MANUALE DI CONTABILITÁ Scritture e principi (2021) - 1

 

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MANUALE DI CONTABILITÁ Scritture e principi (2021) - 1

 

 

AMMINISTRAZIONE CENTRALE
AREA FINANZA E 3RO*RAMMAZIONE - AFi3
UfficiR RaJiRneria
MAN8AL( DI C2NTABILITÁ
ScrittXre e principi
Area Finanza e Programmazione - AFiP
Ufficio Ragioneria
in collaborazione con Ufficio Bilancio Unico
(ultima revisione luglio 2021)
1
INDICE
PARTE INTRODUTTIVA
10
Capitolo 1 - La normativa di riferimento, i principi contabili e i postulati di bilancio
11
1.1. La normativa e le fonti di riferimento per la redazione del bilancio
11
1.2. I principi contabili e i postulati di bilancio
12
Capitolo 2 -Il Bilancio unico di ateneo di esercizio (documenti che lo costituiscono e corredano) e il
Bilancio consolidato
19
2.1. Lo Stato Patrimoniale
19
2.2. Il Conto Economico
23
2.3. Il rendiconto finanziario
25
2.4. La Nota Integrativa
27
2.5. La Relazione sulla gestione
28
2.6. Allegati al Bilancio di esercizio
29
2.7. Il Bilancio consolidato
29
Capitolo 3 - Il piano dei conti
30
3.1. Le finalità del piano dei conti di contabilità generale
30
3.2. Struttura gerarchica del piano dei conti e collegamento con il piano dei conti di contabilità
analitica
31
LE OPERAZIONI DI ESERCIZIO
34
CICLO PASSIVO
35
Capitolo 4 - Gli acquisti di beni e di servizi
35
4.1. Definizione e classificazione
35
4.2. Il momento della rilevazione
36
4.3. I costi di trasporto
37
4.4. I resi su acquisti
37
4.5. Gli sconti e abbuoni
38
4.6. Acconti a fornitori
39
4.7. Scritture contabili esemplificative
40
4.7.1. Gli acquisti di beni e servizi da fornitori nazionali
41
4.7.2. Gli acquisti di beni e servizi da fornitori UE
43
4.7.3. Gli acquisti di beni e servizi da fornitori extra UE
44
Capitolo 5 - Il costo del personale
47
5.1. I contenuti del costo del personale nel bilancio delle università
47
5.2. Il costo del lavoro dipendente
51
3
5.2.1. La liquidazione e il pagamento delle retribuzioni
51
5.2.2. I contributi previdenziali a carico dell’ente e i rapporti con gli istituti previdenziali
52
5.2.3. L’accantonamento per il trattamento di fine rapporto
53
5.3. Compensi per attività commerciale a personale docente/ricercatore, a personale dirigente e a
personale tecnico e amministrativo
53
5.4. I versamenti all’erario collegati al costo del personale
53
5.5. L’utilizzo dei conti liquidazione nella procedura di contabilizzazione delle retribuzioni
54
5.6. Altre forme di costo del personale
55
5.7. Le informazioni da riportare in Nota Integrativa
55
Capitolo 6 - I compensi e le missioni
56
6.1. I compensi
56
6.1.1. Definizione e classificazione dei compensi
56
6.1.2. Scritture contabili esemplificative relative ai compensi
59
6.1.2.1. I compensi che rientrano tra il costo del personale
59
6.1.2.2. I compensi che rientrano tra i costi per il sostegno agli studenti e per il diritto allo studio
63
6.1.2.3. I compensi che rientrano tra i costi di acquisto di servizi tecnico gestionali
64
6.1.3. Le scritture contabili di fine esercizio
67
6.2. Le missioni
68
6.2.1. Definizione e classificazione delle missioni
68
6.2.2. Scritture contabili esemplificative relative alle missioni
70
6.2.3. Le scritture contabili di fine esercizio
72
6.3. Le informazioni da riportare in Nota Integrativa
72
Capitolo 7 - Le immobilizzazioni tecniche e finanziarie
73
7.1. Definizione e prime classificazioni delle immobilizzazioni
73
7.2. Il ciclo di vita delle immobilizzazioni tecniche
74
7.2.1. L’acquisizione delle immobilizzazioni tecniche
75
7.2.2. I costi che si manifestano successivamente all’acquisizione dell’immobilizzazione
78
7.2.3. La dismissione delle immobilizzazioni
79
7.3. Le immobilizzazioni finanziarie
82
7.3.1. L’acquisizione delle partecipazioni
82
7.3.2. La riscossione di dividendi
83
7.3.3. La dismissione delle partecipazioni
84
CICLO ATTIVO
86
Capitolo 8 - I proventi per la didattica e i crediti verso gli studenti
86
8.1. I criteri di rilevazione dei proventi per la didattica e dei relativi crediti
86
8.2. Gli studenti iscritti nell’esercizio successivo e proventi relativi ai precedenti anni accademici
88
4
8.3. Il contenuto delle rate pagate dagli studenti
88
8.4. Scritture contabili esemplificative
89
8.5. Eventuali problemi nella riscossione dei crediti verso studenti per tasse e contributi
93
8.6. I proventi per i corsi della didattica post-laurea
94
8.7. I proventi per la didattica conto terzi
94
8.8. Le informazioni da riportare in Nota Integrativa
95
Capitolo 9 - I proventi e i ricavi per attività commerciale (attività commissionata di ricerca, consulenza,
prestazioni a tariffario, eccetera)
96
9.1. Definizione e classificazione dei proventi e ricavi per attività commerciale
96
9.2. Il momento della rilevazione
96
9.3. Gli sconti e abbuoni
97
9.4. Gli acconti da clienti
98
9.5. Scritture contabili esemplificative
99
Capitolo 10 - Contributi annuali e pluriennali in conto esercizio (compresi i finanziamenti in attività
istituzionale)
103
10.1. Definizione e rilevazione dei contributi in c/esercizio
103
10.2. Rettifiche e restituzione di contributi (comprese le restituzioni al finanziatore di progetti
istituzionali a seguito di rendicontazione)
105
10.3. I contributi ricevuti in esercizi successivi
105
10.4. Scritture contabili esemplificative
105
Capitolo 11 - Contributi in conto capitale e impianti
109
11.1. Definizione e rilevazione contributi in c/capitale
109
11.2. I contributi ricevuti in esercizi successivi
111
11.3. Scritture contabili esemplificative
111
Capitolo 12 - Liberalità
114
12.1. Principi, momenti e titoli per la rilevazione delle liberalità
114
12.2. Le modalità di rilevazione
115
12.3. I criteri di valutazione delle liberalità
117
12.4. Scritture contabili esemplificative
118
12.4.1 Donazione di una somma di denaro senza alcun vincolo
118
12.4.2 Donazione di una somma di denaro con vincolo permanente
118
12.4.3 Donazione di un’attrezzatura scientifica
119
12.4.4 Donazione di un’opera d’arte o museale (bene non soggetto ad ammortamento)
120
12.4.5 Lascito di un immobile
120
12.5. Le informazioni da riportare in Nota Integrativa
121
Capitolo 13 - Operazioni di finanziamento e gli investimenti in attività finanziarie
123
13.1. I mutui passivi
123
5
13.2. I contratti di leasing
125
13.3. Gli investimenti in attività finanziarie iscritte nell’attivo circolante
127
I PROGETTI
130
Capitolo 14 - I Progetti
130
14.1. I proventi e i ricavi per progetti commerciali
130
14.2. Finanziamenti e contributi per progetti istituzionali
130
14.3. I costi dei progetti
131
14.4. I progetti di edilizia
132
LE VALUTAZIONI E LE OPERAZIONI DI FINE PERIODO
134
Capitolo 15 - La valutazione delle immobilizzazioni immateriali e materiali
135
15.1. La classificazione delle immobilizzazioni immateriali e materiali
135
15.2. Il criterio generale di valutazione delle immobilizzazioni immateriali e materiali
139
15.3. Il costo di acquisto o di produzione delle immobilizzazioni e il valore delle immobilizzazioni
acquisite a titolo gratuito
140
15.4. Immobilizzazioni composite
141
15.5. Immobilizzazioni materiali destinate alla vendita e beni non più utilizzabili
142
15.6. Beni mobili ad utilizzo pluriennale di modico valore
142
15.7. I costi che si manifestano successivamente all’acquisizione
143
15.8. L’ammortamento delle immobilizzazioni
143
15.9. L’ammortamento di beni ad elevata obsolescenza
146
15.10. Il patrimonio librario
147
15.11. Il valore durevole di fine esercizio
148
15.12. Scritture contabili esemplificative
148
15.13. Le informazioni da riportare in Nota Integrativa
154
Capitolo 16 - La valutazione delle immobilizzazioni finanziarie e delle attività finanziarie (comprese
nell’attivo circolante)
156
16.1. Definizione e classificazione delle attività finanziarie
156
16.2. I criteri di valutazione delle immobilizzazioni finanziarie
157
16.3. Il criterio di valutazione delle attività finanziarie comprese nell’attivo circolante
159
16.4. Scritture contabili esemplificative
159
16.5. Le informazioni da riportare in Nota Integrativa
162
Capitolo 17 - La valutazione delle rimanenze
163
17.1. Definizione e classificazione
163
17.2. Criterio di valutazione
164
17.3. Le informazioni da riportare in Nota Integrativa
164
Capitolo 18 - La valutazione dei crediti
165
18.1. Definizione e classificazione dei crediti
165
6
18.2. La rilevazione dei crediti
166
18.3. Il criterio di valutazione dei crediti
166
18.4. I crediti per fatture da emettere
169
18.5. La valutazione dei crediti e dei debiti in valuta estera
170
18.6. Le informazioni da riportare in Nota Integrativa
174
Capitolo 19 - La valutazione delle disponibilità liquide
175
19.1. Definizione e classificazione
175
19.2. Criterio di valutazione
175
19.3. Le informazioni da riportare in Nota Integrativa
176
Capitolo 20 - La valutazione di ratei e risconti sui contratti di durata, contributi agli investimenti ed
altri
177
20.1. Definizione e classificazione dei ratei e risconti
177
20.2. La rilevazione dei risconti
178
20.3. La rilevazione dei ratei
178
20.4. La determinazione dei ratei e risconti e criteri di valutazione
179
20.5. Scritture contabili esemplificative
180
20.5.1. I risconti attivi e passivi
180
20.5.2. I ratei attivi e passivi
185
20.6. Le informazioni da riportare in Nota Integrativa
187
Capitolo 21 - La valutazione di ratei e risconti su progetti e ricerche in corso
188
21.1. Definizione e classificazione dei ratei e risconti sui progetti e ricerche in corso
188
21.2. I criteri di valutazione
188
21.3. Scritture contabili esemplificative
190
21.4. Le informazioni da riportare in Nota Integrativa
197
Capitolo 22 - La composizione e le variazioni del Patrimonio Netto
198
22.1. Le voci che compongono il Patrimonio Netto
198
22.2. Le variazioni del Patrimonio Netto
201
22.3. Scritture contabili esemplificative
202
22.4. Le informazioni da riportare in Nota Integrativa
207
Capitolo 23 - La valutazione dei fondi per rischi e oneri
209
23.1. Definizione e classificazione dei fondi per rischi e oneri
209
23.2. La rilevazione e valutazione iniziale
214
23.3. Le valutazioni successive
215
23.4. L’utilizzazione dei fondi e i fondi eccedenti
215
23.5. Scritture contabili esemplificative
216
23.6. Le informazioni da riportare in nota integrativa
217
7
Capitolo 24 - La valutazione del trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato
219
24.1. La definizione e classificazione del trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato
219
24.2. Il criterio di valutazione del TFR
219
24.3. Scritture contabili esemplificative
220
24.4. Le informazioni da riportare in nota integrativa
222
Capitolo 25 - La valutazione dei debiti
223
25.1. La definizione e la classificazione dei debiti
223
25.2. La rilevazione dei debiti
224
25.3. Il criterio di valutazione
224
25.4. Gli acconti
225
25.5. I debiti per fatture da ricevere
225
25.6. La valutazione debiti in valuta estera
226
25.7. Le informazioni da riportare in Nota Integrativa
226
8
9
PARTE INTRODUTTIVA
10
Capitolo 1 - La normativa di riferimento, i principi contabili e i postulati di bilancio
Il D. Lgs. n. 18/2012, all’art. 2, comma, stabilisce che: ”Le università per la predisposizione dei
documenti contabili di cui all’art.1, comma 2, si attengono ai principi contabili e agli schemi di
bilancio stabiliti e aggiornati con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca,
di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza dei rettori delle
università italiane (CRUI), in conformità alle disposizioni contenute nel decreto legislativo 31 maggio
2011, n. 91, al fine del consolidamento e del monitoraggio dei conti delle amministrazioni
pubbliche.”
I documenti di cui all’art.1, comma 2 del D. Lgs. 18/2012 sono quelli che compongono il quadro
informativo economico-patrimoniale delle università e in particolare:
a) il bilancio unico d’ateneo di previsione annuale autorizzatorio, composto da budget economico
e budget degli investimenti unico d’ateneo;
b) il bilancio unico d’ateneo di previsione triennale, composto da budget economico e budget degli
investimenti al fine di garantire la sostenibilità di tutte le attività nel medio periodo;
c) il bilancio unico d’ateneo d’esercizio, redatto con riferimento all’anno solare, composto da stato
patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario, nota integrativa e corredato da una
relazione sulla gestione;
d) il bilancio consolidato con le proprie aziende, società o gli altri enti controllati, con o senza titoli
partecipativi, qualunque sia la loro forma giuridica, composto da stato patrimoniale, conto
economico e nota integrativa.
La nostra attenzione va in particolare al bilancio unico d’ateneo d’esercizio per il quale i principi
contabili e gli schemi di bilancio sono fissati dal D.I. 19/2014 che è stato sottoposto recentemente
a revisione dal D.I. 394/20171.
1.1. La normativa e le fonti di riferimento per la redazione del bilancio
Il compito di trattare dei principi contabili e dei postulati di bilancio è affidato quindi al D.I. 19/2014
che tratta direttamente di alcune poste di bilancio significative per il contesto delle Università e
individua per gli aspetti non trattati le fonti di riferimento e la loro gerarchia.
Infatti, all’art. 1, comma 3, il D.I 19/2014 stabilisce che: “Nel presente decreto sono analizzate le
poste di bilancio particolarmente significative per il settore universitario. Per tutto quanto non
espressamente previsto dal presente decreto, si applicano le disposizioni del Codice Civile ed i
Principi Contabili Nazionali emanati dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC).”
E’ opportuno sottolineare che a supporto degli atenei nella interpretazione e applicazione dei
principi, l’art.
8 del D.I.
19/2014 dispone che la Commissione per la contabilità economico
patrimoniale delle università “ … predispone, …, e aggiorna periodicamente un manuale tecnico-
operativo a supporto delle attività gestionali.”
E’ stata recentemente adottata, con decreto direttoriale 1841 del 26 luglio 2017, la versione integrale
e coordinata della I e II edizione del Manuale Tecnico Operativo (MTO) che è volto a supportare gli
1 Le indicazioni per la redazione del bilancio consolidato delle università sono invece comprese nel D.I. n. 248/2016
che ha per oggetto “Schemi di bilancio consolidato delle Università”.
11
atenei per le attività gestionali derivanti dall’introduzione della contabilità economico-patrimoniale.
Il manuale si occupa anch’esso prevalentemente delle poste di bilancio caratteristiche del settore
universitario lasciando spazio alla consultazione ai Principi Contabili Nazionali emanati
dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) e a testi e manuali specializzati in tecnica contabile per i
temi non direttamente trattati2.
L’art. 2 del D.I. 19/2014 indica i principi contabili e i postulati di bilancio da osservare nella redazione
del bilancio (in parte significativa tratti dal Codice Civile e dal principio contabile OIC n. 11). Per essi
si rinvia al successivo paragrafo 1.2.
L’art. 3 del D.I. 19/2014 prevede gli specifici schemi di bilancio dove può essere data evidenza e
rappresentazione delle poste di bilancio caratteristiche e/o particolarmente significative per il
settore universitario. Per gli schemi di bilancio si rinvia al successivo cap. 2.
L’art.
4
del D.I. 19/2014 indica i principi di valutazione delle poste di bilancio che in linea generale, tendono
a non discostarsi dai criteri generali previsti dall’art. 2426 del Codice Civile e che vengono declinati
con riferimento alle poste tipiche del settore universitario.
Il D.I.
19/2014 è stato però recentemente emendato dal D.I. 394/2017 avente per oggetto la
“Revisione e aggiornamento del decreto 14 gennaio 2014, n. 19”, che tra l’altro apporta modifiche
agli schemi di bilancio e a alcuni principi di valutazione previsti dall’art. 4 del D.I. 19/2014 (liberalità
aventi per oggetto immobilizzazioni, partecipazioni in società ed enti controllati e collegati, ratei e
risconti per progetti e ricerche in corso, ecc.); tale decreto interviene dopo le modifiche delle
disposizioni del codice civile sul bilancio introdotte dal D. Lgs. 139/2015 senza accoglierne alcune.
Si fa riferimento al mantenimento dei conti d’ordine, al mantenimento del principio di iscrizione al
valore costante delle immobilizzazioni materiali qualora siano costantemente rinnovate e di scarsa
importanza in rapporto all’attivo di bilancio, alla mancata soppressione dell’area della gestione
straordinaria in Conto Economico e al mancato accoglimento del criterio di valutazione del costo
ammortizzato per i crediti, i debiti e i titoli ricompresi tra le immobilizzazioni.
I principi di valutazione delle poste di bilancio in vigore saranno trattati mano a mano che saranno
affrontati i relativi temi.
1.2. I principi contabili e i postulati di bilancio
L’art.
2 del D.I. 19/2014 indica i seguenti principi contabili generali o postulati da rispettare
nell’ambito del processo di formazione dei bilanci tra cui quelli indicati nell’art. 2423 del Codice Civile
(veridicità, correttezza, comprensibilità-chiarezza) e nell’art. 2423-bis del Codice Civile (prudenza,
competenza economica, prevalenza della sostanza sulla forma, continuità, costanza e comparabilità)
e altri indicati nel principio contabile OIC n. 11 (utilità del bilancio, neutralità-imparzialità, annualità-
periodicità, significatività e rilevanza dei fatti economici, costo come criterio base delle valutazioni
di bilancio) ed altri ancora in comune con il D. Lgs. n. 91 del 31/05/2011 (attendibilità, pubblicità,
coerenza, integrità, unità, flessibilità, equilibri di bilancio, eccetera).
2 La Commissione per la contabilità economico-patrimoniale interviene a supporto degli atenei anche attraverso la
pubblicazione di Note Tecniche, ciascuna pubblicazione dedicata ad un tema specifico, e attraverso la risposta ai quesiti
posti dagli atenei attraverso il portale COEP.
12
Appare pertanto confermata l’impostazione di fondo prevista dal codice civile che prevede: la
clausola generale della chiarezza e della rappresentazione veritiera e corretta, i principi di redazione
(tra cui competenza, prudenza, prevalenza delle sostanza sulla forma, continuità, ecc.) e i criteri di
rappresentazione e valutazione (che accolgono le specificità del settore universitario).
Bisogna anche evidenziare che per alcuni principi contabili e postulati di bilancio vi è un esplicito
riferimento per la loro applicazione al bilancio unico d’ateneo di previsione annuale
(correttezza,
attendibilità, coerenza, annualità, prudenza, costanza e comparabilità, unità, flessibilità, equilibrio
del bilancio)3.
Di seguito si riprende il testo dell’art. 2 del D.I. 19/2014 che tratta appunto dei principi contabili e
dei postulati di bilancio:
“I principi contabili generali o postulati da rispettare nell’ambito del processo di formulazione dei
bilanci sono:
Utilità del bilancio unico d’ateneo di esercizio per destinatari e completezza dell'informazione
Il bilancio unico d’ateneo di esercizio è predisposto in modo tale da essere di concreta utilità per il
maggior numero di destinatari, i quali nella attendibilità ed imparzialità dei dati in esso esposti
trovano la base comune per la composizione degli interessi contrapposti. Tra i principali soggetti
che hanno interesse a conoscere in modo attendibile e completo la situazione economico-
patrimoniale e finanziaria prospettica e consuntiva dell'ateneo è possibile includere:
- gli studenti;
- la comunità scientifica;
- gli enti finanziatori (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Unione Europea,
soggetti pubblici e privati, ecc.), che hanno interesse affinché le risorse messe a disposizione siano
utilizzate per i fini istituzionali dell’ateneo o per le finalità specifiche da essi indicate;
- i creditori, che hanno necessità di valutare le prospettive di recupero del proprio credito;
- i dipendenti, che hanno l'interesse di valutare la solidità dell'ateneo e le prospettive di sviluppo
futuro;
- la comunità locale, che ha interesse a valutare la capacità dell’ateneo di erogare servizi di qualità
e di contribuire allo sviluppo generale del territorio;
- investitori, istituzionali e non, che hanno interesse a costituire società con la partecipazione al
capitale o alla gestione da parte dell’università.
Affinché le parti interessate possano utilizzare i dati del bilancio unico d’ateneo di esercizio per
effettuare previsioni sugli andamenti operativi futuri è necessario che i dati siano, oltre che
attendibili, anche analitici e intellegibili. Il bilancio unico d’ateneo di esercizio deve mettere in
evidenza tutte le informazioni complementari necessarie per la comprensibilità e l'attendibilità del
3 I principi di flessibilità e equilibrio del bilancio si applicano solo alla redazione del bilancio unico di ateneo di
previsione annuale. La ricerca e il mantenimento nel tempo di condizioni di equilibrio economico, patrimoniale e
finanziario è un’esigenza irrinunciabile per garantire lo sviluppo e l’autonomia dell’ateneo.
13
bilancio medesimo. Tali informazioni devono essere ricomprese nella nota integrativa al bilancio,
che ha la funzione sia di rendere comprensibili i dati inseriti nei prospetti di bilancio, sia di fornire
informazioni complementari di carattere patrimoniale, finanziario ed economico.
Le informazioni devono essere complete e devono scaturire da un insieme organico e unitario di
documenti.
Veridicità
Il bilancio unico d’ateneo di esercizio deve fornire una rappresentazione veritiera e corretta della
situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico dell’esercizio. La veridicità comporta
la corretta rilevazione di tutte le operazioni gestionali dell’esercizio, al fine di evitare loro omissioni
o ridondanze. La nota integrativa contiene le necessarie informazioni complementari atte a
suffragare la veridicità della situazione patrimoniale e finanziaria, nonché del risultato economico di
esercizio scaturenti dai documenti contabili.
Correttezza
Nella predisposizione dei documenti contabili è necessario il rispetto formale e sostanziale delle
norme che sovraintendono alla redazione degli stessi.
Poiché il procedimento di formazione del bilancio (unico d’ateneo di previsione annuale e unico
d’ateneo di esercizio) implica stime e/o previsioni, la correttezza dei dati di bilancio non si riferisce
soltanto all'esattezza aritmetica, bensì alla correttezza economica e alla ragionevolezza, cioè al
risultato attendibile ottenuto dall’applicazione oculata dei procedimenti di valutazione adottati
nella stesura del bilancio.
Neutralità (Imparzialità)
La redazione dei documenti contabili deve fondarsi sull’applicazione indipendente e imparziale dei
principi contabili verso tutti i destinatari, senza servire o favorire gli interessi o le esigenze di
particolari gruppi. La neutralità o imparzialità deve essere presente in tutto il procedimento di
formazione del bilancio e soprattutto per quanto concerne i valori scaturenti da procedimenti di
stima o di previsione. Il bilancio deve riportare correttamente le informazioni sulla gestione in modo
tale da non influenzare il processo decisionale o il giudizio dei soggetti esterni in favore dell’una o
dell’altra decisione.
La presenza di valori scaturenti da procedimenti di stima o di previsione di stima dei documenti
contabili non è condizione per far venir meno l’imparzialità, la ragionevolezza e la verificabilità.
Discernimento, oculatezza e prudenza rappresentano le fondamenta dei procedimenti di
formazione dei documenti contabili, i quali devono essere redatti secondo i requisiti essenziali di
competenza e correttezza tecnica. L’imparzialità contabile va intesa come l’applicazione
competente e tecnicamente corretta dei principi contabili nel processo di formazione dei documenti
contabili e di bilancio.
Il mantenimento di criteri di valutazione costanti nel tempo rappresenta uno dei requisiti di
imparzialità.
Attendibilità
14
Deve essere assicurata, tramite un adeguato sistema informativo di controlli interni e flussi
autorizzativi, l’attendibilità e l’integrità dei dati a supporto del processo di formazione di bilancio.
Il processo di formazione del bilancio unico d’ateneo (preventivo e d’esercizio), il grado di
soggettività delle valutazioni e i motivi dello scostamento dai criteri oggettivi devono essere
verificabili.
Il principio dell’attendibilità, strettamente connesso con il principio della veridicità, asserisce che le
previsioni, e in generale tutte le valutazioni, devono essere sostenute da accurate analisi, nonché
da fondate aspettative di acquisizione e di utilizzo delle risorse.
Tale principio si estende anche ai documenti descrittivi ed accompagnatori. Al fine di risultare
attendibile, un’informazione contabile non deve contenere errori o distorsioni rilevanti, in modo
tale che gli utilizzatori possano fare affidamento su di essa.
L’oggettività degli andamenti storici e dei parametri di riferimento, ad integrazione di quelli
eventualmente previsti per legge, consente di effettuare comparazioni nel tempo e nello spazio.
Significatività e rilevanza dei fatti economici ai fini della loro presentazione in bilancio
La nota integrativa al bilancio unico d’ateneo di esercizio deve evidenziare le informazioni che hanno
un effetto significativo e rilevante sui dati di bilancio o sul processo decisionale dei destinatari.
Le informazioni devono essere in grado di supportare le valutazioni economiche degli utilizzatori,
aiutandoli ad analizzare gli eventi passati e presenti e le prospettive, oppure confermando o
correggendo valutazioni da essi effettuate precedentemente.
Errori, semplificazioni e arrotondamenti sono tecnicamente possibili e trovano il loro limite nel
concetto di rilevanza; essi cioè non devono essere di portata tale da avere un effetto rilevante sui
dati di bilancio e sul loro significato per i destinatari.
Comprensibilità (Chiarezza)
Il principio della comprensibilità (o chiarezza) rafforza il contenuto del principio della veridicità, in
quanto si presume che un documento contabile per poter essere chiaro debba innanzitutto essere
veritiero.
Il bilancio unico d’ateneo di esercizio deve essere comprensibile e deve essere analitico, fornendo
una semplice e chiara classificazione delle voci di bilancio. La nota integrativa deve facilitare la
comprensione e l’intelligibilità dei dati di bilancio.
Pubblicità
Il bilancio unico d’ateneo di esercizio deve assolvere una funzione informativa nei confronti degli
utilizzatori dei documenti contabili.
Il bilancio unico d’ateneo di esercizio, perciò, deve essere reso pubblico, secondo la disciplina
vigente.
Coerenza
15
Ai fini della comparazione, tra tutti i documenti contabili, siano essi strettamente tecnico-finanziari
ovvero descrittivi e di indirizzo politico, sia di breve termine che di medio-lungo termine, vi deve
essere un nesso logico senza contraddizione alcuna.
La coerenza deve interessare sia i criteri di valutazione delle singole poste, sia le strutture dei conti
previsionali e di rendicontazione che devono essere comparabili non solo da un punto di vista
formale, ma anche omogenei negli oggetti di analisi e negli aspetti dei fenomeni esaminati.
Annualità del Bilancio
I documenti contabili, sia di previsione che di rendicontazione, sono predisposti a cadenza annuale
e si riferiscono ad un periodo amministrativo (o esercizio) che coincide con l’anno solare.
Continuità
La valutazione delle voci deve essere effettuata nella prospettiva della continuazione dell’attività
dell’istituzione.
Prudenza
Il principio della prudenza rappresenta uno degli elementi fondamentali del processo di valutazione
dei documenti contabili e si estrinseca sia nelle valutazioni presenti nei documenti contabili di
programmazione e previsione che nei documenti di bilancio unico d’ateneo di esercizio.
Nel bilancio unico d’ateneo di previsione annuale devono essere iscritte solo le componenti positive
che ragionevolmente saranno disponibili nel periodo amministrativo considerato, mentre le
componenti negative saranno limitate alle sole voci sostenibili e direttamente collegate alle risorse
previste.
Nel bilancio unico d’ateneo di esercizio il principio della prudenza si estrinseca essenzialmente nella
regola economica secondo la quale le componenti positive non realizzate non devono essere
contabilizzate, mentre tutte le componenti negative devono essere contabilizzate anche se non
sono definitivamente realizzate.
Il principio deve essere applicato garantendo una rappresentazione veritiera e corretta delle scelte
programmatiche e di gestione.
Integrità
Gli elementi componenti le singole poste o voci degli schemi di bilancio vanno iscritti, evitando
compensazioni di partite e raggruppamento di voci in tutti i documenti di bilancio.
Costanza e Comparabilità
L’applicazione dei principi generali e dei criteri particolari di valutazione deve essere costante nel
tempo.
La costanza nell’applicazione dei principi contabili e dei criteri di valutazione consente di paragonare
il bilancio unico d’ateneo di previsione annuale e il bilancio unico d’ateneo di esercizio del medesimo
anno, nonché documenti contabili di differenti esercizi. La deroga a questo principio contabile è da
16
effettuarsi in casi eccezionali e motivati. L’effetto del cambiamento deve essere propriamente
evidenziato in nota integrativa.
Universalità
Nei documenti di bilancio, devono essere considerate tutte le grandezze finanziarie, patrimoniali ed
economiche al fine di fornire un quadro fedele ed esauriente del complesso dell’attività
amministrativa. Sono vietate le gestioni fuori bilancio.
Unità
Il singolo ateneo è un’entità unica e unitaria, pertanto deve essere unico il suo bilancio di previsione
annuale e unico il suo bilancio d’esercizio.
Tali documenti contabili non possono essere articolati in maniera tale da destinare determinati
ricavi alla copertura solo di determinati costi o determinate fonti alla copertura solo di determinati
impieghi, salvo diverse disposizioni normative. È l’insieme dei proventi/fonti che finanzia l’ateneo e
che sostiene la totalità dei costi/impieghi.
Flessibilità
I documenti contabili di previsione possono essere aggiornati al fine di evitare la rigidità nella
gestione e di fronteggiare gli effetti derivanti dalle circostanze imprevedibili e straordinarie che si
possono manifestare durante la gestione.
Competenza economica
Il principio della competenza economica rappresenta il criterio secondo cui sono imputati gli effetti
delle diverse operazioni ed attività amministrative che l’ateneo svolge durante ogni esercizio e
mediante le quali si evidenziano
“utilità economiche” cedute e/o acquisite, anche se non
direttamente collegate ai relativi movimenti finanziari.
Per il principio della competenza economica l’effetto delle operazioni e degli altri eventi deve essere
rilevato contabilmente ed attribuito all’esercizio al quale tali operazioni ed eventi si riferiscono e
non a quello in cui si concretizzano i relativi movimenti finanziari.
La determinazione del risultato economico d’esercizio implica, quindi, un procedimento di analisi
della competenza economica delle voci positive e negative relative all’esercizio cui il bilancio unico
d’ateneo di esercizio si riferisce, mediante un procedimento di identificazione, di misurazione e di
correlazione dei costi ai proventi d’esercizio.
Prevalenza della sostanza sulla forma
Affinché il bilancio possa essere utile per i suoi utilizzatori e fornire la rappresentazione in modo
veritiero e corretto degli eventi di gestione è necessario che permetta di determinare e
comprendere gli aspetti sostanziali di ognuno di tali eventi, ovvero la loro natura, e non solo i loro
aspetti formali. È appunto l’aspetto sostanziale, salvo specifiche disposizioni di legge, che deve
essere oggetto di contabilizzazione.
È essenziale che già nella fase di rilevazione dell’operazione nelle scritture contabili si abbia la
conoscenza di tutti gli elementi pertinenti per determinarne la sostanza economica.
17
Il principio della prevalenza della sostanza sulla forma si lega fortemente al principio della veridicità
e della significatività di ogni sistema di bilancio. Se l’informazione contabile deve rappresentare
fedelmente ed in modo veritiero le operazioni ed i fatti che sono accaduti durante l’esercizio è
necessario che essi siano rilevati contabilmente e secondo la loro natura economica e patrimoniale,
in conformità alla loro sostanza effettiva e quindi alla realtà economica che li ha generati.
Il costo come criterio base delle valutazioni di bilancio di un ateneo
Il costo costituisce il criterio base delle valutazioni delle poste di bilancio. Il costo va inteso come
complesso degli oneri sostenuti per procurarsi un dato bene/servizio, compresi quelli di diretta
imputazione e di indiretta attribuzione per la quota ragionevolmente imputabile
Equilibrio del bilancio
Il bilancio preventivo unico d’ateneo deve essere approvato garantendone il pareggio. Nel budget
economico del bilancio unico d’ateneo di previsione annuale autorizzatorio si possono utilizzare
riserve patrimoniali non vincolate al momento di predisposizione del bilancio per assorbire eventuali
disequilibri di competenza. La gestione dell’ateneo deve perseguire il mantenimento nel tempo di
condizioni di equilibrio economico, finanziario e patrimoniale.
18
Capitolo 2 -Il Bilancio unico di ateneo di esercizio (documenti che lo costituiscono e
corredano) e il Bilancio consolidato
L’art.1, comma 2, lettera c) del D. Lgs. del 27 gennaio 2012, n. 18 stabilisce che il bilancio unico
d’ateneo d’esercizio, redatto con riferimento all’anno solare, è composto da stato patrimoniale,
conto economico, rendiconto finanziario e nota integrativa ed è corredato da una relazione sulla
gestione.
Gli schemi di bilancio e i contenuti della nota integrativa sono definiti, come già evidenziato nel
precedente capitolo, dal D.I. 19/2014 relativo a “Principi contabili e schemi di bilancio in contabilità
economico-patrimoniale per le università”, sottoposto a modifiche e revisioni dal D.I. 394/2017.
L’art. 3, comma 1 del DI 19/2014 recita: “L’allegato 1, parte integrante del presente decreto, riporta
gli schemi di Stato Patrimoniale, Conto Economico, Rendiconto Finanziario che compongono,
assieme alla Nota Integrativa, il bilancio unico d’ateneo d’esercizio”.
2.1. Lo Stato Patrimoniale
Lo schema di Stato Patrimoniale per gli atenei è tratto dall’Allegato 1 - Schemi di bilancio contabilità
economico-patrimoniale del DI 19/2014 modificato dal D.I. 394/2017.
La tabella che segue mostra la struttura di sintesi dello Stato Patrimoniale evidenziando i livelli
contrassegnati dalle lettere maiuscole e dai numeri romani.
STATO PATRIMONIALE
ATTIVO
PASSIVO
A)
IMMOBILIZZAZIONI
A)
PATRIMONIO NETTO
A) I
IMMATERIALI
A) I
FONDO DI DOTAZIONE DELL’ATENEO
A) II
MATERIALI
A) II
PATRIMONIO VINCOLATO
A) III
FINANZIARIE
A) III
PATRIMONIO NON VINCOLATO
TOTALE IMMOBILIZZAZIONI (A)
TOTALE PATRIMONIO NETTO (A)
B)
ATTIVO CIRCOLANTE
B)
FONDI PER RISCHI E ONERI
B) I
RIMANENZE
B) II
CREDITI
C)
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DI
LAVORO SUBORDINATO
B) III
ATTIVITA’ FINANZIARIE
B) IV
DISPONIBILITÁ LIQUIDE
D)
DEBITI
TOTALE ATTIVO CIRCOLANTE (B)
E)
RATEI E RISCONTI PASSIVI E
CONTRIBUTI AGLI INVESTIMENTI
C)
RATEI E RISCONTI ATTIVI
F)
RISCONTI PASSIVI PER PROGETTI E
RICERCHE IN CORSO
D)
RATEI ATTIVI PER PROGETTI
E
RICERCHE IN CORSO
TOTALE ATTIVO
TOTALE PASSIVO
19
Lo schema si ispira allo schema civilistico ma con degli adattamenti al contesto delle università (ad
esempio: manca nell’attivo la voce Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti, viene data
evidenza particolare ai Ratei e Risconti su progetti e ricerche in corso).
Le due sessioni dello Stato Patrimoniale sono contrassegnate dai titoli Attivo e Passivo. Va
sottolineato che nella sessione contraddistinta dal titolo “Passivo” non vengono esposte solo le
passività ma anche il Patrimonio netto.
Per l’attivo, ancorché le denominazioni dei macro-aggregati Immobilizzazioni e Attivo Circolante si
ispirino alla classificazione finanziaria, vale anche il criterio civilistico della “destinazione” per le voci
delle immobilizzazioni che deriva dalla scelta degli amministratori di utilizzare o meno durevolmente
un bene all’interno della gestione4.
Per i crediti è richiesta la separata indicazione, per ciascuna voce di bilancio, degli importi esigibili
entro l’esercizio successivo (si veda lo schema completo).
Da sottolineare la volontà del legislatore, di dare evidenza separata ai Ratei per progetti e ricerche
in corso rispetto ai Ratei e Risconti attivi per il peculiare significato che assumono i primi nel contesto
universitario5.
Per il passivo è possibile cogliere una distinzione basata sulla natura delle fonti, così da evidenziare
separatamente mezzi propri da quelli di terzi. I mezzi di terzi sono poi classificati in funzione del
diverso grado di incertezza delle stime in fondi per rischi e oneri, trattamento di fine rapporto, debiti
e ratei e risconti.
Per i debiti è richiesta anche la separata indicazione, per ciascuna voce di bilancio, degli importi
esigibili oltre l’esercizio successivo (si veda lo schema completo).
Da sottolineare infine, in analogia alla voce Ratei attivi per progetti e ricerche in corso per l’attivo,
la volontà del legislatore di dare evidenza separata ai Risconti per progetti e ricerche in corso per il
peculiare significato che assumono nel contesto universitario.
4 Il codice civile (art. 2424-bis, comma 1) afferma che gli elementi patrimoniali destinati ad essere usati durevolmente
devono essere iscritti tra le immobilizzazioni.
5 Il tema dei ratei e risconti su progetti e ricerche in corso è trattato nel capitolo 20.
20
BILANCIO UNICO DI ATENEO DI ESERCIZIO - STATO PATRIMONIALE
ATTI9O
A) IMMOBILIZZAZIONI
I IMMATERIALI
1) Costi di impianto, di ampliamento e di sviluppo
-
2) Diritto di brevetto e diritti di utilizzazione delle opere di ingegno
3) Concessioni, licenze, marchi, e diritti simili
4) Immobilizzazioni in corso ed acconti
5) Altre immobilizzazioni immateriali
TOTALE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI
II MATERIALI
1) Terreni e fabbricati
2) Impianti e attrezzature
3) Attrezzature scientifiche
4) Patrimonio librario, opere d'arte, d'antiquariato e museali
5) Mobili e arredi
6) Immobilizzazioni in corso ed acconti
7) Altre immobilizzazioni materiali
TOTALE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI
III FINANZIARIE
TOTALE IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE
TOTALE IMMOBILIZZAZIONI (A)
B) ATTIVO CIRCOLANTE
I RIMANENZE
TOTALE RIMANENZE
II CREDITI (con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili entro l'esercizio successivo)
1) Crediti verso MIUR e altre Amministrazioni centrali
2) Crediti verso Regioni e Provincie Autonome
3) Crediti verso altre Amministrazioni locali
4) Crediti verso l'Unione Europea e il Resto del Mondo
5) Crediti verso l'Università
6) Crediti verso studenti per tasse e contributi
7) Crediti verso società ed enti controllati
8) Crediti verso altri (pubblici)
9) Crediti verso altri (privati)
TOTALE CREDITI
III ATTIVITA' FINANZIARIE
TOTALE ATTIVITA' FINANZIARIE
IV DISPONIBILITA' LIQUIDE
1) Depositi bancari e postali
2) Denaro e valori in cassa
TOTALE DISPONIBILITA' LIQUIDE
TOTALE ATTIVO CIRCOLANTE (B)
C) RATEI E RISCONTI ATTIVI
c1) Ratei e risconti attivi
D) RATEI ATTIVI PER PROGETTI E RICERCHE IN CORSO
d1) Ratei attivi per progetti e ricerche finanziate e co-finanziate in corso
TOTALE ATTIVO
Conti d'ordine dell'attivo
21
BILANCIO UNICO DI ATENEO DI ESERCIZIO - STATO PATRIMONIALE
3ASSI9O
A) PATRIMONIO NETTO
I FONDO DI DOTAZIONE DELL'ATENEO
II PATRIMONIO VINCOLATO
1) Fondi vincolati destinati da terzi
2) Fondi vincolati per decisione degli organi istituzionali
3) Risorse vincolate (per progetti specifici, obblighi di legge, o altro)
TOTALE PATRIMONIO VINCOLATO
III PATRIMONIO NON VINCOLATO
1) Risultato esercizio
2) Risultati relativi a esercizi precedenti
3) Riserve statutarie
TOTALE PATRIMONIO NON VINCOLATO
TOTALE PATRIMONIO NETTO (A)
B) FONDI PER RISCHI ED ONERI
TOTALE FONDI PER RISCHI ED ONERI (B)
C) TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO
TOTALE TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO(C)
D) DEBITI (con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l'esercizio successivo)
1) Mutui e Debiti verso banche
2) Debiti verso MIUR e altre Amministrazioni centrali
3) Debiti verso Regioni e Provincie Autonome
4) Debiti verso altre Amministrazioni locali
5) Debiti verso l'Unione Europea e il Resto del Mondo
6) Debiti verso l'Università
7) Debiti verso studenti
8) Acconti
9) Debiti verso fornitori
10) Debiti verso dipendenti
11) Debiti verso società o enti controllati
12) Altri debiti
TOTALE DEBITI (D)
E) RATEI E RISCONTI PASSIVI E CONTRIBUTI AGLI INVESTIMENTI
e1) Contributi agli investimenti
e2) Altri ratei e risconti passivi
F) RISCONTI PASSIVI PER PROGETTI E RICERCHE IN CORSO
f1) Risconti passivi per progetti e ricerche finanziate e co-finanziate in corso
TOTALE PASSIVO
Conti d'ordine del passivo
22
2.2. Il Conto Economico
Il conto economico ha come finalità principale quello di dare conto delle determinanti del risultato
reddituale ossia di descrivere in modo chiaro e analitico la genesi del risultato economico positivo
(utile) o negativo (perdita) derivante dallo svolgimento delle operazioni di gestione nel periodo di
riferimento.
Lo schema di Conto Economico per gli atenei è tratto dall’Allegato 1 - Schemi di bilancio contabilità
economico-patrimoniale del D.I. 19/2014 modificato dal D.I. 394/2017.
Si tratta di un conto economico scalare con i costi classificati per natura.
Nella tabella che segue è evidenziato uno schema sintetico del conto economico per le università in
cui vengono rappresentati i principali aggregati e i risultati evidenziati dal conto economico.
CONTO ECONOMICO
A)
PROVENTI OPERATIVI
B)
COSTI OPERATIVI
DIFFERENZA TRA PROVENTI E COSTI OPERATIVI
C)
PROVENTI E ONERI FINANZIARI
D)
RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITÁ FINANZIARIE
E)
PROVENTI E ONERI STRAORDINARI
F)
IMPOSTE SUL REDDITO DELL’ESERCIZIO CORRENTI, DIFFERITE, ANTICIPATE
RISULTATO DI ESERCIZIO
Si nota che il conto economico evidenzia un unico risultato intermedio6, ossia la Differenza tra
Proventi e Costi Operativi.
I proventi operativi sono costituiti da: i proventi propri, i contributi, i proventi per l’attività
assistenziale, i proventi per la gestione diretta del diritto allo studio, altri ricavi e proventi diversi, le
variazioni di rimanenze (di prodotti finiti e semilavorati) e gli incrementi per immobilizzazioni
interne.
6 Il conto economico civilistico, diversamente, prevede due risultati intermedi: la Differenza tra valore e costi della
produzione e il Risultato prima delle imposte che è stato evidentemente giudicato un risultato di scarso interesse nel
contesto delle Università.
23
BILANCIO UNICO DI ATENEO DI ESERCIZIO - CONTO ECONOMICO
CONTO ECONOMICO
A) PROVENTI OPERATIVI
I.
PROVENTI PROPRI
1) Proventi per la didattica
2) Proventi da Ricerche commissionate e trasferimento tecnologico
3) Proventi da Ricerche con finanziamenti competitivi
II.
CONTRIBUTI
1) Contributi Miur e altre Amministrazioni centrali
2) Contributi Regioni e provincie Autonome
3) Contributi altre Amministrazioni locali
4) Contributi dall'Unione Europea e dal Resto del Mondo
5) Contributi da Università
6) Contributi da altri (pubblici)
7) Contributi da altri (privati)
III.
PROVENTI PER ATTIVITA' ASSISTENZIALE
IV.
PROVENTI PER GESTIONE DIRETTA INTERVENTI PER IL DIRITTO ALLO STUDIO
V.
ALTRI PROVENTI E RICAVI DIVERSI
VI.
VARIAZIONI RIMANENZE
VII. INCREMENTO DELLE IMMOBILIZZAZIONI PER LAVORI INTERNI
TOTALE PROVENTI (A)
B)
COSTI OPERATIVI
VIII.
COSTI DEL PERSONALE
1) Costi del personale dedicato alla ricerca e alla didattica
a) docenti/ricercatori
b) collaborazioni scientifiche (collaboratori, assegnisti, ecc.)
c) docenti a contratto
d) esperti linguistici
e) altro personale dedicato alla ricerca e alla didattica
Totale costi del personale dedicato alla ricerca e alla didattica
2) Costi del personale dirigente e tecnico-amministrativo
TOTALE COSTI DEL PERSONALE
IX.
COSTI DELLA GESTIONE CORRENTE
1) Costi per sostegno agli studenti
2) Costi per il diritto allo studio
3) Costi per l'attività editoriale
4) Trasferimenti a partner di progetti coordinati
5) Acquisto materiale consumo per laboratori
6) Variazione rimanenze di materiale di consumo per laboratori
7) Acquisto di libri, periodici e materiale bibliografico
8) Acquisto di servizi e collaborazioni tecnico gestionali
9) Acquisto altri materiali
10) Variazioni delle rimanenze di materiali
11) Costi per il godimento beni di terzi
12) Altri costi
X.
AMMORTAMENTI E SVALUTAZIONI
1) Ammortamenti immobilizzazioni immateriali
2) Ammortamenti immobilizzazioni materiali
3) Svalutazioni immobilizzazioni
4) Svalutazione dei crediti compresi nell'attivo circolante e nelle disponibilità liquide
XI.
ACCANTONAMENTI PER RISCHI E ONERI
XII.
ONERI DIVERSI DI GESTIONE
TOTALE COSTI (B)
DIFFERENZA TRA PROVENTI E COSTI OPERATIVI (A-B)
24
C) PROVENTI ED ONERI FINANZIARI
1) Proventi finanziari
2) Interessi ed altri oneri finanziari
3) Utili e perdite su cambi
D) RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA' FINANZIARIE
1) Rivalutazioni
2) Svalutazioni
E) PROVENTI ED ONERI STRAORDINARI
1) Proventi
2) Oneri
F) IMPOSTE SUL REDDITO DELL'ESERCIZIO CORRENTI, DIFFERITE, ANTICIPATE
RISULTATO DI ESERCIZIO
I costi operativi sono rappresentati da: il costo del personale, i costi della gestione corrente (tra cui
il costo per il sostegno agli studenti e i costi per il diritto allo studio, i trasferimenti a partner di
progetti coordinati, i costi per servizi e per il godimento di beni di terzi, il costo dei materiali di
laboratorio ed altri, eccetera), gli ammortamenti e le svalutazioni, gli accantonamenti per rischi e
oneri, e gli oneri diversi di gestione.
La Differenza tra proventi e costi operativi è interpretabile come risultato della gestione operativa
dell’Ateneo.
Successivamente considerando gli oneri e i proventi dell’area finanziaria (tra cui sono compresi gli
utili e le perdite su cambi), le rettifiche di valore di attività finanziarie, i proventi ed oneri
straordinari7 e per ultime le imposte sul reddito (correnti, differite e anticipate) si giunge a
determinare il Risultato di esercizio.
L’esame del prospetto completo di conto economico ci permette di cogliere che le voci sono
strutturate in ben quattro livelli
(lettere maiuscole, numeri romani, numeri arabi e lettere
minuscole). Il quarto livello (lettere minuscole) è utilizzato esclusivamente per evidenziare il
dettaglio del Costo del personale dedicato alla didattica e alla ricerca.
2.3. Il rendiconto finanziario
Lo schema di Rendiconto Finanziario per gli atenei è tratto anch’esso dall’Allegato 1 - Schemi di
bilancio contabilità economico-patrimoniale del DI 19/2014 e diversamente dagli altri prospetti
numerici (Stato Patrimoniale e Conto Economico) non è stato modificato dal D.I. 394/2017.
7 Ulteriore differenza con il conto economico civilistico è il mantenimento dell’area straordinaria, anche dopo la sua
eliminazione dal bilancio civilistico con l’entrata in vigore del D. Lgs. 139/2015. Facendo riferimento alla normativa
civilistica precedentemente in vigore e alla correlata prassi contabile e al contesto universitario sono da considerarsi
straordinari, e quindi non ascrivibili alla gestione ordinaria: gli oneri e proventi relativi alla ristrutturazione profonda
e/o alla chiusura di un campo di attività (ad esempio la ristrutturazione significativa del sistema museale, la chiusura
di un polo universitario), gli oneri e proventi generati dalla cessione di immobilizzazioni che appaia di misura
rilevante in rapporto alla totalità delle immobilizzazioni, le imposte relative ad esercizi precedenti, gli effetti delle
variazioni di criteri di valutazione adottati, le correzioni di errori di rilevazione e valutazioni compiuti in esercizi
precedenti. Non rientrano invece tra gli oneri e proventi straordinari gli effetti di correzioni originati da aggiornamenti
di stime dovute a mutate condizioni.
25
Il prospetto di rendiconto finanziario proposto per gli atenei assume come grandezza fondo le
disponibilità liquide (depositi bancari e postali, denaro e valori in cassa) e attraverso il metodo
indiretto mira a dare rappresentazione dell’influsso delle diverse aree della gestione (gestione
operativa, gestione degli investimenti e gestione finanziaria) sulla liquidità dell’ateneo.
Il flusso di cassa della gestione operativa o flusso di cassa operativo evidenzia separatamente il
flusso di cassa assorbito/generato dalla gestione corrente e il flusso monetario assorbito/generato
dalle variazioni del capitale circolante.
Il DI
19/2014 non definisce neppur sinteticamente il contenuto del Rendiconto finanziario
(diversamente dall’art. 2425-ter del codice civile) e agli atenei manca un documento illustrativo dei
contenuti e delle tecniche di redazione del rendiconto finanziario che svolga il ruolo di orientamento
e supporto svolto dal principio contabile dell’OIC n. 10 per il prospetto di rendiconto finanziario
redatto dalle imprese.
L’Università degli Studi di Padova, al fine di meglio rappresentare i flussi finanziari generati dalla
gestione, pur rispettandone la struttura ha apportato delle modifiche allo schema previsto dal DI
19/2014: ha modificato la descrizione della voce Ammortamenti e svalutazioni in Ammortamenti,
svalutazioni ed altre voci per ricomprendere una serie di rettifiche collegate prevalentemente ai
movimenti non monetari collegati alla gestione delle immobilizzazioni (si tratta nella maggior parte
dei casi di valori economici che scaturiscono dall’acquisizione di immobilizzazioni a titolo gratuito)
e ha collocato ed evidenziato, all’interno del Flusso di cassa da attività di
investimento/disinvestimento i flussi attinenti le attività finanziarie non immobilizzate che sono
collegati alla gestione dei lasciti8.
Un ulteriore modifica è quella di introdurre negli elementi che determinano il flusso monetario
assorbito/generato dalla gestione corrente, in caso d’uso, una voce “Utilizzo di riserve derivanti dalla
contabilità finanziaria”, che rappresenterebbe un provento non monetario e che in quanto tale
avrebbe l’effetto di ridurre il flusso monetario della gestione corrente.
8 Questa modifica che si riferisce ad una voce, le Attività Finanziarie, prevista negli schemi di bilancio ma di cui il D.I.
19/2014 non definisce il contenuto e i principi di valutazione, si ispira allo schema di Rendiconto Finanziario definito
dal principio contabile OIC n. 10
26
BILANCIO UNICO DI ATENEO DI ESERCIZIO - RENDICONTO FINANZIARIO
FLUSSO MONETARIO (CASH FLOW) ASSORBITO/GENERATO DALLA GESTIONE CORRENTE
RISULTATO NETTO
Rettifica voci che non hanno avuto effetto sulla liquidità:
AMMORTAMENTI,SVALUTAZIONI E ALTRE VOCI
VARIAZIONE NETTA DEI FONDI PER RISCHI ED ONERI
VARIAZIONE NETTA DEL TFR
FLUSSO MONETARIO (CASH FLOW) ASSORBITO/GENERATO DALLE VARIAZIONI DEL CAPITALE CIRCOLANTE
(AUMENTO)/DIMINUZIONE DEI CREDITI
(AUMENTO)/DIMINUZIONE DELLE RIMANENZE
AUMENTO/(DIMINUZIONE) DEI DEBITI
VARIAZIONE DI ALTRE VOCI DEL CAPITALE CIRCOLANTE
A) FLUSSO DI CASSA (CASH FLOW) OPERATIVO
INVESTIMENTI IN IMMOBILIZZAZIONI E ATTIVITA' FINANZIARIE NON IMMOBILIZZATE :
- MATERIALI
- IMMATERIALI
- FINANZIARIE
- ATTIVITA' FINANZIARIE NON IMMOBILIZZATE
DISINVESTIMENTI DI IMMOBILIZZAZIONI E ATTIVITA' FINANZIARIE NON IMMOBILIZZATE :
- MATERIALI
- IMMATERIALI
- FINANZIARIE
- ATTIVITA' FINANZIARIE NON IMMOBILIZZATE
B) FLUSSO DI CASSA (CASH FLOW) DA ATTIVITA' DI INVESTIMENTO/DISINVESTIMENTO
ATTIVITA' DI FINANZIAMENTO:
AUMENTO DI CAPITALE
VARIAZIONE NETTA DEI FINANZIAMENTI A MEDIO-LUNGO TERMINE
C) FLUSSO DI CASSA (CASH FLOW) DA ATTIVITA' DI FINANZIAMENTO
D) FLUSSO DI CASSA (CASH FLOW) DELL'ESERCIZIO (A+B+C)
DISPONIBILITA' MONETARIA NETTA INIZIALE
DISPONIBILITA' MONETARIA NETTA FINALE
FLUSSO MONETARIO (CASH FLOW) DELL'ESERCIZIO
2.4. La Nota Integrativa
La nota integrativa è la componente descrittiva del bilancio unico d’ateneo di esercizio che si
aggiunge ai tre prospetti numerici (Stato patrimoniale, Conto Economico e Rendiconto Finanziario).
Nell’art. 2 (principi contabili e postulati di bilancio) del DI 19/2014 la funzione della nota integrativa
è richiamata con riferimento a diversi postulati:
-
Utilità del bilancio unico d’ateneo di esercizio per destinatari e completezza
dell’informazione: … Il bilancio unico d’ateneo di esercizio deve mettere in evidenza tutte le
informazioni complementari necessarie per la comprensibilità e l’attendibilità del bilancio
medesimo. Tali informazioni devono essere ricomprese nella nota integrativa al bilancio, che
ha la funzione sia di rendere comprensibili i dati inseriti nei prospetti di bilancio, sia di fornire
informazioni complementari di carattere patrimoniale, finanziario ed economico. …
-
Veridicità: … La nota integrativa contiene le necessarie informazioni complementari atte a
suffragare la veridicità della situazione patrimoniale e finanziaria, nonché del risultato
economico di esercizio scaturenti dai documenti contabili.
27
-
Significatività e rilevanza dei fatti economici ai fini della loro presentazione in bilancio: la
nota integrativa al bilancio unico di ateneo di esercizio deve evidenziare le informazioni che
hanno un effetto significativo e rilevante sui dati di bilancio o sul processo decisionale dei
destinatari. …
-
Comprensibilità (Chiarezza):
La nota integrativa deve facilitare la comprensione e
l’intellegibilità dei dati di bilancio;
-
Costanza e comparabilità … La deroga a questo principio contabile è da effettuarsi in casi
eccezionali e motivati. L’effetto del cambiamento deve essere propriamente evidenziato in
nota integrativa.
Secondo l’art. 3 (schemi di bilancio) comma 4 del D.I. 19/2014:
“La Nota Integrativa contiene le informazioni di natura tecnico-contabile riguardanti l’andamento
della gestione dell’ateneo in tutti i suoi settori, nonché i fatti di rilievo verificatesi dopo la chiusura
dell’esercizio ed ogni informazione
(anche non contabile) e schema utile ad una migliore
comprensione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico dell’esercizio;
essa illustra i principi di valutazione, fornisce ogni dettaglio delle voci di bilancio e costituisce un
elemento informativo fondamentale di supporto all’unitaria comprensione del bilancio di esercizio.
Nella Nota Integrativa viene riportato l’elenco della società e degli enti partecipati a qualsiasi titolo.”
Infine l’art.4 (Principi di valutazione delle poste) del DI 19/2014 nei vari punti chiede di evidenziare
in Nota Integrativa:
-
le percentuali di ammortamento adottate per le immobilizzazioni immateriali e materiali;
-
la motivazione della valutazione delle immobilizzazioni immateriali e materiali ad un valore
durevolmente inferiore;
-
le indicazioni sulla eventuale capitalizzazione dei costi relativi ai diritti di brevetto industriale
e di capitalizzazione delle opere dell’ingegno;
-
la giustificazione del metodo di contabilizzazione dei libri che perdono valore nel corso del
tempo e se i costi di acquisto dei libri vengono iscritti tra le immobilizzazioni, ogni
informazione riguardante l’ammortamento annuale dei volumi e la loro gestione come
cespiti, la registrazione delle perdite di valore subite dai volumi o il loro deterioramento, la
valutazione del valore iniziale dei volumi costituenti la dotazione della biblioteca, tenuto
conto del passaggio dalla contabilità finanziaria a quella economico-patrimoniale;
-
il metodo di contabilizzazione delle commesse pluriennali.
Ulteriori informazioni possono essere inserite in Nota integrativa traendo spunto da quanto previsto
dall’art. 2427 del Codice Civile e dai Principi Contabili Nazionali emanati dall’OIC.
2.5. La Relazione sulla gestione
Come sopra indicato il D. Lgs. 18/2012 (art. 1, comma 2) stabilisce che il bilancio unico di ateneo di
esercizio deve essere corredato da una Relazione sulla Gestione ma non ne definisce i contenuti.
Nel DI 19/2014 relativo a “Principi contabili e schemi di bilancio in contabilità economico-
patrimoniale per le università” non ci sono riferimenti alla Relazione sulla Gestione.
28
Attraverso il rinvio al Codice Civile e ai principi contabili emanati dall’OIC, escludendo i contenuti
della Relazione sulla Gestione previsti dall’art. 2428 del Codice Civile che però il D.I. 19/2014
prevede di indicare in Nota Integrativa, i possibili contenuti che possono essere ricompresi in tale
documento sono:
-
un’analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione dell’ateneo e dell’andamento e
del risultato della gestione, nel suo complesso e nei vari settori in cui essa ha operato, anche
attraverso società ed enti controllati, con particolare riguardo ai costi, ai ricavi e agli
investimenti, nonché una descrizione dei principali rischi ed incertezze cui l’ateneo è
esposto;
-
le attività di ricerca e sviluppo;
-
i rapporti con società ed enti controllati e collegati;
-
l’evoluzione prevedibile della gestione.
2.6. Allegati al Bilancio di esercizio
Il D. Lgs. del 27 gennaio 2012, n. 18, agli articoli nr. 3, 4 e 5 e ss.mm e ii., espone di documenti
obbligatori da allegare al bilancio unico d’Ateneo d’esercizio. Questi risultano essere:
1) prospetti dei dati SIOPE, al fine di adottare la tassonomia per la riclassificazione dei dati contabili
e di bilancio di esercizio in conformità alle disposizioni contenute nell'articolo 17 del decreto
legislativo 31 maggio 2011, n. 91 per adempiere ad un’esigenza di uniformità delle amministrazioni
pubbliche;
2) la classificazione della spesa per missioni e programmi, al fine di rappresentare le funzioni
principali e gli obiettivi, nonché gli aggregati omogenei di attività volte a perseguire le finalità
individuate nell'ambito delle missioni, che sono: Ricerca e Innovazione, Istruzione universitaria,
Tutela della salute, Servizi istituzionali generali delle amministrazioni pubbliche
3) il rendiconto unico di Ateneo in contabilità finanziaria, al fine di consentire il consolidamento e il
monitoraggio dei conti delle amministrazioni pubbliche.
2.7. Il Bilancio consolidato
Le università considerate amministrazioni pubbliche ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 31
dicembre 2009, n. 196, sono tenute alla predisposizione di un bilancio consolidato in conformità alle
disposizioni contenute nel Decreto Interministeriale dell’11 aprile 2016 n. 248 ‘Schemi di bilancio
consolidato delle Università. Il bilancio consolidato è redatto con riferimento all’anno solare ed è
composto da stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa. Ha lo scopo di rappresentare
il ‘gruppo università’ nel suo complesso, eliminando pertanto le operazioni infragruppo.
Rientrano nell’area di consolidamento le aziende, società o gli altri enti controllati, con o senza titoli
partecipativi.
La redazione del bilancio consolidato avviene secondo i principi contabili stabiliti nel D.I. n. 19 del
14.01.2014, nonché di quanto previsto dalle disposizioni del Codice Civile e dai principi contabili
nazionali emanati dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC); in linea generale è inoltre previsto,
secondo il dettato dell’articolo 35 del D. Lgs. n. 127/1991, che i criteri di valutazione da adottare
siano quelli utilizzati nel bilancio di esercizio del soggetto che redige il bilancio consolidato.
29
Capitolo 3 - Il piano dei conti
Il piano dei conti della contabilità economico-patrimoniale o piano dei conti di contabilità generale
rappresenta l’insieme dei conti utilizzati dall’ateneo, delle regole concernenti il loro funzionamento
e il loro collegamento sistematico.
In fase di attivazione della contabilità economico-patrimoniale, in virtù delle disposizioni del comma
1 dell’art. 6 del D.I. 19/2014 vi era l’aspettativa che gli atenei avrebbero prima o poi adottato un
comune piano dei conti definito dal MIUR. L’art.6, comma 2, del D.I. 19/2014 prevedeva inoltre che:
“La struttura del piano dei conti di cui al comma 1 è definita con successivo decreto del Ministro
dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, in conformità alle disposizioni previste dalla legge 31 dicembre 2009, n. 196.”
In attesa della definizione da parte del MIUR del comune piano dei conti per le università, l’ateneo
ha definito una propria struttura del piano dei conti di contabilità generale che intendeva essere il
più possibile vicina alla struttura degli schemi dello stato patrimoniale e del conto economico
allegati al D.I. 19/2014, recentemente emendati dal D.I. 394/2017 (gli schemi attualmente in vigore
sono illustrati nel capitolo 2).
L’idea guida era quella di rispondere agli inevitabili cambiamenti che sarebbero stati introdotti
successivamente dal comune piano dei conti delle università attraverso l’utilizzo dello strumento
del “bilancio riclassificato” che avrebbe comunque consentito di aggregare i valori dei singoli conti
di dettaglio in modo coerente con i contenuti richiesti dal MIUR per le singole voci degli schemi
bilancio.
Il D.I. 394/2017 che ha recentemente emendato il D.I. 19/2014 ha però cancellato la prospettiva di
un comune piano dei conti per le università abrogando l’intero art. 6 del D.I. 19/2014.
Gli atenei possono comunque fare affidamento, per definire o ridefinire il piano dei conti in linea
con l’esigenza di rispondere al meglio ai contenuti definiti dal D.I. 19/2014 e di garantire
l’omogeneità e confrontabilità dei bilanci pubblicati dagli atenei, sui lavori pubblicati dalla
Commissione ministeriale per la contabilità economico-patrimoniale delle università che ha
predisposto il Manuale Tecnico Operativo e pubblicato, ad esempio, le Note Tecniche n.1
concernenti la “Tipologia delle voci di ricavi e costi nello schema di conto economico”.
3.1. Le finalità del piano dei conti di contabilità generale
Il piano dei conti non è soltanto uno strumento necessario per garantire il regolare svolgimento
della contabilità generale, ma è anche un mezzo per perseguire rilevanti finalità informative per cui
la sua progettazione e il suo aggiornamento sono momenti significativi della programmazione e
gestione della funzione amministrativo-contabile dell’ateneo.
Il Regolamento di Ateneo per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità stabilisce, all’art.11
comma 3, che: “La definizione e le modifiche al Piano dei conti sono definite dal Direttore Generale,
fatta salva la struttura definita dalla legislazione vigente”.
Le finalità perseguite attraverso il piano dei conti sono quelle di soddisfare le esigenze di informativa
esterna, di informativa interna e di gruppo:
-
Informativa esterna: il Piano dei conti deve non solo consentire di disporre delle
informazioni indispensabili per compilare gli schemi del bilancio di esercizio, ma anche
fornire il più possibile e in modo agevole le informazioni di dettaglio che devono essere
esposte in nota integrativa e fornire ulteriori altre informazioni richieste dal MIUR quali ad
30
esempio informazioni da utilizzare a supporto della dimostrazione del rispetto dei vincoli di
legge;
-
Informativa interna: il piano dei conti deve fornire informazioni utili per l’analisi della
gestione e per supportare il management nella formulazione ed adozione delle decisioni;
-
Informativa di gruppo: il piano dei conti deve al fine consentire la redazione del bilancio
consolidato dell’ateneo con le società e gli enti da esso controllati (possibilità di tracciare in
modo agevole le operazioni compiute con le società ed enti compresi nell’area di
consolidamento).
3.2. Struttura gerarchica del piano dei conti e collegamento con il piano dei conti di contabilità
analitica
Come d’uso e riconosciuto in dottrina e nella prassi contabile il piano dei conti si articola su più livelli
variamente denominati9. Nello specifico dell’Università degli Studi di Padova il piano dei conti
presenta ben 7 livelli per la sezione relativa allo Stato patrimoniale e ben 9 livelli per la sezione
relativa al Conto Economico.
Questa pluralità di livelli in parte riflette la gerarchia delle voci prevista per gli schemi dello Stato
Patrimoniale e del Conto Economico dal D.I. 19/2014 e in parte riflette le esigenze informative delle
gestioni amministrativa e contabile dell’ateneo10.
A titolo esemplificativo al primo livello il piano dei conti individua le sezioni dello Stato Patrimoniale
e del Conto Economico, i conti d’ordine ed i conti epilogativi. Si veda la tabella che segue.
Codice
Denominazione
G.10
ATTIVO - STATO PATRIMONIALE
G.20
PASSIVO - STATO PATRIMONIALE
G.30
COSTI E ONERI - CONTO ECONOMICO
G.40
PROVENTI E RICAVI - CONTO ECONOMICO
G.50
CONTI D'ORDINE
G.60
CONTI EPILOGATIVI
I conti esposti al secondo livello corrispondono invece alle voci indicate con lettera maiuscola nello
Stato Patrimoniale e nel Conto Economico con l’avvertenza che le voci del Conto Economico Oneri
e proventi finanziari, Rettifiche di valore di attività finanziare (comprendente Rivalutazioni e
Svalutazioni) e Oneri e proventi straordinari sono state scisse in due in modo da collocare
separatamente, nelle rispettive sezioni, costi e oneri e proventi e ricavi. La struttura del piano dei
conti si presenta al secondo livello come indicato nella tabella alla pagina seguente.
9 Ad esempio una suddivisione possibile potrebbe distinguere tra: sezione, classe (o raggruppamento di base), conti di
mastro, conto e sottoconto.
10 Tra le esigenze informative vi è quella, che interessa una pluralità di conti economici, di distinguere i valori
economici riferibili al campo di attività istituzionale da quelli riferibili al campo di attività commerciale.
31
Codice
Denominazione
G.10
ATTIVO - STATO PATRIMONIALE
G.10.10
IMMOBILIZZAZIONI
G.10.20
ATTIVO CIRCOLANTE
G.10.30
RATEI E RISCONTI ATTIVI
G.10.40
RATEI ATTIVI PER PROGETTI E RICERCHE IN CORSO
G.20
PASSIVO - STATO PATRIMONIALE
G.20.10
PATRIMONIO NETTO
G.20.20
FONDI PER RISCHI ED ONERI
G.20.30
TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO
G.20.40
DEBITI
G.20.45
TRASFERIMENTI
G.20.50
RATEI E RISCONTI PASSIVI E CONTRIBUTI AGLI INVESTIMENTI
G.20.60
RISCONTI PASSIVI PER PROGETTI E RICERCHE IN CORSO
G.30
COSTI E ONERI - CONTO ECONOMICO
G.30.10
COSTI OPERATIVI
G.30.20
ONERI FINANZIARI
G.30.30
RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA' FINANZIARIE (SVALUTAZIONI)
G.30.40
ONERI STRAORDINARI
G.30.50
IMPOSTE SUL REDDITO DELL'ESERCIZIO CORRENTI, DIFFERITE, ANTICIPATE
G.40
PROVENTI E RICAVI - CONTO ECONOMICO
G.40.10
PROVENTI OPERATIVI
G.40.20
PROVENTI FINANZIARI
G.40.30
RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA' FINANZIARIE (RIVALUTAZIONI)
G.40.40
PROVENTI STRAORDINARI
G.50
CONTI D'ORDINE
G.50.10
CONTI D'ORDINE DELLL’ATTIVO
G.50.20
CONTI D'ORDINE DEL PASSIVO
G.60
CONTI EPILOGATIVI
G.60.10
STATO PATRIMONIALE INIZIALE
G.60.20
STATO PATRIMONIALE FINALE
G.60.30
CONTO ECONOMICO
Senza proseguire nell’illustrazione di ulteriori livelli (si rimanda alla versione del piano dei conti
vigente disponibile in intranet), si vuole segnalare la fondamentale distinzione tra i conti che
possono essere utilizzati per effettuare le registrazioni contabili o conti di ultimo livello e i conti
invece che riepilogano i valori dei conti di livello inferiore, al fine di individuare informazioni utili per
le finalità di informativa esterna, interna o di gruppo.
Al piano dei conti di contabilità generale si collega in modo sistematico il piano dei conti di
contabilità analitica che ha la funzione di supportare la definizione e la gestione del budget annuale
economico e degli investimenti autorizzatori e di supportare le analisi del controllo di gestione11.
Il piano dei conti di contabilità analitica, dati i contenuti del budget autorizzatorio, comprende solo
i conti accesi a ricavi e costi di esercizio ed i conti dell’attivo dello stato patrimoniale attinenti gli
investimenti in immobilizzazioni immateriali, materiali e finanziarie.
11 Si veda l’art. 11, comma 2, del Regolamento di Ateneo per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità vigente.
32
Il collegamento sistematico12, in ogni caso auspicabile, è oggettivamente necessario per garantire
la comparabilità tra i valori preventivi del budget autorizzatorio e i corrispondenti valori consuntivi
del bilancio unico di ateneo di esercizio.
Per quanto riguarda il piano dei conti di contabilità analitica si segnala che l’art. 4, comma 4 del
Regolamento di Ateneo per l’Amministrazione, la Finanza e la Contabilità stabilisce che: “Il Consiglio
di Amministrazione definisce il livello del piano dei conti con riferimento al quale vengono approvati
il budget economico e il budget degli investimenti, sia annuale autorizzatorio che triennale.”
12 Il condizionamento è comunque reciproco. Si segnala, ad esempio, la presenza di una voce Trasferimenti collocata
nel passivo (si veda la tabella alla pagina precedente), che comprende conti di dettaglio con saldi opposti e
bilanciantesi e pertanto ininfluenti al fine degli effettivi saldi di contabilità generale. Tale voce ha una mera funzione
tecnica di collegamento tra le scritture di contabilità analitica (gestione del budget autorizzatorio) e le scritture di
contabilità generale.
33
LE OPERAZIONI DI ESERCIZIO
34
CICLO PASSIVO
Capitolo 4 - Gli acquisti di beni e di servizi
4.1. Definizione e classificazione
Si considerano in questo capitolo gli acquisti di beni e servizi utilizzati per lo svolgimento della
gestione dell’Ateneo.
Gli acquisti di beni comprendono sia l’acquisto di beni di consumo e di merci che l’acquisto di beni
ad utilizzo pluriennale che sarà però trattato nel capitolo 7 relativo alle operazioni di esercizio
attinenti le immobilizzazioni.
Tra i beni si considerano qui i beni di consumo utilizzati nell’attività di ricerca e nella didattica quali
i materiali di laboratorio, i materiali di cancelleria e materiali di consumo informatico, materiali e
ricambi per attività di piccola manutenzione in economia, i materiali di consumo generici, le merci
acquistate e rivendute dal negozio UP STORE, eccetera.
Si considerano qui tutti gli acquisti di servizi con l’eccezione di quelli che sono erogati da
collaboratori, professionisti e altri eventuali soggetti e che rientrano nella fattispecie dei compensi
e che saranno trattati nel capitolo 6.
Più in dettaglio tra i servizi si considerano: i servizi di consulenza tecnico gestionale e di traduzione
e interpretariato con esclusione di quelli offerti da professionisti che saranno trattati tra i compensi,
i servizi di analisi e di sequenziamento richiesti a terzi, i servizi di manutenzione di beni strumentali,
le utilities (energia elettrica, acqua, gas, servizi telefonici), i servizi assicurativi, i servizi di trasporto
e facchinaggio, i servizi di vigilanza, i servizi di pulizia, canoni di accesso a banche dati, i noleggi,
licenze software annuali, le locazioni passive, ecc.
Le voci di Conto Economico maggiormente interessate dall’acquisto di beni di consumo, merci e di
servizi sono evidenziate nella tabella che segue.
CONTO ECONOMICO
B)
COSTI OPERATIVI
IX
COSTI DELLA GESTIONE CORRENTE
IX 3)
Costi per l’attività editoriale
IX 5)
Acquisto materiali di consumo per laboratori
IX 8)
Acquisto di servizi e collaborazioni tecnico gestionali
IX 9)
Acquisto altri materiali
IX 11)
Costi per il godimento di beni di terzi
35
Nell’ambito delle registrazioni contabili attinenti le operazioni di acquisto, in cui assume un indubbio
rilievo la presenza dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA)13, saranno esaminati oltre ai temi della
liquidazione e del pagamento, anche quelli degli oneri accessori di acquisto (in particolare i costi
trasporto), delle variazioni (ad esempio: i resi su acquisti e gli sconti e abbuoni) e gli acconti a
fornitori. Saranno infine proposti esempi di scritture contabili rappresentative delle fattispecie più
significative di applicazione dell’IVA.
4.2. Il momento della rilevazione
Le rilevazioni contabili attinenti le fatture di acquisto prevedono due momenti:
-
il ricevimento della fattura che è il documento in cui sono indicate le caratteristiche
quantitative
(in termini sia fisici che monetari) e qualitative utili a definire l’oggetto
dell’acquisto effettuato;
-
il pagamento con cui si chiude il ciclo dell’operazione di acquisto.
Il ricevimento della fattura è alla base del momento della liquidazione in cui viene svolta la verifica
della corrispondenza dei dati della fattura con la prestazione effettivamente ottenuta dal fornitore
e vengono rilevati in contabilità i costi per l’acquisizione dei fattori produttivi, il debito nei confronti
del fornitore e, in relazione all’applicazione dell’IVA l’eventuale rapporto di debito o credito verso
l’Erario.
A titolo di esempio in caso di acquisto di materiali di consumo generici per 1.000 euro, nell’ambito
dell’attività istituzionale e in regime di split payment, la registrazione contabile che ne consegue è
la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Acquisto altri materiali
D
1.220,00
../../200n
Debiti verso fornitori
A
1.000,00
../../200n
Erario c/IVA split payment istituzionale
A
220,00
c/liquidazione
Dopo aver definito, nella fase di liquidazione e in base al documento ricevuto
(fattura o
eventualmente ricevuta), quanto effettivamente dovuto al fornitore prende il via la fase del
pagamento o regolamento che tipicamente in Ateneo avviene a mezzo di bonifico bancario o
eventualmente, per acquisti di minore importanza per cassa.
Con riferimento all’esempio proposto in precedenza la scrittura contabile che ne scaturisce, in caso
di pagamento tramite bonifico bancario è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso fornitori
D
1.000,00
../../200n
Depositi bancari
A
1.000,00
13 L’IVA si applica sulle cessioni di beni nel territorio dello Stato e le prestazioni di servizi da parte di soggetti residenti,
effettuate nell’esercizio di imprese o nell’esercizio di arti e professioni. Si applica inoltre sugli acquisti intracomunitari
e sulle importazioni da chiunque effettuate.
36
Possono esserci acquisti in valuta che danno origine al momento del pagamento a differenze cambio
(positive o negative). Il tema della valutazione delle poste in valuta (crediti e debiti) è trattato nel
capitolo 18.
4.3. I costi di trasporto
Nel caso di acquisto di materiali di consumo e di merci i costi di trasporto costituiscono il più
rilevante tra i costi accessori14.
Con riferimento all’acquisto di beni, il trasporto può essere effettuato dal fornitore con propri mezzi
di trasporto, da un vettore o dall’Ateneo con mezzi propri (in questo caso i costi del trasporto sono
a carico dell’Ateneo). Nei primi due casi il costo del trasporto può essere a carico del venditore o del
compratore a seconda di quanto stabilito contrattualmente15.
Se il costo di trasporto è a carico del compratore (l’Ateneo) ed è evidenziato in fattura, va portato,
se possibile, ad incremento del valore del bene e perciò registrato nel relativo conto degli acquisti.
Se il costo di trasporto è a carico del compratore (l’Ateneo) e viene addebitato da un vettore (ad
esempio uno spedizioniere) è tassativo portare il costo ad incremento del valore del bene solo se si
tratta di un acquisto di immobilizzazioni, diversamente il costo viene registrato in un conto acceso
ai costi di trasporto.
Si consideri il caso di una fattura di uno spedizioniere per il trasporto di una partita di materiali di
laboratorio da utilizzare in ambito di attività istituzionale. I costi di trasporto si ipotizzano pari a 80
euro più IVA del 22% (operazione in regime di split payment). La scrittura contabile è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Costi di trasporto
D
97,60
../../200n
Debiti verso fornitori
A
80,00
../../200n
Erario c/IVA split payment istituzionale
A
17,60
c/liquidazione
4.4. I resi su acquisti
Sempre con riferimento all’acquisto di beni, nel momento della verifica che i beni acquistati
corrispondano per quantità, tipologia e qualità agli ordini di acquisto emessi dall’Ateneo si può
riscontrare la presenza di beni difettosi o di beni che non corrispondono alla tipologia richiesta per
errori di spedizione da parte del venditore.
In questi casi i beni vengono in tutto o in parte restituiti e a fronte dell’emissione di una nota di
accredito da parte del fornitore e si rileva uno storno dei costi, dei debiti e dell’IVA in precedenza
registrati.
14 Per le varie fattispecie di costi accessori nel caso di acquisto di immobilizzazioni si rinvia al capitolo 15 che tratta
della valutazione delle immobilizzazioni tecniche.
15 Se il trasporto è a carico del venditore la clausola commerciale applicata è merce Franco Magazzino Compratore, se
invece il costo del trasporto è a carico del compratore la clausola commerciale è merce Franco Magazzino Venditore.
37
Con riferimento all’esempio del paragrafo 4.2. si ipotizzi che l’Ateneo abbia provveduto a rendere
al fornitore materiali di consumo per 100.
L’Ateneo potrebbe scegliere di rettificare direttamente il conto Acquisti di materiali di consumo o
di rettificare indirettamente rilevando la variazione su un conto Resi su acquisti o Resi a fornitori.
Le scritture contabili nelle due diverse ipotesi sono le seguenti:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso fornitori
D
100,00
../../200n
Erario c/IVA split payment istituzionale
D
22,00
c/liquidazione
../../200n
Acquisto altri materiali
A
122,00
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso fornitori
D
100,00
../../200n
Erario c/IVA c/liquidazione split payment
D
22,00
istituzionale
../../200n
Resi su acquisti
A
122,00
4.5. Gli sconti e abbuoni
Un altro caso di variazione rispetto alla originaria rilevazione dell’acquisto si presenta quando,
successivamente all’acquisto vengono riconosciuti sconti o abbuoni da parte del fornitore16. Gli
sconti possono essere condizionati o incondizionati a seconda che siano concessi o meno al
verificarsi di determinate condizioni (ad esempio il pagamento in contanti o comunque a breve, in
pochi giorni, rispetto ai termini di dilazione normalmente concessi sul mercato17) mentre gli abbuoni
si riferiscono in genere a riduzioni di prezzo concesse dal fornitore a seguito di difformità dei beni
consegnati per quantità o qualità.
Gli sconti e abbuoni concessi dal fornitore dopo l’emissione e l’invio della fattura di acquisto sono
di norma soggetti a nota di variazione.
Si supponga che l’Ateneo riceva da un fornitore una nota di accredito successiva all’emissione della
fattura di acquisto per abbuono di 50 euro per difformità riscontrate sulla qualità dei beni. La
scrittura contabile sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso fornitori
D
50,00
../../200n
Erario c/IVA split payment istituzionale
D
11,00
c/liquidazione
../../200n
Acquisto altri materiali
A
61,00
16 Gli sconti possono anche essere evidenziati in fattura e in questo caso contribuiscono a ridurre l’importo imponibile
e complessivo della fattura stessa.
17 Gli sconti concessi sul prezzo di listino per pagamento in contanti devono essere evidenziati in fattura e rilevati in un
apposito conto.
38
O in alternativa, volendo evidenziare l’ammontare dello sconto o abbuono in un apposito conto, la
scrittura contabile sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso fornitori
D
50,00
../../200n
Erario c/IVA split payment istituzionale
D
11,00
c/liquidazione
../../200n
Sconti, abbuoni e arrotondamenti attivi
A
61,00
Se di piccolo importo gli sconti e abbuoni non evidenziati in fattura possono essere rilevati in fase di
pagamento senza che sia emessa una nota di variazione.
4.6. Acconti a fornitori
Nell’ambito delle operazioni di acquisto di beni di consumo, di immobilizzazioni o anche di servizi il
fornitore può chiedere che al momento della sottoscrizione del contratto di acquisto e/o dell’ordine
sia versato un anticipo.
Il versamento dell’acconto è normalmente soggetto ad IVA e rappresenta un credito dell’Ateno nei
confronti del fornitore che andrà ad estinguersi con l’esecuzione della prestazione da parte di
quest’ultimo.
Saranno utilizzati conti distinti per gli acconti i a fronte dell’acquisto di immobilizzazioni e quelli
relativi all’acquisto di beni di consumo o di servizi: i primi saranno esposti nell’attivo dello Stato
Patrimoniale tra le immobilizzazioni immateriali e materiali a seconda della tipologia di acquisto e i
secondi nell’attivo circolante.
Si faccia il caso dell’emissione di un ordine di acquisto di materiali di consumo di laboratorio che
presentano delle caratteristiche specifiche richieste dall’Ateneo, in ambito attività istituzionale, per
un importo di 50.000 euro più IVA del 22% per cui il fornitore richiede il versamento di un acconto
del 30%.
Al momento del versamento dell’acconto al fornitore, in regime di split payment, si effettuano le
seguenti rilevazioni:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Acconti a fornitori per l’acquisto di beni e
D
18.300,00
servizi
../../200n
Debiti verso fornitori
A
15.000,00
../../200n
Erario c/IVA split payment istituzionale
A
3.300,00
c/liquidazione
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso fornitori
D
15.000,00
../../200n
Depositi bancari
A
15.000,00
Al momento del ricevimento della fattura a saldo la registrazione contabile sarà la seguente:
39
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Acquisto materiali di consumo per
D
61.000,00
laboratori
../../200n
Acconti a fornitori per l’acquisto di beni e
A
18.300,00
servizi
../../200n
Debiti verso fornitori
A
35.000,00
../../200n
Erario c/IVA split payment istituzionale
A
7.700,00
c/liquidazione 18
4.7. Scritture contabili esemplificative
Una prima variabile relativa all’applicazione dell’Imposta sul Valore Aggiunto che porta a
differenziare le scritture di acquisto di beni e servizi nelle università riguarda la distinzione tra gli
acquisti effettuati da fornitori nazionali, fornitori appartenenti a paesi dell’Unione Europea (o
fornitori UE) e fornitori non appartenenti a paesi dell’Unione Europea (fornitori extra UE).
Una ulteriore variabile riguarda l’ambito di attività in cui viene effettuato l’acquisto ossia gli acquisti
in attività istituzionale piuttosto che in attività commerciale. Come è noto l’IVA dovuta per acquisti
nell’ambito dell’attività istituzionale è indetraibile e costituisce un costo per l’Ateneo, mentre l’IVA
dovuta per acquisti nell’ambito dell’attività commerciale, fatta salva la quota indetraibile dovuta al
pro rata, può essere portata in detrazione dell’IVA a debito.
Infine bisogna sottolineare come l’introduzione del regime del split payment per le amministrazioni
pubbliche ha recentemente modificato la gestione dell’IVA delle stesse, facendo sì che l’IVA sugli
acquisti di beni e servizi da fornitori nazionali, quando presente, non venga pagata ai fornitori ma
venga direttamente versata dall’Ateneo all’Erario.
Questo cambiamento comporta che al momento della registrazione della fattura si rilevi il debito
verso il fornitore per l’importo imponibile e contemporaneamente il debito verso l’Erario per l’IVA
che dovrà essere successivamente versata all’Erario dall’Ateneo.
Permangono operazioni di acquisto al di fuori del regime di split payment, marginali nella loro
frequenza ed entità, per le quali l’IVA viene pagata al fornitore per cui al momento della
registrazione della fattura si rileva il debito verso il fornitore per un importo comprensivo
dell’imponibile e dell’ IVA.
Si vogliono di seguito presentare alcuni esempi di scritture contabili relative a operazioni di acquisto
di beni e servizi che si differenziano primariamente in funzione della nazionalità del fornitore
(fornitore nazionale, fornitore estero UE e fornitore estero extra UE) e dell’ambito (istituzionale o
commerciale) dell’acquisto.
18 Il software contabile nella rilevazione della scrittura di saldo dell’acconto propone automaticamente due
registrazioni sul conto Erario c/IVA c/liquidazione split payment istituzionale: una in dare per l’importo dell’IVA
sull’anticipo (3.300 euro in questo esempio) e una in avere per l’importo dell’IVA sul totale complessivo della fattura
(11.000 euro in questo esempio).
40
4.7.1. Gli acquisti di beni e servizi da fornitori nazionali
Nel caso di acquisti da fornitori nazionali diventa rilevante, oltre al campo di attività, la distinzione
tra acquisti in regime di split payment (in concreto ampiamente prevalenti) e acquisti al di fuori del
regime di split payment.
Caso di acquisto di beni in attività istituzionale da fornitore nazionale in regime di split payment
Si consideri il caso dell’acquisto da parte di un dipartimento dell’area medica di una partita di
materiali di laboratorio per euro 5.000 più IVA del 22% da utilizzare in ambito istituzionale. La
scrittura contabile sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Acquisto materiali di consumo per
D
6.100,00
laboratori
../../200n
Debiti verso fornitori
A
5.000,00
../../200n
Erario c/IVA split payment istituzionale
A
1.100,00
c/liquidazione
Casi di acquisto di servizi in attività istituzionale da fornitore nazionale in regime di split payment
Si consideri il caso di un servizio di vigilanza richiesto da un dipartimento dell’Ateneo in occasione
di un evento per un importo di euro 400 + IVA del 22%. La scrittura contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Servizio di vigilanza
D
488,00
../../200n
Debiti verso fornitori
A
400,00
../../200n
Erario c/IVA split payment istituzionale
A
88,00
c/liquidazione
Si consideri il caso del costo di un’utenza di energia elettrica per una sede dell’Ateneo per un
importo di 600 euro più IVA del 22%. La scrittura contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Utenze e canoni per energia elettrica
D
732,00
../../200n
Debiti verso fornitori
A
600,00
../../200n
Erario c/IVA split payment istituzionale
A
132,00
c/liquidazione
Caso di acquisto di servizi in attività istituzionale da fornitore nazionale al di fuori del regime di
split payment
Si consideri il caso dell’acquisto, da una organizzazione senza fine di lucro, di un servizio di
accompagnamento e supporto di studenti disabili per un importo di euro 1.100 più IVA del 22%. In
questo caso l’IVA, viene pagata al fornitore che quindi esercita la rivalsa.
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Altri servizi da terzi
D
1.320,00
../../200n
Debiti verso altri soggetti privati
A
1.320,00
41
Caso di acquisto di beni in attività commerciale da fornitore nazionale in regime di split payment
Si consideri il caso di acquisto da parte di un dipartimento di area scientifica di una fornitura di
materiali di laboratorio da impiegare in attività commerciale per un importo di euro 10.000 più IVA
del 22%. Per l’anno corrente si ipotizza un pro rata di detraibilità IVA dell’88 % per cui la quota di
IVA indetraibile corrisponde al 12% dell’aliquota IVA ovvero al 2,64% dell’imponibile. Il software
contabile propone le due seguenti scritture contabili:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Acquisto materiali di consumo per
D
10.000,00
laboratori
../../200n
IVA a credito
D
1.936,00
../../200n
IVA indetraibile (pro rata)
D
264,00
../../200n
Debiti verso fornitori
A
12.200,00
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso fornitori
D
2.200,00
../../200n
IVA a debito
A
2.200,00
La prima scrittura è la tradizionale scrittura di acquisto in attività commerciale con applicazione
anche del pro rata mentre la seconda, in vigenza del regime di split-payment ha la funzione di ridurre
il debito verso i fornitori e contemporaneamente di rettificare indirettamente l’IVA a credito che di
fatto non viene pagata ai fornitori.
Una scrittura contabile alternativa che sintetizza gli effetti dell’operazione potrebbe invece essere
la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Acquisto materiali di consumo per
D
10.000,00
laboratori
../../200n
IVA a credito
D
1.936,00
../../200n
IVA indetraibile (pro rata)
D
264,00
../../200n
Debiti verso fornitori
A
10.000,00
../../200n
Erario c/IVA c/liquidazione
A
2.200,00
Questa scrittura evidenzierebbe in modo più chiaro il costo a carico dell’Ateneo, l’IVA a carico
dell’Ateneo rappresentata dall’IVA indetraibile pro rata che corrisponde al saldo tra Iva a credito e
IVA a debito e l’importo che sarà effettivamente corrisposto al fornitore.
42
Caso di acquisto di servizio in attività commerciale da fornitore nazionale al di fuori del regime
di split payment
Se si esce dal regime di split payment la scrittura contabile di acquisto in ambito attività commerciale
assume la sua fisionomia tradizionale.
Si consideri quindi, in ambito di attività commerciale, il caso dell’acquisto dall’associazione regionale
allevatori di un servizio di analisi completa di un terreno per un importo di 5.000 euro più IVA del
22%, pro rata di detraibilità dell’88%. Di seguito la scrittura contabile:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Altri servizi da terzi
D
5.000,00
../../200n
IVA a credito
D
968,00
../../200n
IVA indetraibile (pro rata)
D
132,00
../../200n
Debiti verso altri soggetti privati
A
6.100,00
4.7.2. Gli acquisti di beni e servizi da fornitori UE
Nel caso degli acquisti da fornitori UE diventa rilevante l’integrazione della fattura di acquisto
intracomunitaria con l’IVA e la distinzione degli acquisti fatti alternativamente in ambito
istituzionale e commerciale.
Caso acquisto di beni in attività istituzionale da un fornitore di un paese UE
Si consideri l’acquisto in attività istituzionale di materiali di consumo per un laboratorio biomedico
da un fornitore UE per un importo di 24.000 euro. In questo caso si integra la fattura di acquisto
applicando, per ipotesi, l’aliquota IVA del 22%. La scrittura contabile sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Acquisto materiali di consumo per
D
24.400,00
laboratori
../../200n
Debiti verso fornitori
A
20.000,00
../../200n
Erario c/IVA istituzionale intra/extra UE
A
4.400,00
c/liquidazione
Caso acquisto di servizi in attività istituzionale da un fornitore di un paese UE
Si consideri l’acquisto in attività istituzionale di licenze di software annuali da un fornitore UE per
un importo di 1.000 euro. Anche In questo caso si integra la fattura di acquisto applicando, per
ipotesi, l’aliquota IVA del 22%. La scrittura contabile sarà la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Licenze software annuali
D
1.220,00
../../200n
Debiti verso fornitori
A
1.000,00
../../200n
Erario c/IVA istituzionale intra/extra UE
A
220,00
c/liquidazione
43
Caso acquisto di servizi in attività commerciale da un fornitore di un paese UE
Si consideri, in ambito di attività commerciale il caso di un acquisto di un servizio di analisi di
campioni di terreno da un fornitore intra UE. L’importo pattuito per il servizio è di 200 euro. In
questo caso si integra la fattura con l’aliquota IVA di riferimento del 22%. Per l’anno corrente si
ipotizza un pro rata di detraibilità dell’88%. Per questa operazione, il software di contabilità genera
le seguenti scritture contabili:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Altri servizi da terzi
D
200,00
../../200n
IVA a credito
D
38,72
../../200n
IVA indetraibile (pro rata)
D
5,28
../../200n
Debiti verso fornitori
A
244,00
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso fornitori
D
44,00
../../200n
IVA a debito
A
44,00
4.7.3. Gli acquisti di beni e servizi da fornitori extra UE
Nel caso degli acquisti da fornitori extra UE diventa rilevante per i beni la presenza dell’IVA pagata
in dogana e per i servizi la registrazione di un’autofattura di acquisto per rilevare l’IVA, permane
la rilevanza della distinzione degli acquisti fatti alternativamente in ambito istituzionale e
commerciale.
Caso acquisto in attività istituzionale di beni da fornitore di un paese Extra UE con sdoganamento
effettuato da uno spedizioniere
Si effettua l’acquisto di una partita di materiali di laboratorio in ambito di attività istituzionale da un
fornitore di un paese Extra UE per un importo di 2.500,00 euro. I materiali vengono sdoganati da
uno spedizioniere che versa l’IVA (aliquota 22%) per conto dell’Ateneo assieme agli altri oneri
doganali che sono non imponibili o esclusi IVA per un totale di 615 euro. La scrittura che rileva il
costo e il debito verso il fornitore dei materiali di consumo di laboratorio è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Acquisto materiali di consumo per
D
2.500,00
laboratori
../../200n
Debiti verso fornitori
A
2.500,00
La scrittura contabile relativa alla fattura dello spedizioniere prevede anche l’imputazione dei costi
relativi all’IVA pagata dallo stesso in dogana e va attribuita al conto acquisti materiali di consumo di
laboratorio (si tratta infatti di IVA ed altri oneri accessori). La scrittura contabile sarà:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Acquisto materiali di consumo per
D
615,00
laboratori
../../200n
Debiti verso fornitori
A
615,00
44
Caso acquisto in attività istituzionale di servizi da fornitore di un paese Extra UE
Si consideri l’acquisto in attività istituzionale di un servizio per la pubblicazione di una monografia
da un fornitore Extra UE per un importo di 800 euro. In questo caso si emette autofattura di acquisto
per rilevare l’IVA per cui si ipotizza di applicare l’aliquota del 22%. La scrittura contabile sarà la
seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Costi per pubblicazioni di Ateneo
D
976,00
../../200n
Debiti verso fornitori
A
800,00
../../200n
Erario c/IVA istituzionale intra/extra UE
A
176,00
c/liquidazione
Caso acquisto in attività commerciale di beni da fornitore di un paese Extra UE
Si consideri, in ambito di attività commerciale il caso di un acquisto di materiali di consumo per
attrezzature informatiche per un ammontare di 700 euro. L’Ateneo provvede direttamente a
sdoganare la partita di materiali versando l’IVA in dogana. Per l’anno corrente si ipotizza un pro rata
di detraibilità dell’88%. Una rappresentazione semplificata delle scritture contabili che scaturiscono
da queste operazioni è la seguente:
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Acquisto altri materiali
D
700,00
../../200n
Debiti verso fornitori
A
700,00
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Iva a credito
D
154,00
../../200n
Depositi bancari
A
154,00
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
IVA indetraibile (pro rata)
D
18,48
../../200n
Iva a credito
A
18,48
Con la prima scrittura si rileva il costo di acquisto dei materiali e il debito verso il fornitore. Con la
seconda scrittura si rileva l’ammontare dell’IVA pagata in dogana che costituisce IVA a credito e con
la terza si rettifica quest’ultimo importo per la quota di IVA indetraibile dovuta al pro rata.
Caso acquisto in attività commerciale di servizi da fornitore di un paese Extra UE
Si consideri, in ambito di attività commerciale il caso di un acquisto di un servizio di revisione
linguistica reso da un fornitore Extra UE. L’importo pattuito per il servizio è di 200 euro In questo
caso si emette un’autofattura di acquisto per rilevare l’IVA per cui si ipotizza di applicare l’aliquota
del 22% e che il pro rata di detraibilità sia dell’88%. Da questa operazione, il software contabilità
genera le seguenti scritture contabili:
45
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Altri servizi da terzi
D
300,00
../../200n
IVA a credito
D
58,08
../../200n
IVA indetraibile (pro rata)
D
7,92
../../200n
Debiti verso fornitori
A
366,00
Data
Conto
D/A
Dare
Avere
../../200n
Debiti verso fornitori
D
66,00
../../200n
IVA a debito
A
66,00
46
Capitolo 5 - Il costo del personale
Nel D.I. 19/2014 non vi è alcun riferimento diretto al costo del personale e alle relative passività se
non negli schemi di bilancio. Per cui secondo le disposizione dell’art. 1 comma 3 del medesimo
decreto, in mancanza di specifiche disposizioni si fa riferimento alle disposizioni del Codice Civile e
ai Principi Contabili Nazionali emanati dall’OIC.
Il tema del costo del personale non è trattato direttamente neanche nella versione integrale e
coordinata del Manuale Tecnico Operativo che ne parla però indirettamente quando tratta dei Fondi
per rischi e oneri attinenti gli oneri del personale o quando contempla i costi del personale tra i costi
suscettibili di capitalizzazione nella produzione interna di immobilizzazioni immateriali e materiali.
Assume invece un certo rilievo la pubblicazione da parte della Commissione COEP delle Note
Tecniche n. 1 attinenti la “Tipologia delle voci di ricavi e costi nel conto economico” che definiscono,
seppur sinteticamente, i contenuti delle voci relative al costo del personale previste nello schema di
Conto Economico19.
5.1. I contenuti del costo del personale nel bilancio delle università
Nella tabella che segue sono messe a confronto le voci del Conto Economico riferibili al costo del
personale nello schema di Conto Economico previsto dal D.I. 19/2014 e in quello civilistico.
I costi del personale in conto economico
Secondo il D.I. 19/2014
Secondo il Codice Civile
B)
Costi operativi
B)
Costi della produzione
…..
…..
B)
Costi del personale
B) 9)
Per il personale
VIII
B)
Costi del personale dedicato alla
a)
Salari e stipendi
VIII
didattica e alla ricerca
1)
a)
Docenti/ricercatori
b)
Oneri sociali
b)
Collaborazioni
scientifiche
c)
Trattamento di fine rapporto
(collaboratori, assegnisti, ecc.)
c)
Docenti a contratto
d)
Trattamento di quiescenza e simili
d)
Esperti linguistici
e)
Altri costi
e)
Altro personale dedicato alla
didattica e alla ricerca
B)
Costi del personale dirigente e
VIII
tecnico-amministrativo
2)
B) XI
Accantonamenti per rischi e oneri
La considerazione tra le voci attinenti il personale degli accantonamenti per rischi e oneri nei bilanci
universitari, sebbene non siano componenti del costo del personale, non si evince dall’analisi dello
19 Le Note Tecniche n. 1 danno anche chiara indicazione circa l’esclusione dell’IRAP sul costo del personale dal costo
del personale stesso e sulla sua collocazione in Conto Economico alla voce F) IMPOSTE SUL REDDITO DELL’ESERCIZIO
CORRENTI, DIFFERITE, ANTICIPATE.
47
schema di conto economico previsto dal D.I. 19/2014, ma è confermata, come evidenziato in
precedenza, dal Manuale Tecnico Operativo.
Nello schema del D.I. 19/2014 il costo del personale è articolato in due livelli: al primo livello
(numero arabo) vi è la distinzione tra costo del personale dedicato alla didattica e alla ricerca e costo
del personale dirigente e tecnico-amministrativo e, al secondo livello (lettera minuscola) per il
personale dedicato alla didattica e alla ricerca, vi è una suddivisione ulteriore che evidenzia le
diverse tipologie di figure di personale impegnato nelle attività “core” degli atenei.
Dal confronto dell’esposizione delle voci nei due schemi si evidenzia, per i bilanci universitari, una
nozione di personale più ampia di quella civilistica che fa riferimento solo al personale dipendente
e a quello interinale: si pensi ad esempio, per gli atenei con riferimento al personale dedicato a alla
didattica e alla ricerca, al caso dei collaboratori ed assegnisti nell’ambito delle collaborazioni
scientifiche, dei docenti a contratto, eccetera.
Manca nei bilanci universitari una suddivisione per natura (stipendi, oneri sociali, trattamento di
fine rapporto, eccetera) delle voci che vanno a comporre il costo del personale così come invece
evidenziato nello schema di conto economico civilistico.
Sicuramente vanno comprese nel costo del personale le componenti della retribuzione e degli oneri
previdenziali e di sicurezza sociale ma per poter delineare con maggior precisione il contenuto della
voce costo del personale bisogna considerare altre voci evidenziate nello schema civilistico ed in
particolare il TFR e gli altri costi del personale.
Può essere utile un rapido esame dei costi previsti per le voci civilistiche come evidenziato nella
tabella successiva.
Contenuto delle voci del costo del personale secondo il codice civile e i principi contabili dell’OIC
Voci
Contenuti
B.9 Per il personale
Costi sostenuti nel corso dell’esercizio per il personale dipendente, ivi incluso il
lavoro interinale.
B.9.a.
Salari
e
Salari e stipendi (comprensivi di tutti gli elementi fissi e variabili che entrano a
stipendi
comporre la retribuzione per legge e/o per contratto) comprensivi delle quote
maturate e non corrisposte relative a mensilità aggiuntive e ferie maturate e non
godute, al lordo di ritenute per imposte ed oneri sociali a carico del dipendente.
Si comprendono anche i compensi per il lavoro straordinario, le indennità e tutti gli
altri elementi che compongono la retribuzione lorda risultante in busta paga (es:
indennità per rischio, indennità sostitutiva di mensa, indennità di trasferta,
indennità di mancato preavviso, premi aziendali, ecc.).
B.9.b. Oneri sociali
Oneri a carico dell’impresa da corrispondere ai vari enti previdenziali ed assicurativi
(INPS, INAIL, INPDAI, ecc.), al netto degli importi “fiscalizzati” in base alle disposizioni
di legge sulla fiscalizzazione degli oneri sociali. Si comprendono anche gli oneri
sociali afferenti le quote delle mensilità aggiuntive e ferie non godute maturate ma
non corrisposte.
B.9.c. Trattamento
Accantonamento, di competenza dell’esercizio, per il trattamento di fine rapporto
di fine rapporto
(TFR) a favore dei dipendenti ai sensi dell’art. 2120 del codice civile. Comprende
anche l’importo del TFR maturato a favore di dipendenti il cui rapporto di lavoro è
venuto a cessare nel corso dell’esercizio.
48
B.9.d. Trattamento
Accantonamenti ad eventuali fondi di previdenza integrativa diversi dal TFR e
di quiescenza e
previsti in genere dai contratti collettivi di lavoro, da accordi aziendali o da norme
simili
aziendali interne.
B.9.e. Altri costi
Altri costi relativi, direttamente o indirettamente al personale dipendente, che non
siano iscritti nelle precedenti sottovoci o nelle voci B.6. (costi per materie prime,
sussidiarie, di consumo e merci), B.7. (costi per servizi), B.8. (costi per il godimento
di beni di terzi), o che trovano più appropriata collocazione alla voce B.14. (oneri
diversi di gestione).
Esempi di altri costi: indennità per prepensionamento versate al personale ed altre
forme di incentivi all’esodo; quote associative versate a favore dei dipendenti - es.:
quote di iscrizione ad ordini professionali, ad associazioni e circoli privati vari-; borse
di studio a favore dei dipendenti e dei loro familiari; oneri di utilità sociale che si
concretizzano in erogazioni dirette a favore dei dipendenti.
Di seguito alla prima, una tabella relativa a voci di costo attinenti il personale ma escluse dal costo
del personale secondo le indicazioni dei principi contabili nazionali emanati dall’OIC.
Voci attinenti il personale ma escluse dal costo per il personale secondo codice civile e principi
contabili dell’OIC (esempi)
Voci
Contenuti
B.6. Costi per m. p.,
Costi per i beni destinati alle mense, asili o circoli ricreativi per il personale (vestiario,
sussidiarie,
di
generi alimentari, farmaci, oggetti per regali).
consumo e merci
B.7. Costi per servizi
Costi per il personale distaccato presso l’azienda e dipendente da altre aziende (il
corrispondente ricavo, per l’azienda da cui dipende il personale distaccato, è
classificabile negli altri proventi e ricavi diversi).
Costi per prestazioni di personale esterno ed altre prestazioni d’opera per mense
aziendale, colonie, asili, circoli ricreativi, ecc.
Costi di mense gestite da terzi in base a contratti di appalto o di somministrazione o
di altre forme di convenzione al netto dei costi addebitati ai dipendenti.
Costi di buoni pasto distribuiti ai dipendenti.
Costi per corsi di formazione a aggiornamento professionale dei dipendenti.
Costi per vitto e alloggio di dipendenti in trasferta.
Si vedano nella tabella seguente le indicazioni fornite dalle Note Tecniche n.1 della Commissione
COEP riguardo al contenuto delle voci di bilancio attinenti il personale.
Voci
Contenuti
B) COSTI OPERATIVI
VIII) COSTI DEL PERSONALE
1) Costi del personale dedicato
alla didattica e alla ricerca
a) docenti/ricercatori
Competenze fisse al personale docente/ricercatore
Competenze per supplenze personale docente/ricercatore
Compensi per attività commerciale al personale docente/ricercatore
Competenze per indennità di rischio al personale docente/ricercatore
Premialità personale docente/ricercatore
Altre competenze accessorie al personale docente/ricercatore
Contributi obbligatori a carico Ente per il personale (esclusa IRAP)
49
b) collaborazioni scientifiche
Assegni di ricerca
(collaboratori, assegnisti,
Collaborazioni coordinate e continuative scientifiche
ecc.)
Collaborazioni esterne scientifiche di tipo occasionale
Contributi obbligatori a carico Ente per il personale (esclusa IRAP)
c) docenti a contratto
Docenti a contratto
Incarichi insegnamento docenti altri atenei
Contratti per attività di supporto alla didattica
Contributi obbligatori a carico Ente per il personale (esclusa IRAP)
d) esperti linguistici
Esperti linguistici a tempo indeterminato
Esperti linguistici a tempo determinato
Indennità TFR esperti linguistici
Contributi obbligatori a carico Ente per il personale (esclusa IRAP)
e) altro personale dedicato
Altre collaborazioni per ricerca e didattica
alla didattica e alla ricerca
Visiting professor
Operai agricoli stagionali
Indennità TFR operai agricoli stagionali
Contributi obbligatori a carico Ente per il personale (esclusa IRAP)
2) Costi del personale dirigente e
Competenze fisse al personale dirigente e tecnico-amministrativo
tecnico-amministrativo
Compensi per attività commerciale al personale dirigente
e
tecnico/amministrativo
Indennità TFR personale dirigente e PTA20
Costi per buoni pasto21
Oneri previdenza integrativa
Contributi obbligatori a carico Ente per il personale (esclusa IRAP)
Dalla lettura congiunta delle tabelle in precedenza esposte emerge che le componenti del costo del
personale per gli atenei sono:
-
le competenze fisse e accessorie che costituiscono la retribuzione lorda;
-
i contributi previdenziali e di sicurezza sociale obbligatori;
-
l’accantonamento del TFR quando previsto;
-
eventuali oneri a carico ente di previdenza integrativa per il personale dirigente e tecnico
amministrativo;
-
i costi dei buoni pasto per il personale dirigente e tecnico amministrativo, per i collaboratori
ed esperti linguistici e per gli operai agricoli22.
-
è invece escluso dal costo del personale il costo dell’IRAP determinato applicando la relativa
aliquota alla retribuzione lorda in fase di liquidazione periodica degli stipendi.
Il Manuale Tecnico Operativo, trattando dei Fondi per rischi e oneri relativi al personale precisa che
gli oneri per cui la determinazione dell’importo e del beneficiario fosse certa, in quanto derivante
da parametri conosciuti e a favore di beneficiari definiti alla data di chiusura del bilancio o comunque
prima della conclusione dell’iter per la predisposizione del progetto di bilancio da inviare in
20 Non risulta che al personale dirigente e al personale tecnico-amministrativo spetti un’indennità dì trattamento di
fine rapporto con oneri a carico dell’ateneo.
21 Il beneficio dei buoni pasto spetta non solo al personale dirigente e tecnico-amministrativo ma anche ai
collaboratori ed esperti linguistici e agli operai agricoli.
22 Questa voce è esclusa dal costo del personale in analogia a quanto avviene per il costo del personale nel bilancio
civilistico e inclusa tra gli Altri costi.
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