Index Manuals Comune di ROMA Provincia di ROMA (PIANO DI MANUTENZIONE). MANUALE DI MANUTENZIONE (2010)
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Elemento Manutenibile: 01.20.01
Pareti
Unità Tecnologica: 01.20
Strutture in elevazione in c.a.
Le pareti sono elementi architettonici verticali, formati da volumi piani con spessore ridotto rispetto alla lunghezza e alla larghezza.
Possono avere andamenti rettilineo e/o con geometrie diverse. In generale le pareti delimitano confini verticali di ambienti. Inoltre le
pareti di un edificio si possono classificare in:
- pareti portanti, che sostengono e scaricano a terra il peso delle costruzioni (in genere quelle perimetrali, che delimitano e separano gli
ambienti interni da quelli esterni);
- pareti non portanti (che sostengono soltanto il peso proprio).
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.20.01.A01 Alveolizzazione
Degradazione che si manifesta con la formazione di cavità di forme e dimensioni variabili. Gli alveoli sono spesso interconnessi e
hanno distribuzione non uniforme. Nel caso particolare in cui il fenomeno si sviluppa essenzialmente in profondità con andamento
a diverticoli si può usare il termine alveolizzazione a cariatura.
01.20.01.A02 Cavillature superfici
Sottile trama di fessure sulla superficie del calcestruzzo.
01.20.01.A03 Corrosione
Decadimento delle armature metalliche all'interno del calcestruzzo a causa della combinazione con sostanze presenti nell'ambiente
(ossigeno, acqua, anidride carbonica, ecc.).
01.20.01.A04 Deformazioni e spostamenti
Deformazioni e spostamenti dovuti a cause esterne che alterano la normale configurazione dell'elemento.
01.20.01.A05 Disgregazione
Decoesione caratterizzata da distacco di granuli o cristalli sotto minime sollecitazioni meccaniche.
01.20.01.A06 Distacco
Disgregazione e distacco di parti notevoli del materiale che può manifestarsi anche mediante espulsione di elementi prefabbricati
dalla loro sede.
01.20.01.A07 Efflorescenze
Formazione di sostanze, generalmente di colore biancastro e di aspetto cristallino o polverulento o filamentoso, sulla superficie del
manufatto. Nel caso di efflorescenze saline, la cristallizzazione può talvolta avvenire all'interno del materiale provocando spesso il
distacco delle parti più superficiali: il fenomeno prende allora il nome di criptoefflorescenza o subefflorescenza.
01.20.01.A08 Erosione superficiale
Asportazione di materiale dalla superficie dovuta a processi di natura diversa. Quando sono note le cause di degrado, possono
essere utilizzati anche termini come erosione per abrasione o erosione per corrasione (cause meccaniche), erosione per corrosione
(cause chimiche e biologiche), erosione per usura (cause antropiche).
01.20.01.A09 Esfoliazione
Degradazione che si manifesta con distacco, spesso seguito da caduta, di uno o più strati superficiali subparalleli fra loro,
generalmente causata dagli effetti del gelo.
01.20.01.A10 Esposizione dei ferri di armatura
Distacchi ed espulsione di parte del calcestruzzo (copriferro) e relativa esposizione dei ferri di armatura dovuta a fenomeni di
corrosione delle armature metalliche per l'azione degli agenti atmosferici.
01.20.01.A11 Fessurazioni
Presenza di rotture singole, ramificate, ortogonale o parallele all'armatura che possono interessare l'intero spessore del manufatto
dovute a fenomeni di ritiro del calcestruzzo e/o altri eventi.
01.20.01.A12 Lesioni
Si manifestano con l'interruzione delle superfici dell'elemento strutturale. Le caratteristiche, l'andamento, l'ampiezza ne
caratterizzano l'importanza e il tipo.
01.20.01.A13 Mancanza
Caduta e perdita di parti del materiale del manufatto.
01.20.01.A14 Penetrazione di umidità
Comparsa di macchie di umidità dovute all'assorbimento di acqua.
01.20.01.A15 Polverizzazione
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Decoesione che si manifesta con la caduta spontanea dei materiali sotto forma di polvere o granuli.
01.20.01.A16 Rigonfiamento
Variazione della sagoma che interessa l’intero spessore del materiale e che si manifesta soprattutto in elementi lastriformi. Ben
riconoscibile essendo dato dal tipico andamento “a bolla” combinato all’azione della gravità.
01.20.01.A17 Scheggiature
Distacco di piccole parti di materiale lungo i bordi e gli spigoli degli elementi in calcestruzzo.
01.20.01.A18 Spalling
Avviene attraverso lo schiacciamento e l'esplosione interna con il conseguente sfaldamento di inerti dovuto ad alte temperature nei
calcestruzzi.
01.20.01.A19 Impiego di materiali non durevoli
Impiego di materiali non durevoli nelle fasi manutentive degli elementi.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.20.01.C01 Controllo di eventuale quadro fessurativo
Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Controllo a vista
Attraverso un esame visivo del quadro fessurativo approfondire ed analizzare eventuali dissesti strutturali anche con l'ausilio di
indagini strumentali in situ.
• Requisiti da verificare: 1) Resistenza meccanica.
• Anomalie riscontrabili: 1) Deformazioni e spostamenti; 2) Distacco; 3) Esposizione dei ferri di armatura; 4) Fessurazioni; 5)
Lesioni; 6) Penetrazione di umidità.
• Ditte specializzate: Tecnici di livello superiore.
01.20.01.C02 Controllo di deformazioni e/o spostamenti
Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Controllo a vista
Controllare eventuali deformazioni e/o spostamenti dell'elemento strutturale dovuti a cause esterne che ne alterano la normale
configurazione.
• Requisiti da verificare: 1) Resistenza meccanica.
• Anomalie riscontrabili: 1) Deformazioni e spostamenti; 2) Distacco; 3) Esposizione dei ferri di armatura; 4) Fessurazioni; 5)
Lesioni; 6) Penetrazione di umidità.
• Ditte specializzate: Tecnici di livello superiore.
01.20.01.C03 Controllo impiego di materiali durevoli
Cadenza: quando occorre
Tipologia: Verifica
Verificare che nelle fasi manutentive degli elementi vengano utilizzati componenti caratterizati da una durabilit à elevata.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à.
• Anomalie riscontrabili: 1) Impiego di materiali non durevoli.
• Ditte specializzate: Tecnici di livello superiore.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.20.01.I01 Interventi sulle strutture
Cadenza: quando occorre
Gli interventi riparativi dovranno effettuarsi a secondo del tipo di anomalia riscontrata e previa diagnosi delle cause del difetto
accertato.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
Pag.
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Unità Tecnologica: 01.21
Solai
I solai rappresentano il limite di separazione tra gli elementi spaziali di un piano e quelli del piano successivo. Dal punto di vista strutturale
i solai devono assolvere alle funzioni di sostegno del peso proprio e dei carichi accidentali e la funzione di collegamento delle pareti
perimetrali. Inoltre debbono assicurare: una coibenza acustica soddisfacente, assicurare una buona coibenza termica e avere una
adeguata resistenza. Una classificazione dei numerosi solai può essere fatta in base al loro funzionamento statico o in base ai materiali
che li costituiscono.
Ai solai, oltre al compito di garantire la resistenza ai carichi verticali, è richiesta anche rigidezza nel proprio piano al fine di distribuire
correttamente le azioni orizzontali tra le strutture verticali. Il progettista deve verificare che le caratteristiche dei materiali, delle sezioni
resistenti nonché i rapporti dimensionali tra le varie parti siano coerenti con tali aspettative. A tale scopo deve verificare che:
- le deformazioni risultino compatibili con le condizioni di esercizio del solaio e degli elementi costruttivi ed impiantistici ad esso collegati;
- vi sia, in base alle resistenze meccaniche dei materiali, un rapporto adeguato tra la sezione delle armature di acciaio, la larghezza delle
nervature in conglomerato cementizio, il loro interasse e lo spessore della soletta di completamento in modo che sia assicurata la
rigidezza nel piano e che sia evitato il pericolo di effetti secondari indesiderati.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
01.21.R01 (Attitudine al) controllo della freccia massima
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
La freccia di inflessione di un solaio costituisce il parametro attraverso il quale viene giudicata la deformazione sotto carico e la
sua elasticità.
Prestazioni:
Il controllo della freccia massima avviene sullo strato portante o impalcato strutturale che viene sottoposto al carico proprio, a
quello degli altri strati ed elementi costituenti il solaio e a quello delle persone e delle attrezzature ipotizzati per l'utilizzo.
Livello minimo della prestazione:
Le deformazioni devono risultare compatibili con le condizioni di esercizio del solaio e degli elementi costruttivi ed
impiantistici ad esso collegati secondo le norme vigenti.
01.21.R02 Regolarità delle finiture
Classe di Requisiti: Visivi
Classe di Esigenza: Aspetto
I materiali costituenti i solai devono avere gli strati superficiali in vista privi di difetti, fessurazioni, distacchi, ecc. e/o comunque
esenti da caratteri che possano rendere difficile la lettura formale.
Prestazioni:
Le superfici dei materiali costituenti i solai non devono presentare fessurazioni a vista, n é screpolature o sbollature
superficiali. Le coloriture devono essere omogenee e non presentare tracce di ripresa di colore, che per altro saranno tollerate
solamente su grandi superfici.
Livello minimo della prestazione:
Essi variano in funzione dei materiali utilizzati per i rivestimenti superficiali.
01.21.R03 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
I solai devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di
possibili sollecitazioni.
Prestazioni:
I solai devono essere idonei a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o deformazioni di una certa entit à in
conseguenza di azioni e sollecitazioni meccaniche, in modo da assicurare la durata e la funzionalità nel tempo senza
pregiudicare la sicurezza all'utenza. A tal fine si considerano le seguenti azioni: carichi dovuti al peso proprio e di esercizio,
sollecitazioni sismiche, carichi dovuti a dilatazioni termiche, assestamenti e deformazioni di strutture portanti. Gli eventuali
cedimenti e/o deformazioni devono essere compensati da sistemi di giunzione e connessione. Comunque, in relazione alla
funzione strutturale, le caratteristiche dei solai devono corrispondere a quelle prescritte dalle leggi e normative vigenti.
Livello minimo della prestazione:
Le prestazioni sono generalmente affidate allo strato o elementi portanti. I parametri di valutazione della prestazione possono
essere il sovraccarico ammissibile espresso in daN oppure la luce limite di esercizio espresso in m.
01.21.R04 Utilizzo di materiali, elementi e componenti ad elevato potenziale di riciclabilità
Classe di Requisiti: Utilizzo razionale delle risorse
Classe di Esigenza: Salvaguardia ambiente
Utilizzo di materiali, elementi e componenti con un elevato grado di riciclabilit à
Prestazioni:
Pag.
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Nelle scelte progettuali di materiali, elementi e componenti si dovr à tener conto del loro grado di riciclabilità in funzione
dell’ubicazione del cantiere, del loro ciclo di vita, degli elementi di recupero, ecc.
Livello minimo della prestazione:
Calcolare la percentuale di materiali da avviare ai processi di riciclaggio. Determinare la percentuale in termini di quantit à
(kg) o di superficie (mq) di materiale impiegato nell ’elemento tecnico in relazione all’unità funzionale assunta.
01.21.R05 Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilità
Classe di Requisiti: Utilizzo razionale delle risorse
Classe di Esigenza: Salvaguardia ambiente
Utilizzo razionale delle risorse attraverso l'impiego di materiali con una elevata durabilit à.
Prestazioni:
Nelle fasi progettuali dell'opera individuare e scegliere elementi e componenti caratterizzati da una durabilit à elevata.
Livello minimo della prestazione:
Nella fase progettuale bisogna garantire una adeguata percentuale di elementi costruttivi caratterizzati da una durabilit à
elevata.
ELEMENTI MANUTENIBILI DELL'UNIT À TECNOLOGICA:
°
01.21.01 Solai in c.a.
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Elemento Manutenibile: 01.21.01
Solai in c.a.
Unità Tecnologica: 01.21
Solai
Si tratta di solai interamente in cemento armato ad esclusione di quelli misti in cui pur derivando dal c.a. il cemento non sempre assume
funzione portante. Si tratta di solai che offrono un'ottima resistenza alle alte temperature ed inoltre sono capaci di sopportare carichi
elevati anche per luci notevoli. Pertanto trovano maggiormente il loro impiego negli edifici industriali, depositi, ecc. ed in quei locali dove
sono previsti forti carichi accidentali (superiori ai 600 kg/m2). Possono essere utilizzati sia su strutture di pilastri e travi anch'essi in c.a.
che su murature ordinarie.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.21.01.A01 Avvallamenti o pendenze anomale dei pavimenti
Le pavimentazioni presentano zone con avvallamenti e pendenze anomale che ne pregiudicano la planarità. Nei casi più gravi sono
indicatori di dissesti statici e di probabile collasso strutturale.
01.21.01.A02 Deformazioni e spostamenti
Deformazioni e spostamenti dovuti a cause esterne che alterano la normale configurazione dell'elemento.
01.21.01.A03 Disgregazione
Decoesione caratterizzata da distacco di granuli o cristalli sotto minime sollecitazioni meccaniche.
01.21.01.A04 Distacco
Disgregazione e distacco di parti notevoli del materiale che può manifestarsi anche mediante espulsione di elementi prefabbricati
dalla loro sede.
01.21.01.A05 Esposizione dei ferri di armatura
Distacchi di parte di calcestruzzo (copriferro) e relativa esposizione dei ferri di armatura a fenomeni di corrosione per l'azione degli
agenti atmosferici.
01.21.01.A06 Fessurazioni
Presenza di rotture singole, ramificate, ortogonale o parallele all'armatura che possono interessare l'intero spessore del manufatto.
01.21.01.A07 Lesioni
Si manifestano con l'interruzione del tessuto murario. Le caratteristiche e l'andamento ne caratterizzano l'importanza e il tipo.
01.21.01.A08 Mancanza
Caduta e perdita di parti del materiale del manufatto.
01.21.01.A09 Penetrazione di umidità
Comparsa di macchie di umidità dovute all'assorbimento di acqua.
01.21.01.A10 Basso grado di riciclabilità
Utilizzo nelle fasi manutentive di materiali, elementi e componenti con un basso grado di riciclabilit à.
01.21.01.A11 Impiego di materiali non durevoli
Impiego di materiali non durevoli nelle fasi manutentive degli elementi.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.21.01.C01 Controllo strutture
Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Controllo a vista
Controllo delle parti in vista finalizzato alla ricerca di anomalie che possano anticipare l'insorgenza di fenomeni di dissesto e/o
cedimenti strutturali (fessurazioni, lesioni, ecc.).
• Requisiti da verificare: 1) (Attitudine al) controllo della freccia massima; 2) Regolarit à delle finiture; 3) Resistenza meccanica.
• Anomalie riscontrabili: 1) Avvallamenti o pendenze anomale dei pavimenti; 2) Disgregazione; 3) Distacco; 4) Esposizione dei
ferri di armatura; 5) Fessurazioni; 6) Lesioni; 7) Mancanza; 8) Penetrazione di umidit à.
• Ditte specializzate: Tecnici di livello superiore.
01.21.01.C02 Controllo del grado di riciclabilità
Cadenza: quando occorre
Tipologia: Controllo
Controllare che nelle fasi manutentive vengano impiegati materiali,, elementi e componenti con un elevato grado di riciclabilit à.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti ad elevato potenziale di riciclabilit à.
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• Anomalie riscontrabili: 1) Basso grado di riciclabilit à.
• Ditte specializzate: Tecnici di livello superiore.
01.21.01.C03 Controllo impiego di materiali durevoli
Cadenza: quando occorre
Tipologia: Verifica
Verificare che nelle fasi manutentive degli elementi vengano utilizzati componenti caratterizati da una durabilit à elevata.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à.
• Anomalie riscontrabili: 1) Impiego di materiali non durevoli.
• Ditte specializzate: Tecnici di livello superiore.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.21.01.I01 Consolidamento solaio
Cadenza: quando occorre
Consolidamento del solaio in seguito ad eventi straordinari (dissesti, cedimenti) o a cambiamenti architettonici di destinazione o
dei sovraccarichi.
• Ditte specializzate: Tecnici di livello superiore, Specializzati vari.
01.21.01.I02 Ripresa puntuale fessurazioni
Cadenza: quando occorre
Ripresa puntuale delle fessurazioni e rigonfiamenti localizzati nei rivestimenti.
• Ditte specializzate: Muratore, Pavimentista, Intonacatore.
01.21.01.I03 Ritinteggiatura del soffitto
Cadenza: quando occorre
Ritinteggiature delle superfici del soffitto con nuove pitture previa carteggiatura e sverniciatura, stuccatura di eventuali
microfessurazioni e/o imperfezioni e preparazione del fondo mediante applicazione, se necessario, di prevernici fissanti. Le
modalità di ritinteggiatura, i prodotti, le attrezzature variano comunque in funzione delle superfici e dei materiali costituenti.
• Ditte specializzate: Pittore.
01.21.01.I04 Sostituzione della barriera al vapore
Cadenza: quando occorre
Sostituzione della barriera al vapore
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
01.21.01.I05 Sostituzione della coibentazione
Cadenza: quando occorre
Sostituzione della coibentazione.
• Ditte specializzate: Muratore.
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Unità Tecnologica: 01.22
Strutture di collegamento
Si tratta di strutture di collegamento inclinate costituite da strutture a piano inclinato e da strutture gradonate o a gradini la cui funzioneè
quella di raggiungere piani posti a quote diverse. Le strutture inclinate si possono dividere in: rampe a piano inclinato (con una pendenza
fino all'8%), rampe gradonate, costituite da elementi a gradoni (con una pendenza fino a 20°), scale, formate da gradini con pendenze
varie in rapporto alla loro funzione (scale esterne, scale di servizio, scale di sicurezza, ecc.). Le scale possono assumere morfologie
diverse: ad una o più rampe, scale curve, scale ellittiche a pozzo, scale circolari a pozzo e scale a chiocciola. Le scale e rampe possono
essere realizzate secondo molteplici conformazioni strutturali e in materiali diversi. Si possono avere strutture in acciaio, in legno, in
murature, in c.a., prefabbricate, ecc..
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
01.22.R01 Resistenza all'usura
Classe di Requisiti: Durabilit à tecnologica
Classe di Esigenza: Durabilità
I materiali di rivestimento di gradini e pianerottoli dovranno presentare caratteristiche di resistenza all'usura.
Prestazioni:
I materiali di rivestimento di gradini e pianerottoli dovranno presentare caratteristiche di resistenza all'usura dovute al
traffico pedonale, alle abrasioni, agli urti, a perdite di materiale, a depositi, macchie, ecc..
Livello minimo della prestazione:
I rivestimenti dovranno possedere una resistenza all'usura corrispondente alla classe U3 (ossia di resistenza all'usura per un
tempo non inferiore ai 10 anni) della classificazione UPEC.
01.22.R02 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli elementi strutturali costituenti le strutture di collegamento devono contrastare in modo efficace la manifestazione di eventuali
rotture, o deformazioni rilevanti, causate dall'azione di possibili sollecitazioni.
Prestazioni:
Gli elementi strutturali costituenti le strutture di collegamento e quelli accessori devono essere idonei a contrastare in modo
efficace eventuali rotture e/o deformazioni rilevanti in seguito ad azioni e sollecitazioni meccaniche, garantendo la durata e la
funzionalità nel tempo senza compromettere la sicurezza degli utenti. Si considerano le azioni dovute a: carichi di peso
proprio e carichi di esercizio, sollecitazioni sismiche, dilatazioni termiche, assestamenti e deformazioni di strutture portanti.
Comunque, in relazione alla funzione strutturale, le caratteristiche delle scale devono corrispondere a quelle prescritte dalle
leggi e normative vigenti.
Livello minimo della prestazione:
Per una analisi pi ù approfondita dei livelli minimi rispetto ai vari componenti e materiali costituenti i rivestimenti si rimanda
alle prescrizioni di legge e di normative vigenti in materia.
01.22.R03 Utilizzo di materiali, elementi e componenti ad elevato potenziale di riciclabilità
Classe di Requisiti: Utilizzo razionale delle risorse
Classe di Esigenza: Salvaguardia ambiente
Utilizzo di materiali, elementi e componenti con un elevato grado di riciclabilit à
Prestazioni:
Nelle scelte progettuali di materiali, elementi e componenti si dovr à tener conto del loro grado di riciclabilità in funzione
dell’ubicazione del cantiere, del loro ciclo di vita, degli elementi di recupero, ecc.
Livello minimo della prestazione:
Calcolare la percentuale di materiali da avviare ai processi di riciclaggio. Determinare la percentuale in termini di quantit à
(kg) o di superficie (mq) di materiale impiegato nell ’elemento tecnico in relazione all’unità funzionale assunta.
01.22.R04 Utilizzo di tecniche costruttive che facilitino il disassemblaggio a fine vita
Classe di Requisiti: Utilizzo razionale delle risorse
Classe di Esigenza: Salvaguardia ambiente
Utilizzo razionale delle risorse attraverso la selezione di tecniche costruttive che rendano agevole il disassemlaggio alla fine del
ciclo di vita
Prestazioni:
Nella fase di progettazione fare prevalere la scelta su sistemi costruttivi che facilitano la smontabilit à dei componenti ed i
successivi processi di demolizione e recupero dei materiali
Livello minimo della prestazione:
Nella fase progettuale bisogna garantire una adeguata percentuale di sistemi costruttivi che facilitano il disassemlaggio alla
fine del ciclo di vita
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ELEMENTI MANUTENIBILI DELL'UNIT À TECNOLOGICA:
°
01.22.01 Scale di sicurezza e antincendio esterne
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Elemento Manutenibile: 01.22.01
Scale di sicurezza e antincendio esterne
Unità Tecnologica: 01.22
Strutture di collegamento
Le scale di sicurezza e antincendio esterne, vengono utilizzate come immediata via di fuga per l'evacuazione degli edifici ad accesso
pubblico, nell'evenienza di incendi, calamità naturali o eventi analoghi. Devono essere realizzate in ferro, alluminio e/o comunque in
materiale non infiammabile. L'adozione di una scala di sicurezza e antincendio è richiesta e pertanto obbligatoria in tutte le strutture
pubbliche o aperte al pubblico, e in ogni caso in edifici ove sia richiesta dai vigili del fuoco, competenti in materia. Esse vanno progettate e
costruite in ottemperanza alle normative di legge vigenti ed in funzione dei diversi utilizzi dei fabbricati da servire (edilizia scolastica,
luoghi di lavoro, attività turistico alberghiere, pubblico spettacolo, edilizia sportiva, edilizia ospedaliera, ecc.).
La vigente normativa di prevenzione incendi prevede, ai fini di assicurare il sicuro esodo delle persone in caso di incendio, che le scale
siano realizzate con rampe rettilinee e di larghezza non inferiore a cm 120. Sono ammesse rampe non rettilinee con gradini a pianta
trapezoidale, purché la pedata sia almeno 30 cm misurata a 40 cm dal montante centrale o dal parapetto interno.
Nell'area delle scale esterne occorre inoltre:
- che le facciate siano in materiale da costruzione incombustibile e senza aperture;
- che siano rispettate le distanze di sicurezza per le aperture delle finestre o posare sistemi di facciate vetrate antincendio;
- che siano chiusi gli accessi ai corridoi ed ai locali con porte tagliafuoco.
Le scale per i diversi piani inoltre non devono essere sfalsate e devono condurre all'esterno direttamente o tramite un corridoio adibito a
via di fuga. In generale esse dovranno avere le seguenti caratteristiche:
- parapetto di almeno 1m di altezza in grado di supportare forti sollecitazioni;
- corrimano a scomparsa collocato in un incavo di almeno 8 cm;
- gradini a pianta rettangolare con pedata non inferiore ai 30 cm ed alzata massimo di 17 cm;
- le rampe delle scale dovranno essere rettilinee e i gradini di numero comprensivo: minimo 3 massimo 15;
- assenza di sporgenze e rientranze che possano intralciare l’esodo delle persone.
Le scale di sicurezza e antincendio possono essere di tipologie diverse:
- scale a rampa rettilinea (a più rampe);
- scale a chiocciola;
realizzate con strutture portante principale a due montanti, a quattro montanti, a pianta quadra, ecc..
In genere i gradini possono essere realizzati in:
- zincato a caldo in grigliato, elettrosaldato o pressato e maglia antitacco con rompivisuale antiscivolo;
- zincato a caldo in lamiera stirata, antitacco, antiscivolo, rompifiamma e antipanico;
- zincato a caldo in lamiera forata antitacco, antipanico e antiscivolo.
i parapetti in:
- lamiera microforata;
- elementi verticali;
- grigliato.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.22.01.R01 Accessibilità
Classe di Requisiti: Sicurezza d'uso
Classe di Esigenza: Sicurezza
Le strutture di collegamento di sicurezza antincendio esterne devono avere uno sviluppo con andamento regolare che ne consenta la
circolazione in sicurezza, durante eventi di esodo, per l'evacuazione degli edifici da parte dell'utenza.
Prestazioni:
Le strutture di collegamento devono avere un andamento regolare ed omogeneo per tutto lo sviluppo con andamento regolare
che ne consenta la circolazione in sicurezza, durante eventi di esodo, per l'evacuazione degli edifici da parte dell'utenza.
La vigente normativa di prevenzione incendi prevede, ai fini di assicurare il sicuro esodo delle persone in caso di incendio,
che le scale siano realizzate con rampe rettilinee e di larghezza non inferiore a cm 120. Sono ammesse rampe non rettilinee
con gradini a pianta trapezoidale, purché la pedata sia almeno 30 cm misurata a 40 cm dal montante centrale o dal parapetto
interno.
I gradini devono essere preferibilmente rettangolari o a profilo continuo con gli spigoli arrotondati.
Livello minimo della prestazione:
Le scale di sicurezza e antincendio esterne vanno progettate e costruite in ottemperanza alle normative di legge vigenti ed in
funzione dei diversi utilizzi dei fabbricati da servire:
Pubblico spettacolo
Scale adibite al pubblico spettacolo
Rampe rettilinee di larghezza non inferiore a cm 120, costituite da almeno tre gradini e con un massimo di quindici gradini. I
gradini devono essere di forma rettangolare, con pedata di cm.30 ed alzata massima di cm.18. I pianerottoli devono avere la
stessa larghezza della rampa senza allargamenti o restringimenti lungo il percorso. Le rampe possono essere anche non
rettilinee a condizione che vi siano pianerottoli di riposo (almeno uno ogni 15 gradini) e la pedata sia di almeno di cm 30
misurata a cm 40 dal montante centrale o dalla ringhiera interna. La portata prevista è di 5 KN/mq (500 Kg/mq).
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Edilizia scolastica
Scale per l'edilizia scolastica
La larghezza minima delle scale dovrà essere non inferiore a cm 120. Le rampe dovranno essere rettilinee, senza presentare
restringimenti lungo il percorso ed avere almeno 3 gradini e non pi ù di 15 gradini. I gradini dovranno avere pianta
rettangolare con alzata e pedata costanti, rispettivamente non superiori a cm 17 e non inferiori a cm 30. Sono ammesse rampe
non rettilinee a condizione che siano previsti pianerottoli di riposo e con pedata di almeno cm 30, misurata a cm 40 dal
montante centrale o dal parapetto interno. La portata prevista è di 4 KN/mq (400 Kg/mq).
Ospedali
Scale per attività ospedaliere
La larghezza minima delle scale dovrà essere non inferiore a cm 120. Le rampe dovranno essere rettilinee, senza presentare
restringimenti lungo il percorso ed avere almeno 3 gradini e non pi ù di 15 gradini. I gradini dovranno avere pianta
rettangolare con alzata e pedata costanti, rispettivamente non superiori a cm 17 e non inferiori a cm 30. Ad esclusione delle
aree di tipo D (reparti con ricovero, terapie, sale operatorie, ecc.) sono ammesse rampe non rettilinee a condizione che siano
previsti dei pianerottoli di riposo ogni 15 gradini e che la pedata sia almeno di cm 30 misurata a cm 40 dal montante centrale
o dal parapetto interno. Nelle aree di tipo D (reparti con ricovero, terapie, sale operatorie, ecc.), la profondit à dei pianerottoli
con cambi di direzione a 180° deve essere non inferiore a mt 2,00. La parete esterna dell'edificio su cui è collocata la scala,
compresi gli infissi, per una larghezza incrementata di m. 2,50 per lato, deve essere almeno REI 60, altrimenti la scala deve
distaccarsi di m. 2,50 dalle pareti dell'edificio e collegarsi alle porte tramite passerelle protette a tutta altezza REI 60. La
portata prevista è di 4 KN/mq (400 Kg/mq).
Attività Sportive
Disposizioni per attività sportive
La larghezza minima delle scale dovrà essere non inferiore a cm 120. Le rampe dovranno essere rettilinee, senza presentare
restringimenti lungo il percorso ed avere almeno 3 gradini e non pi ù di 15 gradini. I gradini dovranno avere pianta
rettangolare con alzata e pedata costanti, rispettivamente non superiori a cm 17 e non inferiori a cm 30.
Luoghi di lavoro
Disposizioni per luoghi di lavoro
In particolare nei luoghi di lavoro: 1) Se le scale servono un solo piano che sia al di sopra o al di sotto del piano terra, la loro
larghezza non deve essere inferiore a quella delle uscite del piano servito. 2) Se le scale servono pi ù di un piano che sia al di
sopra o al di sotto del piano terra, la larghezza della singola scala non deve essere inferiore a quella delle uscite di piano che
si immettono nella scala, mentre la larghezza complessiva va calcolata in relazione all'affollamento previsto in due piani
contigui con riferimento a quelli aventi maggior affollamento. Nel caso di edifici contenenti luoghi di lavoro a rischio di
incendio basso o medio, la larghezza complessiva delle scale va calcolata mediante la seguente formula: L(metri) =
A*x0,60/50 dove A*= affollamento previsto in due piani contigui, a partire dal primo piano f.t., con riferimento a quelli
aventi maggior affollamento.
Attività turistico alberghiere
Scale per l'attività turistico alberghiere
Le scale a servizio di edifici con più di due piani fuori terra e con non pi ù di sei piani fuori terra, devono essere almeno di
tipo protetto. Le scale a servizio di edifici con più di sei piani fuori terra devono essere del tipo a prova di fumo. La larghezza
delle scale non deve essere inferiore a 120 cm. Le rampe delle scale dovranno essere con sviluppo rettilineo ed avere non
meno di tre gradini e non più di quindici. I gradini dovranno essere a pianta rettangolare ed avere alzata e pedata costanti,
rispettivamente non superiore a 17 cm e non inferiore a 30 cm. Sono ammesse rampe non rettilinee, a condizione che vi siano
pianerottoli di riposo almeno ogni quindici gradini e che la pedata del gradino sia almeno di 30 cm misurata a 40 cm dal
montante centrale o del parapetto interno.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.22.01.A01 Corrosione
Corrosione degli elementi metallici per perdita del requisito di resistenza agli agenti aggressivi chimici e/o per difetti del
materiale.
01.22.01.A02 Deformazione
Variazione geometriche e morfologiche dei profili e degli elementi strutturali (travi principali, travetti, gradini di lamiera ed
eventuali irrigidimenti e nervature) o comunque non più affidabili sul piano statico.
01.22.01.A03 Deformazioni e spostamenti
Deformazioni e spostamenti dovuti a cause esterne che alterano la normale configurazione dell'elemento.
01.22.01.A04 Imbozzamento
Deformazione dell'elemento che si localizza in prossimità dell'ala e/o dell'anima.
01.22.01.A05 Snervamento
Deformazione dell'elemento che si può verificare, quando all'aumentare del carico, viene meno il comportamento perfettamente
elastico dell'acciaio.
01.22.01.A06 Basso grado di riciclabilità
Utilizzo nelle fasi manutentive di materiali, elementi e componenti con un basso grado di riciclabilit à.
Pag.
289
01.22.01.A07 Difficoltà nelle operazioni di disassemblaggio
Difficoltà nelle operazioni di disassemblaggio dei vari componenti ed elementi interessati.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.22.01.C01 Controllo strutture
Cadenza: ogni 12 mesi
Tipologia: Controllo a vista
Controllo periodico delle parti in vista finalizzato alla ricerca di anomalie.
• Requisiti da verificare: 1) Resistenza meccanica.
• Anomalie riscontrabili: 1) Corrosione; 2) Deformazione; 3) Deformazioni e spostamenti.
• Ditte specializzate: Tecnici di livello superiore.
01.22.01.C02 Controllo del grado di riciclabilità
Cadenza: quando occorre
Tipologia: Controllo
Controllare che nelle fasi manutentive vengano impiegati materiali,, elementi e componenti con un elevato grado di riciclabilit à.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti ad elevato potenziale di riciclabilit à.
• Anomalie riscontrabili: 1) Basso grado di riciclabilit à.
• Ditte specializzate: Tecnici di livello superiore.
01.22.01.C03 Controllo delle tecniche di disassemblaggio
Cadenza: quando occorre
Tipologia: Verifica
Verificare che gli elementi ed i componenti costituenti siamo caratterizzati da tecniche di agevole disassemblagio.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di tecniche costruttive che facilitino il disassemblaggio a fine vita.
• Anomalie riscontrabili: 1) Difficoltà nelle operazioni di disassemblaggio.
• Ditte specializzate: Tecnici di livello superiore.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.22.01.I01 Ripristino puntuale pedate e alzate
Cadenza: quando occorre
Ripristino e/o sostituzione degli elementi rotti delle pedate e delle alzate con elementi analoghi.
• Ditte specializzate: Pavimentista, Muratore.
01.22.01.I02 Ripristino stabilità corrimano e parapetti
Cadenza: quando occorre
Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione dei corrimano e dei parapetti e verifica del corretto serraggio degli stessi e
sostituzioni di eventuali parti mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli elementi metallici mediante rimozione della
ruggine ed applicazione di vernici protettive. Riparazione di eventuali corrosioni o fessurazioni mediante saldature in loco con
elementi di raccordo.
• Ditte specializzate: Tecnici di livello superiore, Specializzati vari.
01.22.01.I03 Sostituzione degli elementi degradati
Cadenza: quando occorre
Sostituzione degli elementi usurati o rotti con altri analoghi. Sostituzione e verifica dei relativi ancoraggi.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
01.22.01.I04 Ripristino serraggi bulloni e connessioni metalliche
Cadenza: ogni 2 anni
Ripristino e/o sostituzione degli elementi di connessione e verifica del corretto serraggio degli stessi e sostituzioni di quelli
mancanti. Riparazione della protezione antiruggine degli elementi metallici mediante rimozione della ruggine ed applicazione di
vernici protettive. Riparazione di eventuali corrosioni o fessurazioni mediante saldature in loco con elementi di raccordo.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
Pag.
290
Unità Tecnologica: 01.23
Unioni
Le unioni sono costituite da elementi che per materiale e tecniche diverse consentono la realizzazione di collegamenti tra elementi delle
strutture nel rispetto delle normative vigenti. Le unioni rappresentano una caratteristica fondamentale nelle costruzioni in legno, acciaio,
miste, ecc.. Esse hanno lo scopo di unire le parti, definite in sede progettuale, per realizzare strutture complete che devono rispondere a
requisiti precisi.
REQUISITI E PRESTAZIONI (UT)
01.23.R01 Resistenza alla corrosione
Classe di Requisiti: Durabilit à tecnologica
Classe di Esigenza: Durabilità
Gli elementi di unione utilizzati non devono decadere in processi di corrosione.
Prestazioni:
Gli elementi metallici utilizzati per le unioni non devono decadere in processi di corrosione se sottoposti all'azione dell'acqua
e del gelo.
Livello minimo della prestazione:
I materiali utilizzati per le unioni devono soddisfare i requisiti indicati dalla norme vigenti.
01.23.R02 Resistenza meccanica
Classe di Requisiti: Di stabilit à
Classe di Esigenza: Sicurezza
Gli elementi utilizzati per realizzare unioni diverse devono garantire resistenza meccanica alle sollecitazioni ad essi trasmessi
Prestazioni:
Le unioni devono essere realizzate con materiali idonei a resistere a fenomeni di trazione che potrebbero verificarsi durante il
ciclo di vita.
Livello minimo della prestazione:
I materiali utilizzati per le unioni devono soddisfare i requisiti indicati dalla norme vigenti.
01.23.R03 Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilità
Classe di Requisiti: Utilizzo razionale delle risorse
Classe di Esigenza: Salvaguardia ambiente
Utilizzo razionale delle risorse attraverso l'impiego di materiali con una elevata durabilit à.
Prestazioni:
Nelle fasi progettuali dell'opera individuare e scegliere elementi e componenti caratterizzati da una durabilit à elevata.
Livello minimo della prestazione:
Nella fase progettuale bisogna garantire una adeguata percentuale di elementi costruttivi caratterizzati da una durabilit à
elevata.
ELEMENTI MANUTENIBILI DELL'UNIT À TECNOLOGICA:
°
01.23.01 Bullonature per acciaio
°
01.23.02 Saldature per acciaio
Pag.
291
Elemento Manutenibile: 01.23.01
Bullonature per acciaio
Unità Tecnologica: 01.23
Unioni
Si tratta di elementi di giunzione tra parti metalliche. Le tipologie e caratteristiche dei prodotti forniti dal mercato variano a secondo
dell'impiego.
L'impiego di bulloni è indicato quando vi è la necessità di collegare elementi con spessori notevoli e/o nei casi in cui i collegamenti devono
essere realizzati in cantiere. Essi possono essere stampati o torniti. Sono formati da:
- viti, con testa (definita bullone) con forma esagonale e gambo in parte o completamente filettato. generalmente il diametro dei bulloni
utilizzati per le carpenterie varia tra i 12-30 mm;
- dadi, sempre di forma esagonale, che svolgono la funzione di serraggio del bullone;
- rondelle, in genere di forma circolare, che svolgono la funzione di rendere agevole il serraggio dei dadi;
- controdadi, si tratta di rosette elastiche, bulloni precaricati, e/o altri sistemi, con funzione di resistenza ad eventuali vibrazioni.
I bulloni sono in genere sottoposti a forze perpendicolari al gambo (a taglio) e/o a forze parallele al gambo (a trazione).
Le unioni bullonate si dividono in due categorie:
- a flangia, usate tipicamente nei casi in cui il bullone è sottoposto prevalentemente a trazione.
- a coprigiunto, usate tipicamente nei casi in cui il bullone è sottoposto a taglio.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.23.01.R01 Durabilità
Classe di Requisiti: Durabilit à tecnologica
Classe di Esigenza: Durabilità
Le bullonature per acciaio devono garantire adeguata resistenza durante il loro ciclo di vita.
Prestazioni:
Le bullonature per acciaio dovranno garantire adeguata resistenza secondo i valori tabellati della norma UNI EN 20898.
Livello minimo della prestazione:
Le bullonature utilizzate in carpenteria tabellati per classi, secondo UNI EN 20898. , dovranno rispettare i seguenti
parametri:
- Classe 4.6: Resistenza a taglio (fk,V) = 170 MPa, Resistenza a snervamento (fy) = 240 MPa, Res.a trazione/compressione
(fk,N) = 240 MPa, Resistenza ultima (ft) = 400 Mpa, Allungamento % (A%) = 22;
- Classe 5.6: Resistenza a taglio (fk,V) = 212 MPa, Resistenza a snervamento (fy) = 300 MPa, Res.a trazione/compressione
(fk,N) = 300 MPa, Resistenza ultima (ft) = 500 Mpa, Allungamento % (A%) = 20;
- Classe 6.8: Resistenza a taglio (fk,V) = 255 MPa, Resistenza a snervamento (fy) = 360 MPa, Res.a trazione/compressione
(fk,N) = 480 MPa, Resistenza ultima (ft) = 600 Mpa, Allungamento % (A%) = 16;
- Classe 8.8: Resistenza a taglio (fk,V) = 396 MPa, Resistenza a snervamento (fy) = 560 MPa, Res.a trazione/compressione
(fk,N) = 640 MPa, Resistenza ultima (ft) = 800 Mpa, Allungamento % (A%) = 12;
- Classe 10.9: Resistenza a taglio (fk,V) = 495 MPa, Resistenza a snervamento (fy) = 700 MPa, Res.a trazione/compressione
(fk,N) = 900 MPa, Resistenza ultima (ft) = 1000 Mpa, Allungamento % (A%) = 9;
- Classe 12.9: Resistenza a taglio (fk,V) = 594 MPa, Resistenza a snervamento (fy) = 840 MPa, Res.a trazione/compressione
(fk,N) = 1080 MPa, Resistenza ultima (ft) = 1200 Mpa, Allungamento % (A%) = 8.
Questi valori caratteristici andranno divisi per un coefficiente di modello e uno di sicurezza del materiale per i calcoli di
progetto. Le classi 8.8, 10.9 e 12.9 sono dette ad alta resistenza e per esse viene effettuata solamente la verifica ad attrito tra
le superfici di contatto della lamiera e del bullone, ovvero si verifica che la forza di serraggio dei bulloni renda efficace
l'unione. Per tutte le altre classi si considera il tranciamento del bullone, lo strappo e il rifollamento della lamiera.
I diametri dei bulloni in genere variano dai 12 ai 30 mm (a due a due fino a 24 mm, poi 27 e 30); nel dimensionamento, a
causa della loro filettatura, si considera un'area equivalente e non quella effettiva ricavabile dal diametro.
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.23.01.A01 Allentamento
Allentamento delle bullonature rispetto alle tenute di serraggio.
01.23.01.A02 Corrosione
Decadimento dei materiali metallici a causa della combinazione con sostanze presenti nell'ambiente (ossigeno, acqua, anidride
carbonica, ecc.).
01.23.01.A03 Rifollamento
Deformazione dei fori delle lamiere, predisposti per le unioni, dovute alla variazione delle azioni esterne sulla struttura e/o ad
errori progettuali e/o costruttivi.
01.23.01.A04 Strappamento
Rottura dell'elemento dovute a sollecitazioni assiali che superano la capacità di resistenza del materiale.
Pag.
292
01.23.01.A05 Tranciamento
Rottura dell'elemento dovute a sollecitazioni taglianti che superano la capacità di resistenza del materiale.
01.23.01.A06 Impiego di materiali non durevoli
Impiego di materiali non durevoli nelle fasi manutentive degli elementi.
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.23.01.C01 Controllo generale
Cadenza: ogni 2 anni
Tipologia: Revisione
Controllo degli elementi di giunzione tra parti e verifica della giusta tenuta di serraggio.
Per la corretta messa in opera delle unioni bullonate occorre fare 4 tipi di verifica:
- verifica di resistenza a taglio o a tranciamento;
- verifica della pressione del foro o a rifollamento;
- verifica a rottura per trazione della piastra o a strappamento;
- verifica a rottura per trazione dei fori o a strappamento.
• Requisiti da verificare: 1) Resistenza alla corrosione; 2) Resistenza meccanica.
• Anomalie riscontrabili: 1) Allentamento; 2) Corrosione; 3) Rifollamento; 4) Strappamento; 5) Tranciamento.
• Ditte specializzate: Tecnici di livello superiore.
01.23.01.C02 Controllo impiego di materiali durevoli
Cadenza: quando occorre
Tipologia: Verifica
Verificare che nelle fasi manutentive degli elementi vengano utilizzati componenti caratterizati da una durabilit à elevata.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à.
• Anomalie riscontrabili: 1) Impiego di materiali non durevoli.
• Ditte specializzate: Tecnici di livello superiore.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.23.01.I01 Ripristino
Cadenza: ogni 2 anni
Ripristino delle tenute di serraggio tra elementi. Sostituzione di eventuali elementi corrosi o degradati con altri di analoghe
caratteristiche.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
Elemento Manutenibile: 01.23.02
Saldature per acciaio
Unità Tecnologica: 01.23
Unioni
Le saldature sono collegamenti di parti solide che realizzano una continuità del materiale fra le parti che vengono unite. Le saldature, in
genere, presuppongono la fusione delle parti che vengono unite. Attraverso le saldature viene garantita anche la continuàt delle
caratteristiche dei materiali delle parti unite. Esse si basano sul riscaldamento degli elementi da unire (definiti pezzi base) fino al
raggiungimento del rammollimento e/o la fusione per ottenere il collegamento delle parti con o senza materiale d'apporto che fondendo
forma un cordone di saldatura.
Tra le principali unioni saldate:
- a piena penetrazione;
- a parziale penetrazione;
- unioni realizzate con cordoni d’angolo.
Tra le principali tecniche di saldature si elencano:
- saldatura a filo continuo (mig-mag);
- saldatura per fusione (tig);
- saldatura con elettrodo rivestito;
- saldatura a fiamma ossiacetilenica;
- saldatura in arco sommerso;
- saldatura narrow-gap;
- saldatura a resistenza;
- saldatura a punti;
- saldatura a rilievi;
- saldatura a rulli;
Pag.
293
- saldatura per scintillio;
- saldatura a plasma;
- saldatura laser;
- saldatura per attrito.
REQUISITI E PRESTAZIONI (EM)
01.23.02.R01 Certificazione delle saldature
Classe di Requisiti: Controllabilit à tecnologica
Classe di Esigenza: Controllabilit à
Le saldature degli acciai dovrà avvenire mediante i procedimenti codificati previsti dalla normativa vigente.
Prestazioni:
La saldatura degli acciai dovrà avvenire con uno dei procedimenti all’arco elettrico codificati secondo la norma UNI EN ISO
4063. È ammesso l’uso di procedimenti diversi purché sostenuti da adeguata documentazione teorica e sperimentale.
I saldatori nei procedimenti semiautomatici e manuali dovranno essere qualificati secondo la norma UNI EN 287-1 da parte
di un Ente terzo. A deroga di quanto richiesto nella norma UNI EN 287-1, i saldatori che eseguono giunti a T con cordoni
d’angolo dovranno essere specificamente qualificati e non potranno essere qualificati soltanto mediante l’esecuzione di giunti
testa-testa.
Gli operatori dei procedimenti automatici o robotizzati dovranno essere certificati secondo la norma UNI EN 1418. Tutti i
procedimenti di saldatura dovranno essere qualificati secondo la norma UNI EN ISO 15614-1.
Le durezze eseguite sulle macrografie non dovranno essere superiori a 350 HV30. Per la saldatura ad arco di prigionieri di
materiali metallici (saldatura ad innesco mediante sollevamento e saldatura a scarica di condensatori ad innesco sulla punta)
si applica la norma UNI EN ISO 14555; valgono perciò i requisiti di qualit à di cui al prospetto A1 della appendice A della
stessa norma.
Le prove di qualifica dei saldatori, degli operatori e dei procedimenti dovranno essere eseguite da un Ente terzo; in assenza di
prescrizioni in proposito l’Ente sarà scelto dal costruttore secondo criteri di competenza e di indipendenza.
Sono richieste caratteristiche di duttilit à, snervamento, resistenza e tenacit à in zona fusa e in zona termica alterata non
inferiori a quelle del materiale base.
Nell’esecuzione delle saldature dovranno inoltre essere rispettate le norme UNI EN 1011 parti 1 e 2 per gli acciai ferritici e
della parte 3 per gli acciai inossidabili. Per la preparazione dei lembi si applicher à, salvo casi particolari, la norma UNI EN
ISO 9692-1.
Le saldature saranno sottoposte a controlli non distruttivi finali per accertare la corrispondenza ai livelli di qualit à stabiliti
dal progettista sulla base delle norme applicate per la progettazione.
In assenza di tali dati per strutture non soggette a fatica si adotter à il livello C della norma UNI EN ISO 5817 e il livello B
per strutture soggette a fatica.
L’entità ed il tipo di tali controlli, distruttivi e non distruttivi, in aggiunta a quello visivo al 100%, saranno definiti dal
Collaudatore e dal Direttore dei Lavori; per i cordoni ad angolo o giunti a parziale penetrazione si useranno metodi di
superficie (ad es. liquidi penetranti o polveri magnetiche), mentre per i giunti a piena penetrazione, oltre a quanto sopra
previsto, si useranno metodi volumetrici e cioè raggi X o gamma o ultrasuoni per i giunti testa a testa e solo ultrasuoni per i
giunti a T a piena penetrazione.
Per le modalità di esecuzione dei controlli ed i livelli di accettabilit à si potrà fare utile riferimento alle prescrizioni della
norma UNI EN 12062.
Tutti gli operatori che eseguiranno i controlli dovranno essere qualificati secondo la norma UNI EN 473 almeno di secondo
livello.
Livello minimo della prestazione:
Per i livelli minimi si rimanda alle prescrizioni di legge e di norme vigenti in materia. In particolare: D.M. 14.1.2008 (Norme
tecniche per le costruzioni) e C.M. 2.2.2009, n.617 (Istruzioni per l'applicazione delle «Nuove norme tecniche per le
costruzioni» di cui al decreto ministeriale 14.1.2008).
ANOMALIE RISCONTRABILI
01.23.02.A01 Corrosione
Decadimento dei materiali metallici a causa della combinazione con sostanze presenti nell'ambiente (ossigeno, acqua, anidride
carbonica, ecc.).
01.23.02.A02 Cricca
Fenditura sottile e profonda del materiale costituente alla saldatura dovuta ad errori di esecuzione.
01.23.02.A03 Interruzione
Interruzione dei cordoni di saldatura e mancanza di continuità tra le parti.
01.23.02.A04 Rottura
Rottura dei cordoni di saldatura e mancanza di continuità tra le parti.
01.23.02.A05 Impiego di materiali non durevoli
Impiego di materiali non durevoli nelle fasi manutentive degli elementi.
Pag.
294
CONTROLLI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.23.02.C01 Controllo generale
Cadenza: ogni anno
Tipologia: Revisione
Controllo della continuità delle parti saldate e l'assenza di anomalie evidenti.
• Requisiti da verificare: 1) Resistenza alla corrosione; 2) Resistenza meccanica.
• Anomalie riscontrabili: 1) Corrosione; 2) Interruzione; 3) Rottura; 4) Cricca.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
01.23.02.C02 Controllo impiego di materiali durevoli
Cadenza: quando occorre
Tipologia: Verifica
Verificare che nelle fasi manutentive degli elementi vengano utilizzati componenti caratterizati da una durabilit à elevata.
• Requisiti da verificare: 1) Utilizzo di materiali, elementi e componenti caratterizzati da un'elevata durabilit à.
• Anomalie riscontrabili: 1) Impiego di materiali non durevoli.
• Ditte specializzate: Tecnici di livello superiore.
MANUTENZIONI ESEGUIBILI DA PERSONALE SPECIALIZZATO
01.23.02.I01 Ripristino
Cadenza: quando occorre
Rimozione della saldatura difettosa e realizzazione di una nuova.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
01.23.02.I02 Rimozione ossidazioni
Cadenza: quando occorre
Rimozione di eventuali ossidazioni che interessano le saldature.
• Ditte specializzate: Specializzati vari.
Pag.
295
INDICE
1) PIANO DI MANUTENZIONE
pag.
2
2) Reparti di Patologia Neonatale e Blocco Parto
pag.
3
"
1) Controsoffitti
pag.
4
"
1) Controsoffitti in fibra minerale
pag.
5
"
2) Controsoffitti in gesso antibatterico
pag.
6
"
2) Infissi interni
pag.
9
"
1) Porte
pag.
11
"
2) Porte antipanico
pag.
12
"
3) Porte con sistema scorrevole e filo muro battente
pag.
16
"
4) Porte tagliafuoco
pag.
17
"
3) Pareti interne
pag.
21
"
1) Lastre di cartongesso
pag.
23
"
2) Pareti divisorie antincendio
pag.
24
"
4) Pavimentazioni interne
pag.
26
"
1) Battiscopa
pag.
28
"
2) Rivestimenti in gomma pvc e linoleum
pag.
29
"
3) Rivestimenti in klinker
pag.
31
"
4) Rivestimenti in gres porcellanato
pag.
32
"
5) Rivestimenti interni
pag.
35
"
1) Intonaco
pag.
38
"
2) Rivestimenti in linoleum
pag.
39
"
3) Tinteggiature e decorazioni
pag.
41
"
6) Ascensori e montacarichi
pag.
43
"
1) Ammortizzatori della cabina
pag.
46
"
2) Argano per elevatore
pag.
47
"
3) Cabina
pag.
49
"
4) Contrappeso
pag.
50
"
5) Elevatore elettrico
pag.
51
"
6) Fotocellule
pag.
53
"
7) Funi
pag.
54
"
8) Guide cabina
pag.
55
"
9) Limitatore di velocità
pag.
57
"
10) Macchinari elettromeccanici
pag.
58
"
11) Porte di piano
pag.
59
"
12) Pulsantiera
pag.
61
"
13) Quadro di manovra
pag.
62
"
14) Scheda elettronica per centralina
pag.
64
"
15) Serrature
pag.
65
"
16) Sistema di arresto morbido
pag.
67
"
17) Vani corsa
pag.
68
"
7) Impianto elettrico
pag.
70
Pag.
296
"
1) Contattore
pag.
73
"
2) Fusibili
pag.
74
"
3) Gruppi di continuità
pag.
75
"
4) Gruppi elettrogeni
pag.
76
"
5) Interruttori
pag.
78
"
6) Presa interbloccata
pag.
79
"
7) Prese e spine
pag.
81
"
8) Quadri di bassa tensione
pag.
82
"
9) Relè termici
pag.
84
"
10) Sezionatore
pag.
86
"
11) Sistemi di cablaggio
pag.
87
"
8) Impianto elettrico industriale
pag.
89
"
1) Armadi da parete
pag.
92
"
2) Interruttori differenziali
pag.
94
"
3) Interruttori magnetotermici
pag.
96
"
9) Impianto di climatizzazione
pag.
98
"
1) Alimentazione ed adduzione
pag.
104
"
2) Batterie di condensazione (per macchine frigo)
pag.
106
"
3) Canali in lamiera
pag.
107
"
4) Canalizzazioni
pag.
109
"
5) Cassette distribuzione aria
pag.
110
"
6) Centrali di trattamento aria (U.T.A.)
pag.
112
"
7) Centrali frigo
pag.
115
"
8) Collettore di distribuzione in acciaio inox
pag.
117
"
9) Compressore (per macchine frigo)
pag.
118
"
10) Depuratori d'aria
pag.
121
"
11) Deumidificatori con recuperatore di calore
pag.
123
"
12) Estrattori d'aria
pag.
125
"
13) Evaporatore (per macchine frigo)
pag.
126
"
14) Flussostato
pag.
127
"
15) Griglie di ventilazione in alluminio
pag.
128
"
16) Pompe di calore (per macchine frigo)
pag.
129
"
17) Recuperatori di calore
pag.
130
"
18) Regolatore di portata
pag.
132
"
19) Serrande tagliafuoco
pag.
133
"
20) Tubi in acciaio
pag.
134
"
21) Valvola di espansione (per macchine frigo)
pag.
136
"
22) Ventilconvettore a cassetta
pag.
137
"
10) Impianto di riscaldamento
pag.
140
"
1) Bocchette di ventilazione
pag.
146
"
2) Centrale termica
pag.
147
"
3) Collettore di distribuzione in acciaio inox
pag.
150
"
4) Dispositivi di controllo e regolazione
pag.
151
"
5) Flussostato
pag.
152
"
6) Gruppo di riempimento automatico
pag.
153
Pag.
297
"
7) Pompe di calore
pag.
154
"
8) Radiatori
pag.
156
"
9) Termostati
pag.
158
"
10) Valvola di scarico
pag.
159
"
11) Valvole a saracinesca
pag.
160
"
12) Valvole termostatiche per radiatori
pag.
162
"
13) Coibente
pag.
164
"
11) Impianto di distribuzione acqua fredda e calda
pag.
166
"
1) Apparecchi sanitari e rubinetteria
pag.
169
"
2) Bidet
pag.
172
"
3) Collettore di distribuzione in acciaio inox
pag.
174
"
4) Colonna doccia
pag.
175
"
5) Gruppo di riempimento automatico
pag.
176
"
6) Lavabi a canale
pag.
177
"
7) Piatto doccia
pag.
179
"
8) Piletta in acciaio inox
pag.
181
"
9) Pompa di ricircolo
pag.
182
"
10) Scambiatore di calore
pag.
183
"
11) Vasi igienici a sedile
pag.
185
"
12) Impianto di smaltimento acque reflue
pag.
189
"
1) Collettori
pag.
190
"
2) Tubazioni
pag.
192
"
13) Impianto di diffusione sonora
pag.
194
"
1) Altoparlanti
pag.
195
"
2) Amplificatori
pag.
196
"
3) Microfoni
pag.
197
"
14) Impianto di trasmissione fonia e dati
pag.
199
"
1) Alimentatori
pag.
201
"
2) Altoparlanti
pag.
202
"
3) Cablaggio
pag.
203
"
4) Dispositivi wii-fi
pag.
204
"
5) Pannelli telefonici
pag.
205
"
6) Sistema di trasmissione
pag.
206
"
7) Unità rack a parete
pag.
207
"
15) Impianto telefonico e citofonico
pag.
210
"
1) Alimentatori
pag.
212
"
2) Apparecchi telefonici
pag.
213
"
3) Centrale telefonica
pag.
214
"
4) Pulsantiere
pag.
216
"
16) Impianto audio annunci emergenze
pag.
218
"
1) Amplificatori
pag.
220
"
2) Base microfonica standard
pag.
221
"
3) Diffusore sonoro
pag.
222
"
4) Gruppo statico di continuità
pag.
223
"
5) Unità centrale
pag.
224
Pag.
298
"
17) Impianto di sicurezza e antincendio
pag.
227
"
1) Attivatore antincendio
pag.
230
"
2) Cassetta a rottura del vetro
pag.
230
"
3) Centrale di controllo e segnalazione
pag.
232
"
4) Collari REI per tubazioni combustibili
pag.
235
"
5) Contatti magnetici
pag.
236
"
6) Diffusione sonora
pag.
238
"
7) Estintori a polvere
pag.
239
"
8) Idranti a muro
pag.
241
"
9) Isolamento REI per giunti di dilatazione
pag.
243
"
10) Linee di collegamento
pag.
244
"
11) Monitor
pag.
245
"
12) Naspi
pag.
246
"
13) Pannello degli allarmi
pag.
249
"
14) Pareti antincendio
pag.
250
"
15) Porte antipanico
pag.
251
"
16) Porte REI
pag.
253
"
17) Rivelatori di fumo
pag.
255
"
18) Rivelatori ottici di fumo convenzionali
pag.
258
"
19) Sacchi isolanti autoespandenti
pag.
260
"
20) Sensore di temperature per zone
pag.
261
"
21) Serrande tagliafuoco
pag.
262
"
22) Sirene
pag.
264
"
23) Tubazioni in acciaio zincato
pag.
265
"
24) Unità di controllo
pag.
268
"
25) Unità di segnalazione
pag.
269
"
18) Illuminazione a led
pag.
271
"
1) Apparecchio ad incasso a led
pag.
273
"
2) Apparecchio a parete a led
pag.
274
"
19) Opere di fondazioni superficiali
pag.
276
"
1) Platee in c.a.
pag.
277
"
20) Strutture in elevazione in c.a.
pag.
279
"
1) Pareti
pag.
280
"
21) Solai
pag.
282
"
1) Solai in c.a.
pag.
284
"
22) Strutture di collegamento
pag.
286
"
1) Scale di sicurezza e antincendio esterne
pag.
288
"
23) Unioni
pag.
291
"
1) Bullonature per acciaio
pag.
292
"
2) Saldature per acciaio
pag.
293
Pag.
299
|