MANUALE DI CONTABILITÁ Scritture e principi (2021) - 2

 

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MANUALE DI CONTABILITÁ Scritture e principi (2021) - 2

 

 

approvazione, dovranno essere considerati tra i costi del personale e registrati in contropartita a
una voce di debito nello Stato patrimoniale (e non tra i Fondi per rischi e oneri).
Sono compresi tra questi i costi, a titolo esemplificativo, relativi a ore straordinarie prestate entro
l’esercizio ma destinate ad essere pagate in quello successivo e i costi per ferie e permessi maturati
ma non goduti ancorché destinati a non essere monetizzati nei successivi esercizi.
5.2. Il costo del lavoro dipendente
Per illustrare il flusso contabile relativo al costo del personale si considera qui il caso delle
retribuzioni del personale dipendente, nonostante nelle università, come indicato sopra, la nozione
di costo del personale sia ampia e comprenda, anche per quest’ultimo forme di compenso, diverse
dalla retribuzione vera e propria (i compensi per l’attività commerciale).
Rientrano nella nozione di personale dipendente, tra il personale dedicato alla didattica e alla
ricerca, i docenti e ricercatori, i collaboratori ed esperti linguisti e lavoratori agricoli. A tali categorie
si aggiunge il personale dirigente e tecnico-amministrativo. Si comprende sia il personale a tempo
indeterminato che quello a tempo determinato.
La retribuzione lorda è il compenso dovuto al personale dipendente per le prestazione di lavoro
svolte. Le competenze si suddividono in competenze fisse e accessorie che vanno rilevate i conti
distinti. La retribuzione effettivamente percepita dal lavoratore o retribuzione netta (o netto a
pagare) è ottenuta dalla retribuzione lorda dopo la deduzione di ritenute fiscali e previdenziali a
carico dipendente e di altre possibili ritenute (le ritenute extraerariali).
Il costo del lavoro dipendente per l’ente comprende invece23:
-
la retribuzione lorda in tutte le sue componenti che ne costituisce la voce di costo principale;
-
i contributi previdenziali e di sicurezza sociale a carico dell’ente;
-
l’accantonamento effettuato per il trattamento di fine rapporto
(per le categorie di
lavoratori per cui è dovuto).
Si esaminano separatamente questi diversi elementi.
5.2.1. La liquidazione e il pagamento delle retribuzioni
La retribuzione (in tutte le sue possibili forme) è la componente principale del “costo del personale”
e si evidenzia distintamente nella busta paga o cedolino.
L’importo che viene pagato al dipendente è il risultato della somma algebrica di una serie di elementi
che compongono la busta paga evidenziati nella tabella che segue.
+
Retribuzione lorda (competenze fisse e accessorie)
-
Ritenute fiscali a carico dipendenti (IRPEF)
-
Ritenute previdenziali a carico dipendenti
-
Ritenute extraerariali
=
Retribuzione netta da pagare ai dipendenti
23 Non si prendono in considerazione gli oneri di previdenza integrativa per il personale dirigente e tecnico-
amministrativo che hanno una diffusione limitata.
51
La somma corrisposta al lavoratore dipendente è determinata oltre che dalla retribuzione lorda
(competenze fisse e accessorie) da:
-
il carico fiscale che grava sulla retribuzione mensile che dipende dalle aliquote IRPEF e
relative addizionali applicabili in funzione della retribuzione annua del dipendente;
-
l’ammontare dei contributi previdenziali e di sicurezza sociale a carico del dipendente
proporzionali alla sua retribuzione;
-
la eventuale presenza di ritenute extraerariali (ad esempio trattenute sindacali, cessione del
quinto, eccetera).
Si consideri, ad esempio, che siano liquidate retribuzioni al personale tecnico amministrativo per
competenze fisse per 10.000 euro, ritenute fiscali a carico dipendente per 2.000 euro, ritenute
previdenziali a carico dipendente per 1.000 euro e ritenute extraerariali varie per 200 euro.
La scrittura contabile è la seguente24:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Competenze fisse al personale tecnico-
D
10.000,00
amministrativo
../../200n
Debiti verso Erario per IRPEF
A
2.000,00
../../200n
Debiti verso istituti previdenziali
A
1.000,00
../../200n
Debiti verso altri soggetti privati
A
200,00
../../200n
Debiti verso dipendenti
A
6.800,00
Al momento del pagamento delle retribuzioni nette, la scrittura contabile, è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso dipendenti
D
6.800,00
../../200n
Depositi bancari
A
6.800,00
5.2.2. I contributi previdenziali a carico dell’ente e i rapporti con gli istituti previdenziali
I contributi previdenziali a carico dell’ente costituiscono una componente del costo del personale e
quindi un costo di esercizio.
Supponiamo che il loro ammontare sia pari a 2.400 euro. La scrittura contabile è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Oneri a carico ente su competenze fisse al
D
2.400,00
personale tecnico-amministrativo
../../200n
Debiti verso istituti previdenziali
A
2.400,00
Il versamento agli istituti previdenziali deve tenere conto anche delle ritenute previdenziali a carico
del dipendente e di eventuali altre partite a credito o debito dell’Ateneo nei confronti dell’istituto
24 Una modalità di rilevazione alternativa prevede che le ritenute fiscali a carico del dipendente vengano rilevate al
momento del pagamento della retribuzione netta.
52
previdenziale. La scrittura, considerando gli importi dell’esempio precedente contabile è la
seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso istituti previdenziali
D
3.400,00
../../200n
Depositi bancari
A
3.400,00
5.2.3. L’accantonamento per il trattamento di fine rapporto
L’accantonamento per il trattamento di fine rapporto è un’ulteriore componente del costo del
personale che per gli atenei interessa solo le figure dei collaboratori ed esperti linguistici e degli
operai agricoli e che consiste nel diritto che il dipendente matura nel tempo a ricevere una somma,
al termine del periodo di lavoro, proporzionata al periodo di permanenza presso l’ente e al livello
retributivo goduto.
La rilevazione di tale componente di costo si colloca nell’ambito delle operazioni di assestamento a
fine esercizio. Il tema sarà trattato in modo approfondito al capitolo 23.
5.3. Compensi per attività commerciale a personale docente/ricercatore, a personale dirigente e
a personale tecnico e amministrativo
I compensi per attività commerciale percepiti dal personale docente/ricercatore e dal personale
dirigente e personale tecnico e amministrativo rientrano nel costo del personale delle rispettive
categorie. A questo proposito si vedano le indicazioni contenute nelle Note tecniche n.1 e
riepilogate in precedenza in una tabella.
Tali compensi costituiscono, ai fini fiscali, redditi assimilati al lavoro dipendente e subiscono un
trattamento fiscale e in particolare previdenziale diverso
(non sono soggetti a contributi
previdenziali né a carico ente né a carico dipendente).
Supponiamo la liquidazione, secondo la regolamentazione interna all’Ateneo, di compensi per
l’attività commerciale di un Dipartimento di Ingegneria sia a docenti e ricercatori che a personale
tecnico-amministrativo. La scrittura contabile è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Compensi per attività commerciale al
D
3.000,00
personale docente e ricercatore
../../200n
Compensi per attività commerciale al
D
1.500,00
personale tecnico-amministrativo
../../200n
Debiti verso Erario per IRPEF
A
1.700,00
../../200n
Debiti verso dipendenti
A
2.800,00
L’importo corrisposto al personale è al netto delle ritenute fiscali.
5.4. I versamenti all’erario collegati al costo del personale
Ovviamente l’ente dovrà procedere periodicamente a versare all’erario le ritenute fiscali operate
sulle retribuzioni dei dipendenti, ai compensi per l’attività commerciale e altre tipologie di compensi
per cui svolge il ruolo di sostituto d’imposta.
53
Riprendendo i valori dell’esempio riferito alle retribuzioni del personale tecnico-amministrativo, al
momento del versamento, la scrittura è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso Erario per IRPEF
D
2.000,00
../../200n
Depositi bancari
A
2.000,00
Periodicamente l’ateneo deve anche determinare e poi corrispondere all’erario l’IRAP dovuta sulle
retribuzioni lorde di lavoro dipendente, sui compensi per l’attività commerciale e su tutti gli altri
compensi per cui è dovuta25.
Ipotizzando, sempre con riferimento all’esempio precedente relativo alle competenze fisse, che in
base all’aliquota vigente l’IRAP dovuta sia pari a 850 euro, la scrittura contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
IRAP su competenze fisse al personale
D
850,00
tecnico amministrativo
../../200n
Debiti verso Erario per IRAP
A
850,00
Si deve precisare che l’IRAP a carico dell’Ateneo per le retribuzioni è un costo di esercizio collocato
in Conto Economico nella voce F) IMPOSTE SUL REDDITO DELL’ESERCIZIO CORRENTI, DIFFERITE,
ANTICIPATE.
Al momento del versamento la scrittura contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso Erario per IRAP
D
850,00
../../200n
Depositi bancari
A
850,00
5.5. L’utilizzo dei conti liquidazione nella procedura di contabilizzazione delle retribuzioni
In relazione alla complessità della procedura di liquidazione e contabilizzazione delle retribuzioni e
della procedura per la gestione dei compensi, il software contabile in uso dall’ateneo prevede
obbligatoriamente l’uso di conti liquidazione per i conti di debito verso l’Erario, verso gli Istituti
Previdenziali e verso soggetti terzi per le ritenute extra erariali.
A titolo di esempio, per le ritenute fiscali (IRPEF) operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti
in fase di liquidazione sarà alimentato il conto c/liquidazione e al momento del versamento prima
verrà rilevata una scrittura di storno dal conto liquidazione al conto Debiti verso Erario per IRPEF e
poi rilevato il versamento vero e proprio. Si vedano le seguenti scritture:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso Erario per IRPEF c/liquidazione
D
2.000,00
../../200n
Debiti verso Erario per IRPEF
A
2.000,00
25 La determinazione della quota di IRAP a carico dell’ateneo, ancorché non costituisca costo del personale ma
un’imposta sul reddito a carico dell’ateneo, avviene contestualmente alla liquidazione delle retribuzioni e dei
compensi per cui è dovuta.
54
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso Erario per IRPEF
D
2.000,00
../../200n
Depositi bancari
A
2.000,00
5.6. Altre forme di costo del personale
Il tema della rilevazione dei costi attinenti figure diverse dal personale dipendente, il cui costo
rientra secondo le indicazioni del D.I. 19/2014 nel costo del personale sarà trattato nel capitolo
dedicato ai compensi.
5.7. Le informazioni da riportare in Nota Integrativa
Nell’art. 3, comma 4, del D.I. 19/2014 viene chiesto di indicare in Nota Integrativa:
-
i principi di valutazione adottati
-
ogni dettaglio delle voci di bilancio.
A ciò si aggiunge in generale l’illustrazione dell’andamento delle singole voci di costo del personale
in relazione all’anno precedente.
L’art. 2427 del codice civile prevede, al n. 15) che sia esposto il numero medio dei dipendenti,
ripartito per categoria.
Altre informazioni attinenti il personale vanno date, in base alle indicazioni del n. 4) dell’art. 2427
del codice civile in occasione dell’analisi delle voci attinenti il trattamento di fine rapporto e i fondi
per rischi e oneri (relativi al personale).
55
Capitolo 6 - I compensi e le missioni
6.1. I compensi
6.1.1. Definizione e classificazione dei compensi
Nella gestione amministrativa e contabile degli atenei assume un grande rilievo la gestione dei
compensi che comprende i corrispettivi di servizi erogati ad un’ampia platea di soggetti, ad esempio:
dipendenti per l’attività conto terzi, collaboratori coordinati e continuativi o occasionali per le
attività di didattica e ricerca, assegnisti, contrattisti, docenti a contratto, professionisti per
consulenze tecniche gestionali, i membri di organi istituzionali, eccetera. La gestione dei compensi
comprende anche erogazioni per borse rivolte a dottorandi, specializzandi e studenti.
L’ampiezza della platea di soggetti coinvolti e la frequenza mensile in molti casi della liquidazione e
pagamento dei compensi rende la loro gestione una delle attività più rilevanti della gestione
amministrativa e contabile degli atenei.
Si tratta di costi che confluiscono in larga prevalenza in voci del Conto Economico distinte: tra il
Costo del personale nelle sue varie articolazioni, tra i Costi per il sostegno agli studenti, tra i costi
per l’Acquisto di servizi e collaborazioni tecnico gestionali, negli Altri costi. Si veda la tabella che
segue.
CONTO ECONOMICO
B)
COSTI OPERATIVI
B) VIII
COSTI DEL PERSONALE
B) VIII 1)
Costi del personale dedicato alla ricerca e alla didattica
B) VIII 1) a)
Docenti/ricercatori
B) VIII 1) b)
Collaborazioni scientifiche (collaboratori, assegnisti, ecc.)
B) VIII 1) c)
Docenti a contratto
B) VIII 1) d)
Esperti linguistici
B) VIII 1) e)
Altro personale dedicato alla didattica e alla ricerca
B) VIII 2)
Costi del personale dirigente e tecnico-amministrativo
TOTALI COSTI DEL PERSONALE
B) IX
COSTI DELLA GESTIONE CORRENTE
B) IX 1)
Costi per il sostegno degli studenti
B) IX 2)
Costi per il diritto allo studio
B) IX 8)
Acquisto di servizi e collaborazioni tecnico gestionali
B) IX 12)
Altri costi
TOTALI COSTI DELLA GESTIONE CORRENTE
Bisogna considerare anche la possibilità che il costo di un compenso possa essere portato ad
incremento del valore di un’immobilizzazione e quindi essere contabilizzato nell’attivo dello Stato
Patrimoniale come ad esempio nel caso di spese notarili per l’acquisto di un immobile o la parcella
di un professionista che cura la progettazione di un intervento di recupero, eccetera.
56
In ogni caso ciò che accomuna tutti questi rapporti è l’operare da parte dell’Ateneo di ritenute fiscali
e/o previdenziali o, per alcune erogazioni esenti, l’esigenza comunque di produrre per i percipienti
una certificazione delle somme erogate come nel caso delle borse per lo svolgimento di attività di
ricerca e le borse regionali per il diritto allo studio assegnate agli studenti26.
Le rilevazioni in contabilità generale relative ai compensi si suddividono in due fasi: liquidazione e
pagamento.
Con la fase della liquidazione viene rilevato il costo a carico dell’ateneo e l’importo, al netto delle
eventuali ritenute fiscali e previdenziali, dovuto al soggetto che beneficia del compenso.
Con la fase del pagamento si procede ad estinguere il debito verso il soggetto che percepisce il
compenso attraverso la corresponsione dell’importo netto dovuto.
Le scritture contabili relative alle diverse tipologie di compensi si differenziano nella fase della
liquidazione in funzione dei diversi trattamenti fiscali e previdenziali. Nella tabella alla pagina
seguente sono riepilogati i casi trattati nel paragrafo successivo con l’evidenza delle variabili fiscali
e contributive che incidono sulle scritture contabili.
I casi trattati sono riepilogati in tabella in relazione alla voce di conto economico cui ineriscono
(costo del personale, costi per il sostegno agli studenti e acquisto di servizi e consulenze tecnico
gestionali).
Non si sono trattati casi relativi agli emolumenti per i membri degli organi istituzionali (compensi
e/o gettoni di presenza) e i compensi per la partecipazione a commissioni di concorso. Entrambe le
tipologie confluiscono in Conto Economico, tra i costi della gestione corrente, nella voce Altri costi.
Il trattamento fiscale e previdenziale è vario e muta in funzione della posizione27 e del profilo fiscale
dei singoli soggetti.
26 La stessa situazione nelle imprese si riferisce ad una gamma più ristretta di figure: essenzialmente alle fatture per le
prestazioni rese dei professionisti, alla liquidazione dei corrispettivi per i collaboratori coordinati e continuativi (o a
progetto) e occasionali e alla liquidazione dei compensi dovuti agli amministratori.
27 I membri degli organi istituzionali possono essere professionisti iscritti o meno a cassa di previdenza, dipendenti
dell’Ateneo o di altra pubblica amministrazione, studenti, eccetera.
57
Tabella riepilogativa dei casi trattati e variabili fiscali e previdenziali
Voce Conto
Tipologia compenso
Ritenute
Contributi
Contributi per
IRAP
Economico
IRPEF
previdenziali
la sicurezza
(carico ente e
sociale (carico
carico
ente e carico
percipiente)
percipiente)
(1)
(2)
Compensi per attività c/terzi a
Si
No
No
Si
personale docente/ricercatore
Compensi per attività c/terzi a
Si
No
No
Si
dirigenti e a personale tecnico
amministrativo
Assegni di ricerca
No
Si
No
No
Collaborazioni
coordinate
Si
Si
Si
Si
continuative per la ricerca
Collaborazioni occasionali per
Si
No
No
Si
la ricerca (< di 5.000 euro)
Borse di studio per lo
No
No
No
No
Costo del
svolgimento di attività di
personale
ricerca
Docenti
a
contratto
Si
Si
Si
Si
(collaborazioni coordinate e
continuative)
Docenti
a
contratto
Si
No
No
No
(professionisti titolari di partita
IVA) (3)
Tutor (Legge 170/2003)
No
Si
No
No
Costi per il
Borsa per i dottorati di ricerca
No
Si
No
No
il sostegno
Contratti
di
formazione
No
Si
No
No
agli
specialistica
studenti
Borsa di studio regionale per il
No
No
No
No
e per il
diritto allo studio
diritto allo
Collaborazioni
a
tempo
No
No
No
No
studio
parziale per gli studenti
Compensi professionisti per
Si
No
No
No
Acquisto di
servizi e consulenze tecnico
servizi
e
gestionali (3)
consulenze
Collaborazioni
coordinate
Si
Si
Si
Si
tecnico
continuative tecnico gestionali
gestionali
Collaborazioni
occasionali
Si
Si
No
Si
(4)
tecnico gestionali
(>di
5.000
euro)
(1) Può trattarsi di contributi versati, ad esempio, ai seguenti istituti: INPS, INPGI ed ENPAPI
(2) Si tratta di contributi versati all’INAIL
(3) In questi casi viene emessa fattura con IVA ed eventuale rivalsa previdenziale
(4) Vi può essere anche il caso di un servizio e/o una consulenza tecnico gestionale il cui costo viene portato
ad incremento del valore delle immobilizzazioni
58
6.1.2. Scritture contabili esemplificative relative ai compensi
6.1.2.1. I compensi che rientrano tra il costo del personale
Se si escludono i compensi per l’attività commerciale svolta dal personale docente/ricercatore e dal
personale tecnico-amministrativo già trattati nel capitolo 5, tra i compensi che rientrano nel costo
del personale, così come definito per le Università, vi sono quelli relativi alle collaborazioni
scientifiche (collaboratori, assegnisti, ecc.), ai docenti a contratto e all’altro personale dedicato alla
didattica e alla ricerca.
Si illustrano alcuni casi riferibili a voci diverse del costo del personale.
Casi di compensi per collaborazioni scientifiche
Tra i casi di compensi per collaborazioni scientifiche si considerano i casi degli assegni di ricerca,
delle collaborazioni coordinate continuative per la ricerca, le collaborazioni occasionali per la ricerca
e le borse per lo svolgimento dell’attività di ricerca.
Caso assegni di ricerca
Si consideri il caso di un assegno di ricerca mensile di 2.000 euro. In questo caso non si applicano
ritenute IRPEF ma si versano contributi previdenziali (2/3 a carico ente e 1/3 a carico percipiente),
mentre l’IRAP non è dovuta. La scrittura contabile sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Assegni di ricerca (comprensivo di oneri a
D
2.449,60
carico ente)
../../200n
Debiti verso assegnisti
A
1.775,20
../../200n
Debiti verso Istituti di previdenza
A
674,40
c/liquidazione
Al momento del pagamento del compenso all’assegnista la scrittura è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso assegnisti
D
1775,20
../../200n
Depositi bancari
A
1775,20
Caso Collaborazione coordinata e continuativa in attività di ricerca
Si consideri il caso di una collaborazione coordinata continuativa in attività di ricerca per cui viene
corrisposto un importo mensile (lordo percipiente) di 1.500 euro. In questo caso si applicano le
ritenute IRPEF, si versano contributi previdenziali e per la sicurezza sociale (2/3 a carico ente e 1/3
a carico percipiente) e l’IRAP è dovuta. Le scritture contabili saranno le seguenti:
59
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Collaborazioni coordinate e continuative
D
1.843,20
per ricerca (comprensivo di oneri a carico
ente)
../../200n
Debiti verso Erario per IRPEF c/liquidazione
A
504,79
../../200n
Debiti verso Istituti di previdenza
A
505,80
c/liquidazione
../../200n
Debiti verso INAIL c/liquidazione
A
9,00
../../200n
Debiti verso altri soggetti privati
A
823,61
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Irap su collaborazioni coordinate e
D
127,50
continuative per ricerca
../../200n
Debiti verso Erario per IRAP c/liquidazione
A
127,50
Al momento del pagamento del compenso al collaboratore la scrittura è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso altri soggetti privati
D
823,61
../../200n
Depositi bancari
A
823,61
Caso Collaborazione occasionale in attività di ricerca
Si consideri il caso di una collaborazione occasionale in attività di ricerca cui viene corrisposto un
importo (lordo percipiente) di 1.290 euro (ipotesi di reddito complessivo del percipiente inferiore a
5.000 euro). In questo caso si applicano le ritenute IRPEF, non si versano contributi previdenziali e
per la sicurezza sociale, mentre l’IRAP è dovuta. Le scritture contabili saranno le seguenti:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Collaborazioni occasionali per ricerca
D
1.290,00
(comprensivo di oneri previdenziali a carico
ente)
../../200n
Debiti verso Erario per IRPEF c/liquidazione
A
258,00
../../200n
Debiti verso altri soggetti privati
A
1.032,00
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Irap su collaborazioni occasionali per
D
109,65
ricerca
../../200n
Debiti verso Erario per IRAP c/liquidazione
A
109,65
Al momento del pagamento del compenso al collaboratore occasionale la scrittura è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso altri soggetti privati
D
1.032,00
../../200n
Depositi bancari
A
1.032,00
60
Caso Borsa per lo svolgimento di attività di ricerca
Si consideri il caso di un’erogazione mensile di una borsa per lo svolgimento di attività di ricerca per
1.250 euro. L’importo della borsa non è soggetto ad imposta, non sono dovuti contributi
previdenziali e per la sicurezza sociale e l’IRAP non è dovuta. La scrittura al momento della
liquidazione è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Borse per lo svolgimento di attività di
D
1.250,00
ricerca
../../200n
Debiti verso altri soggetti privati
A
1.250,00
Al momento del pagamento la scrittura è invece la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso altri soggetti privati
D
1.250,00
../../200n
Depositi bancari
A
1.250,00
Casi di compensi per docenti a contratto
Docente a contratto (Collaborazione coordinata e continuativa)
Si consideri il caso di un docente a contratto con una collaborazione coordinata cui viene
corrisposto, al completamento delle attività didattiche, un importo (lordo percipiente) di 2.200
euro. In questo caso si applicano ritenute IRPEF, si versano contributi previdenziali e per la sicurezza
sociale (2/3 a carico ente e 1/3 a carico percipiente) e l’IRAP è dovuta. Le scritture contabili saranno
le seguenti:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Docenti a contratto (comprensivo di oneri a
D
2.704,83
carico ente)
../../200n
Debiti verso Erario per IRPEF c/liquidazione
A
740,08
../../200n
Debiti verso Istituti di previdenza
A
741,84
c/liquidazione
../../200n
Debiti verso INAIL c/liquidazione
A
15,40
../../200n
Debiti verso altri soggetti privati
A
1.207,51
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Irap su docenti a contratto
D
187,00
../../200n
Debiti verso Erario per IRAP c/liquidazione
A
187,00
61
Al momento del pagamento del compenso al docente a contratto la scrittura è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso altri soggetti privati
D
1.207,50
../../200n
Depositi bancari
A
1.207,50
Docente a contratto (Lavoratore autonomo - prestazione al di fuori del regime di split payment)
Si consideri il caso di un docente a contratto che è un lavoratore autonomo con partita IVA, non
iscritto ad una cassa ma alla gestione separata dell’INPS, e che applica la rivalsa del 4% per i
contributi previdenziali. Il compenso lordo, corrisposto al completamento delle attività didattiche
è di 2.200 euro. Il professionista emette fattura al di fuori del regime di split payment per un importo
pari al compenso più la rivalsa del 4%, più IVA del 22%. L’Ateneo applica le ritenute IRPEF del 20%.
L’IRAP non è dovuta. In questo caso l’IVA, viene pagata al professionista che quindi esercita la rivalsa.
La scrittura contabile sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Docenti a contratto
D
2.791,36
../../200n
Debiti verso Erario per IRPEF c/liquidazione
A
457,60
../../200n
Debiti verso fornitori
A
2.333,76
Al momento del pagamento del compenso al docente a contratto la scrittura è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso fornitori
D
2.333,76
../../200n
Depositi bancari
A
2.333,76
Caso di compensi relativi ad altro personale dedicato alla didattica e alla ricerca
Si consideri il caso di un tutor finanziato con fondi ministeriali cui è liquidato un importo complessivo
(lordo percipiente) di 4.000 euro. In questo caso non si applicano ritenute IRPEF ma si versano
contributi previdenziali (2/3 a carico ente e 1/3 a carico percipiente), mentre l’IRAP non è dovuta.
La scrittura contabile sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Tutor su fondi ministeriali (comprensivo di
D
4.899,20
oneri a carico ente)
../../200n
Debiti verso tutor L. 170/2003
A
3.550,40
../../200n
Debiti verso Istituti di previdenza
A
1.348,80
c/liquidazione
Al momento del pagamento del compenso del compenso al tutor la scrittura è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso tutor
D
3.550,40
../../200n
Depositi bancari
A
3.550,40
62
6.1.2.2. I compensi che rientrano tra i costi per il sostegno agli studenti e per il diritto allo studio
Si considerano qui le borse per il dottorato di ricerca, i contratti di forma specialistica, le borse
regionali per il diritto allo studio e le collaborazioni a tempo parziale per gli studenti.
Caso borsa per il dottorato di ricerca
Si consideri il caso di una borsa per il dottorato di ricerca che prevede un’erogazione di un importo
mensile di 1.136,50 euro (lordo percipiente). In questo caso non si applicano ritenute IRPEF ma si
versano contributi previdenziali (2/3 a carico ente e 1/3 a carico percipiente), mentre l’IRAP non è
dovuta. La scrittura contabile sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Borse per dottorato di ricerca (comprensivo
D
1.391,99
di oneri a carico ente)
../../200n
Debiti verso dottorandi
A
1.008,76
../../200n
Debiti verso Istituti di previdenza
A
383,23
c/liquidazione
Al momento del pagamento del compenso al dottorando la scrittura è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso dottorandi
D
1.008,76
../../200n
Depositi bancari
A
1.008,76
Caso contratto di formazione specialistica
Si consideri il caso di un contratto di formazione specialistica che prevede un’erogazione di un
importo mensile (lordo percipiente) di 666,67 euro. In questo caso non si applicano ritenute IRPEF
ma si versano contributi previdenziali (2/3 a carico ente e 1/3 a carico percipiente), mentre l’IRAP
non è dovuta. La scrittura contabile sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Contratti di formazione specialistica
D
816,53
(comprensivo di oneri a carico ente)
../../200n
Debiti verso specializzandi
A
591,73
../../200n
Debiti verso Istituti di previdenza
A
224,80
c/liquidazione
Al momento del pagamento del compenso allo specializzando la scrittura è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso specializzandi
D
591,73
../../200n
Depositi bancari
A
591,73
63
Caso borsa di studio regionale
Si consideri il caso di una borsa di studio regionale per il diritto allo studio a beneficio di uno studente
di un corso di laurea triennale di importo pari a euro 1.512. L’importo della borsa non è soggetto ad
imposta, non sono dovuti contributi previdenziali e per la sicurezza sociale e l’IRAP non è dovuta. La
scrittura al momento della liquidazione è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Borse di studio regionali
D
1.512,00
../../200n
Debiti verso studenti
A
1.512,00
Al momento del pagamento la scrittura è invece la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso studenti
D
1.512,00
../../200n
Depositi bancari
A
1.512,00
Caso collaborazioni studentesche a tempo parziale
Si consideri il caso di una collaborazione studentesca a tempo parziale liquidata per un importo di
euro 1.200. Il compenso non è soggetto ad imposta, non sono dovuti contributi previdenziali e per
la sicurezza sociale e l’IRAP non è dovuta. La scrittura al momento della liquidazione è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Collaborazioni a tempo parziale per
D
1.200,00
studenti
../../200n
Debiti verso studenti
A
1.200,00
Al momento del pagamento la scrittura è invece la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso studenti
D
1.200,00
../../200n
Depositi bancari
A
1.200,00
6.1.2.3. I compensi che rientrano tra i costi di acquisto di servizi tecnico gestionali
I compensi che rientrano tra i costi per l’acquisto di servizi e collaborazioni tecnico gestionali sono
quelli relativi a prestazioni di professionisti quali i notai, gli avvocati, gli ingegneri e liberi
professionisti in genere. Si considerano inoltre collaborazioni coordinate continuative e
collaborazioni occasionali.
Caso compenso per consulenza tecnico gestionale in attività istituzionale al di fuori del regime di
split payment
Si consideri il caso della liquidazione di un compenso per una consulenza in materia fiscale ad un
dottore commercialista per un ammontare di 5.000 euro, più 4% di rivalsa per i contributi
64
previdenziali, più IVA del 22%. Si applicano le ritenute IRPEF. La fattura è emessa al di fuori del
regime di split payment. In questo caso l’IVA, viene pagata al professionista che quindi esercita la
rivalsa. La scrittura contabile è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Incarichi per attività tecnico gestionali
D
6.344,00
(istituzionale)
../../200n
Debiti verso Erario per IRPEF c/liquidazione
A
1.000,00
../../200n
Debiti verso fornitori
A
5.344,00
Al momento del pagamento del compenso al professionista la scrittura è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso fornitori
D
5.344,00
../../200n
Depositi bancari
A
5.344,00
Caso compenso a professionista in ambito attività commerciale al di fuori del regime split
payment
Si consideri il caso di una prestazione professionale di un ingegnere utilizzata nell’ambito dell’attività
commerciale. Il compenso è stato definito per un ammontare di 3.000 euro più 4% di rivalsa per i
contributi previdenziali, più IVA del 22 % e pro rata di detraibilità dell’88%. Si applicano le ritenute
IRPEF. La fattura è emessa al di fuori del regime di split payment. In questo caso l’IVA, viene pagata
al professionista che quindi esercita la rivalsa. Le scritture contabili saranno le seguenti:
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Incarichi per attività tecnico gestionali
D
3.120,00
(commerciale)
../../200n
IVA a credito
D
604,03
../../200n
IVA indetraibile (pro rata)
D
82,37
../../200n
Debiti verso Erario per IRPEF c/liquidazione
A
600,00
../../200n
Debiti verso fornitori
A
3206,40
Al momento del pagamento del compenso al professionista la scrittura è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso fornitori
D
3.206,40
../../200n
Depositi bancari
A
3.206,40
Caso compenso professionista ad incremento del valore di un’immobilizzazione al di fuori del
regime split payment - ambito istituzionale
Si consideri il caso di un’attività di progettazione svolta da un professionista (ingegnere) per
un’attività di recupero e riqualificazione di un edificio di terzi in uso da parte dell’ateneo. I costi, ad
intervento concluso, sono suscettibili di capitalizzazione come Migliorie su beni di terzi e quindi
saranno sottoposti ad ammortamento, ma al momento sono addebitati al conto Immobilizzazioni
65
immateriali in corso ed acconti. Il compenso per l’attività di progettazione è stato definito in 10.000
euro più 4% di rivalsa per i contributi previdenziali, più IVA del 22 %. Si applicano le ritenute IRPEF.
La fattura è emessa al di fuori del regime di split payment. In questo caso l’IVA, viene pagata al
professionista che quindi esercita la rivalsa. La scrittura contabile è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Immobilizzazioni immateriali in corso
D
12.688,00
../../200n
Debiti verso Erario per IRPEF c/liquidazione
A
2.000,00
../../200n
Debiti verso fornitori
A
10.688,00
Al momento del pagamento del compenso al professionista la scrittura è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso fornitori
D
10.688,00
../../200n
Depositi bancari
A
10.688,00
Caso collaborazione coordinata e continuativa in ambito tecnico gestionale
Si consideri il caso di una collaborazione coordinata continuativa a supporto degli uffici
dell’Amministrazione Centrale per cui viene corrisposto un importo mensile (lordo percipiente) di
1.800 euro. In questo caso si applicano ritenute IRPEF, si versano contributi previdenziali e per la
sicurezza sociale (2/3 a carico ente e 1/3 a carico percipiente) e l’IRAP è dovuta. Le scritture contabili
sono le seguenti:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Collaborazioni coordinate e continuative
D
2.209,44
per attività tecnico gestionali (comprensivo
di oneri a carico ente)
../../200n
Debiti verso Erario per IRPEF c/liquidazione
A
606,21
../../200n
Debiti verso Istituti di previdenza
A
606,96
c/liquidazione
../../200n
Debiti verso INAIL c/liquidazione
A
7,20
../../200n
Debiti verso altri soggetti privati
A
989,07
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Irap su collaborazioni coordinate e
D
153,00
continuative per attività tecnico gestionali
../../200n
Debiti verso Erario per IRAP c/liquidazione
A
153,00
Al momento del pagamento al collaboratore la scrittura è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso altri soggetti privati
D
989,07
../../200n
Depositi bancari
A
989,07
66
Caso collaborazione occasionale in ambito tecnico gestionale
Si consideri il caso di una collaborazione occasionale in attività tecnico gestionale a supporto del
Centro di Ateneo per le Biblioteche per cui viene corrisposto un importo (lordo percipiente) di 2.000
euro
(ipotesi di reddito complessivo del percipiente superiore a 5.000 euro). In questo caso si
applicano ritenute IRPEF, si versano contributi previdenziali ed anche l’IRAP è dovuta. Le scritture
contabili saranno le seguenti:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Collaborazioni occasionali per attività
D
2.449,60
tecnico gestionali (comprensivo di oneri a
carico ente)
../../200n
Debiti verso Erario per IRPEF c/liquidazione
A
674,58
../../200n
Debiti verso Istituti di previdenza
A
674,40
c/liquidazione
../../200n
Debiti verso altri soggetti privati
A
1.100,62
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Irap su collaborazioni occasionali per
D
170,00
attività tecnico gestionali
../../200n
Debiti verso Erario per IRAP c/liquidazione
A
170,00
Al momento del pagamento al collaboratore occasionale la scrittura è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso altri soggetti privati
D
1.100,62
../../200n
Depositi bancari
A
1.100,62
6.1.3. Le scritture contabili di fine esercizio
A fine esercizio, ai fini del rispetto del principio di competenza economica, è necessario rilevare i
costi dei compensi dovuti per le prestazioni rese entro la fine dell’esercizio o le erogazioni riferite
all’esercizio in chiusura (borse di studio) a prescindere dal fatto che sia stato eseguito il pagamento.
Si dovranno pertanto registrare le opportune scritture di integrazione quali: la rilevazione di fatture
da ricevere per compensi da liquidare; la rilevazione dei costi e dei debiti per i compensi relativi a
dottorandi, specializzandi, contrattisti e tutor di competenza del mese di dicembre o di mesi
precedenti ma pagati a gennaio.
Potranno essere determinati ratei e risconti rilevati per determinare la quota di competenza
dell’esercizio dei compensi che maturano nel corso del tempo erogati o da erogare (ad esempio le
borse di studio regionali pagate entro od oltre la chiusura dell’esercizio).
Ci potranno infine essere anche accantonamenti a fondi per rischi e oneri volti a coprire i costi di
compensi di competenza dell’esercizio in chiusura che verranno liquidati e pagati nei futuri esercizi
(si veda il caso del Fondo spese per corsi professioni sanitarie descritto nel capitolo 22).
67
6.2. Le missioni
6.2.1. Definizione e classificazione delle missioni
Per la varietà dei soggetti interessati e la numerosità di casi anche la gestione delle missioni, oltre a
quella dei compensi, assume un innegabile rilievo nella gestione amministrativa e contabile degli
Atenei.
Il Regolamento di Ateneo per le Missioni stabilisce che: “Per missione si intende la prestazione di
un'attività svolta nell’interesse dell’Ateneo fuori dalla ordinaria sede di servizio, sia nel territorio
nazionale che all'estero”.
Secondo il Regolamento di Ateneo per le Missioni, articolo 3, comma 1, i soggetti che hanno titolo
al conferimento di incarichi di missioni sono molteplici ed in particolare:
a) i docenti dell’Ateneo;
b) il personale tecnico amministrativo;
c) gli assegnisti;
d) i borsisti;
e) i dottorandi di ricerca;
f) i dipendenti di altre Università italiane e straniere e di altre amministrazioni pubbliche incaricati
di espletare attività nell’interesse dell’Ateneo. In questo caso per sede di servizio si intende la sede
in cui i soggetti interessati svolgono ordinariamente la loro attività;
g) qualsiasi altro soggetto che, a norma di legge, possa essere inserito in programmi di ricerca;
h) tutti coloro che, italiani o stranieri, hanno un rapporto formalizzato di collaborazione con
l’Ateneo, in relazione alle attività oggetto del rapporto;
i) gli studenti, su proposta del docente relatore di tesi e previa approvazione del Consiglio di corso
di studio.
I costi per le missioni vanno esposti in Conto Economico tra i Costi della gestione corrente alla voce
12) Altri costi. Si veda la tabella che segue.
CONTO ECONOMICO
B)
COSTI OPERATIVI
B) IX
COSTI DELLA GESTIONE CORRENTE
B) IX 12)
Altri costi
Pe rispondere alle esigenze informative interne relative ai costi per le missioni si sono individuati
conti distinti per: le missioni per funzionamento apparato amministrativo, le missioni e rimborsi
68
spese per attività istituzionale su territorio nazionale, le missioni e rimborsi spese per attività
istituzionale all'estero, nonché infine le missioni e rimborsi spese per attività commerciale28.
La gestione amministrativa e contabile delle missioni prevede due momenti o fasi: la liquidazione e
il pagamento.
Nella fase di liquidazione viene rilevato il costo a carico dell’Ateneo e l’importo, al netto delle
eventuali ritenute, dovuto al soggetto cui è stato conferito l’incarico della missione.
In questa fase si deve tener conto anche di eventuali anticipi richiesti dal soggetto incaricato della
missione e concessi dall’Ateneo29. Il versamento da parte dell’Ateneo dell’anticipo non comporta il
sostenimento di un costo ma solo una movimentazione finanziaria in uscita con il sorgere di un
credito per l’anticipo concesso (si vedano le esemplificazioni al paragrafo successivo).
Il Regolamento di Ateneo per le Missioni prevede che il trattamento economico di rimborso delle
spese può avvenire secondo due diverse tipologie: il rimborso analitico e il rimborso forfetario
(trattamento alternativo di missione). Per le missioni nel territorio nazionale si applica il rimborso
analitico mentre per le missioni all’estero il rimborso può avvenire, a scelta dell’interessato
applicando l’una o l’altra modalità.
Per rimborso analitico si intende il rimborso di tutte le spese di trasporto, di alloggio, di vitto, di
iscrizione a convegni o di altro tipo specifico, effettivamente sostenute per compiere la missione e
adeguatamente documentate secondo quanto previsto nel Regolamento stesso.
Il rimborso forfetario, ammesso per le sole missioni all’estero di durata superiore a un giorno,
prevede, per ogni ventiquattro ore compiute di missione, l’erogazione, in aggiunta alle spese di
trasporto documentate, di un
“trattamento alternativo di missione”, consistente nella
corresponsione di una somma, a titolo di rimborso omnicomprensivo.
La fase di liquidazione è supportata dal software di contabilità tramite un modulo “Missioni” che
consente la determinazione di quanto dovuto al soggetto al rientro dalla missione, previa
presentazione della documentazione prevista, come trattamento economico di rimborso della
missione30.
L’avvenuta liquidazione consente la contabilizzazione dei costi della missione e di procedere con la
successiva fase del pagamento attraverso cui si procede al rimborso del soggetto incaricato alla
28 I costi per le missioni possono essere contabilizzati, anche se con minor frequenza, nei conti Rimborsi spese viaggi
mobilità dottorandi, Formazione personale tecnico-amministrativo e Mobilità personale docente e tecnico-
amministrativo nell’ambito di scambi culturali e rapporti con l’estero.
29 Secondo i commi 2 e 3 dell’art. 18 del Regolamento Missioni di Ateneo: “Il personale incaricato di effettuare una
missione ha facoltà di richiedere una anticipazione di importo non superiore al settantacinque per cento del costo
presunto spettante per la missione. L’anticipazione delle spese di missione è concessa, su richiesta contestuale alla
domanda di autorizzazione della missione, solo ai soggetti di cui all’articolo 3 per i quali è possibile il recupero
dell’indebito anticipo dallo stipendio, dal compenso o dalla provvidenza, entro i limiti di capienza della spesa da
erogare.”
30 Il sistema determina quanto dovuto al soggetto tenendo conto sia dei limiti fissati dal Regolamento Missioni
dell’Ateneo (es. importi massimi rimborsabili per alcune tipologie di spesa), sia dei limiti fissati dal TUIR per definire le
eventuali somme imponibili ai fini fiscali.
69
missione o al recupero dell’eventuale anticipo concesso eccedente le somme effettivamente spese
e rendicontate.
6.2.2. Scritture contabili esemplificative relative alle missioni
Si propongono di seguito le scritture contabili riferite a missioni e anticipi di missione per il personale
dipendente31.
Caso missione senza richiesta di anticipo in denaro
La liquidazione della missione avviene dopo la conclusione della stessa e previa presentazione di
tutta la documentazione necessaria. Si ipotizzi il caso di una missione, per attività istituzionale,
svolta da un docente nel territorio nazionale per cui si liquida un importo di euro 1.250.
Al momento della liquidazione la scrittura è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Missioni e rimborsi spese per attività
D
1.250,00
istituzionale su territorio nazionale
../../200n
Debiti verso dipendenti
A
1.250,00
Successivamente, al momento del pagamento la scrittura è invece la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso dipendenti
D
1.250,00
../../200n
Depositi bancari
A
1.250,00
Caso missione con anticipo di denaro
Si ipotizzi il caso di un docente che richiede un anticipo pari al 75% dei costi presunti per una
missione in Germania che sono pari a 2.000 euro. L’importo viene trasferito sul c/c personale del
docente.
Al momento della corresponsione dell’anticipo la scrittura è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Crediti per anticipi missioni
D
1.500,00
../../200n
Depositi bancari
A
1.500,00
31 Le scritture mantengono la stessa logica se i rimborsi per le missioni sono presentati da altri soggetti aventi titolo al
conferimento dell’incarico di missione. Potranno invece eventualmente cambiare il conti relativi ai costi in relazione
all’oggetto o possono cambiare i conti relativi ai debiti in funzione della tipologia del soggetto.
70
In questo momento non è rilevato alcun costo ma solo il credito dell’ateneo nei confronti del
docente per l’anticipo versato32.
Al momento della liquidazione della missione e quindi della definizione dei costi effettivi o
comunque del rimborso forfetario possono presentarsi due situazioni: i costi per la missione
risultano superiori all’anticipo corrisposto oppure i costi sostenuti risultano interamente coperti
dall’anticipo.
Supponiamo che al termine della missione, sulla base della documentazione presentata, l’importo
della missione sia liquidato per 1.800 euro. La scrittura contabile è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Missioni e rimborsi spese per attività
D
1.800,00
istituzionale all’estero
../../200n
Crediti per anticipi missioni
A
1.500,00
../../200n
Debiti verso dipendenti
A
300,00
Al momento del pagamento della quota dovuta data dai costi della missione al netto dell’anticipo
inizialmente versato, la scrittura è invece la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso dipendenti
D
300,00
../../200n
Depositi bancari
A
300,00
Supponiamo ora diversamente, che al termine della missione, sulla base della documentazione
presentata, per effetto di una durata della missione inferiore a quanto inizialmente previsto,
l’importo della missione sia liquidato per 1.300 euro. La scrittura contabile è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Missioni e rimborsi spese per attività
D
1.300,00
istituzionale all’estero
../../200n
Crediti per anticipi missioni
A
1.300,00
Ad evidenza il conto Crediti per anticipi missioni rimane aperto per 200 euro fino alla restituzione
della somma da parte del docente incaricato della missione. Se il docente versa il denaro all’Ateneo
tramite bonifico l’incasso verrà rilevato in dare del conto Depositi bancari. La scrittura è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Depositi bancari
D
200,00
../../200n
Crediti per anticipi missioni
A
200,00
32 Bisogna segnalare che il software di contabilità attualmente in uso per proprie esigenze tecniche richiede, per
procedere al versamento dell’anticipo al soggetto incaricato della missione, di rilevare un debito verso lo stesso che
poi viene estinto con il pagamento.
71
Nel caso di mancata presentazione della documentazione relativa alla missione, nei termini stabiliti
dal regolamento, l’Ateneo si riserva la facoltà di recuperare l’eventuale anticipo erogato
direttamente sullo stipendio, sul compenso o sulla provvidenza in sede della prima erogazione utile.
Coloro che ottenuta l’anticipazione siano impossibilitati ad effettuare la missione, debbono
provvedere alla restituzione dell’anticipo ricevuto entro e non oltre 10 giorni dalla data in cui
avrebbe dovuto aver inizio la missione. Se la restituzione non avviene nei termini stabiliti dal
Regolamento l’Ateneo può procedere al recupero dell’anticipo nelle modalità indicate per il caso di
mancata presentazione della documentazione.
6.2.3. Le scritture contabili di fine esercizio
A fine esercizio, è necessario rilevare i costi delle missioni di competenza dell’esercizio, a
prescindere dal fatto che non sia avvenuto il pagamento. Si dovranno pertanto registrare le
opportune scritture di integrazione che rilevino i costi per le missioni di competenza dell’esercizio e
i debiti verso i soggetti cui i rimborsi per le missioni sono dovuti.
Il Regolamento di Ateneo per le Missioni facilita le operazioni contabili di chiusura attinenti le
missioni prevedendo che il rendiconto della missione sia presentato entro un termine massimo di
novanta giorni dalla data di conclusione della stessa e comunque entro e non oltre il 31 gennaio
dell’anno successivo a quello in cui la missione si è svolta.33
6.3. Le informazioni da riportare in Nota Integrativa
Non ci sono informazioni specifiche richieste in nota integrativa per i compensi se si escludono le
informazioni di rispetto dei vincoli di legge per le spese per indennità, compensi e gettoni di
presenza relativi agli organi.
Le diverse tipologie di compensi confluiscono, come si è visto, in una pluralità di voci di costo tra i
costi del personale, i costi per il sostegno degli studenti, i costi per servizi e collaborazioni tecnico-
gestionali e tra gli altri costi.
I costi relativi alle missioni sono collocati tra gli altri costi ed il loro ammontare e andamento può
opportunamente essere evidenziato in Nota Integrativa in relazione all’illustrazione del dettaglio di
tale voce.
33 Il Regolamento prevede anche che, decorsi tali termini, non sia più possibile presentare domanda di rimborso e
l’Ateneo proceda al recupero delle eventuali somme già anticipate.
72
Capitolo 7 - Le immobilizzazioni tecniche e finanziarie
7.1. Definizione e prime classificazioni delle immobilizzazioni
Si possono individuare due grandi categorie di immobilizzazioni: immobilizzazioni tecniche ed
immobilizzazioni finanziarie. Le prime rappresentano la struttura tecnico-operativa impiegata nella
gestione caratteristica34 delle aziende e quindi anche degli atenei e a loro volta si distinguono in
immobilizzazioni materiali e immobilizzazioni immateriali.
Le immobilizzazioni materiali rappresentano le tipiche immobilizzazioni tecniche e sono costituite
da terreni, fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature, mobili e arredi, automezzi, eccetera. Nel
caso degli atenei si rileva la peculiare presenza, ad esempio, del patrimonio librario, delle opere
d’arte, museali e d’antiquariato e delle attrezzature scientifiche.
Le immobilizzazioni immateriali che sono pure classificabili tra le immobilizzazioni tecniche e sono
attività
(elementi dell’attivo) caratterizzate di norma dalla mancanza di tangibilità. Esse sono
costituite da costi che non esauriscono la loro utilità in un solo periodo ma manifestano dei benefici
economici futuri lungo un arco temporale che comprende più esercizi35. Le tipologie principali di
immobilizzazioni immateriali presenti negli atenei possono essere: i beni immateriali e gli oneri
pluriennali.
I beni immateriali sono beni privi di consistenza fisica, identificabili individualmente e sono costituiti
di norma da diritti giuridicamente tutelati. Essi comprendono diritti di brevetto industriale, diritti di
utilizzazione delle opere di ingegno, licenze, concessioni, marchi e diritti simili.
Gli oneri pluriennali sono costi che non esauriscono la loro utilità nell’esercizio in cui sono sostenuti
e sono diversi dai beni immateriali e dall’avviamento36. Per gli oneri pluriennali è più difficilmente
dimostrabile l’utilità pluriennale ovvero i benefici futuri attesi rispetto ai beni immateriali. Essi sono
costituiti dai costi di impianto ed ampliamento, i costi di sviluppo ed altri possibili costi che
soddisfino la definizione di onere pluriennale.
Le partecipazioni sono la principale tipologia di immobilizzazioni finanziarie negli atenei. Secondo
l’art. 4. c.1 lettera c), primo capoverso, del DI 19/2014: “Nello specifico degli atenei rientrano nella
categoria delle immobilizzazioni finanziarie le partecipazioni destinate ad investimento durevole”37.
Il Manuale Tecnico Operativo però, nel capitolo dedicato alle immobilizzazioni finanziarie contempla
34 In realtà possono essere presenti temporaneamente o in modo permanente delle immobilizzazioni non impiegate
nella gestione caratteristica dell’Ateneo ma che sono invece deputate a produrre proventi volti a incrementare le
risorse disponibili per la didattica e/o la ricerca quali immobili provenienti da lasciti o immobili non più funzionali per
l’utilizzo nella gestione caratteristica dell’Ateneo.
35 Per benefici economici futuri si intendono ricavi originati dalla vendita di beni o servizi o comunque i proventi
acquisiti dagli atenei attraverso lo svolgimento dell’attività di didattica e ricerca, risparmi di costo o altri benefici
derivanti dall’utilizzo dell’attività immateriale da parte dell’ateneo.
36 Una tipologia di immobilizzazione immateriali presente nelle imprese ma non riscontrabile o comunque distante
dalla realtà degli atenei è data dall’avviamento. Secondo il principio contabile OIC n. 24 “L’avviamento è l’attitudine
dell’azienda a produrre utili che derivino o da fattori specifici che, pur concorrendo positivamente alla produzione del
reddito ed essendosi formati nel tempo in modo oneroso, non hanno un valore autonomo, ovvero da incrementi di
valore che il complesso di beni aziendali acquisisce rispetto alla somma del valore dei singoli beni, in virtù
dell’organizzazione delle risorse in modo efficiente”.
37Si fa riferimento alla versione integrale e coordinata adottata con Decreto Direttoriale n. 1841 del 26 luglio 2017.
73
la presenza di altre fattispecie quali i crediti con l’indicazione in particolare dei crediti per cauzioni
versate e anche la possibile presenza, seppure non diffusa negli atenei, di altri titoli.
Si vedano nella tabella seguente le voci relative alle immobilizzazioni prese in considerazione dallo
schema di Stato Patrimoniale allegato al D.I. 19/2014 successivamente sottoposto a revisione dal
D.I. 394/2017.
STATO PATRIMONIALE
A)
IMMOBILIZZAZIONI
I
IMMATERIALI
I 1)
Costi di impianto, di ampliamento e di sviluppo
I 2)
Diritti di brevetto e diritti di utilizzazione delle opere di ingegno
I 3)
Concessioni, licenze, marchi, e diritti simili
I 4)
Immobilizzazioni in corso ed acconti
I 5)
Altre immobilizzazioni immateriali
TOTALE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI
II
MATERIALI
II) 1)
Terreni e fabbricati
II) 2)
Impianti e attrezzature
II) 3)
Attrezzature scientifiche
II) 4)
Patrimonio librario, opere d’arte, d’antiquariato e museali
II) 5)
Mobili e arredi
II) 6)
Immobilizzazioni in corso ed acconti
II) 7)
Altre immobilizzazioni materiali
TOTALE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI
III
FINANZIARIE
TOTALE IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE
TOTALE IMMOBILIZZAZIONI (A)
L’analisi
dei contenuti delle singole voci sarà condotta nei successivi
capitoli
15
e
16
che
trattano
rispettivamente della valutazione e rilevazioni di fine esercizio delle immobilizzazioni tecniche e di quelle
finanziarie. Di seguito si tratta delle operazioni di esercizio relative alle immobilizzazioni.
7.2. Il ciclo di vita delle immobilizzazioni tecniche
Se si guarda al ciclo di vita delle immobilizzazioni tecniche si possono individuare tre fasi rilevanti
con riguardo alla contabilizzazione delle operazioni che riguardano questo tipo di fattori produttivi
che sono:
-
l’acquisizione;
-
l’utilizzo;
-
la dismissione.
74
Con l’acquisizione l’immobilizzazione entra a far parte della combinazione di fattori produttivi
disponibili per lo svolgimento della gestione. L’acquisizione può avvenire mediante tre modalità
principali38:
-
per acquisto a titolo oneroso da fornitori esterni;
-
per acquisizione a titolo gratuito;
-
per costruzione interna mediante utilizzo di fattori produttivi aziendali.
Le diverse modalità di acquisizione comportano, come si vedrà successivamente, diverse modalità
di individuazione dei valori di iscrizione del bene nell’attivo dello stato patrimoniale.
L’utilizzo dell’immobilizzazione materiale o immateriale si caratterizza per la cessione graduale nel
tempo di utilità ai processi produttivi; questa partecipazione ai processi produttivi del fattore
produttivo pluriennale si manifesta, sotto il profilo economico, nella determinazione di una quota
del valore originario che partecipa alla formazione del risultato economico dell’esercizio. Tale quota
è denominata quota di ammortamento e ammortamento è il processo di ripartizione del valore del
bene per gli esercizi della vita utile.
Successivamente all’acquisizione e quindi durante il periodo di utilizzo dell’immobilizzazione
possono essere sostenuti i costi volti a mantenere o ristabilire i benefici economici originariamente
attesi per un’immobilizzazione (costi di manutenzione ordinaria), i costi volti a porre rimedio a delle
rotture (costi di riparazione) o dei costi per interventi volti all’ampliamento, ammodernamento o
miglioramento di elementi strutturali dell’immobilizzazione che si traducono in aumento
significativo e tangibile di capacità produttiva, di efficienza, di qualità dei prodotti ottenibili, di
sicurezza o di vita utile (manutenzione straordinaria).
Infine la dismissione, ovvero l’esclusione dell’immobilizzazione dalla combinazione di fattori
produttivi utilizzati per lo svolgimento della gestione quando ha esaurito la sua utilità per
obsolescenza o altro motivo. In questi casi si procede allo scarico del bene dalla gestione inventariale
e dal libro cespiti. Si procede ovviamente allo scarico del bene anche nel caso del ritiro in permuta
da parte di un fornitore di una nuova immobilizzazione o, fatto molto meno frequente, nel caso
della vendita dell’immobilizzazione.
Si esaminano di seguito le scritture contabili relative ai diversi momenti del ciclo di vita.
7.2.1. L’acquisizione delle immobilizzazioni tecniche
Si esaminano di seguito le diverse modalità di acquisizione delle immobilizzazioni tecniche.
L’acquisto di immobilizzazioni
L’operazione di acquisto di immobilizzazioni è del tutto analoga a quella dell’acquisto di beni e
servizi39.
Per l’acquisto di un’attrezzatura scientifica del valore imponibile di 10.000 euro più IVA del 22% nella
sfera dell’attività istituzionale e in regime di split payment la registrazione contabile è la seguente:
38 Un’altra modalità è rappresentata dall’acquisto in permuta con altre immobilizzazioni.
39 Per l’analisi delle diverse esemplificazioni di scritture contabili viste per l’acquisto di beni di consumo e servizi ma
applicabili anche alle immobilizzazioni si rinvia al capitolo 4.
75
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Attrezzature scientifiche
D
12.200,00
../../200n
Debiti verso fornitori
A
10.000,00
../../200n
Erario c/IVA split payment istituzionale
A
2.200,00
c/liquidazione
Del tutto analoga è pure la registrazione dell’acquisto di una immobilizzazione immateriale. Si
consideri l’acquisto di un software del valore di 3.000 euro più IVA del 22% da impiegare nell’attività
didattica istituzionale e in regime di split payment. La registrazione contabile sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Prodotti software
D
3.660,00
../../200n
Debiti verso fornitori
A
3.000,00
../../200n
Erario c/IVA split payment istituzionale
A
660,00
c/liquidazione
Gli acquisti di cui sopra compiuti nella sfera dell’attività commerciale si differenziano nella sostanza
per il fatto che l’IVA sugli acquisti non va ad incrementare il valore dell’immobilizzazione, sia per la
quota detraibile che costituisce un credito verso l’erario sia per la quota di IVA indetraibile dovuta
al pro rata che rappresenta comunque un costo40.
Al valore di acquisto vanno portati in riduzione eventuali sconti commerciali e devono essere portati
in aumento gli eventuali oneri accessori di acquisto quali ad esempio i costi di trasporto, i dazi da
importazione, i costi di installazione e messa a punto, eccetera41.
L’acquisizione a titolo gratuito
L’acquisizione a titolo gratuito prevede due fattispecie: le liberalità e gli omaggi da fornitori.
Il tema delle liberalità aventi per oggetto immobilizzazioni materiali è trattato dall’art. 4, comma1,
lettera b), decimo capoverso del D.I. 19/2014 che è stato emendato dal successivo D.I. 394/2017.
In particolare sul tema il D.I. 19/2014 recita:
“Nel caso di donazione, lascito testamentario o altre liberalità, le università valorizzano e
capitalizzano il bene, sulla base del valore indicato nell’atto di donazione o successione o, in
mancanza, per gli immobili sulla base del valore catastale e per gli altri beni sulla base di una
relazione di stima da parte di un esperto del settore. Il bene:
-
se non soggetto ad ammortamento, deve essere iscritto nelle immobilizzazioni materiali, e il
corrispondente valore deve essere iscritto come Provento al momento del ricevimento;
40 In linea di principio anche la quota di IVA indetraibile dovuta al pro rata dovrebbe essere portata ad incremento del
valore del bene, ma ciò non è reso possibile dalle impostazioni del software di contabilità.
41 Per una casistica più ampia delle possibili fattispecie di oneri accessori di acquisto si veda il capitolo 15 dedicato alla
valutazione delle immobilizzazioni materiali e immateriali.
76
-
se soggetto ad ammortamento, deve essere iscritto nelle immobilizzazioni materiali con
contropartita una voce di provento da riscontare opportunamente alla fine di ciascun anno,
secondo il piano di ammortamento dei beni.
Si prevede l’utilizzo di conti di provento distinti a seconda che la liberalità abbia per oggetto
immobilizzazioni sottoposte o meno ad ammortamento.
Supponiamo che l’ateneo riceva in donazione un’opera d’arte di valore stimato da un esperto del
settore di 10.000 euro.
La scrittura contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Patrimonio librario, opere d’arte, d’antiquariato e
D
10.000,00
museali
../../200n
Proventi per donazione, lascito testamentario o
A
10.000,00
altro di beni non soggetti ad ammortamento
Se invece la donazione avesse per oggetto una immobilizzazione soggetta ad ammortamento, ad
esempio, una attrezzatura multimediale con valore stimato di euro 4.000, la scrittura contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Attrezzature informatiche
D
4.000,00
../../200n
Proventi per donazione, lascito testamentario o
A
4.000,00
altro di beni soggetti ad ammortamento
In quest’ultimo caso il provento, a fine esercizio, va riscontato in accordo con il progredire del piano
di ammortamento del bene con una tecnica analoga a quella applicata per i contributi in conto
capitale o conto impianti42.
Si ritiene che lo stesso trattamento contabile sia applicabile, per quanto compatibile, anche per le
liberalità aventi per oggetto immobilizzazioni immateriali.
Una fattispecie diversa di acquisizione a titolo gratuito delle immobilizzazioni è quella degli omaggi
da fornitori.
Il bene perviene a titolo gratuito nell’ambito di una relazione di scambio con un soggetto terzo, i
beni sono usualmente beni oggetto di produzione e/o commercializzazione da parte dei fornitori
stessi e sono di norma accompagnati da una fattura che individua il valore del bene e a cui non farà
seguito il pagamento del fornitore da parte dell’Ateneo che al più potrebbe essere tenuto a versare
l’IVA.
Al momento in cui perviene la fattura si procede alla sua registrazione.
La registrazione della fattura per il ricevimento in omaggio di una attrezzatura informatica del valore
imponibile di 1.000 euro più IVA del 22% in regime di split payment, utilizzabile nella sfera
istituzionale, è la seguente:
42 Si veda il capitolo 11 dedicato ad illustrare il trattamento contabile dei contributi in conto capitale o conto impianti.
77
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Attrezzature informatiche
D
1.220,00
../../200n
Debiti verso fornitori
A
1.000,00
../../200n
Erario c/IVA split payment istituzionale
A
220,00
c/liquidazione
Il debito va chiuso rilevando in contropartita un provento
(ipotesi in cui l’IVA è versata
dall’Ateneo)43.
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso fornitori
D
1.000,00
../../200n
Omaggi da fornitori di beni di investimento
A
1.000,00
Anche in questo caso il provento, a fine esercizio, va riscontato in accordo con il progredire del piano
di ammortamento del bene.
La produzione interna di immobilizzazioni
La terza modalità di acquisizione è la produzione interna di immobilizzazioni immateriali e materiali.
Nel caso degli atenei esempi di produzione interna potrebbero riguardare: la produzione interna di
software tutelato o non tutelato, la produzione di attrezzature scientifiche con caratteristiche e
prestazioni specifiche non reperibili sul mercato, eccetera.
Nella produzione interna di immobilizzazioni possono essere utilizzati una molteplicità di fattori
produttivi (lavoro, beni, servizi, eccetera) il cui costo va riferito, attraverso opportuni strumenti di
rilevazione contabile, all’oggetto della produzione
(ad esempio: il software, l’attrezzatura
scientifica, ecc.).
La determinazione del valore della immobilizzazione comporta una capitalizzazione di costi che è
una vera e propria operazione di assestamento che sarà trattata successivamente nel capitolo 15
relativo alla valutazione delle immobilizzazioni immateriali e materiali.
L’immobilizzazione ottenuta a fronte della produzione interna è sottoposta ad ammortamento con
le stesse regole delle immobilizzazioni della medesima tipologia pervenute tramite acquisto o a
titolo gratuito.
7.2.2. I costi che si manifestano successivamente all’acquisizione dell’immobilizzazione
I costi che si manifestano tipicamente successivamente all’acquisizione e quindi durante il periodo
di utilizzo dell’immobilizzazione sono i costi di manutenzione.
Per definire il trattamento contabile dei costi di manutenzioni bisogna stabilire se:
-
sono costi volti a mantenere o ristabilire i benefici economici originariamente attesi per
un’immobilizzazione (costi di manutenzione ordinaria) o costi volti a porre rimedio a delle
rotture (costi di riparazione);
43 In realtà il software di contabilità perviene a questo risultato, in termini di rappresentazione contabile, attraverso un
procedimento più macchinoso.
78
-
oppure se sono costi per interventi volti all’ampliamento, ammodernamento o miglioramento
di elementi strutturali dell’immobilizzazione che si traducono in aumento significativo e tangibile
di capacità produttiva, di efficienza, di qualità dei prodotti ottenibili, di sicurezza o di vita utile
(manutenzione straordinaria).
Nel primo caso di parla di manutenzione ordinaria e i relativi costi sono spesati in conto economico
e classificati nella voce B) IX. 8) Acquisto di servizi e collaborazioni tecnico gestionali.
L’acquisto di un servizio di manutenzione ordinaria sarà contabilizzato in analogia con l’acquisto dei
servizi di cui si avvale l’Ateneo.
La registrazione di una fattura per un servizio di manutenzione ordinaria per un importo di 2.500
euro più IVA del
22% sull’impianto elettrico di uno stabile dell’ateneo
(ambito di attività
istituzionale, regime di split payment), sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Manutenzione ordinaria e riparazione impianti
D
3.050,00
../../200n
Debiti verso fornitori
A
2.500,00
../../200n
Erario c/IVA split payment istituzionale
A
550,00
c/liquidazione
Nel secondo caso si parla comunemente di manutenzione straordinaria e i relativi costi andranno
ad incrementare il valore del bene su cui si è intervenuti. I costi vanno perciò direttamente registrati
sulla voce dell’attivo in cui è classificato il bene oggetto di intervento44.
La registrazione per un intervento di manutenzione straordinaria di 1.000 euro più IVA del 22% su
un’attrezzatura utilizzata in ambito di attività istituzionale e in vigenza del regime di split payment
sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Attrezzature scientifiche
D
1.220,00
../../200n
Debiti verso fornitori
A
1.000,00
../../200n
Erario c/IVA split payment istituzionale
A
220,00
c/liquidazione
I costi così contabilizzati vanno ad incrementare il valore del bene e saranno ammortizzati per gli
anni della vita utile residua del cespite.
7.2.3. La dismissione delle immobilizzazioni
L’operazione di dismissione di un bene immobilizzato comporta la sua eliminazione dalla contabilità
e questo fatto può comportare la determinazione di un costo o di un ricavo “da dismissione” che
44 Se l’intervento è complesso e dura nel tempo, come nel caso di manutenzioni straordinarie su immobili viene
“aperta” una commessa o progetto i cui costi vengono contabilizzati in un conto Immobilizzazioni in corso ed acconti a
fornitori che è pure riepilogato nell’attivo dello Stato Patrimoniale e trasferiti, al completamento dell’intervento di
manutenzione, al conto proprio del tipo di immobilizzazione oggetto di intervento.
79
prende il nome rispettivamente di minusvalenza e di plusvalenza e si origina dal confronto tra
l’eventuale valore di cessione del bene e il valore residuo dello stesso risultante in bilancio.
Per meglio mettere a fuoco il tema dei costi o ricavi da dismissione si trattano prima i casi di
alienazione e permuta che di fatto sono i meno frequenti nella gestione dell’Ateneo.
Le operazioni di alienazione e permuta di beni immobili e beni mobili da parte dell’Ateneo devono
essere adeguatamente motivate in relazione all’interesse pubblico che si intende perseguire nel
rispetto della normativa vigente45.
Le operazioni di vendita sono sporadiche mentre si possono verificare più frequentemente
operazioni di permuta che nel caso specifico consistono nel reciproco scambio tra l’Ateneo e altro
soggetto della proprietà di beni.
Caso permuta
Supponiamo che nell’ambito dell’acquisto da parte dell’Ateneo di una nuova autovettura di valore
pari a euro 36.000 più IVA del 22%, da utilizzare in ambito istituzionale, un concessionario ritiri in
permuta una autovettura usata valutandola euro 12.000.
L’operazione di permuta va trattata contabilmente separando l’operazione di acquisto
dall’operazione di vendita.
L’operazione di acquisto, effettuata in regime di split payment, origina la seguente scrittura
contabile:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Autovetture
D
43.920,00
../../200n
Debiti verso fornitori
A
36.000,00
../../200n
Erario
c/IVA split
payment istituzionale
A
7.920,00
c/liquidazione
Nel caso di cessione di una immobilizzazione dietro il riconoscimento di un corrispettivo, in questo
caso all’interno di una permuta, nel momento della vendita e dello scarico del bene dal libro cespiti
si può determinare una minusvalenza o una plusvalenza.
Supponiamo che l’autovettura oggetto della permuta, a suo tempo acquistata in ambito di attività
istituzionale, presenti un valore di acquisto pari a euro 40.000 e un fondo ammortamento di 30.000
euro. Il confronto tra il valore di cessione riconosciuto dal concessionario e il valore residuo del bene
(40.000 - 30.000 = 10.000 euro) permette di rilevare una plusvalenza di 2.000 euro.
La cessione di un bene in precedenza acquistato in ambito di attività istituzionale configura
un’operazione non imponibile ai fini IVA46, per cui la scrittura contabile sarà la seguente:
45 Questo è ciò che stabilisce il Regolamento di Ateneo per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità all’art. 72,
comma 1. Al successivo comma 2 si stabilisce che “La deliberazione di addivenire all’alienazione e la permuta di beni
immobili è adottata dal Consiglio di Amministrazione.
46 Si tratta di un’operazione non imponibile IVA per carenza del presupposto soggettivo art. 4, comma 4, DPR 633/72,
mentre l’operazione è soggetta ad IVA se il bene è stato originariamente acquistato in ambito di attività commerciale.
80
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Crediti verso altri soggetti privati
D
12.000,00
../../200n
Fondo ammortamento autovetture
D
30.000,00
../../200n
Plusvalenze su alienazione/dismissione cespiti
A
2.000,00
../../200n
Autovetture
A
40.000,00
Con questa scrittura si rileva contemporaneamente il credito verso il concessionario cui è stata
venduta l’immobilizzazione, lo storno dell’immobilizzazione e del relativo fondo ammortamento e
la plusvalenza che deriva dalla cessione.
L’importo pagato dall’Ateneo sarà di 24.000 euro pari alla differenza tra il debito verso il fornitore
(36.000 euro) e il credito verso lo stesso (12.000 euro). A parte sarà versata l’IVA all’Erario per 7.920
euro.
Se l’importo concordato con il concessionario per il valore dell’autovettura data in permuta fosse
stato di 9.000 euro, il confronto tra il valore di cessione e il valore residuo del bene (40.000 - 30.000
= 10.000 euro) permette di rilevare una minusvalenza di 1.000 euro. La scrittura contabile sarebbe
la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Crediti verso altri soggetti privati
D
9.000,00
../../200n
Fondo ammortamento autovetture
D
30.000,00
../../200n
Minusvalenze su alienazione/dismissione cespiti
D
1.000,00
../../200n
Autovetture
A
40.000,00
Con questa scrittura, analoga per il resto a quella precedente, si rileva infatti la minusvalenza che
deriva dalla cessione dell’immobilizzazione.
In questo caso l’importo pagato dall’Ateneo sarebbe di 27.000 euro pari alla differenza tra il debito
verso il fornitore (36.000 euro) e il credito verso lo stesso (9.000 euro). A parte sarà versata l’IVA
all’Erario per 7.920 euro.
Si segnala che nel caso in cui il bene ceduto in permuta sia completamente ammortizzato si rileva
una plusvalenza pari al prezzo di cessione.
Caso di scarico di beni obsoleti e/o che hanno esaurito la loro utilità per la gestione e sono messi
fuori uso
In caso di beni messi fuori uso l’Ateneo procede all’eliminazione del bene, nel rispetto delle
procedure previste dal Regolamento per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità, senza che vi
sia alcun corrispettivo.
Se il bene presenta un valore residuo positivo e perciò non è completamente ammortizzato, al
momento dello scarico del bene dal libro cespiti, si determina una minusvalenza pari al valore
residuo.
Si consideri la dismissione di un’attrezzatura scientifica di 1.000 euro ammortizzata per 800 euro
che risulta obsoleta. La scrittura contabile sarà la seguente:
81
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Fondo ammortamento attrezzature scientifiche
D
800,00
../../200n
Minusvalenze su alienazione/dismissione cespiti
D
200,00
../../200n
Attrezzature scientifiche
A
1.000,00
Se il bene è completamente ammortizzato, al momento dello scarico del bene dal libro cespiti, si
registra lo scarico del bene senza che sia rilevabile una variazione economica.
Si consideri la dismissione di un’attrezzatura informatica di
1.200 euro completamente
ammortizzata e non più utilizzabile. La scrittura contabile sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Fondo ammortamento attrezzature informatiche
D
1.200,00
../../200n
Attrezzature informatiche
A
1.200,00
7.3. Le immobilizzazioni finanziarie
Le partecipazioni sono la principale tipologia di immobilizzazioni finanziarie.
Secondo l’art. 4. c.1 lettera c), primo capoverso, del D.I. 19/2014:
“Nello specifico degli atenei rientrano nella categoria delle immobilizzazioni finanziarie le
partecipazioni destinate ad investimento durevole”47.
Le partecipazioni si distinguono in partecipazioni in società ed enti controllati e collegati e altre
partecipazioni48.
7.3.1. L’acquisizione delle partecipazioni
L’acquisizione delle partecipazioni può avvenire tramite sottoscrizione del capitale della società od
ente partecipato al momento della costituzione o in momenti successivi o tramite l’acquisto della
partecipazione da altro soggetto.
Caso sottoscrizione del capitale
Supponiamo che l’ateneo costituisca una fondazione universitaria istituita ai sensi dell’articolo 59,
comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni sottoscrivendo per intero
un capitale sociale di 200.000
€. La scrittura contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Partecipazioni in fondazioni, società ed enti
D
200.000,00
controllati e collegati
../../200n
Depositi bancari
A
200.000,00
47Il MTO però, nel capitolo dedicato alle immobilizzazioni finanziarie contempla la presenza di altre fattispecie quali i
crediti con l’indicazione in particolare dei crediti per cauzioni versate e anche la possibile presenza, seppure non
diffusa negli atenei, di altri titoli. Si fa riferimento alla versione integrale e coordinata adottata con Decreto
Direttoriale n. 1841 del 26 luglio 2017.
48 Per la definizione delle partecipazioni in società ed enti controllati e collegati e delle altre partecipazioni e per
l’illustrazione dei criteri di valutazione applicabili si rinvia al cap. 16.
82
Supponiamo che l’ateneo concorra con altri atenei alla costituzione di una società che opera
nell’ambito della ricerca medica sottoscrivendo una quota di capitale pari a 25.000 euro su 100.000
euro complessivi. La quota di capitale sottoscritto, pari al 25%, porta a qualificare la partecipazione
come partecipazione in società ed enti collegati.
La scrittura contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Partecipazioni in
fondazioni, società ed enti
D
25.000,00
controllati e collegati
../../200n
Depositi bancari
A
25.000,00
L’ateneo sottoscrive una piccola quota, pari a 5.000
€, di un consorzio interuniversitario costituito
sotto forma di società di capitali che si occupa di ricerca in campo biomedico.
La scrittura contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Altre partecipazioni
D
5.000,00
../../200n
Depositi bancari
A
5.000,00
Caso acquisto partecipazione da altro soggetto
Qualora la partecipazione pervenga dall’acquisto da altro soggetto la scrittura contabile è analoga.
Si supponga si acquistare da un ente locale per un importo di 10.000 euro una quota aggiuntiva di
un consorzio di servizi in cui l’ateneo è già presente. La partecipazione è comunque classificata,
anche dopo l’ultimo acquisto, tra le altre partecipazioni.
La scrittura contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Altre partecipazioni
D
10.000,00
../../200n
Depositi bancari
A
10.000,00
7.3.2. La riscossione di dividendi
Sebbene le partecipazioni siano detenute dall’Ateneo in funzione del perseguimento delle proprie
finalità istituzionali è possibile che possa percepire dei dividendi in funzione della quota di capitale
posseduta nella società od ente partecipato.
Si consideri il caso di un dividendo deliberato da una società classificata tra le Altre partecipazioni
per un importo di euro 3.600 euro.
Al momento della comunicazione dell’assegnazione dei dividendi la rilevazione contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Crediti verso altri soggetti privati
D
3.600,00
../../200n
Dividendi da altre partecipazioni
A
3.600,00
83
Al momento della riscossione dei dividendi la scrittura contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Depositi bancari
D
3.600,00
../../200n
Crediti verso altri soggetti privati
A
3.600,00
7.3.3. La dismissione delle partecipazioni
Le dismissione delle partecipazioni può avvenire per cessione a soggetti terzi o per liquidazione della
fondazione, società o ente partecipato.
In ogni caso al momento della dismissione, in analogia a quanto visto per le immobilizzazioni
immateriali e materiali, si può determinare un costo o ricavo “da dismissione” che prende
rispettivamente il nome di minusvalenza e plusvalenza e si origina dal confronto tra il valore di
cessione o il valore realizzato dalla liquidazione della fondazione, società ed ente ed il valore netto
in bilancio (valore al netto di eventuali precedenti svalutazioni delle partecipazioni).
Caso di cessione
Consideriamo il caso che l’ateneo ceda ad altro soggetto la partecipazione in uno spinoff
universitario di cui aveva sottoscritto il 10% del capitale sociale per 2.000 euro a un valore di 5.000
euro.
La scrittura contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Depositi bancari
D
5.000,00
../../200n
Altre partecipazioni
A
2.000,00
../../200n
Plusvalenze su alienazione partecipazioni
A
3.000,00
Consideriamo il caso che l’ateneo ceda ad altro ente di ricerca e su sollecitazione di quest’ultimo, la
propria quota di una partecipazione ad un consorzio di rilevanza trascurabile per le proprie attività.
La partecipazione è iscritta in bilancio ad un valore di carico di 2.500 euro e ha già subito una
svalutazione per 1.250 euro. Il prezzo di cessione concordato è di 1.000 euro.
La scrittura contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Depositi bancari
D
1.000,00
../../200n
Fondo svalutazione altre partecipazioni
D
1.250,00
../../200n
Minusvalenze su alienazione partecipazioni
D
250,00
../../200n
Altre partecipazioni
A
2.500,00
Caso di liquidazione
Consideriamo il caso di un vecchio consorzio interuniversitario di ricerca di cui l’ateneo aveva
sottoscritto alcuni decenni orsono capitale per 10.000
€. Il consorzio ha nel corso del tempo
esaurito la propria spinta propulsiva e i soci hanno deciso per la sua messa in liquidazione. La
84
partecipazione, classificata tra le altre partecipazioni, era svalutata al 50%. Il liquidatore, dopo aver
realizzato l’attivo ed estinto i debiti è riuscito a restituire ai soci il 20% del capitale da loro versato.
A liquidazione avvenuta l’ateneo procede a rilevare la dismissione della partecipazione. La scrittura
contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Depositi bancari e postali
D
2.000,00
../../200n
Fondo svalutazione altre partecipazioni
D
5.000,00
../../200n
Minusvalenze
straordinarie
su
D
3.000,00
alienazione/dismissione immobilizzazioni
../../200n
Altre partecipazioni
A
10.000,00
85
CICLO ATTIVO
Capitolo 8 - I proventi per la didattica e i crediti verso gli studenti
I proventi per la didattica sono la prima voce dei proventi operativi e tra essi dei proventi propri nel
Conto Economico dei bilanci universitari (voce A) I 1) proventi per la didattica) a testimoniare la
rilevanza che assumono tra i proventi della gestione caratteristica degli atenei.
Sono compresi nei proventi per la didattica le tasse e contributi pagati dagli studenti del corsi di
laurea triennale e magistrale, ma anche le tasse di iscrizione per i corsi della didattica post-laurea
quali: i dottorati di ricerca, le scuole di specializzazione, i master, i corsi aggiornamento e formazione
professionale, i corsi di formazione inziale degli insegnanti e altri contribuzioni studentesche. Sono
infine compresi tra i proventi per la didattica i corrispettivi per la didattica c/terzi.49
8.1. I criteri di rilevazione dei proventi per la didattica e dei relativi crediti
Si vuole inizialmente concentrare l’attenzione sui proventi per la didattica corrisposti dagli studenti
per le lauree triennali e magistrali.
L’Università degli Studi di Padova sin dall’avvio del sistema di contabilità economico-patrimoniale
ha scelto di rilevare proventi e i correlati crediti verso gli studenti per tasse e contributi con
riferimento al momento dell’iscrizione all’anno accademico corrente che si perfeziona con il
pagamento della prima rata piuttosto che al momento dell’incasso degli stessi.
Così si esprime su questo aspetto il Manuale Tecnico Operativo: “Si ritiene che per le università i
proventi derivanti da tasse e contributi universitari, e il contestuale credito, diventino certi ed
esigibili, per l’intero anno accademico, in linea generale, con il perfezionamento da parte dello
studente dell’iscrizione all’anno accademico. In tale momento infatti lo studente si impegna a
frequentare l’intero anno accademico e, se non intervengono, ove consentite, azioni formali
interruttive dell’impegno a versare l’importo previsto, alle scadenze definite, così come previsto
dai Regolamenti interni dei singoli atenei.”
Questa scelta innova rispetto alla prassi tipica nel previgente sistema di contabilità finanziaria di
accertare l’entrata solo al momento dell’incasso. Tale prassi, se riportata in contabilità economico-
patrimoniale, avrebbe impedito di rilevare i crediti verso gli studenti e di conseguenza di esporli
nello Stato Patrimoniale del Bilancio unico di ateneo di esercizio.
Questa scelta richiede inoltre sia opportunamente gestita la suddivisione di ruoli tra il sistema
gestionale di “segreteria studenti” che annota tutti gli eventi relativi alla carriera degli studenti e le
informazioni relative alle tasse e contributi dovuti e corrisposti e il sistema di contabilità; mentre il
primo gestisce necessariamente le informazioni a dettaglio di singolo studente, la seconda rileva
invece le informazioni in prevalenza in modo massivo per aggregati di studenti50.
49 Si vedano a questo proposito le indicazioni delle Note Tecniche n.1 “Tipologia delle voci di ricavi e costi nello
schema di conto economico”, pubblicate a cura della Commissione ministeriale per la contabilità economico-
patrimoniale.
50 Fa eccezione a questa logica di funzionamento il pagamento dei rimborsi di tasse e contributi dovuti ai singoli
studenti che vengono rilevati uno ad uno effettuando una registrazione per ogni rimborso.
86
Il tema è affrontato anche dal Manuale Tecnico Operativo redatto dalla Commissione ministeriale
per la contabilità economico-patrimoniale:
“Si deve ritenere che, benché la situazione ottimale sia la gestione dei crediti a partite in
contabilità, riferibili a ciascuno studente debitore, il collegamento a un modulo gestionale esterno
al sistema contabile, nel quale vengono rilevate le singole partite in scadenza e il loro pagamento,
possa essere altrettanto efficace.
Gli esempi che seguono si concentrano sulla gestione del credito in contabilità ma il principio
potrà essere applicato semplicemente riportando il saldo dei crediti risultanti dal sezionale
esterno, di norma un sistema gestionale di segreteria, senza alcun dettaglio sulle singole posizioni
dei singoli studenti.
Il saldo dei crediti totali derivanti dal sezionale esterno andranno a comporre la voce crediti verso
studenti in contabilità generale, mentre l’analisi delle singole posizioni, le loro scadenze e i
rispettivi pagamenti, continueranno a essere gestiti in dettaglio nel sezionale citato e
costituiranno supporto del saldo indicato in contabilità.”
Anche se idealmente è ipotizzabile che sia aperta una posizione per singolo studente all’interno
della contabilità generale, la numerosità della popolazione studentesca nei grandi atenei e lo stato
di sviluppo attuale dei sistemi amministrativi contabili delle università ha sconsigliato questa
soluzione.
La soluzione adottata (in contabilità generale solo i valori e saldi aggregati) è comunque efficace e
affidabile se e nella misura in cui tutte le variazioni di tasse e contributi rispetto ai valori iniziali
rilevati nel sistema gestionale degli studenti e inizialmente accolti in contabilità generale come
crediti e proventi per la didattica, sono successivamente riportate e rilevate nel sistema di
contabilità.
E’ noto come l’ammontare delle tasse e contributi per singolo studente possa subire significative
variazioni a seguito delle domande di esonero e riduzione (per reddito e per merito) che vengono
presentate dagli studenti ed esaminate dall’ateneo e su cui si delibera successivamente al
pagamento della prima rata e al contestuale perfezionarsi dell’iscrizione.
Per ridurre al minimo le variazioni che possono intervenire sulle posizioni di migliaia di studenti
iscritti, si è deciso di contabilizzare i crediti verso gli studenti per la seconda e terza rata (ed eventuali
variazioni per esoneri e riduzioni sulla prima) e i relativi proventi, al termine della definizione delle
pratiche di richiesta di esonero e riduzione di tasse e contributi e comunque prima della conclusione
dell’esercizio.
Con questa soluzione da un lato si evita di registrare in contabilità crediti e proventi soggetti a
rilevanti revisioni e dall’altro si consente di rilevare in bilancio, con riferimento alla data di chiusura
dell’esercizio i crediti per tasse e contributi verso gli studenti che risultano in quel momento iscritti
all’anno accademico corrente.
Eventuali domande di esonero e/o di riduzione di tasse e contributi che fossero accolte dopo la
chiusura dell’esercizio, ma prima della predisposizione del progetto di bilancio unico di ateneo di
esercizio, andranno rilevate come variazioni in riduzione ai proventi per la didattica dell’esercizio
chiuso.
87
Il D. I. 19/2014 all’art. 4, comma 2, lettera a. con riferimento ai Proventi per la didattica dispone che:
“I proventi per la didattica si iscrivono a Conto Economico in base al principio di competenza
economica, riscontando la quota non di competenza.”
A fine esercizio si dovranno pertanto riscontare i proventi per la didattica per tasse e contributi
relativi all’anno accademico corrente rilevati in modo da rinviare la quota di non competenza
misurata in dodicesimi51, al futuro esercizio. Per ogni esercizio l’ammontare di competenza dei
proventi per la didattica risulta quindi composta da due quote: la quota di nove dodicesimi relativa
al precedente anno accademico e la quota di tre dodicesimi relativa all’anno accademico corrente
a fine esercizio.
8.2. Gli studenti iscritti nell’esercizio successivo e proventi relativi ai precedenti anni accademici
Per gli studenti iscritti all’anno accademico corrente a fine esercizio all’inizio dell’anno solare
successivo, i crediti e i proventi relativi vanno rilevati per intero al momento del pagamento della
prima rata. Se l’iscrizione avviene prima della conclusione dell’iter di predisposizione del progetto
di bilancio da sottoporre ad approvazione, va determinata la quota di competenza dell’esercizio
precedente (per tre dodicesimi) attraverso la rilevazione alla data di chiusura di bilancio di un rateo
attivo che va chiuso, in contropartita al conto crediti verso studenti per tasse e contributi,
nell’esercizio successivo alla data di iscrizione dello studente.
Qualora l’iscrizione avvenga dopo la conclusione dell’iter di predisposizione del progetto di bilancio
i proventi per tasse e contributi rimarranno di competenza dell’esercizio in cui avviene l’incasso.
I versamenti di tasse e contributi relativi ad anni accademici precedenti effettuati dagli studenti per
regolarizzare la propria carriera, rimangono pure di competenza dell’esercizio in cui avviene
l’incasso.
8.3. Il contenuto delle rate pagate dagli studenti
Con l’anno accademico 2017-18 entra in vigore il contributo omnicomprensivo che sostituisce e
ingloba la tassa di immatricolazione o di iscrizione, i contributi studenteschi e la quota per il
recupero dei costi per l’assicurazione studenti.
Per il medesimo anno accademico le tasse e contributi sono suddivisi in tre rate, la prima con cui si
perfeziona l’iscrizione e le successive con scadenza determinata, con la struttura evidenziata nella
tabella che segue:
Rata
Prima
Seconda
Terza
Contributo
Parte
del
50%
quota
50%
quota
omnicomprensivo
contributo
residua
del
residua
del
contributo
contributo
Tassa regionale
Importo base
Eventuale
per il diritto allo
conguaglio
studio
Bollo
Tutto l’importo
51 Anche il Manuale Tecnico Operativo parla di una suddivisione delle quote di proventi per la didattica di competenza
tra un esercizio e l’altro determinata in dodicesimi, ma il software di contabilità determina gli importi dei risconti in
base ai giorni.
88
Solo gli importi del contributo omnicomprensivo rappresentano proventi per l’ateneo. Gli importi
relativi al bollo e alla tassa regionale per il diritto allo studio sono incassati per conto rispettivamente
dell’amministrazione finanziaria e della Regione e rappresentano pertanto dei debiti per l’ateneo.
8.4. Scritture contabili esemplificative
Benché le scritture siano effettuate in modo massivo per ampi aggregati di studenti, a fini esplicativi
gli esempi fanno riferimento a singoli studenti.
Caso di studenti iscritti entro la data di chiusura del bilancio
Si consideri il caso di uno studente che si iscrive ad un corso di laurea triennale il cui corso di studio
appartiene al gruppo umanistico. Sulla base del prospetto tasse e contributi studenteschi approvato
dall’ateneo per l’anno accademico di riferimento le somme dovute sono:
-
prima rata pari a euro 561 (di cui 420 per contributo omnicomprensivo, 125 per tassa diritto
allo studio e 16 bollo)
-
seconda rata pari a 951 euro (solo per contributo omnicomprensivo, per ipotesi non
presente la quota per il conguaglio della tassa regionale per il diritto allo studio)
-
terza rata pari a 951 euro (per contributo omnicomprensivo).
L’ammontare totale delle tasse dovute risulta pari a euro 2.463.
Al momento dell’iscrizione, contestuale al pagamento della prima rata, la scrittura contabile
dovrebbe essere la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Crediti verso studenti per tasse e contributi
D
2.463,00
../../200n
Contributi studenteschi omnicomprensivi
A
2.322,00
../../200n
Debiti verso Regione Veneto per tassa
A
125,00
diritto allo studio
../../200n
Debiti verso Erario per bollo versato dagli
A
16,00
studenti
La registrazione dell’incasso della prima rata prevede la seguente scrittura:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Depositi bancari
D
561,00
../../200n
Crediti verso studenti per tasse e contributi
A
561,00
In realtà, per l’operare della procedura descritta al paragrafo 8.1., la scrittura di rilevazione di cediti
e proventi al momento dell’incasso della prima rata è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Crediti verso studenti per tasse e contributi
D
561,00
../../200n
Contributi studenteschi omnicomprensivi
A
420,00
../../200n
Debiti verso Regione Veneto per tassa
A
125,00
diritto allo studio
../../200n
Debiti verso Erario per bollo versato dagli
A
16,00
studenti
89
Rimane invariata la scrittura relativa all’incasso della prima rata.
Dopo l’esame complessivo delle richieste di esonero e riduzione delle tasse e dei contributi
studenteschi, supponendo che lo studente non abbia fatto alcuna richiesta di esonero o riduzione o
che la stessa non sia stata accolta, si procede alla rilevazione contabile del valore definitivo del
credito e dei contributi omnicomprensivi.
La scrittura contabile è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Crediti verso studenti per tasse e contributi
D
1.902,00
../../200n
Contributi studenteschi omnicomprensivi
A
1.902,00
Se lo studente ottiene ad esempio, a seguito di richiesta presentata, l’esonero per le tasse e i
contributi studenteschi dovuti all’ateneo e per le tasse regionali per il diritto allo studio che ha già
versato e il conseguente diritto al rimborso, la scrittura contabile che rileva le variazioni intervenute
è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Contributi studenteschi omnicomprensivi
D
420,00
../../200n
Debiti verso Regione Veneto per tassa
D
125,00
diritto allo studio
../../200n
Debiti verso studenti
A
545,00
Si segnala che il rimborso per la parte di contributo omnicomprensivo viene registrato a riduzione
del conto di ricavo Contributi studenteschi omnicomprensivi52.
Rimane a carico dello studente solo l’imposta di bollo.
L’ateneo deve provvedere al rimborso che a seconda dei tempi tecnici può avvenire prima o dopo
la chiusura dell’esercizio.
La scrittura del pagamento a favore dello studente è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso studenti
D
545,00
../../200n
Depositi bancari
A
545,00
A fine esercizio, bisogna determinare la quota dei proventi omnicomprensivi di competenza
dell’esercizio riscontando la quota non di competenza.
52 Solo quando i rimborsi e le restituzioni sono relativi ad anni precedenti costituiscono voci da rappresentare tra i
costi dell’esercizio ed in particolare alla voce 12) Altri costi all’interno del raggruppamento dei costi della gestione
corrente. Queste sono le indicazioni sul tema delle già citate Note Tecniche n.1 “Tipologia delle voci di ricavi e costi
nello schema di conto economico”, pubblicate a cura della Commissione ministeriale per la contabilità economico-
patrimoniale.
90
Per il caso esaminato l’importo di competenza è pari a tre dodicesimi dei contributi annui dovuti
(pari a euro 2.322 euro) ed è pertanto pari a euro 580,50, mentre la quota da rinviare all’esercizio
successivo è pari a euro 1.741,50. La scrittura contabile è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
31/12/200n
Contributi studenteschi omnicomprensivi
D
1.741,50
31/12/200n
Risconti passivi su contributi studenteschi
A
1.741,50
omnicomprensivi
Il conto Risconti passivi su contributi studenteschi omnicomprensivi è ricompreso nel passivo dello
Stato Patrimoniale alla voce e2) Altri ratei e risconti passivi.
Dopo la chiusura dei conti, nei documenti finali di sintesi, con riferimento allo studente che deve le
tasse e contributi studenteschi per intero e ipotizzando che l’ateneo non abbia ancora regolato i
debiti verso la Regione per le tasse regionali per il diritto allo studio e verso l’Erario per l’imposta di
bollo versata dagli studenti, si troveranno i seguenti valori:
Conto economico esercizio 200n
Contributi studenteschi
580,50
omnicomprensivi
Stato patrimoniale al 31.12.200n
Crediti verso studenti per
1.902,00
Debiti verso Regione
125,00
tasse e contributi
Veneto per tassa regionale
per il diritto allo studio
Depositi bancari
561,00
Debiti verso l'Erario per
16,00
bollo versato dagli studenti
Risconti passivi su contributi
1.741,50
studenteschi
omnicomprensivi
Dopo la chiusura dei conti, nei documenti finali di sintesi, con riferimento allo studente che ha
ottenuto l’esonero dalla tassa regionale per il diritto allo studio e dal contributo omnicomprensivo
e in assenza di pagamenti effettuati, si rilevano i debiti verso l’Erario per l’imposta di bollo versata
dagli studenti e i debiti verso gli studenti per il rimborso dovuto. Da sottolineare che non si trovano
valori in Conto Economico, ma solo nello Stato Patrimoniale come evidenziato nella figura che
segue.
91
Stato patrimoniale al 31.12.200n
Depositi bancari
561,00
Debiti verso studenti
545,00
Debiti verso l'Erario per
16,00
bollo versato dagli studenti
Caso di studenti iscritti dopo la data di chiusura del bilancio
Si consideri il caso di uno studente che si iscrive ad un corso di laurea triennale il cui corso di studio
appartiene al gruppo umanistico dopo la data di chiusura dell’esercizio, ma prima della chiusura
dell’iter di predisposizione della bozza di bilancio da sottoporre ad approvazione.
Le tasse da versare sono le stesse viste prima per lo studente iscritto entro l’esercizio successivo e
pertanto pari in totale a 2.463 euro.
Al momento dell’iscrizione, contestuale al pagamento della prima rata, la scrittura contabile
dovrebbe essere la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n+1
Crediti verso studenti per tasse e contributi
D
2.463,00
../../200n+1
Contributi studenteschi omnicomprensivi
A
2.322,00
../../200n+1
Debiti verso Regione Veneto per tassa
A
125,00
diritto allo studio
../../200n+1
Debiti verso Erario per bollo versato dagli
A
16,00
studenti
La registrazione dell’incasso della prima rata prevede la seguente scrittura:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n+1
Depositi bancari
D
561,00
../../200n+1
Crediti verso studenti per tasse e contributi
A
561,00
Sulla base dell’avvenuta iscrizione deve essere rilevata per l’esercizio appena chiuso la quota di
proventi di competenza del periodo ottobre-dicembre, attraverso la rilevazione di un rateo attivo di
importo pari ai tre dodicesimi dell’importo complessivo dei contributi omnicomprensivi. La scrittura
è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
31/12/200n
Ratei attivi su contributi studenteschi
D
580,50
omnicomprensivi
31/12/200n
Contributi studenteschi omnicomprensivi
A
580,50
Il conto Ratei attivi su contributi studenteschi omnicomprensivi è ricompreso nell’attivo dello Stato
Patrimoniale alla voce c1) Ratei e risconti attivi.
92
Dopo la chiusura dei conti, nei documenti finali di sintesi, si troveranno i seguenti valori:
Conto economico esercizio 200n
Contributi studenteschi
580,50
omnicomprensivi
Stato patrimoniale al 31.12.200n
Ratei attivi per contributi
580,50
studenteschi
omnicomprensivi
Alla data di iscrizione nell’anno successivo, il rateo attivo deve essere chiuso con la seguente
scrittura:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n+1
Contributi studenteschi omnicomprensivi
D
580,50
../../200n+1
Ratei attivi su contributi studenteschi
A
580,50
omnicomprensivi
A seguito di tale scrittura di rettifica il valore dei contributi studenteschi omnicomprensivi è pari a
euro 1741,50 che corrisponde ai nove dodicesimi dei contributi dovuti e rappresenta la quota di
competenza dell’esercizio n+1.
8.5. Eventuali problemi nella riscossione dei crediti verso studenti per tasse e contributi
Il D.I. 19/2014 precisa che per crediti verso studenti per tasse e contributi relativi ai corsi di studio
si intendono i pagamenti dovuti dagli studenti per le tasse universitarie.
Il valore di tali crediti va esposto al valore di presunto realizzo per cui alla fine di ogni esercizio verrà
determinato il valore del correlato Fondo svalutazione crediti.
L’ammontare dell’accantonamento al Fondo svalutazione crediti sarà determinato, con riferimento
ai saldi dei crediti al 31 dicembre, tenendo conto sia delle variazioni intervenute sull’ammontare
dei singoli crediti successivamente alla chiusura dell’esercizio (effettivo incasso, esoneri o riduzioni
parziali, richieste di rinuncia al proseguimento degli studi, eccetera), sia applicando percentuali
93
forfetarie di svalutazione dei crediti da incassare che tengono conto dell’anzianità dei crediti stessi
e delle perdite su crediti verificatesi in passato.
Il valore dei crediti verso studenti per tasse e contributi è esposto nell’attivo dello Stato Patrimoniale
alla voce B) II 6).
8.6. I proventi per i corsi della didattica post-laurea
I proventi per i dottorati di ricerca, le scuole di specializzazione, i master, i corsi aggiornamento e
formazione professionale, i corsi di formazione iniziale degli insegnanti ed altri, diversamente dai
proventi corrisposti dagli studenti delle lauree triennali e magistrali, sono registrati al momento
dell’incasso53.
Ne consegue che i relativi crediti vengono registrati ed estinti contestualmente e che il saldo in
bilancio della voce crediti verso studenti per tasse e contributi si riferisce solo ai crediti verso
studenti delle lauree triennali e magistrali.
Anche per tali proventi va applicato il principio di competenza economica riscontando la quota non
di competenza dell’esercizio.
8.7. I proventi per la didattica conto terzi
Rientrano tra i proventi per la didattica conto terzi sia quelli relativi l’attività di formazione svolta
su richiesta da parte di soggetti pubblici e privati, sia le quote di iscrizione per corsi a catalogo, a
corsi di formazione per la patente europea (ECDL), a corsi ECM (Educazione Continua in Medicina),
a corsi per l’apprendimento permanente.
Per le quote di iscrizione ai corsi la struttura erogante definisce di norma un tariffario. L’attività di
formazione in conto terzi, dato l’oggetto della prestazione è tipicamente esente IVA.
La scrittura contabile in caso di formazione erogata su specifica richiesta del richiedente o di quota
iscrizione ai corsi è sostanzialmente la stessa.
Si consideri il caso dell’erogazione di un corso su richiesta di un’amministrazione locale per un
importo di euro 10.000 euro. La scrittura contabile è la seguente.
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n+1
Crediti verso altre Amministrazioni locali
D
10.000,00
../../200n+1
Formazione in conto terzi
A
10.000,00
Nel caso della registrazione contabile di una quota di iscrizione di 500 euro ad un corso a catalogo
da parte di un soggetto privato.
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n+1
Crediti verso altri soggetti privati
D
500,00
../../200n+1
Formazione in conto terzi
A
500,00
53 Questa è una soluzione transitoria in quanto si è data priorità alla ricerca e all’implementazione alle soluzioni
tecniche per la gestione delle tasse contributi delle lauree triennali e magistrali per il fatto che rappresentano oltre il
90% dei proventi per la didattica e anche per la loro maggior linearità di gestione. Non appena risulterà tecnicamente
agevole, si cercherà di rilevare anche per i corsi post laurea proventi e crediti al momento del perfezionamento
dell’iscrizione dei partecipanti ai corsi.
94
8.8. Le informazioni da riportare in Nota Integrativa
Nell’art. 3, comma 4, del D.I. 19/2014 viene chiesto di indicare in Nota Integrativa: i principi di
valutazione adottati e ogni dettaglio delle voci di bilancio.
A ciò si aggiunge in generale l’illustrazione e la motivazione dell’andamento delle singole voci dei
proventi per la didattica, con particolare attenzione a quelli riferibili agli studenti delle lauree
triennali e magistrali.
La presentazione e l’analisi delle informazioni attinenti i crediti verso studenti per tasse e contributi
è effettuata nell’ambito dell’illustrazione della voce crediti dello Stato Patrimoniale.
95
Capitolo 9 - I proventi e i ricavi per attività commerciale (attività commissionata di
ricerca, consulenza, prestazioni a tariffario, eccetera)
9.1. Definizione e classificazione dei proventi e ricavi per attività commerciale
Si tratta di proventi e ricavi conseguiti al di fuori dallo svolgimento dell’attività istituzionale e
possono riguardare la didattica in conto terzi54, l’attività di ricerca in conto terzi
(ricerche
commissionate e proventi per il trasferimento tecnologico), consulenze, prestazioni a pagamento
o a tariffario (analisi di laboratorio, tarature, campionamenti, servizi di sequenziamento, prestazioni
di assistenza psicologica, prestazioni veterinarie, ecc.), la vendita di oggetti del merchandising e di
prodotti editoriali, sponsorizzazioni di iniziative dell’Ateneo, quote di iscrizione a convegni, seminari
e simili, concessione di spazi per eventi, eccetera. A tutti questi si aggiungono i ricavi per la vendita
dei prodotti dell’azienda agricola.
I proventi e i ricavi per l’attività commerciale possono scaturire da veri e propri contratti stipulati
con clienti o a seguito di ordini clienti o possono essere definiti al momento dell’esecuzione della
prestazione (biglietti di ingresso a mostre o musei, vendita di oggetti di merchandising, eccetera).
I proventi e i ricavi attinenti l’attività commerciale possono confluire in Conto Economico tra i
Proventi propri o tra gli Altri ricavi e proventi diversi.
Si segnala che i proventi per la didattica in conto terzi confluiscono nella voce Proventi per la
didattica assieme ai proventi per la didattica istituzionale mentre per i Proventi per la ricerca in
conto terzi e i Proventi per il trasferimento tecnologico è prevista una apposita voce del Conto
Economico. Tutti gli altri ricavi e proventi dell’attività commerciale sono compresi tra gli Altri ricavi
e proventi diversi. Si veda la tabella che segue.
CONTO ECONOMICO
A)
PROVENTI OPERATIVI
I
PROVENTI PROPRI
I 1)
Proventi per la didattica
I 2)
Proventi da Ricerche commissionate e trasferimento tecnologico
V
ALTRI RICAVI E PROVENTI DIVERSI
9.2. Il momento della rilevazione
Il momento della rilevazione dei ricavi per attività commerciale è tipicamente l’emissione della
fattura se si fa eccezione al caso dei ricavi per fatture da emettere rilevati al momento della chiusura
del bilancio (si veda il paragrafo 17.4 nell’ambito del capitolo sulla valutazione dei crediti).
La normativa fiscale prevede comunque che per alcune fattispecie, i cui ricavi sono registrati nel
registro dei corrispettivi, non è necessaria l’emissione della fattura salvo che non sia espressamente
richiesta dal cliente. Esempi tipici sono: le vendite del negozio UP Store di oggetti e libri, i biglietti di
54 Le scritture relative alla didattica in conto terzi sono state esaminate assieme a quelle degli altri proventi per la
didattica nel capitolo 8.
96
ingresso a mostre e musei, i corrispettivi per le visite guidate, i servizi di document delivery,
eccetera.
Con l’emissione della fattura si rileva contestualmente il credito verso il cliente destinatario della
prestazione (vendita di beni e/o erogazione di servizi), il ricavo e l’IVA a debito se l’operazione è
soggetta ad IVA e non si applica lo split payment (come nel caso di vendita ad altra amministrazione
pubblica).
Si consideri il caso della vendita ad un’azienda privata di una prestazione consistente in una serie di
analisi di laboratorio per un importo di euro 2.500 più IVA del 22%. La scrittura contabile sarà la
seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Crediti verso altri soggetti privati
D
3.050,00
../../200n
Prestazioni a pagamento
A
2.500,00
../../200n
IVA a debito
A
550,00
Il credito si estingue normalmente al momento dell’incasso che dovrebbe avvenire nei termini di
pagamento concordati e indicati in fattura. Nel caso qui proposto la scrittura contabile che ne deriva
sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Depositi bancari
D
3.050,00
../../200n
Crediti verso altri soggetti privati
A
3.050,00
La presenza di problemi nell’incasso dei crediti è preso in considerazione nel capitolo 18 relativo alla
valutazione dei Crediti.
Oltre che tramite bonifico bancario o tramite c/c postale l’incasso può avvenire in contanti. Questo
è ad esempio la modalità prevalente per le vendite di oggetti del merchandising e libri, per i biglietti
di ingresso a mostre e musei, per tutta una serie di prestazioni a pagamento rivolti a privati cittadini,
eccetera.
9.3. Gli sconti e abbuoni
Nelle operazioni di vendita di beni o servizi è possibile la presenza di sconti e abbuoni che vengono
concessi ai clienti.
Una prima possibilità è che pur esistendo un listino con i prezzi per i beni o le prestazioni oggetto di
cessione, venga concesso al cliente uno sconto concordando direttamente un “prezzo netto”,
inferiore al prezzo di listino e che solo tale prezzo sia utilizzato ed evidenziato in fattura. In questo
caso lo sconto, pur presente in concreto, non è identificabile.
Una seconda possibilità è che in fattura sia il prezzo di listino sia gli sconti applicati siano evidenziati
e che quindi sia possibile, eventualmente non solo determinare l’ammontare dello sconto ma anche
contabilizzarlo in un conto separato.
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Al momento l’Ateneo, pur lasciando libere le Strutture con autonomia di gestione nella gestone
degli sconti in fattura, ha optato per una loro contabilizzazione a riduzione diretta del valore del
ricavo.
Gli sconti e abbuoni possono essere concordati anche successivamente alla vendita, ad esempio a
fronte di contestazioni da parte dei clienti sulla qualità o i tempi della prestazione; in questo caso
verrà emessa una nota di accredito che sarà comunque contabilizzata a riduzione dei ricavi di
vendita.
Se di piccolo importo gli sconti e abbuoni non evidenziati in fattura e gli arrotondamenti possono
essere rilevati in fase di incasso in un apposto conto (Sconti, abbuoni e arrotondamenti passivi)
senza che sia emessa una nota di variazione.
9.4. Gli acconti da clienti
Nel caso il soggetto cliente versi un acconto è necessario emettere fattura ed applicare l’IVA
secondo l’aliquota prevista. Il trattamento contabile differisce a seconda che la prestazione preveda
la presenza di un progetto oppure no come nel caso delle prestazioni a pagamento.
Nel primo caso l’acconto versato, in accordo a quanto previsto dall’art.4, comma 1, lettera g. del D.I.
19/2014 recentemente emendato dal D.I. 394/2017, va rilevato come ricavo e non come acconto.
Si consideri il caso di un acconto del 30% su un corrispettivo di euro 10.000 per una ricerca in conto
terzi commissionata da un soggetto privato per la quale si è attivato un progetto, le scritture
contabili sono le seguenti:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Crediti verso altri soggetti privati
D
12.200,00
../../200n
Ricerche e progetti commissionati in conto terzi
A
10.000,00
../../200n
IVA a debito
A
2.200,00
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Depositi bancari
D
12.200,00
../../200n
Crediti verso altri soggetti privati
A
12.200,00
Il progetto sarà sottoposto a fine esercizio alla determinazione dei ratei o risconti sui progetti e sulle
ricerche in corso (si veda il capitolo 20).
Nel caso che l’acconto sia versato a fronte di una prestazione a pagamento va invece rilevato come
tale e non come ricavo. Si consideri il caso di un acconto di 200 euro versato a fronte di una
prestazione a pagamento a favore di un soggetto privato che sarà fatturata per un importo
complessivo di 1.000 euro più IVA del 22%. Al momento dell’acconto va emessa la fattura. La
scrittura contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Depositi bancari
D
244,00
../../200n
Acconti da committenti
A
200,00
../../200n
IVA a debito
A
44,00
98
L’acconto rappresenta un debito verso il soggetto cliente che si estinguerà con l’erogazione della
prestazione e il correlato conseguimento del ricavo55.
Una volta resa la prestazione si provvede ad emettere la fattura a saldo. La fattura e la relativa
scrittura contabile devono tener conto dell’anticipo ricevuto. La scrittura contabile sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Crediti verso soggetti privati
D
976,00
../../200n
Acconti da committenti
D
200,00
../../200n
Prestazioni a pagamento
A
1.000,00
../../200n
IVA a debito
A
176,00
Al momento dell’incasso del credito la scrittura contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Depositi bancari
D
976,00
../../200n
Crediti verso altri soggetti privati
A
976,00
9.5. Scritture contabili esemplificative
Nella differenziazione delle scritture contabili relative alle vendite assume un ruolo determinante il
tema dell’applicazione dell’IVA.
Casi vendita a clienti nazionali privati
Si consideri il caso di un’attività di ricerca in conto terzi a favore di un’impresa privata che opera nel
campo dell’ICT. L’importo concordato è di 50.000 euro più IVA del 22%. La scrittura contabile sarà
la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Crediti verso altri soggetti privati
D
61.000,00
../../200n
Ricerche e progetti commissionati in conto terzi
A
50.000,00
../../200n
IVA a debito
A
11.000,00
Si ipotizzi il caso della cessione ad un’impresa del settore privato di un brevetto per un importo di
12.000 euro più IVA del 22%56. La scrittura contabile sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Crediti verso altri soggetti privati
D
14.640,00
../../200n
Proventi per trasferimento tecnologico in conto
A
12.000,00
terzi
../../200n
IVA a debito
A
2.640,00
55 Il tema è anche trattato nel capitolo 25 relativo ai debiti.
56 Si segnala che l’Università di Padova tra le possibilità concesse dal D.I. 19/2014 ha prudenzialmente optato per
iscrivere in Conto Economico i costi sostenuti per i brevetti piuttosto che procedere alla loro capitalizzazione ed
iscrizione tra le immobilizzazioni immateriali.
99
Si consideri la fatturazione ad un soggetto privato di royalties come corrispettivo per l’utilizzo di un
brevetto industriale registrato dall’Ateneo. L’importo annuo delle royalties è pari a 5.000 euro più
IVA del 22%. La scrittura contabile sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Crediti verso altri soggetti privati
D
6.100,00
../../200n
Proventi per trasferimento tecnologico in conto
A
5.000,00
terzi
../../200n
IVA a debito
A
1.100,00
Si ipotizzi ora il caso di una prestazione di laboratorio a favore di un soggetto privato per un
ammontare di euro 500 più IVA del 22%.
La scrittura contabile sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Crediti verso altri soggetti privati
D
610,00
../../200n
Prestazioni a pagamento
A
500,00
../../200n
IVA a debito
A
110,00
Un caso particolare è quello delle prestazioni veterinarie su cui deve essere corrisposta dal cliente
una quota di contributo previdenziale a favore dell’ENPAV del 2%.
Si supponga l’erogazione di una prestazione veterinaria a favore di un soggetto privato per un
ammontare di 100 euro più contributo ENPAV del 2% più IVA del 22%.
La scrittura contabile sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Crediti verso altri soggetti privati
D
124,44
../../200n
Prestazioni a pagamento
A
100,00
../../200n
Debiti verso ENPAV c/liquidazione
A
2,00
../../200n
IVA a debito
A
22,44
Casi di vendita a clienti nazionali pubblici
Si ipotizzi il caso di una ricerca commissionata dall’amministrazione comunale di una importante
città del Veneto su sistemi di monitoraggio statico e dinamico da installare su edifici monumentali.
L’importo concordato è di 8.000 euro + IVA del 22%. Il Comune è un’amministrazione pubblica per
cui la vendita avviene in regime di split payment e pertanto il versamento dell’IVA all’Erario sarà
fatto dal soggetto cliente.
100

 

 

 

 

 

 

 

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