MANUALE DI PROGETTAZIONE PER STRUTTURE IN ACCIAIO INOSSIDABILE. QUARTA EDIZIONE (2017) - 4

 

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MANUALE DI PROGETTAZIONE PER STRUTTURE IN ACCIAIO INOSSIDABILE. QUARTA EDIZIONE (2017) - 4

 

 

Tabella 2.7 Proprietà fisiche a temperatura ambiente, stato ricotto
Grado
Densità
Dilatazione
Conducibilit
Capacità
di
(kg/m3)
termica da 20°
à termica
termica
acciai
a 100°C (10-
(W/m °C)
(J/kg °C)
o
6/ °C)
1.4301
7900
16
15
500
1.4307
7900
16
15
500
1.4401
8000
16
15
500
Austenitic
1.4318
7900
16
15
500
i
1.4404
8000
16
15
500
1.4541
7900
16
15
500
1.4571
8000
16,5
15
500
1.4062
7800
13
15
480
1.4162
7700
13
15
500
1.4362
7800
13
15
500
Duplex
1.4482
7800
13
13
500
1.4462
7800
13
15
500
1.4662
7700
13
15
500
1.4003
7700
10,4
25
430
1.4016
7700
10
25
460
Ferritici
1.4509
7700
10
25
460
1.4521
7700
10,4
23
430
1.4621
7700
10
21
460
Acciaio al
S355
7850
12
53
440
carbonio
Il coefficiente di dilatazione termica degli acciai austenitici è più alto di quello
dell’acciaio al carbonio di circa il 30%. Laddove questi due acciai siano impiegati
insieme bisogna tenere conto, nel progetto, del differenziale di dilatazione termica
delle diverse parti. La conducibilità termica degli acciai austenitici e duplex e pari a
circa il 30% della conducibilità termica dell’acciaio al carbonio. I gradi ferritici
hanno una conducibilità termica un po’ superiore, pari a circa il
50% della
conducibilità termica dell’acciaio al carbonio. Il coefficiente di dilatazione termica
dei gradi ferritici è molto più basso rispetto a quello degli austenitici e risulta molto
simile a quello dell’acciaio al carbonio.
I gradi duplex e ferritici sono magnetici, mentre i gradi austenitici allo stato ricotto
sono praticamente non magnetici. In casi particolari in cui sia necessaria una
permeabilià magnetica estremamente bassa si possono selezionare gradi austenitici
speciali e per la saldatura elettrodi in grado di annullare il contenuto di ferrite nel
giunto. Questi materiali di apporto consentono di ottenere il 100% di austenite in
saldatura. Un processo di severa lavorazione a freddo può innalzare la permeabilità
24
magnetica, specialmente nei gradi austenitici lean; un trattamento di ricottura può
comunque ristabilire le proprietà non-magnetiche di partenza.
2.5
Effetti della temperatura
Gli acciai austenitici sono impiegati per applicazioni criogeniche. Rispetto agli
acciai al carbonio i gradi austenitici mantengono una frazione più elevata della loro
resistenza al di sopra di 550°C circa. Tuttavia, il progetto di strutture soggette ad
altissima o bassissima temperatura per lunghi periodi esula dai fini di questo
Manuale. Molto più importanti, rispetto alle proprietà considerate in questo Cap. 3,
sono altre proprietà meccaniche e i diversi fenomeni di corrosione. Nella maggior
parte dei casi sono più adatti, per applicazioni in condizioni ad elevata temperatura,
altri gradi di acciai inossidabili rispetto a quelli qui considerati, per i quali si
dovrebbe far ricorso ad ulteriori approfondimenti.
Gli acciai duplex non possono essere impiegati a lungo termine per temperature
superiori a circa 250-300°C per la possibilità di infragilimento.
Il Cap. 8 tratta del progetto di strutture resistenti al fuoco e fornisce le proprietà
meccaniche e fisiche alle alte temperature.
2.6
Zincatura e contatto con zinco fuso
La zincatura a caldo dell’acciaio inossidabile non q consentita in quanto il contatto
con zinco fuso può infragilire l’acciaio inossidabile. Qualora ci sia rischio
d’incendio bisogna prendere delle precauzioni al fine di evitare che la zincatura
degli eventuali elementi di acciaio al carbonio zincati contamini l’acciaio
inossidabile e lo infragilisca. Analogamente bisogna evitare la zincatura di elementi
al carbonio successivamente al loro assemblaggio con elementi in acciaio
inossidabile.
2.7
Disponibilità dei tipi di prodotti
2.7.1
Generalità sui tipi di prodotti
Nastri, lamiere e barre sono tutti prodotti largamente disponibili nelle classi di
acciaio inossidabile trattate in questo Manuale. I gradi ferritici sono usualmente
disponibili in spessori fino a 4 mm circa.
I prodotti tubolari sono disponibili in acciaio inossidabile austenitico ed in alcuni
gradi duplex come 1.4462 e 1.4162. Sezioni tubolari facilmente reperibili nei gradi
ferritici standard 1.4003 e 1.4016. I prodotti in acciaio inossidabile più utilizzati
nelle applicazioni strutturali sono i tubolari formati a freddo ma sono anche
disponibili prodotti formati a caldo. Tubolari rettangolari possono anche essere
realizzati saldando due sezioni ad U pressopiegate.
Le sezioni aperte sono generalmente realizzate tramite formatura a freddo,
saldatura (ad arco o laser) o estrusione. Sono disponibili sezioni di varia forma
(angolari, sezioni a T, sezioni ad I, canalette) con dimensioni equivalenti alle travi
standard in acciaio al carbonio
(IPE, IPN, etc.) le sezioni più piccole sono
realizzate tramite laminazione a caldo mentre quelle più grandi tramite saldatura di
piani. Queste sezioni sono disponibili nei gradi austenitici standard
1.4301 e
1.4401; i gradi duplex sono disponibili per ordini speciali. Travi laminate a caldo
sono disponibili solo nei gradi 1.4301 e 1.4401.
Le dimensioni disponibili per le sezioni standard tubolari o aperte sono riportate
nei software e applicazioni per dispositivo mobile all’indirizzo www.steel-
stainless.org/designmanual.
25
Esistono diversi profilati laminati (angolari, profilati a C, a T, rettangolari cavi e ad
I) nei gradi austenitici standard, come ad es. 1.4301 e 1.4401, le qualità degli acciai
inossidabili duplex invece normalmente sono disponibili per ordini speciali.
Generalmente gli elementi possono essere fabbricati per formatura a freddo
(laminazione o piegatura) o assemblati mediante saldatura ad arco o laser.
Il materiale nella condizione di lavorato a freddo è disponibile in varie tipologie di
prodotto tra cui lamiere, nastri, barre e sezioni cave:
lamiere e nastri (spessori tipicamente ≤6.0 mm)
barre tonde (diametri da 5 mm a 60 mm)
sezioni cave quadrate e rettangolari
(dimensioni della sezione fino a
400 mm, spessori da 1,2 mm a 12,0 mm).
2.7.2 Formatura a freddo
E' importante verificare a priori, con i potenziali fornitori, i limiti della formatura a
freddo qualora si vogliano formare piastre laminate a caldo di spessore consistente.
L’acciaio inossidabile richiede carichi di formatura superiori rispetto all’acciaio al
carbonio e ha ritorni elastici differenti. La lunghezza degli elementi pressopiegati è
necessariamente limitata dalle dimensioni della macchina o dalla sua potenza nel
caso di materiali più spessi o più resistenti. I gradi duplex richiedono circa il
doppio del carico di formatura applicato ai materiali austenitici e di conseguenza la
serie degli elementi in duplex è più limitata, anche se grazie alla loro maggiore
resistenza possono essere più facilmente utilizzati in spessori ridotti. Inoltre, a
causa della minore duttilità dei materiali duplex, devono essere impiegati raggi di
piegatura superiori. Sezioni cave di piccolo spessore sono spesso realizzate per
rullatura e saldatura. Piastre laminate a caldo di acciaio austenitico di spessore fino
a
13 mm possono essere successivamente laminate per realizzare elementi
strutturali come ad esempio gli angolari. Ulteriori informazioni sono presenti nel
Cap. 11.5.2.
2.7.3 Laminazione a caldo
Piastre di acciaio inossidabile troppo spesse perché siano formate a freddo sono
scaldate e laminate per ottenere la forma finale. Questo processo di laminazione a
caldo è efficiente per lotti grandi di produzione. Piastre di spessori e larghezze
variabili in ampio range sono impiegate per realizzare componenti strutturali di
dimensioni medie e grandi. Sezioni aperte ed angolari sono comunemente
realizzate con questa tecnica. La laminazione a caldo può essere combinata con la
saldatura per ottenere sezioni più complesse, per esempio due sezioni canalari
possono essere saldate insieme per ottenere una sezione doppiamente simmetrica
come quella ad I. Sezioni cave di spessore importante sono spesso ottenute per
laminazione a caldo e saldatura.
2.7.4 Estrusione
Elementi estrusi in acciaio inossidabile sono realizzati a partire da barre e vergelle.
Se si desidera ottenere una sezione di forma non convenzionale (fuori catalogo)
questo può avere dei costi iniziali importanti e diventa efficiente solo per grossi
lotti di produzione. La dimensione massima ottenibile per estrusione dipende dal
produttore ma generalmente non supera i 330 mm di ingombro massimo. La
lunghezza degli elementi estrusi è generalmente fino a 10 m. Questa tecnica di
produzione può permettere la realizzazione di forme complesse che altrimenti
dovrebbero essere realizzate in officina a mezzo saldatura di elementi. È necessario
contattare preventivamente i produttori per definire i limiti dimensionali come ad
esempio spessori e raggi di curvatura minimi.
26
2.7.5 Saldatura
L’assemblaggio di un elemento strutturale tramite saldatura di piastre è impiegato
per sezioni non convenzionali, quando la quantità è piuttosto piccola o il
componente strutturale è molto grande. Esistono dei carpentieri con esperienza
nell’assemblaggio di elementi in acciaio inossidabile in grado di eseguire lavori di
carpenteria con i metodi standard di produzione.
I centri di servizio stanno aumentando la quantità disponibile di elementi strutturali
in acciaio inossidabile realizzati per saldatura (laser o ad arco) come gli angolari,
sezioni canalari, sezioni a T e sezioni cave. Tali sezioni sono generalmente
disponibili in acciaio austenitico con altezze fino a 400 mm. È possibile fabbricare
in duplex sezioni simili o anche di dimensioni maggiori.
2.7.6 Finitura superficiale
In determinate applicazioni, la finitura e l'aspetto delle superfici hanno un certo
rilievo per la resistenza a corrosione, l’estetica o il mantenimento della superficie
in condizioni di pulizia. La norma di prodotto EN 10088-4 e -5 (parti dedicate agli
impieghi strutturali) definisce i range di finitura superficiale, dalla finitura tal quale
da laminazione fino alla lucidatura a specchio. A ciascuna finitura si associa un
numero (1 per la finitura da laminazione a caldo, 2 per la finitura da laminazione a
freddo) seguito da una lettera. Sezioni strutturali aperte di spessore consistente
generalmente sono fornite con finitura 1D (laminato a caldo e decapato1). Per
applicazioni architettoniche sono generalmente impiegate superfici laminate a
freddo che hanno un aspetto superficiale più liscio rispetto ai laminati a caldo, per
esempio la finitura
2B (laminato a freddo, trattato termicamente, decapato e
“skinpassato”) è una finitura superficiale standard e poco costosa. Sono disponibili
finiture superficiali specificamente studiate per ottenere determinati effetti
architettonici.
Per ridurre il numero delle operazioni di finitura è buona norma scegliere già
dall’acquisto del materiale la finitura di acciaieria più vicina al risultato finale.
Quando per motivi architettonici l’aspetto superficiale sia di particolare importanza
bisogna tenere presente che anche piccole variazioni nel processo di produzione
possono causare differenze nell’aspetto superficiale, questo può accadere sia
passando da un produttore all’altro o anche da un lotto all’altro dello stesso
produttore, dunque il fornitore deve essere messo a conoscenza delle particolari
esigenze realizzative. È consigliabile che l’acquirente ed il produttore si accordino
preventivamente sullo stato superficiale richiesto, anche facendo uso di campioni
di riferimento. Le finiture brillanti mettono in evidenza qualunque asperità
superficiale mentre le superfici opache appaino più regolari e piatte. Un altro
aspetto da considerare in fase di progettazione è che passando da un gruppo di
acciaio inossidabile ad un altro
(austenitico, duplex o ferritico) si riscontrano
differenze di colore anche a parità di trattamento superficiale.
2.7.7 Collegamenti bullonati
Gli elementi per il collegamento più utilizzati sono in acciaio austenitico di classe
70, secondo la EN ISO 3506. Bisogna tenere in considerazione le restrizioni
dimensionali riportate nella EN ISO 3506. E' anche possibile utilizzare fissaggi
"speciali" ordinati su misura, offrendo in alcuni casi una soluzione economica.
1 Il decapaggio consiste nella rimozione di un sottile strato superficiale di metallo/ossidi mediante l’applicazione
di una miscela di acido nitrico e fluoridrico. In alternativa sono disponibili composti meno aggressivi presso
fornitori specializzati
27
Gli elementi di collegamento possono essere fabbricati con diverse tecniche, ad
esempio tramite macchine utensili, per formatura o fucinatura. Le filettature
ottenute per laminazione sono più resistenti di quelle ottenute mediante macchine
utensili in conseguenza dell’incrudimento causato dalle operazioni di laminazione.
Lo stato di compressione superficiale indotto sulle filettature laminate innalza la
resistenza a fatica-corrosione e, in alcuni casi, alla tensocorrosione
(Stress
Corrosion Cracking, SCC). Le filettature laminate hanno anche maggiore
resistenza allo strappo. La laminazione è il metodo largamente più diffuso per la
produzione di viti e dadi, specialmente quando i volumi da produrre sono
importanti e le geometrie sono quelle comunemente utilizzate. Per collegamenti
bullonati di dimensioni grandi (M36 e maggiori) e specialmente per i gradi duplex,
è più comune trovare prodotti ottenuti per asportazione di materiale.
2.8
Life cycle costing e impatto ambientale
C’q una crescente consapevolezza sul fatto che i costi del ciclo di vita (costi a vita
intera), e non solo i costi iniziali, devono essere considerati quando si selezionano i
materiali. L’esperienza ha mostrato che l’utilizzo di materiali resistenti alla
corrosione può essere economicamente vantaggioso, a discapito del maggiore costo
iniziale, quando si considerino anche i costi di manutenzione, della messa fuori
servizio e della sostituzione delle parti deteriorate. Per valutare i costi a vita intera
bisogna considerare:
i costi iniziali
i costi di manutenzione,
i costi di smantellamento e il possibile riciclo del materiale,
la durata della vita in servizio e l’ambiente in cui si opera.
Il costo iniziale dell’acciaio inossidabile q sensibilmente più alto di quello
dell’acciaio al carbonio, con variazioni a seconda del grado. Ma permette già un
risparmio iniziale dovuto alla non necessità di trattamenti e rivestimenti protettivi.
L’utilizzo di gradi ad elevata resistenza poi permette di ridurre la quantità di
materiale necessario ed il peso globale della struttura. Inoltre non ci sarà bisogno di
fare manutenzione ai trattamenti superficiali o ripristino di componenti degradati
per corrosione, determinando un significativo risparmio a lungo termine.
L’eccellente resistenza a corrosione dell’acciaio inossidabile rende possibile una
significativa riduzione nella frequenza delle ispezioni, riduzione delle opere e dei
costi di manutenzione e una più lunga vita in servizio dell’opera.
L’acciaio inossidabile ha un elevato valore residuo (valore alla fine della vita della
struttura), sebbene questo sia di rado un fattore decisivo per una struttura con una
lunga vita di progetto (ad esempio sopra i 50 anni). Grazie al suo alto valore
residuo, il rottame di acciaio inossidabile è riciclato per produrre nuovi prodotti
metallici e il rateo di riciclo a fine vita è molto alto. Per produrre acciaio
inossidabile si utilizza quanto più rottame possibile, il contenuto di materiale da
riciclo tipico per gli acciai inossidabili q del 60%. L’acciaio inossidabile di per se è
riciclabile al 100% per la produzione di nuovi acciai inossidabili di elevata qualità.
Il Life Cycle Costing utilizza il principio standard di contabilità del flusso di cassa
scontato per ridurre tutti quei costi a valori attuali. Il tasso di sconto comprende
inflazione, tassi di interesse bancari, tasse e, eventualmente, un fattore di rischio.
Questo consente un confronto realistico sulla base delle opzioni disponibili e dei
vantaggi potenziali a lungo termine nell’utilizzo dell’acciaio da valutarsi rispetto
alla selezione di altri materiali.
28
3
DURABILITÀ E SELEZIONE DEI
MATERIALI
3.1
Introduzione
Gli acciai inossidabili sono molto resistenti alla corrosione e possono essere usati
in maniera soddisfacente nella maggior parte degli ambienti. I limiti di resistenza
alla corrosione di un determinato acciaio inossidabile dipendono dalla sua
composizione; ciò significa che ogni grado di acciaio risponde in maniera
leggermente diversa quando lo si espone ad un ambiente corrosivo. La scelta del
grado di acciaio inossidabile più adatto per una determinata applicazione deve
essere accuratamente studiata. Generalmente, più alto è il grado di resistenza alla
corrosione, più elevato è il costo del materiale. Ad esempio, l'acciaio 1.4401 è più
costoso del 1.4301 per l’aggiunta del molibdeno. Gli acciai inossidabili duplex
offrono potenzialmente una maggiore resistenza a corrosione e grazie all’elevata
resistenza meccanica possono permettere la realizzazione di strutture più leggere
con conseguente risparmio di materiale.
Gli acciai inossidabili austenitici in condizione di lavorato a freddo hanno una
resistenza alla corrosione simile a quella del materiale ricotto.
I motivi più comuni per cui un metallo non rispetta le aspettative in tema di
resistenza alla corrosione sono:
(a) non corretta valutazione dell'ambiente o dell'esposizione per condizioni
inaspettate, ad es. una contaminazione da ioni cloruro non prevista;
(b) tecniche di fabbricazione sbagliate
(ad esempio in fase di saldatura,
trattamento termico o riscaldo durante la formatura), rimozione incompleta
della superficie con conversione cromatica termicamente alterata o della
superficie contaminata.
(c) finitura superficiale troppo grezza o orientamento sbagliato delle linee della
finitura.
Anche quando compaia una colorazione o corrosione superficiale è difficile che
l’integrità strutturale venga compromessa. Tuttavia, le sgradevoli macchie di
ruggine sulle superfici esterne possono essere ancora considerate, da parte degli
utenti, come un difetto. Insieme alla scelta del tipo di materiale, un’accurata
progettazione dei dettagli e un’adeguata lavorazione, possono ridurre notevolmente
la possibilità di macchie (degrado) e di corrosione; nel Cap. 11 sono forniti consigli
pratici in merito. L'esperienza dimostra che, nel caso di sbagli di progettazione, seri
problemi di corrosione cominciano a manifestarsi entro i primi due o tre anni di
vita della struttura.
In determinati ambienti aggressivi, alcuni gradi di acciaio inossidabile possono
essere soggetti ad attacchi localizzati. I sei meccanismi di questi attacchi sono
descritti in seguito; gli ultimi tre si riscontrano, tuttavia, raramente nelle strutture su
terraferma.
Va rilevato che la presenza di umidità (compresa quella per condensazione) è un
fattore determinante per lo sviluppo della corrosione.
29
3.2
Tipi di corrosione e prestazioni dei gradi di
acciaio
3.2.1
Corrosione per pitting
Come indica lo stesso termine inglese pitting questo tipo di corrosione si manifesta
in punti localizzati. Esso si verifica in seguito alla rottura locale dello strato
protettivo, di solito causata da ioni cloro; anche altri alogenuri, solfati e altri anioni
possono avere effetti simili. Nei punti d’innesco i prodotti della corrosione possono
creare una soluzione molto corrosiva, che spesso comporta una veloce
propagazione del fenomeno. Comunque, nella maggior parte delle applicazioni
strutturali, la distribuzione dei punti di corrosione è generalmente superficiale e la
riduzione della sezione di un elemento è trascurabile. I prodotti della corrosione
possono però macchiare le parti architettoniche in vista. La corrosione da pitting
deve essere ancora meno accettata nelle tubazioni, condotte e strutture di
contenimento.
Poiché gli ioni cloro sono la causa predominante di corrosione da pitting, gli
ambienti marini e ambienti trattati con sali anti-gelo risultano essere ambienti
molto aggressivi. In aggiunta al contenuto di cloruri la probabilità che un certo
ambiente possa causare pitting dipende anche dalla temperatura, dalla presenza di
altri agenti e particelle inquinanti, l’acidità o l’alcalinità, la presenza di elementi
ossidanti e la presenza o meno di ossigeno. La resistenza al pitting di un acciaio
inossidabile dipende dalla sua composizione chimica; essa è favorita dalla presenza
di cromo, molibdeno e azoto.
Una misura approssimativa della resistenza alla corrosione da pitting è data dal
coefficiente di pitting, definito PRE
(Pitting Resistance Equivalent), che è
un’equazione empirica data da:
PRE = % in peso di Cr + 3,3 (% in peso di Mo) + 16 (% in peso di N).
Il PRE di un acciaio inossidabile è un indice pratico della sua resistenza al pitting
rispetto ad altri acciai inossidabili, ma deve essere usato solo per una valutazione
preliminare. Infatti una piccola differenza nei valori del PRE può essere facilmente
controbilanciata da altri fattori. Dunque per selezionare un acciaio inossidabile non
è sufficiente considerare solo il valore del PRE.
Il grado 1.4301 è, tra gli austenitici considerati nel Manuale, quello col più basso
PRE. Questo grado mostra corrosione superficiale quando esposto anche solo
moderatamente in ambienti costieri o ambienti trattati con sali anti-gelo. Non è
adatto ad ambienti tipo nebbia salina, esposti a spruzzi marini o in immersione. Il
grado
1.4301 può mostrare un livello inaccettabile di pitting in atmosfere
industriali.
Per esposizione, bassa o moderata, all’inquinamento industriale, all’ambiente
costiero o ad ambienti trattati con sali anti-gelo, sono da preferire il grado 1.4401 o
i duplex 1.4362 o 1.4162. Quando l’inquinamento o il contenuto di cloruri diventa
alto il duplex 1.4462 o gradi ancora più resistenti può essere un’opzione adatta.
3.2.2
Corrosione interstiziale
La corrosione interstiziale può manifestarsi in fessure strette e non sigillate, dove è
continuamente presente uno strato di acqua sia all’interno che all’esterno
dell’interstizio. La forma della zona interstiziale è tale da consentire il passaggio
dell’acqua e dei cloruri disciolti ma prevenire l’ingresso di ossigeno.
30
Questo tipo di corrosione può essere evitata eliminando le zone di accumulo
d’acqua o sigillandole. La pericolosità di queste zone dipende fortemente dalla loro
forma: più è stretta e profonda più severe sono le condizioni per la corrosione.
I giunti, eccetto quelli sommersi, devono essere progettati in maniera da
convogliare e far scorrere la condensa. Alcuni acciai inossidabili, tra cui i gradi
1.4301 e 1.4401, sono sensibili alla corrosione interstiziale se nell’ambiente sono
presenti cloruri o sali. Gradi autenitici maggiormente resistenti a corrosione e i
gradi duplex sono meno sensibili a questo tipo di corrosione e le loro perfomance
dipenderanno dalle altre condizioni, specialmente la temperatura di servizio.
La corrosione interstiziale in ambiente sommerso è generalmente peggiore che in
ambienti non immersi in cui si hanno cicli umido-secco o con periodi di solo
leggera umidità. Gli interstizi sommersi soffrono una corrosione più aggressiva per
la scarsa presenza degli elementi ossidanti necessari alla formazione del film
protettivo.
L’interstizio suscettibile di corrosione può generarsi da un giunto metallo-metallo,
da una guarnizione, da incrostazioni biologiche, da depositi
(ad esempio di
particolato, foglie secche, cibo o detriti), e da graffi superficiali. È necessario
prendere ogni provvedimento per eliminare gli interstizi che possono essere siti
preferenziali di corrosione.
Come nel caso della corrosione da pitting, elementi di lega come cromo, molibdeno
e azoto migliorano la resistenza agli attacchi e pertanto la resistenza alla corrosione
interstiziale aumenta passando dal grado 1.4301 a quello 1.4401, fino al 1.4462.
3.2.3
Corrosione galvanica
Quando due diversi metalli sono a contatto elettrico tramite un elettrolita (cioè un
liquido conduttore di elettricità come l'acqua marina o acqua dolce non depurata),
si stabilisce una corrente attraverso l’elettrolita che va dal metallo costituente
l'anodo a quello che funge da catodo, che è il più nobile. Di conseguenza, il metallo
meno nobile si corrode.
L’acciaio inossidabile di solito in una coppia galvanica costituisce il catodo dunque
non soffre per questo tipo di corrosione. L’acciaio inossidabile q molto vicino alle
leghe di rame nella scala galvanica e quando esposto a condizioni moderatamente
corrosive può essere messo in contatto diretto con tali leghe senza conseguenze per
la resistenza alla corrosione.
La corrosione galvanica può manifestarsi quando si metta in collegamento l’acciaio
inossidabile con l’acciaio al carbonio o acciai basso legati, il patinabile o
l’alluminio. È importate che il materiale d’apporto nelle saldature sia nobile
almeno quanto il più nobile tra i materiale base saldati (normalmente l’acciaio
inossidabile). Se i collegamenti sono bullonati è necessario che gli elementi per il
collegamento siano realizzati di materiale equivalente a quello del più resistente
alla corrosione degli elementi da collegare. La corrosione galvanica difficilmente si
manifesta tra due gradi diversi di acciaio inossidabile, ma questa eventualità va
tenuta in considerazione nel caso in cui il collegamento tra i due differenti gradi sia
immerso.
La corrosione bimetallica può essere prevenuta interrompendo la continuità
elettrica tra i due metalli con i seguenti metodi:
isolamento dei metalli diversi, ad es. interrompendo il contatto fra metalli
(vedasi Cap. 7.1.1).
31
eliminazione del ponte elettrolita, cioè interrompendo il circuito elettrolitico
mediante verniciatura o altro rivestimento. Quando si ricorre a quest'ultima
soluzione e non è possibile rivestire entrambi i metalli, è preferibile ricoprire il
più nobile (ossia l'acciaio inossidabile nel caso di contatto elettrolitico fra
acciaio inossidabile ed acciaio al carbonio).
Il rischio di un attacco corrosivo è maggiore se l'area del metallo più nobile (ossia
l'acciaio inossidabile) è grande rispetto a quella del metallo meno nobile (cioè
l'acciaio al carbonio). Particolare attenzione merita l'utilizzo di vernici o di altri
rivestimenti per l'acciaio al carbonio. In presenza di minuscoli pori o cavità nel
rivestimento, la superficie ridotta dell'acciaio al carbonio nudo presenterà un valore
molto elevato del rapporto area catodica/area anodica e può verificarsi un
fenomeno di pitting considerevole nell'acciaio al carbonio. Questo è naturalmente
molto più grave nel caso di materiali immersi. In queste situazioni è preferibile
proteggere con la pittura anche l’acciaio inossidabile, fino ad una distanza di
75 mm dalla zona in cui c’q contatto bimetallico.
Negli elementi di collegamento e nei giunti, rapporti sfavorevoli fra aree si
verificano con notevole probabilità. Bisogna evitare l'uso di bulloni in acciaio al
carbonio su membrature in acciaio inossidabile in quanto, essendo alto il rapporto
fra l'area dell’acciaio inox e quella dell’acciaio al carbonio, i bulloni saranno
soggetti ad attacchi aggressivi. Viceversa l'entità dell'attacco ad una membratura in
acciaio al carbonio in presenza di bullonature in acciaio inossidabile è
sensibilmente minore. In genere é opportuno riferirsi all’esperienza maturata in
situazioni locali simili, infatti, spesso, metalli diversi, in presenza di condizioni
occasionali di condensazione o di umidità, specialmente in caso di bassa
conducibilità dell'elettrolita, possono essere accoppiati senza effetti rischiosi.
E' difficile prevedere questi effetti perché l'entità della corrosione è determinata da
una serie di fenomeni complessi. L'utilizzo di tabelle dei potenziali elettrici ignora
la presenza di pellicole superficiali di ossidi, l'effetto del rapporto fra superfici ed il
comportamento chimico dei diversi elettroliti. Un uso acritico di queste tabelle può
quindi condurre a risultati sbagliati. Esse dovrebbero essere utilizzate con molta
attenzione ed unicamente per una valutazione iniziale.
Il comportamento generale degli accoppiamenti fra metalli in ambienti rurali,
urbani, industriali e costieri è completamente documentato nel BS PD
6484,
Osservazioni sulla corrosione nei contatti bimetallici e sua riduzione.
3.2.4
Tensocorrosione (Corrosione sotto tensione)
Lo sviluppo di cricche per tensocorrosione
("SCC", ovvero Stress Corrosion
Cracking) richiede la simultanea presenza di sollecitazioni a trazione e di specifici
fattori ambientali che raramente si ritrovano negli ambienti dei normali edifici. Non
occorre che le sollecitazioni siano molto alte rispetto a quelle di snervamento del
materiale e possono essere imputabili ai carichi e agli effetti residui dei
procedimenti di fabbricazione, quali saldature o piega. Gli acciai ferritici non sono
suscettibili allo SCC. Gli acciai inossidabili duplex presentano in genere una
maggior resistenza alla tensocorrosione rispetto agli austenitici considerati in
questo Manuale. Per quelle applicazioni nelle quali la SCC è una forma di
corrosione pericolosa sono stati sviluppati acciai inossidabili austenitici molto
legati 1.4539, 1.4529, 1.4547, 1.4565.
Una certa cautela deve essere esercitata quando componenti contenenti elevate tensioni
residue (ad esempio per lavorazione a freddo) sono utilizzati in ambienti ricchi di ioni
cloruro (ad esempio piscine al coperto, ambiente marittimo, offshore). Cavi ad elevata
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resistenza in ambienti ricchi di cloruri possono essere suscettibili allo SCC,
dipendentemente dal grado dell’acciaio.
Linee guida per la selezione del grado per gli ambienti delle piscine per evitare lo
SCC sono disponibili nel Cap. 3.5.3.
3.2.5
Corrosione generale (uniforme)
Nelle condizioni normali, in cui tipicamente si trovano le strutture, gli acciai
inossidabili non mostrano quella riduzione della sezione, in seguito alla formazione
di ruggine, che caratterizza gli acciai al carbonio e quelli basso legati.
3.2.6 Corrosione intergranulare (sensibilizzazione) e degrado
della saldatura
Quando gli acciai inossidabili austenitici sono soggetti a prolungate esposizioni fra
i
450 e 850°C, il carbonio, in essi contenuto, migra verso i bordi dei grani e
precipita come carburo di cromo, che a sua volta asporta cromo dalla soluzione
solida e ne riduce il contenuto nella zona adiacente al bordo dei grani stessi. In
queste condizioni l'acciaio è detto sensibilizzato. Il bordo del grano diventa una
zona preferenziale per un attacco in seguito ad una successiva esposizione in
ambiente corrosivo. Questo fenomeno, se si manifesta nella zona termicamente
alterata di una saldatura, è noto anche come degrado della saldatura.
Per impedire la corrosione intergranulare si può ricorrere a tre soluzioni:
impiegare acciai a basso tenore di carbonio,
usare acciai stabilizzati con titanio o niobio
(ad esempio 1.4541, 1.4571,
1.4509,
1.4521 o
1.4621), poiché questi elementi, combinandosi
preferenzialmente con il carbonio, formano particelle stabili e riducono di
conseguenza il rischio di formazione di carburi di cromo,
ricorrere a trattamenti termici, anche se raramente utilizzati nella pratica come
soluzione alla corrosione intergranulare.
Per quanto riguarda gli acciai austenitici e duplex che devono essere saldati, per
evitare la corrosione intergranulare è necessario specificare un basso contenuto di
carbonio (massimo 0,03 %). Se nel produrre l’acciaio si sono utilizzate tecniche
moderne questo limite è sempre rispettato, dunque in pratica è diventato sempre
più raro incontrare problemi di corrosione intergranulare per questi acciai.
Gli acciai ferritici sono più sensibili degli austenitici alla corrosione intergranulare
dovuta alla saldatura, dunque anche se il contenuto di carbonio è basso è sempre
necessario utilizzare gradi ferritici stabilizzati per strutture saldate.
3.3
Corrosione in determinati ambienti
3.3.1
Aria
Le condizioni atmosferiche differiscono da ambiente ad ambiente e
conseguentemente mutano gli effetti sugli acciai inossidabili. L'atmosfera delle
zone rurali, non contaminata dai fumi dell'industria o dalla salsedine delle coste, è
particolarmente "favorevole" in termini di resistenza alla corrosione, anche nelle
aree a forte umidità. L'atmosfera nelle aree industriali e marine è
considerevolmente più aggressiva. Si può far riferimento al Cap. 3.5 per le linee
guida nella selezione del giusto tipo di acciaio inossidabile.
33

 

 

 

 

 

 

 

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