in funzione dell'altezza
dell'edificio e rispettare i seguenti valori:
- altezza antincendio [m] da 12 a 32, Classe REI [min.] = 60;
- altezza antincendio [m] da oltre 32 a 80, Classe REI [min.] = 90;
- altezza antincendio [m] oltre 80, Classe REI [min.] = 120.
Inoltre il materiale previsto per la realizzazione del dispositivo antipanico dovrà consentire il funzionamento a temperature
comprese tra i -20°C e i +100°C (UNI EN 1125).
01.17.16.R02 Stabilità chimico reattiva per porte tagliafuoco
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le porte tagliafuoco e i materiali costituenti sotto l'azione di sostanze chimiche con le quali possono venire in contatto non
dovranno produrre reazioni chimiche.
Pag.
253
Prestazioni:
Sotto l'azione degli agenti chimici normalmente presenti nell'aria o provenienti dall'utilizzazione degli ambienti, le porte
tagliafuoco devono conservare inalterate le caratteristiche chimico-fisiche, dimensionali, funzionali e di finitura superficiale,
in modo da assicurare il rispetto dei limiti prestazionali.
Livello minimo della prestazione:
Le porte antipanico dovranno avere una resistenza alla corrosione pari ad almeno al grado 3, in base a quanto previsto dalle
UNI EN 1670 e UNI EN 1125.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.16.A01 Alterazione cromatica
Alterazione che si può manifestare attraverso la variazione di uno o più parametri che definiscono il colore: tinta, chiarezza,
saturazione. Può evidenziarsi in modo localizzato o in zone più ampie diversamente a secondo delle condizioni.
01.17.16.A02 Bolla
Rigonfiamento della pellicola causato spesso da eccessiva temperatura.
01.17.16.A03 Corrosione
Decadimento dei materiali metallici a causa della combinazione con sostanze presenti nell'ambiente (ossigeno, acqua, anidride
carbonica, ecc.).
01.17.16.A04 Deformazione
Variazione geometriche e morfologiche dei profili e degli elementi di tamponamento per fenomeni di ritiro quali imbarcamento,
svergolamento, ondulazione.
01.17.16.A05 Deposito superficiale
Accumulo di pulviscolo atmosferico o di altri materiali estranei quali microrganismi, residui organici, ecc. di spessore variabile,
poco coerente e poco aderente al materiale sottostante.
01.17.16.A06 Distacco
Distacco di due o più strati di un pannello per insufficiente adesione delle parti.
01.17.16.A07 Fessurazione
Formazione di soluzioni di continuità nel materiale con distacco macroscopico delle parti.
01.17.16.A08 Frantumazione
Riduzione della lastra di vetro in frammenti per cause traumatiche.
01.17.16.A09 Fratturazione
Formazione di soluzioni di continuità nel materiale con o senza spostamento delle parti.
01.17.16.A10 Incrostazione
Deposito a strati molto aderente al substrato composto generalmente da sostanze inorganiche o di natura biologica.
01.17.16.A11 Lesione
Degradazione che si manifesta in seguito ad eventi traumatici con effetti di soluzione di continuit à con o senza distacco tra le parti.
01.17.16.A12 Macchie
Pigmentazione accidentale e localizzata della superficie.
01.17.16.A13 Non ortogonalità
La ortogonalità dei telai mobili rispetto a quelli fissi dovuta generalmente per la mancanza di registrazione periodica dei fissaggi.
01.17.16.A14 Patina
Variazione del colore originario del materiale per alterazione della superficie dei materiali per fenomeni non legati a degradazione.
01.17.16.A15 Perdita di lucentezza
Opacizzazione del legno.
01.17.16.A16 Perdita di materiale
Mancanza di parti e di piccoli elementi in seguito ad eventi traumatici.
01.17.16.A17 Perdita di trasparenza
Perdita di trasparenza ed aumento della fragilit à del vetro a causa dell'azione di agenti esterni.
01.17.16.A18 Scagliatura, screpolatura
Distacco totale o parziale di parti della pellicola dette scaglie che avviene in prossimit à di scollamenti o soluzioni di continuità.
01.17.16.A19 scollamenti della pellicola
Mancanza di aderenza della pellicola al substrato per cause diverse e successiva scagliatura.
01.17.16.A20 Anomalie di funzionamento
Difetti di funzionamento dei dispositivi antincendio.
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01.17.16.A21 Mancanza certificazione antincendio
Mancanza o perdita delle caratteristiche antincendio.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.16.C01 Controllo controbocchette
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Controllo
Verificare il posizionamento delle controbocchette a pavimento rispetto al filo del pavimento, assicurandosi che l'altezza superiore
non sia maggiore di 15 mm. Verificare inoltre l'assenza di polvere e sporcizia.
• Anomalie riscontrabili: 1) Deposito superficiale.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
01.17.16.C02 Controllo maniglione
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Controllo
Controllo del corretto funzionamento dei maniglioni e degli elementi di manovra che regolano lo sblocco delle ante.
• Anomalie riscontrabili: 1) Deformazione.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
01.17.16.C03 Controllo efficienza dispositivi
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Ispezione
Verificare la corretta funzionalita dei dispositivi antincendio; controllare la relativa conformità antincendio.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à; 2) Utilizzo di
tecniche costruttive che facilitino il disassemblaggio a fine vita.
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie di funzionamento; 2) Mancanza certificazione antincendio.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.16.I01 Regolazione controtelai
Cadenza: ogni 12 mesi
Regolazione del fissaggio dei controtelai alle pareti.
• Ditte specializzate: Serramentista.
01.17.16.I02 Regolazione telai
Cadenza: ogni 12 mesi
Regolazione del fissaggio dei telai ai controtelai.
• Ditte specializzate: Serramentista.
Elemento Manutenibile: 01.17.17
Rivelatori di fumo
Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
Il rivelatore è uno strumento sensibile alle particelle dei prodotti della combustione e/o della pirolisi sospesi nell'atmosfera (aerosol).
I rivelatori di fumo possono essere suddivisi in:
- rivelatore di fumo di tipo ionico che è sensibile ai prodotti della combustione capaci di influenzare le correnti dovute alla ionizzazione
all'interno del rivelatore;
- rivelatore di fumo di tipo ottico che è sensibile ai prodotti della combustione capaci di influenzare l'assorbimento o la diffusione della
radiazione nelle bande dell'infra-rosso, del visibile e/o dell'ultravioletto dello spettro elettromagnetico.
I rivelatori puntiformi di fumo devono essere conformi alla UNI EN 54-7.
Gli aerosol eventualmente prodotti nel normale ciclo di lavorazione possono causare falsi allarmi, si deve quindi evitare di installare
rivelatori in prossimità delle zone dove detti aerosol sono emessi in concentrazione sufficiente ad azionare il sistema di rivelazione.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.17.17.R01 Isolamento elettrico
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Classe di Requisiti: Protezione elettrica
Classe di Esigenza: Sicurezza
I materiali ed i componenti dei rivelatori di fumo, attraversati da una corrente elettrica, devono garantire un livello di protezione da
folgorazione nel caso di contatti accidentali.
Prestazioni:
E' opportuno che sia assicurata la qualità della progettazione, della fabbricazione e dell’installazione dei materiali e
componenti con riferimento a quanto indicato dalle norme e come certificato dalle ditte costruttrici di detti materiali e
componenti.
Livello minimo della prestazione:
Per accertare la capacità di isolamento elettrico dei rivelatori di fumo si effettua una prova secondo le modalità riportate
nell'appendice Q della norma UNI EN 54-7. I rivelatori si considerano conformi alla norma se i valori di resistenza
all'isolamento è maggiore di 10 µ dopo il condizionamento preliminare e maggiore di 1 µ dopo la prova.
01.17.17.R02 Resistenza a sbalzi di temperatura
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
I rivelatori di fumo devono essere in grado di resistere a sbalzi della temperatura ambiente senza per questo compromettere il loro
funzionamento.
Prestazioni:
I rivelatori di fumo devono essere realizzati con materiali tali da resistere ad eventuali sbalzi della temperatura dell'ambiente
nei quali sono installati senza compromettere il loro regolare funzionamento.
Livello minimo della prestazione:
La capacità di resistere a sbalzi di temperatura dei rivelatori viene misurata con una prova specifica. Tale prova consiste nel
posizionare il rivelatore (sempre collegato alla centrale di rivelazione) nella galleria del vento sottoponendolo ad un flusso
sfavorevole e ad una temperatura di 23 +/- 5 °C. La temperatura viene gradualmente aumentata fino a 50 °C. Dopo che il
rivelatore è stato sottoposto alla prova per circa 1 ora si deve verificare che il rapporto dei valori della soglia di risposta non
sia maggiore di 1,6.
01.17.17.R03 Resistenza alla corrosione
Classe di Requisiti: Durabilit à tecnologica
Classe di Esigenza: Durabilità
I rivelatori di fumo devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di fenomeni di corrosione.
Prestazioni:
Per accertare la resistenza alla corrosione dei rivelatori si effettuano delle prove secondo quanto previsto dalle norme.
Livello minimo della prestazione:
I rivelatori, collegati alla relativa centrale di rivelazione, vengono montati su una piastra orizzontale e posizionati sopra una
vaschetta contenente acqua in modo tale che la parte inferiore del rivelatore sia posizionato ad una altezza di 25-50 mm al di
sopra del livello dell'acqua. Il rivelatore viene mantenuto in questa posizione per tutto il necessario all'espletamento della
prova che può protrarsi per 4 o 15 giorni. Alla fine della stessa i valori riscontrati devono essere conformi a quelli previsti
dalle norme.
01.17.17.R04 Resistenza alla vibrazione
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I rivelatori di fumo devono essere realizzati con materiali idonei e posti in opera in modo da resistere alle vibrazioni che dovessero
insorgere nell'ambiente di impiego senza innescare i meccanismi di allarme.
Prestazioni:
I rivelatori si considerano conformi alla norma se capaci di evitare l'attivazione del segnale di guasto se sottoposti a fenomeni
di vibrazione.
Livello minimo della prestazione:
Per accertare la capacità di resistere a fenomeni di vibrazione i rivelatori vengono sottoposti ad una prova secondo le
modalità riportate nell'appendice L della norma UNI EN 54-7. Alla fine di detta prova si deve verificare che il rapporto dei
valori della soglia di risposta non sia maggiore di 1,6.
01.17.17.R05 Resistenza all'umidità
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I rivelatori di fumo devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di fenomeni di umidità che possano
compromettere il regolare funzionamento.
Prestazioni:
I rivelatori si considerano conformi alla norma se realizzati con materiali tali da evitare la formazione di gocce d'acqua di
condensa o fenomeni di appannamento per cui si attivino i meccanismi di allarme.
Livello minimo della prestazione:
Per accertare la capacità degli elementi dell'impianto ad evitare fenomeni di condensa o di appannamento si effettua una
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prova secondo le modalità riportate nell'appendice M della norma UNI EN 54-7. Alla fine di detta prova si deve verificare
che il rapporto dei valori della soglia di risposta non sia maggiore di 1,6.
01.17.17.R06 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
I rivelatori di fumo devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di
determinate sollecitazioni.
Prestazioni:
La prova per accertare la resistenza meccanica deve essere eseguita su almeno un rivelatore. La prova deve essere condotta in
conformità a quanto prescritto dall'appendice O della norma UNI EN 54/7.
Livello minimo della prestazione:
Il rivelatore deve essere montato, tramite i suoi elementi di fissaggio, su un supporto orizzontale e collegato alla centrale di
controllo e segnalazione; deve essere caricato con un martello di alluminio del peso di 1,9 +/- 0,1 J applicato orizzontalmente
e ad una velocità di 1,5 +/- 0,125 m/s. Dopo la prova il rivelatore deve essere lasciato a riposo per circa 1 minuto;
successivamente deve essere scollegato dalla centrale e trasferito nella galleria del vento. Alla fine della prova il valore della
soglia di risposta deve essere confrontato con quanto riportato nella norma UNI EN 54-7 all'appendice B.
01.17.17.R07 Sensibilit à alla luce
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I rivelatori di fumo devono essere realizzati con materiali tali che, per determinati valori della luce, non si inneschino i meccanismi
di allarme.
Prestazioni:
I rivelatori si considerano conformi alla norma se al momento dell'accensione e dello spegnimento delle lampade fluorescenti
e durante il periodo in cui tutte le lampade sono illuminate non viene dato il segnale di guasto.
Livello minimo della prestazione:
Per accertare la sensibilit à alla luce degli elementi dell'impianto si effettua una prova secondo le modalit à riportate
nell'Appendice K della norma UNI EN 54-7. Alla fine di detta prova si deve verificare che il rapporto dei valori della soglia
di risposta non sia maggiore di 1,6.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.17.A01 Calo di tensione
Abbassamento del livello delle tensioni del collegamento emittente ricevente.
01.17.17.A02 Difetti di regolazione
Difetti del sistema di regolazione dovuti ad errori di allineamento del fascio infrarosso.
01.17.17.A03 Difetti di tenuta
Difetti di funzionamento e di tenuta del sistema di pressurizzazione dei rivelatori puntiformi.
01.17.17.A04 Anomalie di funzionamento
Difetti di funzionamento dei dispositivi antincendio.
01.17.17.A05 Mancanza certificazione antincendio
Mancanza o perdita delle caratteristiche antincendio.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.17.C01 Controllo generale
Cadenza: ogni 6 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Verificare che l'indicatore di funzionamento sia efficiente. Verificare che l'emittente, il ricevente e la fascia infrarossa siano
funzionanti.
• Requisiti da verificare: 1) ; 2) Resistenza a sbalzi di temperatura; 3) ; 4) Resistenza alla vibrazione; 5) Resistenza all'umidit à; 6)
Resistenza meccanica; 7) Sensibilità alla luce.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di regolazione.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
01.17.17.C02 Controllo efficienza dispositivi
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Ispezione
Verificare la corretta funzionalita dei dispositivi antincendio; controllare la relativa conformità antincendio.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à; 2) Utilizzo di
tecniche costruttive che facilitino il disassemblaggio a fine vita.
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• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie di funzionamento; 2) Mancanza certificazione antincendio.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.17.I01 Regolazione delle apparecchiature dei rivelatori
Cadenza: ogni 6 mesi
Regolare le soglie di assorbimento e delle tensioni del ricevente e dell'emittente.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
01.17.17.I02 Sostituzione dei rivelatori
Cadenza: ogni 10 anni
Sostituire i rivelatori quando deteriorati o quando non in grado di svolgere la propria funzione.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
Elemento Manutenibile: 01.17.18
Rivelatori ottici di fumo convenzionali
Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
Il rivelatore di fumo a basso profilo a diffusione viene utilizzato per rilevare la presenza di fuochi covanti e fuochi a lento sviluppo. Il
rivelatore dovrà avere le seguenti caratteristiche funzionali: una elevata insensibilità ai disturbi elettromagnetici, un comportamento di
risposta costante nel tempo, essere predisposto per il test di funzionamento ed il controllo di inserzione e avere indicazione di
funzionamento e di allarme tramite Led.
Ogni rivelatore dovrà disporre di due Led che lampeggiano in condizione di stand-by, mentre presentano luce fissa in caso di allarme per
una facile identificazione.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.17.18.R01 (Attitudine al) controllo del flusso d'aria
Classe di Requisiti: Controllabilit à tecnologica
Classe di Esigenza: Controllabilit à
La funzionalità del rivelatore non deve essere dipendente dalla direzione del flusso d ’aria che si genera attorno al rivelatore stesso.
Prestazioni:
Il provino per il quale si deve misurare il valore di soglia della risposta deve essere installato nella galleria del fumo nella
sua posizione di funzionamento normale misurando sei volte il valore di soglia della risposta. Il valore massimo della soglia
di risposta deve essere designato ymax oppure mmax, il valore minimo deve essere designato ymin oppure mmin.
Livello minimo della prestazione:
Il rapporto tra i valori di soglia della risposta ymax/ymin oppure mmax/mmin non deve essere maggiore di 1,6. Il valore
minimo di soglia della risposta ymin non deve essere minore di 0,2 oppure mmin non deve essere minore di 0,05 dB/m.
01.17.18.R02 (Attitudine al) controllo della tensione
Classe di Requisiti: Controllabilit à tecnologica
Classe di Esigenza: Controllabilit à
La funzionalità del rivelatore non deve essere influenzata o modificata dal cambio della tensione di alimentazione.
Prestazioni:
Il provino per il quale si deve misurare il valore di soglia della risposta deve essere installato nella galleria del fumo alla
tensione di funzionamento indicata dal produttore del rivelatore. Il valore massimo della soglia di risposta deve essere
designato ymax oppure mmax, il valore minimo deve essere designato ymin oppure mmin.
Livello minimo della prestazione:
Il rapporto tra i valori di soglia della risposta ymax/ymin oppure mmax/mmin non deve essere maggiore di 1,6. Il valore di
soglia della risposta minimo ymin non deve essere minore di 0,2 oppure mmin non deve essere minore di 0,05 dB/m.
01.17.18.R03 (Attitudine al) controllo dell'abbagliamento
Classe di Requisiti: Controllabilit à tecnologica
Classe di Esigenza: Controllabilit à
La funzionalità del rivelatore non deve essere influenzata o modificata dalla stretta vicinanza di sorgenti di luce artificiale.
Prestazioni:
La capacità dei rivelatori di controllare l'abbagliamento viene accertata installando un provino nell'apparecchiatura di
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abbagliamento (costituita da 4 lampade) che viene collegato alla propria apparecchiatura di controllo e alimentazione.
Livello minimo della prestazione:
Nelle fasi in cui le lampade sono accese e spente, e quando le lampade rimangono accese prima della misurazione del valore
di soglia della risposta, il provino non deve emettere segnali di allarme n é di guasto. Per ciascun orientamento, il rapporto tra
le soglie della risposta mmax/mmin non deve essere maggiore di 1,6.
01.17.18.R04 Resistenza a sbalzi di temperatura
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
I rivelatori di fumo devono essere in grado di resistere a sbalzi della temperatura ambiente senza per ci ò compromettere il loro
funzionamento.
Prestazioni:
I rivelatori di fumo devono essere realizzati con materiali tali da resistere ad eventuali sbalzi della temperatura dell'ambiente
nei quali sono installati senza compromettere il loro regolare funzionamento.
Livello minimo della prestazione:
La capacità di resistere a sbalzi di temperatura dei rivelatori viene misurata con una prova specifica. Tale prova consiste nel
posizionare il rivelatore (sempre collegato alla centrale di rivelazione) nella galleria del vento sottoponendolo ad un flusso
sfavorevole e ad una temperatura di 23 +/- 5 °C. La temperatura viene gradualmente aumentata fino a 50 °C. Dopo che il
rivelatore è stato sottoposto alla prova per circa 1 ora si deve verificare che il rapporto dei valori della soglia di risposta non
sia maggiore di 1,6.
01.17.18.R05 Resistenza alla corrosione
Classe di Requisiti: Durabilit à tecnologica
Classe di Esigenza: Durabilità
I rivelatori di fumo devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di fenomeni di corrosione.
Prestazioni:
Per accertare la resistenza alla corrosione dei rivelatori si effettuano delle prove secondo quanto previsto dalle norme.
Livello minimo della prestazione:
I rivelatori, collegati alla relativa centrale di rivelazione, vengono montati su una piastra orizzontale e posizionati sopra una
vaschetta contenente acqua in modo tale che la parte inferiore del rivelatore sia posizionato ad una altezza di 25-50 mm al di
sopra del livello dell'acqua. Il rivelatore viene mantenuto in questa posizione per tutto il necessario all'espletamento della
prova che può protrarsi per 4 o 15 giorni. Alla fine della stessa i valori riscontrati devono essere conformi a quelli previsti
dalle norme.
01.17.18.R06 Resistenza alla vibrazione
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
I rivelatori di fumo devono essere realizzati con materiali idonei e posti in opera in modo da resistere alle vibrazioni che dovessero
insorgere nell'ambiente di impiego senza innescare i meccanismi di allarme.
Prestazioni:
I rivelatori si considerano conformi alla norma se capaci di evitare l'attivazione del segnale di guasto se sottoposti a fenomeni
di vibrazione.
Livello minimo della prestazione:
Nessun allarme né segnale di guasto deve essere emesso durante il condizionamento. Il rapporto tra i valori di soglia della
risposta ymax/ymin oppure mmax/mmin non deve essere maggiore di 1,6.
01.17.18.R07 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
I rivelatori di fumo devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di
determinate sollecitazioni.
Prestazioni:
Per verificare la resistenza a determinate sollecitazioni il rivelatore deve essere montato su un supporto fisso, e deve essere
collegato alla propria apparecchiatura di alimentazione e monitoraggio e quindi caricato secondo quanto riportato nella norma
UNI EN 54-7.
Livello minimo della prestazione:
Nessun allarme né segnale di guasto deve essere emesso nella fase di condizionamento o nei 2 min seguenti la prova.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.18.A01 Anomalie led luminosi
Difetti di funzionamento dei led indicatori dei rivelatori.
01.17.18.A02 Calo di tensione
Abbassamento del livello delle tensioni del collegamento emittente ricevente.
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01.17.18.A03 Difetti di regolazione
Difetti del sistema di regolazione dovuti ad errori di allineamento del fascio infrarosso.
01.17.18.A04 Difetti di tenuta
Difetti di funzionamento e di tenuta del sistema di pressurizzazione dei rivelatori puntiformi.
01.17.18.A05 Anomalie di funzionamento
Difetti di funzionamento dei dispositivi antincendio.
01.17.18.A06 Mancanza certificazione antincendio
Mancanza o perdita delle caratteristiche antincendio.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.18.C01 Controllo generale
Cadenza: ogni 6 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Verificare che l'indicatore di funzionamento sia efficiente. Verificare che l'emittente, il ricevente e la fascia infrarossa siano
funzionanti.
• Requisiti da verificare: 1) Resistenza a sbalzi di temperatura.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di regolazione; 2) Anomalie led luminosi.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
01.17.18.C02 Controllo efficienza dispositivi
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Ispezione
Verificare la corretta funzionalita dei dispositivi antincendio; controllare la relativa conformità antincendio.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à; 2) Utilizzo di
tecniche costruttive che facilitino il disassemblaggio a fine vita.
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie di funzionamento; 2) Mancanza certificazione antincendio.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.18.I01 Regolazione delle apparecchiature dei rivelatori
Cadenza: ogni 6 mesi
Regolare le soglie di assorbimento e delle tensioni del ricevente e dell'emittente.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
01.17.18.I02 Sostituzione dei rivelatori
Cadenza: ogni 10 anni
Sostituire i rivelatori quando deteriorati o quando non in grado di svolgere la propria funzione.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
Elemento Manutenibile: 01.17.19
Sacchi isolanti autoespandenti
Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
Per raggiungere la classe di resistenza al fuoco di pareti e solai (soprattutto in caso di ristrutturazioni) possono essere utilizzati i sacchi
isolanti autoespandenti. I sacchi isolanti sono realizzati con una fodera esterna in tessuto di fibra di vetro rinforzata al’interno della quale
sono posizionati agenti espansivi solidi, materiali vetrificanti e ritardanti di fiamma. In caso di incendio il calore che si sviluppa fa
espandere i sacchi che realizzano un’efficace azione di sbarramento bloccando ogni possibile via alle fiamme ed ai fumi.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.19.A01 Perdita di materiale
Perdita del materiale contenuto all'interno dei sacchi isolanti.
01.17.19.A02 Rotture
Rotture della parte esterna dei sacchi con conseguente fuoriuscita di materiale.
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01.17.19.A03 Difetti di stabilità
Perdita delle caratteristiche di stabilit à dell'elemento con conseguenti possibili pericoli per gli utenti.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.19.C01 Controllo generale
Cadenza: quando occorre
Tipologia: Controllo a vista
Verificare la corretta posa in opera dei sacchi e che non ci siano vuoti tra i sacchi stessi.
• Anomalie riscontrabili: 1) Rotture; 2) Perdita di materiale.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
01.17.19.C02 Controllo stabilità
Cadenza: ogni 2 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Controllare la stabilit à dell'elemento e che il materiale utilizzato sia idoneo alla funzione garantendo la sicurezza dei fruitori.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di stabilit à.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.19.I01 Sigillatura fori
Cadenza: quando occorre
eseguire la sigillatura dei fori che dovessero crearsi tra i sacchi.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
01.17.19.I02 Riposizionamento sacchi
Cadenza: quando occorre
Eseguire il riposizionamento dei sacchi in seguito ad interventi sulla parete.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
Elemento Manutenibile: 01.17.20
Sensore di temperature per zone
Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
Il sensore di temperatura per zone è un dispositivo che consente la rilevazione e la misurazione delle temperature in aree pericolose. Il
sensore è costituito da una custodia in acciaio inossidabile contenente un sensore di temperatura connesso internamente a un cavo fissato
con un pressacavo (che è del tipo certificato) e collegato ad una centrale di gestione che rileva ’innalzamento della temperatura
dell'ambiente dove è installato il sensore.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.20.A01 Anomalie centralina
Difetti di funzionamento della centralina di elaborazione dei dati inviati dal sensore.
01.17.20.A02 Anomalie connessioni
Difetti di tenuta delle connessioni elettriche centralina-sensore.
01.17.20.A03 Accumuli di polvere
Depositi di polvere sul sensore che inficiano la funzionalità dello stesso.
01.17.20.A04 Difetti di ancoraggio
Difetti nell'esecuzione dell'ancoraggio del sensore alla relativa struttura.
01.17.20.A05 Anomalie di funzionamento
Difetti di funzionamento dei dispositivi antincendio.
01.17.20.A06 Mancanza certificazione antincendio
Mancanza o perdita delle caratteristiche antincendio.
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CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.20.C01 Verifica generale
Cadenza: ogni 3 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Verificare che il sensore sia ben fissato alla struttura di sostegno; che i cavi di collegamento siano ben serrati e che la superficie del
sensore sia libera da polvere e detriti in genere.
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie connessioni; 2) Accumuli di polvere; 3) Difetti di ancoraggio.
• Ditte specializzate: Tecnici di livello superiore.
01.17.20.C02 Controllo efficienza dispositivi
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Ispezione
Verificare la corretta funzionalita dei dispositivi antincendio; controllare la relativa conformità antincendio.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à; 2) Utilizzo di
tecniche costruttive che facilitino il disassemblaggio a fine vita.
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie di funzionamento; 2) Mancanza certificazione antincendio.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.20.I01 Pulizia
Cadenza: ogni 6 mesi
Pulizia dei sensori per evitare malfunzionamenti.
• Ditte specializzate: Generico.
01.17.20.I02 Ripristini
Cadenza: ogni settimana
Eseguire il ripristino delle varie connessioni del sensore.
01.17.20.I03 Sostituzione sensori
Cadenza: quando occorre
Sostituire i sensori quando danneggiati e/o usurati.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
Elemento Manutenibile: 01.17.21
Serrande tagliafuoco
Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
Le serrande tagliafuoco sono dei dispositivi a chiusura mobile, all'interno di una condotta, progettate per prevenire il passaggio del fuoco.
Possono essere del tipo "isolata" o del tipo "non isolata".
La serranda tagliafuoco isolata è una serranda che soddisfa entrambi i requisiti di integrità ed isolamento per il periodo di resistenza al
fuoco previsto. La serranda tagliafuoco non isolata è una serranda che soddisfa il requisito di integrità per il periodo di resistenza al fuoco
previsto e non oltre 5 min di isolamento.
Le serrande tagliafuoco possono essere azionate da un meccanismo integrato direttamente con la serranda o da un meccanismo termico
di rilascio. Il meccanismo integrato o direttamente associato con la serranda tagliafuoco causa la chiusura del componente mobile della
serranda stessa cambiando la posizione da "aperta" a "chiusa". Il meccanismo termico di rilascio progettato per rispondere ad un
innalzamento di temperatura dell'aria circostante è in grado di sganciare la lama della serranda ad una determinata temperatura. Esso può
interfacciarsi con un meccanismo operante meccanicamente, elettricamente, elettronicamente o pneumaticamente, integrato oppure
posizionato lontano dal meccanismo stesso.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.17.21.R01 Isolamento elettrico
Classe di Requisiti: Protezione elettrica
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli elementi costituenti la serranda tagliafuoco devono essere realizzati con materiali in grado di resistere al passaggio di cariche
elettriche senza causare malfunzionamenti.
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Prestazioni:
Gli elementi devono essere realizzati con materiali e componenti secondo quanto indicato dalle norme e come certificato
dalle ditte costruttrici di detti materiali e componenti. L'equipaggiamento elettrico deve soddisfare i requisiti contenuti nelle
CEI EN 60335-1 e CEI EN 60730.
Livello minimo della prestazione:
Il grado di protezione delle parti elettriche deve essere minimo IP 42 a meno che le condizioni di utilizzo non richiedano un
grado di protezione superiore.
01.17.21.R02 Efficienza
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
La serranda ed il relativo dispositivo di azionamento di sicurezza devono garantire la massima efficienza di funzionamento.
Prestazioni:
Il DAS deve essere accoppiato alla serranda secondo le istruzioni del costruttore del DAS stesso, che devono precisare in
particolare la coppia massima e minima erogata dal DAS (espressa in N ·m).
Livello minimo della prestazione:
Il DAS deve essere sottoposto a prova in modo da simulare le condizioni di accoppiamento di cui in 9. La prova deve essere
eseguita in ambiente a temperatura di 25 +/- 5 °C, ed al termine si deve avere che:
- al comando di chiusura il DAS si metta in posizione di chiusura in non pi ù di 25 s; questa operazione deve essere ripetuta
minimo 50 volte;
- dopo avere sottoposto il DAS a 2 000 cicli di funzionamento, il tempo di cui al punto precedente non sia incrementato di
oltre il 10%.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.21.A01 Anomalie fusibili
Difetti di funzionamento dei fusibili.
01.17.21.A02 Corrosione
Fenomeni di corrosione che possono verificarsi per esposizione a valori eccessivi dell'umidità degli ambienti dove sono installate le
serrande ed i relativi dispositivi.
01.17.21.A03 Difetti DAS
Difetti di funzionamento dei dispositivi di azionamento di sicurezza delle serrande dovuti a mancanza di lubrificazione.
01.17.21.A04 Difetti di serraggio
Difetti di serraggio dei bulloni o delle viti o dei dadi che possono compromettere il funzionamento dei DAS (dispositivi di
azionamento di sicurezza) delle serrande.
01.17.21.A05 Incrostazioni
Depositi ed accumuli di polvere che causano problemi ai dispositivi di leverismo della serranda.
01.17.21.A06 Vibrazioni
Eccessivi fenomeni di vibrazione che si verificano durante il funzionamento degli impianti e che causano anomalie ai DAS.
01.17.21.A07 Anomalie di funzionamento
Difetti di funzionamento dei dispositivi antincendio.
01.17.21.A08 Mancanza certificazione antincendio
Mancanza o perdita delle caratteristiche antincendio.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.21.C01 Controllo DAS
Cadenza: ogni anno
Tipologia: Prova
Verificare che i DAS (dispositivi di azionamento di sicurezza) siano ben serrati e che siano funzionanti.
Effettuare una prova manuale di apertura e chiusura di detti dispositivi.
• Requisiti da verificare: 1) Resistenza alla vibrazione; 2) Efficienza.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti DAS.
• Ditte specializzate: Lattoniere-canalista.
01.17.21.C02 Controllo generale
Cadenza: ogni anno
Tipologia: Ispezione a vista
Verificare lo stato generale delle serrande accertando che siano nella corretta posizione di progetto e che non ci siano fenomeni di
corrosione.
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• Requisiti da verificare: 1) Efficienza.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti DAS; 2) Corrosione; 3) Difetti di serraggio.
• Ditte specializzate: Lattoniere-canalista.
01.17.21.C03 Controllo efficienza dispositivi
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Ispezione
Verificare la corretta funzionalita dei dispositivi antincendio; controllare la relativa conformità antincendio.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à; 2) Utilizzo di
tecniche costruttive che facilitino il disassemblaggio a fine vita.
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie di funzionamento; 2) Mancanza certificazione antincendio.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.21.I01 Lubrificazione
Cadenza: ogni anno
Eseguire la lubrificazione dei meccanismi di leverismo della serranda quali pistoni e perni.
• Ditte specializzate: Lattoniere-canalista.
01.17.21.I02 Pulizia
Cadenza: ogni anno
Eseguire una pulizia della polvere e dei depositi sulle serrande e sui DAS.
• Ditte specializzate: Lattoniere-canalista.
Elemento Manutenibile: 01.17.22
Sirene
Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
Le apparecchiature di allarme acustico comprendono sirene per esterno, sirene per interno, sirene supplementari ed avvisatori acustici, di
servizio e di controllo.
Le sirene generalmente sono gestite da un microprocessore in grado di controllare la batteria e lo speaker. Infatti in caso di anomalia la
CPU invia un segnale sulla morsettiera di collegamento mentre il Led di controllo presente nel circuito sirena indica il tipo di guasto a
seconda del numero di lampeggi seguiti da una breve pausa.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.17.22.R01 Comodità d'uso e manovra
Classe di Requisiti: Di funzionamento
Classe di Esigenza: Gestione
I dispositivi di diffusione sonora devono essere posizionati in modo da essere percettibili in ogni punto dell'ambiente sorvegliato.
Prestazioni:
I dispositivi di diffusione sonora devono essere posizionati in modo da non essere manomessi o asportati.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i valori indicati dalla norma CEI 79-2 ed in particolare:
- sirene per esterno: frequenza fondamentale non eccedente 1800 Hz con suono continuo e modulato; livello di pressione non
inferiore a 100 dB(A) misurato a 3 m;
- sirene per interno: frequenza fondamentale non eccedente 3600 Hz con suono continuo e modulato; livello di pressione non
inferiore a 90 dB(A) misurato a 3 m;
- avvisatori acustici di servizio e di controllo: frequenza fondamentale non eccedente 3600 Hz con suono continuo e modulato;
livello di pressione non inferiore a 70 dB(A) misurato a 3 m.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.22.A01 Difetti di tenuta morsetti
Difetti di funzionamento e di tenuta dei morsetti di connessione.
01.17.22.A02 Incrostazioni
Pag.
264
Accumulo di depositi vari (polvere, ecc.) sugli apparecchi.
01.17.22.A03 Perdite di tensione
Riduzione della tensione di alimentazione principale che provoca malfunzionamenti.
01.17.22.A04 Anomalie di funzionamento
Difetti di funzionamento dei dispositivi antincendio.
01.17.22.A05 Mancanza certificazione antincendio
Mancanza o perdita delle caratteristiche antincendio.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.22.C01 Controllo generale
Cadenza: ogni 3 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Controllare l'efficienza dei dispositivi di diffusione sonora contro l'apertura e l'asportazione. Verificare l'efficienza dello stato di
carica della batteria di alimentazione.
• Requisiti da verificare: 1) Comodità d'uso e manovra.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di tenuta morsetti; 2) Incrostazioni.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
01.17.22.C02 Controllo efficienza dispositivi
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Ispezione
Verificare la corretta funzionalita dei dispositivi antincendio; controllare la relativa conformità antincendio.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à; 2) Utilizzo di
tecniche costruttive che facilitino il disassemblaggio a fine vita.
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie di funzionamento; 2) Mancanza certificazione antincendio.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.22.I01 Sostituzione
Cadenza: ogni 10 anni
Sostituire le sirene quando non rispondenti alla loro originaria funzione.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
Elemento Manutenibile: 01.17.23
Tubazioni in acciaio zincato
Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
Le tubazioni generalmente utilizzate per l'impianto antincendio sono in acciaio zincato e provvedono all'adduzione e alla successiva
erogazione dell'acqua destinata ad alimentare l'impianto.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.17.23.R01 (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità d'uso
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le tubazioni di alimentazione devono essere in grado di garantire in ogni momento la portata e la pressione richiesti dall'impianto
in modo da rispettare i tempi previsti dalle normative specifiche per gli interventi.
Prestazioni:
Le prestazioni delle tubazioni di alimentazione e quindi la portata delle stesse devono essere verificate in sede di collaudo
(ed annotata sul certificato di collaudo) e successivamente con ispezioni volte alla verifica di detti valori.
Livello minimo della prestazione:
Le tubazioni devono essere lavate con acqua immessa all'interno delle stesse con una velocità non inferiore a 2 m/s e per il
tempo necessario. La verifica idrostatica prevede una prova di tutte le tubazioni con una pressione pari a 1,5 volte la
Pag.
265
pressione massima prevista per l'impianto e comunque non inferiore a 1,4 MPa e per un periodo effettivo di almeno 2 ore.
01.17.23.R02 (Attitudine al) controllo dell'aggressività dei fluidi
Classe di Requisiti: Funzionalità tecnologica
Classe di Esigenza: Funzionalità
Le tubazioni dell'impianto antincendio non devono dar luogo a fenomeni di incrostazioni. corrosioni, depositi che possano
compromettere il regolare funzionamento degli impianti stessi.
Prestazioni:
L'acqua utilizzata per l'alimentazione delle tubazioni non deve contenere sostanze corrosive e deve essere priva di materie in
sospensione e di vegetazione; in casi eccezionali può essere utilizzata anche acqua marina a condizione che l'impianto venga
caricato con acqua dolce oppure non contenga acqua (impianto di estinzione a pioggia a secco). Quando si utilizza acqua
marina si deve risciacquare con acqua dolce l'impianto.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere previsti specifici trattamenti dell ’acqua in modo che le caratteristiche chimico-fisiche (aspetto, pH,
conduttività elettrica, durezza totale, cloruri, ecc.) corrispondano a quelle riportate dalla normativa.
01.17.23.R03 Resistenza alle temperature e a sbalzi di temperature
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le tubazioni e gli elementi accessori dell'impianto antincendio devono essere in grado di contrastare in modo efficace il prodursi di
deformazioni o rotture sotto l'azione di temperature elevate o a sbalzi delle stesse. Per tale scopo possono essere dotati di adeguati
rivestimenti.
Prestazioni:
Le tubazioni e gli elementi accessori dell'impianto antincendio devono resistere alle temperature ed agli sbalzi termici che
possono verificarsi durante il funzionamento.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere rispettati i livelli previsti in sede di progetto. Possono essere utilizzati rivestimenti per le tubazioni quali
cemento, smalto bituminoso, vernice bituminosa, resine epossidiche, materie plastiche ecc..
01.17.23.R04 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le tubazioni e gli elementi accessori quali valvole e rubinetti dell'impianto antincendio devono essere in grado di contrastare in
modo efficace il prodursi di deformazioni o rotture sotto l'azione di determinate sollecitazioni.
Prestazioni:
Le tubazioni ed i relativi accessori devono assicurare stabilit à e resistenza all’azione di sollecitazioni meccaniche in modo da
garantirne durata, funzionalità nel tempo e soprattutto la sicurezza degli utenti. Pertanto gli elementi devono essere sottoposti
a prove di verifica di resistenza a trazione, a schiacciamento e a curvatura.
Livello minimo della prestazione:
La prova a trazione a temperatura ambiente deve essere effettuata secondo le modalit à indicate dalla norma UNI EN 10002
per determinare il carico di rottura Rm, lo snervamento Re e l'allungamento percentuale A.
01.17.23.R05 Stabilità chimico reattiva
Classe di Requisiti: Protezione dagli agenti chimici ed organici
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le tubazioni e gli elementi accessori quali valvole e rubinetti dell'impianto antincendio devono essere in grado di mantenere
inalterate nel tempo le proprie caratteristiche chimico-fisiche.
Prestazioni:
Le tubazioni devono essere realizzate con materiali e finiture che non presentino incompatibilit à chimico-fisica fra loro o che
possano dar luogo a fenomeni di corrosione elettrolitica.
Livello minimo della prestazione:
La composizione chimica degli acciai utilizzati per realizzare tubazioni deve essere tale da non generare fenomeni di
instabilità; tale composizione può essere verificata con le modalità indicate dalla normativa di settore.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.23.A01 Corrosione delle tubazioni di adduzione
Evidenti segni di decadimento delle tubazioni con cambio di colore e presenza di ruggine in prossimità delle corrosioni.
01.17.23.A02 Difetti ai raccordi o alle connessioni
Perdite del fluido in prossimit à di raccordi dovute a errori di posa in opera o a sconnessioni delle giunzioni.
01.17.23.A03 Difetti di funzionamento delle valvole
Difetti di funzionamento delle valvole dovuti ad errori di posa in opera o al cattivo dimensionamento delle stesse.
01.17.23.A04 Incrostazioni delle tubazioni o dei filtri della rete di adduzione
Pag.
266
Accumuli di materiale di deposito all'interno delle tubazioni ed in prossimit à dei filtri che causano perdite o rotture delle tubazioni.
01.17.23.A05 Difetti di stabilità
Perdita delle caratteristiche di stabilit à dell'elemento con conseguenti possibili pericoli per gli utenti.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.23.C01 Controllo a tenuta
Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Controllo a vista
Verificare l'integrità delle tubazioni ed in particolare la tenuta dei raccordi tra tronchi di tubo e tra tubi ed apparecchi utilizzatori.
• Requisiti da verificare: 1) (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi.
• Anomalie riscontrabili: 1) Corrosione delle tubazioni di adduzione; 2) Difetti ai raccordi o alle connessioni.
• Ditte specializzate: Idraulico, Tecnico antincendio.
01.17.23.C02 Controllo coibentazione
Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Controllo a vista
Verificare l'integrità delle coibentazioni controllandone lo spessore con eventuale ripristino.
• Requisiti da verificare: 1) Resistenza meccanica.
• Ditte specializzate: Idraulico, Tecnico antincendio.
01.17.23.C03 Controllo della manovrabilità valvole
Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Controllo
Effettuare la manovra di tutti gli organi di intercettazione controllando che siano ben funzionanti e che non si blocchino.
• Requisiti da verificare: 1) Resistenza meccanica.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti ai raccordi o alle connessioni; 2) Difetti di funzionamento delle valvole.
• Ditte specializzate: Idraulico, Tecnico antincendio.
01.17.23.C04 Controllo generale
Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Controllo a vista
Verificare lo stato generale e l'integrità ed in particolare controllare lo stato dei dilatatori, se presenti, e dei giunti elastici.
Controllare la perfetta tenuta delle flange, la stabilit à dei sostegni e degli eventuali giunti fissi, nonch é l'assenza di inflessioni nelle
tubazioni.
• Requisiti da verificare: 1) (Attitudine al) controllo della portata dei fluidi.
• Anomalie riscontrabili: 1) Corrosione delle tubazioni di adduzione; 2) Difetti ai raccordi o alle connessioni.
• Ditte specializzate: Idraulico, Tecnico antincendio.
01.17.23.C05 Controllo tenuta valvole
Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Registrazione
Controllare e regolare il serraggio dei premistoppa sugli steli ed eventualmente sostituire gli organi di tenuta.
• Requisiti da verificare: 1) Resistenza meccanica.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di funzionamento delle valvole.
• Ditte specializzate: Idraulico, Tecnico antincendio.
01.17.23.C06 Controllo stabilità
Cadenza: ogni 2 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Controllare la stabilit à dell'elemento e che il materiale utilizzato sia idoneo alla funzione garantendo la sicurezza dei fruitori.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti di stabilit à.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.23.I01 Pulizia
Cadenza: ogni 6 mesi
Effettuare la pulizia ed eventualmente sostituire i filtri dell'impianto.
• Ditte specializzate: Idraulico, Tecnico antincendio.
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01.17.23.I02 Pulizia otturatore
Cadenza: quando occorre
Effettuare la pulizia ed eventualmente sostituire l'otturatore nel caso si verifichi il passaggio del fluido ad otturatore chiuso.
• Ditte specializzate: Idraulico, Tecnico antincendio.
Elemento Manutenibile: 01.17.24
Unità di controllo
Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
Le unità di controllo sono dei dispositivi che consentono di monitorare costantemente gli elementi ad esse collegati quali sensori per
l'illuminazione, rivelatori di movimento, ecc..
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.17.24.R01 Isolamento elettromagnetico
Classe di Requisiti: Controllabilit à tecnologica
Classe di Esigenza: Controllabilit à
Le unità di controllo devono garantire un livello di funzionamento anche in presenza di un campo elettromagnetico.
Prestazioni:
I materiali utilizzati per realizzare le unit à di controllo devono essere tali da garantire il funzionamento anche in presenza di
campi elettromagnetici che dovessero verificarsi durante il funzionamento.
Livello minimo della prestazione:
Devono essere previsti i livelli minimi indicati dalle normative in materia in particolare quelle dettate dal Consiglio delle
Comunità Europee.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.24.A01 Anomalie batteria
Difetti di funzionamento della batteria per perdita della carica.
01.17.24.A02 Anomalie software
Difetti di funzionamento del software che gestisce l'unità di controllo.
01.17.24.A03 Difetti stampante
Difetti di funzionamento della stampante dovuti a mancanza di carta o delle cartucce.
01.17.24.A04 Anomalie di funzionamento
Difetti di funzionamento dei dispositivi antincendio.
01.17.24.A05 Mancanza certificazione antincendio
Mancanza o perdita delle caratteristiche antincendio.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.24.C01 Controllo batteria
Cadenza: ogni 6 mesi
Tipologia: Prova
Verificare l'efficienza della batteria eseguendo la scarica completa della stessa con successiva ricarica.
• Requisiti da verificare: 1) .
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie batteria.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
01.17.24.C02 Controllo efficienza dispositivi
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Ispezione
Verificare la corretta funzionalita dei dispositivi antincendio; controllare la relativa conformità antincendio.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à; 2) Utilizzo di
tecniche costruttive che facilitino il disassemblaggio a fine vita.
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• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie di funzionamento; 2) Mancanza certificazione antincendio.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.24.I01 Sostituzione unità
Cadenza: ogni 15 anni
Effettuare la sostituzione dell'unità di controllo secondo le prescrizioni fornite dal costruttore (generalmente ogni 15 anni).
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
Elemento Manutenibile: 01.17.25
Unità di segnalazione
Unità Tecnologica: 01.17
Impianto di sicurezza e antincendio
L’unità di segnalazione o lampeggiante è un dispositivo che consente un controllo e la visibilità degli accessi in caso di incendio. Sono
realizzati con scatola esterna in policarbonato antiurto e con contenitore (in genere installato nella muratura) realizzato con materiale ad
alta resistenza.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.17.25.A01 Abbassamento livello di illuminazione
Abbassamento del livello di illuminazione delle unit à di segnalazione.
01.17.25.A02 Anomalie spie di segnalazione
Difetti delle spie di segnalazione del funzionamento delle lampade.
01.17.25.A03 Avarie
Possibili avarie dovute a corto circuiti degli apparecchi, usura degli accessori, apparecchi inadatti.
01.17.25.A04 Difetti batteria
Difetti di funzionamento del sistema di ricarica delle batterie.
01.17.25.A05 Mancanza pittogrammi
Difficoltà di lettura dei pittogrammi a corredo delle lampade di emergenza.
01.17.25.A06 Anomalie di funzionamento
Difetti di funzionamento dei dispositivi antincendio.
01.17.25.A07 Mancanza certificazione antincendio
Mancanza o perdita delle caratteristiche antincendio.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.25.C01 Controllo generale
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Controllo a vista
Controllo dello stato generale e dell'integrità delle unità di segnalazione.
• Anomalie riscontrabili: 1) Abbassamento livello di illuminazione.
• Ditte specializzate: Elettricista.
01.17.25.C02 Controllo pittogrammi
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Controllo a vista
Verificare il corretto posizionamento dei pittogrammi e che gli stessi siano facilmente leggibili.
• Anomalie riscontrabili: 1) Mancanza pittogrammi.
• Ditte specializzate: Elettricista.
01.17.25.C03 Verifica batterie
Cadenza: ogni 3 mesi
Tipologia: Ispezione
Controllare lo stato delle batterie verificando il corretto caricamento delle stesse.
Pag.
269
• Anomalie riscontrabili: 1) Difetti batteria.
• Ditte specializzate: Elettricista.
01.17.25.C04 Controllo efficienza dispositivi
Cadenza: ogni mese
Tipologia: Ispezione
Verificare la corretta funzionalita dei dispositivi antincendio; controllare la relativa conformità antincendio.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à; 2) Utilizzo di
tecniche costruttive che facilitino il disassemblaggio a fine vita.
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie di funzionamento; 2) Mancanza certificazione antincendio.
• Ditte specializzate: Tecnico antincendio.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.17.25.I01 Ripristino pittogrammi
Cadenza: quando occorre
Ripristinare i pittogrammi deteriorati e/o danneggiati.
• Ditte specializzate: Elettricista.
01.17.25.I02 Sostituzione
Cadenza: quando occorre
Sostituzione delle unità e dei relativi elementi accessori secondo la durata di vita media indicate dal produttore.
• Ditte specializzate: Elettricista.
Pag.
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Unità Tecnologica: 01.18
Illuminazione a led
Si tratta di un innovativo sistema di illuminazione che, come l'impianto di illuminazione tradizionale, consente di creare condizioni di
visibilità negli ambienti. I corpi illuminanti a led devono consentire, nel rispetto del risparmio energetico, livello ed uniformità di
illuminamento, limitazione dell'abbagliamento, direzionalità della luce, colore e resa della luce.
In modo schematico, un sistema di illuminazione LED è composto da:
- una sorgente LED per l’emissione del flusso luminoso;
- un circuito stampato per il supporto e l’ancoraggio meccanico, per la distribuzione dell’energia elettrica fornita dall’alimentatore (che
fornisce il primo contributo alla dissipazione termica);
- uno o più alimentatori per la fornitura di corrente elettrica a un dato valore di tensione;
- uno o più dissipatori termici per lo smaltimento del calore prodotto dal LED;
- uno più dispositivi ottici, o semplicemente le “ottiche” (“primarie” all’interno del packaging e “secondarie” all’esterno), per la formazione
del solido fotometrico.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
01.18.R01 Certificazione ecologica
Classe di Requisiti: Di salvaguardia dell'ambiente
Classe di Esigenza: Salvaguardia ambiente
I prodotti, elementi, componenti e materiali dovranno essere dotati di etichettatura ecologica o di dichiarazione ambientale.
Prestazioni:
I prodotti, elementi, componenti e materiali, dovranno presentare almeno una delle tipologie ambientali riportate:
- TIPO I: Etichette ecologiche volontarie basate su un sistema multicriteria che considera l’intero ciclo di vita del prodotto,
sottoposte a certificazione esterna da parte di un ente indipendente (tra queste rientra, ad esempio, il marchio europeo di
qualità ecologica ECOLABEL). (ISO 14024);
- TIPO II: Etichette ecologiche che riportano auto-dichiarazioni ambientali da parte di produttori, importatori o distributori di
prodotti, senza che vi sia l’intervento di un organismo indipendente di certificazione (tra le quali: ”Riciclabile”,
“Compostabile”, ecc.). (ISO 14021);
- TIPO III: Etichette ecologiche che riportano dichiarazioni basate su parametri stabiliti e che contengono una quantificazione
degli impatti ambientali associati al ciclo di vita del prodotto calcolato attraverso un sistema LCA. Sono sottoposte a un
controllo indipendente e presentate in forma chiara e confrontabile. Tra di esse rientrano, ad esempio, le
“Dichiarazioni
Ambientali di Prodotto”. (ISO 14025).
Livello minimo della prestazione:
Possesso di etichettatura ecologica o di dichiarazione ambientale dei prodotti impiegati.
01.18.R02 Controllo consumi
Classe di Requisiti: Monitoraggio del sistema edificio-impianti
Classe di Esigenza: Aspetto
Controllo dei consumi attraverso il monitoraggio del sistema edificio-impianti.
Prestazioni:
Monitoraggio dei consumi (energia termica, elettrica, acqua, ecc.) dell’edificio attraverso contatori energetici, ai fini di
ottenere un costante controllo sulle prestazioni dell’edificio e dell'involucro edilizio per una idonea pianificazione di
interventi migliorativi.
Livello minimo della prestazione:
Installazione di apparecchiature certificate per la contabilizzazione dei consumi (contatori) di energia termica, elettrica e di
acqua e impiego di sistemi di acquisizione e telelettura remota secondo standard riferiti dalla normativa vigente.
01.18.R03 Riduzione del fabbisogno d'energia primaria
Classe di Requisiti: Utilizzo razionale delle risorse climatiche ed energetiche - requisito energetico
Classe di Esigenza: Salvaguardia ambiente
Utilizzo razionale delle risorse climatiche ed energetiche mediante la riduzione del fabbisogno d'energia primaria.
Prestazioni:
In riferimento all’energia primaria, l’efficienza energetica del sistema complessivo edificio-impianto nella fase progettuale,
dovrà essere incrementata rispetto ai livelli standard. In particolare l ’incremento può determinarsi diminuendo ed utilizzando
sistemi energetici da fonti rinnovabili.
Livello minimo della prestazione:
L'impiego di tecnologie efficienti per l'ottimizzazione energetica del sistema complessivo edificio-impianto, nella fase
progettuale, dovrà essere incrementata mediante fonti rinnovabili rispetto ai livelli standard riferiti dalla normativa vigente.
ELEMENTI MANUTENIBILI DELL'UNIT À TECNOLOGICA:
Pag.
271
°
01.18.01 Apparecchio ad incasso a led
°
01.18.02 Apparecchio a parete a led
Pag.
272
Elemento Manutenibile: 01.18.01
Apparecchio ad incasso a led
Unità Tecnologica: 01.18
Illuminazione a led
Si tratta di elementi che vengono montati nel controsoffitto degli ambienti; sono realizzati con sistemi modulari in modo da essere
facilmente montabili e allo stesso tempo rimovibili.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.18.01.A01 Anomalie anodo
Difetti di funzionamento dell'anodo.
01.18.01.A02 Anomalie catodo
Difetti di funzionamento del catodo.
01.18.01.A03 Anomalie connessioni
Difetti delle connessioni dei vari diodi.
01.18.01.A04 Anomalie trasformatore
Difetti di funzionamento del trasformatore di tensione.
01.18.01.A05 Deformazione
Variazione geometriche e morfologiche dei profili e degli elementi di tamponamento per fenomeni di ritiro quali imbarcamento,
svergolamento, ondulazione.
01.18.01.A06 Non planarità
Uno o più elementi dei controsoffitti possono presentarsi non perfettamente complanari rispetto al sistema.
01.18.01.A07 Anomalie di funzionamento
Difetti di funzionamento degli apparati di illuminazione a led.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.18.01.C01 Controllo generale
Cadenza: ogni 6 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Verifica della integrità delle superfici a vista dei diodi. Verificare la continuit à delle connessioni.
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie anodo; 2) Anomalie catodo; 3) Anomalie connessioni.
• Ditte specializzate: Elettricista.
01.18.01.C02 Controllo generale delle parti a vista
Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Controllo a vista
Controllo dello stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti e del grado di usura delle parti in vista. Controllo
dell'integrità dei giunti tra gli elementi.
• Anomalie riscontrabili: 1) Deformazione; 2) Non planarità.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
01.18.01.C03 Controlli dispositivi led
Cadenza: ogni 3 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Durante le fasi di controllo manutentivo verificare che i prodotti e i materiali utilizzati abbiano requisiti ecologici certificati.
• Requisiti da verificare: 1) Certificazione ecologica; 2) Controllo consumi; 3) Riduzione del fabbisogno d'energia primaria.
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie di funzionamento.
• Ditte specializzate: Tecnico fotovoltaico.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.18.01.I01 Regolazione planarità
Cadenza: ogni anno
Verifica dello stato di complanarità degli elementi dei controsoffitti attraverso la registrazione dei pendini e delle molle di
regolazione.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
Pag.
273
01.18.01.I02 Sostituzione diodi
Cadenza: quando occorre
Sostituire i diodi quando danneggiati e/o deteriorati.
• Ditte specializzate: Elettricista.
01.18.01.I03 Sostituzione elementi
Cadenza: quando occorre
Sostituzione degli elementi degradati, rotti e/o mancanti con elementi analoghi.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
Elemento Manutenibile: 01.18.02
Apparecchio a parete a led
Unità Tecnologica: 01.18
Illuminazione a led
Gli apparecchi a parete a led sono dispositivi di illuminazione che vengono fissati alle pareti degli ambienti da illuminare. Possono essere
del tipo con trasformatore incorporato o del tipo con trasformatore non incorporato (in questo caso il trasformatore deve essere montato
nelle vicinanze dell'apparecchio illuminante e bisogna verificare la possibilità di collegare l'apparecchio illuminante con il trasformatore
stesso).
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.18.02.A01 Anomalie anodo
Difetti di funzionamento dell'anodo.
01.18.02.A02 Anomalie catodo
Difetti di funzionamento del catodo.
01.18.02.A03 Anomalie connessioni
Difetti delle connessioni dei vari diodi.
01.18.02.A04 Anomalie trasformatore
Difetti di funzionamento del trasformatore di tensione.
01.18.02.A05 Difetti di ancoraggio
Difetti di ancoraggio apparecchi illuminanti-parete.
01.18.02.A06 Anomalie di funzionamento
Difetti di funzionamento degli apparati di illuminazione a led.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.18.02.C01 Controllo generale
Cadenza: ogni 6 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Verifica della integrità delle superfici a vista dei diodi. Verificare la continuit à delle connessioni e che il sistema di ancoraggio alla
parete sia ben serrato e ben regolato per non compromettere il fascio luminoso.
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie anodo; 2) Anomalie catodo; 3) Anomalie connessioni.
• Ditte specializzate: Elettricista.
01.18.02.C02 Controlli dispositivi led
Cadenza: ogni 3 mesi
Tipologia: Ispezione a vista
Durante le fasi di controllo manutentivo verificare che i prodotti e i materiali utilizzati abbiano requisiti ecologici certificati.
• Requisiti da verificare: 1) Certificazione ecologica; 2) Controllo consumi; 3) Riduzione del fabbisogno d'energia primaria.
• Anomalie riscontrabili: 1) Anomalie di funzionamento.
• Ditte specializzate: Tecnico fotovoltaico.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.18.02.I01 Regolazione ancoraggi
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274
Cadenza: quando occorre
Regolare il sistema di ancoraggio alla parete dei corpi illuminanti.
• Ditte specializzate: Elettricista.
01.18.02.I02 Sostituzione diodi
Cadenza: quando occorre
Sostituire i diodi quando danneggiati e/o deteriorati.
• Ditte specializzate: Elettricista.
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Unità Tecnologica: 01.19
Opere di fondazioni superficiali
Insieme degli elementi tecnici orizzontali del sistema edilizio avente funzione di separare gli spazi interni del sistema edilizio dal terreno
sottostante e trasmetterne ad esso il peso della struttura e delle altre forze esterne.
In particolare si definiscono fondazioni superficiali o fondazioni dirette quella classe di fondazioni realizzate a profondità ridotte rispetto al
piano campagna ossia l'approfondimento del piano di posa non è elevato.
Prima di realizzare opere di fondazioni superficiali provvedere ad un accurato studio geologico esteso ad una zona significativamente
estesa dei luoghi d'intervento, in relazione al tipo di opera e al contesto geologico in cui questa si andrà a collocare.
Nel progetto di fondazioni superficiali si deve tenere conto della presenza di sottoservizi e dell’influenza di questi sul comportamento del
manufatto. Nel caso di reti idriche e fognarie occorre particolare attenzione ai possibili inconvenienti derivanti da immissioni o perdite di
liquidi nel sottosuolo.
È opportuno che il piano di posa in una fondazione sia tutto allo stesso livello. Ove ciò non sia possibile, le fondazioni adiacenti,
appartenenti o non ad un unico manufatto, saranno verificate tenendo conto della reciproca influenza e della configurazione dei piani di
posa. Le fondazioni situate nell’alveo o nelle golene di corsi d’acqua possono essere soggette allo scalzamento e perciò vanno
adeguatamente difese e approfondite. Analoga precauzione deve essere presa nel caso delle opere marittime.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
01.19.R01 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le opere di fondazioni superficiali dovranno essere in grado di contrastare le eventuali manifestazioni di deformazioni e cedimenti
rilevanti dovuti all'azione di determinate sollecitazioni (carichi, forze sismiche, ecc.).
Prestazioni:
Le opere di fondazioni superficiali, sotto l'effetto di carichi statici, dinamici e accidentali devono assicurare stabilit à e
resistenza.
Livello minimo della prestazione:
Per i livelli minimi si rimanda alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia.
01.19.R02 Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilità
Classe di Requisiti: Utilizzo razionale delle risorse
Classe di Esigenza: Salvaguardia ambiente
Utilizzo razionale delle risorse attraverso l'impiego di materiali con una elevata durabilit à.
Prestazioni:
Nelle fasi progettuali dell'opera individuare e scegliere elementi e componenti caratterizzati da una durabilit à elevata.
Livello minimo della prestazione:
Nella fase progettuale bisogna garantire una adeguata percentuale di elementi costruttivi caratterizzati da una durabilit à
elevata.
ELEMENTI MANUTENIBILI DELL'UNIT À TECNOLOGICA:
°
01.19.01 Platee in c.a.
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Elemento Manutenibile: 01.19.01
Platee in c.a.
Unità Tecnologica: 01.19
Opere di fondazioni superficiali
Sono fondazioni realizzate con un’unica soletta di base, di idoneo spessore, irrigidita da nervature nelle due direzioni principali così da
avere una ripartizione dei carichi sul terreno uniforme, in quanto tutto insieme risulta notevolmente rigido. La fondazione a platea p
ò
essere realizzata anche con una unica soletta di grande spessore, opportunamente armata, o in alternativa con un solettone armato e
provvisto di piastre di appoggio in corrispondenza dei pilastri, per evitare l’effetto di punzonamento dei medesimi sulla soletta.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.19.01.A01 Cedimenti
Dissesti dovuti a cedimenti di natura e causa diverse, talvolta con manifestazioni dell'abbassamento del piano di imposta della
fondazione.
01.19.01.A02 Deformazioni e spostamenti
Deformazioni e spostamenti dovuti a cause esterne che alterano la normale configurazione dell'elemento.
01.19.01.A03 Distacchi murari
Distacchi dei paramenti murari mediante anche manifestazione di lesioni passanti.
01.19.01.A04 Distacco
Disgregazione e distacco di parti notevoli del materiale che può manifestarsi anche mediante espulsione di elementi prefabbricati
dalla loro sede.
01.19.01.A05 Esposizione dei ferri di armatura
Distacchi di parte di calcestruzzo (copriferro) e relativa esposizione dei ferri di armatura a fenomeni di corrosione per l'azione degli
agenti atmosferici.
01.19.01.A06 Fessurazioni
Degradazione che si manifesta con la formazione di soluzioni di continuità del materiale e che pu ò implicare lo spostamento
reciproco delle parti.
01.19.01.A07 Lesioni
Si manifestano con l'interruzione del tessuto murario. Le caratteristiche e l'andamento ne caratterizzano l'importanza e il tipo.
01.19.01.A08 Non perpendicolarità del fabbricato
Non perpendicolarità dell'edificio a causa di dissesti o eventi di natura diversa.
01.19.01.A09 Penetrazione di umidità
Comparsa di macchie di umidità dovute all'assorbimento di acqua.
01.19.01.A10 Rigonfiamento
Variazione della sagoma che interessa l’intero spessore del materiale e che si manifesta soprattutto in elementi lastriformi. Ben
riconoscibile essendo dato dal tipico andamento “a bolla” combinato all’azione della gravità.
01.19.01.A11 Umidità
Presenza di umidità dovuta spesso per risalita capillare.
01.19.01.A12 Impiego di materiali non durevoli
Impiego di materiali non durevoli nelle fasi manutentive degli elementi.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.19.01.C01 Controllo struttura
Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Controllo a vista
Controllare l'integrità delle pareti e dei pilastri verificando l'assenza di eventuali lesioni e/o fessurazioni. Controllare eventuali
smottamenti del terreno circostante alla struttura che possano essere indicatori di cedimenti strutturali. Effettuare verifiche e
controlli approfonditi particolarmente in corrispondenza di manifestazioni a calamità naturali (sisma, nubifragi, ecc.).
• Requisiti da verificare: 1) Resistenza meccanica.
• Anomalie riscontrabili: 1) Cedimenti; 2) Distacchi murari; 3) Fessurazioni; 4) Lesioni; 5) Non perpendicolarit à del fabbricato;
6) Penetrazione di umidità; 7) Deformazioni e spostamenti.
• Ditte specializzate: Tecnici di livello superiore.
01.19.01.C02 Controllo impiego di materiali durevoli
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277
Cadenza: quando occorre
Tipologia: Verifica
Verificare che nelle fasi manutentive degli elementi vengano utilizzati componenti caratterizati da una durabilit à elevata.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à.
• Anomalie riscontrabili: 1) Impiego di materiali non durevoli.
• Ditte specializzate: Tecnici di livello superiore.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.19.01.I01 Interventi sulle strutture
Cadenza: quando occorre
In seguito alla comparsa di segni di cedimenti strutturali (lesioni, fessurazioni, rotture), effettuare accurati accertamenti per la
diagnosi e la verifica delle strutture , da parte di tecnici qualificati, che possano individuare la causa/effetto del dissesto ed
evidenziare eventuali modificazioni strutturali tali da compromettere la stabilit à delle strutture, in particolare verificare la
perpendicolarità del fabbricato. Procedere quindi al consolidamento delle stesse a secondo del tipo di dissesti riscontrati.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
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278
Unità Tecnologica: 01.20
Strutture in elevazione in c.a.
Si definiscono strutture in elevazione gli insiemi degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi la funzione di resistere alle azioni di varia
natura agenti sulla parte di costruzione fuori terra, trasmettendole alle strutture di fondazione e quindi al terreno. In particolare le
strutture verticali sono costituite dagli elementi tecnici con funzione di sostenere i carichi agenti, trasmettendoli verticalmente ad altre
parti aventi funzione strutturale e ad esse collegate. Le strutture in c.a. permettono di realizzare una connessione rigida fra elementi, in
funzione della continuità della sezione ottenuta con un getto monolitico.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
01.20.R01 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le strutture di elevazione dovranno essere in grado di contrastare le eventuali manifestazioni di deformazioni e cedimenti rilevanti
dovuti all'azione di determinate sollecitazioni (carichi, forze sismiche, ecc.).
Prestazioni:
Le strutture di elevazione, sotto l'effetto di carichi statici, dinamici e accidentali devono assicurare stabilit à e resistenza.
Livello minimo della prestazione:
Per i livelli minimi si rimanda alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia. In particolare D.M. 14.1.2008
(Norme tecniche per le costruzioni) e la Circolare 2.2.2009, n.617 (Istruzioni per l'applicazione delle «Nuove norme tecniche
per le costruzioni» di cui al decreto ministeriale 14.1.2008).
01.20.R02 Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilità
Classe di Requisiti: Utilizzo razionale delle risorse
Classe di Esigenza: Salvaguardia ambiente
Utilizzo razionale delle risorse attraverso l'impiego di materiali con una elevata durabilit à.
Prestazioni:
Nelle fasi progettuali dell'opera individuare e scegliere elementi e componenti caratterizzati da una durabilit à elevata.
Livello minimo della prestazione:
Nella fase progettuale bisogna garantire una adeguata percentuale di elementi costruttivi caratterizzati da una durabilit à
elevata.
ELEMENTI MANUTENIBILI DELL'UNIT À TECNOLOGICA:
°
01.20.01 Pareti
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