ISTRUZIONEPER IL SERVIZIO DEL PERSONALE DI CONDOTTA DELLE LOCOMOTIVE (2002) - 2

 

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ISTRUZIONEPER IL SERVIZIO DEL PERSONALE DI CONDOTTA DELLE LOCOMOTIVE (2002) - 2

 

 

2. — Nei treni senza capotreno il personale di condotta

provvede al controllo ed alla compilazione, con le modalità 
stabilite nell’ allegato X, dei seguenti documenti di scorta: 

– Riepilogo dei moduli di prescrizione di movimento;
– Bollettino di Frenatura e Composizione (BFC/1-BFC/2);
– documento treno unificato (foglio di corsa – bollettino

di trazione).

Il personale di condotta con detti treni provvede inoltre alla 

custodia, durante il viaggio, dei documenti relativi ai veicoli in 
composizione al treno ed alla lista veicoli; a quest’ultimo 
documento il personale di condotta dovrà apportare, con le 
modalità stabilite nell’allegato X, le variazioni derivanti da 
anormalità ai veicoli. 

Ai treni senza capotreno non devono, di massima, essere 

consegnati avvisi correnti, salvo quelli connessi con la sicurezza 
della circolazione, né corrispondenza di servizio. 

Il personale di condotta con i treni senza capotreno non 

deve partire se non è in possesso dei documenti di scorta relativi 
all’intero percorso o a parte dello stesso; in quest’ultimo caso 

nella stazione che delimita il tratto interessato. 

3. — Nei treni senza capotreno restano inoltre affidate al

macchinista le seguenti mansioni: 

– nella stazione di origine ed in quelle dove il treno

frenatura del treno, in osservanza degli obblighi previsti al 
riguardo dalla Prefazione Generale all'Orario di Servizio (art. 81 
bis, comma 4); 

alla verifica, deve provvedere all’esecuzione della prova del 
freno esclusi i treni per i quali siano previste manovre 
programmate in stazioni intermedie; 

nelle stazioni di origine deve accertarsi della presenza

dei frenatori, nel numero notificatogli dal personale addetto alla 
formazione dei treni. In tal caso deve provvedere ad assegnare il 
posto di servizio ai frenatori medesimi; 

Art. 3 bis  

  — 16 —    

     

(Disp. 24/2003)

 

Ulteriori man-

sioni del capo-

treno affidate

al personale di 

condotta

Controllo e 

compilazione 

dei documenti 

di scorta

 treno non deve partire se non ha fermata d’orario o prescritta 

cambia la composizione, deve assicurarsi delle condizioni di 

– nelle stazioni ove non sia in servizio il personale addetto

il

 

  1 7  

   

Art. 3 bis 

     - 

con  i  treni  privi  di  frenatori,  deve  provvedere  all’accertamento 

della  regolarità  della  coda  del  proprio  treno  e  darne  conferma  al 
dirigente che gliene abbia fatto richiesta, con le modalità indicate dal 
dirigente stesso. 
     Qualora  debba  essere  data  conferma  scritta,  questa  potrà  essere 
fornita o con mod. M.40a o con fonogramma registrato (1); 

     -   

in  tutte  le  stazioni  di  fermata  deve  presentare,  a  richiesta  del 

dirigente o dell’agente addetto alla formazione treni, i documenti di 
scorta e le prescrizioni necessarie per lo svolgimento del servizio; 
    - nelle stazioni termine di corsa deve consegnare tutti i documenti 
di  scorta  e  le  prescrizioni  al  personale  addetto  dell’Impresa 
Ferroviaria; 
     - in caso di inconvenienti di esercizio, o di eccezionale necessità, 
il  personale  di  condotta  può  disporre  anche  l’impiego  degli  agenti 
viaggianti fuori servizio sul treno. 

    4.  –  Con  i  treni  senza  capotreno  e  nelle  località  di  servizio  non 
presenziate da proprio personale addetto, l’Impresa Ferroviaria dovrà 
anche  provvedere,  con  opportune  disposizioni,  ad  espletare  le 
seguenti incombenze: 
    - nel caso di recupero di un treno accantonato (2) da più di quattro 
ore  e  meno  di  quarantotto  ore,  che  non  abbia  subito  manovre  di 
composizione e/o scomposizione, accertare, prima della partenza, la 
corretta  posizione  (chiusura/assicurazione/bloccaggio)  di  porte, 
sportelli, parti mobili della cassa, di tutti i rotabili in composizione al 
treno stesso. L’esito della visita deve essere registrato; 
    -  nel  caso  di  necessità  derivanti  da  situazioni  non  programmate 
(termine della prestazione lavorativa del personale, scarto veicoli per 
anormalità, ecc.) stazionare il treno o parte di esso con le modalità di 
cui all’art. 6 bis.         

(1) 

“Treno……….coda regolare” 

Cognome, nome e qualifica dell’agente. 
Se,  per  il  fonogramma  viene  utilizzato  il  mod.  M40a,  il  macchinista  dovrà 
trasmetterne  il  relativo  numero,  riportandovi,  a  comprova  dell’avvenuta 
trasmissione, il numero di controllo del ricevente. 
(2) Per «

treno merci accantonato

» deve intendersi il materiale di un treno merci che, 

partito  dalla  stazione  di  origine,  viene  ricoverato  in  una  stazione  intermedia  del 
percorso e abbandonato da tutto il personale in servizio al treno stesso.    

  

Art. 4 

 

  1 8  

−      

(Decreto ANSF n° 5/2010)

 

Art. 4 

Trasporto di oggetti o persone 

 nelle cabine di guida dei rotabili 

    1. – E’ vietato al personale di condotta trasportare nelle cabine 
di  guida  dei  rotabili,  durante  il  servizio,  oggetti  o  merci,  ad 
eccezione delle dotazioni personali e di servizio. 

    2.  –  Il  numero  massimo  delle  persone  che  possono  prendere 
posto contemporaneamente nelle cabine di guida è riportato nelle 
Disposizioni Particolari di Circolazione del rotabile. 

    3. – Ai fini ispettivi, il personale dell’Agenzia Nazionale per la 
Sicurezza delle Ferrovie, munito del documento di accesso il cui 
fac-simile  è  riportato  nell’Allegato  XVII,  deve  sempre  essere 
ammesso a viaggiare nelle cabine di guida. 

   4.  –  Fatto  salvo  il  personale  di  cui  al  comma  3,  secondo  la 
seguente priorità possono essere autorizzati a viaggiare in cabina 
di guida anche:  

-

 

agenti  la  cui  presenza  in  cabina  è  prevista  dai 
regolamenti; 

-

 

agenti  del  Gestore  Infrastruttura,  preposti  alla  verifica 
programmata  e  straordinaria  dello  stato  manutentivo 
dell’infrastruttura; 

-

 

persone  estranee  al  servizio  ferroviario,  ma  solo  se  in 
presenza  di  apposito  personale  dell’impresa  ferroviaria 
che possa accompagnarlo durante il viaggio. 

    5.  –  Il  personale  di  condotta  deve  procedere,  prima  della 
partenza  del  treno,  al  controllo  delle  autorizzazioni  relative  al 
personale che ha richiesto l’accesso alla cabina di guida. 

    6. – In taluni casi, le persone di cui al comma 4 possono essere 
autorizzate ad agire sulle apparecchiature di sicurezza del freno o 
del  comando  e  controllo  del  mezzo  di  trazione,  purché  ciò 
avvenga in base ad apposite procedure nelle quali siano attribuite 
in modo chiaro le responsabilità. 

       

  1 8 / 1

        

Art. 4 

(Pagina bianca - disponibile per futuri aggiornamenti)

 

 

  1 8 / 2

        

Art. 5 

Art. 5 

Preparazione dei mezzi di trazione  

ed accompagnamento in stazione 

    1.  –  Ogni  agente  di  macchina  prendendo  servizio  deve 
assicurarsi  che  i  mezzi  di  trazione  ad  esso  assegnati  siano 
atti a svolgere il servizio, muniti degli attrezzi, dei mezzi di 
segnalamento  prescritti  e  riforniti  di  tutte  le  materie  di 
consumo.  Deve  altresì  assicurarsi  dell’efficienza  dei mezzi 
di  segnalamento  luminosi  (fanali  per  la  segnalazione  di 
coda, ecc.) in dotazione al mezzo. 
    I  mezzi  di  segnalazione  per  l’arresto  in  caso  di 
emergenza (torcia a fiamma rossa, bandiera rossa, fanale di 
segnalazione  e  dispositivo  di  shuntaggio  dei  circuiti  di 
binario) durante il viaggio devono essere tenuti nella cabina 
di guida anteriore nel senso di marcia del treno. 

    2.  –  La  circolazione  dei  mezzi  di  trazione,  isolati  od  in 
gruppo  sui  binari  di  stazione,  deve  essere  regolata  dai 
segnali  fissi,  o  a  mano,  secondo  criteri  stabiliti  dalle Unità 
centrali  e/o  periferiche  interessate.  In  assenza  di  detti 
segnali  i  mezzi  di  trazione  devono  essere  scortati  da  un 
agente di stazione. 

    3. – Quando due o più mezzi o gruppi sganciati vengono 
a trovarsi su uno stesso binario ed in precedenza allo stesso 
segnale fisso, l’indicazione a via libera di questo vale solo 
per  il  primo  mezzo  o  gruppo;  il  mezzo  o  gruppo  seguente 
non  potrà  avanzare  se  non  dopo  la  disposizione  a  via 
impedita  e  la  successiva  manovra  a  via  libera  del  segnale, 
salvo disposizione in contrario.   

 

Rifornitura e 

  mezzi di 

segnalamento 

Circolazione 
sui binari di 

 stazione 

Rispetto dei 

  segnali 

Art. 6 bis

Stazionamento dei rotabili di materiale ordinario

1. — I veicoli in stazionamento devono essere, per quanto

possibile, riuniti in gruppi o colonne, agganciati fra loro e, se
ne sono muniti, con il freno a mano serrato.

Ciascun estremo delle colonne deve essere opportuna-

mente fermato con una staffa fermacarri, in modo da evitare
movimenti in ambedue i sensi, salvo eccezioni autorizzate
dalle Unità periferiche, su richiesta delle Imprese
Ferroviarie, in relazione a particolari situazioni locali.

Alle operazioni di cui sopra deve provvedere il personale

addetto alla formazione treni o il personale dei treni, secon-
do quanto disposto dall'Impresa Ferroviaria interessata.

2. — I treni navetta devono essere immobilizzati a cura

del personale di condotta, stazionando, con le procedure di
cui al precedente art. 6 comma 2 e 2 bis, la locomotiva e la
carrozza pilota.

In alternativa possono essere adottate le procedure previ-

ste ai commi 3 e 3 bis.

Condizioni più restrittive, da riportarsi nelle “Disposizioni

varie per località di servizio” del Fascicolo Linea (o Fascicolo
Orario), possono essere previste, sentite le Imprese
Ferroviarie, dalle Unità periferiche, in base alle condizioni
ambientali (ad esempio: pendenza del binario, particolari
condizioni atmosferiche). 

Qualora sia necessario lo spostamento in manovra di un

treno navetta già posto in stazionamento, il personale di con-
dotta del mezzo di manovra ha l’obbligo di togliere i freni di
stazionamento inseriti e di provvedere al successivo stazio-
namento al termine delle operazioni di manovra. In tale eve-
nienza la prova di efficacia dei freni di stazionamento (pre-
cedente art. 6 comma 2 bis) deve essere eseguita utilizzando
il mezzo di manovra.

3. —  Nel caso particolare di stazionamento dei treni di

materiale ordinario con locomotiva agganciata, l’immobiliz-
zazione potrà essere realizzata ponendo almeno due staffe

Veicoli

Treni navetta 

Treni con
locomotiva
agganciata

(Disp. 24/2003)

(Disp. 43/2002)

Art. 6 bis

– 20/1 –

fermacarri (una in un senso ed una nell'altro) sotto gli assi
della locomotiva dove non agisce il freno a mano, in modo
tale da evitare movimenti in ambedue i sensi. Le staffe devo-
no essere poste in opera dopo che il personale di condotta
abbia provveduto allo stazionamento del mezzo di trazione
ed accertato l'efficacia del freno di stazionamento secondo le
procedure dell'art. 6 comma 2 bis.

In questo caso non è necessario il serraggio dei freni a

mano dei veicoli componenti il convoglio.

3 bis. —  Per lo stazionamento dei treni di materiale viag-

giatori vuoto con locomotiva agganciata (compresi i treni
navetta), in alternativa alle specifiche procedure di cui ai pre-
cedenti commi, può essere adottata la procedura di cui
all'art. 110 comma 2 della P.G.O.S., utilizzando in tal caso,
prioritariamente, il freno di stazionamento della locomotiva.
Tale procedura potrà essere applicata solo ed esclusivamente
negli impianti presenziati (permanentemente o almeno per
tutto il periodo di stazionamento) da personale addetto alla
formazione treni dell’Impresa Ferroviaria interessata, che
dovrà considerare il materiale in sosta temporanea.

4. — Nei casi di temporaneo stazionamento, l’immobiliz-

zazione dei treni di cui ai precedenti commi può essere rea-
lizzata attraverso l'attivazione del freno continuo (frenatura
a fondo del convoglio con isolamento della condotta genera-
le), tenendo presente che tale frenatura, in condizione di nor-
male efficienza delle apparecchiature del freno, garantisce
l’immobilità per un tempo non superiore a 30 minuti. 

5. — In tutti i casi di stazionamento dei rotabili dovrà

comunque essere garantita la loro immobilizzazione, adot-
tando anche misure più restrittive di quelle riportate nei
commi precedenti, quando situazioni particolari lo richieda-
no (forte pendenza del binario e/o condizioni climatiche
avverse, ecc.).

Art. 6 bis

(Disp. 43/2002)

(Disp. 24/2003)

– 20/2 –

Stazionamento

temporaneo

                                               −

    2 1   

−                                

Art. 7

Art. 7 

Manovre 

1. — È denominato “manovra” qualsiasi spostamento di mezzi

di  trazione  con  o  senza  veicoli  che  si  svolge,  normalmente, 
nell’ambito  di  una  località  di  servizio,  eccezion  fatta  per 
l’avviamento di un treno che abbia ricevuto l’ordine di partenza e 
per  l’ingresso  di  un  treno  in  arrivo,  fino  al  punto  di  normale 
fermata.  

2. — È denominato istradamento il percorso di un movimento

di manovra delimitato da segnali fissi di manovra (alti o bassi) o 
da punti prestabiliti. 

3. — Agli effetti dello svolgimento delle manovre, un binario o

un  fascio  di  binari,  congiunto  mediante  comunicazione  a  quello 
che  deve  percorrere  un  treno,  si  considera  “indipendente”  da 
quest’ultimo  quando  i  deviatoi  della  comunicazione  siano 
assicurati  nella  posizione  dovuta  e,  cioè,  non  per  la  confluenza, 
mediante  fermascambio  di sicurezza  o,  eccezionalmente,  quando 
siano presenziati da agente idoneo con obbligo di non rimuoverli 
da detta posizione. 

4. —  Le  manovre  sull’itinerario  di  arrivo  di  un  treno  atteso  e

sui  binari  non  indipendenti  da  questo  possono,  di  regola, 
continuare  fino  a  quando  vengono  mantenuti  a  via  impedita  i 
segnali dalla parte del treno stesso, purché: 

 

la stazione sia protetta da segnale di 1

categoria preceduto da 

segnale di avviso; 

 

la pendenza media della linea fra il segnale di avviso e quello 
di protezione non sia superiore al 15 ‰ in discesa. 

5. — Nelle stazioni che non si trovano nelle condizioni di cui al

comma  4,  nonché  in  quelle  che,  per  particolari  situazioni 
d’impianto,  sono  stabilite  dalle  Unità  periferiche  interessate,  le 
manovre  sugli  itinerari  di  arrivo  e  sui  binari  non  indipendenti 
devono  essere  sospese  almeno  5  minuti  prima  dell’ora  reale 
d’arrivo del treno (tenendo conto dei possibili ricuperi) e, in caso 
di assoluta necessità, possono essere riprese solo dopo acquisita la 
certezza che il treno atteso si sia fermato al segnale di protezione. 

6. —  Il  dirigente  movimento  (D.M.),  qualora  lo  ritenga  a  suo

giudizio  necessario  in  relazione  a  condizioni  atmosferiche 
eccezionalmente   sfavorevoli,   disporrà   che   le  manovre  siano  

 
 

Definizione  di 
manovra 

Definizione di  
istradamento 

Binari e 
scambi 

Continua - 
zione delle 
manovre 

Sospensione 
delle 
manovre 

Condizioni 
Atmosferiche 
sfavorevoli 

 

Art. 7   

                                −

    2 2   

−                             

sospese nell’anzidetto termine di 5 minuti anche nelle stazioni 
di cui al precedente comma 4. 

7. —  Chi  dispone  per  l’apertura  di  un  segnale  fisso  o,

comunque,  per  il  movimento  di  un  treno,  deve  provvedere 
affinché sia sospesa ogni manovra sui binari non indipendenti 
da quello che il treno deve percorrere. 
    Alla  norma  precedente  può  farsi  eccezione  in  talune 
stazioni  con  particolari  esigenze  di  esercizio,  munite  di 
apparati  centrali  e  di  segnalamento  di  manovra,  in  base  ad 
autorizzazioni accordate dalle Unità centrali interessate. 
    In tali casi si possono avere situazioni in cui: 

a)

le  manovre  devono  essere  arrestate  alla  traversa  di

fermata per manovra di accostamento ubicata ad almeno 150 
metri  dal  punto  di  convergenza  con  l’itinerario  del  treno. 
Dopo  la  fermata,  chi  comanda  la  manovra  (1)  può 
eventualmente  autorizzarla  ad  avanzare  con  la  massima 
cautela fino al segnale basso distinto per binario che protegge 
il punto di convergenza; 

b)

il punto di convergenza tra i movimenti di manovra e gli

itinerari dei treni può essere protetto come segue: 

 

da  due  segnali  bassi  consecutivi  a  via  impedita,  il  più 

lontano  dei  quali  dal  punto  di  convergenza  è  ubicato  ad  una 
distanza da quest’ultimo non inferiore a 100 metri (tale tipo di 
protezione  ha  significato  solo  per  i  movimenti  regolati  da 
segnali bassi di manovra); 

 

da  un  segnale  alto  di  manovra  a  via  impedita,  ubicato  a 

distanza  non  inferiore  a  100  metri  dal  punto  di  convergenza 
(tale  tipo  di  protezione  ha  significato  solo  per  i  movimenti 
regolati da segnali alti di manovra). 

8. —  Le manovre, che si svolgono sui deviatoi dalla parte

dell’uscita  del  treno  atteso,  devono  considerarsi  come  un 
ingombro  mobile  che  impegna  il  punto  di  convergenza 
dell’itinerario  del  treno  atteso  con  l’istradamento  della 
manovra. 
    In questo caso, per il ricevimento del treno stesso e per la 
protezione  di  detto  ingombro  devono  osservarsi  le  norme 
dell’Art.21 commi 15 e 16.   

 (1) Nel caso di manovre senza manovratore di cui al successivo comma 29, 

il  macchinista,  dopo  la  fermata  avanzerà  d’iniziativa  con  la  massima 
cautela fino al segnale basso interessato.

 

  Arresto 

cautelativo 

  delle 

  manovre 

 

Manovre 

  sugli scambi 

  di uscita di  

  un treno  

  atteso

 

(Decreto ANSF n° 2/2010)

        −

    2 3   

−  

       

Art. 7 

    Sono  vietate  le  manovre  in  uscita  all’atto  del  ricevimento  del 
treno  quando  la  pendenza  media  della  linea  dal  segnale  di 
protezione  al  termine  del  binario  di  ricevimento  sia  superiore  al 
15‰ in discesa. 

9. —  Di  regola,  le  manovre  non  devono  superare  il  punto

protetto dal segnale di protezione che, di norma, è individuato sul 
terreno da apposito picchetto (1)

 

    Quando  eccezionalmente  si  presenti  la  necessità  di  manovrare 
oltre  tale  punto,  i  movimenti  devono  essere  autorizzati  dal  D.M. 
dopo aver adottato le prescritte cautele. 
    La  manovra  deve  essere  sempre  preceduta  da  un  agente  con 
segnale di arresto a mano a 200 metri di distanza. 

10. —  Nelle  stazioni  comuni  con  altre  Amministrazioni,  le

manovre  sono  regolate  secondo  apposite  convenzioni  anche  in 
deroga alle norme vigenti. 

    10 bis. —  Nel caso delle manovre ricadenti nelle eccezioni di 
cui  al  secondo  e  terzo  capoverso  del  precedente  comma  7,  la 
cabina  di  guida  deve  essere  dotata  di  dispositivo  vigilante  attivo 
ed  efficiente  o,  in  alternativa,  deve  prevedersi  la  presenza,  nella 
stessa  cabina  di  guida,  di  altro  agente  in  grado  di  arrestare  il 
convoglio in caso di mancata vigilanza dell’agente di condotta. 
    Tale obbligo non sussiste nel caso di manovre spinte effettuate, 
ai  sensi  del  successivo  comma  28,  lettera  a),  con  il  manovratore 
posto a bordo alla testa della colonna spinta.   

11.

—  Le  operazioni  di  manovra  si  realizzano  con

l’espletamento delle seguenti funzioni: 

(1) Il punto protetto dal segnale si trova ad almeno 100 metri dal segnale di 1

categoria verso la stazione  o, se il segnale è di 2

categoria, ad almeno 100 metri 

dal punto che può essere occupato da un treno ricoverato sotto il segnale stesso 
ed avente la massima composizione dei treni che si effettuano sulla linea. Esso è 
individuato, di norma, da apposito picchetto (Art. 65 ter R.S.). 
    Nelle  località  di  servizio  munite  di  segnalamento  plurimo  di  protezione  è 
previsto un solo picchetto limite, ubicato con le modalità di cui sopra, rispetto al 
segnale  che  lo  deve  proteggere.  L’effettivo  posizionamento  del  picchetto, 
nell’ambito della località di servizio, spetta alle Unità periferiche interessate, in 
relazione alle specifiche esigenze locali.  

Limite  delle 
manovre 

Manovre  in 
stazioni 
comuni  con 
altre 
Amministra –  
zioni 

Funzioni 
delle 
manovre 

       

Art. 7

  

          −

    2 4  

−         

    —  

dirigenza della manovra

 

    La  dirigenza  della  manovra  consiste  nell’ordinare  i 
movimenti  da  effettuare  in  relazione  al  programma  da 
svolgere. 
    L’agente  che  dirige  la  manovra  ha  autorità  su  tutti  i 
partecipanti  alla  manovra,  compreso  il  macchinista,  e  può 
designare  un  agente  incaricato  di  comandare  il  movimento 
disposto;    

  

 

    —  

sorveglianza della manovra 

    La  sorveglianza  consiste  nel  controllare  il  regolare 
svolgimento del programma prestabilito; 
    —  

autorizzazione della manovra 

    L’autorizzazione  consiste  nel  benestare  ad  iniziare  la 
manovra,  dato  dall’agente  che  predispone  l’istradamento  da 
percorrere.  
    L’agente  che  autorizza  la  manovra  è  colui  che  svolge  le 
funzioni di deviatore; 
    —  

comando della manovra 

    Il comando consiste nell’impartire gli ordini di movimento 
o di arresto al macchinista.
    L’agente  che  comanda  la  manovra  è  colui  che  svolge  le 
funzioni di manovratore; 
    —  

esecuzione della manovra 

    L’esecuzione  consiste  nell’effettuare  i  movimenti  di 
manovra in base agli ordini impartiti. 
    L’agente che esegue la manovra è il macchinista. 
    Le  suddette  funzioni  possono  essere  cumulate  in  maniera 
diversa, a seconda dei casi specifici. 

12. —  Le manovre debbono essere dirette e sorvegliate dal

personale  addetto  alla  formazione  treni  o  dal  capotreno 
dell’Impresa Ferroviaria. 
    Si fa eccezione per gli impianti in cui la manovra è affidata 
a  personale  del  Gestore  dell’Infrastruttura  dove  le  suddette 
incombenze competono al D.M. o ad altro agente incaricato. 

  Dirigenza e  

  sorveglianza 
delle manovre 

(Decreto ANSF n° 2/2010)

     − 

24/1 

−        

      

Art. 7

   

1 3 . —  Non  disponendo  degli  agenti  necessari  per

accompagnare  la  manovra  nei  diversi  spostamenti  e  per 
fare  le  occorrenti  segnalazioni,  può  essere  utilizzato  il 
personale di scorta.  

14. — L’avvicinamento di una colonna in manovra ad

una  ferma,  quando  siano  interessati  veicoli  con 
viaggiatori e la manovra sia comandata da un solo agente 
che  provvede  anche  all’aggancio,  deve  essere  diretta  e 
sorvegliata sul posto dal personale addetto a svolgere tali 
incombenze. 
    Nel caso suddetto basta però sempre un solo agente ad 
avvicinare ed agganciare al treno una locomotiva isolata o 
un gruppo di locomotive. 
    L’accostamento 

deve 

avvenire 

rallentando 

opportunamente la  velocità  allo  scopo  di  evitare  urti che 
possono arrecare danno ai viaggiatori. 

15. —  Nel  regolare  la  velocità  delle  manovre  il

macchinista  dovrà  tener  conto  dei  mezzi  frenanti  di  cui 
dispone, dello spazio di visuale libera, delle modalità con 
cui  si  svolge  la  manovra,  nonché  delle  particolari 
condizioni di cui ai successivi commi 25 e 26.     

    Le manovre debbono eseguirsi non superando in ogni 
caso  la  velocità  di  30  km/h,  salvo  prescrizioni  più 
restrittive. 

16. — I movimenti di manovra possono essere regolati:

 

con i segnali bassi (art. 52 R.S.); 

 

con i segnali alti di manovra (art. 52 bis R.S.); 

 

con i segnali a mano (art.60 R.S.); 

 

con  comunicazioni  dirette  a  mezzo  di  radiotelefoni, 
aventi  le  caratteristiche  di  cui  all’Allegato  XVI 
punto 1 della presente Istruzione; 

 

con  comunicazioni  dirette  a  mezzo  di  altro  sistema 
di  comunicazione  (citofono  di  bordo,  telefono 
cellulare) in modo che sia rilevabile con continuità la 
persistenza dell’ultimo ordine ricevuto; 

Velocità  
 delle 
 manovre  

Segnali  per  
regolare  le  
 manovre  

Art. 7

         

          − 

24/2 

−    

(Decreto ANSF n° 2/2010)

             

 

 con accordi verbali; 

 

 sulle  selle  di  lancio,  nel  tunnel  di  lavaggio  e  nelle 

invasature  delle  navi  traghetto  mediante  segnali 
specifici (Allegato 1/R.S., punti 1 e 3). 

   Determinati  tipi  di  movimenti  di  manovra  possono  essere 
regolati con  i  segnali fissi per treni,  eventualmente  integrati 
da indicatori di direzione, secondo specifiche norme emanate 
dalle  Unità  periferiche  interessate,  e  riportate  nelle 
disposizioni locali e nell’Orario di Servizio. 

17. — Un movimento di manovra regolato da segnali alti di

manovra,  quando  questi  forniscono  gli  aspetti  di  via  libera 
previsti dal R.S., può estendersi fino: 

 

  al  successivo  segnale  alto  di  manovra  disposto  a  via 

impedita; 

 

  al paraurti di binario tronco; 

 

  al  punto  d’ingombro  preannunciato  con  specifico 

aspetto. 

Nei  casi  suddetti, i  segnali  bassi,  posti  a  valle  dei  segnali 
alti a via libera, non hanno significato. 

    Nelle  stazioni  dotate  di  segnali  alti  di  manovra,  un 
movimento è comandato dai segnali bassi nei seguenti casi: 

a)

quando  lungo  l’istradamento  interessato  manchino  i

segnali alti; 

b)

quando  un  segnale  alto  è  disposto  a  via  impedita  o

spento ed il segnale basso posto in corrispondenza è a 
via libera. 

    Inoltre,  se  la  manovra  è  comandata  da  segnale  alto 
comune  a  più  binari,  deve  essere  rispettato  il  segnale  basso 
relativo al binario da cui la manovra parte.  

18. —  Un  movimento  di  manovra  regolato  da  segnali

bassi  di  manovra,  quando  questi  forniscono  l’aspetto  di 

“libero  passaggio”

  previsti  dal  Regolamento  sui  Segnali, 

può estendersi fino: 

  Manovre  

 regolate da 
 segnali alti  

  Manovre  

  regolate da 

 segnali bassi  

  − 

25 

−         

         

Art. 7

       

 

al successivo segnale basso disposto a via impedita; 

 

al paraurti di binario tronco; 

 

ad  un  punto  prestabilito  dall’agente  che  autorizza  la 
manovra. 

19. — Un movimento di manovra non regolato da segnali

fissi  di  manovra  si  estende  fino  al  punto  prestabilito 
dall’agente che autorizza la manovra.   

20. —  L’attivazione  del  freno  continuo  sulle  colonne  in

manovra  non  è  richiesta,  quando  la  frenatura  dei  mezzi  di 
trazione  attivi  è  sufficiente,  salvo  quanto  previsto  ai 
successivi capoversi. 
    Il  freno  continuo  deve  essere  attivato  quando  le  manovre 
interessano treni viaggiatori o materiale per treni viaggiatori, 
movimentato  nell’ambito  degli  impianti  ferroviari,  fatta 
eccezione per le manovre eseguite all’interno degli impianti 
riparatori. 
    L’attivazione  del  freno  continuo  è  in  ogni  caso  richiesta 
per le manovre: 

 

 che  si  svolgano  in  determinate  condizioni  (binari  non 

indipendenti  da  quelli  destinati  alla  circolazione  dei 
treni, scarsa visibilità, ecc.); 

 

 che interessino veicoli sui quali sia già attivato il freno 

continuo; 

 

 che  interessino  colonne  pesanti  (tenuto  conto  della 

capacità frenante del mezzo di trazione) specialmente se 
si spostano su binari in pendenza. In quest’ultimo caso è  

   ammesso  attivare  il  freno  continuo  su  una  solo  parte 

della 

colonna 

in 

manovra, 

onde 

aumentare 

convenientemente lo sforzo frenante disponibile. 

     Le  Unità  periferiche,  sentite  le  Imprese  Ferroviarie, 
stabiliranno in quali altri casi specifici l’attivazione del freno 
continuo sulle colonne in manovra si presenti conveniente, in 
relazione  all’effettivo  snellimento  del  servizio  ed  alla 
maggiore  sicurezza  conseguibile  ed  impartiranno  le 
opportune disposizioni. 

Manovre non 
regolate da 
segnali fissi  

  Attivazione 
  del freno  
  continuo 
  sulle colonne  
  in manovra 

 

 

 

 

 

 

 

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