|
|
202
Protezione antincendio
Contrassegno degli apparecchi
Sono da considerare i seguenti criteri:
- Posizione di funzionamento
- Infiammabilità dell’ambiente e del piano di fissaggio
- Distanze minime da materiali infiammabili
Apparecchi con il contrassegno U
Apparecchi con il contrassegno Q
Questo simbolo si riferisce alle temperature
Gli apparecchi con il contrassegno Q sono
di superficie degli apparecchi. Le superfici
destinati all’incasso in mobili. Quindi sono
esterne sulle quali si possono depositare
costruiti in maniera tale che in caso di
(in caso di montaggio regolare) sostanze
guasto degli alimentatori non possano pren-
leggermente infiammabili come ad es.
dere fuoco i materiali poco o normalmente
polvere o fibre, non devono superare deter-
infiammabili (conf. DIN 4102), ad esempio gli
minate temperature.
spigoli dei mobili di legno. I materiali possono
Il contrassegno d è stato ritirato nel
essere rivestiti, impiallacciati o verniciati.
1999. Una regolamentazione transitoria ha
permesso di mantenerlo fino alla data
Apparecchi con il contrassegno q
01.08.2005. Tuttavia dall’1.08.1998 ha validità
Gli apparecchi con il contrassegno q sono
il contrassegno U definito dalle norme
destinati al montaggio sopra o dentro mobili
EN 60598.
fatti con materiali di cui non è nota l’infiam-
Il contrassegno U prevede durante il
mabilità. Pertanto sono costruiti in maniera
funzionamento regolare una temperatura
tale che durante il funzionamento regolare
massima di 90 °C sulle superfici orizzontali, di
nessun piano di fissaggio o superficie adia-
115 °C al massimo in caso di guasto
cente dei mobili possa superare una tempera-
dell’alimentatore. Sulle superfici verticali
tura di 95 °C.
non devono essere superati i 150 °C.
203
Protezione antincendio: luoghi di utilizzo - simboli - requisiti
Luoghi d’impiego
Contrassegno
Requisiti di apparecchi con
degli apparecchi
lampade a scarica
Parti di edifici in materiali
conf. EN 60598-1
non infiammabili conf.
DIN 4102 parte 1
Parti di edifici in materiali
c
conf. EN 60598-1 sui piani di fissaggio:
poco o normalmente infiamma-
piano di fissaggio
funzionam.
bili conf. DIN 4102 parte 1
< 130 °C
anormale
< 180 °C
errore VG
Officine a rischio incendio
U
conf. EN 60598-2-24 superfici apparecchio:
conf. DIN VDE 0100 parte 720
IP5X
orizzontale
verticale
funzionam.
<
90 °C
< 150 °C
normale
< 115 °C
< 150 °C
anormale/
errore VG
Strutture agricole a
U
conf. EN 60598-2-24 superfici apparecchio:
rischio incendio
IP54
orizzontale
verticale
funzionam.
DIN VDE 0100 parte 720
contrassegno
<
90 °C
< 150 °C
normale
DIN VDE 0100 parte 705
del tipo di
< 115 °C
< 150 °C
anormale/
VDS 8/83 forma 2033
montaggio
errore VG
Oggetti d’arredo in materiali
Q
conf. DIN VDE 0710 parte 14 sul piano di fissaggio
poco o normalmente infiamma-
contrassegno
e superfici adiacenti
bili conf. DIN 4102 parte 1
delle possibilità
piano di fissaggio
funzionam.
di incasso/mon-
< 130 °C
anormale
taggio esterno
< 180 °C
errore VG
Oggetti d’arredo in materiali di
q
conf. DIN VDE 0710 parte 14 sul piano di fissaggio
cui non è nota l’infiammabilità
contrassegno
e superfici adiacenti
delle possibilità
piano di fissaggio
funzionam.
di incasso/mon-
<
95 °C
normale
taggio esterno
< 130 °C
anormale
< 180 °C
errore VG
Manuale illuminotecnico pratico
204
Protezione antideflagrante b
Gas, vapori e nebbie infiammabili
Direttiva 94/9/CE
La direttiva comunitaria 94/9/CE disciplina
Zona 0
i requisiti delle apparecchiature adatte ad
Area in cui è presente in permanenza o
essere installate in zone a rischio esplosione.
per lunghi periodi un’atmosfera a rischio
La stessa direttiva definisce anche i «requisiti
esplosione.
basilari di sicurezza» che devono possedere
le apparecchiature antideflagranti.
Zona 1
I produttori di apparecchiature antidefla
Area in cui è probabile che si formi occasio-
granti devono certificare un sistema di
nalmente un’atmosfera esplosiva.
garanzia di qualità verificato da un istituto
di controllo ufficiale.
Zona 2
Area in cui si prevede che un’atmosfera
Direttiva 99/92 CE (direttiva sul lavoro)
esplosiva si formi di rado e che sia unica-
Altrettanto importante è la descrizione delle
mente di breve durata.
zone pericolose in ambienti di lavoro a rischio
esplosione, con relativo profilo di sicurezƵa
riguardante le «apparecchiature» utilizzate.
Polveri infiammabili
Dal momento che questa direttiva è re-
datta seguendo il «new approach» comunita-
Zona 20
rio, si introduce anche in questo caso la
Area in cui è presente in permanenza o per
dichiaraƵione di conformità rilasciata dal pro-
lunghi periodi un’atmosfera esplosiva sotto
duttore in abbinamento al marchio CE dei
forma di nube di polvere combustibile
prodotti.
nell’aria.
La spiegazione dettagliata della direttiva
94/9/CE è contenuta nel capitolo «Direttiva
Zona 21
Comunitaria 94/9/CE del Parlamento e del
Area in cui è probabile che si
Consiglio Europeo del 23 marzo 1994».
formi occasionalmente un’atmosfera esplo-
Dal primo di luglio del 2003 questo testo
siva sotto forma di nube di polvere combu
sostituisce tutte le precedenti disposizioni
stibile nell’aria.
europee sulla protezione da esplosioni.
Zona 22
Area in cui non è probabile la formaƵione di
un’atmosfera esplosiva sotto forma di pol-
vere combustibile o, qualora si verifichi, sia
unicamente di breve durata.
205
Apparecchiature del gruppo 2 con potenziale fonte d’innesco
Categoria apparecchi 1
Categoria apparecchi 2
Categoria apparecchi 3
sì
no
apparecchio elettrico
motore con
combustione interna
Documentazione di
Documentazione del
Collaudo CE
istituto ufficiale
produttore
del modello
Controlli interni di produzione
Requisiti basilari a tutela della sicurezza e salute
Suddivisione delle temperature massime di superficie per le
apparecchiature elettriche di classe 2
Classe di
Temperatura massima di
Temperatura d’innesco di
temperatura
superficie delle apparecchia-
materiali infiammabili in °C
ture elettriche in °C
T1
450
> 450
T2
300
> 300 ≥ 450
T3
200
> 300 ≥ 200
T4
135
> 200 ≥ 135
T5
100
> 100 ≥ 135
T6
85
>
85 ≥ 100
Manuale illuminotecnico pratico
206
Protezione da colpi di pallone
Le norme DIN VDE 0710-13 prevedono che gli apparecchi
d’illuminazione destinati a strutture sportive debbano essere
protetti dai colpi di pallone.
La palla che colpisce un apparecchio non può danneggiarlo
in maniera tale che ne cadano pezzi. Nel collaudo eseguito a
norma l’apparecchio in questione deve reggere 36 colpi di
palla lanciata da tre direzioni a una velocità massima di
60 chilometri orari. La palla utilizzata ha le dimensioni di
quella da pallamano.
Nella scelta dell’apparecchio d’illuminazione la griglia che
lo protegge deve avere un reticolo adatto agli sport giocati:
ovviamente sempre più piccolo dei tipi di palla usati, mai
grande al punto tale che una palla possa rimanere incastrata
nella griglia.
Nel programma Zumtobel gli apparecchi protetti da colpi di
pallone si trovano nelle linee di prodotti MIREL T16 (apparec-
chio da incasso), MIRAL T16 (plafoniera), CRAFT (riflettori
industriali).
207
Classificazione IK di resistenza all’urto meccanico
Il grado IK di resistenza meccanica, detto
Si dichiara così a quale energia d’impatto un
anche grado di protezione IK, è un codice che
involucro può resistere senza rompersi. Nelle
indica il livello di resistenza agli urti mecca-
situazioni pratiche la tabella si legge nel
nici offerto dagli involucri che proteggono le
seguente modo:
componenti elettriche di un dispositivo. La
normativa internazionale CEI 62262 (corri-
- fino a IK05: colpi di mano o pugno
spondente alla EN 62262) elenca 10 classi di
- IK06: colpo di martello da 500 g da
protezione:
20 cm di distanza
- IK07: colpo di martello da 500 g da
Grado di
Energia d’impatto
40 cm di distanza
protezione
(Joule)
- IK08: colpo di martello da 1,7 kg da
IK00
nessuna resistenza
30 cm di distanza
IK01
fino a 0,15
- IK09: colpo di martello da 5 kg da
20 cm di distanza
IK02
fino a 0,20
- IK10: colpo di mazza da baseball, lancio,
IK03
fino a 0,35
pedata
IK04
fino a 0,50
IK05
fino a 0,70
IK06
fino a 1,0
IK07
fino a 2,0
IK08
fino a 5,0
IK09
fino a 10,0
IK10
fino a 20,0
Manuale illuminotecnico pratico
208
Tecnica degli ambienti controllati
Compatibilità collaudata con ambienti
Come avviene il collaudo
controllati
Un determinato volume d’aria viene risuc
CLEAN Advanced e CLEAN Supreme sono
chiato con un’apposita sonda e convogliato in
apparecchi collaudati dall’Istituto Fraunhofer
una camera di misurazione. Qui si rilevano e
di Stoccarda (D) in merito a:
si definiscono le particelle contenute in quel
- compatibilità con ambienti controllati
volume d’aria.
(particelle emesse dagli apparecchi d’illu-
Per classificare gli apparecchi d’illumina
minazione)
zione è determinante osservare se superano i
- compatibilità igienica (disinfezione,
corrispondenti valori limite. Solo se un valore
requisiti elettrostatici, resistenza chimica).
limite non viene superato con una certezza di
almeno il 95 %, l’apparecchio potrà essere
classificato come idoneo all’impiego nella cor-
Dettagli sulla compatibilità con ambienti
rispondente categoria.
controllati
La direttiva tedesca VDI 2083 definisce una
Dettagli sulla compatibilità igienica
procedura standardizzata per tutte le appa-
Oltre a misurare tecnicamente la concentra-
recchiature usate in un ambiente controllato.
zione di particelle, è necessario certificare
Il criterio comune agli apparecchi illumi-
anche la compatibilità igienica. A tale scopo
nanti e anche tutti gli altri tipi di apparecchia-
gli accertamenti del Fraunhofer Institut IPA
ture ai fini della compatibilità con l’ambiente
includono esami e parametri aggiuntivi.
controllaŧo è l’andamento nell’emissione di
La compatibilità igienica prevede una serie
particelle. Tutti gli standard internazionali
di requisiti legati al settore: per esempio
utilizzano come criterio di classificazione la
resistenza chimica, qualità delle superfici,
cosiddetta «emissione di particelle traspor-
andamento dei flussi d’aria oppure qualità
tate dall’aria». Il limite di ogni classe è dato
elettrostatiche. Questi requisiti sono definiti
dalla massima concentrazione ammessa per
fra l’altro nei seguenti regolamenti:
le particelle di una determinata dimensione.
209
Normative
Generali
Sistemi di flusso d’aria negli
- Classificazione della purezza dell’aria - ca-
ambienti controllati
mere pulite e zone annesse -
Uno dei criteri basilari per stabilire i requisiti
conf. DIN EN ISO 14644-1 (il Federal
delle apparecchiature destinate agli ambienti
Standard 209 è stato ritirato)
controllati è il tipo di sistema di flusso d’aria.
- Tecnica dell’ambiente controllato e
CLEAN è un apparecchio d’illuminazione co-
compatibilità di strutture per camere
struito per tutte le categorie di ambienti con-
pulite VDI 2083
trollati con flusso a turbolenza mista. In que-
- EHEDG (European Hygienic Engineering
sto sistema, uno dei più diffusi, l’aria primaria
& Design Group)
viene condotta nell’ambiente in modo turbo-
lento, creando così una costante rarefazione
Applicazioni industriali
che la «pulisce». In base alla classificazione
- GMP Guidelines (Good Manufacturing
GMP (Good Manufacturing Practice), questo
Practice) - settore farmaceutico
sistema di flusso d’aria permette di realizzare
- FDA (Food and Drug Administration) -
ambienti controllati delle classi da C ad E
settore farmaceutico e alimentare
nonché delle classi ISO da 6 a 9.
- Legge sui prodotti medicali
Un sistema di costruzione più complicata
- Disciplina dei medicinali nella UE - regola-
è quello del flusso forzato senza turbolenza.
mento sulle corrette pratiche produttive,
Gli ambienti controllati così costruiti, chiamati
fascicolo 4 - (industria farmaceutica e
«laminar flow», permettono di impiegare per
cosmetica)
l’illuminazione solo supporti singoli, tali da di-
- HACCP (ordinamento sull’igiene alimen
sturbare il meno possibile la direzione del
tare) - settore alimentare
flusso d’aria. Il sistema «laminar flow» garan-
tisce il minimo della contaminazione ed inol-
Applicazioni ospedaliere:
tre elimina qualsiasi particella di sporcizia con
- VDI 2167 Strutture tecniche di ospedali
estrema rapidità e precisione. Gli ambienti
- DIN 1946-4 - Tecnica delle camere pulite,
controllati dove si applica questo tipo di
parte 4 (impianti di climatizzazione negli
flusso d’aria sono quelli delle classi ISO da 1 a
ospedali)
6 e delle classi GMP A e B.
Manuale illuminotecnico pratico
210
Fusibili e carichi di circuiti
Valori di scatto dei fusibili automatici
Caratteristiche di apertura
Corrente di apertura
B (flink)
corrente nominale da 3 a 5 volte superiore
C
corrente nominale da 5 a 10 volte superiore
Per il funzionamento degli apparecchi
Nota: i dati qui elencati sono solo valori
d’illuminaƵione si raccomandano fusibili
orientaŧivi che in singoli casi possono diver-
automatici di tipo C. In caso di protezioni
gere. Pertanto si tenga conto della serie e del
pluripolari i valori andranno ridotti del 20 %
modello concreto nonché del numero reale di
secondo quanto specificato dai produttori.
alimentatori per ogni apparecchio d’illumina-
I valori delle tabelle si riferiscono all’accen-
zione. Nel caso di lampade a ioduri metallici,
sione simultanea in tensione di rete
la corrente di accensione aumenta a causa del
UN = 230 V.
superamento della fase di accensione. In caso
di allacciamento a fusibili automatici di tipo B,
per evitare che questi scattino erroneamente
è opportuno non caricare i trasformatori fino
a raggiungere il valore nominale.
211
Carico di fusibili automatici per lampade a ioduri metallici -
numero massimo di EVG consigliato per ogni fusibile
EVG per lampade a ioduri metallici HIT/HIT-DE/HIE e
HIT-CE/HIT-TC-C²E/HIT-DE-CE/HIE-CE non dimmerabili (serie TRIDONIC PCI):
C10
C13
C16
C20
B10
B13
B16
B20
mm2
1,5
1,5
1,5
2,5
1,5
1,5
1,5
2,5
1/20 W HI
24
33
42
48
12
15
19
19
1/35 W HI
16
22
28
32
8
10
13
13
1/70 W HI
10
18
26
30
6
10
13
13
1/150 W HI
7
14
20
20
4
6
7
7
Carico di fusibili automatici per lampade fluorescenti e compatŧe con EVG -
numero massimo di EVG consigliato per ogni fusibile
EVG per lampade fluorescenti T16 non dimmerabili (modello TRIDONIC PC T5 PRO):
C10
C13
C16
C20
B10
B13
B16
B20
mm2
1,5
1,5
1,5
2,5
1,5
1,5
1,5
2,5
1/14 W T16
46
80
80
140
23
40
40
70
2/14 W T16
46
80
80
140
23
40
40
70
3/14 W T16
30
46
50
64
15
23
25
32
4/14 W T16
30
46
50
64
15
23
25
32
1/21 W T16
46
80
86
98
23
40
43
49
2/21 W T16
46
78
80
100
23
39
40
50
1/28 W T16
44
78
80
90
22
39
40
45
2/28 W T16
18
28
30
36
9
14
15
18
1/35 W T16
46
80
80
140
23
40
40
70
2/35 W T16
20
30
30
44
10
15
15
22
1/24 W T16
46
80
80
140
23
40
40
70
2/24 W T16
30
50
50
64
15
25
25
32
1/39 W T16
30
40
50
60
15
20
25
30
2/39 W T16
18
28
30
36
9
14
15
18
1/54 W T16
30
46
50
80
15
23
25
40
2/54 W T16
14
20
24
30
7
10
12
15
1/49 W T16
30
46
50
58
15
23
25
29
2/49 W T16
18
28
30
36
9
14
15
18
1/80 W T16
18
28
30
36
9
14
15
18
Manuale illuminotecnico pratico
212
Fusibili e carichi di circuiti
Carico di fusibili automatici per lampade fluorescenti e compatŧe con EVG -
numero massimo di EVG consigliato per ogni fusibile
EVG per lampade fluorescenti T16 dimmerabili Basic / dimmerabili DALI
(serie TRIDONIC PCA T5 ECO/PCA T5 EXCEL one4all):
C10
C13
C16
C20
B10
B13
B16
B20
mm2
1,5
1,5
1,5
2,5
1,5
1,5
1,5
2,5
1/14 W T16
30
50
70
80
15
25
35
40
2/14 W T16
22
32
44
50
11
16
22
25
3/14 W T16
16
26
34
42
8
13
17
21
4/14 W T16
16
24
34
38
8
12
17
19
1/21 W T16
30
50
70
76
15
25
35
38
2/21 W T16
22
32
44
50
11
16
22
25
1/28 W T16
32
50
72
80
16
25
36
40
2/28 W T16
16
22
30
34
8
11
15
17
1/35 W T16
32
50
70
80
16
25
35
40
2/35 W T16
16
22
30
34
8
11
15
17
1/24 W T16
22
32
44
50
11
16
22
25
2/24 W T16
22
32
46
52
11
16
23
26
1/39 W T16
22
32
44
50
11
16
22
25
2/39 W T16
14
22
28
34
7
11
14
17
1/54 W T16
22
32
44
50
11
16
22
25
2/54 W T16
14
22
28
34
7
11
14
17
1/80 W T16
10
20
30
30
5
10
15
15
EVG per lampade fluorescenti T26 non dimmerabili
(serie TRIDONIC PC E011/PC T8 PRO):
C10
C13
C16
C20
B10
B13
B16
B20
mm2
1,5
1,5
1,5
2,5
1,5
1,5
1,5
2,5
1/18 W T26
46/46
80/80
104/140
110/140
23/23
40/40
52/70
55/70
2/18 W T26
30/44
46/80
68/140
84/140
15/22
23/40
34/70
42/70
3/18 W T26
32/-
46/-
66/-
80/-
16/-
23/-
33/-
40/-
4/18 W T26
20/-
30/-
40/-
44/-
10/-
15/-
20/-
22/-
1/36 W T26
32/46
48/80
70/140
84/140
16/23
24/40
35/70
42/70
2/36 W T26
20/20
30/30
40/42
44/44
10/10
15/15
20/21
22/22
1/58 W T26
32/32
46/46
66/66
80/80
16/16
23/23
33/33
40/40
2/58 W T26
14/14
20/20
26/26
30/30
7/7
10/10
13/13
15/15
213
EVG per lampade fluorescenti T26 dimmerabili Basic / dimmerabili DALI
(serie TRIDONIC PCA T8 ECO/PCA T8 EXCEL one4all):
C10
C13
C16
C20
B10
B13
B16
B20
mm2
1,5
1,5
1,5
2,5
1,5
1,5
1,5
2,5
1/18 W T26
30
50
80
80
15
25
40
40
2/18 W T26
20
30
40
46
10
15
20
23
3/18 W T26
12
18
24
30
6
9
12
15
4/18 W T26
12
16
24
28
6
8
12
14
1/30 W T26
30
50
70
76
15
25
35
38
2/30 W T26
10
20
30
30
5
10
15
15
1/36 W T26
30
50
70
76
15
25
35
38
2/36 W T26
10
20
30
30
5
10
15
15
1/58 W T26
20
30
40
46
10
15
20
23
2/58 W T26
10
20
30
30
5
10
15
15
EVG per lampade fluorescenti compatte TC-L dimmerabili Basic / dimmerabili DALI
(serie TRIDONIC PCA TCL ECO/PCA TCL EXCEL one4all):
C10
C13
C16
C20
B10
B13
B16
B20
mm2
1,5
1,5
1,5
2,5
1,5
1,5
1,5
2,5
1/18 W TC-L
52
56
64
96
26
28
32
48
2/18 W TC-L
52
56
64
96
26
28
32
48
1/24 W TC-L
52
56
64
96
26
28
32
48
2/24 W TC-L
20
26
32
40
10
13
16
20
1/36 W TC-L
30
50
70
76
15
25
35
38
2/36 W TC-L
10
20
30
30
5
10
15
15
1/40 W TC-L
30
50
70
76
15
25
35
38
2/40 W TC-L
10
20
30
30
5
10
15
15
1/55 W TC-L
20
30
40
46
10
15
20
23
2/55 W TC-L
10
14
18
20
5
7
9
10
1/80 W TC-L
10
20
30
30
5
10
15
15
Manuale illuminotecnico pratico
214
Fusibili e carichi di circuiti
Carico di fusibili automatici per lampade fluorescenti e compatŧe con EVG -
numero massimo di EVG consigliato per ogni fusibile
EVG per lampade fluorescenti compatte TC-L non dimmerabili
(serie TRIDONIC PC PRO FSD):
C10
C13
C16
C20
B10
B13
B16
B20
mm2
1,5
1,5
1,5
2,5
1,5
1,5
1,5
2,5
1/18 W TC-L
30
50
80
80
15
25
40
40
2/18 W TC-L
30
50
80
80
15
25
40
40
1/24 W TC-L
30
50
80
80
15
25
40
40
2/24 W TC-L
30
50
80
80
15
25
40
40
1/36 W TC-L
80
80
80
100
40
40
40
50
2/36 W TC-L
20
30
40
40
10
15
20
20
1/40 W TC-L
30
50
80
80
15
25
40
40
2/40 W TC-L
14
20
26
30
7
10
13
15
1/55 W TC-L
20
30
40
40
10
15
20
20
2/55 W TC-L
10
14
20
22
5
7
10
11
1/80 W TC-L
18
28
30
36
9
14
15
18
EVG per lampade fluorescenti compatte TC-DEL/TEL non dimmerabili
(serie TRIDONIC PC PRO):
C10
C13
C16
C20
B10
B13
B16
B20
mm2
1,5
1,5
1,5
2,5
1,5
1,5
1,5
2,5
1/13 W TC-DEL/TC-TEL
80
80
80
100
40
40
40
50
2/13 W TC-DEL/TC-TEL
80
80
80
100
40
40
40
50
1/18 W TC-DEL/TC-TEL
80
80
80
100
40
40
40
50
2/18 W TC-DEL/TC-TEL
30
50
80
80
15
25
40
40
1/26 W TC-DEL/TC-TEL
30
50
80
80
15
25
40
40
2/26 W TC-DEL/TC-TEL
32
50
80
80
16
25
40
40
1/32 W TC-TEL
30
50
80
80
15
25
40
40
2/32 W TC-TEL
16
22
30
44
8
11
15
22
1/42 W TC-TEL
30
50
80
80
15
25
40
40
2/42 W TC-TEL
16
22
30
44
8
11
15
22
1/57 W TC-TEL
20
30
30
44
10
15
15
22
215
EVG per lampade fluorescenti compatte TC-DEL/TEL dimmerabili Basic / dimmerabili DALI
(serie TRIDONIC PCA ECO/PCA EXCEL one4all):
C10
C13
C16
C20
B10
B13
B16
B20
mm2
1,5
1,5
1,5
2,5
1,5
1,5
1,5
2,5
1/13 W TC-DEL/TC-TEL
40
60
80
80
20
30
40
40
2/13 W TC-DEL/TC-TEL
28
40
60
64
14
20
30
32
1/18 W TC-DEL/TC-TEL
30
50
70
76
15
25
35
38
2/18 W TC-DEL/TC-TEL
22
32
46
68
11
16
23
34
1/26 W TC-DEL/TC-TEL
30
50
70
76
15
25
35
38
2/26 W TC-DEL/TC-TEL
22
32
46
56
11
16
23
28
1/32 W TC-TEL
26
38
50
58
13
19
25
29
2/32 W TC-TEL
10
18
24
28
5
9
12
14
1/42 W TC-TEL
26
38
50
58
13
19
25
29
2/42 W TC-TEL
10
18
24
28
5
9
12
14
Manuale illuminotecnico pratico
216
Fusibili e carichi di circuiti
Carico di fusibili automatici per lampade a bassa tensione -
numero massimo di trasformatori consigliato per ogni fusibile
Trasformatori magnetici per lampade a
Trasformatori magnetici per lampade a
bassa tensione QT/QR/QR-CB(C)
bassa tensione QT/QR/QR-CB(C)
(serie TRIDONIC TMBx/OMTx):
(serie TRIDONIC TMAx/TMDx):
C10
C16
B10
B16
C10
C16
B10
B16
35 W
41
65
20
32
20 W
42
67
21
33
50 W
21
35
10
17
35 W
35
56
17
28
70 W
15
24
7
12
40 W
26
43
13
21
80 W
14
22
7
11
50 W
23
37
11
18
105 W
8
13
4
6
60 W
21
33
10
16
150 W
4
6
2
3
70 W
16
26
8
13
210 W
2-3
4-5
1
2
80 W
13
21
6
10
300 W
1-2
2-3
n.c.
1
105 W
9
14
4
7
n.c. = non consigliato
Trasformatori magnetici per lampade a
bassa tensione QT/QR/QR-CB(C)
(serie TRIDONIC OGT):
C10
C16
B10
B16
250 W
3-4
5-6
1-2
2-3
300 W
2
3-4
1
1-2
500 W
1
1-2
n.c.
n.c.
n.c. = non consigliato
217
Carico dei disgiuntori con downlights e faretti LED -
numero massimo consigliato per disgiuntore
Nel catalogo online di Zumtobel sono indicati
gresso e la durata di impulsi degli apparecchi
i tipi di disgiuntori e il corrispondente numero
LED. Ulteriori informazioni sui disgiuntori
massimo di apparecchi. Alla fine delle tabelle
legati al rispettivo prodotto sono disponibili su:
si trovano anche i valori di corrente d’in-
zumtobel.com/it-it/prodotti.html
Manuale illuminotecnico pratico
218
Resistenza dei materiali
Non esiste al mondo un materiale che
Le tabelle qui riportate vi forniscono solo una
resista in assoluto a tutti gli agenti chimici.
sintesi sommaria delle applicazioni più tipiche
Le reazioni infatti sono delle più disparate
e delle sostanze chimiche più frequenŧi.
e riempiono interi libri di tabelle sulla
Per domande specifiche o dubbi sono a
resistenza.
disposiƵione gli specialisti di Zumtobel.
Quando si valuta un potenziale di pericolo,
bisogna tenere in conto non solo il grado
di saturazione delle sostanze chimiche ma
anche la temperatura ambiente con cui
interagiscono.
Qualità particolari
PC
PMMA
CHEMO
Poliestere
Codice IK
08
03
07
03
Resistenza UV
+ **
++
++
++
Resistenza all’urto
6 Nm
0,2 Nm
4 Nm
0,35 Nm
Resistenza all’usura
+ *
++
++
++
Assenza di silicone
sì
sì
sì
sì
Assenza di alogeni
sì
sì
sì
sì
Compatibilità International Food Standards (IFS)
sì
sì
sì
sì
Collaudo filo incandescente
850 °C
650 °C
850 °C
850 °C
Termoresistenza delle plastiche
130 °C
90 °C*
122 °C
Infiammabilità conf. UL94 (ISO 60695)
V2
HB
HB
HB
Grado di trasmissione UV
89 %
91 %
89 %
* per il PC stabilità limitata agli UV
** stabilizzato agli UV
Materiali consigliati per le applicazioni
PC
PMMA
CHEMO
Ambienti umidi
Cucine di cottura
Cantine umide
-
Preparazione di foraggi
Cucine industriali
altamente consigliabile
idoneo
- non idoneo
➝ continua alla prossima pagina
* con chiusure di plastica e molle speciali per fissaggio al soffitto (su richiesta)
219
Materiali consigliati per le applicazioni
PC
PMMA
CHEMO
Ambienti bagnati
Cantine di vini e birre
Birrifici
-
Cantine vitivinicole (botti trattate con zolfo)
-
Sale pompe bagnate
Lavorazione di carni
-
Impianti galvanici (attenzione: non usare V2A)
-
*
*
Serre
Caseifici
-
Latterie
-
Impianti di autolavaggio
-
Ambienti o reparti con impianti di bagni e lavaggi
Cabine doccia e bagni
Bagni termali o salini
Aziende agricole
Preparazione di mangimi e foraggi
Serre
Magazzini di fieno, mangimi, fertilizzanti etc.
Ambienti di allevamento (stalle)
-
Ambienti a rischio incendio (FF solo con la versione EVG)
Lavorazione del legno
Lavorazione della carta
-
Industria tessile
-
Laboratori teatrali
Ambienti di asciugatura
Garages
Garages interrati
Parcheggi chiusi
Box auto
Depositi di autoveicoli
Impianti all’aperto
Impianti su rampe (sotto tettoie)
Portoni d’accesso (sotto tettoie)
Binari ferroviari coperti da tettoie
Distributori di carburante coperti da tettoie
Tettoie
Manuale illuminotecnico pratico
220
Resistenza dei materiali
Chemische Resistenz der Materialien
PC
PMMA
CHEMO
Poliestere
Acetone
-
-
-
Acido acetico fino al 5 %
Acido acetico fino al 30 %
-
-
Acido bromico
-
-
-
-
Acido cloridrico (HCl) < 20 %
Acido cloridrico (HCl) > 20 %
-
Acido per accumulatori
Acido solfidrico
Acido solforico (H2SO4) < 50 %
Acido solforico (H2SO4) < 70 %
-
Acido solforico (H2SO4) > 70 %
-
-
-
-
Acido solforico (H2SO4) > 98 %
-
-
-
-
Acido solforoso fino al 5 %
-
Acqua fino a 60 °C
Acqua marina
Acqua ossigenata fino al 40 %
-
Acqua ossigenata oltre il 40 %
-
-
Acqua saponata
Ammoniaca 25 %
-
Anidride carbonica
Anilina
-
-
-
-
Benzina (solvente)
Benzina normale
-
Benzina super
-
-
Benzolo
-
-
-
Birra
Calce
Chetone
-
-
-
Clorofenolo
-
-
-
-
Cloroformio
-
-
-
Cloruro di metilene
-
-
-
Cresolo
-
-
-
-
Diossano
-
-
Etanolo < 30 %
Etanolo > 30 %
-
resistente
- non resistente
Le indicazioni sono valide rispettando le seguenti condizioni: la sostanza chimica riportata nella tabella deve
essere una materia prima e non parte di un composto chimico. Temperatura ambiente di 22 °C.
221
PC
PMMA
CHEMO
Poliestere
Etere
-
-
Etere di petrolio
Etilacetato
-
-
-
Fenolo
-
-
-
-
Gasolio
-
Glicerina
Glicolo
Glysantin®
Grassi: animali
-
Grassi: minerali
-
Grassi: vegetali
-
Idrocarburi alifatici
Idrocarburi aromatici
-
-
Isopropanolo
-
Lisciva sintetica
Metanolo
-
-
-
Monossido di carbonio
Nafta
-
Olio di trementina
Olio diesel, petrolio
Olio siliconico
Piridina
-
-
-
Potassa caustica 30 %
-
-
Sangue
Soda
Soluz. di soda caustica dal 20 %
-
-
-
-
Soluz. di soda caustica fino al 10 %
-
Soluz. di soda caustica fino al 20 %
-
Soluzione di sodio 2 %
-
Soluzione di sodio 10 %
-
-
Soluzione salina
Tetracloruro di carbonio
-
-
Toluene
-
-
-
Tricloretano
-
-
Xylene
-
-
-
resistente
- non resistente
Le indicazioni sono valide rispettando le seguenti condizioni: la sostanza chimica riportata nella tabella
deve essere una materia prima e non parte di un composto chimico. Temperatura ambiente di 22 °C.
Manuale illuminotecnico pratico
222
Manutenzione di impianti illuminotecnici
Oggigiorno la manutenzione di un impianto
Il fattore di manutenzione è formato da
illuminotecnico è cruciale ai fini dei suoi costi.
4 elementi
La formula (1) dice che volendo avere un
livello d’illuminazione Em = 500 lx, con il
(2) FM = FMFL x FMML x FMA x FML
fattore di manutenzione standard FM = 0,67
l’illuminamento dell’impianto nuovo dovrà
Tutti i fattori descrivono un calo di illumina-
essere pari a Enuovo 750 lx.
mento. Il massimo è sempre 1, ossia il valore
corrispondente ad un impianto nuovo. Per il
periodo che intercorre tra un intervento di
Em: maintained illuminance =
manutenzione e l’altro bisogna stabilire in
valore di illuminamento mantenuto
che misura i diversi fattori contribuiscano a
questo calo di illuminamento.
(1) Em = Enuovo x FM
Elementi del fattore di manutenzione
Vantaggio di un FM alto
- Fattore di manutenzione del flusso lumi-
– Meno costi d’investimento in apparecchi
noso lampade FMFL
- Meno costi di energia
- Fattore di manutenzione della mortalità
delle lampade FMML
Vantaggio di un FM basso
- Fattore di manutenzione degli appar. FMA
– Costi di manutenzione ridotti
- Fattore di manutenzione dei locali FML
– Intervalli di manutenzione più lunghi
Motivi del calo di illuminamento
Nota: con un fattore di manutenzione basso si può
- Invecchiamento delle lampade
mantenere costante l’illuminamento dimmerandolo
- Guasto delle lampade
al valore mantenuto, in modo da risparmiare energia
- Apparecchi che si sporcano
(Maintenance Control).
- Locali che si sporcano
Possibilità di migliorare il fattore di
manutenƵione
- Sostituire le lampade prima che abbiano
raggiunto la fine del loro ciclo di vita
(FMFL/FMML
)
– Sostituire immediatamente le lampade
non appena sono difettose (FMML = 1)
- Utilizzare apparecchi chiusi (FMA
)
– Pulire più spesso i locali (FML
)
223
160 %
= Eneu
140 %
120 %
100 %
= Em
80 %
Esempio:
Manutenzione apparecchi: ogni anno
60 %
Manutenzione locali: ogni 3 anni
Sostituzione lampade: ogni 3 anni
40 %
Sostituzione di lampade difettose: subito
20 %
0
0,5
1,0
1,5
2,0
2,5
3,0
3,5
anni
Condizioni dell’ambiente
Se non si conosce la destinazione si possono adottare i valori standard qui
riportati. Le tabelle che seguono aiutano però a determinare i fattori di manu-
tenzione esatti seguendo la formula (2).
Condizioni
Cicli di manutenzione
Luoghi di lavoro
Fattore di manuten-
ambiente
consigliati
zione di riferimento
Molto pulito (MP)
3 anni
Ambienti controllati
0,80
Centri di calcolo
Assemblaggio di componenti
Elettroniche
Pulito (P)
3 anni
Uffici
0,67
Scuole
Normale (N)
2 anni
Negozi
0,57
Laboratori
Ristoranti
Magazzini
Capannoni di assemblaggio
Sporco (S)
1 anno
Acciaierie
0,50
Impianti chimici
Fonderie
Saldature
Molature
Lavorazione del legno
Conf. CIE - pubblicazione 97, «Maintenance of indoor electric lighting systems», aggiornamento 2005
Manuale illuminotecnico pratico
224
Manutenzione di impianti illuminotecnici
Fattore di manutenzione del flusso luminoso lampade (FMFL)
e fattore mortalità lampade (FMML)
Lampade
Durata di funzionamento in ore
100
500
1000
1500
2000
4000
Lampada alogena
FMFL
1,00
0,99
0,97
0,95
CIE97:2005
FMML
1,00
1,00
0,78
0,50
Lampada fluorescente trifosforo T26 (VVG)
FMFL
1,00
0,99
0,98
0,97
0,96
0,95
ZVEI 2005
FMML
1,00
1,00
0,99
0,99
0,98
0,98
Lampada fluorescente trifosforo T26 (EVG)
FMFL
1,00
0,99
0,98
0,97
0,96
0,95
ZVEI 2005/CIE97:2005
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
0,99
Lampada fluorescente trifosforo T26 (EVG) long life
FMFL
1,00
0,99
0,99
0,98
0,98
0,98
Philips MASTER TL-D Xtreme (long life)
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
Lampada fluorescente trifosforo T26 (EVG) long life
FMFL
1,00
1,00
1,00
1,00
0,98
0,98
AURA Ultimate LL (long life)
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
Lampada fluorescente trifosforo T16 (EVG)
FMFL
1,00
0,99
0,98
0,97
0,96
0,95
ZVEI 2005
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
0,99
Lampada fluorescente trifosforo T16 (EVG) long life
FMFL
1,00
1,00
0,99
0,99
0,98
0,96
AURA SUPREME T5 HO LL (long life)
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
Lampada fluorescente compatta
FMFL
1,00
0,98
0,97
0,94
0,91
CIE97:2005
FMML
1,00
0,99
0,99
0,98
0,97
Lampada fluorescente comp. TC-S, TC-D, TC-T 5-26 W (VVG) FMFL
1,00
0,98
0,97
0,95
0,93
0,86
ZVEI 2005
FMML
1,00
1,00
1,00
0,99
0,98
0,97
Lampada fluorescente comp. TC-SEL, TC-TEL 5-42 W (EVG) FMFL
1,00
0,98
0,96
0,94
0,93
0,87
ZVEI 2005
FMML
1,00
1,00
0,99
0,99
0,99
0,98
Lampada fluorescente compatta TC-DEL 10-26 W (EVG)
FMFL
1,00
0,98
0,96
0,94
0,92
0,87
ZVEI 2005
FMML
1,00
1,00
1,00
0,99
0,99
0,98
Lampada fluorescente compatta TC-L 18-36 W (VVG)
FMFL
1,00
0,99
0,98
0,97
0,96
0,92
ZVEI 2005
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
Lampada fluorescente compatta TC-L 18-80 W (EVG)
FMFL
1,00
0,99
0,98
0,97
0,97
0,94
ZVEI 2005
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
0,99
Valori secondo i dati dei produttori lampade, gennaio 2008, conf. CIE97:2005
Technical Report «Guide on the Maintenance of Indoor Electric Lighting Systems» 2nd edition e pubblicazione ZVEI
«Ciclo di vita di lampade a scarica per l’illuminazione», novembre 2005.
I dati di lampade di altre marche o modelli vanno richiesti direttamente al relativo produttore.
Si presuppone l’utilizzo di alimentatori di tecnologia moderna.
La frequenza di accensione ha un effetto importante sul fattore mortalità lampade (FMML).
Quasi tutti i dati si basano sul ritmo di accensione normato di 3 ore conf. IEC (2,75 h ON, 0,25 h OFF).
225
6000
8000
10 000
12 000
14 000
16 000
18 000
20 000
22 000
24 000
30 000
35 000
40 000
45 000
0,94
0,93
0,92
0,92
0,91
0,97
0,95
0,93
0,83
0,60
0,94
0,93
0,92
0,92
0,91
0,90
0,90
0,90
0,99
0,98
0,98
0,97
0,95
0,90
0,75
0,50
0,97
0,96
0,95
0,95
0,94
0,94
0,93
0,93
0,93
0,92
0,91
0,90
0,90
0,90
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
0,98
0,90
0,70
0,97
0,97
0,97
0,96
0,95
0,95
0,94
0,94
0,94
0,93
0,92
0,91
0,91
0,91
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
0,99
0,99
0,99
0,99
0,99
0,99
0,99
0,94
0,93
0,92
0,92
0,91
0,90
0,90
0,90
0,90
0,89
0,99
0,98
0,98
0,98
0,97
0,97
0,96
0,91
0,80
0,50
0,95
0,94
0,93
0,92
0,91
0,90
0,90
0,90
0,90
0,89
0,89
0,88
0,88
0,88
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
0,99
0,99
0,99
0,99
0,99
0,99
0,98
0,98
0,98
0,89
0,87
0,85
0,94
0,86
0,50
0,83
0,80
0,78
0,95
0,81
0,60
0,84
0,82
0,80
0,79
0,97
0,93
0,76
0,55
0,85
0,82
0,80
0,79
0,78
0,97
0,96
0,91
0,80
0,60
0,90
0,89
0,88
0,88
0,88
0,99
0,98
0,95
0,86
0,62
0,93
0,91
0,90
0,90
0,90
0,90
0,90
0,89
0,99
0,98
0,98
0,96
0,95
0,90
0,75
0,50
Manuale illuminotecnico pratico
226
Manutenzione di impianti illuminotecnici
Fattore di manutenzione del flusso luminoso lampade (FMFL)
e fattore mortalità lampade (FMML)
Lampade
Durata di funzionamento in ore
100
500
1000
1500
2000
4000
Lampada a ioduri metallici ceramica (50-150 W)
FMFL
1,00
0,95
0,87
0,75
0,72
CIE97:2005
FMML
1,00
0,99
0,99
0,98
0,98
Lampada a ioduri metallici ceramica
FMFL
1,00
0,99
0,98
0,96
0,95
0,91
Philips CDM-T 70 W/Elite
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
Lampada a ioduri metallici ceramica
FMFL
1,00
0,93
0,88
0,87
0,86
0,80
Osram HCI-T 150 W/WDL PB
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
0,99
0,99
Lampada a ioduri metallici ceramica
FMFL
1,00
0,96
0,92
0,91
0,90
0,87
Osram HCI 250 W PB
FMML
1,00
0,99
0,98
0,98
0,97
0,94
Lampada a ioduri metallici quarzo (250/400 W)
FMFL
1,00
0,98
0,95
0,90
0,87
CIE97:2005
FMML
1,00
0,99
0,99
0,98
0,97
Lampada a ioduri metallici quarzo
FMFL
0,99
0,98
0,92
0,88
0,85
0,80
Osram HQI-E 250 W/D
FMML
1,00
0,99
0,98
0,97
0,95
0,91
Lampada a ioduri metallici quarzo
FMFL
1,00
0,97
0,93
0,88
0,85
0,80
Osram HQI-E 400 W/D
FMML
1,00
0,99
0,98
0,97
0,95
0,91
Lampada a ioduri metallici quarzo
FMFL
1,00
0,97
0,92
0,87
0,83
0,77
Osram HQI-BT 400 W/N
FMML
1,00
0,99
0,98
0,97
0,95
0,91
Lampada a ioduri metallici quarzo
FMFL
1,00
0,98
0,96
0,93
0,92
0,86
Philips HPI-T Plus 250/400 W
FMML
1,00
1,00
0,99
0,99
0,99
0,98
Lampada a vapori di sodio 50/70 W
FMFL
1,00
0,99
0,98
0,97
0,96
0,93
ZVEI 2005
FMML
1,00
1,00
0,99
0,99
0,98
0,97
Lampada a vapori di sodio 150-400 W (flusso lum. stand.)
FMFL
1,00
0,99
0,98
0,97
0,96
0,93
ZVEI 2005
FMML
1,00
1,00
0,99
0,98
0,98
0,97
Lampada a vapori di sodio 150-400 W (flusso lum. stand.)
FMFL
1,00
0,99
0,99
0,98
0,97
0,96
ZVEI 2005
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
0,99
0,98
Lampada a vapori di sodio
FMFL
1,00
0,99
0,99
0,98
0,98
0,97
Philips SON(-T) PIA Plus 100-400 W
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
Valori secondo i dati dei produttori lampade, gennaio 2008, conf. CIE97:2005
Technical Report «Guide on the Maintenance of Indoor Electric Lighting Systems» 2nd edition e pubblicazione ZVEI
«Ciclo di vita di lampade a scarica per l’illuminazione», novembre 2005.
I dati di lampade di altre marche o modelli vanno richiesti direttamente al relativo produttore.
Si presuppone l’utilizzo di alimentatori di tecnologia moderna.
La frequenza di accensione ha un effetto importante sul fattore mortalità lampade (FMML).
Quasi tutti i dati si basano sul ritmo di accensione normato di 3 ore conf. IEC (2,75 h ON, 0,25 h OFF).
227
6000
8000
10 000
12 000
14 000
16 000
18 000
20 000
22 000
24 000
30 000
35 000
40 000
45 000
0,68
0,64
0,60
0,56
0,98
0,95
0,80
0,50
0,87
0,85
0,81
0,80
1,00
0,98
0,90
0,50
0,77
0,73
0,71
0,69
0,98
0,96
0,88
0,70
0,84
0,81
0,80
0,75
0,90
0,85
0,75
0,62
0,83
0,79
0,65
0,63
0,60
0,56
0,53
0,50
0,92
0,86
0,80
0,73
0,68
0,63
0,55
0,50
0,75
0,70
0,69
0,65
0,86
0,79
0,70
0,61
0,78
0,74
0,71
0,69
0,86
0,79
0,70
0,61
0,73
0,72
0,70
0,69
0,86
0,79
0,70
0,61
0,83
0,80
0,78
0,76
0,74
0,73
0,72
0,71
0,96
0,93
0,89
0,84
0,75
0,66
0,59
0,50
0,90
0,89
0,88
0,88
0,87
0,87
0,87
0,86
0,85
0,96
0,93
0,92
0,89
0,84
0,79
0,72
0,63
0,50
0,92
0,91
0,90
0,89
0,88
0,88
0,88
0,88
0,87
0,87
0,97
0,96
0,95
0,93
0,92
0,90
0,88
0,84
0,79
0,70
0,95
0,94
0,93
0,92
0,92
0,91
0,91
0,90
0,90
0,90
0,98
0,97
0,97
0,95
0,93
0,92
0,90
0,86
0,81
0,73
0,97
0,96
0,95
0,95
0,94
0,94
0,93
0,93
0,92
0,92
0,90
0,89
0,99
0,98
0,97
0,96
0,93
0,92
0,88
0,86
0,82
0,77
0,55
0,43
Manuale illuminotecnico pratico
228
Manutenzione di impianti illuminotecnici
Fattore di manutenzione del flusso luminoso lampade (FMFL)
e fattore mortalità lampade (FMML)
Classi di flusso luminoso dei LED*
Durata di funzionamento in ore
con relative sigle
1000
5000
10 000
15 000
20 000
25 000
30 000
35 000***
L95 @ 50 000 h
FMFL
1,00
1,00
0,99
0,99
0,98
0,98
0,97
0,97
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
L90 @ 50 000 h
FMFL
1,00
0,99
0,98
0,97
0,96
0,95
0,94
0,93
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
L85 @ 50 000 h
FMFL
1,00
0,99
0,97
0,96
0,94
0,93
0,91
0,90***
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
L80 @ 50 000 h
FMFL
1,00
0,98
0,96
0,94
0,92
0,90
0,88
0,86
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
L75 @ 50 000 h
FMFL
1,00
0,98
0,95
0,93
0,90
0,88
0,85
0,83
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
L70 @ 50 000 h
FMFL
0,99
0,97
0,94
0,91
0,88
0,85
0,82
0,79
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
L65 @ 50 000 h
FMFL
0,99
0,97
0,93
0,90
0,86
0,83
0,79
0,76
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
L60 @ 50 000 h
FMFL
0,99
0,96
0,92
0,88
0,84
0,80
0,76
0,72
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
L55 @ 50 000 h
FMFL
0,99
0,96
0,91
0,87
0,82
0,78
0,73
0,69
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
L50 @ 50 000 h
FMFL
0,99
0,95
0,90
0,85
0,80
0,75
0,70
0,65
FMML
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
* Una classe di flusso luminoso LED è definita dalla sua durata utile Lx (base scelta: 50 000 h) in cui il flusso luminoso
scende a x % (valore iniziale = 100 %) ad una temperatura ambiente di 25 °C.
Esempio: la classe di flusso luminoso LED «L80 @ 50 000 h» descrive un calo di flusso luminoso fino all’80 %
(FMFL = 0,80) in un ciclo di vita di 50 000 h.
I dati forniscono una previsione non vincolante sull’andamento del flusso luminoso nel tempo ipotizzandone un calo
progressivo lineare.
Per eseguire il progetto si possono ricavare i fattori di manutenzione da un ciclo di vita presunto.
Nota: i fattori di manutenzione lampade FMFL e FMML sono qui applicati ai moduli LED sebbene in questo caso non si tratti
di lampade vere e proprie nel senso tradizionale. Come fattore FMML si ipotizza 1 in quanto nella progettazione il guasto di
un modulo LED completo può essere trascurato.
I dati fanno riferimento alle normative internazionali IEC 62717 e IEC 62722.
Manuale illuminotecnico pratico
229
40 000
45 000
50 000
55 000
60 000
65 000
70 000
75 000**
80 000
85 000
90 000
95 000
100 000
0,96
0,96
0,95
0,95
0,94
0,94
0,93
0,93
0,92
0,92
0,91
0,91
0,90
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
0,92
0,91
0,90
0,89
0,88
0,87
0,86
0,85
0,84
0,83
0,82
0,81
0,80
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
0,88
0,87
0,85***
0,84
0,82
0,81
0,79
0,78
0,76
0,75
0,74
0,72
0,70
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
0,84
0,82
0,80**
0,78
0,76
0,74
0,72
0,70**
0,68
0,66
0,64
0,62
0,60
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
0,80
0,78
0,75
0,73
0,70
0,68
0,65
0,63
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
0,76
0,73
0,70
0,67
0,64
0,61
0,58
0,55
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
0,72
0,69
0,65
0,62
0,58
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
0,68
0,64
0,60
0,56
0,52
1,00
1,00
1,00
1,00
1,00
0,64
0,60
0,55
1,00
1,00
1,00
0,60
0,55
0,50
1,00
1,00
1,00
Per confrontare gli apparecchi LED si può procedere così: partendo da una classe «Lx @ 50 000 h» si cerchi
sulla stessa riga la corrispondente coppia di valori «FMFL e durata di funzionamento», tenendo presente
che il fattore FMFL x 100 corrisponde alla percentuale di flusso luminoso (in %).
Esempio:
*** L80 @ 50 000 h corrisponde a L70 @ 75 000 h
*** L90 @ 35 000 h corrisponde a L85 @ 50 000 h
Manuale illuminotecnico pratico
230
Manutenzione di impianti illuminotecnici
Tabella dei fattori di manutenzione apparecchi (FMA)
Ciclo di pulizia apparecchi
in anni
0,5
1,0
Condizioni ambiente
MP P
N
S
MP P
N
S
MP P
Tipo di apparecchi
Supporti a fascio libero
0,98
0,95
0,92
0,88
0,96
0,93
0,89
0,83
0,95
0,91
Riflettori aperti in alto
0,96
0,95
0,91
0,88
0,95
0,90
0,86
0,83
0,94
0,87
(effetto autopulente)
Riflettori chiusi in alto
0,95
0,93
0,89
0,83
0,94
0,89
0,81
0,72
0,93
0,84
(nessun effetto autopulente)
Apparecchi chiusi IP2X
0,94
0,92
0,87
0,83
0,94
0,88
0,82
0,77
0,93
0,85
Protezione antipolvere IP5X
0,94
0,96
0,93
0,91
0,96
0,94
0,90
0,86
0,92
0,92
Apparecchi a luce indiretta
0,94
0,92
0,89
0,85
0,93
0,86
0,81
0,74
0,91
0,81
Conf. CIE - pubblicazione 97, «Maintenance of indoor electric lighting systems», 2005, ISBN 3 900 734 34 8
Condizioni ambiente: MP = molto pulito, P = pulito, N = normale, S = sporco
Tabella dei fattori di manutenzione locali (FML)
Ciclo di pulizia locali
in anni
Tipo d’illuminazione
Condizioni ambiente
0
0,5
1,0
1,5
Diretta
MP
1,00
0,98
0,97
0,97
P
1,00
0,96
0,95
0,94
N
1,00
0,92
0,91
0,90
S
1,00
0,87
0,86
0,86
Diretta/indiretta
MP
1,00
0,97
0,96
0,95
P
1,00
0,93
0,91
0,91
N
1,00
0,87
0,84
0,84
S
1,00
0,77
0,75
0,75
Indiretta
MP
1,00
0,95
0,93
0,92
P
1,00
0,89
0,86
0,85
N
1,00
0,77
0,73
0,72
S
1,00
0,60
0,56
0,55
Conf. CIE - pubblicazione 97, «Maintenance of indoor electric lighting systems», 2005, ISBN 3 900 734 34 8
I valori qui riportati valgono per indici di riflessione 70/50/20 in un locale di media misura (k = 2,5)
Condizioni ambiente: MP = molto pulito, P = pulito, N = normale, S = sporco
231
1,5
2,0
2,5
3,0
N
S
MP P
N
S
MP P
N
S
MP P
N
S
0,87
0,80
0,94
0,89
0,84
0,78
0,93
0,87
0,82
0,75
0,92
0,85
0,79
0,73
0,83
0,79
0,92
0,84
0,80
0,75
0,91
0,82
0,76
0,71
0,87
0,79
0,74
0,68
0,74
0,64
0,91
0,80
0,69
0,59
0,89
0,77
0,64
0,84
0,87
0,74
0,61
0,52
0,79
0,73
0,91
0,83
0,77
0,71
0,90
0,81
0,75
0,68
0,89
0,79
0,73
0,65
0,88
0,83
0,93
0,91
0,86
0,81
0,92
0,90
0,85
0,80
0,92
0,90
0,84
0,79
0,73
0,65
0,77
0,88
0,66
0,57
0,86
0,73
0,60
0,51
0,85
0,70
0,55
0,45
2,0
2,5
3,0
3,5
4,0
4,5
5,0
5,5
6,0
0,97
0,97
0,97
0,97
0,97
0,97
0,97
0,97
0,97
0,94
0,94
0,94
0,94
0,94
0,94
0,94
0,94
0,94
0,90
0,90
0,90
0,90
0,90
0,90
0,90
0,90
0,90
0,86
0,86
0,86
0,86
0,86
0,86
0,86
0,86
0,86
0,95
0,95
0,95
0,95
0,95
0,95
0,95
0,95
0,95
0,91
0,91
0,91
0,91
0,91
0,91
0,91
0,91
0,91
0,83
0,83
0,83
0,83
0,83
0,83
0,83
0,83
0,83
0,75
0,75
0,75
0,75
0,75
0,75
0,75
0,75
0,75
0,92
0,92
0,92
0,92
0,92
0,92
0,92
0,92
0,92
0,84
0,84
0,84
0,84
0,84
0,84
0,84
0,84
0,84
0,72
0,72
0,72
0,72
0,72
0,72
0,72
0,72
0,72
0,55
0,55
0,55
0,55
0,55
0,55
0,55
0,55
0,55
Manuale illuminotecnico pratico
232
Manutenzione di impianti illuminotecnici
Tabella delle ore di funzionamento
Durata/
Durata accensione
Ore/giorno
Comando
Ore di accensione
turni di lavoro
giorni accensione/
luce diurna
per lampada e anno
anno
24 ore su 24,
365
24 h
no
8760 h
sorveglianza/
controllo processi
365
24 h
sì
7300 h
Doppio turno,
310
16 h
no
4960 h
6 giorni/settimana
310
16 h
sì
3720 h
Turno unico,
310
10 h
no
3100 h
6 giorni/settimana
310
10 h
sì
1760 h
Turno unico,
258
10 h
no
2580 h
5 giorni/settimana
258
10 h
sì
1550 h
Comando luce diurna: le lampade si accendono automaticamente quando la luce diurna è insufficiente.
I dati valgono a condizione che per la metà del giorno lavoraŧivo sia presente luce diurna a sufficienza.
Conf. CIE - pubblicazione 97, «Maintenance of indoor electric lighting systems», aggiornamento 2005.
Capitolo 9
Strumenti di progettazione
Processo e strumenti della progettazione
235
Checklist
Generale - i 5 imperativi del progetto illuminotecnico
236
Generale - ristrutturazione di impianti illuminotecnici
239
Programmi
VIVALDI
242
VIVALDI facciata
244
LM Energy
246
ecoCALC
247
Dati prodotti online
QuickCalc
248
QuickCalc Mobile
249
ecoCALC Light
250
DALEC
251
Strumenti di progettazione online
Catalogo online
252
Catalogo online per telefonia mobile
253
Codice QR
254
Schede tecniche e istruzioni di montaggio
255
Dati CAD 2D: DWG, DXF
256
Dati CAD 3D: REVIT, ARCHICAD
256
Dichiarazioni ambientali EPD
257
Map of Light
258
9
Manuale illuminotecnico pratico
235
Processo e strumenti della progettazione
Processo della progettazione
Comunicazione
Attenzione su prodotti e concezioni
Specifiche
Definizione delle esigenze
Progetto
Pianificazione: sviluppo di una concezione
Dettagli: calcoli, ottimizzazione
Documentazione
Realizzazione
Installazione, collaudo, manutenzione
Strumenti di progettazione
Comunicazione
Catalogo generale, brochures, Map Of Light, annunci e
stampa, fiere, congressi, eventi, roadshows, Light Forum
Specifiche
Progetti di ricerca, studi, DALEC
Progetto
Catalogo online, QuickCalc, configuratori di sistema,
LM-Energy, DIALux, Relux, ecoCALC, visualizzazione VIVALDI
Manuale illuminotecnico pratico
236
Checklist
Generale - i 5 imperativi del progetto illuminotecnico
I 5 imperativi del progetto illuminoŧecnico =
traccia per dare struttura al progetto della soluzione illuminotecnica
ESIGENZE d’illuminazione
SCELTA di lampade, apparecchi e gestione della luce
CALCOLO del numero di apparecchi
DISPOSIZIONE di apparecchi e comandi
ANALISI dei risultati
Per esperienza sappiamo che di solito
Rispondendo alle domande e considerando i
l’aspetŧo su cui ci si concentra di meno è il
dieci requisiti qualitativi dell’illuminazione
primo dei cinque, e cioè ESIGENZE d’illumina-
(pagina 12) si disporrà di una solida base per
zione.
elaborare una soluzione adatta alle preroga-
Il questionario che segue vuole aiutare
tive specifiche del progetto.
l’utenŧe a porsi domande fondamentali su cui
basare la progettazione.
237
Esigenze d’illuminazione
verifica 3
Condizioni generali
Utilizzo dei locali
Dimensioni e altezza locali
Costruzione soffitto
Indici di riflessione
Vetrate
Porte, passaggi, corridoi
Zone di attività differenti
Disposizione e materiale dei mobili
Protezione richiesta (da corpi estranei e umidità)
Classe isolamento richiesta (elettricità)
Agenti chimici
Protezione antincendio
Illuminazione di sicurezza ed emergenza
Valori limite di consumo energetico (kWh/anno)
Valore massimo di potenza impegnata (W/m²)
Budget dell’installazione iniziale
Manuale illuminotecnico pratico
238
Checklist
Scelta di lampade, apparecchi e gestione della luce
verifica 3
Tipo di lampade
Tipo e modello di apparecchi
Tipo di gestione della luce e moduli
Calcolo del numero di apparecchi
Sommario (Quickplan/Quickcalc)
Dettagliato (Dialux/Relux)
Condizioni di progetto (manutenzione, riflessione)
Disposizione di apparecchi e comandi
Caratteristiche strutturali
Orientamento (evitare riflessi e abbagliamenti)
Distanze fra i singoli apparecchi (uniformità)
Zone marginali
Direzionamento
Infrastruttura tecnica (distribuzioni, vani cavi, …)
Posizione delle unità di comando
Illuminazione di sicurezza ed emergenza
239
Generale - ristrutturazione di impianti illuminotecnici
L’elenco che segue fornisce spunti per discuŧere il progetto
con il cliente. I potenziali citati nella colonna di destra
mettono a confronto le odierne possibilità tecniche con le
soluzioni di circa 15 anni fa. Nel progetto vero e proprio si
dovranno poi calcolare esattamente i risparmi reali.
Ogni potenziale qui riportato vale se preso da solo; nel caso
le misure adottate siano diverse, queste si integreranno a
vicenda anche se i valori non si sommano.
1. Risparmio di energia, CO2 e costi
Potenziale
1. Materiali moderni
fino a -30 %
Le finiture innovative dei riflettori moderni danno come risultato
apparecchi più efficienti.
2. Sfruttamento della luce diurna
fino a -60 %
In presenza di sufficiente luce diurna, i comandi LUXMATE la sfruttano
consentendo enormi risparmi di energia.
3. Miglioramento di lampade e alimentatori
fino a -40 %
Le nuove tecnologie delle lampade (LED), l’ottimizzazione delle
temperature e il miglioramento della stessa fisica delle lampade
riservano enormi risparmi.
4. Considerazione dell’invecchiamento dell’impianto
fino a -17 %
La differenza tra illuminamento nuovo e mantenuto può essere risparmiata
con un opportuno comando dimming (Maintenance Control).
5. Considerazione dell’utilizzo dei locali
fino a -25 %
Con i sensori di presenza o con i comandi orari si risparmiano gli sprechi
di luce accendendola solo quando serve.
Manuale illuminotecnico pratico
240
Checklist
2.
Miglioramento dell’ergonomia
Potenziale
1.
Incremento della produttività
Molti studi dimostrano che un’illuminazione migliore può incrementare
di molto la produttività (ad es. lo studio condotto dall’università di
Ilmenau, AIF-nr. 9955).
2.
Riduzione degli errori
Molti studi dimostrano che un’illuminazione migliore può ridurre in
modo consistente il tasso di errori (ad es. lo studio condotto dall’università
di Ilmenau, AIF-nr. 9955).
3.
Incremento dello stato di veglia
L’illuminazione può essere tarata in maniera ideale per favorire lo
stato di veglia (lo dimostra ad es. la tesi di laurea di Susanne Fleischer,
Politecnico di Zurigo).
4.
Incremento dello stato di benessere
Una luminosità piacevole e una regolazione individuale hanno effetti positivi
sullo stato di benessere (ad es. Light Right Consortium).
Nota: è difficile fornire dati precisi e di validità generale, tuttavia si
sono registrati miglioramenti tangibili in molti casi singoli. E bastano
già piccoli accorgimenti per dare un beneficio economico reale.
241
3. Miglioramento delle condizioni di manutenzione
(personale addetto alla pulizia, alla manutenzione e al controllo)
Potenziale
1. Riduzione degli interventi di manutenzione
fino a +50 %
Negli ultimi anni la durata delle lampade è aumentata di molto.
2. Riduzione dei costi di manutenzione
fino a -30 %
Molti apparecchi moderni sono chiusi e si puliscono più facilmente.
3. Automazione della sorveglianza degli impianti
fino a -80 %
I moderni strumenti di facility management consentono di tenere sotto
controllo gli impianti in modo automatico e centralizzato. La durata delle
sorgenti luminose moderne, in particolare dei LED, è decisamente più lunga.
4. Risparmio di energia
fino a -20 %
Con apparecchi più facili da pulire e con meno necessità di manutenzione
si può ridurre il numero di apparecchi necessari e in questo modo
risparmiare energia.
4. Altre argomentazioni
1. Miglioramento di fattori ambientali
Oggi gli apparecchi d’illuminazione vengono costruiti seguendo direttive come
WEEE e RoHS. L’impatto ambientale si riduce (ad es. piombo/cadmio).
2. Progresso della tecnica
Le moderne soluzioni di luce seguono le tecniche più evolute e rispettano meglio le
normative che disciplinano l’illuminazione.
Manuale illuminotecnico pratico
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