Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. MANUALE DELLE OPERAZIONI Operational Manual (2019) - 16

 

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Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. MANUALE DELLE OPERAZIONI Operational Manual (2019) - 16

 

 

PROCEDURE SPECIFICHE PER ELICOTTERI
E PER LINEA
PARTE B-AB206
AB 206
EDIZIONE
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Apr 2019
7.2
Condizioni critiche di carburante.
Minimum reserve fuel
Come regola generale, una emergenza esiste quando il carburante residuo
inpone di effettuare, senza ulteriori ritardi, la manovra di atterraggio, stabilendo
quindi che il Minimum reserve fuel, sotto il quale è assolutamente proibito il
prosieguo del volo, è di 10Gls per AB 206, con I pattini al suolo.
Se il Capo Equipaggio sospetta che il carburante residuo non è sufficiente per
raggiungere la meta prefissata dovrà immediatamente pianificare il volo per
raggiungere il più vicino punto d’atterraggio alternativo. Se l’aeromobile
raggiunge la minimum landing fuel in volo un atterraggio dovrà essere
effettuato nel luogo più vicino a disposizione e soprattutto l’elicottero deve
atterrare prima di raggiungere la minimum reserve fuel.
Qualora, in volo, dovesse svilupparsi una condizione anomala e non
programmata in cui l’aeromobile disponga del solo carburante residuo di
16Gls per AB 206 sufficiente per raggiungere e atterrare sull’aeroporto (di
destinazione o alternato) con la procedura in uso senza poter accettare alcun
ritardo, è considerato in una situazione di URGENZA. In tal caso l’equipaggio
deve fornire l’informazione agli Enti ATS con la seguente fraseologia: “PAN-
PAN-PAN- Drago … - MINIMUM FUEL”;
Qualora dovesse svilupparsi una condizione anomala e non programmata in
cui l’aeromobile disponga del solo carburante residuo di 13Gls per AB 206
sufficiente per atterrare con la riserva finale di carburante, è considerato in una
situazione di EMERGENZA. In tal caso l’equipaggio deve fornire l’informazione
agli Enti ATS utilizzando la seguente fraseologia: “MAYDAY-MAYDAY-MAYDAY
- Drago … - EMERGENCY FUEL”. In questa condizione l’equipaggio deve inserire
nel transponder il codice 7700.
Deroghe
Con specifica autorizzazione del Direttore delle Operazioni Volo dell’UGTOFA
possono essere previste delle deroghe sulla politica della gestione del
carburante per particolari attività di Istituto e di lavoro aereo con
predisposizione di un campo base e la presenza di aviorifornitore.
3
PROCEDURE SPECIFICHE PER ELICOTTERI
E PER LINEA
PARTE B-AB206
AB 206
EDIZIONE
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Apr 2019
8
MEL Minimun Equipement List
8.1
Descrizione delle MEL
La lista equipaggiamenti minimi (MEL) si basa sul principio secondo il quale,
sotto condizioni stabilite, è possibile continuare ad impiegare un elicottero con
determinati impianti, strumenti ed equipaggiamenti inefficienti mantenendo il
livello di sicurezza previsto dai requisiti di certificazione di tipo, di navigabilità,
d’impiego.
Ciò è possibile sia per i criteri di ridondanza adottati nella progettazione degli
impianti, sia per la presenza di strumenti ed equipaggiamenti richiesti per
particolari condizioni di lavoro, ma non essenziali per la sicurezza, infine
attraverso l’utilizzo di idonee procedure, che consentono comunque di
ovviare alle funzioni non più fornite dallo strumento o equipaggiamento in
avaria.
Il concetto di inefficienza ammessa prevede pertanto un emissione da parte
del costruttore, con conseguente approvazione da parte dell’autorità di una
lista base d’impianti, strumenti ed equipaggiamenti che possono essere
inefficienti (MASTER MINIMUM EQUIPMENT LIST - MMEL) senza pregiudicare le
previste condizioni di sicurezza del volo.
Per la tipologia dell’elicottero AB 206 in dotazione al CNVVF non è stilata
alcuna MEL.
9
EQUIPAGGIAMENTI DI EMERGENZA, SOPRAVVIVENZA, OSSIGENO
Gli equipaggiamenti di emergenza e sopravvivenza dell’elicottero A 109 sono
i seguenti:
Equipaggiamenti di emergenza
a)
ELT (con possibilità di attivazione in cabina);
b)
VHF 2 (quando applicabile);
c)
Estintore;
d)
Cassetta pronto soccorso.
Equipaggiamenti di sopravvivenza
a)
Sacca di provviste e vestiario di ricambio per volo in montagna.
Ossigeno
L’elicottero AB 206 non possiede un’installazione che eroga ossigeno,
quindi questa voce è da considerarsi non applicabile.
4
PROCEDURE SPECIFICHE PER ELICOTTERI
E PER LINEA
PARTE B-AB206
AB 206
EDIZIONE
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Apr 2019
10 PROCEDURE DI EVACUAZIONE DI EMERGENZA
10.1
Istruzioni per la preparazione all’evacuazione di emergenza
Il pilota o il tecnico da lui delegato (se a bordo), eseguiranno la seguente
procedura per la preparazione all’evacuazione di emergenza dell’elicottero,
in caso di atterraggio forzato:
x
Avvertire i passeggeri che si è in situazione di emergenza;
x
Far mantenere ai passeggeri la propria posizione all’interno della cabina,
per non interferire con le manovre di emergenza;
x
Ricordare ai passeggeri di verificare la chiusura delle cinture di sicurezza;
x
Se il tempo lo consente, mostrare ai passeggeri la posizione delle uscite di
emergenza e gli sganci rapidi delle portiere, in accordo a quanto già
spiegato nel briefing prevolo;
x
Ricordare la posizione degli equipaggiamenti di emergenza (cassetta
pronto soccorso, estintore, equipaggiamenti di sopravvivenza), come da
briefing prevolo;
x
Avvisare i passeggeri che ad atterraggio avvenuto (sempre che questo
non sia disastroso) dovranno abbandonare la cabina solo dopo che il
pilota o il tecnico avranno dato l’ordine, come da briefing prevolo.
Se per qualsiasi motivo il pilota riterrà necessario lo sgancio delle portiere prima
del contatto, istruirà il tecnico di bordo o delegherà uno dei passeggeri ad
effettuare questa manovra.
10.2
Procedure per l’evacuazione di emergenza
La procedura per l’evacuazione di emergenza dell’elicottero, dopo
l’atterraggio forzato (sempre che questo non sia disastroso) è la seguente:
x
Attendere l’arresto dei rotori;
x
Slacciare le cinture di sicurezza;
x
Sganciare e/o aprire le porte delle uscite di emergenza;
x
Verificare che non vi siano eventuali passeggeri feriti e/o impossibilitati ad
uscire dall’elicottero;
x
Dare l’ordine di uscire dalla cabina;
x
Nel caso in cui vi sia necessità, utilizzare gli equipaggiamenti di
emergenza quali cassetta pronto soccorso, estintore, ELT e VHF 2 (vedere
capitolo 10 del presente Manuale per la tipologia e la dislocazione);
x
Attendere i soccorsi se precedentemente avvertiti;
x
Nel caso in cui vi sia necessità, utilizzare gli equipaggiamenti di
sopravvivenza quale la sacca di provviste e vestiario di ricambio per il volo
in montagna (vedere capitolo 10 del presente Manuale per la tipologia e
la dislocazione).
10.3
Procedure normali per l’imbarco e sbarco dei passeggeri
Le procedure normali per l’imbarco e sbarco dei passeggeri si possono
suddividere come segue:
x
Imbarco e sbarco con rotori fermi;
x
Imbarco e sbarco con rotori in moto.
10.4
Imbarco e sbarco con rotori fermi
5
PROCEDURE SPECIFICHE PER ELICOTTERI
E PER LINEA
PARTE B-AB206
AB 206
EDIZIONE
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Apr 2019
Come norma generale i passeggeri si atterranno alle istruzioni del pilota o del
personale addetto, i quali assegneranno un posto in cabina ad ogni
passeggero, tenendo conto delle esigenze personali degli stessi sempre che
queste non influiscano negativamente sulla distribuzione dei pesi.
Il suddetto personale si prenderà cura anche dei bagagli, che verranno stivati
negli appositi bagagliaio, se poco ingombranti, potranno essere sistemati in
cabina in aree adeguate ed opportunamente vincolati.
A volo ultimato, una volta che la procedura di spegnimento sarà stata ultimata
e i rotori saranno completamente fermi, il pilota o il personale addetto avranno
cura di sbarcare i passeggeri e di restituire loro il proprio bagaglio.
10.5
Imbarco e sbarco con rotori in moto
L’imbarco e lo sbarco di passeggeri con I rotori in moto dovrà
obbligatoriamente essere assistito da personale preposto.
D
Imbarco
Prima dell’imbarco il personale preposto farà un briefing di sicurezza ai
passeggeri e darà informazioni sulla posizione ed il comportamento da
mantenere durante la fase di imbarco, inoltre:
x
I passeggeri con il loro bagaglio dovranno stare raggruppati in una
posizione anteriore rispetto la prua dell’elicottero, indicata dal personale
preposto che avrà cura di dare informazioni sul rischio di perdere oggetti
personali non vincolati per effetto del flusso rotore;
x
Dopo l’atterraggio dell’elicottero, non appena caricati i bagagli, il
personale preposto farà cenno ai passeggeri di avvicinarsi uno ad uno
per essere imbarcati;
x
Il personale preposto curerà la chiusura delle cinture di sicurezza,
informerà i passeggeri sulle uscite di sicurezza e sulla posizione dei cartelli
informativi;
x
Il personale chiuderà le porte e darà cenno al pilota che tutte le
procedure sono state eseguite e quindi potrà decollare, dopo aver
verificato con il foglio di carico e centraggio longitudinale e laterale che
sia nei limiti consentiti.
E
Sbarco
Le istruzioni che il personale preposto darà ai passeggeri sulla posizione e il
comportamento da mantenere durante la fase di sbarco saranno le seguenti:
x
Il personale preposto darà cenno al pilota che l’elicottero è ben
appoggiato e aprirà le porte;
x
Il personale preposto curerà l’apertura delle cinture di sicurezza;
x
Il
personale preposto farà scendere i passeggeri uno ad uno,
raggruppandoli nella posizione anteriore rispetto la prua dell’elicottero;
x
I bagagli verranno sbarcati dal personale preposto e consegnati ai
passeggeri i quali dovranno mantenerli saldi, così come eventuali oggetti
liberi o non vincolati.
6
PROCEDURE SPECIFICHE PER ELICOTTERI
E PER LINEA
PARTE B-AB206
AB 206
EDIZIONE
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Apr 2019
11 ALLEGATI
11.1
POS-1. OPERAZIONI A TERRA PER INCIDENTI STRADALI
7
PROCEDURA OPERATIVA STANDARD
POS-1
PARTE B-AB206
OPERAZIONI A TERRA PER INCIDENTI STRADALI
EDIZIONE
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Set 2018
PROCEDURE OPERATIVA STANDARD
POS-1
OPERAZIONI A TERRA PER INCIDENTI STRADALI
i
PROCEDURA OPERATIVA STANDARD
POS-1
PARTE B-AB206
OPERAZIONI A TERRA PER INCIDENTI STRADALI
EDIZIONE
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Set 2018
ELENCO CONTENUTI
11.1
POS-1. OPERAZIONI A TERRA PER INCIDENTI STRADALI
1
11.1.1 PREMESSA
1
11.1.2 PIANIFICAZIONE
1
11.1.3 MATERIALI NECESSARI
1
11.1.4 COMPOSIZIONE EQUIPAGGIO
1
11.1.5 PREDISPOSIZIONE DELL’ELICOTTERO
1
11.1.6 OPERAZIONI
1
ii
PROCEDURA OPERATIVA STANDARD
POS-1
PARTE B-AB206
OPERAZIONI A TERRA PER INCIDENTI STRADALI
EDIZIONE
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Set 2018
11.1
POS-1. OPERAZIONI A TERRA PER INCIDENTI STRADALI
11.1.1
PREMESSA
L’impiego dell’elicottero AB206 nell’ambito dei soccorsi a persone a seguito di
incidente stradale, è limitato al trasporto di personale V.F. qualificato ed
attrezzature di soccorso.
11.1.2
PIANIFICAZIONE
x
Il
Capo Equipaggio deve provvedere ad effettuare il briefing
all’equipaggio dopo avere raccolto tutte le informazioni necessarie
relative a:
Condimeteo sulla tratta e sul luogo delle operazioni;
T.O.L.D. (Take Off and Landing Data;
Verifica del peso.
11.1.3
MATERIALI NECESSARI
x
Cesoie e divaricatori ad azionamento idraulico elettrico;
x
Estintore a polvere;
x
Zaino materiali tecnici di supporto incidenti stradali;
x
Cassetta di medicazione;
x
Radio portatili ricetrasmittenti;
x
Cuscini pneumatici di sollevamento.
(Ogni nucleo dovrà essere dotato di idonea bilancia di pesatura di precisione,
preferibilmente di tipo digitale con registrazione dei dati).
11.1.4
COMPOSIZIONE EQUIPAGGIO
L’equipaggio minimo di volo verrà integrato, a parere del C.E. e secondo le
reali esigenze operative da personale VV.F. qualificato o, tenuto conto del
profilo della missione, anche da un secondo pilota.
11.1.5
PREDISPOSIZIONE DELL’ELICOTTERO
1.
Verificare che tutto il materiale riposto in cabina e nel bagagliaio sia
correttamente stivato e fissato.
11.1.6
OPERAZIONI
1.
È necessaria una accurata ricognizione della zona di operazioni, al fine
di valutare:
le caratteristiche del terreno relativamente alla pendenza e alla
consistenza.
2.
Se possibile atterrare, verificare di poterlo fare ad una adeguata
distanza dal luogo dell’incidente al fine di:
a) evitare che il flusso del rotore investa persone ferite e ancora da
estricare;
b) evitare che il flusso sollevi detriti che possono determinare danni a
persone.
1
PROCEDURA OPERATIVA STANDARD
POS-1
PARTE B-AB206
OPERAZIONI A TERRA PER INCIDENTI STRADALI
EDIZIONE
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Set 2018
NOTA:
Sul luogo di un incidente stradale e molto probabile che vi sia stato
rilascio di sostanze altamente infiammabili. Pertanto è opportuno
verificare che l’area di atterraggio sia sgombra dalle stesse.
Una volta sbarcato il personale qualificato e l’attrezzatura, l’elicottero riprende
il volo e si porta ad una distanza tale da non interferire con le operazioni di
soccorso, mantenendo il contatto radio con i membri dell’equipaggio a terra.
Terminate le operazioni di soccorso, verrà concordato via radio il luogo
dell’imbarco dei materiali e persone.
2
Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
MANUALE DELLE OPERAZIONI
Operational Manual
EDIZIONE
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Apr 2019
PARTE C
MANUALE DELL’ORGANIZZAZIONE OPERATIVA
DELLA COMPONENTE AEREA DEL CORPO
NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO
Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
MANUALE DELLE OPERAZIONI
PARTE C
Generale
Operational Manual
EDIZIONE
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev.
Rev. pag.
Set 2018
Di seguito una tabella riassuntiva degli argomenti trattati nelle singole sezioni che
compongono la Parte. Per ognuna di essa è stato stilato un indice dedicato.
Parte
Documenti
Contenuti
1
ABBREVIAZIONI
2
ALTITUDINI MINIME DI VOLO
3
MINIME OPERATIVE
4
SERVIZI PER LE COMUNICAZIONI E AIUTI ALLA
NAVIGAZIONE
5
DATI PISTA E SERV. AEROPORTO
6
PROCEDURE PER AVARIA RADIO
PROCEDURE DI ROTTA E
7
SERVIZI RICERCA E SOCCORSO
PARTE C
DEGLI AERODROMI
8
CARTE AERONAUTICHE E DOCUMENTI
9
INFO METEO
10
PROCEDURE SPECIFICHE DI ROTTA ED AERODROMI
11
APPENDICE
i
Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
MANUALE DELLE OPERAZIONI
PARTE C
Generale
Operational Manual
EDIZIONE
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev.
Rev. pag.
Set 2018
ELENCO CONTENUTI
1
ABBREVIAZIONI
1
2
ALTITUDINI MINIME DI VOLO
8
3
MINIME OPERATIVE
8
4
SERVIZI PER LE COMUNICAZIONI E AIUTI ALLA NAVIGAZIONE
8
5
DATI PISTA E SERV. AEROPORTO
8
6
PROCEDURE PER AVARIA RADIO
8
7
SERVIZI RICERCA E SOCCORSO
9
7.1
SERVIZIO DI ASSISTENZA AL VOLO
9
7.2
INFORMAZIONI MINIME DEL FLIGHT FOLLOWING
9
7.3
SERVIZI SAR DISPONIBILI
9
7.4
FREQUENZE DI EMERGENZA
9
8
CARTE AERONAUTICHE E DOCUMENTI
10
9
INFO METEO
10
10
PROCEDURE SPECIFICHE DI ROTTA ED AERODROMI
11
10.1
Premessa
11
10.2
Modalità di compilazione delle schede “Aerodromi”
11
10.3
Aree d’addestramento
11
10.4
Modalità di compilazione “Procedure di Rotta”
20
10.5
Esempio di compilazione
21
11
APPENDICE
26
11.1
Dati dei Reparti Volo Rieti
26
11.2
Dati dei Reparti Volo Lamezia Terme
29
11.3
Dati dei Reparti Volo Cecina
33
11.4
Esempi di Schede Tratte ed Aerodromi compilate
36
ii
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
PAGINA LASCIATA BIANCA INTENZIONALMENTE
i
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
1
ABBREVIAZIONI
ATZ
Zona di traffico aeroportuale
AVBL
Disponibile o disponibilita
AWY
Aerovia
BCN
Faro (luce aeronautica al suolo)
BDRY
Confine o delimitazione
BRF
Corto (usato per indicare il tipo di avvicinamento)
BTN
Tra,in mezzo
C
Centro (identificazione di pista)
CAT
Categoria
CGL
Luce(i)guida alla circuitazione
CIV
Civile
CL
Linea centrale
CLR
Libero da ostacoli o autorizzato o autorizzazione
CLSD
Chiuso
CTA
Regione di controllo
CTC
Contattare
CTL
Controllo
CTR
Zona di controllo
CUST
Servizio doganale
CWY
Prolungamento libero da ostacoli
D
Zona pericolosa(seguita dallidentificazione)
DA
Altitudine di decisione
DCA
Direzione Circoscrizionale Aeroportuale
DCT
Diretto
(relativo ad autorizzazione di piano
di
volo
ed a tipo
di
avvicinamento)
DEP
Messaggio di partenza
DER
Fine pista decollo
DEST
Destinazione
DFTI
Indicatore di distanza dal punto di contatto
DH
Altezza di decisione
DIST
Distanza
DME
Apparato misuratore di distanza
DNG
Pericolo
DOM
Traffico aereo privato nazionale
1
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
DR
Navigazione stimata
DUR
Durata
EAT
Orario previsto di avvicinamento
EET
Durata stimata del volo
EFAS
Lampeggiatore elettronico di avvicinamento
ELEV
Altitudine
END
Fine pista
EOBT
Orario previsto di blocco
EQPT
Equipaggiamento o dotazione
EST
Ora stimata su di un punto significativo o stimato
ETA
Orario previsto di arrivo o stimato
ETD
Orario previsto di partenza o partenza prevista
ETO
Orario previsto su punto di riporto
EXER
Esercitazione
EXP
Attendere o atteso o in attesa
FAC
Servizi e mezzi di assistenza
FAF
Punto di avvicinamento finale
FAP
Punto di avvicinamento finale
FATO
Area di decollo e di avvicinamento finale
FIC
Centro Informazioni di Volo
FIR
Regione Informazioni Volo
FIS
Servizio Informazioni di Volo
FISA
Servizio automatizzato di informazioni volo
FL
Livello di volo
FLD
Campo
FLG
Lampeggiante
FLR
Segnali luminosi(fuochi contro vento)
FLTCK
Controllo in volo
FLW
Seguire o segue o seguente
FLY
Volare o in volo
FMU
Ente gestione flusso
FNA
Avvicinamento finale
FPL
Messaggio di piano di volo compilato
FPM
Piedi al minuto
FPR
Rotta di piano di volo
FREQ
Frequenza
FSL
Atterraggio definitivo
2
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
FSS
Stazione per il servizio informativo locale
FT
Piedi (unita di misura)
GAFOR
Previsione per laviazione generale (Met)
GAMET
Previsione darea per i voli a bassa quota (Met)
GCA
Sistema di avvicinamento controllato da terra
GND
Suolo o terreno
GNDCK
Controllo a terra
GP
Sentiero di discesa
GRASS
Zona erbosa di atterraggio
GRVL
Ghiaia o brecciolino
H24
Servizio continuativo di giorno e di notte
HBN
Faro di pericolo
HDF
Stazione radiogoniometrica ad alta frequenza
HDG
Prua, direzione
HEL
Elicottero
HGT
Altezza o altezza al di sopra
HIRL
Luci laterali di pista ad alta intensita
HLDG
Attesa
HOSP
Aeroambulanza
HR
Orario di servizio
HVDF
Stazioni radiogoniometriche ad alta ed
altissima frequenza
situate
nella stessa localita
IAC
Carte di avvicinamento strumentale
IAF
Fix di avvicinamento iniziale
IAR
Intersezione o incrocio di rotte aeree
IAS
Velocita indicata rispetto allaria
IBN
Faro di identificazione
ID
Identificatore
IDENT
Identificazione
IF
Fix di identificazione intermedio
IFR
Regole del volo strumentale
IGA
Aviazione Generale Internazionale
ILS
Sistema di atterraggio strumentale
IM
Marker interno
IMC
Condizioni metereologiche di volo strumentale
IMT
Immediato
INA
Avvicinamento iniziale
3
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
INCERFA
Fase di incertezza
INOP
non operativo
INS
Sistema di navigazione inerziale
INSTR
Strumentale
INT
Intersezione o incrocio
INTL
Internazionale
IR
Ghiaccio sulla pista
L
Radiofaro locatore(Es:LM,LO)
LDA
Distanza disponibile per latterraggio
LDG
Atterraggio
LDI
Indicatore della direzione di atterraggio
LEN
Lunghezza
LGT
Luce o illuminazione
LGTD
Illuminato
LLZ
Localizzatore dellILS
LM
Radiofaro locatore intermedio
LMT
Orario locale
LO
Radiofaro locatore esterno
LOC
Localmente o ubicazione o ubicato o locale
LRG
Lungo raggio
LVL
Livello
MA
Mancato avvicinamento
MAPT
Punto di mancato avvicinamento
MCA
Altitudine minima di attraversamento
MCL
Livello minimo di attraversamento
MDA
Altitudine minima di discesa
MDH
Altezza minima di discesa
MEA
Altitudine minima in rotta
MEHT
Minima altezza occhio pilota\soglia pista
MEL
Livello minimo in rotta
MHA
Minima altitudine\livello di attesa
MID
Punto metà pista (riferito alla RVR)
MIL
Militare
MKR
Radio segnalatore verticale
MM
Marker intermedio
MOC
Separazione minima da ostacoli(richiesta)
MSA
Altitudine minima di settore
4
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
NDB
Radiofaro adirezionale
NU
Non usabile
OAS
Superficie di valutazione degli ostacoli
OBST
Ostacol
OCA
Altitudine di separazione da ostacoli
OCH
Altezza di separazione da ostacoli
OCL
Separazione limite dagli ostacoli
OCS
Superficie libera da ostacoli
OM
Marker esterno
P
Zona vietata(seguita da identificazione)
PAPI
Indicatore di planata per avvicinamenti di precisione
PLN
Piano di volo
PRKG
Parcheggio
PROC
Procedura
PTN
Virata di procedura
QBI
Volo strumentale obbligatorio
QDM
Rotta magnetica (in assenza di vento)
QDR
Rilevamento magnetico
QFE
Pressione atmosferica allelevazione dellaeroporto
QFU
Orientamento magnetico della pista
QNH
Regolaggio altimetrico per leggere al suolo laltitudine dellaeroporto
QTE
Rilevamento vero
R
Zona regolamentata
RAG
Dispositivo di arresto sulla pista
RCL
Asse pista
RCLL
Luci asse pista
RDH
Altezza del dato di riferimento (per ILS)
RDL
Radiale
REDL
Luci bordo pista
RENL
Luci fine pista
REP
Punto di riporto
RLLS
Sistema di luci guida alla pista
RQP
Richiesta di piano di volo
RSA
Radiosentiero semplificato di avvicinamento
RSCD
Condizioni superficie pista
RSP
Radiofaro risponditore
RSR
Radar di sorveglianza in rotta
5
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
RTHL
Luci soglia pista
RTZL
Luci della zona di contatto
RVR
Portata visuale di pista
RWY
Pista
SAR
Ricerca e soccorso
SATCOM
Comunicazioni satellitari
SDBY
Attendere
SECT
Settore
SFC
Superficie
SIA
Avvicinamento strumentale standard
SID
Partenza strumentale standard
SMC
Controlli di movimento al suolo
SMR
Radar di sorveglianza di movimenti al suolo
SRA
Avvicinamento condotto con il radar di sorveglianza
SRR
Zona di ricerca e soccorso
STA
Avvicinamento diretto
STAR
Arrivo strumentale standard
STN
Stazione
STOL
Decollo e atterraggio corto
STWL
Luci darresto
SVR
Portata visuale obliqua
SWY
Zona di arresto
TA
Altitudine di transizione
TAX
Rullaggio o rullare
TDZ
Zona di contatto
TFC
Traffico
TGS
Sistema di guida al rullaggio
THR
Soglia
TKOF
Decollo
TMA
Regione terminale di controllo
TODA
Distanza disponibile per il decollo
TR
Rotta o traccia
TREND
Previsione di atterraggio di tipo tendenza
TVOR
VOR di terminale
TWR
Torre di controllo
TWY
Via di circolazione
TWIL
Collegamento vie di circolazioni
6
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
UCT
Ufficio Controllo Traffico
U\S
Fuori servizio,non usabile
VMC
Condizioni metereologiche di volo a vista
VOR
Radiosentiero omnidirezionale in VHF
VORTAC
Combinazione VOR\TACAN
VTOL
Decollo e atterraggio verticale
WRNG
Avviso
WXR
Radar metereologico
YCZ
Zona gialla di precauzione
7
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
2
ALTITUDINI MINIME DI VOLO
Quando un elicottero è utilizzato con le finalità del CNVVF, l’altitudine/livello di
volo minimo al quale è consentito volare può essere disciplinato da una o più
combinazione delle seguenti norme:
(a)
Regole nazionali;
(b)
Requisiti ATC;
(c)
L’altitudine minima per rotte specifiche (vedi carte);
oppure,
(d)
L’esigenza di mantenere un sicuro margine di altezza sul terreno o gli
ostacoli in rotta.
Il Capo Equipaggio si assicurerà che il volo non si svolga al di sotto delle
altitudini minime salvo quando necessario per decollo, atterraggio ed attività
istituzionali.
Le procedure contenute nella Parte A sez. 8 devono essere seguite nel
calcolare l’altitudine minima di sicurezza sugli ostacoli, il terreno e l’acqua in
rotta.
3
MINIME OPERATIVE
Vedere AIP.
4
SERVIZI PER LE COMUNICAZIONI E AIUTI ALLA NAVIGAZIONE
Vedere AIP part COM.
5
DATI PISTA E SERV. AEROPORTO
Vedere AIP part AGA e PIV AM.
6
PROCEDURE PER AVARIA RADIO
Vedere AIP.
Il Pilota che si trova in avaria radio al di fuori di uno spazio aereo controllato,
deve mantenersi al di fuori di tutti i CTR ed atterrare sulla più vicina avio
superficie disponibile, prendendo contatto con tutti gli enti interessati per
informarli su quanto accaduto.
8
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
7
SERVIZI RICERCA E SOCCORSO
7.1
SERVIZIO DI ASSISTENZA AL VOLO
Gli elicotteri non devono essere utilizzati senza che il Capo Equipaggio abbia
pianificato un adeguato servizio di assistenza al volo. Tale servizio viene fornito
dall’ATC ove possibile. In ogni caso, la natura di alcune attività degli può
rendere impossibile il mantenimento del contatto con l’ATC. In tal caso il Capo
Equipaggio utilizzerà appieno le risorse del Dipartimento e di altri enti per i quali
l’elicottero sta operando.
7.2
INFORMAZIONI MINIME DEL FLIGHT FOLLOWING
Quando il servizio di flight following viene fornito da un ente non ATC le
seguenti informazioni devono essere fornite prima o durante il volo così da
assicurare informazioni sufficienti al servizio SAR qualora si rendesse necessario
un suo intervento:
a)
Numero di volo o matr/tipo e marche Aeromobile;
b)
POB;
c)
Autonomia effettiva;
d)
Luogo di partenza e destinazione prevista;
e)
ETA alla destinazione prevista;
f)
Ogni altra informazione che il Capo Equipaggio ritenga utile ad un
tempestivo intervento del SAR, come:
1.
presenza a bordo di giubbetti, zattere, abbigliamento di
sopravvivenza qualora il volo si svolga sull’acqua;
2.
destinazione alternativa prevista in caso di meteo marginale e
conseguente perdita di contatto radio;
3.
i numeri di telefono delle persone responsabili all’interno del RV
che si occupano dell’organizzazione del volo.
7.3
SERVIZI SAR DISPONIBILI
Per i voli sul mare i piloti devono assicurarsi ed essere a conoscenza dei servizi
SAR disponibili e sul loro modo di utilizzo.
Dettagli relativi possono essere trovati nel bottlang VFR.
7.4
FREQUENZE DI EMERGENZA
Le frequenze ICAO e marittime ufficiali di emergenza sono:
(a)
121,5 (VHF);
(b)
243.0 (UHF);
(c)
156.8 (VHF/FM Marina).
9
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
8
CARTE AERONAUTICHE E DOCUMENTI
Per I voli che interessano spazi aerei controllati ed aeroporti viene fornita ai R.V.
la documentazione di aeroporto necessaria, incluse tutte le aree operative
autorizzate (vedi AOC) come segue:
x
Carte aeronautiche VFR 1:500.000;
x
AIP Italiano;
x
Jeppesen Bottlang Airfield Manual;
x
FLIP/PIV dell’AM;
x
Electronic Flight Bag (ipad), da utilizzare sempre in congiunzione con
corrispondente materiale cartaceo.
Per i voli che interessano aree quali avio/elisuperfici non certificati si allega in
appendice le schede di quelle censite oltre che gli aerodromi ed
avio/elisuperfici certificate.
9
INFO METEO
Vedere AIP part MET, METEO AM, Self Briefing ENAV.
10
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
10 PROCEDURE SPECIFICHE DI ROTTA ED AERODROMI
10.1
Premessa
Tale paragrafo del Manuale delle Operazioni (Parte “C”) si occupa nello
specifico delle istruzioni per la redazione delle schede relative alle Procedure
di Rotta ed Aerodromi contenute nella Appendice allegata, costituita sia da
schede rappresentanti le caratteristiche principali delle aree di operazioni
quali Aerodromi, Avio-elisuperfici,campi di volo, piazzole ove si effettuano le
operazioni degli elicotteri della flotta di soccorso sia della descrizione delle
tratte principali che collegano le suddette aree. In questo paragrafo vengono
anche riportate le aree d’addestramento, a similitudine delle aree dedicate
utilizzate dall’AM. Su tutto il territorio nazionale la quota minima di volo è per gli
elicotteri di 500ft AGL lungo tutto l’itinerario per giungere alla zona d’intervento
operativo od all’”area d’addestramento/dedicata” dove svolgere attività
peculiare (verricello, elisbarco, ecc.).
Considerato che ogni Reparto Volo opera su un’ area di competenza
confinante con quelle dei Reparti limitrofi, si è provveduto a richiedere ad ogni
RV, con circolare emessa dall’ex Ufficio Soccorso Aereo adesso UGTOFA, di
stilare un censimento delle aree sopracitate secondo un format univoco di
seguito riportato in paragrafo 10.3, corredato anche delle tratte principali che
collegano le stesse aree.
10.2
Modalità di compilazione delle schede “Aerodromi”
Per ciò che concerne gli Aeroporti le caratteristiche degli stessi sono
sufficientemente descritte nelle pubblicazioni Jeppesen/Bottlang, AIP e
FLIP/PIV dell’AM, per cui le schede corrispondenti coincideranno con le copie
dei suddetti documenti.
Per quanto riguarda anche alcune avio/eli superfici certificate sono anche
esse pubblicate sulle Bottlang e/o sul sito ENAC in cui vengono dichiarati i dati
caratteristici.
Nel caso invece che i dati caratteristici di avio/eli superfici ed aree conosciute
ed utilizzate per le operazioni di atterraggio e decollo non siano noti perché
non pubblicati allora sarà necessario effettuare dei sopralluoghi per riscontrare
i dati caratteristici che per uniformità sono elencati nella scheda tipo allegata
al par. 9… (la stessa è stata inviata in file “scheda elisuperfici.doc” ad ogni
Reparto Volo per una facile ed immediata compilazione).
Ogni scheda ,compilata in ogni sua parte è integrata di notizie utili non ultime
anche fotografie rappresentanti direzioni preferenziali di atterraggio/decollo ,
ostacoli, limitazioni operative, illuminazione e sua attivazione, servizi
antincendio, ecc..
10.3
Aree d’addestramento
Le aree d’addestramento individuate da ogni Reparto Volo consentono di
effettuare l’addestramento peculiare necessario al mantenimento della
capacità operativa di soccorso ed antincendio. Esse vengono selezionate dai
11
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
Reparti secondo criteri di operatività e nel rispetto della sicurezza volo, ma in
ogni caso cercando di avere il minimo impatto sulla proprietà privata ed
evitando di arrecare disturbo alla popolazione. Per questo vengono
selezionate in zone disabitate o a scarsa densità abitativa, vanno predilette
aree demaniali e/o zone già utilizzate da aeromobili militari
(aree
dedicate/tattiche istituita dall’AM). In quest’ultimo caso è opportuno
effettuare un coordinamento con l’autorità militare responsabile dell’area
dedicata/tattica, ritenuta d’interesse per l’attività di volo dei reparti VVF.
Le aree di seguito riportate, per Reparto Volo, sono individuate con il punto
baricentrico della zona, con il nome della località e le coordinate geografiche.
L’area della zona viene poi definita da un raggio in NM dal centro riportato, le
aree non rappresentabili in forma circolare sono definite dalle coordinate
geografiche dei punti cardini delle stesse.
Aree d’addestramento dei Reparti Volo:
REPARTO VOLO VVF BOLOGNA
Raggio in
Località
Prov.
Lat. Nord
Long. Est.
NM
Sasso Marconi
BO
44° 37' 18''
11° 18' 40''
5
Casadio
BO
44° 37' 18''
11° 18' 40''
5
Ciba
BO
44° 26' 25''
11° 16' 10''
5
Direzione regionale VV.F. Emilia
Romagn
BO
44° 32' 11''
11° 21' 58''
5
Guiglia
MO
44° 24' 38''
10° 59' 19''
5
Pietra di Bismantova(Castelnuovo
Monti
RE
44° 25' 09''
10° 24' 37''
5
Piazzola Atterraggio VF Loc. Marradi
FI
44° 05' 21''
11° 38' 04''
5
Lago di Savigno
BO
44° 24' 10''
11° 06' 22''
5
Aviosuperfice Sassuolo-Modena
MO
44° 34' 11''
10° 46' 50''
5
Piazzola Atterraggio M. Cimone
MO
44° 11' 37”
10° 42' 00''
5
12
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
REPARTO VOLO VVF VENEZIA
Raggio in
Località
Prov.
Lat. Nord
Long. Est.
NM
Marmolada
BL
46° 26'
404''
11°
51' 37''
5
Civetta
BL
46° 22'
49''
12°
02' 16''
5
M. Pelmo
BL
46° 25'
13''
12°
08' 11''
5
M. Antelao
BL
46° 27'
13''
12°
15' 33''
5
Pale S. Martino
BL
46° 16'
23''
11°
52' 09''
5
Pieve di Cadore
BL
46° 26'
04''
12°
22' 31''
5
Auronzo di Cadore
BL
46° 33'
09''
12°
26' 09''
5
Sappada
BL
46° 34'
01''
12°
41' 18''
5
M. Grappa
VI
45° 52'
13''
11°
47' 59''
5
M. Cesen
TV
45° 56'
59''
11°
59' 55''
5
Passo S. Boldo
TV
45° 59'
49''
12°
09' 42''
5
Col Visentin
TV
46° 03'
21''
12°
16' 54''
5
M. Pizzoc
TV
46° 01'
17''
12°
23' 33''
5
Alpago
BL
45° 07'
15''
12°
25' 47''
5
Fiume Piave - Montello
TV
45°
520 27''
12°
06' 44''
5
Fiume Piave - Spresiano
TV
45°
46'
01''
12°
16'
02''
5
Fiume Piave - Ponte di Piave
TV
45°
42'
40''
12°
26'
10''
5
M.Baldo
VR
45°
43'
38''
10°
50' 40''
5
Bardolino
VR
45°
33'
13''
10°
43' 09''
5
Colli Iberici
VI
45°
28'
53''
11°
31' 44''
5
Castello di Godego
TV
45°
40'
36''
11°
53' 27''
5
Quarto d'Altino
VE
45°
34'
52''
12°
22' 09''
5
Stretti
VE
45°
38'
09''
12°
41' 19''
5
Chioggia
VE
45°
12'
56''
12°
17' 30''
5
Jesolo
VE
45°
30'
23''
12°
38' 25''
5
Caorle
UD
45°
35'
59''
12°
53' 05''
5
Tarvisio
UD
46°
30'
17''
13°
34' 45''
5
M. Scinauz
UD
46°
31'
58''
13°
21' 49''
5
Montasio
UD
46°
25'
51''
13°
26' 17''
5
Cercivento
UD
46°
31'
39''
12°
59' 32''
5
Sauris
UD
46°
27'
02''
12°
42' 41''
5
M. S. Simeone
UD
46°
20'
37''
13°
06' 23''
5
M. Rest
PN
46°
21'
07''
12°
48' 06''
5
Cimolais
PN
46°
17'
15''
12°
26' 22''
5
Barcis
PN
46°
11'
47''
12°
33' 14''
5
Morsano al Tagliamento
PN
45°
52'
13''
12°
58' 17''
5
Lignano
UD
45°
41'
04''
13°
08' 02''
5
Grado
GO
45°
40'
43''
13°
24'
11''
5
Trieste
TS
45°
38'
41''
13°
46' 59''
5
Piattaforma CNR
VE
45°
18'
51''
12°
30' 29''
13
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
REPARTO VOLO VVF BARI
Raggio in
Località
Prov.
Lat. Nord
Long. Est.
NM.
Murgia Ceraso
BA
40° 56' 32''
16° 29' 42''
5
Invaso del Locone
BAT
41° 04' 58''
15° 59' 55''
5
Invaso Serra di Corvo
MT
40° 51' 14''
16° 14' 06''
5
Molfetta
BA
41° 13' 16''
16° 33' 51''
5
Porto di Bari
BA
41° 08' 36''
16° 51' 21''
5
Torre a Mare
BA
41° 03' 44''
17° 01' 07''
5
Pulo
BA
40° 53' 22''
16° 34' 05''
5
Matera
MT
40° 39' 50''
16° 37' 03''
5
Sirino
PZ
40° 07' 01''
15° 50 01''
5
Canale di Pirro
BR
40° 48' 39''
17° 17' 37''
5
Toritto
BA
40° 57' 46''
16° 37' 58''
5
Cassano (Mercadante)
BA
40° 52' 37''
16° 44' 02''
5
Selva di Fasano
BR
40° 46' 58''
17° 23' 39''
5
Marduria
TA
40° 26' 46''
17° 26' 50''
5
Invaso Grottaglie
TA
40° 27' 42''
17° 26' 50''
5
Castel del Monte
BAT
41° 05' 03''
16° 16' 23''
5
Gargano
FG
41° 47' 43''
16° 01' 18''
5
Aeroporto Grottaglie
TA
40° 31' 00''
17° 24' 00''
5
REPARTO VOLO VVF VARESE
Raggio in
Località
Prov.
Lat. Nord
Long. Est.
NM
Apt Venegono
VA
45° 44',7199
8°53',2531
5
Apt Calcinate
VA
45° 88',5469
8°46',1523
5
Monte Mottarone
VB
45° 52',8996
8°27',2224
3
Monte Capezzone
VB
45° 56',6965
8°12',5156
3
Ovest Campo
VA
45° 36',6909
8°41',6963
2
Monte San Primo
CO
45° 54',9528
9°12',5569
3
Grigna Meridionale
LC
45° 55',3410
9°23',4132
3
Monte Resegone
LC
45° 52',1455
9°28',7026
3
Monte Campo dei Fiori
VA
45° 52',1405
8°45',7256
4
Monte Martica
VA
45° 53',2564
8°48',9820
3
Forcora
VA
46° 05',6117
8°48',2647
3
Angera
VA
45° 46',2390
8°34',3360
2
Sesto Calende
VA
45° 43',7770
8°37',6330
2
Avio Sup Cogliate
MB
45° 38',6500
9°04',8700
4
Monte Palanzone
CO
45° 51',8000
8°11',8400
3
14
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
REPARTO VOLO VVF GENOVA
Raggio in
Località
Prov.
Lat. Nord
Long. Est.
NM
LIMG (Eeroporto Villanova di
Albenga)
44° 03',053
8°07',699
5
Laghi Gorzente 3
44° 33',030
8°48',403
5
Laghi Gorzente 2
44° 33',075
8°49',241
5
Laghi Gorzente 1
44° 32',650
8°49',639
5
Lago Brugneto (Parco Regionale
dell'Antola)
44° 32',368
9°11',600
5
Lago Val Noci
44° 29',610
9°02',293
5
Forte Ratti
44° 26',056
8°59',903
5
M.te Pennone
44° 26',251
8°42',399
5
Punta Martin
44° 28',670
8°47',335
5
M.te Mongioie
44° 09',890
7°45',667
5
M.te Bue
44° 33',626
9°29',375
5
Arenzano/Vesima
44° 24',185
8°42',456
5
Quinto/Bogliasco
44° 22',029
9°02',076
5
REPARTO VOLO VVF AREZZO
Raggio in
Località
Prov.
Lat. Nord
Long. Est.
NM
Aeroporto Arezzo
AR
43° 27' 18''
11° 50' 51''
5
Aeroporto Firenze Peretola
FI
43° 48' 38''
11° 12' 21''
5
Aeroporto Siena Ampugnano
SI
43° 15' 12''
11° 15' 18''
5
Aeroporto Perugia S.Egidio
PG
43° 05' 48''
12° 30' 48''
5
Aviosuperfice "Il Borro"
AR
43° 32' 14''
11° 42' 20''
5
Ex Aviosuperfice Castiglione del Lago
PG
43° 08' 10''
12° 01' 49''
5
Alpe di Poti
AR
43° 28' 11''
11° 58' 39''
5
Loc. Badicroce
AR
43° 23' 16''
11° 56' 26''
5
Monte Lignano
AR
43° 24' 18''
11° 52' 59''
5
Alpe di Catenaia
AR
43° 37' 22''
11° 56' 36''
5
Monte Pratomagno
AR
43° 39' 22''
11° 38' 45''
5
Monte Falterona
AR
43° 52' 25''
11° 41' 47''
5
Bacino idrico Montedoglio
AR
43° 35' 51''
12° 03' 54''
5
Monte Amiata
SI
42° 53' 24''
11° 37' 37''
5
Loc.Abetone
PT
44° 08' 40''
10° 39' 54''
5
Monte Vettore
AP
42°49' 28''
13° 16' 28''
5
15
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
REPARTO VOLO VVF TORINO
Raggio in
Località
Prov.
Lat. Nord
Long. Est.
NM
Vische
TO
45°20',071
007°56',901
5
Foglizzo
TO
45°16',321
007°49',340
5
S.Giorgio Canavese
TO
45°20',082
007°47',756
5
Cuorgnè
TO
45°23',402
007°38',879
5
Fondo Val Chiusella
TO
45°31',903
007°41',179
5
Cantoira
TO
45°20',487
007°22',976
5
Robassomero
TO
45°11',844
007°34',277
5
Colle Lunella
TO
45°11',455
007°25',382
5
Lanzo
TO
45°16',566
007°28',452
5
Pinerolo
TO
44°53',566
007°19',864
5
Colle Colombardo
TO
45°11',249
007°18',765
5
Viu
TO
45°14',280
007°22',600
5
Ceresole
TO
45°25'890
007°14',890
5
Ala di Stura
TO
45°18',922
007°18',246
5
Susa
TO
45°08',135
007°02',880
5
Monte Rocciavre
TO
45°02',878
007°09',616
5
Bussoleno
TO
45°08',346
007°08',905
5
Sestriere
TO
45°57',530
006°52',615
5
REPARTO VOLO VVF SASSARI
Raggio in
Località
Prov.
Lat. Nord
Long. Est.
NM
Lago Cuga - Uri
SS
40°36' 38,0
8°27 '57,9
3
Monte Rasu-Bono
SS
40°25' 17,8
9° 00' 13,2
5
Monte Corrasi - Oliena
NU
40°14' 36,7
9°25' 52,7
3
Monte Limbara Tempio
SS
40°51' 08,6
9°10 '35,2
5
Porto Ferro - Alghero
SS
40°41' 04,2
8°12' 18,2
2
Monte Linnas - Villacidro
CA
39°26' 53,8
8°37 '03,6
3
Monte Gennargentu - Desulo
NU
39°59' 45,5
9°19 '16,2
5
Perd' e Sali - Pula
CA
39°01' 53,3
9°02 '05,1
2
Poetto - Cagliari
CA
39°13' 22,7
9°11 '44,0
2
San Vito
CA
39°26' 34,9
9°32 '25,4
3
Lanusei
NU
30°52' 44,8
9°33 '00,4
3
Monte Gorropu - Dorgali
NU
40°11' 07,7
9°29 '44,4
2
Monte Lerno - Pattada
SS
40°36' 27,0
9°10 '00,0
3
Ala' dei Sardi
SS
40°39' 04,3
9°19 '49,1
5
Abbasanta
OR
40°07' 38,9
8°49 '06,6
3
Asinara - Stintino
SS
41°05' 00,0
8°12 '00,0
8
Torre Grande - Cabras
OR
39°54' 11,5
8°29 '33,2
3
Striscia Erbosa "Nuraghe Biancu"
Alghero
SS
40°38' 02,9
8°17 '18,8
1
Romana
SS
40°31' 45,6
8°34 '02,2
3
16
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
REPARTO VOLO VVF PESCARA
Raggio in
Località
Prov.
Lat. Nord
Long. Est.
NM
Elice
PE
42°29' 00''
14°02' '30''
1,5
Pianella
PE
42°21' 45''
14°02' 15''
1
Roseto
TE
42°39' 35''
14°01' '30''
1
Brecciarola
CH
42°19' 45''
14°04' 45''
1
Miglianico
CH
42°20' 20''
14°17' 15''
3
Passo Lanciano
CH
42°09' 45''
14°07' 00''
1
Passo San Leonardo
PE
42°04' 15''
14°02' '30''
1
Roccamontepiano
CH
42°14' 10''
14°07' '30''
1
Serramonacesca
PE
42°12' 30''
14°03' 45''
1,5
Campo Imperatore
AQ
42°23' 20''
13°38' '30''
4
Val Voltigno
PE
42°21' 40''
13°48' '30''
2
REPARTO VOLO VVF SALERNO
Raggio in
Località
Prov.
Lat. Nord
Long. Est.
NM
Zona OVM Monte Vergine
AV
40°58' 50''
14°57' 00''
2
Zona OVM Monti Lattari
SA
40°41' 30''
14°38' 00''
2
SA
A 40°58' 50''
A 14° 57' 00''
B 40°43' 40''
B 15° 13' 30''
Zona OVM Monti Picentini poligono
poligono
C 40° 37' 00''
C 15° 03' 30''
D 40° 47' 00''
D 14°49' 30''
SA
A 40°36' 00''
A 14° 48' 10''
Zona OEM standard. Piana del Sele
B 40°27' 00''
B 14° 58' 30''
poligono
poligono
C 40° 29' 20''
C 15° 04' 10''
D 40° 36' 30''
D 14° 58' 30''
SA
A 40°24' 00''
A 14° 40' 25''
Ziona OSS Marina Campolongo
B 40°31' 20''
B 14° 53' 00''
poligono
poligono
C 40° 28' 00''
C 14° 56' 00''
D 40° 21' 00''
D 14° 43' 25''
Zona OSS-OBN Diga Alento
SA
40°19' 14''
15°08' 30''
2
Zona OBN Fiume Sele
SA
40°29' 30''
14°58'30''
1
SA
A 40°37' 10''
A 15° 11' 20''
B 40°36' 40''
B 15° 09' 40''
Zona OCA Serre Poligono
poligono
C 40° 36' 20''
C 15° 09' 50''
D 40° 37' 00''
D 15° 11' 40''
17
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
REPARTO VOLO VVF CATANIA
Raggio in
Località
Prov.
Lat. Nord
Long. Est.
NM
CT
37°18' 42''
015° 00' 49''
37°18' 33''
015° 01' 10''
37°18' 38''
015° 01' 36''
37°18' 36''
015° 01' 59''
37°18' 32''
015° 02' 27''
37°18' 39''
015° 02' 47''
37°18' 44''
015° 02' 56''
37°18' 59''
015° 03' 22''
37°19' 01''
015° 03' 38''
37°18' 56''
015° 04' 13''
37°18' 44''
015° 04' 28''
Agnone Settore B -MIL -
37°18' 30''
015° 04' 42''
poligono
37°18' 12''
015° 04' 57''
37°18' 09''
015° 05' 18''
37°18' 14''
015° 05' 41'
37°18' 23''
015° 05' 59''
37°18' 31''
015° 06' 26''
37°18' 38''
015° 06' 23''
37°18' 43''
015° 06' 26''
37°19' 03''
015° 06' 12''
37°19' 34''
015° 06' 06''
37°20' 04''
015° 05' 53''
37°20' 28''
015° 05' 39''
CT
37°18' 42''
015° 00' 49''
37°22' 50''
015° 03' 41''
37°22' 55''
015° 04' 11''
37°22' 37''
015° 05' 25''
Fiume San Leonardo
37°22' 03''
015° 05' 28''
poligono
Agnone Settore A - MIL-
37°21' 39''
015° 05' 31''
37°21' 11''
015° 05' 33''
37°20' 32''
015° 05' 38''
37°20' 28''
015° 05' 39''
37°18' 42''
015° 00' 49''
Parete Lentini ( Add. Elisoccorritori)
SR
37°12'18"
14°58'16"
2
Monte Lauro
SR
37°05'41"
14°50'58"
3
Agnone
SR
37°20'58"
15°03'43"
3
Catenanuova - Ovest Paterno'
CT
37°33'45"
14°46'42"
1,5
Monte Etna (Gancio Baricentrico)
CT
37°41'17"
14°58'01"
2
Rifugio Sapienza (Monte Etna)
CT
37°41'55"
15°00'04"
1
Calatabiano (Pista Ultraleggeri)
CT
37°47'58"
15°13'40"
4
Rocca Busambra (Ponte Radio)
PA
37°51'39"
13°23'28"
2
Lago Piana Albanesi
PA
37°58'25"
13°16'22"
1,5
18
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
REPARTO VOLO VVF ROMA
Raggio in
Località
Prov.
Lat. Nord
Long. Est.
NM
Torvaianica
RM
41° 37' 15''
12° 28' 10''
3
Lago Albano
RM
41° 44' 52''
12° 40' 08''
1
Lago Giulianello
RM
41° 41' 25''
12° 50' 59''
1,5
Monte Livata
RM
41° 59' 10''
13° 08' 29''
5
Monte Terminillo
RI
41° 28' 19''
12° 59' 52''
4
Carpineto Romano
RM
41° 36' 36''
13° 04' 58''
4
Monte Guadagnolo
RM
41° 54' 26''
12° 55' 50''
4
Passo Corese
RI
42° 09' 18''
12° 39' 24''
4
Lago Bracciano
RM
42° 07' 03''
12° 16' 54''
2
Monte Viglio
FR
41° 51' 21''
13° 19' 35''
4
Isola Ponza Isola Ventotene
LT
40° 54' 07''
12° 57' 18''
5
Civitavecchia
RM
42° 03' 21''
11° 49' 07''
2
19
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
10.4
Modalità di compilazione “Procedure di Rotta”
Una volta costituito il Database ”Aerodromi” sarà necessario compilare un
indice delle tratte di maggior utilizzo. Come noto ogni Reparto Volo insiste su
un Aeroporto, considerando che le richieste di intervento vengono
prevalentemente effettuate con partenza la base di schieramento principale
si assume che ogni tratta abbia inizio e fine per l’Aeroporto ove è posizionato
l’Aeromobile.
Ovviamente considerando che l’attività operativa di soccorso si svolge il più
delle volte in aree non classificabili a priori la cernita delle tratte ha una logica,
pertanto si inseriscono certamente le tratte per/da aeroporti posti all’interno
del territorio di competenza, seguono le avio/elisuperfici certificate, poi i
campi di volo che ancorchè non certificati sono utilizzati per opportunità di
vicinanza a zone di interesse ed infine delle aree che pur non essendo
inquadrabili in nessuna delle citate categorie vengono utilizzate per le
operazioni di atterraggio e decolllo degli elicotteri VVF, ad esempio campi
sportivi, spazi liberi nei pressi di centri urbani ecc..
Stabilite le tratte si compilare la Procedura di rotta di ognuna; tale scheda è
costituita da una premessa, la navigazione e le carte allegate.
Nella Premessa sulle Tratte vengono riportati i requisiti ed i dati tipici della tratta
in questione quali:
-
se la rotta prevede il sorvolo di: specchi d’acqua/aree ostili/centri
abitati/zone montuose/neve montagna/ecc;
-
equipaggiamento previsto: galleggianti / radio alt. / giub / canott / Oxg.
/ bombolino / ecc;
-
quote: minima di settore/se su specchio acqua quota minima/quote AIP
se in crociera/ecc;
-
prescrizioni particolari: set.rad.alt./equipag.special x
passegg. A
bordo/ecc..
Nella Navigazione si inseriscono i dati tipici quali prue, quote, radiali, frequenze,
restrizioni.
Nelle carte allegate si rappresenta la tratta in esame sia di andata che di
ritorno sulla relativa cartina (OACI,Jeppesen,AIP ecc).
20
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
10.5
Esempio di compilazione
A titolo solo di mero esempio esplicativo si riportano dei dati su una tratta che
interessa il sorvolo di un tratto di mare partendo da Aeroporto di Sabaudia per
arrivare all’isola di Ponza.
Tale tratta potrebbe scaturire da una scelta del Reparto Volo di effettuare
tutte le missioni che interessano l’isola di Ponza lasciando come riporto sempre
l’Aeroporto di Sabaudia, secondo valutazioni di opportunità e sicurezza.
Pertanto questa tratta diventa un percorso standardizzato per
l’attraversamento di tale tratto di mare per gli equipaggi e pertanto oggetto
di menzione nella sezione Procedure di Rotta ed Aerodromi del Manuale delle
Operazioni.Gli equipaggiamenti, le quote e limitazioni sono riportate a mero
titolo di esempio, esse dovranno essere conformi a quanto prescritto nei
documenti di riferimento di ognuno di esse.
TRATTA 1: SABAUDIA(Aviosuperfice)/PONZA
Premessa sulle Tratte
Le rotte prevedono il sorvolo del mare.
L’aeromobile sarà equipaggiato di radio-altimetro e galleggianti
d’emergenza.
Quota minima sorvolo mare: 1500ft.
L’impostazione della quota minima del radio-altimetro, necessaria al
sorvolo del mare è di 500ft.
I
passeggeri devono indossare obbligatoriamente il giubbotto
salvagente.
In cabina deve essere presente il canotto di salvataggio.
Sono necessari alla navigazione su queste tratte, i Radio VOR di Ponza e
Frosinone, di seguito elencati:
FROSINONE
PONZA
Sigla
VOR
NDB
Sigla
VOR
FRS
115,60
371
PNZ
114,60
Navigazione
-
Su Sabaudia prua 186° portarsi alla quota di 1500 FT, senza sorvolare il
Parco Nazionale del Circeo;
-
Contatto radio Roma INFO 125,75 - LATINA APP 126,55 -;
-
Intercettare il VOR PNZ RAD. 006 in TO con prua 186°;
-
Mantenere quota e radiale in avvicinamento al VOR sopra indicate;
-
Distanza da percorrere: 25 NM pari a circa 15 minuti di volo;
21
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
-
Riportare posizione lasciando la terraferma, mantenendo sempre
contatto visivo;
-
Riportare con Ponza in vista;
-
Applicare procedure di atterraggio descritte nella scheda di
elisuperficie Ponza Monte Pagliaro, inserita nel database.
TRATTA 1R: PONZA/SABAUDIA (Aeroporto)
Navigazione
-
Dopo il decollo prua 006° portarsi alla quota di 1500 FT;
-
Contatto radio Roma INFO 125,75 - LATINA APP 126,55 - EOS RADIO
157,60;
-
Intercettare il VOR PNZ RAD. 006° in From;
-
Mantenere quota e radiale in allontanamento sopra indicate;
-
Distanza da percorrere: 25 NM pari a circa 15 minuti di volo;
-
Riportare posizione dopo
7,5 minuti di volo
(pari alla metà della
tratta), mantenendo sempre contatto visivo;
-
Riportare con terraferma in vista senza sorvolare il Parco Nazionale del
Circeo;
-
Applicare procedure di atterraggio descritte dal Jeppesen Bottlang
Airfield Manual - ITALY SABAUDIA 19-1 e 19-2.
Si allegano estratto carte 1:500.000 /1:200.000, Jeppesen.
22
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
23
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
24
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
25
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
11 APPENDICE
11.1
Dati dei Reparti Volo Rieti
26
PROCEDURE DI ROTTA E DEGLI
PARTE C
AERODROMI
Data Rev. Sez.
Rev. SEZIONE
Data Rev. pag.
Rev.
Data Rev. Sez.
27

 

 

 

 

 

 

 

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