Modellazione e implementazione numerica di un motore a turbina per elicottero (2012-2019) - 3

 

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Modellazione e implementazione numerica di un motore a turbina per elicottero (2012-2019) - 3

 

 

76
CAPITOLO 4. TURBOFAN A FLUSSI SEPARATI
Figura 4.1: JT9D-20
piccole lunghezze della camera e poche perdite di pressione. Inoltre, è stata
migliorata la distribuzione di temperatura in uscita;
• Utilizzo di materiali in grado di sopportare elevate temperature e migliora-
mento del sistema di refrigerazione della turbina;
• Introduzione di un sistema di controllo di vortici in turbina per consentire a
questa di resistere a carichi elevati;
• Aumento della spinta raggiunta con una sostanziale riduzione del rumore.
Nella sua versione basica il JT9D è molto più compatto rispetto alla variante
JT3D. Esso è costituito da due alberi i quali sono supportati da due cuscinetti.
Rispetto alle varianti JT3D e JT8D durante la fase di crociera, il JT9D è costituito
da una riduzione del consumo specifico della spinta di circa il 22%.
L’innovazione più importante che è stata possibile osservare è la costituzione del
motore in moduli, i quali possono essere suddivisi singolarmente permettendo una
più efficace e semplice manutenzione. Si contano, nella suddivisione del motore,
10 moduli.
4.1. DESCRIZIONE DEL PROPULSORE
77
Nel propulsore sono presenti 21 porte di accesso che permettono la completa ispe-
zione di tutti gli stadi del motore e della sezione di combustione.
Il primo avviamento del JT9D si è svolto nel Dicembre del 1966, mentre il primo
volo di test a bordo di un Boeing B-52E risale al Giugno del 1968. Il primo volo
a bordo del Boeing 747 è datato 9 Febbraio 1969.
La versione JT9D-3A incorpora un sistema di iniezione ad acqua a 26.7C affinché
sia possibile raggiungere delle spinte di 200.8 kN. Esso alimenta il Boeing 747-100
e -200B e fu certificato nel Dicembre 1970.
4.1.1
Dati di progetto
A differenza dei propulsori precedenti, in questo caso i dati di progetto includono
due parametri addizionali che sono il rapporto tra portata d’aria fredda e portata
d’aria calda attraverso il BPR ed il rapporto di compressione del componente fan.
COEFFICIENTE
VALORE
Condizioni di volo
Mach di ingresso, M0
0.85
Quota, z [m]
13468
Calore specifico aria, cp [J/(kg K)]
1004
Costante dei gas perfetti per aria, R [J/(kg K)]
287
Presa d’aria
Portata d’aria in ingresso, m [kg/s]
684
Coefficiente di perdita della presa d’aria, εd
0.98
Fan
By-pass ratio, µ
5.17
Rapporto di compressione, βcf
1.6
Rendimento meccanico del compressore, ηmcf
1
Rendimento adiabatico del compressore, ηcf
0.87
Compressore di bassa pressione
Rapporto di compressione, βcL
2.53
Rendimento meccanico del compressore, ηmcL
1
Rendimento adiabatico del compressore, ηcL
0.87
Compressore di alta pressione
Rapporto di compressione, βcH
5.31
Rendimento meccanico del compressore, ηmcH
1
78
CAPITOLO 4. TURBOFAN A FLUSSI SEPARATI
Rendimento adiabatico del compressore, ηcH
0.87
Combustore
1184
Calore specifico gas combusti, cp [J/(kg K)]
Costante dei gas perfetti per i gas combusti, R [J/(kg K)]
293.77
Potere calorifico inferiore, Hi [MJ/kg]
43.031
Rendimento di combustione, ηb
0.9
Coefficiente di perdita del combustore, εb
1
Temperatura di ingresso turbina, T4t [K]
1243
Turbina di alta pressione
Rendimento meccanico della turbina, ηmtH
0.95
Rendimento adiabatico della turbina, ηtH
0.93
Turbina di bassa pressione
Rendimento meccanico della turbina, ηmtL
0.95
Rendimento adiabatico della turbina, ηtL
0.93
Altri parametri
Numero di giri dell’albero di bassa pressione a progetto, NL [rpm]
9000
Numero di giri dell’albero di alta pressione a progetto, NH [rpm]
10000
Momento d’inerzia dell’albero di bassa pressione, IL [kg m2]
2
Momento d’inerzia dell’albero di alta pressione, IH [kg m2]
0.7876
4.1.2
Numerazione delle stazioni
L’aggiunta del fan comporta, quindi, una modifica della numerazione delle stazioni.
Inoltre, la presenza del fan, e di un nuovo flusso, determina l’introduzione di un
secondo ugello che per differenziarlo da quello che permette l’espansione del flusso
principale, da qui in poi definito come flusso caldo, viene detto ugello del flusso
freddo. Nella figura 4.2 è possibile apprezzare quanto segue:
• STAZIONE 0: Condizione indisturbata a monte del propulsore;
• STAZIONE 1: Ingresso del propulsore, quindi della presa d’aria;
• STAZIONE 2: Uscita della presa d’aria del flusso caldo, ingresso fan;
• STAZIONE 13: Uscita fan, ingresso ugello flusso freddo e compressore di
bassa pressione;
4.2. FUNZIONAMENTO A PROGETTO
79
Figura 4.2: Numerazione delle stazioni per il JT9D-3A
• STAZIONE 18: Gola dell’ugello del flusso freddo;
• STAZIONE 19: Uscita ugello del flusso freddo;
• STAZIONE 25: Uscita del compressore di bassa pressione, ingresso del
compressore di alta pressione;
• STAZIONE 3: Uscita del compressore di alta pressione, ingresso del combu-
store;
• STAZIONE 4: Uscita del combustore, ingresso della turbina di alta pressione;
• STAZIONE 45: Uscita della turbina di alta pressione, ingresso della turbina
di bassa pressione;
• STAZIONE 5: Uscita della turbina di bassa pressione, ingresso dell’ugello
del flusso caldo;
• STAZIONE 8: Gola dell’ugello del flusso caldo;
• STAZIONE 9: Uscita del propulsore.
4.2
Funzionamento a progetto
Le relazioni utilizzate per lo studio delle condizioni di funzionamento a progetto
per un turbofan sono analoghe a quelle proposte nel capitolo 3 per la medesima
analisi effettuata sul turbogetto bialbero.
80
CAPITOLO 4. TURBOFAN A FLUSSI SEPARATI
2
1.8
1.6
1.4
1.2
1
0.8
0
500
1000
1500
2000
2500
Figura 4.3: Punto di progetto sulla mappa del fan
Unica eccezione è che in questa tipologia di propulsore sono presenti due compo-
nenti aggiuntivi, questi sono il fan e l’ugello del flusso freddo, rispetto allo studio
effettuato nel precedente capitolo.
In base a quanto appena esposto, in seguito saranno trattati nel dettaglio soltanto
i due componenti aggiuntivi. Il resto dei parametri ricavati dallo studio a progetto
vengono proposti attraverso una tabella nella presente sezione.
4.2.1
Fan
Il fan non è altro che un compressore e tipicamente esso è costituito da un singolo
stadio, come avviene per il JT9D-3A. Il flusso d’aria che attraversa il fan viene
diviso in due, in base al valore del by-pass ratio del motore, una parte che attraversa
tutti i componenti interni al motore detta flusso caldo e una parte che viene fatta
espandere in un ugello detta flusso freddo.
Generalmente, seppur costituito da un singolo stadio il rapporto di compressione
del fan è superiore rispetto al rapporto di compressione associato ad un singolo
stadio del compressore.
Le relazioni che permettono di identificare i valori di temperatura e pressione
totale all’uscita del componente in questione sono uguali a quelle del compressore.
4.2. FUNZIONAMENTO A PROGETTO
81
Il flusso d’aria, quindi, nella stazione 13 è costituito dalle seguenti caratteristiche:
[
(
)]
γ-1
1
T13t =
1+
-1
T2t = 291.79K
β γcf
ηcf
p13t = βcf p2t = 59954.62Pa
I dati utilizzati per la costituzione della mappa del fan sono analoghi a quelli adot-
tati per i due compressori che lo seguono. Questi sono poi riscalati ai parametri di
progetto del componente in esame. In particolare, la portata corretta che permette
di fissare il punto di progetto sulla mappa del fan, rappresentato in figura 4.3, è:
m
√θ2t
kg
= 1724.25
δ2t
s
dove θ2t = T2t/Tref e δ2t = p2t/pref .
La portata d’aria che attraversa il fan è somma, quindi, della portata d’aria di
flusso caldo, mc, e flusso freddo, mf .
m= m c + m f = m c (1 + µ)
Da questa si ricavano i seguenti valori per le portate d’aria:
kg
mc = 110.86
s
kg
mf= 573.14
s
4.2.2
Ugello di flusso freddo
L’ugello di flusso freddo si comporta in maniera analoga all’ugello di flusso caldo.
Non avendo considerato perdite e ipotizzando adiabatica la trasformazione che
accompagna il passaggio attraverso l’ugello di flusso freddo, i parametri di tempe-
ratura e pressione totale all’uscita del componente sono uguali a quelli in ingresso
allo stesso.
T19t = T13t = 291.79K
p19t = p13t = 59954.62Pa
In base ai parametri in uscita dal fan si ricava che anche l’ugello di flusso freddo,
nelle condizioni di funzionamento a progetto, è critico. Quindi sarà caratterizzato
in uscita da un numero di Mach unitario.
M19 = 1
82
CAPITOLO 4. TURBOFAN A FLUSSI SEPARATI
Attraverso questo valore, considerando l’ugello semplicemente convergente, i pa-
rametri di pressione e temperatura statiche all’uscita sono:
T19 = 243.16K
p19 = 31672.93Pa
Da essi è facile ottenere la densità del flusso in uscita:
kg
ρ19 = 0.45
m3
Dunque, la velocità di uscita:
m
V19 = M19
γ RT19 = 312.5
s
Si è in possesso di tutti i parametri per la determinazione dell’area di uscita del
componente.
mf
A19 =
= 4.04 m2
ρ19 V19
Grazie alla conoscenza delle condizioni in ingresso di tale ugello è possibile fissare
il punto di progetto sulla mappa del componente (figura 4.4), caratterizzato dalla
seguente portata corretta:
mf
√θ13t
kg
= 974.73
δ13t
s
dove θ13t = T13t/Tref e δ13t = p13t/pref .
4.2.3
Caratteristiche in condizioni di funzionamento a pro-
getto
Nella tabella seguente sono esposti tutti i valori di pressione e temperatura per i
componenti attraversati dalla portata di flusso caldo. Inoltre, sono indicati i valori
di portata corretta che caratterizza ogni componente in modo da poter riscalare le
mappe per utilizzarle durante il successivo studio delle condizioni di funzionamento
di fuori progetto.
COEFFICIENTE
VALORE
4.2. FUNZIONAMENTO A PROGETTO
83
Compressore di bassa pressione
Temperatura totale di uscita, T25t [K]
393.61
Pressione totale di uscita, p25t [P a]
151632.94
Portata corretta di ingresso, mc
√θ13t13t [kg/s]
188.54
Compressore di alta pressione
Temperatura totale di uscita, T3t [K]
670.29
Pressione totale di uscita, p3t [P a]
805640.25
Portata corretta di ingresso, mc
√θ25t25t [kg/s]
86.58
Combustore
Temperatura totale di uscita, T4t [K]
1243
Pressione totale di uscita, p4t [P a]
805640.25
Rapporto combustibile/ossidante, f
0.0178
Portata combustibile, mb [kg/s]
1.97
Turbina di alta pressione
Temperatura totale di uscita, T45t [K]
1007.79
Pressione totale di uscita, p45t [P a]
322069.14
Portata corretta di ingresso, mc
√θ4t4t [kg/s]
29.47
Turbina di alta pressione
Temperatura totale di uscita, T5t [K]
704.24
Pressione totale di uscita, p5t [P a]
66511.95
Portata corretta di ingresso, mc
√θ45t45t [kg/s]
66.39
Ugello flusso caldo
Temperatura totale di uscita, T9t [K]
704.24
Pressione totale di uscita, p9t [P a]
66511.95
Portata corretta di ingresso, mc
√θ5t5t [kg/s]
268.73
Mach di uscita, M9 Temperatura statica di uscita, T9 [K]
604.49
Pressione statica di uscita, p9 [P a]
35940.66
Densità flusso in uscita, ρ9 [kg/m3]
0.20
Velocità flusso in uscita, V9 [m/s]
485.99
Area di uscita, A9 [m2]
1.15
84
CAPITOLO 4. TURBOFAN A FLUSSI SEPARATI
20
18
16
14
12
10
8
6
4
2
0
0
200
400
600
800
1000
Figura 4.4: Punto di progetto sulla mappa dell’ugello di flusso freddo
Dai valori ottenuti è facilmente ricavabile il valore della spinta in condizioni di
funzionamento a progetto.
S = 107110.22N
Si nota come, se confrontata con quella relativa al turbogetto bialbero del capitolo
precedente, l’aggiunta del fan, quindi di un secondo flusso d’aria, in grado di
elaborare elevate portate determini un notevole incremento della spinta.
Altro confronto può essere fatto sul consumo specifico della spinta. L’introduzione
di un flusso d’aria secondario che non partecipa alla combustione fornisce una
riduzione sostanziale di questo parametro. L’effetto utile in un turbofan è, quindi,
superiore rispetto alle categorie di motori viste in precedenza.
mb
kg
TSFC =
= 0.1844 × 10-4
S
Ns
4.3
Funzionamento fuori progetto
Lo studio delle condizioni di equilibrio alle quali si pone ad operare il motore
durante il funzionamento in condizioni di fuori progetto è dettato dalla modifica di
alcune delle equazioni che sono state esposte nel capitolo precedente per effettuare
la stessa analisi per il turbogetto bialbero. Nello sviluppo successivo, però, è
necessario tenere in considerazione che l’aggiunta di un secondo flusso determina
4.3. FUNZIONAMENTO FUORI PROGETTO
85
un aumento delle variabili in gioco, quindi delle equazioni di bilancio che governano
l’equilibrio del motore.
La manetta per ricavare le condizioni di funzionamento fuori progetto è la stessa
utilizzata in entrambi gli studi precedenti, quindi prevede la diminuzione graduale
della temperatura totale in ingresso alla turbina di bassa pressione. La riduzione
di essa è sviluppata fino al raggiungimento della condizione di minima spinta.
SIDLE = 0.05S = 5335.51N
4.3.1
Equazioni di equilibrio
In modo analogo a quanto esposto nel capitolo dedicato al turbogetto bialbero, le
prime due equazioni di bilancio corrispondono al garantire il corretto equilibrio,
potenza complessiva nulla, sui due alberi.
Sull’albero di bassa pressione si deve compiere:
mc (1 + f)cp ηmtL (T45t - T5t) =
mc
mc
(4.1)
(1 + µ) cp (T13t - T2t) +
cp (T25t - T13t)
ηmcf
ηmcL
In quest’ultima è possibile apprezzare il contributo del fan, mentre sull’albero di
alta pressione l’equazione è analoga a quella del turbogetto bialbero:
mc
cp (T3t - T25t)
(4.2)
mc (1 + f)cp ηmtH (T4t - T45t) =
ηmcH
Le equazioni che seguono servono a garantire la congruenza delle portate corrette
che attraversano i vari componenti del motore.
La portata corretta che attraversa il fan deve essere congruente a quella che at-
traversa il compressore di alta pressione. Si ricorda che mentre il fan è attraver-
sato dalla portata d’aria complessiva, il compressore di alta pressione è raggiunto
soltanto dalla componente calda.
mc
√T25t
m
√T2t p2t √T25t
1
=
(4.3)
p25t
p2t
p25t
T2t (1 + µ)
All’equilibrio si ha congruenza tra la portata corretta che attraversa la turbina di
bassa pressione e il fan.
mc (1 + f)
√T45t
m
√T2t p2t √T45t (1 + f)
=
(4.4)
p45t
p2t
p45t
T2t (1 + µ)
86
CAPITOLO 4. TURBOFAN A FLUSSI SEPARATI
Cos`ı come è rispettata la congruenza tra la portata d’aria corretta che attraversa
la turbina di alta pressione e il compressore di alta pressione.
mc (1 + f)
√T4t
mc
=
√T25t p25t T4t (1 + f)
(4.5)
p4t
p25t
p4t
T25t
Il legame dell’ugello di flusso caldo con il motore a monte è dettato dal rispetto
della seguente:
mc (1 + f)
√T45t
mc (1 + f)
√T5t p5t √T45t
=
(4.6)
p45t
p5t
p45t
T5t
L’aumento delle equazioni di bilancio che garantiscono l’equilibrio del turbofan è
dovuto all’introduzione dell’ugello di flusso freddo, attraverso il quale deve essere
garantita la continuità della portata corretta in ingresso ad esso rispetto a quella
in ingresso al fan.
mf
√T13t
m
√T2t √T13t p2t
µ
=
(4.7)
p13t
p2t
T2t p13t (1 + µ)
4.3.2
Variabili utilizzate
L’introduzione di un’ulteriore equazione di equilibrio porta con sé l’aumento delle
variabili che sono necessarie per la chiusura del problema.
Affinché sia possibile determinare la linea di funzionamento su qualsiasi compo-
nente del JT9D-3A si utilizzano le seguenti variabili:
• Rapporto di compressione del fan: βcf ;
• Rapporto di compressione del compressore di bassa pressione: βcL;
• Rapporto di compressione del compressore di alta pressione: βcH ;
• Rapporto di espansione della turbina di bassa pressione: βtL;
• Rapporto di espansione della turbina di alta pressione: βtH ;
• Percentuale del numero di giri corretti dal lato del fan: %Ncfcorr ;
• Percentuale del numero di giri corretti dal lato del compressore di alta
pressione: %NcHcorr .
4.3. FUNZIONAMENTO FUORI PROGETTO
87
Il calcolo di tali variabili, ad ogni riduzione della manetta del motore, avviene co-
me già precedentemente esposto attraverso il metodo iterativo di Newton-Raphson
dove, nel caso del turbofan, il vettore delle funzioni, essendo costituito dalle equa-
zioni esposte nel precedente paragrafo, è formato da 7 componenti. La definizione
del vettore delle funzioni determina la dimensione della matrice Jacobiana, o delle
derivate, che caratterizzano il problema del turbofan. Quest’ultima sarà, quindi,
di dimensione 7 × 7 in ogni iterazione.
Come già esposto nei capitoli precedenti, le variabili saranno registrate, dunque
un nuovo punto di funzionamento è trovato, quando il residuo raggiunge un valore
inferiore a 10-15.
4.3.3
Comportamento del fan
Nella figura 4.5 è apprezzabile la linea di funzionamento del fan. Essa ha una
tendenza differente rispetto a quella che sarà disponibile sul compressore di bassa
pressione.
Alla riduzione della manetta si osserva nella relativa figura come la linea di fun-
zionamento si allontana sempre di più dalla linea del pompaggio del rispettivo
componente. Inoltre, la linea ricavata considera la portata corretta costituita dalla
portata complessiva, flusso caldo e flusso freddo. Nel fan, piccole variazioni della
manetta comportano brusche riduzioni del rapporto di compressione attraverso
esso.
4.3.4
Comportamento del compressore di bassa pressione
La linea di funzionamento osservabile sul compressore di bassa pressione, figura
4.6, assume un comportamento circa parallelo alla linea del pompaggio. Questo è
visibile sin quando l’ugello relativo al flusso caldo non si sblocca, qui la linea inizia
ad avvicinarsi alla condizione di pompaggio.
4.3.5
Comportamento del compressore di alta pressione
A differenza della linea di funzionamento del componente precedente, quella del
compressore di alta pressione, figura 4.7, è costituita da un andamento pressoché
lineare tra il rapporto di compressione, che il componente esercita sul flusso d’aria
di passaggio, e la portata corretta in ingresso ad esso.
È possibile visualizzare come man mano che viene ridotta la portata corretta la
linea di funzionamento si allontana dalla condizione di pompaggio.
88
CAPITOLO 4. TURBOFAN A FLUSSI SEPARATI
2
1.8
1.6
1.4
1.2
1
0.8
0
500
1000
1500
2000
2500
Figura 4.5: Linea di funzionamento sulla mappa del fan
3.5
3
2.5
2
1.5
1
0.5
0
50
100
150
200
250
Figura 4.6: Linea di funzionamento sulla mappa del compressore di bassa pressione
4.4. FUNZIONAMENTO IN TRANSITORIO
89
8
7
6
5
4
3
2
1
0
0
20
40
60
80
100
120
Figura 4.7: Linea di funzionamento sulla mappa del compressore di alta pressione
4.3.6
Comportamento della turbina di alta pressione
In modo analogo a quanto era stato possibile apprezzare nella sezione riguardante
la linea di funzionamento sulla mappa della turbina di alta pressione per l’Olym-
pus 593, anche per il JT9D-3D i punti che determinano l’equilibrio del motore
sono confinati ad una ristretta parte della stessa, tali da essere confondibili con
il punto di progetto (figura 4.8). Il comportamento assunto indica la criticità del
componente per quasi tutti i punti ai quali il propulsore si trova ad operare.
4.3.7
Comportamento della turbina di bassa pressione
Rispetto alla turbina di alta pressione, quella di bassa pressione, la cui mappa è
visualizzabile nella figura 4.9, è caratterizzata da una linea di funzionamento ben
visibile, segno che la turbina, una volta che l’ugello a valle si trova ad operare
in condizioni di funzionamento subcritiche, si sblocca vedendo variare la portata
corretta ed il rapporto di espansione attraverso essa.
4.4
Funzionamento in transitorio
La determinazione del comportamento delle variabili nelle condizioni di funziona-
mento durante un transitorio è analoga a quella ottenuta nel capitolo riguardante
90
CAPITOLO 4. TURBOFAN A FLUSSI SEPARATI
3
2.8
2.6
2.4
2.2
2
1.8
1.6
1.4
1.2
1
0
5
10
15
20
25
30
Figura 4.8: Linea di funzionamento sulla mappa della turbina di alta pressione
7
6
5
4
3
2
1
0
10
20
30
40
50
60
70
Figura 4.9: Linea di funzionamento sulla mappa della turbina di bassa pressione
4.4. FUNZIONAMENTO IN TRANSITORIO
91
il turbogetto bialbero. Ciò è dovuto al fatto che gli alberi, per un turbofan, sono
sempre due. In questa sezione è necessario pertanto tenere in considerazione la
differenza che si osserva tra le inerzie dei due alberi, in quanto la presenza di un
componente di grande diametro e peso, quale il fan, comporta un aumento non
indifferente del momento d’inerzia misurato sull’albero di bassa pressione.
Rispetto alle funzioni determinate nel capitolo riguardante il turbogetto bialbero,
in quella che garantisce il bilancio di potenza sull’albero di bassa pressione deve
essere incluso il contributo del fan ed a tutte le restanti bisogna mostrare molta
attenzione alle portate in gioco: per alcuni componenti bisogna considerare il flus-
so caldo, per altri il freddo.
L’unica differenza sostanziale, rispetto all’Olympus 593, è la modifica delle dimen-
sioni del vettore delle funzioni al quale è necessario aggiungere una nuova funzione
che garantisce un corretto bilancio tra la portata corretta che attraversa il fan e
quella che confluisce nell’ugello di flusso freddo. Dunque, la funzione da aggiungere
è la seguente:
mf
√T13t
m
√T2t √T13t p2t
µ
f7(
X)=
-
(4.8)
p13t
p2t
T2t p13t (1 + µ)
Cos`ı come è stato fatto per lo studio dei punti di funzionamento di fuori progetto,
il vettore delle variabili ha la stessa forma e dimensione del precedente quindi la
matrice Jacobiana resta delle stesse dimensioni, ovvero 7 × 7.
4.4.1
Risposta ad una variazione lineare del flusso combu-
stibile
In questa sezione viene valutato il comportamento in fase transitoria del JT9D-3A
quando il pilota varia l’apporto di flusso combustibile in camera di combustione
in maniera lineare.
La manetta adottata per l’analisi in oggetto è della seguente forma:
mb
φ=
× 100
m
b
Invece, la legge di manetta cui è soggetto il motore assume l’espressione analitica
qui riportata.
100 %
se
t≤5s
100 -40
(t - 5) %
se
5s<t≤8s
3
φ=
60 %
se
t>8s
92
CAPITOLO 4. TURBOFAN A FLUSSI SEPARATI
100
50
0
5
10
15
9000
8500
8000
0
5
10
15
10000
9500
9000
0
5
10
15
1.6
1.5
1.4
0
5
10
15
2.5
2.4
2.3
0
5
10
15
5.2
5
4.8
4.6
4.4
0
5
10
15
6.5
6
5.5
0
5
10
15
Figura 4.10: Risposta ad una variazione lineare del flusso combustibile
4.4. FUNZIONAMENTO IN TRANSITORIO
93
Attraverso la risposta del motore, mostrata in figura 4.10, si osserva che ad una
variazione lineare del flusso combustibile non è possibile apprezzare molto il tran-
sitorio. Questo, infatti, si estingue in un lasso di tempo eccessivamente piccolo.
Tale comportamento è dovuto allo smaltimento di portate d’aria, da parte del
turbofan, molto elevate che inducono a grandi potenze sull’albero. Ciò determina
una pronta risposta da parte del motore.
Tutti i parametri del motore si abbassano, al ridurre la manetta, segno che il mo-
tore decelera.
Dai risultati perviene anche che la riduzione della manetta determina un aumento
del by-pass ratio, quindi la portata d’aria di flusso caldo si riduce in maniera molto
più accentuata rispetto a quella che attraversa l’ugello di flusso freddo.
4.4.2
Risposta ad una variazione ad onda quadra del flusso
combustibile
Non essendo stato possibile apprezzare notevolmente quanto accade al turbofan
JT9D-3A in seguito ad una variazione lineare del flusso combustibile. Si procede
in questa sezione a valutare la risposta del motore quando è soggetto ad una
variazione della manetta ad intermittenza, assimilabile ad un’onda quadra.
Sfruttando la manetta definita nel paragrafo precedente, il propulsore è sollecitato
attraverso la seguente legge:
{
70 % se
t ≤ 2s, 4s < t ≤ 6s, 8s < t ≤ 10s
φ=
60 % se
2s < t ≤ 4s, 6s < t ≤ 8s
Utilizzando la figura 4.11 si osserva chiaramente la presenza della dinamica dei
rotori durante la fase transitoria.
Attraverso i grafici si assiste ad una estinzione del transitorio secondo un anda-
mento del primo ordine. Seppur il numero di giri di entrambi gli alberi sembra
essere costituito dallo stesso tempo di esaurimento del transitorio, la differenza tra
i valori dei momenti d’inerzia su di essi la si apprezza in miglior modo attraverso
i rapporti di compressione.
Il rapporto di compressione di alta pressione, infatti, è caratterizzato da un tempo
di assestamento al valore asintotico più breve rispetto ai rapporti di compressione
del fan e del compressore di bassa pressione.
94
CAPITOLO 4. TURBOFAN A FLUSSI SEPARATI
70
60
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
8200
8000
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
9200
9000
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
1.45
1.4
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
2.4
2.35
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
4.8
4.6
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
6
5.8
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
Figura 4.11: Risposta ad una variazione ad onda quadra del flusso combustibile
Capitolo 5
Turbofan a flussi miscelati
È interessante valutare il comportamento di un ulteriore categoria di motori, i tur-
bofan a flussi miscelati. A questa categoria appartengono i propulsori militari, i
quali sono caratterizzati da un basso valore di by-pass ratio e tramite l’aggiunta di
un ulteriore componente, il miscelatore (mixer), è possibile unire i due flussi, caldo
e freddo, incrementando le prestazioni del motore, in particolar modo la spinta.
Ovviamente, l’introduzione del miscelatore comporta un incremento nel peso del
singolo propulsore, per questo motivo bisogna controllare i benefici sul rapporto
spinta/peso. L’aggiunta del nuovo componente implica la riduzione nei parametri
assegnati in fase di progetto, questo perché la scelta del by-pass ratio fissa il rap-
porto di compressione del fan al flusso freddo e viceversa.
Affinché sia possibile determinare un simulatore per questa categoria di propulsori,
viene valutato nel dettaglio il Turbo Union - RB199.
5.1
Caratteristiche del propulsore
Il propulsore Turbo Union - RB199 è un prodotto dovuto alla cooperazione di tre
grandi aziende: Rolls-Royce, MTU Aero Engines e Avio Aero.
Due turbofan RB199 equipaggiano il caccia multiruolo Tornado, che è presente nel-
le forze armate di Gran Bretagna, Germania, Italia e Arabia Saudita. Il propulsore
in questione fu progettato proprio per garantire al Tornado delle importanti per-
formances. Allo scopo di avere un motore in grado di poter variare senza problemi
i requisiti di missione, esso è stato progettato con tre alberi e un postcombustore.
Grazie alla presenza, su tale propulsore, della Digital Engine Control Unit (DECU)
è stato possibile ridurre in modo notevole il carico di lavoro da parte del pilota
durante le operazioni.
Come la quasi totalità dei propulsori moderni, anche il Turbo Union - RB199 è
costituito da un assemblaggio modulare, il che permette di effettuare una rapida
95
96
CAPITOLO 5. TURBOFAN A FLUSSI MISCELATI
Figura 5.1: Turbo Union - RB199
manutenzione e sostituzione dei componenti dello stesso, garantendo un’elevata
affidabilità.
Il progetto del turbofan RB199 consente alle parti rotanti del motore di girare a
differenti velocità consentendo ad ognuna di operare nelle condizioni di velocità
ottimale.
Allo scopo di ridurre il peso e le vibrazioni le palette del fan sono assemblate tra-
mite la tecnica della saldatura a fascio elettronico. In questo modo è possibile
anche permettere una riparazione più efficiente delle palette del fan, in particolare
le palette vecchie o danneggiate vengono tagliate e le nuove sono saldate.
Il primo test in volo venne effettuato nell’Aprile del 1973 sul bombardiere strate-
gico Avro 698 Vulcan, lo stesso utilizzato per testare l’Olympus 593.
La Rolls-Royce si è incaricata della progettazione di una grande parte del motore,
queste includevano la presa d’aria, il casing del componente di bassa pressione, il
fan, il sistema di combustione, la turbina di alta pressione includendo il proprio
casing ed il sistema di controllo di combustibile. La MTU si concentrò nella pro-
duzione dei compressori di intermedia ed alta pressione, del casing dei componenti
di intermedia pressione, della gearbox e della accessory drive, del condotto di by-
pass e del casing esterno, della turbina di intermedia pressione, dell’albero relativo
e degli inversori di spinta. Avio fu incaricata, invece, di produrre l’intera turbina
di bassa pressione con il relativo albero, della parte terminale del postcombustore
e dell’ugello a geometria variabile.
Tutte le varianti del Turbo Union - RB199 sono costituite da tre alberi concentrici,
definendo i componenti di bassa, intermedia ed alta pressione. Il compressore di
bassa pressione (fan) e quello di intermedia pressione sono dotati di tre stadi di
5.1. CARATTERISTICHE DEL PROPULSORE
97
compressione ognuno e ruotano in senso orario, mentre quello di alta pressione
è costituito da sei stadi di compressione e ruota in senso opposto per ridurre gli
effetti giroscopici.
Il propulsore è costituito da una camera di combustione di tipo anulare, mentre
le turbine sono tutte costituite da singolo stadio, tranne quella di bassa pressione
costituita da due stadi.
5.1.1
Dati del propulsore
Nella tabella sottostante è possibile valutare i parametri di progetto relativi al
Turbo Union - RB199. In essa si osserva che a progetto è fornito il valore del
by-pass ratio, per cui successivamente sarà calcolato il rapporto del compressore
del fan relativo al flusso freddo.
COEFFICIENTE
VALORE
Condizioni di volo
Mach di ingresso, M0
0
Quota, z [m]
0
Calore specifico aria, cp [J/(kg K)]
1004
Costante dei gas perfetti per aria, R [J/(kg K)]
287
Presa d’aria
Portata d’aria in ingresso, m [kg/s]
70
Coefficiente di perdita della presa d’aria, εd
0.98
Fan
By-pass ratio, µ
1.1
Rapporto di compressione del fan per il flusso caldo, βcL
2
Rendimento meccanico del fan, ηmcf
1
Rendimento adiabatico del fan, ηcf
0.88
Compressore di intermedia pressione
Rapporto di compressione, βcI
2.35
Rendimento meccanico del compressore, ηmcI
1
Rendimento adiabatico del compressore, ηcI
0.88
Compressore di alta pressione
Rapporto di compressione, βcH
5
Rendimento meccanico del compressore, ηmcH
1
Rendimento adiabatico del compressore, ηcH
0.88
98
CAPITOLO 5. TURBOFAN A FLUSSI MISCELATI
Combustore
1184
Calore specifico gas combusti, cp [J/(kg K)]
Costante dei gas perfetti per i gas combusti, R [J/(kg K)]
293.77
Potere calorifico inferiore, Hi [MJ/kg]
43.260
Rendimento di combustione, ηb
0.98
Coefficiente di perdita del combustore, εb
1
Temperatura di ingresso turbina, T4t [K]
1600
Turbina di alta pressione
Rendimento meccanico della turbina, ηmtH
0.98
Rendimento adiabatico della turbina, ηtH
0.93
Turbina di intermedia pressione
Rendimento meccanico della turbina, ηmtI
0.98
Rendimento adiabatico della turbina, ηtI
0.93
Turbina di bassa pressione
Rendimento meccanico della turbina, ηmtL
0.98
Rendimento adiabatico della turbina, ηtL
0.93
Postcombustore
Rendimento di postcombustione, ηab
0.95
Coefficente di perdita del postcombustore, εab
1
Temperatura di uscita postcombustore, T7t [K]
1900
Altri parametri
Numero di giri dell’albero di bassa pressione a progetto, NL [rpm]
12000
Numero di giri dell’albero di intermedia pressione a progetto, NI [rpm]
13000
Numero di giri dell’albero di alta pressione a progetto, NH [rpm]
15000
Momento d’inerzia dell’albero di bassa pressione, IL [kg m2]
1.5
Momento d’inerzia dell’albero di intermedia pressione, IL [kg m2]
0.7876
Momento d’inerzia dell’albero di alta pressione, IH [kg m2]
0.7876
5.1.2
Numerazione delle stazioni
Le stazioni del Turbo Union - RB199 sono esposte nella figura 5.2 e rappresentano
le seguenti tappe:
5.1. CARATTERISTICHE DEL PROPULSORE
99
Figura 5.2: Numerazione delle stazioni RB199
• STAZIONE 0: Condizione indisturbata a monte del propulsore;
• STAZIONE 1: Ingresso del propulsore, quindi della presa d’aria;
• STAZIONE 2: Uscita della presa d’aria, ingresso fan;
• STAZIONE 13: Uscita fan del flusso freddo;
• STAZIONE 21: Uscita fan del flusso caldo, ingresso del compressore di
intermedia pressione;
• STAZIONE 25: Uscita del compressore di intermedia pressione, ingresso del
compressore di alta pressione;
• STAZIONE 3: Uscita del compressore di alta pressione, ingresso del combu-
store;
• STAZIONE 4: Uscita del combustore, ingresso della turbina di alta pressione;
• STAZIONE 41: Uscita della turbina di alta pressione, ingresso della turbina
di intermedia pressione;
• STAZIONE 45: Uscita della turbina di intermedia pressione, ingresso della
turbina di bassa pressione;
• STAZIONE 5: Uscita della turbina di bassa pressione;
• STAZIONE 6: Uscita del miscelatore, ingresso del postcombustore;
• STAZIONE 7: Uscita del postcombustore, ingresso dell’ugello;
• STAZIONE 8: Gola dell’ugello;
• STAZIONE 9: Uscita del propulsore.
100
CAPITOLO 5. TURBOFAN A FLUSSI MISCELATI
5.2
Studio a progetto
Lo studio a progetto del turbofan a flussi miscelati fino alla stazione corrispon-
dente al miscelatore è uguale a quello dei precedenti propulsori studiati. L’unica
differenza cui bisogna tenere in considerazione è che nel Turbo Union - RB199 è
presente un ulteriore compressore, quindi una terza turbina, ma le equazioni sono
le medesime di quelle viste nei precedenti capitoli.
Diversamente dai propulsori già visti, in questo è presente il miscelatore, il quale
sarà trattato maggiormente nel dettaglio.
5.2.1
Miscelatore
Il miscelatore è un componente dedito alla miscela tra due flussi, quello di aria
calda, proveniente dalla parte interna al motore che è passato attraverso la camera
di combustione, e quello di aria fredda, proveniente dall’uscita del fan.
La miscelazione, come già anticipato, è una tecnica che permette un sostanziale
aumento della spinta del motore apportando, però, un peso aggiuntivo.
Affinché i due flussi siano miscibili è necessario che la pressione totale del flusso
in uscita al fan sia uguale alla pressione totale del flusso in uscita alla turbina di
bassa pressione.
p6t = p13t = p5t
(5.1)
L’imposizione di tale condizione comporta il vincolo tra il by-pass ratio ed il rap-
porto di compressione del fan corrispondente al flusso freddo. Dunque, avendo a
disposizione il rapporto di by-pass come parametro di progetto, attraverso il vin-
colo che la potenza complessiva sull’albero di bassa pressione deve essere nulla,
è possibile ricavare il rapporto di compressione del fan corrispondente al flusso
freddo.
All’albero di bassa pressione, in condizioni di progetto è rispettata l’uguaglianza
che segue:
cp
cp
mf
(T13t - T2t) + mc
(T21t - T2t) =
ηmf
ηmcL
(5.2)
mc (1 + f)cp ηmtL(T45 - T5t)
Questa può essere riformulata in funzione del by-pass ratio e del rapporto di
compressione del fan del flusso freddo considerando che:
p45t
p45t
p45t
βtL =
=
=
p5t
p13t
p2t βcf
In questo modo effettuando lo studio della parte del flusso caldo del motore sarà
possibile ricavare, una volta conosciuti tutti i parametri sino alla turbina di bassa
pressione, anche le caratteristiche del fan.
5.2. STUDIO A PROGETTO
101
La temperatura totale del flusso in uscita al miscelatore la si ottiene attraverso il
bilancio energetico dei due flussi.
T5t + mf cp T13t
p
Successivamente al miscelatore il flusso attraversa il postcombustore, il quale è
stato trattato nel capitolo 2 e per l’analisi nel dettaglio relativa a tale componente
si rimanda al citato capitolo.
5.2.2
Dati relativi alle condizioni di progetto
Nella tabella che segue è possibile apprezzare i dati relativi allo studio delle con-
dizioni di progetto del turbofan trialbero RB199. In esse compaiono due valori
del rapporto di compressione del fan: uno indica la compressione subita dal flusso
freddo, βcf , l’altro quella cui è soggetto il flusso caldo, βcL.
Inoltre, il fan viene analizzato a singolo ingresso in modo da poter utilizzare per
entrambe le mappe, quella relativa al flusso freddo e quella relativa al flusso caldo,
lo stesso valore di portata corretta.
COEFFICIENTE
VALORE
Fan
Portata d’aria flusso caldo, mc [kg/s]
33.33
Portata d’aria flusso freddo, mf [kg/s]
36.67
Rapporto di compressione flusso caldo, βcL
2
Temperatura totale di uscita flusso caldo, T21t [K]
359.86
Pressione totale di uscita flusso caldo, p21t [P a]
202650
Rapporto di compressione flusso freddo, βcf
3.63
Temperatura totale di uscita flusso freddo, T13t [K]
434.03
Pressione totale di uscita flusso freddo, p13t [P a]
367945.7
Portata corretta di ingresso, m
√θ2t2t [kg/s]
70
Compressore di intermedia pressione
Temperatura totale di uscita, T25t [K]
472.93
Pressione totale di uscita, p25t [P a]
476227.5
Portata corretta di ingresso, mc
√θ21t21t [kg/s]
18.63
Compressore di alta pressione
Temperatura totale di uscita, T3t [K]
786.69
Pressione totale di uscita, p3t [P a]
2381137.5
Portata corretta di ingresso, mc
√θ25t25t [kg/s]
9.09
102
CAPITOLO 5. TURBOFAN A FLUSSI MISCELATI
Combustore
Temperatura totale di uscita, T4t [K]
1600
Pressione totale di uscita, p4t [P a]
2381137.5
Rapporto combustibile/ossidante, f
0.02324
Portata combustibile, mb [kg/s]
0.77
Turbina di alta pressione
Temperatura totale di uscita, T41t [K]
1334.68
Pressione totale di uscita, p41t [P a]
1079035.88
Portata corretta di ingresso, mc
√θ4t4t [kg/s]
3.42
Turbina di intermedia pressione
Temperatura totale di uscita, T45t [K]
1239.06
Pressione totale di uscita, p45t [P a]
781142.36
Portata corretta di ingresso, mc
√θ41t41t [kg/s]
6.89
Turbina di bassa pressione
Temperatura totale di uscita, T5t [K]
1042.73
Pressione totale di uscita, p5t [P a]
367945.7
Portata corretta di ingresso, mc
√θ45t45t [kg/s]
9.17
Miscelatore
Temperatura totale di uscita, T6t [K]
693.19
Pressione totale di uscita, p6t [P a]
367945.7
Postcombustore
Temperatura totale di uscita, T7t [K]
1900
Pressione totale di uscita, p7t [P a]
367945.7
Rapporto combustibile/ossidante, fab
0.036
Portata combustibile, mb
[kg/s]
2.52
ab
Ugello con postcombustore spento
Temperatura totale di uscita, T9t [K]
693.19
Pressione totale di uscita, p9t [P a]
367945.7
Portata corretta di ingresso, m
√θ6t6t [kg/s]
30.23
Mach di uscita, M9
1
Temperatura statica di uscita, T9 [K]
595.01
Pressione statica di uscita, p9 [P a]
198824.62
Densità flusso in uscita, ρ9 [kg/m3]
1.14
Velocità flusso in uscita, V9 [m/s]
482.17
5.3. STUDIO FUORI PROGETTO
103
Area di uscita, A9 [m2]
0.13
Ugello con postcombustore acceso
Temperatura totale di uscita, T9t [K]
1900
Pressione totale di uscita, p9t [P a]
367945.7
Mach di uscita, M9
1
Temperatura statica di uscita, T9 [K]
1630.9
Pressione statica di uscita, p9 [P a]
198824.62
Densità flusso in uscita, ρ9 [kg/m3]
0.41
Velocità flusso in uscita, V9 [m/s]
798.26
Area di uscita, A9 [m2]
0.22
Attraverso i valori ottenuti è possibile ricavare la spinta nel caso in cui il postcom-
bustore è attivo e nel caso in cui tale componente si trova ad essere spento.
In tutta la trattazione che segue, quando il postcombustore è acceso viene aggiunto
il pedice (ab).
Sab = 80082.63N
S = 46707.27N
In base ai valori ottenuti si osserva un incremento della spinta di circa il 71%.
Differentemente si assiste anche ad un incremento del consumo specifico della
spinta confrontando il valore ottenuto nelle due condizioni distinte.
kg
TSFCab = 0.4116 × 10-4
Ns
kg
TSFC = 0.1659 × 10-4
Ns
Ciò risulta in un incremento del consumo specifico della spinta approssimativa-
mente del 248%.
5.3
Studio fuori progetto
La presenza di un unico flusso, comporta un incremento nella complessità della
determinazione delle caratteristiche di funzionamento del motore quando non si
trova ad operare nella condizione per il quale è stato progettato.
Inoltre, vi è un sensibile aumento delle equazioni che devono essere rispettate per
garantire l’equilibrio in ogni punto di funzionamento del motore. L’aumento del
104
CAPITOLO 5. TURBOFAN A FLUSSI MISCELATI
numero delle equazioni, quindi delle variabili in gioco, è dovuto alla presenza, nel
turbofan RB199, di un ulteriore albero. Questo componente aggiuntivo introduce
con sé altre tre equazioni di bilancio che devono essere contemporaneamente ri-
spettate per garantire la corretta predizione dei punti di funzionamento del motore
in condizioni di fuori progetto.
La determinazione dei punti di funzionamento in tali condizioni è ottenuta tra-
mite la riduzione graduale della manetta, come fatto nei capitoli precedenti. A
tale riduzione, ora, deve corrispondere il perfetto bilancio contemporaneo di dieci
equazioni, affinché sia possibile determinare il valore delle dieci variabili che go-
vernano il funzionamento di tale motore.
La serie di punti in stato stazionario, per il turbofan in questione, è individuata
attraverso le dieci variabili che seguono:
• Rapporto di by-pass: µ;
• Rapporto di compressione del fan per il flusso caldo: βcL;
• Rapporto di compressione del compressore di intermedia pressione: βcI ;
• Rapporto di compressione del compressore di alta pressione: βcH ;
• Rapporto di espansione della turbina di bassa pressione: βtL;
• Rapporto di espansione della turbina di intermedia pressione: βtI ;
• Rapporto di espansione della turbina di alta pressione: βtH ;
• Percentuale del numero di giri corretti dal lato del fan: %NcLcorr ;
• Percentuale del numero di giri corretti dal lato del compressore di intermedia
pressione: %NcIcorr ;
• Percentuale del numero di giri corretti dal lato del compressore di alta
pressione: %NcHcorr .
Come già presentato nei precedenti capitoli la determinazione di tali variabili è
permessa attraverso l’applicazione del metodo di Newton-Raphson. Vista la com-
plessità del propulsore in questione, le equazioni utilizzate per l’applicazione del
metodo illustrato sono esposte successivamente.
Il punto di funzionamento in equilibrio è garantito, in prima istanza, dall’equili-
brio delle potenze sui tre alberi. L’equilibrio sull’albero di bassa pressione è già
stato trattato attraverso la (5.2). Essa stessa corrisponde ad una delle equazioni
di bilancio.
5.3. STUDIO FUORI PROGETTO
105
L’albero di intermedia pressione si trova ad essere in equilibrio quando è rispettata
l’uguaglianza sottostante.
mc
cp (T25t - T21t) = mc (1 + f)cp ηmtI (T41t - T45t)
(5.3)
ηmcI
Mentre per l’albero di alta pressione si ha:
mc
(5.4)
cp (T3t - T25t) = mc (1 + f)cp ηmtH (T4t - T41t)
ηmcH
Oltre alle potenze, deve essere presente l’equilibrio tra le portate in gioco. In
particolare, considerando che il primo componente è attraversato da una portata
d’aria complessiva, nelle mappe i rapporti di compressione del fan, lato caldo e
lato freddo, sono riportati rispetto alla stessa portata corretta. In base a ciò deve
essere presente un bilancio tra le portate corrette che entrano nel fan lato flusso
caldo e lato flusso freddo.
(
(
)
m
√T2t )
m
T
2t
=
(5.5)
p2t
p2t
c
f
Deve essere, quindi, garantita la continuità della portata attraverso i componenti
di compressione, fornendo l’aggiunta di due ulteriori equazioni: continuità tra il
fan e il compressore di intermedia pressione e continuità tra il compressore di
intermedia pressione e il compressore di alta pressione.
mc
√T21t
m
√T2t p2t √T21t
1
=
(5.6)
p21t
p2t
p21t
T2t (1 + µ)
mc
√T25t
mc
√T21t p21t √T25t
=
(5.7)
p25t
p21t
p25t
T21t
Lo stesso deve essere verificato tra le turbine.
mc (1 + f)
√T41t
mc (1 + f)
√T4t p4t √T41t
=
(5.8)
p41t
p4t
p41t
T4t
mc (1 + f)
√T45t
mc (1 + f)
√T41t p41t √T45t
=
(5.9)
p45t
p41t
p45t
T41t
106
CAPITOLO 5. TURBOFAN A FLUSSI MISCELATI
Per assicurare il bilancio all’ugello è necessario che vi sia un legame tra la por-
tata corretta che attraversa la turbina di bassa pressione e l’ugello, definendo la
seguente:
mc [(1 + f) + µ(1 + fab)]
√T7t =
p7t
(5.10)
mc (1 + f)
√T45t √ T7t [(1 + f) + µ (1 + fab)]
p45t
T45t
(1 + f)
Dato che in uscita dal miscelatore la portata complessiva è somma di quella dovuta
al flusso freddo e quella al flusso caldo, esiste un’ulteriore equazione che garantisce
il bilancio tra portate corrette in ingresso ugello ed in ingresso motore.
mc [(1 + f) + µ(1 + fab)]
√T7t =
p7t
(5.11)
mc (1 + µ)
√T2t √T7t [(1 + f) + µ (1 + fab)]
p2t
T2t
(1 + µ)
Le equazioni esposte permettono di chiudere il problema e determinare qualsiasi
punto di funzionamento in condizioni di fuori progetto.
La scoperta di tali punti operativi è dettata, quindi, dal rispetto simultaneo di
dieci equazioni, determinando nell’applicazione del metodo di Newton-Raphson la
formazione una matrice Jacobiana di dimensione 10 × 10.
Come già fatto per i propulsori studiati nei capitoli precedenti, anche per il turbo-
fan RB199 la determinazione dei punti di funzionamento viene effettuata portando
la manetta tra la condizione di progetto a quella di IDLE.
In seguito è mostrato l’andamento della linea di funzionamento su tutti i compo-
nenti del motore.
5.3.1
Fan
Il Turbo Union RB199 è un propulsore trialbero nel quale il fan è dedito tanto
alla compressione del flusso freddo, come alla prima compressione del flusso caldo.
Il flusso caldo che attraversa tale componente passa dalla parte inferiore, mentre
quello freddo dalla parte superiore.
In base ad una corretta forma delle palette è possibile fare in modo che il flusso
che attraversa la parte superiore subisca una compressione differente dal restante,
per questo motivo troviamo due differenti rapporti di compressione.
Lo studio di questo componente pertanto è effettuato attraverso due distinte map-
pe, una che riguarda il flusso caldo, l’altra che riguarda il freddo. I rapporti
di compressione di entrambe le mappe sono, però, riportati rispetto alla portata
5.3. STUDIO FUORI PROGETTO
107
5
2.6
4.5
2.4
4
2.2
3.5
2
3
1.8
2.5
1.6
2
1.4
1.5
1.2
1
1
0.5
0.8
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
Figura 5.3: Linea di funzionamento del turbofan RB199 sulle mappe del fan
corretta complessiva che attraversa il motore per giustificare l’interfaccia del com-
ponente fan con l’intera portata d’aria.
Nella figura 5.3 è possibile notare come la linea di funzionamento su entrambe
le mappe sia praticamente la stessa, soltanto che il flusso freddo viene compres-
so molto di più rispetto al caldo, questo accade in quanto il fan deve fornire la
pressione richiesta al flusso per poter entrare nel miscelatore.
5.3.2
Compressore di intermedia pressione
Nella figura 5.4 si osserva come il margine del pompaggio attraverso il compressore
di intermedia pressione è ridotto, rispetto al componente precedente. Già attraver-
so esso si può intuire che le turbine lavorano per gran parte del loro funzionamento
in criticità, in quanto il rapporto di compressione è per un vasto campo di funzio-
namento pressoché lineare con la portata corretta che attraversa il componente in
questione.
5.3.3
Compressore di alta pressione
La linea di funzionamento sul compressore di alta pressione (figura 5.5) ha circa
lo stesso andamento di quella che è stata rappresentata per lo stesso componente
nel capitolo precedente per il turbofan a flussi separati.
Si nota come il margine di pompaggio è elevato, in particolare alla riduzione della
manetta, i successivi punti di equilibrio si posizionano in zone in cui il margine
aumenta sempre di più.
108
CAPITOLO 5. TURBOFAN A FLUSSI MISCELATI
3
2.5
2
1.5
1
0.5
0
5
10
15
20
25
Figura 5.4: Linea di funzionamento del turbofan RB199 sulla mappa del
compressore di intermedia pressione
7
6
5
4
3
2
1
0
0
2
4
6
8
10
12
Figura 5.5: Linea di funzionamento del turbofan RB199 sulla mappa del
compressore di alta pressione
5.3. STUDIO FUORI PROGETTO
109
2.6
2.4
2.2
2
1.8
1.6
1.4
1.2
1
0
0.5
1
1.5
2
2.5
3
3.5
Figura 5.6: Linea di funzionamento del turbofan RB199 sulla mappa della turbina
di alta pressione
5.3.4
Turbina di alta pressione
Attraverso la linea di funzionamento sulla turbina di alta pressione (figura 5.6) si ha
la conferma che, per gran parte dei punti di equilibrio ricavati, questo componente
lavora in condizioni critiche assistendo, quindi, attraverso esso ad un rapporto di
espansione costante ed ad una portata corretta invariata.
5.3.5
Turbina di intermedia pressione
L’alimentazione dell’albero di intermedia pressione che permette la compressione
attraverso il compressore di intermedia pressione è dovuta alla presenza della tur-
bina di intermedia pressione.
Come mostrato nella figura 5.7 questo componente, a differenza del precedente,
vede sbloccarsi prima in quanto l’informazione dell’ugello a valle, che comincia ad
operare in condizioni di funzionamento subcritiche, giunge prima.
5.3.6
Turbina di bassa pressione
Come ci si aspettava, in base a quanto detto nel paragrafo precedente lo sblocco
di questo componente anticipa tutti gli altri, lavorando in gran parte dei punti di
110
CAPITOLO 5. TURBOFAN A FLUSSI MISCELATI
1.5
1.45
1.4
1.35
1.3
1.25
1.2
1.15
1.1
1.05
1
0
1
2
3
4
5
6
7
Figura 5.7: Linea di funzionamento del turbofan RB199 sulla mappa della turbina
di intermedia pressione
2.5
2
1.5
1
0
2
4
6
8
10
Figura 5.8: Linea di funzionamento del turbofan RB199 sulla mappa della turbina
di bassa pressione
5.4. FUNZIONAMENTO IN TRANSITORIO
111
funzionamento in condizioni sbloccate. In questo modo, la portata corretta e il
rapporto di espansione successivi variano in ogni punto attraverso la turbina di
bassa pressione.
5.4
Funzionamento in transitorio
Il funzionamento del Turbo Union - RB199 dovuto all’applicazione di una legge di
manetta è dettato dall’introduzione della dinamica dei rotori sui tre alberi dello
stesso.
Le equazioni di bilancio che vengono influenzate dalla dinamica dei rotori sono
soltanto quelle volte a garantire l’equilibrio su ogni singolo albero del motore. Nel
dettaglio esse sono la (5.2), la (5.3) e (5.4).
Come già studiato nei capitoli precedenti, la variazione della manetta determinerà
un eccesso di potenza disponibile sulle tre turbine del motore in questione. Que-
sto eccesso di potenza, in base alle inerzie cui è costituito ogni singolo albero del
motore, determinerà un ritardo più o meno prolungato nel raggiungimento di un
nuovo punto di equilibrio.
L’applicazione del metodo di Newton-Raphson a tale problema è analoga allo sta-
to stazionario, nel quale, però, vi sarà una modifica al vettore delle funzioni. In
particolare nelle prime tre funzioni comparirà l’eccesso di potenza disponibile sul-
l’albero.
Di seguito sono riportate soltanto le prime tre funzioni che costituiscono il vettore
delle funzioni di dimensione 10 × 1.
cp
f1(
X) = m c (1 + f)c
ηmtL(T45 - T5t) - mf
(T13t - T2t)-
p
ηmf
)2
(5.12)
cp
dNL
mc
(T21t - T2t) -
NL IL
ηmcL
30
dt
mc
f2(
cp (T25t - T21t)-
X) = m c (1 + f)cp ηmtI (T41t - T45t) -
ηmcI
(5.13)
)2
dNI
NI II
30
dt
mc
f3(
cp (T3t - T25t)-
X) = m c (1 + f)cp ηmtH (T4t - T41t) -
ηmcH
(5.14)
)2
dNH
NH IH
30
dt
Oltre alle tre funzioni esposte, la chiusura del problema, per la valutazione della
fase transitoria, è caratterizzata dalle restanti sette equazioni già esposte durante
112
CAPITOLO 5. TURBOFAN A FLUSSI MISCELATI
lo studio in condizioni di funzionamento di fuori progetto, le quali restano invaria-
te.
La forma assunta ad ogni passo iterativo dal numero di giri, corrispondente ad ogni
singolo albero, e dalle derivate temporali degli stessi che compaiono nelle (5.12),
(5.13) e (5.14), è disponibile nella sezione 2.4.2.
Nelle sezioni che seguono sono valutate le risposte del motore ad alcune sollecita-
zioni fornite in input.
5.4.1
Risposta ad una legge di manetta
La legge di manetta fornita in input al motore, prevede la variazione del flusso
combustibile iniettato in camera di combustione.
Affinché sia possibile apprezzare al meglio come si modificano le variabili cui è
caratterizzato il problema, viene valutata una legge di manetta che prevede una
decelerazione e successivamente un’accelerazione, queste ripetute nel tempo.
In input è fornita la seguente legge:
{
m∗b
se t ≤ 10 s,
20 s < t ≤ 30 s,
40 s < t ≤ 50 s
mb =
m∗b × 0.8
se
10 s < t ≤ 20 s,
30 s < t ≤ 40 s
Attraverso l’output presente nelle figure 5.9 e 5.10 si osserva che, come è facile da
ipotizzare, la decelerazione è accompagnata da una riduzione di tutti i parametri
del motore, diversamente l’accelerazione è costituita dall’aumento degli stessi.
L’unico parametro che si comporta in modo differente è il by-pass ratio. Questo si
riduce durante le accelerazioni e aumenta nelle decelerazioni.
Durante la fase di decelerazione, infatti, seppur sia la portata corretta del flusso
caldo che quella del flusso freddo si riducono, la prima si riduce di più rispetto alla
seconda determinando un aumento del loro rapporto.
Nella figura 5.9 si visualizza, durante la fase di decelerazione, sull’albero di alta
pressione che la presenza delle inerzie impone al numero di giri fisico di ridursi sino
ad un valore più basso rispetto a quello che poi raggiunge in fase di equilibrio. Ta-
le comportamento, apparentemente anomalo, potrebbe essere dovuto alla minore
accuratezza della mappa della turbina, rispetto a quella del metodo.
5.4. FUNZIONAMENTO IN TRANSITORIO
113
0.7
0.6
0
10
20
30
40
50
60
4
10
1.2
1.15
1.1
0
10
20
30
40
50
60
4
10
1.3
1.25
0
10
20
30
40
50
60
104
1.5
1.45
0
10
20
30
40
50
60
1.15
1.1
0
10
20
30
40
50
60
Figura 5.9: Variazione del numero di giri e del by-pass ratio alla legge di manetta
assegnata
114
CAPITOLO 5. TURBOFAN A FLUSSI MISCELATI
0.7
0.6
0
10
20
30
40
50
60
3.6
3.4
3.2
0
10
20
30
40
50
60
2
1.9
1.8
0
10
20
30
40
50
60
2.35
2.3
0
10
20
30
40
50
60
5
4.8
0
10
20
30
40
50
60
Figura 5.10: Variazione dei rapporti di compressione alla legge di manetta
assegnata
Capitolo 6
Controlli
La necessità di utilizzare il motore in condizioni operative per il quale non è stato
progettato è garantita attraverso il sistema di controllo.
Questo sistema aggiorna periodicamente i parametri di funzionamento del motore
affinché sia assicurata la condizione di funzionamento desiderata da parte del pi-
lota.
Le strategie di controllo sono tre e vengono qui proposte.
• Open Loop. Questa strategia è utilizzata quando il sistema, cui viene posto
il controllo, non è particolarmente critico ed è costituito da una dinamica
affidabile. In tale strategia ad ogni input si osserva un determinato output.
• Closed Loop. Quando la dinamica è complessa non è possibile affidarsi ad
un sistema di controllo di tipo open-loop, in quanto le condizioni di uscita
potrebbero differire rispetto a quelle di ingresso. Se ciò accade è necessario
utilizzare una tipologia di controllo di tipo closed-loop che garantisce una
maggiore accuratezza.
In questa strategia il sistema si corregge in modo automatico in base alla
richiesta che si ha in ingresso e all’uscita che si ottiene. Il motore ha una
risposta di tipo non lineare, per cui non è semplice generare tale sistema.
• Adaptive Control. Tale strategia è utilizzata per architetture più com-
plesse grazie alla presenza di potenti processori. Qui il sistema motore è
affiancato parallelamente da un modello matematico, essi sono costituiti in
ingresso dal medesimo input.
L’apparato matematico, essendo più rapido rispetto al sistema fisico, viene
utilizzato come controllo in previsione, fornendo anticipatamente la risposta
assunta dal motore. In questo modo è possibile correggere i parametri in
ingresso al motore nel caso questo raggiungesse una condizione non gradita.
115
116
CAPITOLO 6. CONTROLLI
In questo breve capitolo sono introdotti alcuni controlli basici per i primi due
motori sviluppati nel lavoro di tesi: il J85 e l’Olympus 593.
I controlli utilizzati sono di tipo closed-loop ed operano attraverso l’EP R (Engine
Pressure Ratio).
6.1
Variazione della temperatura in ingresso al
J85
In questa sezione, la temperatura statica in ingresso al motore J85 è fatta variare
in modo sinusoidale. Essa assume una variazione periodica intorno al valore di
progetto, (∗). In particolare:
)
(t
T0 = T∗0 + 20 sin
4
A tale variazione in ingresso della temperatura, si vuole mantenere costante il
valore di spinta prodotta dal motore e pari al valore di progetto. Affinché ciò sia
garantito, il controllo viene effettuato sull’EP R che è definito come:
p7t
EPR =
(6.1)
p1t
Nelle condizioni di progetto, per il J85, esso assume il seguente valore:
EPR = 3.18
Per visualizzare sempre il valore di progetto dell’EP R, al motore viene applicato
un controllo di tipo proporzionale. Il sistema di controllo riceve in input il valore
richiesto, EP R, e calcola il valore ottenuto in uscita, EP R. Tali valori vengono
confrontati, attraverso i quali è valutato l’errore, ΔEP R.
ΔEP R = EP R - EP R
Questo valore viene moltiplicato ad una costante di proporzionalità opportuna,
Kp, che lega la variazione di EPR alla variazione di flusso combustibile.
Δ m b = Kp ΔEPR
Indicando con mb0 il valore di flusso combustibile che viene fornito al motore si
calcola la correzione effettuata su di esso attraverso la seguente:
mb = mb0 + Kp ΔEPR
6.1. VARIAZIONE DELLA TEMPERATURA IN INGRESSO AL J85
117
260
240
220
0
5
10
15
20
25
30
15.8
15.6
15.4
0
5
10
15
20
25
30
0.42
0.41
0.4
0
5
10
15
20
25
30
3.185
3.18
3.175
3.17
0
5
10
15
20
25
Figura 6.1: EPR costante per una variazione della temperatura in ingresso al J85
definendo il nuovo valore di flusso combustibile da fornire al motore.
Quanto esposto viene effettuato ogni qualvolta si stima una variazione delle con-
dizioni in ingresso al motore. Nella figura 6.1 si apprezza una variazione di tipo
armonica nelle variabili che costituiscono il motore. Inoltre, si nota come il valore
di EP R si mantiene all’incirca costante e pari al valore di progetto, non assumendo
particolari variazioni.
L’unica anomalia è possibile osservarla nella fase iniziale, qui la portata combusti-
bile devia leggermente rispetto ai valori assunti in modo armonico successivamente.
Questo comportamento è dovuto all’errore presente nell’approssimazione delle de-
rivate temporali attraverso un metodo del primo ordine.
Nella figura 6.1 è stato rappresentato il margine di pompaggio. Il suo valore
è ottenuto confrontando il rapporto di compressione relativo al pompaggio, βcp,
118
CAPITOLO 6. CONTROLLI
rispetto quello disponibile nel punto operativo, βc.
βcp - βc
SURGEM =
× 100
(6.2)
βc
6.2
Variazione dell’EPR nel J85
3.2
3
2.8
2.6
2.4
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
18
17
16
15
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
0.4
0.35
0.3
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
Figura 6.2: Variazione del margine di pompaggio e della portata di combustibile
con l’EP R nel J85
Generalmente, il pilota agendo sulla manetta non varia direttamente il flusso
combustibile in ingresso alla camera di combustione, ma attraverso essa decide il
livello di spinta che vuole ottenere. Tale variazione la si ottiene agendo sull’EP R
del motore.
Il pilota non varia in modo autonomo l’EP R, ma attraverso la manetta definisce
il valore desiderato di questo parametro. Il livello desiderato è fornito in input al
6.2. VARIAZIONE DELL’EPR NEL J85
119
3
2.8
2.6
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
104
1.65
1.6
1.55
1.5
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
8
7.5
7
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
2.61
2.605
2.6
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
Figura 6.3: Comportamento delle variabili del motore alla variazione dell’EP R
nel J85
sistema di controllo, il quale lo confronta con l’output fornito dal motore.
Come fatto nel capitolo precedente, la differenza tra i due valori definisce un errore
il quale è corretto ad ogni istante temporale, agendo sul flusso di combustibile, fino
a quando l’uscita non corrisponde all’ingresso, quindi al valore desiderato.
Per valutare la risposta del motore, dunque l’efficacia del sistema di controllo,
la richiesta del pilota è costituita da una legge di manetta ad onda quadra cosı
definita:
{
EPR
se t ≤ 20 s,
40 s < t ≤ 60 s, t > 80 s
EPR =
EPR × 0.8
se
20 s < t ≤ 40 s,
60 s < t ≤ 80 s
Anche in questo caso, come in quello visto nella sezione precedente, la correzione
è effettuata attraverso un controllore di tipo proporzionale, con una costante di
120
CAPITOLO 6. CONTROLLI
proporzionalità, Kp, opportunamente scelta.
Nella figura 6.2 si osserva che il margine di pompaggio aumenta alla riduzione
dell’EP R e l’azione appena descritta corrisponde ad una decelerazione. Essa è
accompagnata dallo scorrimento del punto operativo, sulla linea di funzionamento,
in zone più lontane dalla linea del pompaggio. Si assiste ad un comportamento
inverso durante l’accelerazione.
Quanto appena descritto è confermato attraverso la portata di combustibile che
vede ridursi, facendo, quindi, abbassare la temperatura totale in ingresso turbina.
Attraverso la figura 6.3 si apprezza come sono modificate le variabili scelte per la
determinazione dei punti operativi del turbogetto monoalbero.
In questa, seppur la riduzione dell’EP R corrisponde ad una decelerazione, si nota
come la turbina ancora non ha raggiunto la condizione di sblocco in quanto il
suo valore resta pressoché di 2.6. Differentemente, la discesa del punto operativo
attraverso la linea di funzionamento corrisponde ad una riduzione tanto del numero
di giri, quanto del rapporto di compressione.
6.3
Variazione dell’EPR nell’Olympus 593
Quanto appena fatto per il turbogetto monoalbero J85 è possibile svilupparlo anche
per il turbogetto bialbero Olympus 593.
La differenza fondamentale che si osserva quando sono presenti due alberi è dettata
dalla variazione della costante di proporzionalità utilizzata. Ciò è dovuto al fatto
che i tempi di risposta in un motore turbogetto bialbero differiscono dal precedente.
Anche per questa tipologia di motore la legge di manetta fornita è accomunabile
ad un’onda quadra avente le caratteristiche qui esposte.
{
EPR
se t ≤ 20 s,
40 s < t ≤ 60 s, t > 80 s
EPR =
EPR × 0.6
se
20 s < t ≤ 40 s,
60 s < t ≤ 80 s
dove, per l’Olympus 593 si ha:
EPR = 2.3
Applicando la manetta descritta si assiste alla risposta del motore disponibile nella
figura 6.4. Come era facile aspettarsi, il pilota agendo sulla manetta attraverso la
variazione dell’EP R, determina la variazione di tutti i parametri motore.
Alla fase di decelerazione è accompagnata la riduzione di tutte le variabili, mentre
la fase di accelerazione vede queste aumentare.
Dalla figura 6.5 si osserva come durante le fasi di accelerazione e decelerazione
i due compressori si comportano in modo antitetico. In essa è mostrato che la
fase di decelerazione è caratterizzata da una riduzione del margine di pompaggio
6.3. VARIAZIONE DELL’EPR NELL’OLYMPUS 593
121
sul compressore di bassa pressione. Tale comportamento è spiegato dalla linea di
funzionamento tracciata sulla mappa di questo componente ricavata nel capitolo
3. Il margine di pompaggio sul compressore di alta pressione ha, invece, il com-
portamento inverso in quanto la linea ricavata nel medesimo capitolo si allontana
sostanzialmente dalla linea del pompaggio durante la fase di decelerazione.
Ad un comportamento inverso si assiste nella fase di accelerazione.
L’ultima figura, la 6.6, mostra ciò che è stato definito in precedenza. Ossia, il
pilota agendo sull’EP R, tramite la manetta, decide il livello di spinta da ottenere.
Proprio attraverso la figura 6.6 si visualizza che la variazione della spinta segue lo
stesso andamento dell’EP R, segno che i due parametri sono legati tra loro.
Nell’ultimo grafico, della stessa figura, si assiste alla variazione di flusso com-
bustibile dettata dal sistema attraverso un controllo puramente proporzionale.
122
CAPITOLO 6. CONTROLLI
2.5
2
1.5
0
20
40
60
80
100
120
6500
6000
5500
5000
0
20
40
60
80
100
120
8500
8000
7500
7000
0
20
40
60
80
100
120
3
2.5
2
0
20
40
60
80
100
120
4.6
4.4
4.2
4
0
20
40
60
80
100
120
Figura 6.4: Variazione parametri Olympus 593 con l’EP R
6.3. VARIAZIONE DELL’EPR NELL’OLYMPUS 593
123
2.5
2
1.5
0
20
40
60
80
100
120
12
11
10
9
8
0
20
40
60
80
100
120
18
17
16
15
14
0
20
40
60
80
100
120
Figura 6.5: Variazione margine di pompaggio Olympus 593 con l’EP R
124
CAPITOLO 6. CONTROLLI
2.5
2
1.5
0
20
40
60
80
100
120
100
80
60
40
20
0
20
40
60
80
100
120
1.5
1
0.5
0
20
40
60
80
100
120
Figura 6.6: Variazione margine di pompaggio Olympus 593 con l’EP R
Capitolo 7
Conclusioni
Le analisi delle condizioni di funzionamento a progetto, cos`ı come quelle di fuo-
ri progetto, e le simulazioni sui quattro motori visti nei capitoli precedenti sono
state effettuate mediante l’utilizzo del linguaggio FORTRAN77. La scelta di tale
linguaggio di programmazione è dovuta, oltre che alla rapidità di esecuzione dello
stesso, soprattutto alla possibilità di poter effettuare la parallelizzazione affinché
sia possibile sfruttare più processori per eseguire i calcoli.
Attraverso gli studi eseguiti si è apprezzato come il metodo numerico di Newton-
Raphson permette una rapida convergenza alla soluzione, anche con residui di
iterazione molto piccoli. Durante le analisi per il funzionamento in transitorio, in
fase di definizione della matrice Jacobiana, è importante scegliere dei valori di ε
adeguati, altrimenti la soluzione potrebbe mostrare delle discontinuità in fase di
modifica della manetta.
Quanto detto è quasi impossibile evitarlo per i rapporti di espansione delle turbi-
ne. Ciò è dovuto al fatto che le turbine, operando per gran parte del campo di
funzionamento in regime critico, sono costituite da valori di rapporti di espansione
che differiscono nelle ultime cifre decimali e, perturbando il sistema nella defini-
zione della matrice delle derivate, è inevitabile ricavare una discontinuità in tale
parametro.
Nella definizione del simulatore si è pervenuti alla conclusione che per ogni catego-
ria di propulsore è necessario aggiornare il numero delle equazioni di bilancio per
pervenire ad una soluzione corretta. In particolare, ogni albero aggiuntivo al primo
impone con sé l’introduzione di tre equazioni di bilancio. La presenza dell’ugello è
caratterizzata da un’equazione di bilancio che garantisce la continuità di portata
attraverso esso e, infine, la presenza del fan introduce un’ulteriore equazione.
Dalle analisi svolte è stato possibile osservare come si perviene alla convergenza
più o meno rapidamente in base alla dimensione delle inerzie che costituiscono i
vari alberi. Generalmente, la presenza di un componente massiccio come il fan
determina una soluzione raggiunta in un lasso di tempo più ampio rispetto a casi
125
126
CAPITOLO 7. CONCLUSIONI
in cui esso è assente.
Sviluppi futuri dei simulatori appena creati potrebbero essere quelli di paralle-
lizzare il codice per simularlo su più processori, affinché sia possibile misurare il
risparmio in tempo ottenuto per effettuare i calcoli.
Al codice potrebbe essere applicato il metodo dei volumi. Esso prevede l’introdu-
zione di volumi tra i vari componenti del motore, giungendo cos`ı a soluzioni più
accurate.
Come già anticipato nell’introduzione del presente lavoro di tesi, nella definizione
del simulatore sono stati utilizzati due valori per il calore specifico, uno associato
al flusso contenente la sola aria, l’altro che considera la presenza dei gas combusti.
È possibile implementare una forma polinomica del calore specifico, tra quelle di-
sponibili in letteratura, che considera la variazione del proprio valore associata al
cambio di temperatura.
I codici sviluppati possono essere, inoltre, utilizzati per immettere alcuni controlli
sul motore. Dato che questi sono stati analizzati soltanto per il turbogetto mo-
noalbero e bialbero, potrebbero essere amplificati ai due turbofan, il JT9D-3A ed
il Turbo Union - RB199, visti nei due capitoli del presente lavoro.
Avendo considerato, nell’analisi dei controlli, soltanto la presenza di un controllore
proporzionale, introducendo l’apparato derivativo e quello integrativo è interessan-
te valutare come differisce la risposta rispetto ai casi già visti. Inoltre, questi è
possibile accorparli ai propulsori che prevedono un postcombustore, in modo tale
da ridurre il flusso combustibile se si verificasse lo spegnimento accidentale del
componente, affinché non sia raggiunta la condizione di overspeed.
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